Rendimenti alle stelle, per la Federal Reserve sono guai seri

Il mese di ottobre 2023 rimarrà caratterizzato dalla insolita e forte corsa dei rendimenti obbligazionari globali. In sostanza si tratta di quanto uno Stato deve pagare per essere finanziato. Crescita economica in debito, quindi. Ma la corsa recente di tale debito potrebbe innescare preoccupanti conseguenze.

I rischi della corsa dei rendimenti

rendimenti usaLa Banca Centrale più interessata da questo problema è la Federal Reserve. Per la prima volta dal 2007 i rendimenti dei titoli di Stato americani a 10 anni hanno superato la soglia del 5%.

Una corsa così feroce rappresenta una grave minaccia per la stabilità del mercato finanziario, dal momento che invogliano gli investitori a riposizionare i loro portafogli per cogliere queste grosse opportunità, adottando una classica strategia swing trading. Gli spostamenti enormi di denaro da un asset all’altro, non sono mai un processo indolore.

Le banche commerciali

Oltre ad aumentare il pericolo di sbalzi della volatilità sui mercati finanziari, la corsa dei rendimenti potrebbe creare gravi problemi alle banche commerciali di piccole e medie dimensioni. Infatti in alcuni casi sarà necessario procedere ad un declassamento del valore degli asset, ma al tempo stesso i rendimenti elevati aumentano notevolmente i pericoli che ci siano inadempienze sui mutui immobiliari commerciali. Chiaramente ciò avrebbe un impatto notevolmente negativo sulle banche stesse.

Gli Usa, la crescita e un enorme debito

A tutto questo va sommato il fatto che la crescita americana è praticamente finanziata da debito pubblico, che continua a diventare sempre più oneroso. L’indebitamento degli Stati Uniti è oggi sopra il 120% del PIL, mentre la spesa per interessi ha superato il livello del 3.5% del PIL. Anche a colpo d’occhio (quello che i giapponesi chiamano Ichimoku Kinko Hyo) si tratta di una situazione che non è sostenibile a lungo termine.

Entro la fine del 2024, il Tesoro USA dovrà rifinanziare il suo debito di circa il 40% (al quale andrà aggiunto anche l’emissione di nuovo debito per finanziare il deficit corrente). Con i tassi alti a lungo e l’inflazione (si spera) in discesa, il contenimento nominale del rapporto debito/PIL non ci sarebbe più, esponendo gli USA a un reale problema di sostenibilità del debito.