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	<title>arte contemporanea Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>arte contemporanea Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Mostra STORIE DI NUVOLE E FOGLIE &#8211; Kazuto Takegami @ Manifiesto Blanco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manifiesto Blanco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Manifiesto Blanco]]></category>
		<category><![CDATA[Kazuto Takegami]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KAZUTO TAKEGAMI &#8211; Storie di nuvole e foglie                         &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>KAZUTO TAKEGAMI &#8211; </strong><strong><em> Storie di nuvole e foglie                                                      </em></strong></p>
<p><strong>VERNISSAGE 13 maggio 2026 h. </strong><strong style="font-size: 1rem;">18:30</strong></p>
<p><strong> IN MOSTRA</strong><strong> dal 14 maggio al 6 giugno 2026</strong></p>
<p><strong>mercoledì – venerdì h. 16 &#8211; 19; </strong><strong>sabato h. 11 – 19</strong></p>
<p><strong>o su appuntamento whatsapp 349-5056460</strong></p>
<hr />
<p><strong>INGRESSO LIBERO</strong></p>
<p><em>“In questa mostra ho dipinto anche alcuni soggetti dello shintoismo: i draghi sono divinità protettrici dell’acqua e nuotano tra le nuvole; i cervi e le volpi sono messaggeri delle divinità di boschi e montagne. Dipingo gli umani di spalle, ma loro, queste divinità e messaggeri, ci guardano e ci interrogano”</em></p>
<p>Ritorna a Manifiesto Blanco, dopo la personale del 2022, il pittore giapponese Kazuto Takegami, con una mostra che trasforma la galleria in un <strong>luogo di meditazione</strong>, dove le tele dipinte vibrano e trasmettono energie ancestrali, tra cieli verde-acqua, nostalgici orizzonti di oceani lontani e creature ospitate da boschi e rami.</p>
<p>Sia in Italia che in Giappone abbiamo esperienza di ammirare <strong>foglie e nuvole</strong> nel divenire delle stagioni, con colori, temperature, luci diverse. Non è così in tutte le parti del mondo.</p>
<p>Sempre presenti sopra e sotto di noi, foglie e nuvole sono certamente una <strong>preziosa eredità dei nostri territori</strong> e dei nostri cieli, messaggeri portatori di storie, gioie e, talvolta, ferite. Takegami, da osservatore della Natura, percepisce le vibrazioni di questi elementi, esempio dell’<strong>effimero e del transitorio </strong>che donano al nostro sguardo la bellezza delle loro mutevoli forme e colori.</p>
<p>Le <strong>nuvole</strong>: basta alzare lo sguardo verso il cielo. Quante immagini si creano nella casualità delle correnti d’aria calda e fredda, in quell’effetto di soffice morbidezza che riporta a quando eravamo piccoli, aprendo il cuore – inaspettatamente &#8211; a ricordi che erano rimasti sopiti.</p>
<p>Quel che si vede, poco dopo non c’è più. Vederlo è cogliere l’attimo, l’emblema della preziosità del singolo momento che quando accade &#8211; poi &#8211; non torna mai identico a prima.</p>
<p>Fatte di acqua sospesa, sono un filtro nel cielo che esalta i colori di albe e tramonti, nel passaggio del tempo. Il temporale le rende protagoniste e scarica sulla terra la pioggia che disseta, distrugge, ricrea.</p>
<p>Le <strong>foglie</strong>: alberi e piante con le loro fronde ci riparano dalla luce, creando rifrazioni cangianti quando scorgiamo il sole fra i rami; luce che &#8211; filtrata dall’aria &#8211; arriva a noi e ci fa percepire un leggero brivido di bellezza che riequilibra le nostre forze e accarezza cicatrici.</p>
<p>Le foglie servono alle piante per trasformare la luce nel loro nutrimento, sono dei “visi” rivolti verso il sole per raccoglierlo e filtrarlo in elisir di vita.</p>
<p>Le loro venature ricordano le rughe che gradualmente appaiono sui nostri volti, tra sorrisi, lacrime, gioie e dolori della vita. Proteggono le creature di boschi e parchi. Il vento le sposta, le fa cadere, e crea nuovi passaggi, come messaggi tra cielo e terra.</p>
<p>L’esposizione delle opere di Takegami ci accompagna in questo percorso di <strong>storie e memorie</strong>, con quadri, disegni e piccole sculture che raffigurano momenti di stupore e bellezza del transitorio, schegge di una quotidianità resa protagonista nell’attimo di splendore che si è manifestato e che va conservato nel ricordo, come qualcosa di prezioso.</p>
<hr />
<p><em>Kazuto Takegami nasce in Giappone nel 1970. Dopo la laurea presso la Musashino Art University di Tokyo con specializzazione in pittura ad olio, svolge il lavoro di professore d’arte per alcuni anni. Decide in quel periodo di dedicare la sua vita solamente all’attività di pittore. Nel 1998 giunge in Italia con </em><em>una </em><em>borsa di studio </em><em>del</em><em> Ministero della Cultura e arricchisce le sue conoscenze pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, città nella quale attualmente vive e lavora.</em></p>
<p><em>È nel contesto italiano ed europeo che perfeziona l’uso della pittura ad olio, da lui molto amata. Apprende allo stesso tempo le tecniche dell’affresco e della tempera grassa. La lontananza dal suo paese natio gli consente di riscoprire la bellezza delle sue origini, portandolo ad usare sempre più i materiali della tradizione pittorica giapponese come l&#8217;inchiostro di china, il gofun, i pigmenti naturali. Una perfetta fusione tra oriente ed occidente.</em></p>
<p><em>L’artista ha esposto in mostre personali e collettive specialmente sul territorio italiano, oltre che in Europa ed in Giappone. Dal 2020 diviene socio della Società per le Belle Arti ed Associazione Permanente di Milano.</em></p>
<hr />
<p><em>www.kazutotakegami.com</em></p>
<p><em>IG kazutotakegami</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Simone Carbone presenta il romanzo giallo “Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto”</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865118279/simone-carbone-presenta-il-romanzo-giallo-chiaroscuro-interpretazione-di-un-delitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DiffondiLibro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 11:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria e Libri]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Simone Carbone &#8211; “Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto”  Simone Carbone presenta un enigmatico romanzo giallo ambientato nell’affascinante città di Torino, &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Simone Carbone &#8211; “Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto”</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Simone Carbone presenta un enigmatico romanzo giallo ambientato nell’affascinante città di Torino, in cui si muove un assassino spietato e con un machiavellico piano da portare a termine. Sarà l’ex ispettore e ora investigatore privato Edoardo Lodovici a tentare di rivelare la sua identità, prima che altre pedine di questo macabro gioco cadano sotto i colpi di un individuo folle e in cerca di vendetta. Con una prefazione di Daniele Giannazzo, autore e fondatore del noto portale di intrattenimento Daninseries.</em><em> </em></p>
<p><strong>Casa Editrice: </strong>MTS Edizioni</p>
<p><strong>Genere:</strong> Romanzo giallo</p>
<p><strong>Pagine: </strong>188</p>
<p><strong>Prezzo:</strong> 18,00 €</p>
<p><strong>Codice ISBN:</strong> 979-1281849273</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>«Torino brillava sotto le luci artificiali, inconsapevole del vortice di eventi che aveva travolto Edoardo. Il volante era rigido sotto le dita, il respiro corto, le pupille fisse sulla strada. Ogni chilometro inghiottito dal buio lo avvicinava a una trappola. E lui lo sapeva»</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>“Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto” di Simone Carbone è un giallo psicologico che ci conduce in una storia inquietante e ricca di simbologie occulte, ambientata nel mondo dell’arte contemporanea. In una Torino raffinata e allo stesso tempo oscura, che rispecchia perfettamente le luci e le ombre dei personaggi che compariranno in scena, si svolge questa trama misteriosa e caratterizzata da una scrittura tagliente e coinvolgente; il protagonista dell’opera è Edoardo Lodovici, un ex ispettore che ha lasciato la Polizia diversi anni prima, nonostante il suo innegabile talento investigativo, in seguito a un evento che lo aveva segnato profondamente. Ora è un detective privato, ma accade spesso che Alice Dall’Erica, l’attuale capo della squadra mobile, lo coinvolga nei casi più spinosi e lo affianchi al suo braccio destro, l’ispettore Tommaso Barbieri.</p>
<p>Ed è così che Edoardo, richiamato all’azione dalla ex collega, si ritrova invischiato in una vicenda torbida: l’assassinio di Gioele Castelli, un giovane artista e mecenate, proprietario di una nota galleria d’arte torinese; un visionario che desiderava intrecciare l’arte classica con le tecnologie all’avanguardia, per gettare un ponte tra passato e futuro. Iniziando ad indagare, il protagonista si trova davanti a una realtà che, ben presto, si rivela essere pura apparenza: solo lo sguardo affilato di Edoardo riuscirà a penetrare la superficie, per svelare una verità che risulterà essere soltanto la punta dell’iceberg di una vicenda ben più intricata.</p>
<p>Tra ambiziose visioni artistiche che dovrebbero garantire l’eternità a chi le realizza, un fantasma che ritorna dal passato, complessi enigmi da risolvere e strani messaggi da decriptare, il protagonista viene chiamato a fronteggiare un nemico pericoloso e astuto, che ha dalla sua parte una delle armi più potenti: una furibonda sete di vendetta. Servirà il suo formidabile intuito da investigatore per venire a capo di un mistero che arriverà a mettere a dura prova la sua lucidità mentale, quando verrà colpito nella sua intimità; sarà una partita ardua, giocata su un terreno sfavorevole per Edoardo, brancolante nell’oscurità di un odio viscerale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SINOSSI DELL’OPERA</strong><strong>. </strong>Quando un omicidio scuote l’élite artistica di Torino, l’ex ispettore Edoardo Lodovici si ritrova, suo malgrado, coinvolto nelle indagini. Un taccuino enigmatico, una rete di segreti nascosti sotto la superficie della città e un passato che torna a tormentarlo. Un gioco investigativo pericoloso, dove nulla è come sembra e ogni risposta porta solo a nuove domande. Tra inganni, alleanze in bilico e una verità sempre più sfuggente, Edoardo dovrà affrontare non solo il mistero, ma anche i fantasmi che pensava di aver lasciato indietro. La soluzione è più vicina di quanto creda… ma a quale prezzo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BIOGRAFIA DELL’AUTORE. </strong><em>Simone Carbone è nato a Potenza nel 1991. Appassionato di comunicazione, tecnologia, informatica e scrittura creativa, lavora nel marketing per una multinazionale, ma è nelle storie che trova la sua dimensione più autentica. Tra le sue prime passioni ci sono anche la palestra, la cucina e il mondo Marvel. Nel 2023 si trasferisce a Torino, città che ama e che diventa lo sfondo perfetto per il suo romanzo d’esordio, “Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto” (MTS Edizioni, 2025): un’indagine tra misteri, inganni e innovazione, dove il confine tra realtà e finzione si assottiglia pericolosamente.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><u>Contatti</u></strong></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/thecarb1/">https://www.instagram.com/thecarb1/</a></p>
<p><a href="http://www.mtsedizioni.com">www.mtsedizioni.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><u>Link di vendita online</u></strong></p>
<p><a href="https://www.mtsedizioni.com/prodotto/chiaroscuro-libro-thriller/">https://www.mtsedizioni.com/prodotto/chiaroscuro-libro-thriller/</a></p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Chiaroscuro-Interpretazione-delitto-Simone-Carbone/dp/B0F4HBD18H">https://www.amazon.it/Chiaroscuro-Interpretazione-delitto-Simone-Carbone/dp/B0F4HBD18H</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><u>Ufficio Stampa Diffondi Libro</u></strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="blank">https://www.diffondilibro.it/</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mail:</strong> info@diffondilibro.it</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Siracusa &#8211; “Dislikeme”, personale di Giancarlo Marcali alla Montevergine artecontemporanea</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865112293/siracusa-dislikeme-personale-di-giancarlo-marcali-alla-montevergine-artecontemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[inpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 07:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Montevergine]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Marcali]]></category>
		<category><![CDATA[Marilena Vita]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;8 giugno al 12 luglio la galleria Montevergine artecontemporanea (via Serafino Privitera, 6/8 Ortigia Siracusa) ospiterà la personale dell&#8217;artista Giancarlo &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEi-0w6SbWUuRNVVOtMr24JAmgq-tSbJ8Oe23IKzlx5JW0aEYkZ_dKqShDLlaTTbqe48eIuZDy8PyF3C98i1ushA8KEfdJjHy3Fjn1YADPPM-RQgMw5PHm0OCXzl7XrJUBJRQy1CrIvKhN0pg0K6Z_h7dIFJiyNTSRpNKhrfFGZ8jmzJSFGr3YLPX-xCShVB=s320" alt="" />Dall&#8217;8 giugno al 12 luglio la galleria Montevergine artecontemporanea (via Serafino Privitera, 6/8 Ortigia Siracusa) ospiterà la personale dell&#8217;artista Giancarlo Marcali dal titolo &#8220;Dislikeme&#8221;, a cura di Marilena Vita. La mostra sarà inaugurata sabato 8 giugno alle ore 18. L&#8217;evento, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Siracusa, è inserito nel calendario del Siracusa Pride 2024.</p>
<p>&#8220;Dislikeme&#8221; è il rifiuto di un mondo dominato dalla ricerca incontrollata dei Like sui Social. I Like trasmettono un senso di piacere che è alla base dei fenomeni di dipendenza. Dislike è un neologismo creato dall&#8217;artista, un pollice verso, simbolo di denuncia contro la perdita di autenticità dell&#8217;individuo, un&#8217;attenzione dedicata ai problemi d&#8217;identità e di genere, che denunciano un forte dissenso nei confronti di una cultura votata all&#8217;omologazione.<a name="more"></a></p>
<p>Tre le installazioni in mostra, realizzate con l&#8217;impiego di luci al neon dislocate in tre ambienti diversi che richiamano spazi industriali o commerciali dai colori acidi. Le installazioni entrano in relazione con l&#8217;ambiente dove sono collocate, creando atmosfere suggestive e quasi mistiche.</p>
<p>Nel primo ambiente azzurro una scritta a neon &#8220;Dislikeme&#8221; poggia su un letto di spilli d&#8217;acciaio. Nel secondo, di colore rosso, due opere fotografiche dal titolo &#8220;You dare b&#8217;cause You are&#8221; e &#8220;Do not lie to me&#8221; mettono in risalto l&#8217;unicità nella diversità, con un&#8217;attenzione al corpo come luogo politico.</p>
<div>
<p>L&#8217;installazione è attraversata dalla proiezione video di un muro che si contrae e si espande in continuazione come un polmone, al ritmo del respiro. Il terzo ambiente, infine, è la stanza della cura di colore verde. Combina oggetti di consumo di massa, non più in uso ma ancora funzionanti, presentati sottovuoto in un&#8217;installazione composta da sette portaflebo, quasi a volerli preservare dal macero. Marcali, con il suo percorso espositivo, accompagna lo spettatore in un &#8220;viaggio&#8221; immersivo e sensoriale in cui sperimenta lo spazio e il tempo in una rappresentazione bidimensionale e tridimensionale dell&#8217;opera.«Tutti noi componenti del Siracusa Pride 2024 – ha dichiarato Armando Caravini, presidente di Arcigay Siracusa &#8211; siamo orgogliosi per la collaborazione con la Montevergini artecontemporanea in vista della mostra &#8220;Dislikeme&#8221; che sarà inaugurata nel  giorno della grande parata del Pride a Siracusa. L&#8217;evento, così vicino al tema del nostro Pride, è quasi come se fosse una sua naturale prosecuzione».</p>
<p>Dopo gli studi presso la New South Wales University a Sidney in arti aborigene e le culture delle Isole del sud pacifico, Giancarlo Marcali si è stabilito a Milano dove vive e lavora. La sua arte esplora il corpo, il dolore e le complesse sfaccettature dell&#8217;essere umano. Ha esposto il suo lavoro in numerose mostre personali e collettive in Italia e in molte città europee.</p>
<p>Visite: dal lunedì al sabato, dalle ore 16 alle 20 o su appuntamento (0931 453505 / 348 3312032).</p>
<p><b>PER INFO E APPUNTAMENTI:<br />
</b>Galleria Montervergine artecontemporanea<br />
via Serafino Privitera, 6/8 Ortigia Siracusa<br />
Tel: 0931 453505 / 3483312032<br />
