Demenza anziani: rischi minori per chi invecchia “positivamente”

Stando ai risultati di una recente ricerca gli anziani che hanno un atteggiamento positivo nei confronti dell’invecchiamento avrebbero un rischio ridotto del 50% di sviluppare demenze senili.

L’effetto protettivo è stato riscontrato in tutti i partecipanti e in particolar modo in coloro che avevano nel DNA un gene che li rendeva particolarmente a rischio di sviluppare la demenza senile.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista PLOS One, hanno messo in evidenza che le persone anziane con convinzioni positive in merito all’età avanzata e caratterizzate dalla presenza nel loro DNA del gene che li rendeva a maggior rischio (la variante Delta44 del gene APOE) avevano quasi il 50% in meno di probabilità di sviluppare questa patologia rispetto ai loro coetanei con convinzioni negative sull’invecchiamento.

Questo studio è stato il primo ad aver messo in relazione le credenze culturali relative all’età e il rischio di sviluppare la demenza senile tra le persone anziane, comprese coloro caratterizzate dalla variazione genetica che li rende ad alto rischio.

La professoressa Becca Levy della Yale School of Public Health negli Stati Uniti, autrice principale della ricerca, ha dichiarato:

“Abbiamo scoperto che un atteggiamento positivo può ridurre il rischio di sviluppare la demenza anche in presenza di uno dei fattori di rischio genetici più consolidati. Questo rende possibile attuare una campagna di salute pubblica contro l’ageismo, una delle principali fonti di convinzioni negative verso l’invecchiamento”.

Nel corso della ricerca, in particolare, sono stati studiate 4765 persone con età media di 72 anni non affette da demenza all’inizio dello studio. Circa il 26% dei partecipanti erano portatori della variazione del gene che li rendeva ad alto rischio di sviluppare la patologia.

Lo studio, durato 4 anni, ha permesso di dimostrare che i portatori del gene APOE con atteggiamenti positivi sull’invecchiamento avevano un rischio del 2,7% di sviluppare la demenza rispetto a un rischio del 6,1% di quelli con atteggiamenti negativi.

Si ricorda che la demenza tende a colpire principalmente le persone anziane anche se in alcune situazioni può interessare anche gli adulti. È caratterizzata dalla progressiva perdita di memoria e dalla sempre maggiore incapacità di coloro che ne sono affetti di svolgere semplici compiti quotidiani. Gli anziani affetti da demenza sono tra coloro che hanno maggiori necessità di ottenere assistenza, sia a domicilio, sia all’interno di strutture specializzate come le case famiglia per anziani.

Grazie a questa ricerca si ha a disposizione uno strumento in più per contrastare il rischio di demenza negli anziani: rafforzare le convinzioni positive in merito all’invecchiamento.