Finanza retail, c’è un rischio sistemico dietro il diffondersi del “fai da te”

Negli ultimi anni lo scenario economico contemporaneo ha subito un profondo mutamento, in particolar modo per quanto riguardo l’accesso ai mercati finanziari. Si è assistito infatti ad un processo di democratizzazione, che ha fatto sviluppare sempre di più la finanza retail. Mentre un tempo l’operatività sui mercati era ad esclusivo appannaggio di grandi istituzioni finanziarie e professionisti, oggi si diffonde sempre più il “fai da te”.

Cosa sta succedendo alla finanza retail

L’evoluzione tecnologica è stata fondamentale sotto questo punto di vista. Con l’avvento di Internet infatti si sono spalancate le porte a milioni di investitori al dettaglio, alimentando la finanza retail.

Chiaramente questo ha portato anche a dei problemi, perché il numero di piattaforme digitali per fare trading è aumentato notevolmente e non sempre si tratta di piattaforme che hanno società solide o trasparenti alle spalle. In Italia bisogna scegliere solo broker auotrizzati CONSOB. Ecco perché molti esperti di finanza si interrogano se questa apparente democratizzazione dei mercati finanziari non nasconda in realtà un vero e proprio rischio sistemico.

Alcuni numeri eclatanti

Ci sono dei dati che rendono al meglio la situazione attuale. A partire dal 2020 il numero di conti di trading che sono stati aperti da cittadini europei è cresciuto a ritmi vertiginosi. Una tendenza che è stata alimentata ulteriormente dalla pandemia, che ci ha costretti per diversi mesi a rimanere chiusi in casa. Così milioni di persone hanno iniziato a esplorare il mondo degli investimenti sui mercati finanziari.

I rischi sistemici

Se da un lato l’accesso facilitato ai mercati finanziari ha consentito a molte persone di cercare rendimenti alternativi, soprattutto vista l’epoca di tassi di interesse prossimi allo zero o negativi in termini reali, dall’altro questo percorso è avvenuto senza un’adeguata preparazione. Il processo di finanziarizzazione dell’economia ha modificato il rapporto tra i cittadini e il denaro.

Chi un tempo si affidava soltanto alle banche per gestire le proprie finanze ha scelto di farlo da solo, esponendosi però a dei rischi che non sempre neppure vengono compresi appieno, come sottolineato più volte anche dalla BCE. Ad esempio, l’utilizzo della leva finanziaria, un meccanismo che consente di accedere a mercati finanziari anche con pochi capitali moltiplicando le eventuali profitti ma anche le potenziali perdite.

Ancora più insidioso e il meccanismo di gamificazione degli investimenti, che vengono presentati quasi come se fossero giochi e non degli impieghi di risorse economiche.