<a href="mailto:montevergineartecontemporanea@gmail.com" target="_blank" rel="noopener">montevergineartecontemporanea@gmail.com</a></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Mostra Personale di Pittura &#8220;Il Colore come riflesso dell&#8217;Anima&#8221;, del Maestro Giancarlo Cuccù</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865108849/mostra-personale-di-pittura-il-colore-come-riflesso-dellanima-del-maestro-giancarlo-cuccu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria76]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 04:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi a Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Città di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Cuccù Pittore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=108849</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentazione e organizzazione del Critico d&#8217;Arte e Curatrice Maria Palladino Intervento del Giornalista e Fotografo Zeno Tentella Inaugurazione Sabato 4 &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865108849/mostra-personale-di-pittura-il-colore-come-riflesso-dellanima-del-maestro-giancarlo-cuccu/">Mostra Personale di Pittura &#8220;Il Colore come riflesso dell&#8217;Anima&#8221;, del Maestro Giancarlo Cuccù</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><b>Presentazione e organizzazione del Critico d&#8217;Arte e Curatrice Maria Palladino</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><b>Intervento del Giornalista e Fotografo Zeno Tentella</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><b>Inaugurazione Sabato 4 Novembre ore 17:00</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nei dipinti di Giancarlo Cuccù il colore è sostanza e trasfigurazione: paesaggi, figure e nature morte sono animati da una sottile vibrazione interiore che rivela sommessamente il confine fra l&#8217;esistere e il dissolversi. Colore come materia vivente, il cui fremito è il dinamismo che pervade il passaggio terreno di tutte le cose, umane, animali e naturali: non esiste nulla di completamente incontaminato e avulso dal dolore di questo percorso, e la stessa lacerazione è fondamento di nuova creazione. “Fuori dal limbo non v&#8217;è eliso”, scriveva Elsa Morante ne “L&#8217;isola di Arturo” (1957), e in effetti la ricerca di ciascuno di noi, e del pittore in particolare nella sua opera, è quella di scandagliare tale limite, fra innocenza e inevitabile corruzione, nel suo trascorrere ed imprescindibile, necessario ripetersi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Da Cèzanne a Soutine, fino ad espressionisti nordici come Nolde e Appel, l&#8217;addensarsi dei cromatismi timbrici sottolinea la forza incisiva del messaggio: i blu e i verdi intensi, riproposti in reiterate declinazioni nelle rappresentazioni degli amati scenari marchigiani delle colline e dei monti, specchio-riflesso di tutta una vita, si scontrano con l&#8217;energia del rosso intenso e l&#8217;esplosione del giallo, il quale origina punti di luce che accendono le composizioni e fanno da contrappunto. Il gioco di chiaro e scuro è fondamentale nelle opere di Giancarlo Cuccù, sebbene queste appaiano ad un primo sguardo nutrirsi di sole reiterate tonalità predilette dalla sua tavolozza; l&#8217;alternarsi di essi costituisce il diaframma fra l&#8217;inizio e la fine di tutto.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; per questo che la fragile malinconia dei bambini si rispecchia nell&#8217;assorta rassegnazione degli adulti, generando un continuativo anello di congiunzione fra passato e presente, che coniuga l&#8217;esperienza intera della nostra specie. Le sembianze trascorrono, come per ogni altro soggetto, verso la loro consunzione, le nature “vive” traslucide svelano una intrinseca, impellente ed imminente degenerazione. Ma ad alimetare questo filo conduttore costante non vi è semplicemente un pacato, consapevole e oggettivo spirito osservativo, quanto si percepisce altresì una curiosità vivace e sottesa, un anelito sommesso e persistente, uno studio attento e progressivamente affinantesi verso quel principio innato e inconoscibile se non per atto di fede, che è la “fiammella” immateriale, fonte e radice ultima di ogni ente. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">19.10. 2023 Maria Palladino </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><b>Mostra in collaborazione con la Galleria Città di Padova </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>Galleria Città di Padova, Vicolo Santa Margherita 2 (angolo con Via San Francesco), 35121 Padova (PD).</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>La mostra resterà visitabile fino al 18 Novembre.</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #050505;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Orari di apertura: 16:00 &#8211; 19:15. Chiuso Domenica. Ingresso libero.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>Per informazioni: Maria Palladino 3341695479 audramaria76@gmail.com </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>Galleria Città di Padova: 3403230490 assartepadova@gmail.com </b></span></p>
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		<title>Geometrie Cosmiche di Orloco</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865105647/geometrie-cosmiche-di-orloco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PassepARTout Unconventional Gallery]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Apr 2023 06:39:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MILANO, 28 marzo 2023 PassepARTout Unconventional Gallery è lieta di annunciare l’apertura della mostra Geometrie Cosmiche dell’ingegner Orlando Allocca in &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">MILANO, 28 marzo 2023</p>
<p style="font-weight: 400;">PassepARTout Unconventional Gallery è lieta di annunciare l’apertura della mostra Geometrie Cosmiche dell’ingegner Orlando Allocca in arte Orloco.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa eccezionale mostra personale del Maestro Orloco racconta un universo onirico fatto di sensazioni, visioni, forme e scomposizioni.  La rassegna verrà inaugurata sabato 15 aprile alle ore 18:00 in occasione della Milano ART &amp; DESIGN WEEK nell’incantevole scenario espositivo di Unahotels Expo Fiera Milano, il più grande ed importante Business Center di Milano.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Direttrice e curatrice dell’evento Elena Ferrari presenterà la serata insieme al critico e storico dell’arte Prof. Nicola Traversoni, offrendo al pubblico una visione inedita ed una personale chiave di lettura delle opere.</p>
<p style="font-weight: 400;">Apertura mostra:</p>
<p style="font-weight: 400;">Nei giorni dal 16 al 30 aprile l&#8217;accesso alla mostra è libero TUTTI I GIORNI dalle 9:00 alle 18:00.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inaugurazione:</p>
<p style="font-weight: 400;">sabato 15 aprile ore 18:00.</p>
<p style="font-weight: 400;">Prenotazione obbligatoria contattando via email <a href="mailto:passepartoutgallery@libero.it">passepartoutgallery@libero.it</a></p>
<p style="font-weight: 400;">PassepARTout Unconventional Gallery</p>
<p style="font-weight: 400;">C/O UNAHOTELS Expo Fiera Milano</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Keplero 12, Pero (MI)</p>
<p style="font-weight: 400;">Per informazioni contattare <a href="mailto:passepartoutgallery@libero.it">passepartoutgallery@libero.it</a></p>
<p style="font-weight: 400;">Seguiteci anche su Instagram @passepartoutgallery  &#8211;  visitate il sito</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://passepartout-unconventional-gallery.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://passepartout-unconventional-gallery.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1680100889705000&amp;usg=AOvVaw20MgTCMGbWiR51H0Od3edb">www.passepartout-unconventional-gallery.com</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>DIRE COSE DIFFICILI IN MODO SEMPLICE</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“Di tutte le arti, la pittura astratta è la più difficile. Richiede che tu sappia disegnare bene, che tu abbia una maggiore sensibilità per la composizione e i colori e che tu sia un vero poeta.”</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: right;">Vasilij Kandinskij</p>
<p style="font-weight: 400;">Le opere presentate da Orlando Alloca (Orloco) inaugurano la strada dell’astrazione, dirigendosi verso riflessioni ed esperimenti di un’arte non oggettiva, il più delle volte.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quello che più traspare dai suoi lavori sono le emozioni, evocate con veemenza attraverso l’utilizzo di forme elementari e primarie nel tentativo di esprimere questioni profonde attraverso forme, linee e colori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche se di piccolo formato, nelle opere di Orloco si ode, inoltre, il richiamo di alcune caratteristiche proprie della Color Field Painting: l’utilizzo di forme piatte nel tentativo di distruggere ogni parvenza illusoria per rivelare, al contempo, una sintetica verità.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’artista dunque approda verso una personale visione dell’astrattismo, caratterizzata da un sistema di variazioni tra elementi formali impiegati per costruire uno spazio del quadro che non è da percepire come una banale organizzazione, perché diviene composizione, scomposizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le sue opere sono conseguenza, perciò, di un iter compositivo in cui l’osservazione della realtà si fonde in una commistione di associazioni mentali che a quella stessa realtà forniscono una struttura e un ordine sia esteriore sia interiore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le sue “Articolazioni” o il suo “Grande Albero”, ad esempio, rappresentano una vera e propria astrazione da qualsiasi immagine reale li abbia ispirati anche se, per certi aspetti, si possono ritrovare alcuni richiami simbolici, visivi. Cromie calde, taglienti, nette e definite dialogano in modo uniforme perché prive di sbavature (non solo formali) che si distendono creando una superficie calma, piatta, bidimensionale. Immediata. Anche di fronte all’uso divertente di colori più brillanti come l’argento e l’oro che pongono risalto a talune campiture.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sfondi chiari e terrosi danno spazio, in altri lavori, a contesti bui quasi infiniti su cui si scagliano le forme a volte organizzate simmetricamente in altre circostanze che seguono più una dinamica sentita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quello che più seduce dei suoi acrilici è la coerenza ad uno stile univoco e chiaro al quale aderiscono differenti tematiche che concorrono comunque a delineare, seppur con una voce peculiare, la definizione di una poetica personale che agisce secondo la “necessità interiore” di non rappresentare per sembianze effimere ma di attingere ad una natura interna, segreta, spirituale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Orloco ha respirato sin da giovane l’atmosfera artistica grazie alla presenza del maestro Eliseo Allocca, suo padre, che possiamo intendere come sua guida nel mondo del disegno e della pittura.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’artista espone con successo in territorio nazionale opere realizzate, inoltre, ad acquerello e a china. È rappresentato da PassepARTout Unconventional Gallery come artista in permanenza.</p>
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		<title>&#8220;Psychic realism&#8221;, a Deruta la mostra personale di Carla Ann di Nunzio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865102177/psychic-realism-a-deruta-la-mostra-personale-di-carla-ann-di-nunzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Casa degli Artisti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 06:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[carla ann di nunzio]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova mostra si inserisce nella ricca offerta culturale promossa dal Comune di Deruta, a cura dell’Associazione “La Casa degli &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova mostra si inserisce nella ricca offerta culturale promossa dal Comune di Deruta, a cura dell’<strong>Associazione “La Casa degli Artisti”</strong> che vede ormai consolidata la presenza negli spazi espositivi dell’Antica Fornace Grazia.</p>
<p>Si tratta della mostra personale dell’artista italo-canadese <strong>Carla Ann Di Nunzio</strong>.</p>
<p>Rigorosamente al femminile, la sua pittura ci presenta sensuali figure di donne ritratte in pose ammiccanti. Disinvolte nella loro sicurezza espressiva, determinate negli sguardi intensi, emancipate e coraggiose, ma soprattutto protagoniste.</p>
<p>Sono questi i primi elementi che appaiono dalle opere della pittrice canadese, nata e cresciuta a Toronto, ma che con l’Italia ha avuto, ed ha tutt’ora, un rapporto privilegiato. Non soltanto per le origini molisane, ma anche per essersi formata in importanti istituzioni come l’Accademia di Belle Arti di Siena, oltre ad aver esposto in più occasioni tra Venezia, Campobasso, Roma e oggi in Umbria, a Deruta.</p>
<p>Realismo psichico è il genere pittorico che la contraddistingue, rintracciabile nelle parole dell’artista stessa quando parla di “flusso costante di lavoro […] che fa emergere la fonte della complessità nella consapevolezza psichica dei soggetti”.</p>
<p>L’<strong>inaugurazione</strong>, che avrà luogo <strong>sabato 10 settembre 2022</strong> alle ore 17 presso la Sala Consiliare del Comune di Deruta, segna anche un momento importante nei rapporti tra Italia e Canada, con l’intervento in collegamento dal Canada della <strong>Dottoressa Catherine McKernan</strong> dell’Università di Toronto che ha analizzato le opere di Di Nunzio anche dal punto di vista psicologico.</p>
<p>Essenziale il contributo del critico d’arte <strong>Andrea Baffoni</strong>, che introdurrà al pubblico l’artista e la sua poetica, avendone curato l’esposizione e il catalogo.</p>
<p>Forme e colori vivranno nei volti, nei corpi e negli sfondi delle opere in mostra all’Antica Fornace, visitabile ad <strong>ingresso gratuito</strong> fino al 2 ottobre 2022.</p>
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		<item>
		<title>Knauf e Warhol, affinità elettiva per l’innovazione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86594794/knauf-e-warhol-affinita-elettiva-per-linnovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RGR Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2021 07:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[cartongesso]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova tappa per il percorso di Knauf a supporto dell’arte e della cultura con la mostra sulle opere dell’innovatore Andy Warhol &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><b>Nuova tappa per il percorso di Knauf a supporto dell’arte e della cultura con la mostra sulle opere dell’innovatore Andy Warhol</b></em></p>
<p><em>Castellina Marittima, 9 novembre 2021.</em><strong> </strong>A Pontedera, la città della Vespa che da tempo si fa notare per la sua attenzione alla cultura e all’arte, è imminente l’inaugurazione della nuova mostra di Andy Warhol (PALP, Palazzo Pretorio, dal 10 novembre 2021 al 20 marzo 2022) con oltre 140 opere del poliedrico interprete della società americana.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" />L’importante operazione culturale è stata <strong>resa possibile grazie all’impegno di Knauf</strong>, che aggiunge così una nuova tappa al suo lungo percorso di mecenatico supporto all’arte moderna in ogni sua forma e declinazione, dalle torri del Progetto Vara (Biennale di Venezia, 2016) alle opere multidimensionali di Boetti del Maximum Minimum di Boetti (Isola di San Giorgio, 2017), dall’omaggio al futurismo del FuturDome Liberty Palace (Milano, 2017) ai paesaggi oniricamente danteschi di Divina Sezione (Reggia di Caserta, 2018), fino al complesso psicodelico di luci e colori di Bosch, Brueghel e Arcimboldo (Arsenali Repubblicani di Pisa, 2018/19) solo per citare alcuni dei tanti eventi che Knauf ha supportato.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" /><strong>Knauf e l’arte</strong> &#8211; Arte e cultura, per loro stessa natura intangibili e frutto del sentimento, sembrano lontane dalla materialità e dalla razionalità dell’edilizia, cuore del business di Knauf. L’apparente distanza però di annulla pensando che la sua missione impone a Knauf di essere all’avanguardia nel finalizzare innovazione e tecnologia al benessere, al comfort, alla sicurezza e all’appagamento dell’uomo. Quindi poiché l’uomo e il suo benessere sono al centro della visione e della missione di Knauf, e poiché Knauf mira a creare soluzioni abitative sempre più performanti e attente al benessere e alla salute, è naturale che Knauf si impegni anche per l’arte e per la cultura che sono aspetti importanti per la crescita del benessere intellettuale ed emotivo dell’uomo che quelle case abita.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" />L’attenzione di Knauf per l’uomo si inquadra inoltre in un contesto ancor più ampio e trova profondo e solido supporto nell’attenzione alla sostenibilità che si sintetizza nell’acronimo ESG (environment, social, governance) e di cui questa attività coglie appunto l’aspetto social. Promuovere, supportare e rendere possibili fiere ed eventi culturali particolarmente rilevanti, in altre parole, è totalmente e perfettamente coerente con le moltissime altre attività che Knauf svolge a sostegno della sostenibilità<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" /></p>
<p><em><img decoding="async" src="https://mcusercontent.com/4bc585995706d17b21946b3da/_compresseds/22fdc42c-b2ad-be6a-05b5-1fb53e14f8b6.jpg" align="left" data-imagetype="External" />“Knauf ha un solido legame con l’arte di qualità ed è sempre in prima fila quando ci sono iniziative di altissimo livello come questa mostra di Warhol che per di più si svolge a Pontedera, nel nostro territorio, a cui Knauf presta sempre grandissima attenzione e per il quale c’è un legame speciale, visto che Knauf è anche partner del recupero degli storici locali del teatro Roma per la creazione dell’Accademia della Musica.”</em> spiega <strong>Damiano Spagnuolo</strong>, Product &amp; Marketing manager Knauf.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" /><strong>Knauf e Warhol</strong> – Il rapporto tra Knauf e Warhol però va addirittura oltre e arriva a incardinarsi su un livello di affinità di ispirazione. Warhol è stato un innovatore, ha plasmato e trasformato la materia e la sua immagine, ha intuito che si poteva guardare alla realtà con filtri inediti e mostrarla da punti di vista nuovi, evidenziandone aspetti sorprendenti. Questo approccio è esattamente identico a quello di Knauf che plasma la materia grezza, gli dà nuova vita trasformandola in cartongesso e a sua volta offre materia plasmabile e modi nuovi per agire e dare forma e concretezza alle proprie ispirazioni ad altri artisti, gli architetti, che così possono immaginare e costruire forme e strutture nuove, inedite e parimenti sorprendenti.</p>
<p>Insomma, allo stesso modo in cui Wharol prendeva la foto di Mao o di un barattolo di zuppa e nel fissarlo sulla tela lo trasformava in qualcosa che permetteva al pubblico di farsi protagonista dell’arte interpretandola a suo modo, così Knauf con le sue avanzate soluzioni in gesso permette a ogni artista delle costruzioni di dare forma, colore e materia al proprio pensiero e lo mette in grado di farlo ogni volta in modo innovativo, creando realtà diverse, nuove e originali.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" /><em>“Arriviamo così al punto focale del parallelismo ideale tra Warhol e Knauf, il concetto di innovazione. Warhol ha cambiato i concetti e le definizioni dell’estetica nell’ambito dell’arte ricercando l’innovazione rispetto agli schemi contemporanei; allo stesso modo Knauf, nel suo campo, ogni giorno reinventa, cambia e ridefinisce gli schemi e gli standard di riferimento nell’ambito dell’edilizia come la nuova linea di soluzioni Advanced, totalmente innovative e alternative rispetto agli standard correnti, dimostra chiaramente.”</em> conclude Damiano Spagnuolo.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;La ferita della carne e la Resurrezione&#8221;, personale di Giovanni Viola alla Galleria Lo Magno arte contemporanea</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86587430/la-ferita-della-carne-e-la-resurrezione-personale-di-giovanni-viola-alla-galleria-lo-magno-arte-contemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[inpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 06:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Lo Magno]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Viola]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=87430</guid>

