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	<title>Gastronomia Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>Gastronomia Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Spezzatino: tradizione, gusto e lentezza nella cucina italiana</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865120418/spezzatino-tradizione-gusto-e-lentezza-nella-cucina-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 09:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[SPEZZATINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spezzatino è uno dei piatti più rappresentativi della cucina casalinga italiana: una preparazione semplice solo in apparenza, che racchiude storia, tecnica &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <em>spezzatino</em> è uno dei piatti più rappresentativi della cucina casalinga italiana: una preparazione semplice solo in apparenza, che racchiude storia, tecnica e tutta la poesia delle lunghe cotture. È il piatto della domenica in famiglia, del profumo che riempie la cucina e che fa tornare alla mente ricordi d’infanzia.</p>
<p><strong>Origini e caratteristiche</strong></p>
<p>Il nome deriva dall’azione di “spezzare” la carne in bocconcini, soluzione ideale per valorizzare tagli meno nobili, spesso più ricchi di tessuti connettivi. Proprio questi, grazie a una cottura prolungata, si trasformano in una consistenza morbida e succosa, arricchendo il fondo di cottura di sapori intensi.</p>
<p>Lo spezzatino si trova in moltissime regioni, ognuna con variazioni e interpretazioni diverse: con vino rosso in Piemonte, con i piselli nel Veneto, con le patate nel Centro Italia, fino alle versioni più speziate del Sud.</p>
<p><strong>Ingredienti principali</strong></p>
<p>Gli elementi essenziali sono pochi ma fondamentali:</p>
<ul>
<li><strong>Carne</strong>: manzo, vitello o maiale; a volte anche tacchino o agnello. I tagli migliori sono spalla, copertina, muscolo o cappello del prete.</li>
<li><strong>Soffritto</strong>: sedano, carota e cipolla, base aromatica inevitabile.</li>
<li><strong>Liquidi di cottura</strong>: brodo, vino bianco o rosso, pomodoro (in passata o concentrato), oppure un mix.</li>
<li><strong>Aromi</strong>: rosmarino, alloro, salvia, pepe nero.</li>
</ul>
<p><strong>La tecnica perfetta</strong></p>
<p>Fare un buon spezzatino significa rispettare alcune regole chiave:</p>
<ol>
<li><strong>Rosolare la carne</strong>: dorare bene i pezzi su tutti i lati serve a creare la reazione di Maillard, che amplifica sapore e colore.</li>
<li><strong>Soffriggere dolcemente le verdure</strong>: devono diventare morbide senza bruciare, così arricchiscono il fondo.</li>
<li><strong>Sfumare con il vino</strong>: step importante per bilanciare la grassezza della carne.</li>
<li><strong>Cottura lenta</strong>: fuoco basso e pentola coperta, anche due ore se necessario. La lentezza è parte integrante della ricetta.</li>
<li><strong>Riposo</strong>: come molte preparazioni in umido, lo spezzatino è ancora più buono il giorno dopo.</li>
</ol>
<p><strong>Varianti regionali e creative</strong></p>
<p>Oltre alle versioni più note, oggi lo spezzatino è oggetto di reinterpretazioni moderne:</p>
<ul>
<li><strong>Spezzatino alla birra</strong>, più aromatico e leggermente amarognolo.</li>
<li><strong>Spezzatino con curry</strong>, ispirato alla cucina indiana.</li>
<li><strong>Spezzatino vegano</strong>, realizzato con seitan, tofu o legumi, per soddisfare diverse scelte alimentari.</li>
<li><strong>Spezzatino bianco</strong>, senza pomodoro, più delicato.</li>
</ul>
<p><strong>Abbinamenti</strong></p>
<p>Lo spezzatino è un piatto estremamente versatile e si accompagna bene con:</p>
<ul>
<li>purè di patate,</li>
<li>polenta fumante,</li>
<li>riso pilaf,</li>
<li>gnocchi di semolino,</li>
<li>pane rustico da intingere nel fondo di cottura.</li>
</ul>
<p>Lo <a href="https://marchesestore.it/collections/spezzatino">spezzatino</a> non è solo una ricetta: è un rituale. Un invito a rallentare, a concedersi il tempo della cottura lenta, a riscoprire la cucina come luogo di accoglienza. In un mondo che corre veloce, un piatto che cuoce piano ha un sapore ancora più speciale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Asado: Un Rito di Convivialità e Tradizione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865115529/lasado-un-rito-di-convivialita-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antoniofreddi2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 19:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Asado]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;asado non è semplicemente un piatto: è un&#8217;icona culturale che rappresenta la convivialità, la tradizione e il rispetto per i sapori &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>asado</strong> non è semplicemente un piatto: è un&#8217;icona culturale che rappresenta la convivialità, la tradizione e il rispetto per i sapori autentici. Originario delle pampas argentine, l&#8217;asado ha conquistato i palati e i cuori di molte persone in tutto il mondo, diventando il simbolo della cucina sudamericana.</p>
<p><strong>Origini e Significato Culturale</strong></p>
<p>La parola &#8220;asado&#8221; significa &#8220;arrostito&#8221; in spagnolo e si riferisce sia al metodo di cottura che all&#8217;evento stesso. Le sue radici risalgono al periodo in cui i gauchos, i mandriani delle pampas, cuocevano la carne su griglie improvvisate, utilizzando il calore del fuoco vivo e il fumo per insaporire i tagli di carne.</p>
<p>Oggi, l&#8217;asado non è solo cibo, ma un rito sociale. È l&#8217;occasione perfetta per riunire famiglia e amici intorno a un fuoco, condividendo storie e risate mentre si attende la lenta cottura della carne.</p>
<p><strong>La Preparazione dell&#8217;Asado</strong></p>
<p>Un buon asado inizia con la scelta della carne. I tagli tradizionali includono <strong>costillas</strong> (costine), <strong>entraña</strong> (diaframma), <strong>vacío</strong> (pancia), e il famoso <strong>chorizo</strong> (salsiccia). Spesso si includono anche <strong>morcilla</strong> (sanguinaccio) e pezzi di pollo.</p>
<p><strong>Il Metodo</strong></p>
<p>Il vero asado viene cucinato su una <strong>parrilla</strong>, una griglia posizionata sopra brace ardente. La legna utilizzata per produrre le braci, solitamente di quebracho o algarrobo, è essenziale per conferire alla carne il suo caratteristico sapore affumicato. In alcune varianti, si utilizza la <strong>cruz</strong>, una croce metallica su cui la carne viene fissata e cotta in posizione verticale accanto al fuoco.</p>
<p><strong>La Semplicità nei Condimenti</strong></p>
<p>La filosofia dell&#8217;asado si basa sulla semplicità. La carne viene condita solo con sale grosso, lasciando che il fuoco e il fumo facciano il resto. Per esaltarne il sapore, si accompagna con il <strong>chimichurri</strong>, una salsa a base di prezzemolo, aglio, aceto, olio e spezie.</p>
<p><strong>L&#8217;Asador: Il Maestro del Fuoco</strong></p>
<p>Il ruolo dell&#8217;<strong>asador</strong> è fondamentale. Non si tratta solo di cucinare, ma di orchestrare un&#8217;arte antica. L&#8217;asador controlla il calore, la distanza tra la carne e le braci e il tempo di cottura, garantendo che ogni taglio raggiunga la perfezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;Asado Come Evento Sociale</strong></p>
<p>Un asado è molto più di un pasto: è un&#8217;esperienza. Inizia con la preparazione del fuoco e prosegue con il lento rituale della cottura. Nel frattempo, gli ospiti si intrattengono bevendo <strong>mate</strong> o vino Malbec, chiacchierando e creando ricordi.</p>
<p>Quando la carne è pronta, viene servita su grandi taglieri al centro della tavola, dove ogni commensale può condividere e gustare. È un momento di unione e di celebrazione della vita semplice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;Asado Oggi</strong></p>
<p>Pur rimanendo fedele alle sue radici, l&#8217;asado ha abbracciato influenze moderne. Ristoranti in tutto il mondo hanno introdotto questa tradizione nei loro menu, mentre chef innovativi sperimentano nuovi tagli di carne, marinature e tecniche di cottura.</p>
<p>In Argentina e nei paesi vicini come Uruguay, Cile e Brasile, l&#8217;asado è ancora una parte fondamentale dell&#8217;identità nazionale. È presente in ogni occasione speciale, dalle feste di compleanno alle celebrazioni nazionali.</p>
<p><strong> </strong>L&#8217;asado è più di una tradizione culinaria: è un simbolo di ospitalità, radici culturali e amore per la buona compagnia. Che tu lo assaggi sulle pampas argentine o in un ristorante lontano, l&#8217;asado ti invita a rallentare, goderti il momento e condividere un pasto con chi ami.</p>
<p>Un buon<a href="https://marchesestore.it/products/asado-de-tira-genis"> asado</a> non è solo cibo per il corpo, ma anche nutrimento per l&#8217;anima. <strong>Buen provecho!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La Sagra della Polenta a Sant’Angelo Lodigiano è un successo. Il prossimo fine settimana si replica</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108861/la-sagra-della-polenta-a-santangelo-lodigiano-e-un-successo-il-prossimo-fine-settimana-si-replica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mauriziozanoni@hotmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 05:38:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[proposte culinarie]]></category>
		<category><![CDATA[sagra polenta]]></category>
