Scritte piccole e bugiardini extra-large, pazienti anziani alle prese con i medicinali

Sarà capitato anche a voi di avere difficoltà ad assumere un medicinale senza le indicazioni del vostro medico: le scritte sulla scatola sono poche e troppo piccole, il bugiardino è lunghissimo, e anche qui il carattere è talmente minuscolo da non poter essere letto nemmeno con gli occhiali.

La colpa, purtroppo, non è delle case farmaceutiche che producono le nostre medicine, ma delle regole ferree che anche il confezionamento dei farmaci (il cosiddetto packaging farmaceutico) deve obbligatoriamente seguire.

Né si può parlare di colpe, poiché queste regole sono lì per la nostra sicurezza, anche se in alcuni casi sembrano ostacolare l’assunzione del nostro medicinale.

Se è vero che sulla scatola non sono riportate molte informazioni sul medicinale, questa apparente mancanza è voluta: serve a costringere i pazienti a leggere il foglietto che accompagna la nostra pasticca o il nostro sciroppo, e che ci spiega in maniera accurata come e quando prenderli o non prenderli.

Sulla scatola esterna vengono di fatto riportati solo il nome del farmaco, il dosaggio, la forma farmaceutica, il produttore (o meglio, il titolare AIC, che ne è il vero responsabile) ed eventuali avvertenze, come quella di tenerlo fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, o quelle relative a divieti e pericolosità per specifiche categorie di pazienti.

Packaging farmaceutico e Bugiardino

Ma anche con il bugiardino non si scherza. A volte è così lungo da non poter essere più ripiegato per farlo rientrare nella scatola, ed è praticamente illeggibile tanto sono piccoli i caratteri.

La lunghezza del testo, e dunque delle informazioni contenute nel foglietto illustrativo dei medicinali, è in realtà una garanzia di sicurezza per i pazienti. La legge impone infatti che il paziente riceva tutte le informazioni necessarie al fine di utilizzare i medicinali in maniera consapevole e sicura.

La legge, tuttavia, tutela anche il diritto del paziente ad avere informazioni chiare e comprensibili. In realtà, la dimensione del carattere e la posizione delle informazioni sul confezionamento primario (il blister, il flacone, la bustina) e sul confezionamento secondario (la scatola) sono definiti da norme ben precise, così come anche il ricorso a una terminologia semplice che faciliti la comprensione delle informazioni.

Sarebbe bello se le confezioni dei medicinali potessero contenere materiali voluminosi, magari dei mini-libretti stampati con un carattere maggiorato per chi non ha più la vista buona. Purtroppo non è possibile: se gli occhiali non bastano, sarà meglio farsi aiutare da un familiare, oppure dal medico o dal farmacista.