Una delle sindromi geriatriche più comuni nella terza età è quella cosiddetta dell’anziano fragile.
Si tratta di una definizione relativamente recente, che ingloba una serie di complicanze potenziali e che, purtroppo, non sempre sono ravvisabili nell’immediato.
Chi è l’anziano fragile? Cosa significa?
L’anziano fragile è un soggetto che presenta una riduzione delle condizioni cliniche ottimali, sia a livello fisico, che psicologico.
Ciò vuol dire che l’anziano è più esposto agli agenti patogeni e che anche un semplice raffreddore o la tosse possono evolversi con complicanze a cascata molto gravi, conducendo addirittura alla morte nei casi più gravi.
Da ciò si evince che si tratta di una sindrome decisamente complessa e, per di più, di non facile riconoscimento da parte dei familiari o di chi si prende cura dell’anziano.
In linea generale, possiamo però dire che questa sindrome geriatrica colpisce gli over 75 con una maggiore incidenza nel sesso femminile.
Sintomi e campanelli d’allarme dell’anziano fragile
Non esiste una sintomatologia univoca per l’anziano fragile, poiché forse sarebbe più esatto parlare di campanelli d’allarme che, seppur generici, possono in qualche modo mettere sulla strada giusta il medico curante e procedere ad analisi più specifiche.
In linea generale, fra i principali sintomi dell’anziano fragile abbiamo: una perdita di peso sostenuta senza seguire una dieta.
La riduzione delle attività fisiche e della forza muscolare; poca o scarsa deambulazione; un affaticamento non motivato o addirittura astenia.
Si ringrazia per la consulenza a quest’articolo la casa di riposo per anziani vicino Roma Nord, Falisco.