		<category><![CDATA[sant’angelo lodigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sant’Angelo Lodigiano, 23 ottobre 2023 &#8211; A cavallo tra l’estate e l’autunno, tra il desiderio di continuare a partecipare agli &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sant’Angelo Lodigiano, 23 ottobre 2023</strong> &#8211; A cavallo tra l’estate e l’autunno, tra il desiderio di continuare a partecipare agli eventi e quello di ritemprarsi con un buon piatto fumante, la <a href="https://sagrapolenta.it/">Sagra della Polenta</a> è l’ideale.</p>
<p>E infatti si riconferma come la festa perfetta in questo periodo, almeno a Sant’Angelo Lodigiano, dove lo scorso weekend si è registrata una partecipazione altissima. Per chi si fosse perso il primo appuntamento c’è ancora un <strong>weekend (27-28-29 ottobre) per degustare la squisita “polenta carbonera”, e tante altre specialità, al Cupolone, in via Forze dell’Ordine 3-1</strong>.</p>
<p>Le prelibatezze in menù alla Sagra della Polenta, prima fra tutte la “carbonera” (con burro di malga, spressa di malga stagionata, spressa di malga tenera, Trentingrana, pasta di salame, vino e pepe) e poi la polenta con cinghiale, brasato, “cavalina”, cotechino, raspadura, salsiccia, gorgonzola, funghi, sono cucinate dallo staff con il prezioso aiuto dei polentieri di Storo, professionisti provenienti dall’omonima località trentina.</p>
<p>Gli esperti della pregiata farina di mais, prodotto tipico del comune sopracitato nella Valle del Chiese (in provincia di Trento) si destreggiano tra i paioli di rame, per far assaggiare a tutti gli avventori questo cibo del passato, molto amato anche dalle giovani generazioni.</p>
<p>«Complici le temperature che si sono abbassate, sono stati in tantissimi ad aderire alla Sagra della Polenta dello scorso weekend &#8211; racconta il polentiere Giambattista Zocchi <strong>&#8211;</strong>. Ci dà gioia questa grande partecipazione, sia perché c’è un grande lavoro dietro, fatto soprattutto di passione e dedizione, sia perché significa che questo prodotto della tradizione continuerà a occupare le tavole delle persone». La struttura al coperto, con lunghe panche e tavolate, permette di non patire il freddo, ma soprattutto di vivere il clima di festa tipico di una volta, di quando le famiglie si riunivano per il pasto della domenica.</p>
<p>Per contribuire al trascorrere del tempo in compagnia di amici e familiari, anche dei più piccoli, <strong>saranno allestite molte bancarelle di hobbisti, creativi, artigiani e pittori, dove poter fare shopping, e ci sarà un luna park con diverse attrazioni, come il “calcinculo”, la “pesca dei cigni”, lo “scivolo gonfiabile”</strong>.</p>
<p>Per degustare la polenta o le altre proposte del menù (taglieri di salumi nostrani, contorni vari, patatine fritte, caldarroste, dolci, bibite, amari, grappe e un’accurata selezione di vini) nei giorni 27-28-29 ottobre al Cupolone di Sant’Angelo Lodigiano, si può prenotare <strong>sia per la cena di venerdì, che per il pranzo e la cena di sabato e domenica</strong>, chiamando il numero 389.02.65.550 o compilando l’apposito form sul sito web <a href="http://www.sagrapolenta.it">www.sagrapolenta.it</a>. I pasti saranno consumati all’interno al coperto, dentro il Cupolone, in cui sono stati posizionati panche e tavoli in legno. È <strong>attivo anche il servizio d’asporto</strong> per chi desiderasse consumare il proprio pasto a casa (in questo caso le porzioni verranno servite in una comoda vaschetta resistente alle alte temperature).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>2023 “Anno del Turismo di Ritorno. Alla Scoperta delle Origini” workshop</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106879/2023-anno-del-turismo-di-ritorno-alla-scoperta-delle-origini-workshop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 05:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Peparello]]></category>
		<category><![CDATA[VisiTuscia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=106879</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Tuscia si presenta per far conoscere territori, aziende e  prodotti   Sono oltre 70 milioni i connazionali di 2ª &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Tuscia si presenta per far conoscere territori, aziende e  prodotti  </strong></p>
<h5><strong><em>Sono oltre 70 milioni i connazionali di 2ª 3ª e 4ª generazione che vivono fuori dall’Italia</em></strong></h5>
<p>L&#8217;edizione 2023 di “Assaggi” da poco conclusa a Viterbo, la Città dei Papi,  ha riconfermato il Lazio come un territorio ricco di eccellenze enogastronomiche, che continuano a suscitare interesse per la varietà delle produzioni e a riscuotere successo per l&#8217;alto livello delle stesse. Molto apprezzata è stata la partecipazione di “<strong>Expo Tuscia</strong>” DMO Destination Management Organization,  programmata dal CAT Centro Assistenza Tecnica di Viterbo,  che ha presentato il Turismo di Ritorno.</p>
<p>Le DMO nascano quale partenariato fra pubblico e privato per realizzare progetti condivisi con la partecipazione delle imprese e degli enti del territorio. Questo anno è stato decretato dal Ministero del Turismo “Anno del Turismo di Ritorno.</p>
<p>Alla Scoperta delle Origini” ed è rivolto ai nostri connazionali residenti all’estero e agli oltre 70 milioni di connazionali di 2ª, 3ª e 4ª generazione che vivono fuori dall’Italia. Lo scopo è quello di rilanciare l’immagine del nostro Paese e rinsaldare i legami per promuovere l’export e gli incontri commerciali, attraendo turismo e investimenti.</p>
<p>Si verranno in tal modo a creare collaborazioni stabili con i nostri connazionali al fine di instaurare sinergie e relazioni continue tra imprese e opinion leader. Per far questo verranno coinvolte le varie associazioni di Italiani nel mondo  per promozionare e commercializzare i nostri prodotti sia a livello nazionale che internazionale. Un invito per venire nella Tuscia viterbese per scoprire le proprie radici  e  conoscere il “Menù delle Origini” con i piatti di una volta utilizzando  prodotti tipici e genuini, scelti con la consulenza dello chef  Danilo Ciavattini.</p>
<p>Ecco alcuni esempi: le anguille alla vernaccia del lago di Bolsena,  menzionate da Dante in riferimento al Papa Martino IV che ne era ghiotto; la sbroscia o acquacotta alla pescatora, tipico del lago di Bolsena, in passato si preparava con l&#8217;acqua del lago direttamente nelle capanne sulla riva; i cavatelli conditi con sugo e finocchietto; la pasta con la ricotta, un piatto veloce e semplice  che si può preparare in versione salata o dolce con l’aggiunta di cannella.</p>
<p>Per ogni zona “Expo Tuscia” ha riscoperto un menù delle origini,  ogni prodotto tipico è legato ad una storia o ad una leggenda che riporta sempre alla tradizione, come ad esempio: la tragica fine della regina Amalasunta, il regno di Agarthi, il toro che attraversa a nuoto il lago, l’avvistamento di sirene e &#8220;la Bella e la Bestia&#8221;.</p>
<p>In questo quadro si è tenuto il workshop turistico itinerante della Tuscia: “<strong>Visit Tuscia Expo</strong>” per presentare territori, aziende, prodotti e far scoprire il nostro “Italian Life Style”, l’ambito e desiderato Stile Italiano, che non è solo moda e design ma anche e soprattutto un modo di vivere per tutti coloro che si riconoscono nei nostri valori culturali.</p>
<p>L’evento promozionale e di commercializzazione, ha consentito ad operatori turistici, tour operator, agenti di viaggio e giornalisti  della stampa di settore di conoscere le eccellenze della Tuscia viterbese e le potenzialità offerte dal territorio, nonché le attività da poter esercitare.</p>
<p>«<em>Le finalità del progetto che mirano allo sviluppo e alla promozione del territorio della Tuscia</em>  &#8211; ha dichiarato <strong>Vincenzo</strong> <strong>Peparello</strong> presidente della DMO “Expo Tuscia” &#8211;  <em>in tutte le sue forme: arte, cultura, gastronomia, ruralità, benessere, sport, outdoor, ambiente, paesaggi e tutto quanto concorre a creare quella “Grande Bellezza</em>» dobbiamo quindi «<em>continuare a lavorare tutti insieme con rinnovato entusiasmo e nuove energie</em>» ha concluso Peparello. Il ritorno alla grande bellezza della Tuscia  offre molto con linee tematiche varie, consentendo di curare anima e corpo e di vivere in prima persona un turismo esperienziale, permettono di connettersi a livello umano, emotivo e anche spirituale con i luoghi.</p>
<p>Ricco di emozioni è percorrere, almeno in parte, la  Via Francigena che presenta nei pressi di Bolsena ancora l’antico basolato romano della Via Cassia. La Via Francigena ha ottenuto nel 1994 la certificazione di &#8220;Itinerario culturale del Consiglio d&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Nel centro storico di Viterbo sorge il  Museo dei Cavalieri Templari, il primo Museo Didattico Templare in Italia, con sei teche espositive contenenti reperti fra cui un&#8217;antica spada. Altro luogo da visitare è il Muvis, Museo del vino  e delle scienze agroalimentari di Castiglione in Teverina,  un percorso sotterraneo di oltre 3 mila metri quadrati che scende fino a 27 metri sotto il livello del mare, fino a giungere alla “Cattedrale”, dove sono conservate botti di oltre 3 metri di diametro, fra le più grandi d’Europa.</p>
