Tassi, inflazione e quotazioni troppo alte: ecco le minacce per la ripresa economica

L’euforia è trascinante, ma spesso fa perdere di vista i potenziali pericoli che si nascondono dietro l’angolo. Dovrebbero ricordarselo bene i mercati finanziari, visto che la situazione attuale presenta almeno tre insidie lungo il cammino della ripresa.
Sono i tassi di interesse, l’inflazione e le quotazioni attuali troppo alte.

Molto ruota attorno ai tassi di interesse

economia usaRiguardo ai tassi di interesse, il pericolo non è che possano alzarsi, ma quando questo succederà. Perché è scontato che le banche centrali dovranno – prima o dopo – mettere mano al costo del denaro, riportandolo su traiettorie ascendenti.

Finora hanno dovuto tenerli bassi, anche a zero e in alcuni casi sotto (come il Giappone), per consentire all’economia di venire fuori dalla fase critica della pandemia.
Ma non è pensabile che questo scenario possa durare a lungo. La FED, la più importante delle banche centrali, piano piano sta facendo sentire ai mercati l’odore del “taper tantum. Potrebbe cominciare a parlarne in modo più concreto già alla fine dell’estate.

Inflazione e rischio surriscaldamento

Dopo i tassi di interesse, il secondo fattore che pesa sul futuro è l’inflazione. La ripresa economica è stata vigorosa almeno quanto la caduta, e questo ha fatto schizzare il costo delle materie prime e i prezzi al consumo. Le banche centrali dicono che si tratta di fiammate temporanee, ma solo in parte è davvero così.

Prima o dopo la dinamica dei prezzi diventerà un problema da affrontare (principalmente con il rialzo dei tassi, che ci riporta al punto uno).

La corsa dei mercati azionari

Altro aspetto rilevante, è che i mercati azionari sono su massimi storici da tempo. Basta guardare le notizie quotidiane che arrivano da Wall Street, le notizie sul DAX, perfino quelle dal FTSE Mib milanese. Stanno aggiornando ripetutamente i loro primati storici.

Questo da una parte è dovuto alla forte ripresa delle due maggiori economie del mondo, Usa e Cina, e dell’Europa, dall’altra dalle politiche accomodanti delle banche Centrali del G7. Con una liquidità ancora abbondante e una crescita degli utili stellare, le valutazioni rimarranno ancora alte.

Ma non potrà durare in eterno, anche perché la maggior parte delle buone notizie e delle ragioni che hanno spinto i mercati più in alto da aprile 2020 sono già prezzate. Inoltre non ci sarà sempre questo fiume di liquidità a bagnare i mercati, e quindi il trading con i volumi è destinato a ridursi nel tempo.