Vendite all’estero, la crescita per le PMI si scontra con i rischi legati al cambio

Il panorama imprenditoriale piccolo e medio del nostro paese ha sempre avuto una grande vivacità. Anche di fronte alle difficoltà del contesto globale e alle nuove sfide sul fronte internazionale, le nostre PMI hanno saputo adeguarsi aumentando le proprie vendite anche all’estero. Tuttavia ogni sviluppo presenta anche delle spine.

I rischi legati alle vendite all’estero

E’ fuor di dubbio che il panorama delle PMI italiane sta facendo emergere degli intraprendenti attori globali, che hanno trovato nuove opportunità di crescita e sviluppo oltre i confini nazionali.

Queste aziende hanno saputo sviluppare legami commerciali e allargare i loro orizzonti su scala internazionale, cercando nuovi mercati per diversificare le proprie vendite. La creazione di una rete globale di clienti però presenta una rischio connesso soprattutto all’andamento delle valute.

L’incognita cambio

Ci sono delle incognite quando si lavora con l’estero. Soprattutto in periodi di forte incertezza geopolitica, le fluttuazioni dei tassi di cambio possono essere anche importanti. In definitiva finiscono per avere un sulle vendite e di conseguenza sulla redditività delle transazioni.

Ciò si verifica soprattutto quando le vendite sono realizzate in paesi in via di sviluppo. Pensiamo ad esempio al recente andamento della Lira turca. A giugno 2023 il rapporto dollaro-Lira era 22,00 e a distanza di un anno è arrivato a 32 euro (fonte dati Pocket Option Italia). La Lira ha perso circa il 60% del suo valore!
Cosa fare quindi?

I possibili rimedi

Un rimedio contro il rischio di fluttuazione del cambio valutario è condurre le transazioni “matching”, ossia trasferire l’importo della transazione più piccola agli altri movimenti successivi. Così facendo si riduce l’esposizione in valuta estera di quell’importo e si compensano i flussi a prescindere dal numero di transazioni coinvolte.

Un altro modo è inserire clausole specifiche nei contratti con i propri fornitori e clienti, ad esempio prevedendo dei meccanismi di compensazione in caso di perdite.

E ancora, si può decidere di operare in valuta locale per ridurre al minimo il rischio di cambio. Oppure si può fare spread trading, sfruttando la stagionalità di alcuni prodotti esportati.

Gli strumenti di gestione finanziaria

Tra le forme più efficaci di contrasto del rischio di cambio ci sono le gestioni finanziarie tramite i derivati valutari. Ad esempio i contratti a termine fissi. Il guaio è che molti imprenditori, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono intimiditi rispetto a queste operazioni perché non hanno le conoscenze necessarie per affrontarle.