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	<title>ComunicatoStampa.org : autori e press agent</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
	<lastBuildDate>Sun, 24 May 2026 11:12:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ComunicatoStampa.org : autori e press agent</title>
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		<title>Speculazione finanziaria, i grandi fondi investono miliardi nel settore minerario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[hedge fund più grandi]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori di volume]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La materia prima al centro delle discussioni in questo momento è il petrolio, a causa della guerra nel Golfo. In &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La materia prima al centro delle discussioni in questo momento è il petrolio, a causa della guerra nel Golfo. In precedenza era stato l&#8217;oro la commodity più negoziata sui mercati. Ma adesso <strong>la speculazione finanziaria</strong> sembra puntare le proprie fiches <strong>su un altro asset, ossia i metalli industriali</strong>.</p>
<h4>Il nuovo fulcro della speculazione finanziaria</h4>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://notizie-economia.it/wp-content/uploads/2026/03/metalli-commodity-energetiche-1-630x330-1.jpg" alt="metalli minerali" />Secondo una recente <strong>analisi elaborata da Reuters</strong>, il patrimonio gestito dagli ETF, ossia gli <em>Exchange Traded Fund</em>, ha registrato un <strong>vero e proprio boom di afflussi verso il settore minerario</strong>. Un fiume di denaro che la speculazione finanziaria ha indirizzato verso i metalli industriali e che può essere quantificato in <strong>quasi 90 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>La portata di questo movimento speculativo può essere colta pensando che il 31 marzo del 2025 il patrimonio gestito nel settore minerario era appena di 37 miliardi. Poco più di un terzo rispetto ad ora.</p>
<h4>Fiducia nel ciclo di crescita</h4>
<p>Secondo i grandi gestori degli <a href="https://economia-impresa.info/hedge-funds-ecco-i-piu-grandi-al-mondo-e-quanti-soldi-gestiscono/" target="_blank" rel="noopener">Hedge Fund più grandi al mondo</a> dunque <strong>ci aspetta un ciclo di crescita sostenuta del settore minerario metallurgico</strong>. La spinta arriva dalla forte crescita degli investimenti sotto il traino dell&#8217;intelligenza artificiale, dell&#8217;aumento della spesa per esigenze difensive e dall&#8217;allontanamento titoli tecnologici, ormai troppo costosi.</p>
<h5>I titoli minerari corrono</h5>
<p>Un altro dato è abbastanza eclatante. Mentre l&#8217;indice tecnologico statunitense è calato del 9% nel primo trimestre del 2026, <strong>le azioni dei colossi minerari come BHP e RioTinto hanno raggiunto dei massimi storici.</strong></p>
<p>La speculazione finanziaria conta sul fatto che gli investimenti di capitale delle infrastrutture della rete elettrica, nei Data Center, e anche nei veicoli elettrici, nelle stazioni di ricarica continueranno a crescere nei prossimi anni. Peraltro in relazione agli <a href="https://www.universoforex.it/news/1939/indicatori_di_volume_nel_trading_forex_cosa_sono_e_quali_sono_quelli_piu_affidabili.html" target="_blank" rel="noopener">indicatori di volume di trading</a>, <strong>si aspettano una domanda abbastanza resiliente e stabile</strong>, cosa che rende questo superciclo un terreno fertilissimo per la speculazione finanziaria.</p>
<h5>Il rischio di alta volatilità</h5>
<p>C&#8217;è un aspetto che però va sottolineato e che si può riassumere con la frase <strong>&#8220;<em>mercati piccoli, grandi oscillazioni</em>&#8220;</strong>. Infatti le dimensioni ridotte dei mercati dei futures sui metalli fanno sì che quando si verificano fortissimi afflussi di capitali, <strong>la volatilità dei prezzi può aumentare esponenzialmente</strong>.</p>
<p>Anche se il trend rialzista è solido, la volatilità nel breve periodo può diventare molto elevata. Ciò può cambiare rapidamente il sentiment del mercato e rendere il settore vulnerabile a forti inversioni di tendenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Banche, la sfida del futuro è intercettare la Next Gen</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122480/banche-la-sfida-del-futuro-e-intercettare-la-next-gen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 05:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme Consob]]></category>
		<category><![CDATA[Private Banking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore del private banking in Italia sta attraversando una fase di trasformazione e maturazione. Gli istituti stanno accrescendo la &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore del <strong>private banking in Italia </strong>sta attraversando una fase di trasformazione e maturazione. Gli istituti stanno accrescendo la massa di patrimoni gestiti, eppure <strong>le nostre banche potrebbero fare molto di più, </strong>soprattutto se riuscissero a intercettare un pubblico più giovane.</p>
<h5>I giovani ancora sottovalutati dalle banche</h5>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/05/banca-630x330.jpg" alt="banche" />Se consideriamo i dati contenuti nell&#8217;<strong>ultimo rapporto annuale dell&#8217;Osservatorio Private Banking,</strong> si evince che la clientela della next generation, quelle successive cioè ai baby boomer, rappresenta <strong>soltanto il 21% del totale</strong>. Sebbene si tratti di una quota in progressiva espansione, è obiettivamente una percentuale ancora troppo bassa.</p>
<p>Se pensassimo che i giovani non hanno ancora maturato grande interesse verso i servizi di Private Banking commetteremo un grosso errore. Il report evidenzia infatti che <strong>c&#8217;è un interesse medio alto del pubblico giovane </strong>verso i servizi di consulenza evoluta. Tuttavia <strong>soltanto in pochi casi questo interesse si trasforma in un rapporto concreto</strong> con le banche. Moltissimi giovani, piuttosto che affidare le proprie risorse agli istituti, preferiscono impieghi fai da te e investimenti on-line. La cosa grave è che spesso lo fanno non utilizzando <a href="https://www.universoforex.it/news/896/lista_migliori_broker_e_siti_trading_autorizzati_consob.html" target="_blank" rel="noopener">piattaforme autorizzate Consob</a>, correndo quindi grossi rischi.</p>
<h2>Un punto di vista differente</h2>
<p>Bisogna considerare che <strong>finora il private banking in italiano è stato </strong>un vestito cucito addosso alle esigenze di <strong>individui di una certa età, un certo reddito e determinati bisogni</strong> da soddisfare. Se si vuole allargare la platea del pubblico più giovane, bisogna evidentemente intercettare i loro bisogni che sono diversi. Senza dimenticare la loro attenzione crescente verso il tema dell&#8217;<a href="https://blog.libero.it/wp/myeconomy/2025/11/11/economia-sostenibile-cose-perche-dobbiamo-realizzarla/" target="_blank" rel="noopener">economia sostenibile</a> e della transizione energetica.</p>
<p>Se le banche riusciranno a intercettare questa domanda latente, fornendo soluzioni soddisfacenti, allora potremmo assistere a una crescita significativa della clientela nei prossimi anni.</p>
<h2>Barriere all&#8217;ingresso troppo alte</h2>
<p>Se per le banche i giovani rappresentano una grossa opportunità da cogliere, al tempo stesso <strong>bisogna fare i conti con delle barriere all&#8217;ingresso che rimangono elevate</strong>.<br />
Tra i principali ostacoli che la next generation incontra c&#8217;è soprattutto la <strong>ridotta disponibilità di un patrimonio iniziale</strong> e la percezione dei <strong>costi di ingresso come elevati</strong>. Inoltre troppo spesso le banche e i giovani <strong>non parlano la stessa lingua,</strong> perché adottano scelte comunicative poco compatibili. I giovani chiedono un servizio personalizzato e adattabile allo stile di vita e agli obiettivi individuali, nonché strumenti sempre più digitali ma semplici e intuitivi.</p>
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		<title>Economia Green, ecco i quattro metalli che sono i pilastri del futuro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121600/economia-green-ecco-i-quattro-metalli-che-sono-i-pilastri-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 06:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia green]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cammino lungo la transizione energetica, oltre ad essere costoso ed impegnativo, deve fare i conti anche con la disponibilità &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cammino lungo la <strong>transizione energetica, oltre ad essere costoso ed impegnativo</strong>, deve fare i conti anche con la disponibilità delle risorse primarie necessarie. <strong>L&#8217;economia green ha bisogno di diversi minerali</strong> che sono necessari per cambiare il nostro futuro. La disponibilità di quei minerali diventa una fonte di potere economico e geopolitico.</p>
<h2>I pilastri dell&#8217;economia green</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 310px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2023/12/eolico_green_energia-630x330.jpg" alt="economia green" />Nel panorama dei metalli che sono largamente utilizzati <strong>per lo sviluppo dell&#8217;energia verde</strong> ci sono soprattutto quattro nomi da fare: <strong>litio, cobalto, nichel e terre rare</strong>. Si tratta di componenti essenziali per riuscire ad arrivare ad un&#8217;economia che non dipende più dai combustibili fossili, e al tempo stesso sfrutta le tecnologie più ecologiche.</p>
<p>La corsa a queste materie prime già va avanti da un bel po&#8217; di tempo e continuerà ancora in modo sostenuto. In tal modo <strong>si va disegnando uno scenario geografico diverso</strong>, incentrato sulla disponibilità di queste risorse preziose. Ed in questo scenario <strong>un ruolo dominante lo ha la Cina.</strong></p>
<h2>Pechino ha visto lungo sulle terre rare</h2>
<p>Uno degli elementi più chiacchierati degli ultimi tempi sono <strong>le terre rare, un insieme di metalli critici</strong> fondamentali per l&#8217;economia green ed in particolar modo per l&#8217;energia eolica. Chi vuole <a href="https://blog.libero.it/wp/myeconomy/2025/10/15/investire-nelle-rinnovabili-costa-benefici-molte-piu/" target="_blank" rel="noopener">investire nelle energie rinnovabili</a> non può fare a meno delle terre rare. <strong>La maggior parte della produzione si concentra in Cina. </strong>Pechino si sta muovendo da molti anni su questo fronte, ed ha così costruito un forte controllo sul mercato.</p>
