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	<title>inflazione Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>inflazione Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Inflazione, crescita e mercati: ecco come le banche centrali muovono l&#8217;economia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 07:23:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[banche centrali]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pocket Option Italia]]></category>
		<category><![CDATA[spread trading]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le riunioni di politica monetaria delle banche centrali sono degli appuntamenti estremamente importanti. Le loro decisioni servono soprattutto per riallineare &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le riunioni di politica monetaria delle <strong>banche centrali</strong> sono degli appuntamenti estremamente importanti. Le loro <strong>decisioni servono soprattutto per riallineare l&#8217;inflazione verso gli obiettivi a lungo termine</strong>, ma incidono in modo importante sia sulla crescita dell&#8217;economia che sull&#8217;andamento dei mercati globali.</p>
<h2>La priorità resta l&#8217;inflazione</h2>
<p><strong><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/04/bce-630x330.jpg" alt="banca centrale BCE" />Il compito principale </strong>di una banca centrale è quella di <strong>tenere sotto controllo l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione</strong>. Quando si fa troppo elevata, l&#8217;economia comincia a ristagnare perché i consumi privati crollano (visto che i prezzi sono più alti). Quando invece è troppo bassa, i consumi aumentano l&#8217;economia si surriscalda.</p>
<p>Per svolgere il proprio ruolo, <strong>una banca centrale ha come principale arma il movimento dei tassi di interesse</strong>. Con esso si definisce <strong>il costo del denaro per le banche commerciali</strong>, ossia quanto queste ultime devono pagare per poter depositare i propri fondi presso la Banca Centrale Europea. Questo costo diventa il <strong>riferimento per i singoli istituti privati </strong>sui prestiti che fanno a imprese e consumatori.</p>
<h2>Quando si tagliano i tassi di interesse&#8230;</h2>
<p>Nel momento in cui i tassi di interesse vengono abbassati, il ricorso al credito da parte di famiglie imprese diventa più conveniente, quindi aumentano le richieste. Ciò significa <strong>più investimenti e più spesa privata dell&#8217;economia</strong>.</p>
<p>Come conseguenza, la <strong>maggiore liquidità spinge anche al rialzo i mercati azionari</strong>, perché le imprese riescono a finanziarsi a costi più bassi e sostenere maggiori investimenti, migliorando di conseguenza anche la loro redditività. Inoltre con i tassi più bassi, viene <strong>favorito anche il mercato azionario</strong>. Questo succede perché gli investitori fanno continuamente <a href="https://www.universoforex.it/news/1023/spread_trading_forex_e_non_solo_strategia_guida_ed_esempi_concreti.html" target="_blank" rel="noopener">spread trading</a>, ossia valutano se conviene mettere i loro fondi sul reddito fisso o sui titoli azionari. Siccome in questo caso <strong>è meno conveniente investire in titoli di Stato,</strong> dirottano parte dei loro capitali verso gli asset più rischiosi, ma potenzialmente più redditizi.</p>
<h2>Quando la banca centrale aumenta i tassi di interesse&#8230;</h2>
<p>Chiaramente lo scenario si rovescia <strong>quando una banca centrale aumenta i tassi di interesse</strong>. Il costo del denaro più alto <strong>scoraggia imprese e famiglie a chiedere prestiti</strong>, riduce gli investimenti delle aziende e la loro potenziale redditività. La conseguenza è che <strong>anche il mercato azionario ne soffre</strong>, perché con i tassi di interesse più elevati diventa più conveniente per gli investitori puntare sui titoli a reddito fisso, anziché correre rischi eccessivi sul mercato azionario.</p>
<h2>Le &#8220;armi non convenzionali&#8221;</h2>
