Segnali incoraggianti testimoniano l’imminente nascita dell’Associazione PropTech Italia.

Alcune aree del settore immobiliare tradizionale non se ne renderanno conto, probabilmente, ma siamo davanti ad un passaggio epocale per l’evoluzione del settore.

Ormai ci siamo, il PropTech ha spiccato il volo anche in Italia. Dopo quasi due anni di continua espansione, arrivano le prime constatazioni di una istituzionalizzazione del fenomeno.

“Sensibilizzare sull’impatto della tecnologia applicata all’immobiliare è un atto dovuto, bisogna recuperare quanto si è perso in questi anni. La trasformazione digitale che ha radicalmente cambiato tanti settori è inevitabile anche per l’immobiliare e bisogna tenerlo a mente. Il settore immobiliare è il candidato ideale alla prossima grande trasformazione digitale. Anche in Italia…”, afferma Michele Schirru, PropTech Influencer e Property Expert, dalle pagine del suo Blog di settore. 

L’articolo, pubblicato nei giorni scorsi, link qui, non lascia spazio a dubbi ed interpretazioni. Questa volta si fa sul serio, si cerca di riunire le menti (e le aziende) più aperte ed avanguardistiche. 

“In questi mesi, mi sono confrontato con tanti colleghi, imprenditori, investitori e professionisti del settore. Con alcuni di loro, ho stretto importanti relazioni di fiducia e stiamo lavorando a pieno ritmo per rendere il tema PropTech sempre più  condiviso. Ci stiamo muovendo per mettere in piedi un organismo indipendente e slegato da dinamiche commerciali che tuteli, promuova, sostenga il movimento PropTech in Italia. Ci piacerebbe dare vita ad una vera e propria community con carattere istituzionale, riconosciuta dai player di settore e dagli stakeholders. La risposta è ovviamente la creazione di una Associazione no-profit che abbia come unico scopo la diffusione del PropTech.”

Si manifesta un’apertura nei confronti dei tanti player che ruotano intorno al settore, l’appello è ampio, come lo definisce Schirru: aziende e startup PropTech, società immobiliari tradizionali, investitori nel mondo del PropTech, fornitori di servizi, etc.

Certamente, si tratta di rappresentare e promuovere gli interessi di tutti coloro che fanno parte dell’ecosistema PropTech e vogliono beneficiare delle opportunità che ci sono.

“La mission è chiara e semplice: sostenere in senso ampio la digital transformation del settore immobiliare italiano, promuovendo l’impegno tra le aziende PropTech e quelle tradizionali, creando un ambiente di lavoro condiviso e favorevole all’innovazione del settore.”, dichiara Michele Schirru.

La strada è lunga, un labirinto di incertezza e di retaggi, abitudini, paure, paradigmi obsoleti e fortemente radicati. La situazione economica italiana di fatto non aiuta, un Paese, il nostro, dove da tempo non si brilla per i risultati e le performance economiche.

La situazione in Europa è molto incoraggiante, se prendiamo in considerazione gli investimenti nel settore, come risulta dal report “PropTech 2020: the future of real estate” , redatto dal Prof. Andrew Baum dell’Università di Oxford ed in partnership con Unissu e Crunchbase.Unissu stima ci siano 3,219 aziende PropTech in Europa. Otto nazioni hanno al loro interno una lista di 100 o più aziende specializzate in proptech. Il Regno Unito guida la strada dal punto di vista del funding, attraendo investimento considerevolmente superiori rispetto a qualsiasi altra nazione europea. Seguono a ruota Germania e Francia. Report completo qui.

L’Italia è ultima della lista per milioni di dollari raccolti, molto indietro rispetto ai big players del Nord Europa, paradossalmente indietro anche a Spagna e Irlanda, economie pesantemente colpite dall’ultima crisi finanziaria. 

Come dimenticare i cosiddetti PIIGS, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Bisogna chiedersi come mai in Italia non si investa in questo settore, ma parte delle risposte sono nascoste probabilmente nell’incredulità di un possibile sviluppo del settore e nello scetticismo generale degli addetti ai lavori. 

Insomma, mancano le fondamenta ed il tessuto per sostenere le nuove idee e le aziende del futuro, conseguentemente si convince con grande difficoltà chi dovrebbe scommettere ed investire sul settore. 

“I prossimi cinque anni saranno fondamentali per la rinascita dell’economia italiana e per l’evoluzione del settore immobiliare. Il PropTech potrà svolgere il grande ruolo di catalizzatore e di risolutore delle tante problematiche che circondano il settore. Come? Rendendolo più efficiente e più performante, l’economia per prima ne trarrà beneficio. D’altronde, l’immobiliare, con tutta la sua filiera e l’indotto, ricopre una posizione estremamente rilevante nell’economia nostrana e di qualunque altro Stato occidentale.”, afferma Michele Schirru.

Poi, Schirru si sofferma sul lavoro svolto dal Politecnico di Milano: “Hanno fatto un ottimo lavoro, mappando per due anni consecutivi le startup e le aziende proptech, evidenziando il trend in ascesa, quest’anno creando anche il Joint Research Center. Sarebbero senz’altro il partner accademico di riferimento nel caso si riuscisse a far nascere l’Associazione Proptech Italia.”

Come ci ricorda il PropTech Monitor 2019, la ricerca del Politecnico di Milano condotta da Stefano Bellintani, Ileana Bettani, Andrea Ciaramella, Silvia Leoncini, Chiara Tagliaro, sono state mappate 108 aziende proptech.

Dalle analisi effettuate è emerso che quasi il 70% ha avuto origine in una città del nord Italia; al centro e sud del nostro Paese si registra la fondazione, rispettivamente, del 15% e del 5% delle aziende. La porzione restante riguarda proprio le PropTech nate fuori dai nostri confini.

In particolare, la città “madre” della maggioranza delle PropTech italiane è Milano, nella quale risiede circa il 47% di tutte le PropTech e ben il 68% di quelle sviluppatesi nel nord Italia.

Michele Schirru apre al confronto: “Questa è, e deve essere intesa come una wake up call: l’auspicio è che, spinti dalla volontà di fare rete e promuovere, sostenere e supportare l’evoluzione del settore immobiliare, tutti coloro che sono impegnati nella filiera possano fare la loro parte. A maggior ragione in questa durissima fase che vedrà l’avvicinarsi di una crisi economica, finanziaria, immobiliare, probabilmente senza precedenti.”

Ed ancora: “Visto il mio background, sono a stretto contatto con diverse figure di riferimento in UK (l’eldorado del proptech), possiamo imparare tanto da loro. Mi hanno già dato ampia disponibilità e sostegno, dove richiesto, nel creare la piattaforma.”  

La chiamata all’azione è ricaduta nell’affidarsi ad un sondaggio – accessibile a questo link – per capire lo stato della situazione e la visione concreta del sentiment generale, raccogliendo perciò l’interesse di chi voglia eventualmente aderire alla futura associazione e/o abbia il desiderio di contribuire a questa importante causa.

Per maggiori info: www.micheleschirru.it – info@micheleschirru.it