<h2>L&#8217;Australia è la leader del Litio</h2>
<p><strong>Il 50% del Litio offerto a livello globale arriva dall&#8217;Australia,</strong> che è quindi il principale attore in questo segmento. Sappiamo bene l&#8217;importanza che ha il litio, soprattutto per le <strong>batterie dei veicoli elettrici</strong> e per quelle che immagazzinano l&#8217;energia prodotta da pannelli solari e turbine eoliche.</p>
<h2>Il cobalto e il nichel</h2>
<p>Un altro materiale essenziale per le batterie è il <strong>cobalto, che per l&#8217;80% della produzione mondiale fa riferimento al Congo</strong>. Tuttavia le maggiori miniere e infrastrutture per la <strong>produzione e l&#8217;estrazione di questo metallo appartengono alla Cina</strong>.</p>
<p>Utilizzato praticamente per ogni prodotto necessario alla transizione energetica, <strong>il Nichel è un altro metallo essenziale per l&#8217;economia Green</strong>. Non a caso i futures su questo metallo viaggiano a 17.900 dollari per tonnellata, sui massimi di quasi 2 anni (fonte <a href="https://www.universoforex.it/news/1748/pocket_option_il_broker_binario_non_esma_con_altissimi_payout_recensione_ed_opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Pocket Option Italia</a>). Sono molteplici i paesi che vantano grandi risorse, con l&#8217;Indonesia che recita la parte del leone. Anche in questo caso però <strong>la raffinazione del suo metallo è nelle mani cinesi</strong>, che altresì gestiscono gli investimenti nelle infrastrutture nel paese.</p>
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		<item>
		<title>Finanza retail, c&#8217;è un rischio sistemico dietro il diffondersi del &#8220;fai da te&#8221;</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865120991/finanza-retail-ce-un-rischio-sistemico-dietro-il-diffondersi-del-fai-da-te/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 08:37:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[consob]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[leva finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni lo scenario economico contemporaneo ha subito un profondo mutamento, in particolar modo per quanto riguardo l&#8217;accesso ai &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865120991/finanza-retail-ce-un-rischio-sistemico-dietro-il-diffondersi-del-fai-da-te/">Finanza retail, c&#8217;è un rischio sistemico dietro il diffondersi del &#8220;fai da te&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni lo <strong>scenario economico contemporaneo ha subito un profondo mutamento</strong>, in particolar modo per quanto riguardo l&#8217;accesso ai mercati finanziari. Si è assistito infatti ad <strong>un processo di democratizzazione</strong>, che ha fatto sviluppare <strong>sempre di più la finanza retail</strong>. Mentre un tempo l&#8217;operatività sui mercati era ad esclusivo appannaggio di grandi istituzioni finanziarie e professionisti, oggi <strong>si diffonde sempre più il &#8220;fai da te&#8221;</strong>.</p>
<h5>Cosa sta succedendo alla finanza retail</h5>
<p><strong>L&#8217;evoluzione tecnologica è stata fondamentale </strong>sotto questo punto di vista. Con l&#8217;avvento di Internet infatti si sono <strong>spalancate le porte a milioni di investitori al dettaglio</strong>, alimentando la finanza retail.</p>
<p>Chiaramente questo ha portato anche a dei problemi, perché il numero di piattaforme digitali per fare trading è aumentato notevolmente e non sempre si tratta di piattaforme che hanno società solide o trasparenti alle spalle. In Italia bisogna scegliere solo <a href="https://www.universoforex.it/news/896/lista_migliori_broker_e_siti_trading_autorizzati_consob.html" target="_blank" rel="noopener">broker auotrizzati CONSOB</a>. Ecco perché molti esperti di finanza si interrogano se <strong>questa apparente democratizzazione </strong>dei mercati finanziari non <strong>nasconda in realtà un vero e proprio rischio sistemico</strong>.</p>
<h5>Alcuni numeri eclatanti</h5>
<p>Ci sono dei dati che rendono al meglio la situazione attuale. <strong>A partire dal 2020 il numero di conti di trading </strong>che sono stati aperti da cittadini europei <strong>è cresciuto a ritmi vertiginosi</strong>. Una tendenza che è stata <strong>alimentata ulteriormente dalla pandemia</strong>, che ci ha costretti per diversi mesi a rimanere chiusi in casa. Così milioni di persone hanno iniziato a esplorare il mondo degli investimenti sui mercati finanziari.</p>
<h5>I rischi sistemici</h5>
<p>Se da un lato l&#8217;accesso facilitato ai mercati finanziari ha consentito a molte persone di cercare rendimenti alternativi, soprattutto vista l&#8217;epoca di tassi di interesse prossimi allo zero o negativi in termini reali, dall&#8217;altro <strong>questo percorso è avvenuto senza un&#8217;adeguata preparazione</strong>. Il processo di finanziarizzazione dell&#8217;economia ha modificato il rapporto tra i cittadini e il denaro.</p>
<p>Chi un tempo si affidava soltanto alle banche per gestire le proprie finanze ha scelto di farlo da solo, esponendosi però a dei <strong>rischi che non sempre neppure vengono compresi appieno</strong>, come sottolineato più volte anche dalla <a href="https://economia-impresa.info/bce-cose-la-banca-centrale-europea-cosa-fa-e-dove-si-trova/" target="_blank" rel="noopener">BCE</a>. Ad esempio, l&#8217;utilizzo della leva finanziaria, un meccanismo che consente di accedere a mercati finanziari anche con pochi capitali moltiplicando le eventuali profitti ma anche le potenziali perdite.</p>
<p>Ancora più insidioso e il meccanismo di gamificazione degli investimenti, che vengono presentati quasi come se fossero giochi e non degli impieghi di risorse economiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Inflazione, crescita e mercati: ecco come le banche centrali muovono l&#8217;economia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865117123/inflazione-crescita-e-mercati-ecco-come-le-banche-centrali-muovono-leconomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 07:23:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[banche centrali]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pocket Option Italia]]></category>
		<category><![CDATA[spread trading]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le riunioni di politica monetaria delle banche centrali sono degli appuntamenti estremamente importanti. Le loro decisioni servono soprattutto per riallineare &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865117123/inflazione-crescita-e-mercati-ecco-come-le-banche-centrali-muovono-leconomia/">Inflazione, crescita e mercati: ecco come le banche centrali muovono l&#8217;economia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le riunioni di politica monetaria delle <strong>banche centrali</strong> sono degli appuntamenti estremamente importanti. Le loro <strong>decisioni servono soprattutto per riallineare l&#8217;inflazione verso gli obiettivi a lungo termine</strong>, ma incidono in modo importante sia sulla crescita dell&#8217;economia che sull&#8217;andamento dei mercati globali.</p>
<h2>La priorità resta l&#8217;inflazione</h2>
<p><strong><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/04/bce-630x330.jpg" alt="banca centrale BCE" />Il compito principale </strong>di una banca centrale è quella di <strong>tenere sotto controllo l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione</strong>. Quando si fa troppo elevata, l&#8217;economia comincia a ristagnare perché i consumi privati crollano (visto che i prezzi sono più alti). Quando invece è troppo bassa, i consumi aumentano l&#8217;economia si surriscalda.</p>
<p>Per svolgere il proprio ruolo, <strong>una banca centrale ha come principale arma il movimento dei tassi di interesse</strong>. Con esso si definisce <strong>il costo del denaro per le banche commerciali</strong>, ossia quanto queste ultime devono pagare per poter depositare i propri fondi presso la Banca Centrale Europea. Questo costo diventa il <strong>riferimento per i singoli istituti privati </strong>sui prestiti che fanno a imprese e consumatori.</p>
<h2>Quando si tagliano i tassi di interesse&#8230;</h2>
<p>Nel momento in cui i tassi di interesse vengono abbassati, il ricorso al credito da parte di famiglie imprese diventa più conveniente, quindi aumentano le richieste. Ciò significa <strong>più investimenti e più spesa privata dell&#8217;economia</strong>.</p>
<p>Come conseguenza, la <strong>maggiore liquidità spinge anche al rialzo i mercati azionari</strong>, perché le imprese riescono a finanziarsi a costi più bassi e sostenere maggiori investimenti, migliorando di conseguenza anche la loro redditività. Inoltre con i tassi più bassi, viene <strong>favorito anche il mercato azionario</strong>. Questo succede perché gli investitori fanno continuamente <a href="https://www.universoforex.it/news/1023/spread_trading_forex_e_non_solo_strategia_guida_ed_esempi_concreti.html" target="_blank" rel="noopener">spread trading</a>, ossia valutano se conviene mettere i loro fondi sul reddito fisso o sui titoli azionari. Siccome in questo caso <strong>è meno conveniente investire in titoli di Stato,</strong> dirottano parte dei loro capitali verso gli asset più rischiosi, ma potenzialmente più redditizi.</p>
<h2>Quando la banca centrale aumenta i tassi di interesse&#8230;</h2>
<p>Chiaramente lo scenario si rovescia <strong>quando una banca centrale aumenta i tassi di interesse</strong>. Il costo del denaro più alto <strong>scoraggia imprese e famiglie a chiedere prestiti</strong>, riduce gli investimenti delle aziende e la loro potenziale redditività. La conseguenza è che <strong>anche il mercato azionario ne soffre</strong>, perché con i tassi di interesse più elevati diventa più conveniente per gli investitori puntare sui titoli a reddito fisso, anziché correre rischi eccessivi sul mercato azionario.</p>
<h2>Le &#8220;armi non convenzionali&#8221;</h2>
<p>Chiaramente questo discorso è molto semplificato, perché <strong>oltre i tassi di interesse.</strong> le banche centrali riescono a governare l&#8217;inflazione anche ad altri sistemi.<br />