					<description><![CDATA[<p>Modica (RG) &#8211; Dal 2 aprile al 15 maggio la Galleria Lo Magno arte contemporanea ospiterà nei propri locali di &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Modica (RG) &#8211; Dal 2 aprile al 15 maggio la Galleria Lo Magno arte contemporanea ospiterà nei propri locali di via Risorgimento 91-93 la personale di Giovanni Viola dal titolo &#8220;La ferita della carne e la Resurrezione&#8221; (inaugurazione&nbsp;<strong>venerdì 2</strong>, ore 16; visite su prenotazione). La mostra è a cura di Giuseppe Lo Magno.<br>L&#8217;artista, in occasione della Pasqua, propone una riflessione sul tema della Resurrezione attraverso la rilettura di due tra le più celebri opere di&nbsp;<strong>Caravaggio</strong>:&nbsp;<em>L&#8217;incredulità di San Tommaso</em>&nbsp;e la&nbsp;<em>Cena di Emmaus</em>. Sarà pure presente un lavoro dedicato alla luce del cielo, tematica cara all&#8217;artista e che connette l&#8217;intero progetto alla sua ricerca pittorica più nota.<br>La mostra offre numerosi motivi d&#8217;interesse allo spettatore. Tra i principali, si segnala il fatto che a distanza di undici anni dalla sua prima personale (<em>Viola su tela e su carta</em>, aprile 2010), l&#8217;autore torna a esporre nella galleria che per prima lo ha lanciato e fatto conoscere, proponendo i risultati della sua più recente evoluzione pittorica. Accostatosi al mondo dell&#8217;arte attraverso lo studio dei maestri italiani e stranieri del passato e approdato allo&nbsp;<strong>studio del paesaggio</strong>&nbsp;per il contatto con l&#8217;opera e l&#8217;amicizia del maestro Salvatore Paolino, Viola in questo lungo arco di tempo, quasi in sordina, ha percorso anche un originale cammino di studio e di ricerca su tematiche di&nbsp;<strong>natura filosofica</strong>&nbsp;attraverso la rilettura delle opere di quei grandi Maestri dell&#8217;arte che mai hanno smesso di accompagnarlo.</p>