<p>L’occasione della visita è stata una degustazione online con i sindaci dei comuni della provincia di Viterbo, unitamente ai giornalisti e alle comunità dei nostri connazionali di Argentina, Uruguay e Brasile collegati in diretta. Fra i luoghi visitati nel corso del tour: il Palazzo del Drago nel centro storico di Bolsena, stupendo complesso architettonico costruito per volontà del Cardinale Tiberio Crispo; Capodimonte, con visita ai giardini pensili della Rocca Farnese, dove nacque Giulia Farnese detta la Bella e al  Museo della navigazione nelle acque interne, con la piroga risalente all&#8217;età del bronzo; Marta e il Borgo dei Pescatori.</p>
<p>La Tuscia è anche una terra di pastori, di transumanza e di formaggi, il tour itinerante ha fatto una sosta all’azienda agricola Monte Jugo, nel circondario viterbese, che ha vinto l’Oscar del formaggio, gestita dalla famiglia Ciambella da tre generazioni. Sorge in un’incantevole vallata dove sono ancora visibili i resti di un centro termale e di due templi di epoca romana. Nel prossimo mese di ottobre “<strong>Visit Tuscia Expo</strong>” ha previsto un workshop per valorizzare e promuovere prodotti e territori, a cui parteciperanno buyer italiani e stranieri nonché i rappresentati degli italiani all’estero che sono interessati ad importare i nostri prodotti agroalimentari. Questo collegamento con le associazioni di italiani nel mondo, ha dichiarato Vincenzo Peparello: «<em>Vuole essere l’avvio di un ponte comunicativo e comunitario, nella prospettiva dell’accoglienza per il prossimo Giubileo</em>».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<item>
		<title>Ricette delle feste: le migliori pietanze</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104134/ricette-delle-feste-le-migliori-pietanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BarbaraPal]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2023 08:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[ricette di na]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le festività natalizie sono il momento perfetto per riunirsi con la famiglia e gustare deliziose pietanze. La tradizione culinaria italiana &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le festività natalizie sono il momento perfetto per riunirsi con la famiglia e gustare deliziose pietanze. La tradizione culinaria italiana offre una vasta gamma di opzioni per il <strong>menu di Natale</strong>, sia per il pranzo che per la cena della vigilia. Dagli antipasti ai dolci, ci sono tantissime scelte possibili per ogni gusto e occasione. Ecco alcune delle <a href="https://www.agrodolce.it/speciali/ricette-di-natale/">ricette di Natale</a> più popolari e classiche.</p>
<h5>Antipasti di Natale</h5>
<p>Gli antipasti di Natale sono un modo perfetto per aprire il pasto e stuzzicare l&#8217;appetito dei commensali. Tra le opzioni più classiche troviamo il prosciutto crudo, il salame, il baccalà mantecato e le olive ascolane. Per un tocco di originalità, si possono preparare anche delle bruschette con la confettura di pere e gorgonzola o delle polpette di bollito farcite con salsa tonnata.</p>
<h5>Primi piatti di Natale</h5>
<p>I primi piatti di Natale sono spesso i piatti forti della festa, e in Italia ci sono molte opzioni da scegliere. Tra i più classici troviamo il risotto allo zafferano, il cous cous con verdure e frutti di mare, i tortellini in brodo e i cappelletti in brodo. Per un tocco più creativo, si possono preparare anche delle lasagne con la carne di cappone o dei ravioli di zucca e amaretti.</p>
<h4>Secondi piatti di Natale</h4>
<p>I secondi piatti di Natale sono spesso i piatti più attesi della festa, e in Italia ci sono moltissime opzioni tra cui scegliere. Tra i più classici troviamo il cappone arrosto, il tacchino ripieno, il lombo di maiale al forno e il filetto di manzo al pepe verde. Per un tocco di originalità, si possono preparare anche delle costolette di agnello alle erbe aromatiche o delle quaglie ripiene al tartufo.</p>
<h4>Contorni di Natale</h4>
<p>I contorni di Natale sono un modo perfetto per completare il pasto e offrire ai commensali delle opzioni diverse. Tra i più classici troviamo il purè di patate, il roast beef, il cotechino con lenticchie e il panettone gastronomico. Per un tocco di originalità, si possono preparare anche delle carote al miele e cannella o delle zucchine grigliate con menta e feta.</p>
<h4>Dolci di Natale</h4>
<p>I dolci di Natale sono il modo perfetto per chiudere in bellezza il pasto e offrire ai commensali una dolce sorpresa.</p>
<h4>Buon appetito!</h4>
<p>Le <strong>ricette di Natale</strong> sono un modo perfetto per celebrare le festività in compagnia dei propri cari. Scegli tra le nostre opzioni classiche o sperimenta qualcosa di nuovo e creativo. Qualunque cosa tu decida di preparare, siamo sicuri che i tuoi commensali apprezzeranno il tuo menu natalizio.</p>
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		<title>Coffee is always a good idea !</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865101558/coffee-is-always-a-good-idea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 09:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Leva Contest 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La finale del Leva Contest la gara di qualità in estrazione del caffè  su macchina a leva il 18 settembre &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>La finale del Leva Contest la gara di qualità in estrazione del caffè  su macchina a leva il 18 settembre a Napoli</em></strong></p>
<p>Quando si entra in un bar si è sempre indecisi su cosa prendere al banco, se la scelta cade su di una bibita non possiamo mai sapere cosa contiene la bottiglietta, anche la ricetta della Coca Cola è segreta, figuriamoci quella degli altri prodotti meno blasonati.</p>
<p>Quindi scegliere un caffè nostrano è “sempre una buona idea” a tute le ore del giorno. Studi scientifici hanno dimostrato che la bevanda napoletana non è da demonizzare e che anzi, con moderazione, fa bene. Bere il caffè  facilita la digestione, stimola la secrezione gastrica e biliare e poi  il caffè fa bene perché aumenta la sensazione di benessere.</p>
<p>Non esiste buongiorno che non porti con sé il profumo dell’espresso e dietro ogni grande donna c’è un’ottima tazza di caffè, a riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco. <em>Ah che bell’ ‘o cafè, pure in carcere ‘o sanno fâ, co’ â ricetta ch’a Ciccirinella, compagno di cella, ci ha dato a mammà</em>. Senza necessità di andare a Poggioreale per bere una tazzulella di caffe, basta attendere domenica 18 settembre e recarsi presso la storica piazza Municipio di Napoli, dove  dalle  ore 16.00  si terrà la finale del “<strong>Leva Contest 2022</strong>”, organizzato dall’<strong>Associazione dei Maestri dell’Espresso Napoletano</strong> e promosso dal Comune di Napoli.</p>
<p>L’evento che celebra il mondo del caffè, la sua tradizione e la grande passione che ne hanno i baristi napoletani, sarà diretto da <strong>Francesco Costanzo</strong> (già recordman mondiale per numero di caffè espresso estratti in un’ora e Presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano) accompagnato nel coordinamento da <strong>Mauro Illiano</strong> (Caffesperto &#8211; Fondatore dell’Accademia Napoli Coffee Experience). La manifestazione avrà inizio con l’incontro “Latte Art” presentato e coordinato da <strong>Carmela Maresca</strong>, neo campionessa italiana WLAGS categoria “red jug”. Si proseguirà alle ore 17.30 con il Leva Sensory Contest, gara di qualità in estrazione su macchina a leva. Chiuderà l’evento la Finale del Leva Contest 2022, che vedrà come protagonisti il duo <strong>Antonio Tamburrino</strong> <strong>&#8211;</strong> <strong>Michele Pisapia</strong> (vincitori delle selezioni svoltesi durante Gustus 2021 a Napoli) che cercheranno di  superare il record mondiale attualmente detenuto dal duo <strong>Costanzo</strong> &#8211; <strong>Arcella</strong>.</p>
<p>Durante la serata i visitatori potranno partecipare a momenti di confronto con i protagonisti, nonché intervenire alle dimostrazioni e alle call to action. Francesco Costanzo ha dichiarato: «<em>È sempre un’emozione indescrivibile organizzare un Leva Contest ai piedi del Maschio Angioino. Sarà una sfida incredibile, uno spettacolo in cui l’adrenalina non mancherà di certo. L’appuntamento è per tutti gli appassionati, i baristi, ma anche per il pubblico. Sono molto contento che per la seconda volta portiamo a Napoli un evento unico nel suo genere</em>».</p>
<p>Gli fa eco Mauro Illiano: «<em>Portare il caffè in piazza a Napoli è sempre una grande gioia, un atto di gratitudine verso un popolo che vive di e per questa bevanda. Questo evento è molto più che una gara, è un vero e proprio festival che la nostra città è oramai pronta ad ospitare</em>».</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_9bKJWHLXp0">https://www.youtube.com/watch?v=_9bKJWHLXp0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Errori più comuni nella pubblicità dei ristoranti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86581551/errori-piu-comuni-nella-pubblicita-dei-ristoranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[StudioT]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 06:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=81551</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per creare buone azioni di marketing è fondamentale mettersi nei panni del nostro cliente in ricerca di un nuovo ristorante: &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86581551/errori-piu-comuni-nella-pubblicita-dei-ristoranti/">Errori più comuni nella pubblicità dei ristoranti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per creare buone azioni di marketing è fondamentale mettersi nei panni del nostro cliente in ricerca di un nuovo ristorante: quale scegliere? </p>