Durante il periodo pandemico abbiamo sentito parlare spesso di &#8220;<strong>quantitative easing&#8221;</strong>, ossia l&#8217;<strong>acquisto massiccio di titoli di stato e altri asset</strong> da parte della banca centrale, così da immettere più denaro fresco in circolazione, senza andare a toccare i tassi di interesse.</p>
<p><strong>Dopo la crisi finanziaria del 2008, Fed e BCE hanno fatto ampio ricorso a questo strumento</strong>, innescando un lungo mercato rialzista, con <strong>gli indici azionari che sono schizzati a livelli record </strong>(si vedano i grafici su <a href="https://www.universoforex.it/news/1748/pocket_option_il_broker_binario_non_esma_con_altissimi_payout_recensione_ed_opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Pocket Option Italia</a>). Tale strumento però non può essere mantenuto attivo troppo a lungo, perché espone al rischio che si formino delle bolle speculative. In sostanza i prezzi delle azioni finiscono per staccarsi eccessivamente dalla realtà dei fondamentali economici.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865117123/inflazione-crescita-e-mercati-ecco-come-le-banche-centrali-muovono-leconomia/">Inflazione, crescita e mercati: ecco come le banche centrali muovono l&#8217;economia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<title>Economia, l&#8217;oro può diventare l&#8217;arma dei Brics contro gli USA</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114384/economia-loro-puo-diventare-larma-dei-brics-contro-gli-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 10:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bollinger bands]]></category>
		<category><![CDATA[brics]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[valute più scambiate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando parliamo dei paesi BRICS, ci riferiamo a un gruppo sempre più nutrito di paesi che cercano di coordinare la &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865114384/economia-loro-puo-diventare-larma-dei-brics-contro-gli-usa/">Economia, l&#8217;oro può diventare l&#8217;arma dei Brics contro gli USA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo dei <strong>paesi BRICS</strong>, ci riferiamo a un gruppo sempre più nutrito di paesi che cercano di coordinare la loro economia sotto la <strong>guida di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica</strong>. Queste economie, che fino un paio di decenni fa erano considerate in via di grande sviluppo, <strong>stanno aumentando progressivamente il loro peso</strong>.</p>
<h2>I Brics, l&#8217;oro e l&#8217;economia</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 157px; margin: 11px; width: 300px;" src="https://www.universoforex.it/new/wp-content/uploads/2020/12/oro-gold-300x157.jpg" alt="oro" />Un recente <strong>rapporto del <em>World Gold Council</em></strong> ha recentemente mostrato uno scenario molto interessante riguardo ai Brics. <strong>Posseggono </strong>infatti complessivamente <strong>un quinto delle riserve auree a livello globale</strong>.</p>
<p>Per molti questo non avrà grande significato, ma in realtà <strong>è un importante indicatore della loro importanza nell&#8217;economia globale</strong>, dal momento che loro è una delle risorse chiave per la stabilità economica e finanziaria.</p>
<h2>L&#8217;importanza delle riserve auree</h2>
<p>In tempi di crisi <strong>il metallo prezioso è una risorsa cruciale contro le turbolenze</strong> dell&#8217;economia, e al tempo stesso funge da <strong>garanzia per le varie valute nazionali,</strong> aiutando a sostenerle. Soprattutto alla luce delle recenti politiche monetarie espansive (ossia i tassi di interesse alti) che le maggiori banche mondiali &#8211; a cominciare da Fed e BCE &#8211; hanno dovuto adottare contro l&#8217;altra inflazione, il <strong>ruolo dell&#8217;oro come bene rifugio è tornato prepotentemente alla ribalta</strong>.</p>
<p>Del resto basta guardare le quotazioni del lingotto per rendersene conto. <strong>Il prezzo ha superato la cifra record di 2.700 per oncia</strong>, è costantemente oltre le <a href="https://www.universoforex.it/news/352/bande_di_bollinger_cosa_sono_e_come_si_usano_quali_segnali_di_trading_mandano.html" target="_blank" rel="noopener">Bollinger bands</a> e c&#8217;è chi ritiene potrebbe arrivare <strong>a tremila dollari nei prossimi mesi</strong>.</p>
<h2>La sfida al dollaro</h2>
<p>Tutto questo cosa c&#8217;entra con i Brics? C&#8217;entra eccome, perché <strong>il possesso di enormi quantità di oro come riserva di valore </strong>strategica aumenta il loro peso nell&#8217;economia globale, anche a livello geopolitico, <strong>riducendo la dipendenza dal dollaro statunitense</strong>.</p>
<p>Infatti questo contribuisce a <strong>mitigare l&#8217;instabilità valutaria, </strong>che deriva proprio dalle fluttuazioni rispetto al dollaro. In sostanza <strong>l&#8217;oro diventa una delle armi </strong>con cui i Brics stanno cercando <strong>di ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense</strong>, creando al tempo stesso un nuovo polo di influenza macroeconomica (per lo più a guida russa e cinese).</p>
<h3>Anche l&#8217;Europa è sotto attacco</h3>
<p>La posizione che stanno assumendo i Brics diventa quindi <strong>per gli Stati Uniti una potenziale sfida</strong>. Se questi paesi continuassero ad accrescere la loro posizione nelle riserve auree, <strong>potrebbero creare davvero un&#8217;alternativa credibile al sistema basato sul dollaro</strong>, diventando alcune delle <a href="https://www.universoforex.it/news/790/coppie_piu_scambiate_e_volatili_principali_secondarie_o_esotiche.html" target="_blank" rel="noopener">valute più scambiate</a> ed erodendo di conseguenza il prestigio e il potere degli Stati Uniti. Stesso discorso, è ancora più amplificato, riguarda la posizione dell&#8217;Europa, che dopo il dollaro hanno un maggiore livello di controllo geopolitico sul sistema dell&#8217;economia internazionale.</p>
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		<title>Tariffe occidentali sull&#8217;alluminio cinese, gli effetti si vedranno solo a medio termine</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113401/tariffe-occidentali-sullalluminio-cinese-gli-effetti-si-vedranno-solo-a-medio-termine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 15:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[alluminio]]></category>
		<category><![CDATA[EMA200]]></category>
		<category><![CDATA[media mobile 200]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi l&#8217;andamento del mercato dei metalli è stato a fasi alterne. C&#8217;è stato un periodo durato fino a &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865113401/tariffe-occidentali-sullalluminio-cinese-gli-effetti-si-vedranno-solo-a-medio-termine/">Tariffe occidentali sull&#8217;alluminio cinese, gli effetti si vedranno solo a medio termine</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi l&#8217;andamento del <strong>mercato dei metalli è stato a fasi alterne</strong>. C&#8217;è stato un periodo durato fino a maggio, durante il quale i prezzi sono schizzati verso l&#8217;alto, mentre in seguito c&#8217;è stato un brusco calo. Tutto questo è accaduto mentre l&#8217;<strong>Occidente ha cominciato a proteggersi </strong>dal feroce export cinese <strong>tramite tariffe</strong>.</p>
<h2>Il mercato dell&#8217;alluminio prima delle tariffe</h2>
<p>Tariffe occidentali sull&#8217;alluminio cinese, gli effetti si vedranno solo a medio termine</p>
<p><strong><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2021/06/alluminio-630x330.jpg" alt="alluminio dazi" />I timori di un deficit dell&#8217;offerta </strong>sul mercato del rame <strong>ha provocato </strong>mesi fa un&#8217;<strong>impennata della richiesta, </strong>non solo per il metallo rosso ma anche per gli altri. Questo <strong>effetto a catena ha provocato circa tre mesi di rialzi continui</strong> dei prezzi (ciò accadeva ovviamente prima che si tornasse a parlare di tariffe sull&#8217;export cinese).</p>
<p><strong>Nel caso dell&#8217;alluminio c&#8217;è stato un incremento del 4% </strong>tra maggio e giugno, con il prezzo che ha superato la <a href="https://www.universoforex.it/news/1375/strategia_media_mobile_200_periodi_come_fare_trading_con_ema_e_sma.html" target="_blank" rel="noopener">media mobile 200 periodi (EMA200)</a> che descrive l&#8217;andamento del lungo periodo, e ha raggiunto i massimi di due anni, prima di imboccare la via della discesa nelle ultime settimane.</p>
<h2>La discesa recente dei prezzi</h2>
<p>Il rimbalzo verso il basso <strong>è stato innescato nuovamente dalle notizie riguardanti il rame</strong>. Una volta che il mercato ha compreso che non c&#8217;erano segni di carenza di metallo rosso, e in mancanza dei tagli dei tassi di interesse da parte della Fed (cosa che agirebbe in senso ribassista sulla domanda) <strong>il prezzo ha cominciato a scendere</strong>.</p>
<p>Da lì <strong>ha cominciato a sgretolarsi il rally speculativo </strong>iniziato mesi prima. Dal picco che avevano raggiunto, <strong>le quotazioni dell&#8217;alluminio sono scese ai livelli più bassi da un mese di aprile</strong>, arrivando sotto i 4,4 dollari l&#8217;oncia (fonte dati <a href="https://www.universoforex.it/news/1748/pocket_option_il_broker_binario_non_esma_con_altissimi_payout_recensione_ed_opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Pocket Option Italia</a>).</p>
<h2>Come cambierà lo scenario?</h2>
<p>In questo contesto vanno inserite le <strong>novità riguardanti le tariffe protezionistiche contro la Cina</strong>. Pechino ha avuto un boom della produzione, che ha raggiunto il massimo di due anni a maggio. Ma intanto la capacità di assorbimento da parte dell&#8217;industria cinese è ancora debole. Così <strong>da Pechino sono partiti carichi continui di metallo verso l&#8217;occidente</strong>, spesso a prezzi anche stracciati.</p>
<p>Per questo motivo <strong>l&#8217;occidente ha voluto reagire</strong>. A metà maggio la Casa Bianca ha aumentato le tariffe su alcuni prodotti cinesi alluminio incluso. Tuttavia per vedere gli effetti sul mercato bisognerà aspettare un po&#8217; di mesi.</p>