<p>La mostra è accompagnata da due testi critici, uno del teologo&nbsp;<strong>Francesco Brancato</strong>; l&#8217;altro dello storico dell&#8217;arte&nbsp;<strong>Vito Chiaramonte</strong>. Brancato mette in evidenza la «delicata originalità» con cui Viola rilegge Caravaggio. Un atteggiamento di «originale imitazione», il suo, che «rispetta l&#8217;opera d&#8217;arte di riferimento reinterpretandola, ridandole vita per l&#8217;oggi, per l&#8217;uomo contemporaneo, lasciandosi condurre per le strade, i vicoli, gli scorci che ininterrottamente apre ogni autentica opera d&#8217;arte che è tale non perché tutto-dice e tutto-risolve, ma in quanto tutto-indica».&nbsp;<br>Chiaramonte riflette sul procedimento e sul significato che l&#8217;immagine assume per l&#8217;artista. «La linea che taglia le scene caravaggesche – scrive &#8211; l&#8217;ironia che sostiene lo sguardo geometrico di un&nbsp;<strong>Antonello</strong>, le cancellazioni-rimozioni dalla cena in Emmaus, le luci di perla che attraversano i cieli delle sue marine, sono l&#8217;esito di uno stesso procedimento in cui la citazione, imprecisa, variata, mancante, sferra sempre un colpo di coda subliminale (ancora una volta sotto la soglia), e introduce all&#8217;incontro con un elemento inatteso, con un&#8217;alterità che non può essere descritta e che non prende forma».</p>