<p>Spesso, un menu o una promozione su una lavagna è la chiave che ci porta a optare per un ristorante.</p>



<p>Nel settore della ristorazione, il prodotto ottiene di solito quasi tutta la nostra attenzione: i piatti, le bevande, la qualità del cibo, il design dei locali per favorire una buona esperienza… Tutti questi elementi sono essenziali per il ritorno dei nostri clienti.</p>



<p>Allo stesso tempo, molti ristoranti non riescono a sfruttare il potenziale delle loro promozioni all&#8217;estero per attirare e aumentare la soddisfazione dei clienti.</p>



<p>Sia per ignoranza che per mancanza di tempo, da <a href="https://studiotdisplay.it/">StudioT</a> vediamo che molte aziende tendono a replicare le strategie e le promozioni di altri ristoranti, ignorando che alcune sono sbagliate e persino controproducenti. Quali sono questi errori? Di seguito ne evidenziamo alcuni tra i più comuni.</p>



<h4>Perdere l&#8217;occasione</h4>



<p>L&#8217;errore più grave è semplicemente quello di sprecare l&#8217;opportunità che ci offre uno spazio pubblicitario ideale e molto economico: quanto ci costerebbe affittare lo spazio di un altro locale per promuovere il nostro ristorante? Se decidessimo di farlo, questa promozione sarebbe ben lontana dall&#8217;efficacia che possiamo ottenere utilizzando il nostro spazio. </p>



<p><a href="https://studiotdisplay.it/bacheche-porta-avvisi/bacheche-da-esterno">Bacheche da esterno</a>, lavagne, leggii porta menu e cavalletti pubblicitari sono un modo eccellente e molto economico per attirare l&#8217;attenzione dei potenziali clienti.</p>



<p>Se l&#8217;ubicazione di un ristorante è cruciale per il suo successo, lo sono anche le promozioni. In questo senso, l&#8217;ingresso del nostro ristorante è una location imbattibile: permette una risposta immediata e costituisce un canale di comunicazione permanente con le persone che si muovono nella nostra zona.</p>



<h4>Promozioni e menu di difficile lettura</h4>



<p>Comunicare efficacemente richiede di farlo in modo chiaro. Una lettera difficile da decifrare può rovinare completamente la migliore promozione.</p>



<p>Quando passeggiamo per strada, spesso vediamo le promozioni mentre camminiamo. Cioè, abbiamo pochi secondi per catturare l&#8217;attenzione di una persona che sta guardando la nostra promozione da diversi metri di distanza. Per questo motivo, è essenziale utilizzare un font abbastanza grande e facile da leggere.</p>



<p>A causa del breve tempo che abbiamo per catturare l&#8217;attenzione di un potenziale cliente, è molto importante non saturarlo con le informazioni. Quando ci ossessiona l&#8217;idea d&#8217;includere il maggior numero possibile di elementi nelle nostre promozioni, di solito finiamo per creare blocchi di testo densi, con poco spazio tra le righe e difficili da capire.</p>



<p>L&#8217;equivalente della lingua orale sarebbe qualcuno che pronuncia le proprie frasi con poche pause per il respiro. Lo spazio nel mondo visivo è lo stesso del silenzio nel mondo sonoro: entrambi strutturano e facilitano la comprensione del messaggio. </p>



<p>Pertanto, quando proponiamo le nostre promozioni è importante ricordare che &#8220;meno e più chiaro&#8221; è sicuramente meglio.</p>



<h4>Eccesso di fornitura</h4>



<p>Più varietà c&#8217;è nella nostra offerta, più facile sarà per un potenziale cliente trovare quello che cerca. O no? </p>



<p>Anche se contro intuitivo, l&#8217;effetto è l&#8217;opposto: troppe opzioni possono rendere molto difficile la nostra capacità di prendere una decisione.</p>



<p>L&#8217;indecisione ci mette a disagio e questa è una situazione che può portarci ad abbandonare un ristorante invece di entrarci. Questo effetto è particolarmente accentuato quando siamo affamati. </p>



<p>In questo caso, la nostra capacità di concentrarci e di prendere decisioni ne risente in modo significativo (è più difficile scegliere un piatto da un menu quando abbiamo fame).</p>



<p>Spesso, l&#8217;offerta di un gran numero di piatti o di promozioni risponde al desiderio di raggiungere il maggior numero possibile di persone. Anche in questo caso, cadendo in questa pratica otteniamo l&#8217;effetto opposto: quando vogliamo raggiungere tutti, perdiamo la possibilità di attirare efficacemente l&#8217;attenzione di un particolare tipo di cliente.</p>



<p>La soluzione sta nel ribaltare il consueto processo che utilizziamo per costruire i nostri menu e le promozioni: invece d&#8217;includere tutto ciò che possiamo offrire, dobbiamo considerare quali tipi di clienti ci interessano e metterci nei loro panni. Se riusciremo a farlo, avremo molto da guadagnare presentando un&#8217;offerta interessante.</p>
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		<item>
		<title>Lo chef Gianfranco Anzini   vince la XX  edizione del Festival Italiano della Cucina con la Cozza tarantina</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86576638/lo-chef-gianfranco-anzini-vince-la-xx-edizione-del-festival-italiano-della-cucina-con-la-cozza-tarantina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 05:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Cosimo Lardiello]]></category>
		<category><![CDATA[Festival cozza tarantina]]></category>
		<category><![CDATA[Gallipoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Anzini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=76638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il concorso gastronomico ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina e&#160; valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86576638/lo-chef-gianfranco-anzini-vince-la-xx-edizione-del-festival-italiano-della-cucina-con-la-cozza-tarantina/">Lo chef Gianfranco Anzini   vince la XX  edizione del Festival Italiano della Cucina con la Cozza tarantina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.positanonews.it/photogallery_new/images/2020/01/caricamento-temporaneo-per-contributo-byw3teebbb-3273315.660x368.jpg" alt=""/><figcaption>il piatto vincente di Gianfranco Anzini</figcaption></figure>



<p><strong><em>Il concorso gastronomico ha lo
scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina e&nbsp; valorizzare e promuovere il turismo
enogastronomico della città di Taranto</em></strong></p>



<p>Si è conclusa nei giorni scorsi&nbsp; la prima serata della XX Edizione itinerante
del Festival Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina presso il l’<strong>Hotel Bellavista Club </strong>del gruppo <strong>Caroli Hotels</strong> di Gallipoli (LE). Sono
giunti a Gallipoli in trasferta cinque grandi chefs&nbsp; appositamente per&nbsp; presentare&nbsp;
la cozza tarantina i quali si si sono avvalsi di tutta la loro
esperienza e fantasia per mettere in risalto le qualità organolettiche proprie
del mollusco nelle cinque pietanze in gara.</p>



<p>La città di Taranto in tal modo si
presenta con uno dei suoi prodotti di eccellenza per invogliare sempre più
turisti a riscoprire i suoi tesori d&#8217;arte e paesaggistici. &nbsp;Il concorso gastronomico itinerante ha&nbsp; lo scopo di divulgare la conoscenza della
cozza tarantina, eccellenza tipica locale, e&nbsp;
valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico.</p>



<h5>Lo chef napoletano <strong>Gianfranco Anzini</strong> con il suo piatto: </h5>



<p>“Chicchi di zucca all’amaretto con cozze tarantine, crema di basilico e noci” si è aggiudicato il primo posto totalizzando 282 voti della giuria popolare, composta da clienti abituali di ristoranti e amanti della buona cucina. Al secondo posto della  prima manche di eliminatorie di Gallipoli si è classificato lo chef <strong>Alessandro Angiola</strong> di Bari, con la pietanza dal titolo:  “Crema di patate allo zafferano con panzanelle alle cozze e crema di stracciatella” che ha avuto 270 punti. Al terzo posto con  257 punti si è qualificato lo chef <strong>Hafid Bahil</strong> di origini marocchine &#8211; che lavora in Italia da molto tempo &#8211; con il piatto:  “Passatina di fagioli con l’olio di Zollino con pesce spada croccante e cozze tarantine”. Hafil fa parte della brigata di cucina dell’Hotel Caroli di Gallipoli,  coordinata dallo chef executive  <strong>Onofrio Terrafino</strong> che  sotto il suo occhio vigile e attento porta avanti un discorso di qualità che contraddistingue gli alberghi della catena Caroli. </p>



<h5>Il Festival è stato ideato e organizzato  dal Cav. Uff. <strong>Cosimo Lardiello</strong> </h5>



<p>E&#8217; il Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto,  che ha condotto la kermesse gastronomica. </p>



<p>Il gruppo musicale <strong>Rua Katalana Quartet,</strong> composto da: Pino Magaldi, Emanuele De Vittorio, Antonio Palmisano e Franco Bello, con  esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, ha eseguito brani del loro repertorio. Il cabarettista <strong>Elio Angelini</strong> ha contribuito a rendere la serata particolarmente lieta, intervenendo fra una portata e l’altra. </p>



<p>Si è quindi chiusa &nbsp;la prima tornata &nbsp;inaugurale della XX Edizione del Festival &nbsp;in attesa degli incontri in Italia ed
all’estero che si svolgeranno nel corso dell’intero anno.</p>



<p>Tra gli appuntamenti più attesi, il
Gran Premio “Pizze e Cozze” che si svolgerà nei giorni 24 e 25 marzo prossimi presso
il ristorante-pizzeria “<strong>Benvenuti al Sud
da Donna Luisella</strong>” di Lusciano (Aversa-CE) dei &nbsp;gemelli <strong>Mirco
e Danilo Fusco</strong>. Sarà un concorso organizzato &nbsp;per la prima volta nell’ambito del “Festival
Italiano della Cucina con la Cozza Tarantina” volendo abbinare il prezioso
frutto del mare di Taranto con le eccellenti &nbsp;&nbsp;pizze partenopee. Le principali associazioni
di pizzaioli partenopei &nbsp;collaboreranno
con l’organizzazione del Festival, schierando al concorso le loro squadre
affiliate. La giuria sarà composta, come nella tradizione del Festival Italiano
della Cucina con la Cozza Tarantina, da addetti ai lavori che affiancheranno il
pubblico di cultori della pizza e della buona cucina. </p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<item>
		<title>Riso Delta del Po, Come Consumare Questo Prezioso Alimento</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86575007/riso-delta-del-po-come-consumare-questo-prezioso-alimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ElideMo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 02:12:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[riso delta del Po]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=75007</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avete mai sentito parlare del Riso Delta del Po? Il Riso delta del Po è una tipologia particolare di riso &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86575007/riso-delta-del-po-come-consumare-questo-prezioso-alimento/">Riso Delta del Po, Come Consumare Questo Prezioso Alimento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avete mai sentito parlare del <strong>Riso Delta del Po</strong>? Il
Riso delta del Po è una tipologia particolare di riso che si caratterizza per
la sua ricchezza e anche per la sua qualità. Esiste in vari formati ma il <strong>Riso
Delta del Po</strong> che è un marchio Igp, è presente sulle tavole per una coltivazione
con caratteristiche uniche. Infatti, cresce nel basso ferrarese tra terreni
torbosi scuri alluvionali, che rendono il <strong>Riso Delta del Po</strong> davvero
unico e perché in grado di trarre tutti i benefici da una natura che è
cresciuta in un territorio molto particolare. Tra le caratteristiche principali
del <strong>Riso Delta del Po</strong>, ve ne sono uniche alcune che rendono davvero
speciale questo prodotto. Cercare di trovare la giusta risposta a tavola anche
da un punto di vista della salute è importante. Prima perciò di scegliere il
riso, è bene capire quali sono le sue caratteristiche.</p>