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		<title>Vendite all&#8217;estero, la crescita per le PMI si scontra con i rischi legati al cambio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865112277/vendite-allestero-la-crescita-per-le-pmi-si-scontra-con-i-rischi-legati-al-cambio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 12:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[pocket option]]></category>
		<category><![CDATA[spread trading]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il panorama imprenditoriale piccolo e medio del nostro paese ha sempre avuto una grande vivacità. Anche di fronte alle difficoltà &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il panorama imprenditoriale piccolo e medio del nostro paese ha sempre avuto una grande vivacità. Anche di fronte alle difficoltà del contesto globale e alle nuove sfide sul fronte internazionale, <strong>le nostre PMI hanno saputo adeguarsi aumentando le proprie vendite anche all&#8217;estero</strong>. Tuttavia ogni sviluppo presenta anche delle spine.</p>
<h4>I rischi legati alle vendite all&#8217;estero</h4>
<p>E&#8217; fuor di dubbio che il panorama delle <strong>PMI italiane </strong>sta facendo emergere degli intraprendenti attori globali, che hanno <strong>trovato nuove opportunità di crescita e sviluppo oltre i confini nazionali</strong>.</p>
<p>Queste aziende hanno saputo <strong>sviluppare legami commerciali e allargare i loro orizzonti</strong> su scala internazionale, cercando nuovi mercati per diversificare le proprie vendite. La creazione di una rete globale di clienti però presenta una rischio connesso soprattutto all&#8217;andamento delle valute.</p>
<h5>L&#8217;incognita cambio</h5>
<p>Ci sono delle incognite quando si lavora con l&#8217;estero. Soprattutto <strong>in periodi di forte incertezza geopolitica, le fluttuazioni dei tassi di cambio</strong> possono essere anche importanti. In definitiva finiscono per avere un sulle vendite e di conseguenza sulla redditività delle transazioni.</p>
<p>Ciò si verifica <strong>soprattutto quando le vendite sono realizzate in paesi in via di sviluppo</strong>. Pensiamo ad esempio al recente andamento della Lira turca. A giugno 2023 il rapporto dollaro-Lira era 22,00 e a distanza di un anno è arrivato a 32 euro (fonte dati <a href="https://www.universoforex.it/news/1748/pocket_option_il_broker_binario_non_esma_con_altissimi_payout_recensione_ed_opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Pocket Option Italia</a>). La Lira <strong>ha perso circa il 60% del suo valore!</strong><br />
Cosa fare quindi?</p>
<h5>I possibili rimedi</h5>
<p>Un rimedio contro il rischio di fluttuazione del cambio valutario è <strong>condurre le transazioni &#8220;matching&#8221;,</strong> ossia trasferire l&#8217;importo della transazione più piccola agli altri movimenti successivi. Così facendo <strong>si riduce l&#8217;esposizione in valuta estera </strong>di quell&#8217;importo e si compensano i flussi a prescindere dal numero di transazioni coinvolte.</p>
<p>Un altro modo è <strong>inserire clausole specifiche nei contratti</strong> con i propri fornitori e clienti, ad esempio prevedendo dei meccanismi di compensazione in caso di perdite.</p>
<p>E ancora, si può decidere di <strong>operare in valuta locale per ridurre al minimo il rischio di cambio</strong>. Oppure si può fare <a href="https://www.universoforex.it/news/1023/spread_trading_forex_e_non_solo_strategia_guida_ed_esempi_concreti.html" target="_blank" rel="noopener">spread trading</a>, sfruttando la stagionalità di alcuni prodotti esportati.</p>
<h5>Gli strumenti di gestione finanziaria</h5>
<p><strong>Tra le forme più efficaci </strong>di contrasto del rischio di cambio <strong>ci sono le gestioni finanziarie tramite i derivati valutari</strong>. Ad esempio i contratti a termine fissi. Il guaio è che molti imprenditori, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono intimiditi rispetto a queste operazioni perché <strong>non hanno le conoscenze necessarie per affrontarle.</strong></p>
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		<item>
		<title>Economia, ecco cosa rende interessante il debito dei paesi emergenti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111587/economia-ecco-cosa-rende-interessante-il-debito-dei-paesi-emergenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 05:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[media mobile]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[relative volatility index RVI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo arrivati ad un punto di svolta per il mercato obbligazionario, perché la situazione dei fondamentali dell&#8217;economia torna a rendere &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo arrivati ad un punto di svolta per il mercato obbligazionario, perché la situazione dei <strong>fondamentali dell&#8217;economia </strong>torna a <strong>rendere interessante l&#8217;investimento nel debito dei mercati emergenti</strong>. Tuttavia bisogna fare delle precisazioni.</p>
<h2>Debito emergente e prospettive dell&#8217;economia</h2>
<p>L&#8217;appeal dell&#8217;<strong>obbligazionario </strong>emergente dipende soprattutto dall&#8217;<strong>orizzonte dell&#8217;impiego</strong>. Chi intende investire <strong>a breve termine</strong>, per via del maggiore rendimento di questa asset class, deve considerare che <strong>il ritiro della liquidità a livello globale probabilmente innescherà una forte volatilità</strong> (per questo va tenuto d&#8217;occhio l&#8217;indice <a href="https://www.universoforex.it/news/888/relative_volatility_index_rvi_come_funziona_e_che_strategia_di_segnali_usare.html" target="_blank" rel="noopener">relative volatility index RVI</a>). Anche se dovrebbe essere minore rispetto al biennio precedente, si tratta comunque di un rischio da tenere in considerazione.</p>
<p>Chi invece intende muoversi <strong>su un orizzonte di più lungo periodo</strong>, allora a <strong>quattro motivi </strong>per scegliere il debito nei mercati emergenti.<br />
In primo luogo, l&#8217;economia dei mercati emergenti presenta un <strong>miglioramento dei dati fondamentali</strong>. Grazie al lungo periodo in cui le materie prime hanno avuto prezzi elevati, molti dei paesi emergenti hanno potuto rimettere in sesto il loro bilancio pubblico (ovviamente ci riferiamo agli esportatori di commodities). Anche <strong>lo sviluppo del turismo</strong> dopo la pandemia ha dato una bella spinta ad alcuni paesi, pensiamo alla Turchia e quelli caraibici.</p>
<h2>L&#8217;inflazione e il rischio default</h2>
<p>Un secondo aspetto importante riguarda <strong>il trend inflazionistico</strong>. Nonostante il livello rimanga ancora al di sopra della <a href="https://www.universoforex.it/news/1721/trading_con_le_medie_mobili_ecco_la_guida_per_usarle_nel_modo_corretto.html" target="_blank" rel="noopener">media mobile</a>, nell&#8217;ambito panorama dei mercati emergenti <strong>c&#8217;è un diffuso miglioramento</strong>, anche se non tutti ne hanno davvero beneficiato. Dal momento che le banche centrali dei paesi emergenti hanno adottato politiche monetarie ortodosse, <strong>il rendimento del debito è diventato molto interessante</strong>.</p>
<p>Uno dei fattori che scoraggiava l&#8217;investimento negli obbligazionari emergenti era <strong>l&#8217;alto rischio di default</strong>, soprattutto per la condizione generale dell&#8217;economia globale. <strong>La situazione però adesso è migliorata</strong>, è il rischio si è decisamente ridotto (occhio, ma pur sempre rimane).</p>
<h2>Volatilità dei tassi</h2>
<p>L&#8217;ultimo aspetto importante riguarda <strong>la volatilità dei tassi <em>core</em></strong>, che è sempre una minaccia quando si parla del rendimento degli obbligazionari emergenti. Tuttavia visto il flusso cedolare ai massimi di 13 anni, le probabilità di ottenere un rendimento positivo nel medio lungo termine è elevato.</p>
<p><strong>Tutto questo spiega la fiducia </strong>che gli investitori potrebbero avere <strong>nell&#8217;investimento obbligazionario nell&#8217;economia emergente</strong>, ricordando sempre che gli scenari possono cambiare anche rapidamente, soprattutto in relazione all&#8217;andamento dei Treasury americani.</p>
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		<item>
		<title>Bilancio in rosso per la Banca Centrale Svizzera &#8211; 3,2 miliardi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111010/bilancio-in-rosso-per-la-banca-centrale-svizzera-32-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 19:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[bns]]></category>
		<category><![CDATA[Keltner channel]]></category>
		<category><![CDATA[valuta base]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=111010</guid>

					<description><![CDATA[<p>La famosa precisione svizzera non garantisce risultati certi quando si tratta di investimenti. Lo sanno bene gli investitori della Banca &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865111010/bilancio-in-rosso-per-la-banca-centrale-svizzera-32-miliardi/">Bilancio in rosso per la Banca Centrale Svizzera &#8211; 3,2 miliardi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La famosa precisione svizzera non garantisce risultati certi quando si tratta di investimenti. Lo sanno bene gli investitori della Banca Nazionale Svizzera, che oltre ad essere l&#8217;istituto centrale del paese elvetico, è anche una società quotata in borsa. Nell&#8217;ultimo anno <strong>il bilancio dell&#8217;istituto ha segnato un a perdita di 3,2 miliardi di franchi</strong>. Non è poco, anche se sono <strong>briciole rispetto al rosso di 134 miliardi di Franchi registrato nel 2022</strong>.</p>
<h2>Niente dividendi ne&#8217; soldi ai Cantoni</h2>
<p>Si tratta di una brutta notizia anzitutto per gli azionisti, perché in base alle disposizioni della legge sulla Banca Nazionale e alla convenzione sulla distribuzione dell&#8217;utile, <strong>una perdita in bilancio del genere rende impossibile distribuire denaro</strong> per questo esercizio.<br />
La notizia è <strong>negativa anche per i Cantoni elvetici</strong>, perché in linea di principio un utile residuo dopo dotazione degli accantonamenti è a disposizione per essere distribuito a Confederazione e Cantoni. <strong>Anche stavolta non avranno nulla</strong>.</p>
<h2>La beffa è proprio nel Franco</h2>