<p>La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20,&nbsp;<strong>previa prenotazione&nbsp;</strong>all&#8217;indirizzo di posta elettronica&nbsp;<a href="mailto:info@gallerialomagno.it">info@gallerialomagno.it</a>&nbsp;oppure telefonando ai numeri 0932 763165 / 3396176251.&nbsp;Ingresso gratuito.</p>



<p><strong>Info e prenotazioni</strong><br>Lo Magno Arte contemporanea&nbsp;Via Risorgimento 91-93, Modica<a href="mailto:info@gallerialomagno.it">info@gallerialomagno.it</a><br><a href="http://www.gallerialomagno.it/">www.gallerialomagno.it</a><br>0932 763165 &#8211; 3396176251</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Reflecting pool &#124; Impenetrable</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86583286/the-reflecting-pool-impenetrable/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Video Sound Art]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 07:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[pittura contemporanea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=83286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo capitolo di Video Sound Art Festival Dopo il successo del primo capitolo dedicato a Enrique Ramirez presso la piscina &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Secondo capitolo di Video Sound Art Festival</h3>



<p>Dopo il successo del primo capitolo dedicato a Enrique Ramirez presso la piscina Romano, Video Sound Art cambia sede e dal 16 ottobre alla piscina Cozzi presenta la seconda mostra monografica dedicata all’artista GIULIO FRIGO con interventi musicali a cura di Sentieri Selvaggi e contributi video di teorici contemporanei. </p>



<p><strong>VIDEO SOUND
ART, </strong>il festival e centro di
produzione dedicato all’arte contemporanea, a partire dal 16 settembre celebra
i suoi <strong>10 anni di attività</strong> con un
ciclo di mostre monografiche, concerti e screening program nella cornice delle<strong> storiche piscine Guido Romano e Cozzi di
Milano.</strong></p>



<p>Il progetto è stato realizzato con il sostegno
di <strong>Fondazione Cariplo, Regione Lombardia</strong>,
con il contributo di <strong>MiBACT, </strong>con il
patrocinio del <strong>Comune di Milano </strong>e
con la collaborazione di <strong>Milanosport</strong>
e del <strong>Touring Club Italiano</strong>.</p>



<p><strong>SECONDO
CAPITOLO</strong></p>



<p><strong>16 ottobre &#8211; 16 novembre, Piscina Cozzi</strong></p>



<p>A seguito della prima parte del festival,
svoltasi presso la piscina Romano con la mostra personale dell’artista cileno
Enrique Ramirez, finalista al premio Duchamp, preludio all’esposizione al
Centre Pompidou di Parigi, Video Sound Art presenta la seconda mostra
monografica dedicata all’artista italiano <strong>GIULIO FRIGO</strong>.</p>



<p><strong>Giulio Frigo</strong> (1984) è ad oggi uno dei più promettenti e
interessanti giovani artisti nel panorama italiano per la sua capacità di
riflessione estremamente raffinata e sofisticata sulla pittura, la luce, e il
colore. </p>



<p>Il progetto espositivo è risultato <strong>vincitore per la qualità curatoriale</strong>
nell’ambito del bando <strong>Exhibit Program</strong>
&#8211; promosso dalla Direzione Generale di Creatività Contemporanea del MiBACT &#8211;
per la sua <strong>capacità di far convivere
l’espressione artistica con l’attività sportiva della piscina,</strong> che rimarrà
aperta ai nuotatori per tutta la durata della mostra.</p>



<p>Nella grande tribuna che si affaccia
sulla vasca interna, l’artista presenta la nuova<strong> installazione complessa</strong>,
composta da due grandi dipinti e uno corridoio di tubi in pvc attraversabile
dai visitatori. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://videosoundart.com/wp-content/uploads/2020/10/PiscinaCozzi_2-1536x1024.jpg" alt=""/><figcaption>Piscina Cozzi</figcaption></figure>



<p>Il percorso prosegue con altre opere
pittoriche esposte nell’antico bagno mosaicato degli anni ‘30, uno spazio
normalmente inaccessibile al pubblico che sarà riaperto in occasione della
mostra e ospiterà la sonorizzazione composta da <strong>Carlo Boccadoro</strong>,
direttore artistico dell&#8217;ensemble Sentieri Selvaggi</p>



<p><strong>L’interazione
tra arte e musica contemporanea</strong>,
innovativa per la sua modalità inclusiva, è uno degli elementi centrali di
questa edizione, in particolare di questo secondo appuntamento che rientra nel
progetto <em>Kunsthalle for music</em>
vincitore del bando <strong>Cultura di Qualità
della Fondazione Cariplo</strong>.</p>



<p>Il protagonista per la parte musicale è l’ensemble <strong>Sentieri Selvaggi </strong>con il suo direttore Carlo Boccadoro, che ha curato e realizzato la sonorizzazione, frutto di una residenza con l’artista per approfondire la stretta connessione tra immagine e suono.  </p>



<p>Nel percorso espositivo saranno presenti anche<strong> contributi video di teorici contemporanei </strong>connessi alle tematiche del festival. A differenza dei classici talk, sono previsti dei televisori, disseminati nel percorso, su cui il visitatore può vedere i brevi video preregistrati. Questa scelta curatoriale nasce da uno dei grandi quadri esposti, raffigurante quattro presentatori della Rai, a testimonianza del legame che l’artista ha con il mondo della televisione. </p>



<p>INFORMAZIONI</p>



<p><strong>16 ottobre &#8211; 16 novembre</strong><br> Piscina Cozzi<br> Viale Tunisia, 35, Milano<br> <strong>Opening: venerdì 16 ottobre</strong><br> <br> <strong>Orari: </strong><br> giovedì e venerdì, dalle 18 alle 23<br> sabato e domenica, dalle 15 alle 19<br> lunedì 16 novembre, dalle 18 alle 21</p>



<p><strong>Biglietto d’ingresso</strong><br>5 euro </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Video Sound Art festival &#8211; X edizione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86582178/video-sound-art-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Video Sound Art]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 07:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre d’arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=82178</guid>

					<description><![CDATA[<p>X EDIZIONE THE REFLECTING POOLHo ancora tutto da mettermi &#160; 16 settembre – 1 ottobre Piscina Romano 16 ottobre &#8211; &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> <strong>X EDIZIONE <br>THE REFLECTING POOL<br></strong><em>Ho ancora tutto da mettermi </em>&nbsp; <strong> </strong></p>