<h2>Le Caratteristiche Del
Riso Delta del Po</h2>



<p>Il <strong><a href="https://www.lestagioniditalia.it/il-riso-del-delta-del-po-igp/">Riso
Delta del Po è un marchio Igp</a></strong>,
che ha delle caratteristiche davvero uniche nel suo genere. Questo viene
inserito tra gli alimenti consigliati soprattutto nella vita quotidiana proprio
perché è molto digeribile e perché ha delle <strong>proprietà antiossidanti</strong>.
Inoltre, questo riso è ipoallergenico, un alto tenore proteico ed in più è
adatto ad un&#8217;alimentazione che è legata magari alla risoluzione di determinate
situazioni patologiche. Il Riso delta del Po IGP va a sviluppare la
coltivazione di varietà di riso a seconda di quelle che sono le esigenze e le
necessità. Infatti esiste il <strong>Riso Delta del Po</strong> Karnak, quello <strong>Telemaco,
Cheope, Cameo e Caravaggio</strong>. Ogni singolare tipologia di <strong>Riso Delta del
Po</strong> citata delle caratteristiche di cottura e di proprietà. Generalmente
però, sono tutte accomunate da un&#8217;alta digeribilità e da un altro valore
proteico. Tra le tipologie di riso specifiche vi sono il <strong>carnaroli, baldo,
volano e arborio</strong>.</p>



<h4>Le Diverse Tipologie Di
Riso Delta del Po Igp</h4>



<p> Vi sono diverse tipologie di <strong>Riso Delta del Po</strong> IGP tra cui vale la pena scegliere. Innanzitutto, vi è il <strong>Riso Delta del PoCarnaroli</strong> con una varietà molto pregiata. Questo tipo di riso è utilizzato soprattutto, perché è molto elastico e resistente, con dei chicchi che non si scusano e che restano compatti, è ideale per la mantecatura. Inoltre poi viene il riso arborio che è una qualità di <strong>Riso Delta del Po</strong> che si caratterizza per una cottura uniforme dalla presenza di un chicco largo. È indicato per ricette e per risotti. In più vi è il riso volano. </p>



<p>Questo particolare tipo di <strong>Riso Delta del Po</strong> invece è un riso che ha chicchi grandi grossi e lunghi, ricchi di amido. Molto resistente alle malattie e ai parassiti, cuoce velocemente. E&#8217; ideale per minestre, guarnizioni e anche per i risotti. Infine, vi è il riso baldo. Il riso baldo è una qualità di <strong>Riso Delta del Po</strong> che si caratterizza per la presenza di un chicco ricco di sali minerali e molto assorbente. Questa forma allungata, rende questo prodotto unico per assorbire i condimenti ed è in grado di tenere bene la cottura. Spesso viene utilizzato soprattutto per i piatti freddi. La gestione del <strong>Riso Delta del Po</strong> viene effettuata attraverso un consorzio che tutela il <strong>marchio IGP </strong>e che rende specifico questo prodotto, prima di decidere se utilizzarlo oppure no, è bene andare indagare sulle sue caratteristiche ci si renderà ben presto conto di come può essere un elemento imprescindibile nel caso di tutti e sulle tavole di ognuno proprio per le sue capacità. </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86575007/riso-delta-del-po-come-consumare-questo-prezioso-alimento/">Riso Delta del Po, Come Consumare Questo Prezioso Alimento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Catering: perché hanno successo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86574606/catering-perche-hanno-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cateringmichelifirenze]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 01:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[catering]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[servizi di catering]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=74606</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni i servizi di catering sono caratterizzati da una richiesta crescente del mercato frutto della capacità di questo &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86574606/catering-perche-hanno-successo/">Catering: perché hanno successo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni i servizi di catering sono caratterizzati da una richiesta crescente del mercato frutto della capacità di questo settore di sapersi adattare e organizzare per rispondere ad una domanda varia che coinvolge ambiti molto diversi tra loro.<br></p>



<p>Una azienda che propone servizi di catering si occupa della preparazione del cibo, della sua consegna e quando richiesto anche dell’organizzazione dell&#8217;evento, l&#8217;organizzazione di un servizio di catering può includere anche il servizio di somministrazione e l’allestimento della location in tutti quei casi che il committente lo richieda.<br></p>



<p>La crescita del settore è stata determinata dall&#8217;aumento delle occasioni in cui il catering viene richiesto non solo catering aziendali o per matrimoni ma anche molte altre occasioni come: feste, cerimonie, eventi privati, pubblici, sportivi e qualsiasi altra occasione in cui si richieda sia servito un intero pranzo o un semplice buffet da consumare in piedi.<br></p>



<p> Queste attività sono in grado di preparare e cucinare qualsiasi piatto in base alla richiesta del committente, quelli più richiesti sono quelli classici della cucina italiana per i quali ci sono aziende specializzate come <a title="catering firenze" href="https://www.cateringmichelifirenze.it">Catering Micheli Firenze</a> che da quasi 60 anni si dedica alla ristorazione di cibi tipici toscani.<br></p>



<p>Un altro assetto importante che ha determinato l&#8217;espansione del mercato dei servizi di catering è a capacità di proporre menu personalizzati perfettamente adattabili alle richieste sia in fatto di qualità che di prezzo. <br>Oltre alla qualità dei <a title="cibi tipici" href="https://www.comunicatostampa.org/86570427/cibi-tipici-le-carni-della-toscana-bistecca-salumi-e-cacciagione/">cibi tipici</a> e alla abbondanza del menu che viene richiesto ciò che deve essere considerato nel prezzo di un catering sono anche il servizio che può essere svolto al tavolo come se si fosse in un ristorante o più semplicemente al tavoli del buffet per riempire i piatti ed i bicchieri dei partecipanti all’evento.<br></p>



<p>Le aziende di catering più strutturate sono anche organizzate per curare ogni aspetto di un evento, oltre all’allestimento della location è possibile anche richiedere un servizio di intrattenimento che va dalla diffusione della musica all’organizzazione di veri e propri spettacoli di intrattenimento per gli ospiti.<br></p>



<p>Se richiesto è possibile anche delegare all’azienda di catering la gestione degli inviti, è sufficiente fornire la lista dei partecipanti con relativi indirizzi ai quali saranno inviati gli inviti dei quali sarà anche tenuta la gestione delle conferme di partecipazione in modo da poter anche conoscere il numero esatto per preparare le giuste quantità di cibo e bevande.     </p>
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		<item>
		<title>MONIL conquista il premio per l&#8217;innovazione con &#8220;Essenza Sicula”.</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86574367/monil-conquista-il-premio-per-linnovazione-con-essenza-sicula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[monil]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 05:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MONIL, giovane azienda brontese, vince il premio “innovazione prodotto” durante la manifestazione gourmet Golosaria tenutasi a Milano in questi giorni. &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>MONIL,
giovane azienda brontese, vince il premio “innovazione prodotto” durante la
manifestazione gourmet Golosaria tenutasi a Milano in questi giorni.<br>
Il premio è stato aggiudicato grazie alla
presentazione in anteprima di &#8220;Essenza Sicula&#8221;, una particolare
glassa di fico d&#8217;india da utilizzare come topping sui dessert o da abbinare a
formaggi e salumi, un prodotto di alta qualità ottenuto grazie ad una
lavorazione che dura oltre 24 ore.</p>



<p>Essenza
Sicula nasce dal progetto della giovane imprenditrice Giusy Melardi di
valorizzare un prodotto principe siciliano, il fico d’india, attraverso la
rivisitazione di un’antica ricetta. Dopo cinque anni di studio e di sviluppo
l’azienda è pronta a commercializzare questa dolce essenza dal gusto intenso ed
unico.</p>



<p>Nel
corso della manifestazione gourmet, Essenza Sicula ha ricevuto interesse da
importanti aziende dolciarie italiane ed estere.</p>



<p><br>
MONIL, attiva principalmente nella coltivazione
e trasformazione della migliore frutta secca siciliana, del finger lime e di
prodotti gourmet, esporta con successo in diversi paesi del mondo.<br>
<br>
</p>
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		<item>
		<title>Casa Cayega, l&#8217;evento di enoappassionati</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86572067/casa-cayega-levento-di-enoappassionati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[WellCom]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 03:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=72067</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;Domenica 29 settembre si rinnova l’appuntamento a Piobesi d’Alba dedicato ai vigneti del Roero e a uno dei suoi vini &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>&nbsp;Domenica 29 settembre si rinnova l’appuntamento a Piobesi d’Alba dedicato ai vigneti del Roero e a uno dei suoi vini più iconici: il Roero Arneis DOCG Cayega</em></p>



