La materia prima al centro delle discussioni in questo momento è il petrolio, a causa della guerra nel Golfo. In precedenza era stato l’oro la commodity più negoziata sui mercati. Ma adesso la speculazione finanziaria sembra puntare le proprie fiches su un altro asset, ossia i metalli industriali.
Il nuovo fulcro della speculazione finanziaria
Secondo una recente analisi elaborata da Reuters, il patrimonio gestito dagli ETF, ossia gli Exchange Traded Fund, ha registrato un vero e proprio boom di afflussi verso il settore minerario. Un fiume di denaro che la speculazione finanziaria ha indirizzato verso i metalli industriali e che può essere quantificato in quasi 90 miliardi di dollari.
La portata di questo movimento speculativo può essere colta pensando che il 31 marzo del 2025 il patrimonio gestito nel settore minerario era appena di 37 miliardi. Poco più di un terzo rispetto ad ora.
Fiducia nel ciclo di crescita
Secondo i grandi gestori degli Hedge Fund più grandi al mondo dunque ci aspetta un ciclo di crescita sostenuta del settore minerario metallurgico. La spinta arriva dalla forte crescita degli investimenti sotto il traino dell’intelligenza artificiale, dell’aumento della spesa per esigenze difensive e dall’allontanamento titoli tecnologici, ormai troppo costosi.
I titoli minerari corrono
Un altro dato è abbastanza eclatante. Mentre l’indice tecnologico statunitense è calato del 9% nel primo trimestre del 2026, le azioni dei colossi minerari come BHP e RioTinto hanno raggiunto dei massimi storici.
La speculazione finanziaria conta sul fatto che gli investimenti di capitale delle infrastrutture della rete elettrica, nei Data Center, e anche nei veicoli elettrici, nelle stazioni di ricarica continueranno a crescere nei prossimi anni. Peraltro in relazione agli indicatori di volume di trading, si aspettano una domanda abbastanza resiliente e stabile, cosa che rende questo superciclo un terreno fertilissimo per la speculazione finanziaria.
Il rischio di alta volatilità
C’è un aspetto che però va sottolineato e che si può riassumere con la frase “mercati piccoli, grandi oscillazioni“. Infatti le dimensioni ridotte dei mercati dei futures sui metalli fanno sì che quando si verificano fortissimi afflussi di capitali, la volatilità dei prezzi può aumentare esponenzialmente.
Anche se il trend rialzista è solido, la volatilità nel breve periodo può diventare molto elevata. Ciò può cambiare rapidamente il sentiment del mercato e rendere il settore vulnerabile a forti inversioni di tendenza.