<p>Chiaramente questo discorso è molto semplificato, perché <strong>oltre i tassi di interesse.</strong> le banche centrali riescono a governare l&#8217;inflazione anche ad altri sistemi.<br />
Durante il periodo pandemico abbiamo sentito parlare spesso di &#8220;<strong>quantitative easing&#8221;</strong>, ossia l&#8217;<strong>acquisto massiccio di titoli di stato e altri asset</strong> da parte della banca centrale, così da immettere più denaro fresco in circolazione, senza andare a toccare i tassi di interesse.</p>
<p><strong>Dopo la crisi finanziaria del 2008, Fed e BCE hanno fatto ampio ricorso a questo strumento</strong>, innescando un lungo mercato rialzista, con <strong>gli indici azionari che sono schizzati a livelli record </strong>(si vedano i grafici su <a href="https://www.universoforex.it/news/1748/pocket_option_il_broker_binario_non_esma_con_altissimi_payout_recensione_ed_opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Pocket Option Italia</a>). Tale strumento però non può essere mantenuto attivo troppo a lungo, perché espone al rischio che si formino delle bolle speculative. In sostanza i prezzi delle azioni finiscono per staccarsi eccessivamente dalla realtà dei fondamentali economici.</p>
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		<title>Inflazione USA, dopo la recessione tecnica Biden litiga con la FED</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865101309/inflazione-usa-dopo-la-recessione-tecnica-biden-litiga-con-la-fed/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 07:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[fed]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[relative volatility index]]></category>
		<category><![CDATA[triangolo trading]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il problema dell&#8217;inflazione, che fino a pochi mesi fa veniva affrontato con una certa sufficienza (apparente), sta diventando una ossessione &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema dell&#8217;<strong>inflazione</strong>, che fino a pochi mesi fa veniva affrontato con una certa sufficienza (apparente), <strong>sta diventando una ossessione pressante</strong> per tutte le economie e le banche centrali. Ci raccontavano di un picco imminente, ma <strong>siamo ad agosto e questo picco non si vede ancora</strong>.</p>
<h2>Il problema inflazione</h2>
<p>Nel frattempo, <strong>gli Stati Uniti sono ufficialmente in recessione tecnica. </strong>Si tratta di quella condizione in cui per 2 trimestri la crescita è negativa. Il PIL americano è infatti diminuito del1,6% nel primo trimestre, mentre nel secondo il calo è stato dello 0,9%.<br />
Alla base di tutto, manco a dirlo, c&#8217;è l&#8217;inflazione. <strong>La corsa dei prezzi negli Stati Uniti è giunta al +8,6%</strong>.</p>
<h4>Il ruolo della FED</h4>
<p>Secondo la <strong>FED, l&#8217;alta inflazione ha innescato un calo dei consumi </strong>(di un punto percentuale, con il <a href="https://www.universoforex.it/news/888/relative_volatility_index_rvi_come_funziona_e_che_strategia_di_segnali_usare.html" target="_blank" rel="noopener">relative volatility index RVI</a> che è sceso in picchiata). Da lì nasce la recessione.<br />
C&#8217;è però chi ritiene che sia <strong>la stessa banca centrale ad aver in qualche modo indotto la recessione</strong>, ritenendola un male minore rispetto ad avere una inflazione radicata stabilmente nell&#8217;economia.</p>
<p>Per combattere la corsa dei prezzi, <strong>la Federal Reserve ha infatti dovuto adottare un approccio molto aggressivo di politica monetaria</strong>. Sul finire di luglio ha alzato per la seconda volta consecutiva i tassi di interesse dello 0,75%, portando così il costo del denaro negli Stati Uniti nell’intervallo 2,25-2,5%.</p>
<h4>Biden attacca</h4>
<p>Tassi più alti combattono l&#8217;inflazione, ma al tempo stesso colpiscono l&#8217;economia. Lo ha detto il presidente <strong>Biden, lanciando una frecciata (neppure tanto velata) all&#8217;istituto centrale </strong>a stelle e strisce. Ha accusato la FED di colpire in modo eccessivo il potere d&#8217;acquisto delle famiglie.</p>