<p>“Casa
Cayega” è una domenica per enoappassionati, foodie e famiglie. Un giorno per
immergersi nel fascino e nella storia del Roero attraverso Tenuta Carretta,
storica azienda vitivinicola di Piobesi d’Alba. Il programma della giornata è
articolato e aperto a tutti: anche i bambini saranno i benvenuti a Casa Cayega,
con un programma di intrattenimenti e animazioni esclusivamente dedicati a
loro.</p>



<p>Ad attenderli ci saranno infatti i&nbsp;<strong>balocchi in legno</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Renato Priolo</strong>&nbsp;attraverso i quali potranno apprendere il ciclo della vite e i segreti della terra.</p>



<p><strong>VINE TREKKING E VISITE IN CANTINA</strong></p>



<p><strong>Dalle ore 11.00 alle ore 21.00&nbsp;</strong>sarà
possibile a tutti i partecipanti percorrere la&nbsp;<strong>Grape’s Road</strong>,
il primo sentiero di&nbsp;<strong>trekking tra le vigne&nbsp;</strong>audioguidato
del Piemonte. L’itinerario, lungo poco più di 2 Km, è adatto a persone di tutte
le età. Durante il percorso si attraverseranno e si conosceranno più da vicino
i&nbsp;vigneti di nebbiolo, arneis e barbera di proprietà della Tenuta. Ogni
tappa sarà sempre accompagnata dal racconto fornito dall’audioguida digitale
fornita dall’app IZI.Travel, scaricabile gratuitamente su smartphone anche il
giorno stesso dell’evento.</p>



<p>Inoltre, per l’intera giornata,&nbsp;<strong>l’azienda sarà aperta alle visite</strong>. &nbsp;Alle 11.00, alle 12.00 alle 15.00 e alle 16.00 partiranno i&nbsp;<strong>tour guidati della cantina</strong>: un’esperienza che permetterà ai partecipanti di immergersi ancora di più nella realtà e nella storia di Tenuta Carretta e dei suoi vini.</p>



<p><strong>VIGNAIOLO PER UN GIORNO</strong></p>



<p>Anche quest’anno, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, Tenuta Carretta organizzerà un’accoglienza particolare per tutti coloro che vorranno cimentarsi con l’esperienza diretta della vendemmia.&nbsp;<strong>Dalle ore 11.00 alle 15.30</strong>&nbsp;sarà possibile partecipare alla raccolta dei grappoli, guidati e supportati dai vignaioli di Tenuta Carretta. Al termine, ad ogni partecipante sarà rilasciato l’attestato di “Vignaiolo per un giorno”, a ricordo dell’esperienza.</p>



<p><strong>&nbsp;UNA STELLA TRA I FILARI: I PIC NIC TRA LE VIGNE E&nbsp; IL
CAYEGA MENU DI FLAVIO COSTA</strong></p>



<p>Una
domenica d’autunno e un pic nic gourmet da consumare tra i filari in vendemmia:
Casa Cayega è anche questo!</p>



<p><strong>Dalle 11.00 alle 15.00</strong>, Flavio Costa, chef del
ristorante stellato 21.9 di Tenuta Carretta, metterà a disposizione un cestino
da&nbsp;<strong>pic nic&nbsp;</strong>che gli ospiti potranno acquistare e
gustare tra le vigne. Tre saranno le tipologie di cestino disponibili&nbsp;(<a href="https://www.dropbox.com/s/hf62j2y6apfwudp/picnic.pdf?dl=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">visionabili
a questo link</a>)&nbsp;che conterranno al loro interno panini gourmet, una
bottiglia di Roero Arneis DOCG Cayega, acqua,&nbsp;dolce e tutto l’occorrente
per una perfetta sosta di ristoro campestre. Per chi lo desiderasse, presso il
punto di ritiro dei cestini, sarà possibile anche acquistare&nbsp;singolarmente
i&nbsp;<strong>panini</strong>&nbsp;preparati dallo chef.</p>



<p>&nbsp;Per
chi preferisse invece regalarsi uno speciale&nbsp;<strong>pranzo</strong>&nbsp;della
domenica a tema Cayega, il&nbsp;<strong>Ristorante 21.9</strong>&nbsp;preparerà
per l’occasione un apposito&nbsp;<strong>menù degustazione</strong>&nbsp;(al
costo di 35 €&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href="https://www.dropbox.com/s/dmjv0zvbprfq2ci/Men%C3%B9%20Casa%20Cayega%201.pdf?dl=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scarica il menu</a>&nbsp;&#8211;&nbsp;vini esclusi),
disponibile in orario compreso tra le 12.30 e le 14.00.</p>



<p>La prenotazione sia per il pic nic (scrivendo a shop@tenutacarretta.it) che per il pranzo (info@flaviocosta.it &#8211; 0173619261) è obbligatoria.</p>



<p><strong>DEGUSTAZIONE &#8220;VERTICALE&#8221; DI CAYEGA</strong></p>



<p><strong>Alle 17.00</strong>&nbsp;si terrà invece, in esclusiva per l’evento Casa Cayega, una&nbsp;<strong>degustazione verticale</strong>&nbsp;guidata di Roero Arneis DOCG Cayega, con illustrazione delle annate dal 2018 al 2013. I partecipanti saranno guidati alla scoperta delle potenzialità di invecchiamento del Roero Arneis DOCG e della sua perfetta evoluzione nel tempo. La degustazione sarà gratuita e riservata a un massimo di 30 partecipanti. Per info e prenotazioni scrivere a&nbsp;<a href="mailto:shop@tenutacarretta.it">shop@tenutacarretta.it</a>&nbsp;</p>



<p><strong>&#8220;HAPPY CAYEGA&#8221;, L’APERITIVO DI TENUTA CARRETTA</strong></p>



<p>In
chiusura di giornata,<strong>&nbsp;a partire dalle 18.30&nbsp;</strong>avrà
inizio&nbsp;<strong>“Happy Cayega”,&nbsp;l’happy hour di Tenuta Carretta</strong>&nbsp;durante
la quale sarà possibile sorseggiare un calice di vino ammirando il sole che
tramonta tra le colline del Roero. Gli ospiti, che avranno a disposizione due
consumazioni gratuite, verranno accolti da un calice di benvenuto di Roero
Arneis DOCG Cayega e dalle sofisticate note del trio di archi gli&nbsp;<em>Archimedi</em>. L’aperitivo si
protrarrà fino alle 21 con l’accompagnamento del&nbsp;<strong>finger food</strong>&nbsp;realizzata
dallo chef Flavio Costa (5€ a piatto).</p>



<p><em>“Casa Cayega” ti aspetta, per una domenica in compagnia dei grandi vini e della grande cucina tra i vigneti del Roero! </em></p>
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		<item>
		<title>Cibi Tipici: le Carni della Toscana, Bistecca Salumi e Cacciagione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86570427/cibi-tipici-le-carni-della-toscana-bistecca-salumi-e-cacciagione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cateringmichelifirenze]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 04:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[bistecca fiorentin]]></category>
		<category><![CDATA[bistecca fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[cibi tipici]]></category>
		<category><![CDATA[cibi tipici toscana]]></category>
		<category><![CDATA[salumi]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Toscana in fatto di cibi tipici offre una varietà tale da essere considerata una delle tradizioni gastronomiche migliori non &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Toscana in fatto di cibi tipici offre una varietà tale da essere considerata una delle tradizioni gastronomiche migliori non solo a livello nazionale ma di ogni luogo.<br></p>



<p>Il successo dei cibi tipici della Toscana è determinato dalle preferenze che li vengono assegnate sia dai tantissimi turisti stranieri presenti ogni anno in questa bellissima regione italiana, sia dalla presenza di questi cibi tipici toscani nei menu dei migliori ristoranti all&#8217;estero.<br> A confermare questo successo, oltre alla presenza nei menu dei migliori ristoranti stranieri, c&#8217;è anche il grande successo che questi cibi tipici hanno nei migliori <a title="catering firenze" href="https://www.cateringmichelifirenze.it">catering Firenze</a> e di altre zone di italia durante matrimoni, eventi e feste di alto livello e spesso di carattere internazionale.    <br></p>



<p>Tra i cibi tipici della toscana vince la carne in ogni sua declinazione, al vertice di queste c&#8217;è la famosissima bistecca alla Fiorentina, questa carne ha una provenienza particolare in quanto deve essere di razza chianina.<br></p>



<p>Per bistecca chianina si intende che il manzo deve essere necessariamente allevato nella zona della Val di Chiana, una valle della Toscana che si trova nella provincia di Arezzo.<br></p>



<p>Molte altre sono le carni che fanno parte della tradizione culinaria di questa zona di italia, alcune delle quali provenienti dall&#8217;antica attività della cacciagione come: la faraona, il coniglio, il fagiano.<br> Altre carni di allevamento sono alla base dei cibi <a title="tipici della Toscana" href="https://www.comunicatostampa.org/86566128/dolci-tipici-di-firenze-e-della-tradizione-toscana/">tipici della Toscana</a> come: il cappone, l&#8217;arista e la trippa, proprio la trippa è una piatto che ha ottenuto un grande successo anche in epoca moderna.<br></p>



<p> Derivante dalla tradizione dei piatti poveri, essendo una parte del manzo che si trova nella parte interiore meno nobile del manzo, la trippa è oggi un piatto molto ricercato che viene ancora preparato e cucinato secondo la antica tradizione, tanto da essere chiamato trippa alla Fiorentina, con pomodoro e olio di oliva toscano.<br></p>



<p>Per proseguire con le carni è impossibile non parlare dei salumi toscani, sia quelli più classici come il prosciutto ed il salame toscano per arrivare al tenero e gustoso Lardi di Colonnata o alla saporitissima soprassata prodotta con gli scarti del maiale.</p>
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		<item>
		<title>Dolci Tipici di Firenze e della Tradizione Toscana</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86566128/dolci-tipici-di-firenze-e-della-tradizione-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cateringmichelifirenze]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2019 08:52:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo Cucina & Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[buccellato]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici firenze]]></category>
		<category><![CDATA[schiacciata alla fiorentina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=66128</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dolci tipici di Firenze hanno una tradizione lunga fatta di ricette che si sono tramandate per secoli, come per &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
I dolci tipici di Firenze hanno una tradizione lunga fatta di ricette che si sono tramandate per secoli, come per il resto delle attività anche quella dei dolci toscani e fiorentini è nata dalle esigenze dettate dalla disponibilità dei prodotti tipici e dalle tradizione storiche dettate dalle feste religiose e non.