<p>16 settembre – 1 ottobre <em>Piscina Romano <br></em>16 ottobre &#8211; 16 novembre<em> Piscina Cozzi</em><br>23 novembre &#8211; 3 dicembre<em> Piscina Cozzi </em><br><em>OPEN CALL</em> dal 5 agosto </p>



<p><strong>VIDEO SOUND
ART, </strong>il festival e centro di
produzione dedicato all’arte contemporanea, a partire dal 16 settembre celebra
i suoi <strong>10 anni di attività</strong> con un
ciclo di mostre monografiche, concerti e screening program nella cornice delle<strong> storiche piscine Giulio Romano e Cozzi di
Milano.</strong></p>



<p>Il progetto è stato realizzato con il sostegno di <strong>Fondazione Cariplo, Regione Lombardia</strong>,  <strong>Direzione Affari Culturali del&nbsp;Ministero degli Affari Esteri del Cile (DIRAC)</strong>  e <strong>MiBACT </strong>e con la collaborazione di <strong>Milanosport</strong> e del <strong>Touring Club Italiano</strong>.</p>



<p><strong>IL FESTIVAL</strong><br><strong>a cura di Laura Lamonea </strong></p>



<p>Video Sound Art festival dal 2011 sostiene la nascita
di nuove produzioni riflettendo sulle trasformazioni del linguaggio installativo
come risultato di un processo di ibridazione delle discipline tradizionali:
scultura, architettura, cinema, teatro.</p>



<p>Le opere nel corso degli anni sono state presentate
al pubblico in <strong>contesti espositivi
lontani dai circuiti distributivi ordinari</strong>, con l’intento di&nbsp; testare la capacità di adattamento dei
progetti artistici all’interno della società:&nbsp;
mostre collettive presso <strong>scuole
pubbliche</strong> (Biennale Manifesta, PA, Liceo Volta, MI), <strong>sotterranei </strong>(Ex Albergo Diurno Venezia, MI &#8211; Ali Kazma) , <strong>sale teatrali</strong> (Teatro Franco Parenti |
Bagni Misteriosi MI &#8211; Yuri Ancarani). Dieci anni di tentativi durante i quali
gli artisti hanno partecipato allo sviluppo di modelli di condivisione sociale,
rivisitando spazi pubblici, relazionandosi con visitatori casuali. &nbsp;&nbsp;</p>



<p>Anche quest’anno la dimensione espositiva trasforma
gli impianti sportivi delle piscine Romano e Cozzi, le storiche vasche di
Milanosport, mettendo in dialogo le produzioni artistiche con il dibattito
contemporaneo, e convivendo &#8211; durante i mesi autunnali- con le attività
destinate allo sport.</p>



<p><strong>THE REFLECTING POOL<br></strong><em>Ho ancora tutto da mettermi </em>&nbsp;</p>



<p>Il titolo
dell&#8217;intero ciclo di interventi è un omaggio al capolavoro di Bill Viola del
1977, e ne prende in prestito gli interrogativi: il rapporto dell&#8217;uomo con il
mondo, la riflessione sul potere dell’immagine, l’acqua simbolo di
avvicinamento ad un percorso iniziatico.&nbsp;&nbsp;
</p>



<p>Le mostre
propongono uno sguardo sulle possibilità di rappresentazione del paesaggio
postmoderno, registrano cambiamenti evidenziando personali aspettative sul
futuro.</p>



<p><em>Ho ancora tutto da mettermi</em> urlava già
nel 1985 l’uomo postmoderno disegnato tra le pagine di Tondelli: un fluttuare
di combinazioni, un missaggio di immagini e riferimenti al passato e al
presente.&nbsp; </p>



<p>Protagonista della <strong>prima sezione</strong> è l’artista cileno <strong>ENRIQUE RAMIREZ</strong>, finalista del <strong>premio
Duchamp</strong> a cui Video Sound Art dedica la prima mostra personale in Italia in
contemporanea al <strong>Pompidou di Parigi</strong>.
Le atmosfere idilliache dei paesaggi di Ramirez sono spesso stravolte da una
sovrapposizione di segni che trasformano fatti storici in mito, luoghi esistenti
in visioni oniriche postmoderne. Attraversamenti abbaglianti nel deserto di
sale in Bolivia, lunghe traversate oceaniche assumono le sembianze di&nbsp; nuovi spazi concettuali.</p>



<p>Il percorso espositivo, composto da <strong>installazioni</strong>, <strong>film</strong>, <strong>sculture</strong> e <strong>fotografie,</strong> si snoda nei suggestivi
spazi della piscina, creando un gioco di corrispondenze e suggestioni visive:
gli spogliatoi, il medagliere, la palazzina liberty, fino all’immensa vasca che
ospita tre schermi a bordo piscina. </p>



<p>In esposizione anche una selezione ad opera
dell’artista di alcuni materiali dall’<strong>Archivio
del Touring Club Italiano</strong>, oggetto della residenza dell’open call di
quest’anno. </p>



<p>Ad arricchire la mostra sono in programma: nel giorno di apertura una performance sonora dell’artista, il primo fine settimana <strong>sonorizzazioni musicali </strong>a cura di <strong>Le Cannibale</strong> e per l’intera durata della mostra uno<strong> screening program</strong> che vede la partecipazione di diverse realtà cinematografiche operanti sul territorio. </p>



<p><strong>La seconda monografica</strong>, prevista per i <strong>mesi di ottobre e novembre nella piscina Cozzi</strong>, è dedicata all’artista <strong>GIULIO FRIGO, </strong>ad oggi annoverato tra i giovani italiani più promettenti nel campo della pittura. Insieme alle opere pittoriche dell’artista sono previste <strong>sonorizzazioni</strong> e una <strong>performance live </strong>a cura dell&#8217;ensemble <strong>Sentieri Selvaggi</strong>. Il progetto è risultato vincitore per la qualità curatoriale nell’ambito del bando Exhibit Program, promosso dalla Direzione Generale di Creatività Contemporanea del MiBACT.</p>



<p>Nei mesi di <strong>novembre</strong>
e<strong> dicembre, la piscina Cozzi </strong>diventa
sede dell’esposizione delle <strong>opere
vincitrici dell’open call 2020</strong>, realizzata in collaborazione con il Touring
Club Italiano, con la speciale partecipazione di un<em> guest artist. </em></p>



<p><strong>OPEN CALL</strong><br><strong><em>L’immagine aperta</em></strong><br><strong>in collaborazione con il Touring Club Italiano</strong></p>



<p>Video Sound Art continua a sostenere la
creatività di giovani artisti e la nascita di nuove produzioni.</p>



<p>Partendo dal prezioso archivio del
Touring Club Italiano, i partecipanti, attraverso&nbsp;operazioni di
assemblaggio e postproduzione, possono organizzare i materiali e costruire con
essi narrazioni visive per dare nuove fisionomie all’Archivio.</p>



<p>La chiamata è rivolta ad artisti, curatori, ricercatori e viaggiatori ed è aperta <strong>fino al 30 settembre</strong>. I lavori selezionati saranno presentati presso la Piscina Cozzi di Milano.</p>



<p><strong>UN PUBLIC PROGRAM A PIÙ VOCI</strong><br><strong>con il coordinamento di Davide Francalanci</strong></p>



<p> Il public program prevede la realizzazione di <strong>concerti, sonorizzazioni, performance </strong>e, per la prima volta, uno<strong> screening program </strong>con la partecipazione di numerose istituzioni culturali del territorio.</p>



<p>Il 17 e 18
settembre gli spazi interni ed esterni della mostra ospitano interventi
musicali a cura di <strong>Le Cannibale</strong>, creatrice e produttrice di eventi
musicali di rilievo nella storia dell’<em>entertainment</em>&nbsp;milanese dal
2011. Tra gli artisti ospiti: Gigi Masin, con <em>Calypso</em> il suo ultimo
progetto discografico composto sull&#8217;isola greca di Gavdos che richiama i ritmi
e le texture del paesaggio mediterraneo, e Marco Puccini, artista e sound
designer, con un intervento di sonorizzazione ad hoc sull’opera Ocèan di Enrique
Ramirez. </p>



<p>Nel corso delle serate, sempre all’aperto, Video
Sound Art invita<strong> realtà che operano nel
cinema</strong> a costruire un cartellone condiviso, tra queste la casa di produzione milanese <strong>Rosso Film</strong>, il <strong>Lake Como Film Festival </strong>e <strong>Filmmaker Festival</strong>. Un ciclo di proiezioni a più voci
per raccontare da diverse angolazioni il cinema contemporaneo.&nbsp; </p>



