Elettrico in UE, serve neutralità tecnologica

Renault Group: l’analisi del CEO Luca de Meo sul settore automobilistico europeo e le prospettive a livello di transizione verso l’elettrico.

Luca de Meo: lavoro di squadra per la sfida dell’elettrico

Difficile arrestare il percorso verso l’elettrificazione in ambito automobilistico, bisogna però concentrare gli sforzi su più piani: tempi, flessibilità, gestione delle tecnologie. È il quadro tracciato da Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, ospite dell’Urban Mobility Forum organizzato da Unipol e tenutosi il 26 giugno a Milano.

Evento che ha fornito spunti di riflessione sugli indirizzi seguiti in Europa sul binomio elettricità e automobili. “Il treno dell’elettrico ha già lasciato la stazione ed è difficile fermarlo”, ha dichiarato il CEO di Renault Group, sottolineando come, a livello di industria, “siamo impegnati a gestire questa transizione”. Approfondendo poi elementi quali “tempi e flessibilità per gestire più di una tecnologia”, Luca de Meo ha evidenziato l’importanza di “avere comunque un piano A, B, C” dedicato al tema:

“In questo tipo di transizione bisogna giocare su più livelli”, ha aggiunto, ribadendo che l’industria europea “è impegnata nell’elettrico, tanto che 250 miliardi di euro saranno investiti al 2030”. Il CEO ha inoltre parlato di neutralità tecnologica e dell’opportunità di “non mettere una tecnologia contro l’altra”.

Luca de Meo: il focus sul contesto internazionale e il ruolo dell’Italia

Estendendo poi l’analisi a livello globale, Luca de Meo si è soffermato sui diversi attori in campo: “La Cina e Tesla negli USA sono partiti prima sull’elettrico e noi qualche anno dopo. C’è da recuperare il ritardo e dobbiamo farlo da qui al 2035”. Il tema, ha aggiunto, “non è avere più punti di ricarica, ma di strategia, di politica industriale, serve andare a controllare alcuni punti della catena del valore, soprattutto nella parte alta, per esempio su alcuni materiali.

Deve essere fatto un lavoro di squadra”. In termini di tempi, Luca de Meo ha specificato che “non si può pensare che fissando una data la cosa si risolve. Bisogna tradurre questo in un piano operativo. Se ce l’hanno fatta i cinesi, non vedo perché non possiamo farcela noi, tenendo però presente che non si fa strategia industriale impilando una normativa sull’altra”.

Un commento, infine, sul ruolo dell’Italia: “Penso che l’Italia sia sempre stato uno dei grandi Paesi dell’automobile, ha una rete di fornitori di grande livello che possono aiutarla ad approfittare di questa trasformazione. Alcuni si dovranno trasformare, altri non ci saranno più ma ci saranno anche tante opportunità e non vedo perché l’Italia non debba restare al passo. Ci sono aziende storiche italiane che tireranno questa trasformazione”.