Le pasticcerie a Firenze sono moltissime ed ognuna è colma di dolci realizzati secondo ricette provenienti da molti luoghi, nonostante ciò durante alcune ricorrenze nelle pasticcerie vengono realizzati anche i dolci tipici della tradizione fiorentina.

Tra quelli più tradizionali ma che si possono trovare solo nelle botteghe più legate alla tradizione ci sono i dolci fatti con la farina di castagne.

Da questo ingrediente antico venivano realizzate varie ricette per dolci come il tradizionale castagnaccio ed altre torte a base di farina di castagne.

La tradizione di Natale a Firenze vuole che i dolci tipici sino quelli della tradizione senese come i cavallucci, i ricciarelli, il panpepato ed il classico panforte, questi dolci sono ormai una tradizione molto apprezzata e diffusa tanto da essere serviti durante il periodo natalizio anche nei ristoranti e nei <a href="https://www.cateringmichelifirenze.it" title="catering firenze">catering Firenze</a>.

Un altra festa che a Firenze viene celebrata con vari dolci tipici è quel del carnevale, tra questi il dolce più richiesto e apprezzato è la schiacciata alla fiorentina che nella versione più moderna può essere anche farcita su richiesta con crema chantilly, panna o cioccolata.

In questo periodo in quasi tutte le pasticcerie si trovano anche le classiche frittelle di riso e uvetta oltre ai classici cenci fritti e addolciti con lo zucchero.

Dopo la festa del carnevale segue un periodo di relativa astinenza dove i dolci tipici tendono ad essere più poveri e meno appetitosi, è l periodo dei biscotti quaresimali, del pandiramerino e del buccellato di Lucca.

Con l&#8217;arrivo della Pasqua tornano i tipici dolci lievitati di vario tipo come: le schiacciate, i ciambelloni, le torte di riso e di semolino che nella versione attuale non possono mancare della copertura di cioccolato.

Esiste poi i dolci che si iniziano a preparare da fine estate fino ad autunno, un periodo che fin dall&#8217;antichità vedeva una grande abbondanza di uva derivante dalle colline circostanti Firenze, il dolce più conosciuto di questo periodo è la classica schiacciata con l&#8217;uva.

Tipico dolce contadino fatto con ingredienti semplici come pasta di pane, uva, zucchero ed olio, ancora oggi molto apprezzato nella sua versione più raffinata.<br> Altro dolce tipico dell&#8217;autunno è la ficattola una schiacciata all&#8217;olio ricoperta con fichi freschi e zucchero, questa ricetta deriva dalla zona del Chianti famosa in tutto il mondo per la bontà dei vini che vi vengono prodotti.



<p></p>
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		<item>
		<title>Cosa mangiare a Firenze ? I Cibi Tipici da Assaggiare Assolutamente</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86565710/cosa-mangiare-a-firenze-i-cibi-tipici-da-assaggiare-assolutamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cateringmichelifirenze]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 12:05:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cibi tipici]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare a firenze]]></category>
		<category><![CDATA[trippa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=65710</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa mangiare a Firenze? i cibi tipici di Firenze derivano da varie tradizioni di origine diversa, la varietà dei sapori &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86565710/cosa-mangiare-a-firenze-i-cibi-tipici-da-assaggiare-assolutamente/">Cosa mangiare a Firenze ? I Cibi Tipici da Assaggiare Assolutamente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cosa mangiare a Firenze? i <a title="cibi tpici firenze" href="https://www.comunicatostampa.org/86560424/cibi-tipici-firenze-eccellenze-del-made-italy/">cibi tipici di Firenze</a> derivano da varie tradizioni di origine diversa, la varietà dei sapori della tradizionale cucina fiorentina sono rappresentati sia dalle tipiche ricette povere dei piatti popolari e da quelle che derivano dai ricchi menu che le potenti e ricche famiglie fiorentine del passato erano soliti far allestire sia per loro che per i loro importanti ospiti.<br></p>



<p>Per dare una risposta esauriente alla domanda su cosa mangiare a Firenze occorrerebbe un intero ricettario, di seguito elencheremo una brevissima lista limitata ad alcune delle ricette e dei piatti tipici più famosi.<br></p>



<p>La Bistecca alla Fiorentina non poteva che essere il primo piatto della lista, la punta di diamante della cucina tradizionale fiorentina, realizzata con un taglio di almeno 4 dita di carne di almeno un chilo possibilmente di razza Chianina.<br></p>



<p>La tipica Bistecca alla Fiorentina deve essere cotta alla brace in modo che cuocia solo la parte esterna lasciando la parte interna al sangue per esaltarne il gusto e la morbidezza.<br> La Ribollita è un altra cosa da mangiare a Firenze, questa ricetta deriva dalla tradizione popolare contadina quando nelle cucine non si buttava via nulla ed in un tegame di terracotta venivano cotti gli avanzi di verdura insieme al pane raffermo.<br> Ingredienti principali della ribollita sono: pane raffermo, salsa di pomodoro, cipolla, cavolo, zucchine, che venivano cotti a lungo per ben due volte, un piatto molto richiesto anche dai turisti che la adorano.<br> La Pappa al Pomodoro conosciuto per essere un piatto reso famoso anche da una celeberrima canzone che tutti conoscono, il profumo di questo piatto povero della tradizione toscana è un tripudio di sapori e colori a cui è impossibile resistere. ammagliante.<br> Gli ingredienti principali della Pappa al Pomodoro sono: pane toscano raffermo, pomodoro, aglio, basilico, olio d&#8217;oliva extravergine.<br> Il Lampredotto è un cibo tipico che oltre ad essere servito anche nei ristoranti , viene consumato come street food anche presso i tradizionali banchi ambulanti situati nelle varie zone di Firenze.</p>



<p> Anche il Lampredotto è uno dei cibi tipici preferiti dai fiorentini e dai turisti che sono soliti consumarlo nel classico panino con salsa verde, gli ingredienti principali di questo piatto sono oltre al taglio di carne derivante dallo stomaco del bovino, pomodoro, cipolla, sedano e prezzemolo.<br></p>



<p> La Trippa alla Fiorentina è un altro piatto di carne povera che grazie ad una lunga e attenta cottura e all&#8217;aggiunta del pomodoro diventa un piatto prelibato tra i più amati a Firenze.<br></p>