<p>Come era accaduto l&#8217;anno scorso, <strong>anche quest&#8217;anno le perdite maggiori </strong>la banca nazionale della Svizzera le ha <strong>patite proprio sulle posizioni aperte in valuta nazionale</strong>, che chiaramente è la <a href="https://www.universoforex.it/news/1388/che_cos_039_e_la_valuta_base_nel_forex_e_la_valuta_quotata_guida_completa.html" target="_blank" rel="noopener">valuta base</a> della maggior parte delle operazioni. Complessivamente <strong>il rosso è di 8,5 miliardi</strong>, legato principalmente al pagamento di interessi corrisposti sugli averi in conto giro per un importo di 7,4 miliardi di franchi. Ulteriori <strong>oneri da 2,5 miliardi sono derivati dalle operazioni per l&#8217;assorbimento di liquidità</strong>. I proventi per interessi sui prestiti garantiti e sui prestiti secondo il diritto di necessità in essere fino ad agosto sono ammontati a 1,4 miliardi di franchi.</p>
<h2>Bene oro e valuta straniere</h2>
<p><strong>Il trading sull&#8217;oro ha invece fruttato un utile di 1,7 miliardi di franchi</strong>, a fronte di una quantità invariata di 1040 tonnellate. La plusvalenza si è verificata <strong>grazie al forte rialzo del prezzo del metallo prezioso</strong> detenuto dalla Banca Centrale. Sulla fine del 2023, dopo essere uscito diverse volte dal <a href="https://www.universoforex.it/news/1274/keltner_channel_il_canale_indicatore_di_volatilita_guida_su_come_usarlo_nel_trading.html" target="_blank" rel="noopener">Keltner channel</a>, l&#8217;oro veniva scambiato oltre i 2000 dollari per oncia.</p>
<p><strong>Bilancio positivo anche sulle posizioni in valuta straniera</strong>, dove la BNS segna un <strong>plusvalenza di 4 miliardi</strong>. I proventi per interessi e i dividendi sono ammontati rispettivamente a 10,1 e a 3,6 miliardi di franchi, cui si sono contrapposti oneri per interessi per 1,0 miliardi di franchi.</p>
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		<item>
		<title>Vendite di auto, la concorrenza cinese colpisce forte i player europei</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110509/vendite-di-auto-la-concorrenza-cinese-colpisce-forte-i-player-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 19:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[Ger 40]]></category>
		<category><![CDATA[migliori indicatori di volatilità]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I colossi dell&#8217;auto Made in Europe, tradizionalmente grandi protagonisti del settore sia nel vecchio continente che in Oriente, stanno attraversando &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I colossi dell&#8217;<strong>auto </strong><em><strong>Made in Europe</strong>,</em> tradizionalmente grandi protagonisti del settore sia nel vecchio continente che in Oriente, stanno attraversando <strong>la fase più difficile degli ultimi anni.</strong> Infatti le vendite in Cina continuano a scivolare, e la minaccia orientale si sta estendendo anche in Europa.</p>
<h4>Gli ultimi numeri sulle vendite</h4>
<p>L&#8217;ultimo caso eclatante è relativo a <strong>Mercedes, il colosso tedesco </strong>quotato sull&#8217;<a href="https://www.dax-pro.com/news/4008/nasce-il-dax-40-ecco-i-nuovi-membri-che-entrano-nel-listino-principale.html" target="_blank" rel="noopener">indice Ger 40</a>. Lo scorso anno la casa teutonica <strong>ha subito un calo del 2% delle vendite in Cina,</strong> il mercato più importante dopo quello europeo. Questa flessione ha finito per incidere anche sul bilancio totale delle <strong>vendite a livello globale, che sono cresciute soltanto del 1,5%</strong>.</p>
<h4>L&#8217;avanzata dei player locali</h4>
<p>Come tutti i marchi europei, anche <strong>Mercedes sta soffrendo la concorrenza dei produttori locali</strong>, le cui vendite continuano a gonfiarsi (con annesse polemiche per via dei forti sospetti di sussidi statali in grado di abbattere i prezzi e fare concorrenza sleale).</p>
<p><strong>Nell&#8217;era della transizione energetica, le imprese cinesi</strong> hanno saputo sfruttare la marcia a rilento delle aziende europee, e soprattutto il loro <strong>vantaggio di produrre auto a costi minori</strong>, conquistando vendite e quote di mercato. I veicoli elettrici in Cina si stanno diffondendo sempre di più, tanto che nel 2023 hanno avuto una crescita delle vendite pari al 22%.<br />
Per fare un esempio, in questo segmento <strong>Mercedes è già stata superata da marchi cinesi come Byd</strong>.</p>
<h5>Il timore di un&#8217;espansione oltre confine</h5>
<p><strong>Le preoccupazioni </strong>dei grandi marchi dell&#8217;industria automobilistica Europea non si esauriscono però al solo mercato cinese. <strong>Il timore </strong>infatti è che le aziende di Pechino presto cominceranno a fare <strong>una concorrenza agguerrita a Mercedes e compagnia anche nel vecchio continente</strong>. Byd, ad esempio, presto costruirà in Ungheria la prima fabbrica di veicoli.</p>
<p>Nel 2021 la quota cinese sul mercato delle auto elettriche europee era del 3,9%, nel 2022 avevano l’8% e, <strong>secondo le stime </strong>di Bruxelles, <strong>nel 2025 raggiungeranno il 15%</strong> (con <a href="https://www.universoforex.it/news/1272/migliori_indicatori_di_volatilita_i_piu_utilizzati_e_la_guida_su_come_si_misura.html" target="_blank" rel="noopener">indicatori di volatilità</a> molto elevati). Peraltro nel Nord Europa, dove l&#8217;elettrificazione è molto più avanzata, la quota di auto cinesi sul mercato dell&#8217;elettrico è già attorno al 20%.</p>
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		<title>Business dei voli, le compagnie aeree tornano a comprare veicoli</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110120/business-dei-voli-le-compagnie-aeree-tornano-a-comprare-veicoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[airbus]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Ger 40 DAX]]></category>
		<category><![CDATA[XTB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uscita dal tunnel tortuoso della pandemia sembra essere ormai stata completata da parte delle compagnie aeree, che durante la crisi &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uscita dal tunnel tortuoso della <strong>pandemia sembra essere ormai stata completata </strong>da parte delle compagnie aeree, che durante la crisi sanitaria avevano lasciato i loro aerei a terra per molti mesi.<br />
Adesso il <strong>loro business è tornato ad essere robusto,</strong> tanto da spingerle a chiudere il <strong>2023 con un forte incremento di ordini </strong>per rinnovare le proprie flotte e ricominciare l&#8217;espansione.</p>
<h2>I numeri del business</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://www.dax-pro.com/new/wp-content/uploads/2022/10/airbus_3-630x330.jpg" alt="airbus" />Secondo le ultime stime, <strong>il colosso è aerospaziale Airbus </strong>&#8211; il maggiore a livello europeo &#8211; <strong>concluderà l&#8217;anno con ordini per oltre 2000 nuovi aerei</strong> (dati <a href="https://www.universoforex.it/news/1803/xtb_broker_recensione_come_funziona_e_motivi_validi_per_sceglierlo.html" target="_blank" rel="noopener">XTB group</a>), registrando così il dato più alto di sempre. Anche il suo storico rivale <strong>Boeing terminerà l&#8217;anno con ordini importanti,</strong> oltre 1200, che pur essendo sotto il picco di 1550 realizzato nel 2014, rimane comunque un risultato ragguardevole visti i problemi avuti con il 737 Max. <strong>Il 2023 dovrebbe chiudersi con un business delle commesse superiore ai 500 miliardi di dollari</strong>.</p>
<h3>I riflessi sul mercato</h3>
<p>La crescita del business sta avendo <strong>riflessi importanti sulle quotazioni in borsa di Airbus</strong>. Nel corso di quest&#8217;anno il valore del titolo (quotato sul <a href="https://www.dax-pro.com/news/4008/nasce-il-dax-40-ecco-i-nuovi-membri-che-entrano-nel-listino-principale.html" target="_blank" rel="noopener">DAX Ger 40</a>) <strong>è passato da 111 euro a 142 euro</strong>, mentre nel 2020, circa un anno dopo lo scoppio della pandemia, era addirittura precipitato sotto i 60 euro.</p>
<h5>Uno scenario trasversale</h5>
<p>La <strong>corsa agli ordini riguarda tutti gli operatori in tutto il mondo</strong>. Ne sono protagonisti EasyJet, Ryanair, Turkish Airlines, le compagnie indiane&#8230; hanno deciso tutte quante di tuffarsi in questo business.</p>
<p>C&#8217;è un motivo preciso dietro a tutto questo: dal momento che <strong>Airbus e Boeing hanno praticamente esaurito tutti gli slot liberi</strong> nel per il prossimo decennio, chi arriva tardi e finisce in fondo alla lista d&#8217;attesa <strong>rischia di essere tagliata fuori dalla modernizzazione</strong> della propria flotta.</p>
<p>La corsa al rinnovamento è così forte che <strong>i ritardatari rischiano di aspettare addirittura 10 anni</strong> prima di vedersi consegnato un nuovo velivolo. Peraltro sta accadendo anche una cosa insolita, ossia la crescita record anche del numero di aerei per le rotte intercontinentali.</p>
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		<title>Finanza, l&#8217;entusiasmo verso la svolta green si è raffreddato</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865109768/finanza-lentusiasmo-verso-la-svolta-green-si-e-raffreddato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 16:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[economia green]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[pocket option]]></category>
		<category><![CDATA[price action]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il tema della transizione verso un&#8217;economia green ha stuzzicato la finanza internazionale, che all&#8217;interno di questo settore &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865109768/finanza-lentusiasmo-verso-la-svolta-green-si-e-raffreddato/">Finanza, l&#8217;entusiasmo verso la svolta green si è raffreddato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il tema della <strong>transizione verso un&#8217;economia green ha stuzzicato la finanza</strong> internazionale, che all&#8217;interno di questo settore ha vissuto <strong>una vera e propria ubriacatura</strong>. Ma proprio come succede dopo una sbornia, i postumi sono da mal di testa e devono far riflettere sui danni che provocano certi eccessi.</p>
<h5>La transizione energetica e la finanza</h5>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 157px; margin: 11px; width: 300px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/08/economia-green-sostenibile-630x330.jpg" alt="finanza" />Il sogno di un mondo che avrebbe corso spedito verso un&#8217;<strong>economia green ha lasciato il posto ad una realtà ben diversa,</strong> perché la <strong>frenata della transizione ecologica </strong>è chiaramente testimoniata dai numeri.</p>