<p><strong>Il livello di tensione tra presidenza e Banca Centrale è cresciuto </strong>ulteriormente dopo la recessione tecnica, che molti avevano ritenuto improbabile e invece si è manifestata.</p>
<p>In questo <a href="https://www.universoforex.it/news/1283/trading_e_triangoli_di_continuazione_e_di_inversione_strategie_ed_esempi.html" target="_blank" rel="noopener">triangolo</a> presidenza, banca centrale e inflazione, i primi due sono sotto pressione, e <strong>dovranno calibrare bene le loro mosse nel prossimo futuro</strong> (ricordiamo che si approssimano le elezioni negli Stati Uniti).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guerra e inflazione: 1 italiano su 4 in difficoltà a causa dei rincari</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86599822/guerra-e-inflazione-1-italiano-su-4-in-difficolta-a-causa-dei-rincari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 07:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energetiche]]></category>
		<category><![CDATA[caro benzina]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 1 italiano su 4, dato equivalente ad oltre 11 milioni di individui (26%), ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in corso ormai &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Più di 1 italiano su 4</strong>, dato equivalente ad oltre <strong>11 milioni di individui</strong> (26%), ha dichiarato che <strong>l’aumento dei prezzi</strong> in corso ormai da 3 mesi ha avuto un<strong> impatto molto negativo sul proprio bilancio familiare</strong>. Per far fronte ai rincari <strong>gli italiani hanno adottato diverse strategie</strong>; c’è chi ha <strong>ridotto</strong>, se non del tutto eliminato, <strong>alcune voci di spesa (66%</strong> dei rispondenti), mentre oltre<strong> 4,7 milioni di individui</strong> per far quadrare i conti, hanno dovuto <strong>lasciare indietro alcune spese </strong>comunque scadute come, ad esempio, le bollette di luce e gas o le rate del condominio.</p>
<p>Questi <strong>alcuni dei dati emersi dall’indagine che <a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> ha commissionato a <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em>* per fotografare come i <strong>consumatori stiano affrontando l’attuale scenario economico. </strong></p>
<p>A livello territoriale – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – <strong>l’aumento dei prezzi</strong> sembra aver <strong>colpito più duramente</strong> i rispondenti residenti nel<strong> Centro Italia (31%)</strong> e coloro con età compresa tra i <strong>25-34 anni e i 45-54 anni (31%).</strong></p>
<p>Ma quali sono le <strong>principali aree</strong> nelle quali gli italiani sono<strong> intervenuti per risparmiare</strong>? Ecco cosa è emerso dall’indagine.</p>
<p><strong>Alimentari e tempo libero</strong></p>
<p>L’aumento del costo delle materie prime ha avuto un <strong>forte impatto sul carrello della spesa </strong>e questo ha spinto molti consumatori a <strong>cambiare le proprie abitudini </strong>d’acquisto o alimentari. Secondo l’indagine, molti hanno affrontato i rincari orientandosi su <strong>marchi più economici (41%)</strong> o <strong>cambiando punto vendita (28%).</strong></p>
<p>Soluzioni spesso non sufficienti tanto che, comunque, <strong>35 milioni di consumatori</strong> <strong>hanno ridotto</strong>, se non addirittura eliminato, <strong>dalla loro tavola</strong> <strong>alcuni alimenti</strong>; non solo dolci (46%), snack (44%), alcolici (39%), ma anche alimenti come carne (43%) e pesce (30%). C’è addirittura chi ha ridotto notevolmente l’acquisto di frutta (4,5 milioni di individui), pasta (3,4 milioni) e verdura (2,9 milioni).</p>
<p>Dalla tavola al tempo libero; <strong>più di 2 italiani su</strong> tre hanno <strong>ridotto le uscite al ristorante</strong>, mentre il <strong>48% </strong>ha deciso di <strong>limitare i viaggi</strong>.</p>
<p><strong>Auto e benzina</strong></p>