<p> Ingredienti principali della trippa sono: stomaco di bovino, sedano, pomodoro, pepe, parmigiano.</p>
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		<item>
		<title>A Cracovia alla ricerca di una fiabesca atmosfera natalizia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86563530/a-cracovia-alla-ricerca-di-una-fiabesca-atmosfera-natalizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2018 10:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cracovia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=63530</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un viaggio per un esperienza fuori dal comune Natale, per chi non se ne accorto, è arrivato. La festa è &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86563530/a-cracovia-alla-ricerca-di-una-fiabesca-atmosfera-natalizia/">A Cracovia alla ricerca di una fiabesca atmosfera natalizia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Un viaggio per un esperienza fuori dal comune</em></strong></p>
<p>Natale, per chi non se ne accorto, è arrivato. La festa è tutta per i bambini che attendono i regali, è tempo di panettoni e cenoni in famiglia e, fra un augurio ai parenti e a quell’amico che non vedevamo da tempo, la festa è già finita. E allora come recuperare quell’atmosfera che ricorda la nostra infanzia che manca nelle nostre città, vuoi per l’assenza delle luci d’artista e non o per l’alta pressione che ci fa sentire vicini alla primavera invece che al Natale ? Ma è semplice, occorre fare un salto per visitare dove in questo periodo tutto, ma proprio tutto, richiama la festa religiosa più sentita dell’anno. In Polonia, a Cracovia, basta passeggiare per le strade per ritrovarsi in un ambiente unico, dove la magia del Natale è tangibile. La seconda città della Polonia non solo è straordinariamente bella, ma è anche unica. La città sul fiume Vistola dei re polacchi, dei santi e degli eroi nazionali.</p>
<p>Dall’aeroporto di Napoli-Capodichino le compagnie low coast Easyjet e Ryanair effettuano voli diretti e in meno di due ore si è già immersi nel pieno di un mondo così diverso.</p>
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<p><strong>I Mercatini di Natale nella piazza più grande d’Europa</strong></p>
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<p>Fino al 6 gennaio rimarranno aperti i Mercatini di Natale, fra i più belli della Polonia, con tanti spazi e sorprese per i bambini, ma anche specialità gastronomiche regionali e possibilità di fare acquisti per doni con tanti oggetti realizzati da artisti e giovani artigiani. Cracovia e la sua Piazza del Mercato, Rynek Glówny, sono un luogo tradizionale di scambi commerciali sin dal Medioevo: le prime notizie dei mercatini organizzati in questa piazza risalgono alle cronache del 1310.</p>
<p>I mercatini di Natale sono fra le ricorrenze annuali più amate sia dagli abitanti che dai turisti, perché grazie alla presenza di graziose casette di legno, nelle quali vengono organizzati gli stand, alle luci che conferiscono un’atmosfera unica e al profumo di dolciumi, di vin brûlé e di pietanze tradizionali, la piazza medievale più grande d’Europa diventa un luogo accogliente e magico. Vengono organizzate tante iniziative e spettacoli di teatro e animazioni per bambini, concerti e cori di Natale.</p>
<p><strong>Per riscaldarsi zuppe calde e vino brûlé</strong></p>
<p>Nel 2019 Cracovia diventerà Capitale Europea della Cultura Gastronomica, girando per i mercatini si può avere un’idea dei piatti tipici. Per pochi Zloty, la moneta locale, si può gustare una tradizionale zuppa Zurek, preparata facendo cuocere una salsiccia bianca nel brodo vegetale e tanti aromi, oppure una baguette di pane con formaggio fuso, funghi e quant’altro la fantasia suggerisce. Da non dimenticare il formaggio pecorino affumicato oscypek da gustare caldo. Bona Sforza d’Aragona, la seconda moglie del re Sigismondo I, arrivando in Polonia portò con sé non solamente i suoi cuochi di corte, ma anche tutta una serie di verdure quali: il prezzemolo, il sedano e i porri.</p>
<p>Le frittelle di patate servite con lo zucchero e panna si trovano ovunque. La kremowka, nota come il dolce preferito di San Giovanni Paolo II è da provare, essendo una specialità della regione. I piatti tipici sono molti e spesso più buoni di quanto possano sembrare. Ad accompagnare questi piatti un bicchiere di vino caldo brûlé non può mancare: il negozietto che lo prepara è nella piazza Mercato, situato in una grande botte di legno dove a volte si forma una lunga fila.</p>
<p><strong>Monumenti e opere d’arte da visitare</strong></p>
<p>Cracovia è dal ’78 è inserita nel Patrimonio UNESCO ed è ricca di chiese e palazzi storici. Tra i monumenti più famosi: il Castello Reale di Wawel; il Mercato dei Tessuti; l’Università Jagellonica, l’ateneo più longevo della Polonia e la Basilica di Santa Maria.</p>
<p>Dalla torre più alta della Basilica di Santa Maria ogni ora un vigile del fuoco suona con la tromba la melodia più riconoscibile della Polonia: il hejnal, in ricordo del trombettista che fu trafitto da una freccia cercando di salvare gli abitanti della città di Cracovia dell&#8217;attacco dei Tatari.</p>
<p>A Cracovia ci sono tanti musei e gallerie d’arte, nel Museo Nazionale di Cracovia si può vedere il quadro “La dama con l’ermellino” di Leonardo Da Vinci.</p>
<p>Le mostre d’arte contemporanea, sono ospitate nel Museo MOCAK, ubicato negli edifici della ex fabbrica di Schindler, dove sono state girare alcune scene del film “Schindler&#8217;s List” di Spielberg, nel quartiere Zablocie, vicino l’ex ghetto di Podgorze.</p>
<p>Vicino si può visitare la mostra interattiva che ci guida in questo capitolo doloroso della storia quando settantacinquemila ebrei furono uccisi dai nazisti.</p>
<p><strong>La cappella della regina Santa Kinga scavata nel sale</strong></p>
<p>Le miniere di sale di Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia, sono inserite nella lista del Patrimonio dell’UNESCO. Gli itinerari turistici percorrono corridoi sotterranei, grandi caverne e addirittura cappelle scolpite direttamente nel sale, come quella maestosa dedicata a Santa Kinga, dove ogni scultura, altare e lampadario sono fatti di sale.</p>
<p>Le cave di salgemma con tortuose gallerie e stranissime formazioni di sale, sono dotate di spazi adatti allo svolgimento di conferenze ed eventi. Bellissime camere scolpite direttamente nel sale nel corso dei secoli scorsi, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Tre chilometri di corridoi nei tre livelli aperti ai turisti, 800 scalini da percorrere in discesa per giungere a 135 metri di profondità. Fino ad oggi la Miniera di Sale è stata visitata da oltre 43 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo.</p>
<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>#SolvayFrutta&#038;Verdura: Le ricette gourmet dello chef Danilo Angè</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86545734/solvayfruttaverdura-le-ricette-gourmet-dello-chef-danilo-ange/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[EncantoPR]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 15:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[#BicarbonatoFruttaeVerdura]]></category>
		<category><![CDATA[#BicarbonatoSolvay]]></category>
		<category><![CDATA[#SolvayFrutta&Verdura]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Angè Solvay®]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Danilo Angè, chef di grande abilità ed equilibrio, ha ideato delle fresche insalate gourmet a base di ortaggi e frutta &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Danilo Angè, chef di grande abilità ed equilibrio, ha ideato delle fresche insalate gourmet a base di ortaggi e frutta di stagione.</i></p>
<p>Anguria alla menta, olio di lavanda, melanzane grigliate e salsa allo yogurt: questi alcuni ingredienti delle insalate di Danilo Angè, chef pluripremiato e consulente culinario internazionale, che firma delle ricette esclusive per Bicarbonato Solvay® Frutta &amp; Verdura, dalla nuova formulazione in microgranuli, adatta anche al lavaggio di alimenti dalla buccia delicata.</p>
<p>Le ricette di Angè, tipicamente fresche ed estive, sono a base di ortaggi che uniti alla frutta di stagione e al tocco creativo dello chef, si trasformano in gustose insalate gourmet. Ecco le sue proposte:</p>
<p>1) Misticanza aromatica, anguria alla menta, indivia e olio alla lavanda</p>
<p>2) Insalata con melanzane grigliate, foglie di sedano, rapanelli e salsa di yogurt</p>
<p>Lo chef Angè prima della preparazione dei piatti, per lavare frutta e verdura ha utilizzato le seguenti tecniche: ha messo a bagno le verdure in foglia in una bacinella d’acqua in cui sono stati sciolti i microgranuli di Bicarbonato Solvay® (un cucchiaio ogni litro d’acqua). Dopo una decina di minuti, durante i quali il bicarbonato ha agito correttamente, ha risciacquato la verdura, ormai perfettamente pulita. Ha, inoltre, strofinato le verdure solide e a buccia rigida con un impasto composto da 3 parti di Bicarbonato Solvay® e una di acqua, prima di procedere ad un risciacquo finale.</p>
<p>Ecco i consigli dello chef: “Durante le calde giornate estive le insalate sono il piatto perfetto: io preferisco utilizzare cespi di insalata freschissima e mixarla a frutta di stagione, avendo cura di lavarla accuratamente facendo in modo di non rovinare le foglie di insalata o la buccia della frutta, in questi casi il Bicarbonato Solvay® Frutta &amp; Verdura è perfetto”.</p>
<p>Bicarbonato Solvay® Frutta &amp; Verdura è 100% Bicarbonato Solvay® ad uso alimentare, quindi puro e sicuro come sempre, ma con caratteristiche appositamente studiate per renderlo ancora più pratico ed efficace nel lavaggio di frutta e verdura. La nuova formulazione in microgranuli, che rende il prodotto più fluido e facilita l’utilizzo, è ancora più efficace nel rimuovere lo sporco senza graffiare.</p>
<p>I microgranuli, di 100% purissimo bicarbonato, sono ottenuti mediante un rigoroso procedimento di selezione dei cristalli in base alla loro dimensione, che garantisce il rallentamento della formazione dei grumi all’interno della confezione, mantenendo allo stesso tempo una completa solubilità. Il prodotto è disponibile nei supermercati nella confezione da 400 gr.</p>
<p>Per scoprire i mille usi di Bicarbonato Solvay®  <a href="http://t.umblr.com/redirect?z=http%3A%2F%2Fwww.bicarbonato.it%2F&amp;t=ZTBlNzFiNDk4YWE2NzM1YzY4MDg4NWQxZDUyMmFmZWIwNWU5YmRlYSxiVVRHRnZKcQ%3D%3D&amp;b=t%3Aa7a0aVhYeOUir-rGVB7VKw&amp;p=http%3A%2F%2Fencantopr.tumblr.com%2Fpost%2F164708144876%2Fle-ricette-gourmet-dello-chef-danilo-ang%C3%A8-per-il&amp;m=1">www.bicarbonato.it</a></p>
<p><i>#BicarbonatoFruttaeVerdura                           #SolvayFrutta&amp;Verdura<br />
</i><i>#BicarbonatoSolvayFruttaeVerdura               #BicarbonatoSolvay<br />
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		<title>I 10 dolci e salati più buoni in Sicilia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86542864/10-dolci-salati-piu-buoni-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[prenotaora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 23:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[cucina siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[dolci a Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci Siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[dolci siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[dolci siciliani nome]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici Siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[I 10 dolci più buoni in Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie catania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tradizione culinaria in Sicilia è l’espressione dell’arte in cucina sviluppata fin dall&#8217;epoca antica ed è collegata alle vicende storiche, &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tradizione culinaria in Sicilia è l’espressione dell’arte in cucina sviluppata fin dall&#8217;epoca antica ed è collegata alle vicende storiche, religiose e culturali dell’isola.</p>
<p>Già dai tempi dell’Antichissima Grecia in Sicilia si andava sviluppando uno stile ben preciso di abitudini culinarie che col passare dei secoli si è arricchito di nuovi gusti e sapori e di nuovissime pietanze, seguendo le vicende storiche dell’isola mediterranea.</p>
<p>I piatti tipici Siciliani sono tanti ma noi di Notizie Catania ci limiteremo ad elencarli solo dieci prelibatezze&#8230; <a title="Dolci Siciliana" href="http://www.notiziecatania.it/notizie/catania/10-piatti-siciliani-che-bisogna-assolutamente-mangiare-almeno-una-volta-nella-vita/"><strong>Elenco dei 10 dolci più buoni in Sicilia</strong></a></p>
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