<p>A bloccare lo sviluppo delle energie pulite sono diversi fattori. <strong>I tassi di interesse elevati hanno reso gli investimenti troppo costosi,</strong> e in molti casi si è deciso di rinviare nuovi progetti al futuro (altri sono proprio naufragati).</p>
<p><strong>Le catene di fornitura mondiali singhiozzano </strong>e questo ha portato ad un <strong>aumento dei prezzi dei materiali indispensabili</strong>. Il tutto è condito dalle tensioni geopolitiche che aggravano ulteriormente i problemi anzi detti su disponibilità e <a href="https://www.dax-pro.com/news/900/scalping-sul-dax-con-price-action-scalping-grafico-strategia-e-linee-guida.html" target="_blank" rel="noopener">price action</a>.</p>
<h5>Meno entusiasmo, più obbiettività</h5>
<p>Anche se il mondo ha compreso che la <strong>svolta green è necessaria</strong>, il mondo della finanza ha cominciato ad essere <strong>più obiettivo rispetto a quello che era qualche tempo fa</strong>. Al posto di guardare ai sogni, ha deciso di guardare ai fondamentali ossia ai numeri.</p>
<p><strong>Non si può parlare però di una crisi di fiducia</strong> da parte della finanza sul green, quanto <strong>più che altro un ritorno alla ragionevolezza</strong>. Ciò induce sempre a guardare ai valori obiettivi e alle prospettive reali, che <strong>oggi come oggi raccontano di rischi enormi nella transizione ecologica</strong>.</p>
<h5>La frenata</h5>
<p>I numeri raccontano che <strong>nelle ultime settimane alcune grandi aziende del settore eolico</strong> come Siemens Energy <strong>hanno avuto problemi enormi </strong>che si sono ripercossi sulle quotazioni in borsa. Ma anche nell&#8217;ambito automobilistico sono evidenti problemi nella produzione di veicoli elettrici.</p>
<p>Un altro esempio eclatante riguardo uno degli Exchange traded Fund più liquidi sul mercato specializzato nel settore green, ossia l’<strong>iShares Global Clean Energy, che è crollato del 34% in questo 2023 </strong>(fonte dati <a href="https://www.universoforex.it/news/1748/pocket_option_il_broker_binario_non_esma_con_altissimi_payout_recensione_ed_opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Pocket Option Italia</a>). Il dato è ancora più impietoso se si pensa che <strong>nello stesso lasso di tempo l&#8217;indice del mercato azionario americano ha guadagnato oltre il 15%</strong>.<br />
Anche le emissioni obbligazionarie private legate alle energie pulite hanno subito un forte rallentamento.</p>
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		<item>
		<title>Rendimenti alle stelle, per la Federal Reserve sono guai seri</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865109111/rendimenti-alle-stelle-per-la-federal-reserve-sono-guai-seri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 06:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[rendimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese di ottobre 2023 rimarrà caratterizzato dalla insolita e forte corsa dei rendimenti obbligazionari globali. In sostanza si tratta &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mese di <strong>ottobre 2023</strong> rimarrà <strong>caratterizzato dalla insolita e forte corsa dei rendimenti obbligazionari globali</strong>. In sostanza si tratta di quanto uno Stato deve pagare per essere finanziato. Crescita economica in debito, quindi. Ma la corsa recente di tale debito <strong>potrebbe innescare preoccupanti conseguenze</strong>.</p>
<h2>I rischi della corsa dei rendimenti</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 310px;" src="https://www.universoforex.it/new/wp-content/uploads/2017/08/dollaro-7-630x330.jpg" alt="rendimenti usa" />La Banca Centrale più interessata da questo problema è la <strong>Federal Reserve</strong>. Per la <strong>prima volta dal 2007 i rendimenti dei titoli </strong>di Stato americani a 10 anni hanno <strong>superato la soglia del 5%.</strong></p>
<p>Una corsa così feroce rappresenta una grave minaccia per la stabilità del mercato finanziario, dal momento che <strong>invogliano gli investitori a riposizionare i loro portafogli per cogliere queste grosse opportunità</strong>, adottando una classica strategia <a href="https://www.universoforex.it/news/1047/strategia_swing_trading_forex_guida_cos_039_e_esempi_e_regole.html" target="_blank" rel="noopener">swing trading</a>. Gli spostamenti enormi di denaro da un asset all&#8217;altro, <strong>non sono mai un processo indolore</strong>.</p>
<h2>Le banche commerciali</h2>
<p>Oltre ad aumentare il pericolo di sbalzi della volatilità sui mercati finanziari, la corsa dei rendimenti <strong>potrebbe creare gravi problemi alle banche commerciali</strong> di piccole e medie dimensioni. Infatti in alcuni casi sarà necessario procedere ad un <strong>declassamento del valore degli asset</strong>, ma al tempo stesso i rendimenti elevati aumentano notevolmente i <strong>pericoli che ci siano inadempienze sui mutui immobiliari commerciali</strong>. Chiaramente ciò avrebbe un impatto notevolmente negativo sulle banche stesse.</p>
<h2>Gli Usa, la crescita e un enorme debito</h2>
<p>A tutto questo va sommato il fatto che <strong>la crescita americana è praticamente finanziata da debito pubblico</strong>, che continua a diventare sempre più oneroso. L’indebitamento degli Stati Uniti è <strong>oggi sopra il 120% del PIL</strong>, mentre la <strong>spesa per interessi ha superato il livello del 3.5% del PIL</strong>. Anche a colpo d&#8217;occhio (quello che i giapponesi chiamano <a href="https://www.universoforex.it/news/537/ichimoku_kinko_hyo_un_sistema_di_trading_completo_ecco_come_sfruttarlo_per_fare_dei_profitti.html" target="_blank" rel="noopener">Ichimoku Kinko Hyo</a>) si tratta di una situazione che non è sostenibile a lungo termine.</p>
<p>Entro la fine del 2024, il Tesoro USA dovrà rifinanziare il suo debito di circa il 40% (al quale andrà aggiunto anche l’emissione di nuovo debito per finanziare il deficit corrente). Con i tassi alti a lungo e l&#8217;inflazione (si spera) in discesa, il contenimento nominale del rapporto debito/PIL non ci sarebbe più, esponendo gli USA a un reale problema di sostenibilità del debito.</p>
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		<item>
		<title>Banca Monte Paschi rimane al centro dei pensieri del governo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108853/banca-monte-paschi-rimane-al-centro-dei-pensieri-del-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 05:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[monte paschi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua ad essere incerto il destino della banca più antica al mondo, ossia Monte Paschi di Siena. Si tratta di &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865108853/banca-monte-paschi-rimane-al-centro-dei-pensieri-del-governo/">Banca Monte Paschi rimane al centro dei pensieri del governo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua ad essere <strong>incerto il destino della banca più antica al mondo</strong>, ossia <strong>Monte Paschi di Siena</strong>. Si tratta di un destino dalle importanti <strong>implicazioni tanto politiche quanto economiche</strong>, che dovrà essere definito nei prossimi mesi.</p>
<h2>Il futuro della banca</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/05/banca-630x330.jpg" alt="banca" />Per salvare l&#8217;istituto in crisi, anni fa <strong>il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ne divenne proprietario al 64%</strong>. Ancora oggi detiene quella percentuale, <strong>ma dovrà liberarsene al più presto</strong> perché ce lo impone l&#8217;Europa. La partita sul destino della banca senese tuttavia è ancora aperta, e spesso riserva colpi di scena.</p>
<p>Due anni fa al tavolo delle trattative si sedette <strong>Unicredit, ma dopo mesi di trattative decise di alzarsi e andare via</strong>. Il successivo aumento di capitale ha reso Banca Monte Paschi più robusta, nonché in grado di avviare una riorganizzazione che <strong>oggi l&#8217;ha portata ad essere un istituto con un utile</strong> che a fine anno dovrebbe essere di circa un miliardo.</p>
<p>Certo, una <strong>bella spinta è arrivata dalla politica di tassi alti della BCE</strong>, ma quello che conta è che da istituto in perdita, oggi Banca Monte Paschi è diventata un istituto che produce utili. Peraltro <strong>il titolo in Borsa è cresciuto del 16% quest&#8217;anno</strong>, e il recente <a href="https://www.universoforex.it/news/1048/incrocio_medie_mobili_o_strategia_moving_average_semplice_guida_completa.html" target="_blank" rel="noopener">incrocio medie mobili 50 e200</a> ha mandato un ulteriore segnale incoraggiante agli investitori.</p>
<h2>Scelta da fare presto</h2>
<p>Tuttavia se <strong>l&#8217;emergenza economica è finita, quella politica rimane ancora in piedi</strong>. E Roma deve risolverla in fretta, serve una <a href="https://www.universoforex.it/news/1276/strategie_di_trading_forex_a_breve_termine_15_minuti_30_minuti.html" target="_blank" rel="noopener">strategia a breve termine</a> perché il tempo stringe. L&#8217;obiettivo è <strong>collocare in borsa una parte di quel 64% </strong>che oggi si trova nel portafoglio del governo. Probabilmente sarà almeno il 15%, perché in tal modo si ridurrebbe la quota in mano al governo sotto la soglia della maggioranza assoluta, il che <strong>renderebbe contendibile la banca senese</strong>.</p>
<h2>Un aiuto dai Tribunali</h2>
<p>Di recente il panorama attorno a Monte Paschi si è ulteriormente rasserenato dopo le <strong>sentenze della Cassazione, che hanno confermato l&#8217;assoluzione </strong>di alcuni ex manager del gruppo. Sotto il profilo economico la conseguenza è stata il taglio di circa un miliardo di richieste risarcitorie, che pendevano come una spada di Damocle. Fra la fine di ottobre l&#8217;inizio di novembre sono attese altre sentenze più o meno analoghe.</p>
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		<item>
		<title>Mercati delle materie prime, gli Stati Uniti perdono lo scettro per cotone e mais</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108349/mercati-delle-materie-prime-gli-stati-uniti-perdono-lo-scettro-per-cotone-e-mais/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 07:07:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[failure swing]]></category>