<p><strong>Il caro-benzina</strong> è uno dei problemi con cui tutti gli automobilisti hanno dovuto fare i conti; per far fronte agli aumenti il <strong>46%</strong> dei rispondenti, molto semplicemente, ha detto di aver <strong>ridotto l’uso dell’auto nel tempo libero</strong>, mentre il <strong>47%</strong> ha cercato di risparmiare prestando <strong>maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina. </strong></p>
<p>Quasi <strong>1 automobilista su 3</strong>, invece, ha <strong>modificato il proprio stile di guida</strong> al fine di ridurre il più possibile il consumo di carburante.</p>
<p><strong>Casa, energia elettrica e gas</strong></p>
<p>Altra voce di spesa cresciuta notevolmente negli ultimi mesi è quella dell’<strong>energia elettrica e del gas</strong>. In questo caso gli italiani hanno cercato di<strong> far fronte agli aumenti </strong>impegnandosi nella <strong>riduzione dei consumi,</strong> ad esempio facendo <strong>più attenzione all’illuminazione domestica</strong> (61%),<strong> abbassando il riscaldamento</strong> (46%), ottimizzando l’uso degli elettrodomestici (42%) o consumando meno acqua calda (26%).</p>
<p>Circa<strong> 10 milioni di italiani</strong>, invece, hanno cercato di <strong>risparmiare sulla bolletta luce e gas </strong>semplicemente <strong>cambiando fornitore </strong>di energia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*Nota metodologica: Indagine mUp research &#8211; Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Inflazione e tensioni Ucraina: +0,4% tassi mutui fissi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86597661/inflazione-e-tensioni-ucraina-04-tassi-mutui-fissi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 05:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[interessi mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui tasso fisso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come emerge dall’analisi di Facile.it, l’IRS, l’indice di riferimento che guida l’andamento dei mutui fissi, negli ultimi giorni è salito &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86597661/inflazione-e-tensioni-ucraina-04-tassi-mutui-fissi/">Inflazione e tensioni Ucraina: +0,4% tassi mutui fissi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come emerge dall’analisi di <strong>Facile.it</strong>, l’IRS, l’indice di riferimento che guida l’andamento dei <strong>mutui fissi</strong>, negli ultimi giorni è salito superando quota 1% (indice a 20 anni), cosa che non accadeva da maggio 2019. Questo ha determinato che per un mutuo fisso da 126.000 euro al 70%, da restituire in 25 anni, il miglior tasso (TAEG) disponibile oggi online* è pari a <strong>1,44%</strong>, con una rata da 489 euro al mese; dodici mesi fa, per un’operazione analoga, il miglior tasso era 1,04% e la rata 466 euro.</p>
<p>Questo significa che chi chiede adesso un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa <strong>6.900 euro in più di interessi </strong>rispetto a un anno fa.</p>
<p><em>«Da mesi»</em> &#8211; spiegano gli esperti di Facile.it &#8211; <em>«l’Europa è alle prese con l’aumento dell’inflazione, determinato in larga parte dal rincaro del prezzo dell’energia, e la situazione di crisi tra <strong>Russia e Ucraina</strong> potrebbe complicare ulteriormente lo scenario<strong>.</strong>».</em></p>
<p>Se i mutui a tasso fisso sono oggi già ben più costosi di quanto non fossero un anno fa, sul fronte del <strong>variabile</strong>, per ora, la situazione è ancora stabile; <em>«L’Euribor»</em> &#8211; continuano da Facile.it &#8211; <em>«è ancora in negativo, ma per il futuro sarà determinante l’andamento dell’inflazione. Se il livello attuale diventerà strutturale, sarà inevitabile un intervento da parte della BCE sui tassi di interesse e questo avrebbe un impatto diretto sulle rate dei <strong>mutui variabili</strong>, sia per coloro che hanno già un finanziamento in essere, sia per coloro che lo sottoscriveranno in futuro».</em></p>
<p><em>* Simulazione effettuata su Facile.it in data 1 marzo 2022.</em></p>
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		<item>
