Inflazione USA, dopo la recessione tecnica Biden litiga con la FED

Il problema dell’inflazione, che fino a pochi mesi fa veniva affrontato con una certa sufficienza (apparente), sta diventando una ossessione pressante per tutte le economie e le banche centrali. Ci raccontavano di un picco imminente, ma siamo ad agosto e questo picco non si vede ancora.

Il problema inflazione

Nel frattempo, gli Stati Uniti sono ufficialmente in recessione tecnica. Si tratta di quella condizione in cui per 2 trimestri la crescita è negativa. Il PIL americano è infatti diminuito del1,6% nel primo trimestre, mentre nel secondo il calo è stato dello 0,9%.
Alla base di tutto, manco a dirlo, c’è l’inflazione. La corsa dei prezzi negli Stati Uniti è giunta al +8,6%.

Il ruolo della FED

Secondo la FED, l’alta inflazione ha innescato un calo dei consumi (di un punto percentuale, con il relative volatility index RVI che è sceso in picchiata). Da lì nasce la recessione.
C’è però chi ritiene che sia la stessa banca centrale ad aver in qualche modo indotto la recessione, ritenendola un male minore rispetto ad avere una inflazione radicata stabilmente nell’economia.

Per combattere la corsa dei prezzi, la Federal Reserve ha infatti dovuto adottare un approccio molto aggressivo di politica monetaria. Sul finire di luglio ha alzato per la seconda volta consecutiva i tassi di interesse dello 0,75%, portando così il costo del denaro negli Stati Uniti nell’intervallo 2,25-2,5%.

Biden attacca

Tassi più alti combattono l’inflazione, ma al tempo stesso colpiscono l’economia. Lo ha detto il presidente Biden, lanciando una frecciata (neppure tanto velata) all’istituto centrale a stelle e strisce. Ha accusato la FED di colpire in modo eccessivo il potere d’acquisto delle famiglie.

Il livello di tensione tra presidenza e Banca Centrale è cresciuto ulteriormente dopo la recessione tecnica, che molti avevano ritenuto improbabile e invece si è manifestata.

In questo triangolo presidenza, banca centrale e inflazione, i primi due sono sotto pressione, e dovranno calibrare bene le loro mosse nel prossimo futuro (ricordiamo che si approssimano le elezioni negli Stati Uniti).