		<category><![CDATA[mercato delle materie prime]]></category>
		<category><![CDATA[ordine limite sell]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=108349</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;effetto dei cambiamenti climatici si sta manifestando con tutta evidenza sui mercati delle materie prime. Sta infatti cambiando le gerarchie &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865108349/mercati-delle-materie-prime-gli-stati-uniti-perdono-lo-scettro-per-cotone-e-mais/">Mercati delle materie prime, gli Stati Uniti perdono lo scettro per cotone e mais</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;effetto dei <strong>cambiamenti climatici</strong> si sta manifestando con tutta evidenza sui <strong>mercati delle materie prime. </strong>Sta infatti<strong> cambiando le gerarchie</strong> che erano consolidate da molto tempo. Infatti gli USA stanno perdendo lo scettro per alcune commodities.</p>
<h2>I nuovi leader sui mercati delle materie prime</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/08/commodities-agricole-2-630x330.jpg" alt="materie prime" />A causa della <strong>siccità e delle temperature torride </strong>registrate in Texas, lo Stato dove viene prodotto principalmente il cotone, quest&#8217;anno <strong>si concretizzerà il sorpasso dell&#8217;export da parte del Brasile</strong>.</p>
<p>Finora i due paesi si erano divisi il primato, fornendo oltre la metà della domanda globale. Ma mentre quest&#8217;anno le esportazioni del paese sudamericano dovrebbero salire a 11,25 milioni di balle. Gli Stati Uniti dovrebbero invece fermarsi sotto questa soglia, visto che <strong>la stagione in corso si candida ad essere la seconda peggiore di sempre</strong>.</p>
<p>Non si tratta di un cambiamento di poco conto, visto che sui mercati delle materie prime <strong>il cotone è senza dubbio un prodotto pregiato</strong>. E&#8217; fondamentale per l&#8217;industria della moda, la seconda più consistente a livello globale (fatturato complessivo di 2.400 miliardi di dollari). Il suo <strong>prezzo infatti</strong> da circa un anno si trova <strong>tra 80 e 90 dollari per libbra,</strong> ma nel marzo dello scorso anno era arrivato a sfiorare 150 dollari, prima di un <a href="https://www.universoforex.it/news/902/top_e_bottom_failure_swing_cos_039_e_e_strategia_operativa.html" target="_blank" rel="noopener">failure swing bottom</a> che ha fatto scendere le quotazioni sui mercati delle materie prime.</p>
<h2>Il caso del mais</h2>
<p><strong>Il Brasile sta inoltre dando un ulteriore dispiacere agli Stati Uniti</strong>. Oltre ad avanzare sul mercato della soia, quest&#8217;anno <strong>il paese sudamericano diventerà il principale fornitore mondiale di mais</strong>, altro importante protagonista dei mercati delle materie prime.</p>
<p>La sua produzione dovrebbe crescere del 16,6%, arrivando ad un totale di 131 milioni di tonnellate. E secondo la <strong>Conab</strong> (Compagnia nazionale di approvvigionamento) <strong>l&#8217;export arriverà a 50 milioni di tonnellate,</strong> superando quelle degli Stati Uniti che (a causa del consumo che richiederà un <a href="https://www.universoforex.it/news/1385/ordine_limit_che_cos_039_e_definizione_e_differenza_tra_buy_limit_e_sell_limit.html" target="_blank" rel="noopener">ordine limite sell</a> alle esportazioni) si fermerà a 41,3 milioni.</p>
<h2>Altre minacce per gli USA</h2>
<p>Ma le brutte notizie non finiscono qui. Ulteriori traumi sono in vista per il colosso statunitense. Infatti <strong>Russia e Unione Europea </strong>hanno già superato l&#8217;America per l&#8217;<strong>esportazione di grano nel mondo</strong>.</p>
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		<title>Banche, la tassa sugli extra-profitti si abbatte come uno tsunami</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865107911/banche-la-tassa-sugli-extra-profitti-si-abbatte-come-uno-tsunami/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 07:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[Indicatore relative vigor index RVI]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[XTB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;Italia è partito uno tsunami che ha investito le banche, sorprese da un norma inserita all&#8217;interno del decreto Asset che &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;Italia è partito <strong>uno tsunami che ha investito le banche</strong>, sorprese da un norma inserita all&#8217;interno del decreto Asset che prevede la <strong>tassazione degli extraprofitti</strong> generati nel biennio 2022 e 2023.<br />
Una mossa sorprendente, soprattutto perché a inizio giugno il ministro dell’Economia aveva rassicurato le banche che non c&#8217;era “<em>in cantiere nessuna tassazione sugli extraprofitti</em>”. E invece ecco la <strong>sorpresa sgradita comparsa come un fulmine a ciel sereno</strong>.</p>
<h2>Cosa prevede la super-tassa alle banche</h2>
<p><strong><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/05/banca-630x330.jpg" alt="banche" />L&#8217;imposta straordinaria istituita ha un&#8217;aliquota del 40%</strong> (ma non potrà superare il 25% del patrimonio netto) che scatterà se il margine di interesse registrato nel 2022 eccede per almeno il 3% il valore dell&#8217;esercizio 2021. Percentuale che sale al 6% confrontando il 2023 col 2022. Bisognerà versare l&#8217;imposta entro il sesto mese successivo a quello di chiusura dell&#8217;esercizio antecedente a quello in corso al primo gennaio 2024.</p>
<p>Va detto che il provvedimento non è ancora legge, perché <strong>bisognerà convertirlo in Parlamento</strong>, e vista la chiusura per ferie se ne riparlerà almeno a settembre.</p>
<h2>Crollo a Piazza Affari</h2>
<p>In attesa di subire il prelievo forzato, <strong>le banche stanno già pagando il prezzo di questa decisione</strong>. Infatti i titoli degli istituti quotati in Borsa sono andati in picchiata. Nelle ore successive all&#8217;annuncio del governo, Intesa cedeva il 7,1%, Unicredit il -5,8%, Monte Paschi -6,3%. L&#8217;<a href="https://www.universoforex.it/news/692/relative_vigor_index_cos_039_e_e_come_sfruttare_questo_oscillatore_nel_trading.html" target="_blank" rel="noopener">Indicatore relative vigor index RVI</a>, che negli ultimi mesi era sempre stato positivo, ha improvvisamente virato al ribasso.</p>
<h2>BCE e banche italiane</h2>
<p><strong>Alla base di questa scure</strong> che si è abbattuta sulle banche c&#8217;è la <strong>divergenza tra il comportamento della BCE e quello degli istituti privati</strong>.<br />
Per contrastare l&#8217;inflazione, la Banca centrale europea ha effettuato numerosi rialzi dei tassi di interesse, che le banche hanno recepito subito facendo salire i tassi sui prestiti. Ma intanto <strong>il tasso sui depositi dei clienti è rimasto a zero</strong>.</p>
<p>Chiaramente questo ha permesso alle banche di gonfiare i loro bilanci. Gli istituti di credito hanno totalizzato <strong>nel 2021 ben</strong> <strong>38,4 miliardi di euro di margine di interesse</strong> che sono ulteriormente saliti a <strong>45,5 miliardi nel 2022 </strong>(fonte dati <a href="https://www.universoforex.it/news/1803/xtb_broker_recensione_come_funziona_e_motivi_validi_per_sceglierlo.html" target="_blank" rel="noopener">XTB</a>).<br />
Secondo il Governo, questa tassa dovrebbe portare alle casse dello Stato più di due miliardi. Gli introiti saranno destinati all&#8217;aiuto per i mutui prima casa e al taglio delle tasse.</p>
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		<title>Rendimento, dopo il rally di un semestre la corsa dei listini mondiali proseguirà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 14:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[medie mobili trading]]></category>
		<category><![CDATA[rendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Xetra borsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo semestre dei listini azionari globali è stato molto positivo. Quasi tutti hanno infatti registrato un rendimento in doppia &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo semestre dei <strong>listini azionari globali</strong> è stato molto positivo. Quasi tutti <strong>hanno infatti registrato un rendimento in doppia cifra</strong>, con l&#8217;indice Nasdaq che ha fatto la parte del leone con +32% da inizio anno.</p>
<h5>Analisi del rendimento</h5>
<p><img decoding="async" class="" style="float: right; height: 171px; margin: 11px; width: 278px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/08/borsa-trading.jpg" alt="rendimento" />Le Borse sembrano quindi non aver perso la rotta in questi primi sei mesi dell’anno. Questo rally del rendimento a livello globale è <strong>dovuto principalmente alla prospettiva</strong> che le principali banche centrali possano essere vicine alla <strong>fine del ciclo di strette monetarie</strong>.<br />
Inoltre la tanto <strong>temuta recessione non c&#8217;è stata</strong>, visto che la crescita del prodotto interno lordo si è dimostrata superiore alle attese.</p>
<h5>I dati</h5>
<p>Il più importante indice azionario al mondo, <strong>l&#8217;S&amp;P 500, ha recuperato il 20% dai minimi di ottobre</strong> e questo significa che è entrato in un nuovo mercato <em>toro</em>. Come detto, intanto l’indice Nasdaq ha avuto i migliori ritorni da inizio anno con una performance vicina al 32%.</p>
<p><strong>In Europa l’Eurostoxx 50 e l’S&amp;P 500</strong> hanno registrato rispettivamente un rendimento di <strong>+15% e +13% circa</strong>, ma bilanci positivi l&#8217;hanno avuto tutte le piazze: Piazza Affari, la <a href="https://www.dax-pro.com/news/6066/xetra-borsa-germania-cose-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener">Xetra borsa</a>, il CAC40, e così via.</p>
<p>Tuttavia è da notare come <strong>la maggior parte dei guadagni</strong> sia stata trainata da <strong>tre settori: informatica, comunicazioni e beni di consumo discrezionali.</strong> Ciò è avvenuto tanto in America, quanto in Europa. Peraltro all&#8217;interno di questi settori, l&#8217;effetto traino è giunto solo da pochi titoli. Basta pensare ai casi di Nvidia, Tesla, Google (Alphabet), Microsoft, Apple, Amazon e Meta.</p>
<h5>Le difficoltà della Cina</h5>