		<title>Banche centrali pronte a chiudere il &#8220;paracadute&#8221; per i mercati</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86597055/banche-centrali-pronte-a-chiudere-il-paracadute-per-i-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 08:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=97055</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo tantissimo tempo, le banche centrali stanno cominciando a chiudere il paracadute monetario. Per arginare gli effetti devastanti della pandemia, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86597055/banche-centrali-pronte-a-chiudere-il-paracadute-per-i-mercati/">Banche centrali pronte a chiudere il &#8220;paracadute&#8221; per i mercati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tantissimo tempo, <strong>le banche centrali stanno cominciando a chiudere il paracadute monetario</strong>. Per arginare gli effetti devastanti della pandemia, la FED e le altre hanno dovuto allargare i cordoni della borsa, iniettando liquidità a fiumi sui mercati.<br />
<strong>La festa però adesso è finita</strong>.</p>
<h4>L&#8217;inflazione costringe alla svolta le banche centrali</h4>
<p><strong><img decoding="async" style="float: right; height: 157px; margin: 11px; width: 300px;" src="https://www.universoforex.it/new/wp-content/uploads/2020/12/fed.jpg" alt="banche centrali" />Già da un po&#8217; di tempo</strong>, a dire la verità, <strong>si era capito </strong>che il paracadute si stava per chiudere. Mancava solo il via libera ufficiale. Ci ha pensato <strong>Jerome Powell (capo della FED)</strong>, a dare l&#8217;<strong>annuncio che la banca centrale americana preso procederà con l’inevitabile stretta monetaria</strong>.</p>
<p>Colpa di una <strong>inflazione che ormai è finita fuori controllo</strong> (anche in Europa ha stabilito nuovi record), che non può non essere affrontata visto che il mercato del lavoro viaggia bene e la ripresa è costante.</p>
<h5>Mercati e banche centrali</h5>
<p>Osservando i mercati finanziari, che hanno vissuto un gennaio all&#8217;insegna dei ribassi, <strong>si può pensare che gli investitori fossero preparati</strong> e che avessero già prezzato questa possibilità. Di conseguenza, un annuncio formale delle banche centrali non avrebbe dovuto avere chissà che effetto.<br />
<strong>E invece,</strong> dopo la conferenza stampa di Powell <strong>le azioni sono crollate, il dollaro</strong> su <a href="https://www.universoforex.it/news/12369/quotex-broker-binario-recensione-demo-real-account-e-opinioni.html" target="_blank" rel="noopener">Quotex</a> ha continuato a <strong>rafforzarsi contro l’euro e l’oro è sceso</strong>.<br />
Come se nessuno si aspettasse la stretta imminente.</p>
<h5>Il cambiamento reale</h5>
<p>In realtà però <strong>qualcosa è davvero cambiato, e i mercati l&#8217;hanno percepito</strong>.<br />
Finora le banche centrali sono state molto morbide nei loro annunci (tanto da minimizzare la gravità dei dati sull’inflazione). Stavolta invece <strong>è trasparita la assoluta fermezza della FED nel voler combattere l’inflazione</strong>, ormai non più descritta come temporanea.</p>
<p>Inoltre i mercati hanno compreso che <strong>la stretta monetaria non sarà necessariamente prevedibile e regolare</strong>, ma dipenderà molto dai dati economici. Se l&#8217;inflazione è volatile, anche la politica monetaria deve esserlo. <strong>Gli strappi potrebbero essere più forti del previsto oppure rallentare</strong>. Nessuno può dirlo.<br />
Questa incertezza sul futuro corso della politica monetaria confonde i mercati, perché non è amata dagli investitori.</p>
<h4>La FED non sarà più protettiva</h4>