<p>Ad ottobre presso la piscina Cozzi sono in programma <strong>performance live e sonorizzazioni</strong> a cura dell&#8217;ensemble di musica contemporanea <strong>Sentieri Selvaggi,</strong> diretto dal compositore Carlo Boccadoro. Questi interventi musicali nascono in simbiosi con le opere dell&#8217;artista, creando un suggestivo gioco di rimandi e corrispondenze.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>16 settembre – 1 ottobre<br></strong>Piscina Giulio Romano<br>Via Andrea Maria Ampère, 20, Milano<br><strong>Opening: mercoledì 16 settembre<br>Orari:</strong>&nbsp;da martedí a domenica dalle 20 alle 24 </p>



<p><strong>16 ottobre &#8211; 16 novembre<br></strong>Piscina Cozzi<br>Viale Tunisia, 35, Milano<strong><br></strong><br><strong>23 novembre &#8211; 3 dicembre<br></strong>Piscina Cozzi<br>Viale Tunisia, 35, Milano </p>



<p><strong>COSTO DEL BIGLIETTO:</strong>&nbsp; <br>– Mostra: 5 euro<br>– Mostra + sonorizzazioni: 12 euro (17 e 18 settembre)<br>– Mostra + proiezioni: 8 euro (dal 24 al 30 settembre) </p>



<p><strong>SITO UFFICIALE:</strong>&nbsp;<a href="http://www.videosoundart.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.videosoundart.com</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579896/benedetta-trudesti-artista-di-spoleto-arte-si-racconta-in-unintervista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte in quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetta trudesti]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[pittura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[sfondi rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=79896</guid>

					<description><![CDATA[<p>È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È
una settimana di grandi soddisfazioni per <strong>Benedetta
Trudesti</strong>. La pittrice di <strong>Spoleto
Arte</strong> è stata recentemente protagonista di un servizio del <strong>Tgcom24</strong>. Sul format <em>Arte in quarantena</em>, la pittrice nota per
i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il
pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo
voluto farle qualche domanda.</p>



<p><strong>Cosa ne pensa del format “Arte in
quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli
italiani durante la quarantena?</strong></p>



<p>Certo
che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca.
In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo
spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione
dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.</p>



<p><strong>Secondo lei, cosa dovrebbe fare
l’arte in questo momento?</strong></p>



<p>Dal
mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di
foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione
universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un
vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo
di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio
e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un
coinvolgimento.</p>



<p><strong>E a proposito di coinvolgimento… Nelle
sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi
quale sia il motivo dietro a questa scelta…</strong></p>



<p>Esse
vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un
qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo
di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca
del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso
colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza
nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.</p>



<p><strong>Che cosa cerca nei suoi ritratti?</strong></p>



<p>Questa
è una bella domanda!</p>



<p>Allora,
tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal
conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno
specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire
l’essenza della vita in nuovi volti.</p>



<p><strong>In questi volti ci sono tantissime
espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?</strong></p>



<p>I
volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio
fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di
ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I
soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.</p>



<p><strong>C’è un quadro a cui è
particolarmente legata?</strong></p>



<p>No,
perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza
dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande
disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).</p>



<p><strong>Come ha conosciuto Spoleto Arte?</strong></p>



<p>Spoleto
Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento
così inconsueto.</p>



<p><strong>Qual è il suo prossimo progetto? </strong></p>



<p>Il
mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla
vita stessa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nasce ArtAway</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579183/nasce-artaway/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Video Sound Art]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 06:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte moderna]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[città arte]]></category>
		<category><![CDATA[guide turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[tour virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[visita guidata]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=79183</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ ONLINE “ARTAWAY”, LA NUOVA PIATTAFORMA CHE PERMETTE DI ESPLORARE LE CITTÀ D’ARTE ITALIANE DA CASA, ACCOMPAGNATI DA GUIDE E &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86579183/nasce-artaway/">Nasce ArtAway</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E’ ONLINE “<em>ARTAWAY</em>”, LA NUOVA PIATTAFORMA CHE PERMETTE DI ESPLORARE LE CITTÀ D’ARTE ITALIANE DA CASA, ACCOMPAGNATI DA GUIDE E MEDIATORI CULTURALI CHE RISPONDERANNO DAL VIVO ALLE DOMANDE DEGLI UTENTI.</p>



<p><strong>IL PROGETTO</strong></p>



<p><em>L’arte e la
cultura devono continuare a vivere senza limiti e senza confini</em>.&nbsp; </p>



<p>Nasce ArtAway, piattaforma web che permette agli
utenti di<strong>conoscere le bellezze artistiche del nostro
paese e della storia dell’arte
in un&nbsp; modo nuovo e coinvolgente, </strong>offrendo
ai visitatori l’opportunità di <strong>dialogare
dal vivo</strong> con le migliori guide turistiche e i più esperti mediatori
culturali. </p>



<p>Da un’idea di Paolo Gabriele Falcone e Laura Lamonea
come reazione ad un&nbsp; momento di grande difficoltà per <strong>sostenere la cultura ed il mondo dell’arte italiano</strong>, il progetto è
stato realizzato durante la quarantena dal team di Video Sound Art, centro di
produzione e festival d’arte contemporanea. Giunto alla sua decima edizione,
VSA,&nbsp; avvalendosi della pluriennale
esperienza di Paolo Gabriele Falcone, product manager nella Silicon
Valley,&nbsp; contribuisce alla creazione di
un nuovo modo di scoprire l’arte.</p>



<p>Dalla visita di Verona, alla scoperta delle
metropolitane di Napoli<strong>, </strong>dai grandi
capolavori dell’arte rinascimentale alle opere contemporanee, dal museo degli
Uffizi alla collezione Iannaccone; <strong>le
visite proposte sono varie e suddivise in livelli di approfondimento</strong>
nell’ottica di presentare ai visitatori una proposta curata.</p>



<p>Tutto
questo utilizzando una <strong>modalità non solo
virtuale, ma dal vivo: attraverso la mediazione e lo scambio tra persone</strong>,
perché la relazione umana sarà sempre motore di curiosità, tolleranza e
conoscenza, qualcosa a cui non si dovrebbe mai rinunciare.</p>



<p><strong>L’ESPERIENZA DEL VISITATORE</strong></p>



<p>Il progetto si rivolge a coloro che sono impossibilitati a spostarsi
fisicamente e non vogliono rinunciare a <strong>conoscere
città e opere d’arte</strong>, ma anche a chi sta programmando un viaggio e vuole
farsi un’idea più completa dei luoghi da visitare.</p>



<p>Inoltre gli appassionati d’arte e gli studenti potranno utilizzare
ArtAway&nbsp; come <strong>strumento di approfondimento</strong>, per visitare musei o esplorare
correnti artistiche, accompagnati da esperti con cui potranno interagire dal
vivo.</p>



<p>Dalla piattaforma web il visitatore potrà selezionare il tour che più
gli interessa e prenotarsi negli orari disponibili. Successivamente riceverà le
istruzioni per poter accedere alla video conferenza attraverso un semplice <em>link</em>. Una volta terminata l’esperienza,
il visitatore potrà donare liberamente un contributo per supportare le guide e
il progetto. In questo periodo difficile per tutti, ArtAway vuole garantire
alle guide un compenso economico che sia idoneo alla loro preparazione
accademica e professionale.&nbsp;</p>



<p><strong>LE GUIDE</strong></p>



<p>Le guide e i mediatori culturali sono
stati scelti attraverso un <strong>processo di
selezione accurato per offrire al visitatore un’esperienza coinvolgente e di
livello</strong>. I requisiti richiesti sono relativi alla formazione accademica &#8211;
laurea specialistica in Storia dell’Arte ed eventuali Master o Dottorati in
materia &#8211;&nbsp; e all’esperienza di mediazione
culturale presso dipartimenti di educazione dei principali Musei ed Istituzioni
culturali. </p>



<p>Con questa preparazione accademica e
competenze consolidate&nbsp; di mediazione
culturale, le guide condivideranno le loro conoscenze specifiche in campo
artistico e,&nbsp; contemporaneamente, arricchiranno l’esperienza degli utenti
con opinioni e riflessioni volte al confronto collettivo.&nbsp;</p>



<p><strong>LE ESPERIENZE</strong></p>



<p><strong>La proposta di esperienze è diversificata ed in continuo ampliamento</strong>. Per ogni destinazione ci saranno dei tour volti alla conoscenza della città e dei suoi principali monumenti ed altri più specifici che offrono un approfondimento di un museo o di un artista in particolare relazionato a quella città. Ad integrare la proposta sono anche previste visite trasversali dedicate a grandi artisti che toccheranno più luoghi.</p>



<div class="wp-block-image is-style-circle-mask"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.informazione.it/atc/2020/04/dea03435-2081-4818-a27f-22bceddfe311/ArtAway%201.jpeg" alt="" width="366" height="366"/></figure></div>