<p>A livello geografico, <strong>l&#8217;unica grande eccezione </strong>a questa corsa del rendimento <strong>è stata la Cina</strong>. Il mercato azionario del Dragone ha avuto <strong>ritorni negativi nell’ordine del 6%</strong>. La zavorra alla seconda potenza globale l&#8217;ha messa la <strong>revisione al ribasso della crescita del prodotto interno lordo</strong>, a cui non è seguita una adeguata risposta da parte del governo di Pechino in termini di stimolo all’economia.</p>
<p>Di contro, <strong>la grande sorpresa è l’Argentina, che con un +42%</strong> circa è nei primi sei mesi dell’anno il miglior mercato al mondo, nettamente al di sopra delle <a href="https://www.universoforex.it/news/1721/trading_con_le_medie_mobili_ecco_la_guida_per_usarle_nel_modo_corretto.html" target="_blank" rel="noopener">medie mobili</a> degli altri mercati. Bene anche il Brasile con +18,41%. In luce anche il Giappone che ha avuto ritorni nell’ordine del 14%.</p>
<h5>Le trimestrali</h5>
<p>Per il mercato azionario <strong>adesso sarà di fondamentale importanza</strong> verificare la prossima <strong>revisione degli utili</strong>, dove verrà testata la capacità delle imprese di mantenere utili superiori alle attese in un contesto in cui i consumi potrebbero incominciare ad essere impattati dalla politica restrittiva delle banche centrali.</p>
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		<title>Prezzi, brutte sorprese in arrivo per chi consuma il succo d&#8217;arancia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865107039/prezzi-brutte-sorprese-in-arrivo-per-chi-consuma-il-succo-darancia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 05:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori che anticipano il trend]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[succo d'arancia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al prossimo inverno non manca poi molto, e chi è abituato a fare il pieno di vitamina C tramite il &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al prossimo <strong>inverno </strong>non manca poi molto, e chi è abituato a fare il pieno di vitamina C tramite <strong>il succo d&#8217;arancia </strong>dovrebbe prepararsi ad <strong>una brutta sorpresa. I prezzi </strong>infatti sono stimati in crescita, e neppure di poco.</p>
<h5>Cosa accadrà ai prezzi del succo d&#8217;arancia</h5>
<p><strong><img decoding="async" class="alignright" style="float: right; height: 137px; margin: 11px; width: 228px;" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR15pZrG4bqXq1sCO0XvqYZuUhc5BGYh_jejw&amp;usqp=CAU" alt="succo d'arancia" />Un mix di fattori </strong>sta agendo sul mercato: <strong>climatici, economici, batteriologici</strong>. Gli effetti già si vedono, ma quelli più grossi li vedremo tra un po&#8217; di tempo, perché <strong>stanno cambiando gli scenari</strong> per i tre maggiori produttori di arance destinate ai succhi di frutta: <strong>Usa, Messico e Brasile</strong>.</p>
<h5>Crollo produttivo in Florida</h5>
<p>Uno scenario critico riguarda la <strong>Florida, dove il passaggio dell’uragano Ian </strong>(settembre dell’anno scorso) ha provocato danni per 250 milioni di dollari. Come se non bastasse, le coltivazioni stanno facendo <strong>i conti anche con un batterio killer (<em>greening</em>)</strong>, sempre più resistente agli insetticidi.</p>
<p>Nel 2022 quasi una pianta su quattro è stata uccisa dalla malattia provocata da questo batterio.<br />
Il risultato è che secondo gli <a href="https://www.universoforex.it/news/9149/indicatori-che-anticipano-il-trend-leading-ecco-quali-sono-e-come-usarli-correttamente.html" target="_blank" rel="noopener">indicatori che anticipano il trend</a> <strong>il raccolto 2023-2024 produrrà solo 16 milioni di casse, il 60% in meno</strong> del raccolto precedente e uno dei peggiori dal 1930, secondo le stime del Dipartimento di Agricoltura statunitense.</p>
<h5>Messico e Brasile</h5>
<p>Il batterio killer è il principale motivo per cui <strong>la produzione del Messico è caduta del 30%</strong>. In questo caso si è pure aggiunta l&#8217;ondata di siccità a ridurre il raccolto.</p>
<p>Le preoccupazioni maggiori sono però riguardanti <strong>il Brasile, primo esportatore al mondo di arance per succhi</strong>. Il paese sudamericano ha una <strong>quota di mercato del 75%</strong>. Se non è monopolio poco ci manca. <strong>Quest&#8217;anno si prevede un dimezzamento della produzione</strong>, che arriverà poco oltre i 300 milioni di casse.</p>
<p>La cosa allarmante riguarda il crollo delle scorte. Nel 2022 ammontano a 434.000 tonnellate, il livello più basso di sempre.</p>
<h5>L&#8217;effetto sui prezzi</h5>
<p>Qualche conseguenza a livello di prezzo già si vede. <strong>A novembre scorso il costo dei contratti futures del succo d’arancia</strong> concentrato e surgelato hanno <strong>superato i 2,20 dollari per libbra</strong> (fonte <a href="https://www.universoforex.it/news/1803/xtb_broker_recensione_come_funziona_e_motivi_validi_per_sceglierlo.html" target="_blank" rel="noopener">XTB</a>). Non era mai stato così alto da cinque anni.</p>
<p>Con l&#8217;offerta che piano piano si riduce, i prezzi del succo d&#8217;arancia crescono. L’associazione francese Unijus ha rilevato che <strong>una tonnellata di succo è salita da 2.600 a 3.400 euro</strong>, perché gran parte del raccolto brasiliano viene ora dirottato verso gli Usa, e quindi cala l&#8217;offerta per l&#8217;Europa, alla quale tradizionalmente era destinata la fetta più grande della produzione sudamericana.</p>
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		<title>Risparmi in crescita, per gli italiani c&#8217;è un duello tra immobili e reddito fisso</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106568/risparmi-in-crescita-per-gli-italiani-ce-un-duello-tra-immobili-e-reddito-fisso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[lagging indicator]]></category>
		<category><![CDATA[risparmi]]></category>
		<category><![CDATA[XTB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il biennio della pandemia ha alimentato la già forte propensione al risparmio degli italiani, già molto radicata nella nostra cultura. &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865106568/risparmi-in-crescita-per-gli-italiani-ce-un-duello-tra-immobili-e-reddito-fisso/">Risparmi in crescita, per gli italiani c&#8217;è un duello tra immobili e reddito fisso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il biennio della <strong>pandemia ha alimentato</strong> la già forte <strong>propensione al risparmio</strong> degli italiani, già molto radicata nella nostra cultura.<br />
Tuttavia i risparmi comportano anche un successivo <strong>impiego delle risorse messe da parte</strong>. E sotto questo aspetto si fa sempre più serrato il dibattito tra chi reputa migliore l&#8217;investimento immobiliare e chi invece suggerisce quello nel reddito fisso.</p>
<h4>Dove allocare i risparmi</h4>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2022/01/investimenti-fondi-risparmio-fund-630x330.jpg" alt="risparmi" />La <strong>sicurezza e la redditività</strong> hanno sempre fatto prendere la bilancia della <strong>preferenza verso l&#8217;investimento immobiliare</strong>. La vivacità del mercato, dopo la fine della crisi pandemica, ha confermato questa convinzione. Infatti dopo la fine della fase acuta della pandemia, <strong>le compravendite immobiliari sono schizzate a valori record</strong>, spingendo al rialzo anche i prezzi delle case (soprattutto nei grandi centri urbani).</p>
<p>Tuttavia lo <strong>scenario macroeconomico ha introdotto delle nuove variabili</strong>, che hanno indotto i risparmiatori più attenti a rivalutare la propria posizione.</p>
<h5>Il ruolo dei tassi di interesse</h5>
<p>Negli ultimi mesi c&#8217;è stata un&#8217;<strong>impennata dell&#8217;inflazione, trainata dall&#8217;aumento dei costi energetici</strong> (soprattutto doo lo scoppio della guerra in Ucraina). Anche s egli <a href="https://www.universoforex.it/news/1589/indicatori_lagging_cosa_sono_e_quali_sono_quelli_piu_affidabili_nel_trading.html" target="_blank" rel="noopener">indicatori lagging</a> preannunciano un calo dell&#8217;inflazione nei prossimi trimestri, resta il fatto che per combattere il rally dei prezzi <strong>le banche centrali hanno dovuto procedere ad un ciclo di rialzo dei tassi</strong>. Inevitabilmente ciò ha delle ripercussioni si sul <strong>costo dei mutui</strong>. Le compravendite immobiliari hanno così stornato rispetto ai picchi dello scorso anno, tornando su livelli più equilibrati.</p>
<p>Allo stesso tempo le strette delle banche centrali <strong>hanno aumentato il rendimento del reddito fisso, rendendolo così molto concorrente</strong> rispetto all&#8217;investimento immobiliare. Diventa così più dibattuto il tema sulla allocazione ottimale dei risparmi.</p>
<h5>I costi nascosti dell&#8217;investimento immobiliare</h5>
<p>C&#8217;è un fattore che spesso non viene considerato: <strong>i costi &#8220;accessori&#8221; che comporta l&#8217;acquisto di una casa</strong>. Sono diversi, e sommati possono essere anche importanti, specie se questa è destinata in tutto o in parte alla affitto.</p>
<p>Ad esempio c&#8217;è la <strong>tassazione l&#8217;IMU</strong>, ci sono i <strong>costi per l&#8217;eventuale agenzia</strong> che fa da intermediario nella compravendita, c&#8217;è la <strong>tassa di registro</strong> calcolata sul valore catastale, e c&#8217;è il <strong>costo dell&#8217;atto notarile</strong>. Inoltre bisogna mettere in conto che <strong>si tratta di un investimento illiquido</strong>, nel senso che una volta che viene fatto è difficilmente smobilizzabile (il tempo medio di una vendita è calcolato in circa 6 mesi).<br />
In base ad alcuni calcoli condotti da <a href="https://www.universoforex.it/news/1803/xtb_broker_recensione_come_funziona_e_motivi_validi_per_sceglierlo.html" target="_blank" rel="noopener">XTB</a>, risulta che il rendimento di un investimento immobiliare comincia a concretizzarsi soltanto un paio di anni dopo l&#8217;acquisto della stessa.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865106568/risparmi-in-crescita-per-gli-italiani-ce-un-duello-tra-immobili-e-reddito-fisso/">Risparmi in crescita, per gli italiani c&#8217;è un duello tra immobili e reddito fisso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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