<p>A questo <strong>problema se ne aggiunge anche un altro </strong>per chi utilizza <a href="https://www.dax-pro.com/news/6025/app-per-giocare-in-borsa-gratis-e-lanciarsi-nel-trading-azionario.html" target="_blank" rel="noopener">app per giocare in borsa</a>. <strong>La FED non ha più quel volto protettivo rispetto ai mercati</strong>. In caso di caduta o di rallentamento, non sembra essere disponibile ad andargli in soccorso. In tempi di forte inflazione, le Banche centrali si ritrovano con le mani legate.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86597055/banche-centrali-pronte-a-chiudere-il-paracadute-per-i-mercati/">Banche centrali pronte a chiudere il &#8220;paracadute&#8221; per i mercati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<title>Tassi, inflazione e quotazioni troppo alte: ecco le minacce per la ripresa economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 07:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[dax]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[trading con volumi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;euforia è trascinante, ma spesso fa perdere di vista i potenziali pericoli che si nascondono dietro l&#8217;angolo. Dovrebbero ricordarselo bene &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;euforia è trascinante, ma spesso fa perdere di vista i <strong>potenziali pericoli che si nascondono dietro l&#8217;angolo</strong>. Dovrebbero ricordarselo bene i mercati finanziari, visto che la situazione attuale presenta almeno <strong>tre insidie lungo il cammino della ripresa</strong>.<br />
Sono i <strong>tassi di interesse, l&#8217;inflazione e le quotazioni attuali troppo alte</strong>.</p>
<h4>Molto ruota attorno ai tassi di interesse</h4>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://www.universoforex.it/new/wp-content/uploads/2017/08/dollaro-7-630x330.jpg" alt="economia usa" />Riguardo ai tassi di interesse, <strong>il pericolo non è che possano alzarsi, ma quando questo succederà</strong>. Perché è scontato che le banche centrali dovranno &#8211; prima o dopo &#8211; mettere mano al <strong>costo del denaro, riportandolo su traiettorie ascendenti</strong>.</p>
<p>Finora hanno dovuto tenerli bassi, anche a zero e in alcuni casi sotto (come il Giappone), per consentire all&#8217;economia di venire fuori dalla fase critica della pandemia.<br />
Ma non è pensabile che questo scenario possa durare a lungo. <strong>La FED</strong>, la più importante delle banche centrali, <strong>piano piano sta facendo sentire ai mercati l&#8217;odore del &#8220;<em>taper tantum</em>&#8220;</strong>. Potrebbe cominciare a parlarne in modo più concreto già alla fine dell&#8217;estate.</p>
<h4>Inflazione e rischio surriscaldamento</h4>
<p>Dopo i tassi di interesse, <strong>il secondo fattore che pesa sul futuro è l&#8217;inflazione</strong>. La ripresa economica è stata vigorosa almeno quanto la caduta, e questo ha fatto schizzare il costo delle materie prime e i prezzi al consumo. Le banche centrali dicono che si tratta di <strong>fiammate temporanee, ma solo in parte è davvero così</strong>.</p>
<p>Prima o dopo la dinamica dei prezzi <strong>diventerà un problema da affrontare</strong> (principalmente con il rialzo dei tassi, che ci riporta al punto uno).</p>
<h4>La corsa dei mercati azionari</h4>
<p>Altro aspetto rilevante, è che <strong>i mercati azionari sono su massimi storici da tempo</strong>. Basta guardare le notizie quotidiane che arrivano da <strong>Wall Street</strong>, le <a href="https://dax-pro.com" target="_blank" rel="noopener">notizie sul DAX</a>, perfino quelle dal FTSE Mib milanese. Stanno aggiornando ripetutamente i loro primati storici.</p>
<p>Questo da una parte è dovuto alla <strong>forte ripresa delle due maggiori economie del mondo</strong>, Usa e Cina, e dell&#8217;Europa, dall&#8217;altra dalle politiche accomodanti delle banche Centrali del G7. Con una <strong>liquidità ancora abbondante </strong>e una crescita degli utili stellare, le valutazioni rimarranno ancora alte.</p>
<p>Ma non potrà durare in eterno, anche perché <strong>la maggior parte delle buone notizie</strong> e delle ragioni che hanno spinto i mercati più in alto da aprile 2020 <strong>sono già prezzate</strong>. Inoltre non ci sarà sempre questo fiume di liquidità a bagnare i mercati, e quindi il <a href="https://www.universoforex.it/news/1938/trading_con_i_volumi_e_forex_come_fare_l_039_analisi_nel_modo_corretto.html" target="_blank" rel="noopener">trading con i volumi</a> è destinato a ridursi nel tempo.</p>
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