<p>________________</p>



<p><strong>BIO </strong></p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Paolo
Gabriele Falcone</strong> e’ un
Product Manager che vive e lavora a San Francisco.&nbsp; Si è laureato in Ingegneria in Italia, prima
di trasferirsi in Irlanda per cominciare la sua carriera a Google, dove ha
lavorato su diversi prodotti ideati per aiutare piccole e medie imprese ad ottenere
successo online. Paolo ha cominciato a lavorare all’idea di ArtAway.com per
rispondere alla crisi generata dal COVID-19 in Italia, per permettere all’arte
ed alla cultura italiane di rimanere accessibili da chiunque e da qualunque
parte del mondo, e per aiutare le guide turistiche il cui business è stato
completamente cancellato dalle recenti restrizioni sui viaggi.</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Laura Lamonea</strong> è la fondatrice del&nbsp; centro di ricerca e festival Video Sound Art
per il quale dal 2011 svolge il ruolo di direzione artistica.&nbsp; Durante l&#8217;anno è impegnata nella
realizzazione di nuove produzioni e svolge un ruolo di intermediazione tra
artisti, gallerie e istituzioni museali. Ha lavorato&nbsp; come regista per Radio2 e attualmente è
consulente del Teatro Franco Parenti. Nel 2019 ha partecipato alla Biennale
Internazionale olandese Manifesta 12 nell&#8217;ambito del dipartimento development
and research.&nbsp; </p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Video Sound Art</strong> è un centro di produzione e Festival di arte contemporanea, dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti e alla promozione dell’arte visiva. VSA ha oggi all’attivo nove edizioni e numerose mostre e residenze presso Musei nazionali e internazionali. Ogni anno promuove giovani talenti attraverso la diffusione di un bando open call. È previsto, a supporto del vincitore, un percorso di intermediazione con gallerie, fondazioni e istituzioni culturali al fine di facilitare l’inserimento nei circuiti distributivi e creare occasioni di visibilità per le nuove creazioni.  Video Sound Art organizza laboratori, conferenze, seminari condotti da critici d’arte, curatori, direttori di Fondazioni, collezionisti, galleristi, direttori di Musei. </p>



<p>_________________________</p>



<p style="font-size:14px"><strong>ART
AWAY</strong></p>



<p style="font-size:14px"><a href="https://www.artaway.com/"> <strong>www.artaway.com</strong> </a></p>



<p style="font-size:14px"><strong>Facebook <a href="https://www.facebook.com/ArtAway.official/">@artaway.com</a></strong></p>



<p style="font-size:14px"><strong>Instagram <a href="https://www.instagram.com/artaway.com_official/?hl=es-la">@artaway.com_official</a></strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: intervista alla pittrice Rosanna Cecchet</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578600/spoleto-arte-intervista-alla-pittrice-rosanna-cecchet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 09:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Rosanna Cecchet]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi va fuori di questi tempi? Con tutte queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta e &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi va fuori di questi tempi? Con tutte
queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta
e resiste, continua imperterrito a raffigurare questa realtà sfaccettata. Un po’
come fa <strong>Rosanna Cecchet</strong>, rinomata
artista bellunese. Da poco protagonista di un servizio del <strong>Tgcom24</strong>, la pittrice di <strong>Spoleto
Arte</strong> non perde tempo. Anzi, lo sfrutta per raccontare il presente.</p>



<ul><li><strong><em>Cosa ne
pensa dell’iniziativa di </em></strong><strong>Arte in
Quarantena<em>?</em></strong></li></ul>



<p>Quella istituita dal direttore Paolo Liguori per Tgcom24 è una bella
opportunità tanto per gli spettatori che per gli artisti contemporanei, dal
momento che non possiamo uscire di casa a causa dell’epidemia. </p>



<ul><li><strong><em>Oltre a
opere che riguardano il suo vissuto o la natura, ce ne sono diverse che
raffigurano episodi di cronaca che hanno fatto il giro del mondo e sono entrati
a far parte della Storia. Anche questo periodo diventerà il soggetto di uno dei
suoi futuri quadri?</em></strong></li></ul>



<p>Sì, tant’è vero che ne ho già iniziato uno. Il
tempo in questo momento non mi manca&#8230; Ma per il momento è troppo presto per
dare maggiori dettagli. </p>



<ul><li><strong><em>Speriamo di
vederlo presto allora, anche perché la sua arte affascina per la minuzia con
cui rende i particolari e per la dimensione dello spazio. Aperto e chiuso che
significato assumono all’interno delle sue composizioni?</em></strong></li></ul>



<p>La minuzia è una delle mie caratteristiche
distintive e una tela deve quasi sempre essere grande perché io possa
esprimermi al meglio. Tutti noi viviamo “dentro e fuori”: mi piace pensare che
chiunque osservi le mie opere possa interpretarle a modo proprio, ciascuno in
base alla sua vita vissuta.</p>



<ul><li><strong><em>Spesso si ha
l’idea di osservare una visione, un sogno ricco di simboli che diventa dipinto:
il surrealismo quanto può nascondere o enfatizzare la realtà?</em></strong></li></ul>



<p>Nei miei dipinti non nascondo niente, dipingo
quella che è una mia pura realtà. Ma, come dicevo poco fa, lascio il pensiero a
chi li osserva.</p>



<ul><li><strong><em>Il colore è
un altro grande protagonista dei suoi lavori. Che cosa vuole trasmettere con
quest’ultimo?</em></strong></li></ul>



<p>La psicologia ha numerosi trattati sul significato
del colore e del suo uso per trasmettere emozioni; io non sono esente dal
coinvolgimento che questo effetto fisico genera. Principalmente trasmetto la
gioia e il dolore che si associano a determinate scene.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.gobelluno.it/wp-content/uploads/2020/04/Rosanna-Cecchet-Silvana-Giacobini-Salvo-Nugnes-326x245.jpg" alt="Rosanna Cecchet"/><figcaption>Rosanna Cecchet, Silvana Giacobini e Salvo Nugnes</figcaption></figure></div>



<ul><li><strong><em>Il critico
d’arte Vittorio Sgarbi e il noto sociologo Francesco Alberoni hanno scritto commenti
molto positivi sulle sue opere. Come li ha conosciuti?</em></strong></li></ul>



<p>Sono lusingata dai loro apprezzamenti. Ho
avuto l’opportunità di incontrarli partecipando alle mostre collettive
organizzate da Spoleto Arte di Salvo Nugnes, quali la Pro Biennale di Venezia,
la Biennale Milano, l’esposizione Spoleto Arte e le numerose manifestazioni cui
ho partecipato.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista all’artista Anna Actis Caporale di Spoleto Arte</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578495/intervista-allartista-anna-actis-caporale-di-spoleto-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 07:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Anna actis caporale]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte in quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi e miraggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=78495</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più che di un diario di viaggio, si tratta di un diario dei ricordi. Anna Actis Caporale è un’artista che &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578495/intervista-allartista-anna-actis-caporale-di-spoleto-arte/">Intervista all’artista Anna Actis Caporale di Spoleto Arte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Più che di
un diario di viaggio, si tratta di un diario dei ricordi. <strong>Anna Actis Caporale</strong> è un’artista che racconta il mondo vedendolo
con gli occhi di chi ne conosce l’incanto. Tra i suoi dipinti spiccano i gialli
e gli azzurri del paesaggio orientale e, con il recente servizio di <strong>Tgcom24</strong>, inserito sulla piattaforma
Mediaset Play sabato scorso, possiamo finalmente ricominciare a viaggiare anche
noi. E chi meglio di Anna Actis Caporale, artista di <strong>Spoleto Arte</strong>, può farci da guida?</p>



<p><em>D: Sabato 28 marzo al Tgcom24 il servizio sul suo percorso
artistico: cosa pensa di quest’iniziativa che porta l’arte nelle case degli
italiani durante la quarantena?</em></p>



<p>R: È un’ottima
iniziativa. <strong>C’è bisogno di arte, di
bellezza e di luce</strong> in questo periodo cupo che ci vede confinati nelle
nostre abitazioni. Spero che in questo modo si possa portare un momento di
serenità nelle nostre vite.</p>



<p><em>D: Oltre a essere pittrice, è anche fotografa. I suoi scatti
raccolgono quanto ha esperito nei suoi viaggi. Cosa l’ha spinta nelle regioni
della Cina e del Marocco?</em></p>



<p>R: La <strong>curiosità</strong> innanzitutto. La voglia di
conoscere culture diverse. </p>



<p>Ho visitato
molti paesi e, per quanto riguarda la <strong>Cina</strong>,
fin da piccola ero affascinata da questa cultura millenaria e misteriosa, per
noi. Ascoltavo rapita i racconti di un prozio, vissuto in Cina e a Taiwan per
quasi cinquant’anni e, appena ho potuto, ci sono andata. Era una Cina che <strong>si apriva solo allora al turismo e per
questo era ancora più interessante</strong>. </p>



<p>Il <strong>Marocco</strong> mi affascina per la <strong>diversità del paesaggio</strong>. Dalle città
imperiali brulicanti di vita, in cui la cultura araba si mischia alla berbera,
ai monti dell’Atlante dove i berberi si erano rifugiati per sfuggire agli
invasori arabi, dove le stratificazioni delle rocce, messe a nudo, parlano
delle ere geologiche che si sono susseguite fin da quando il luogo era un
fondale marino… e infine il deserto, il regno dei nomadi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.bonculture.it/wp-content/uploads/2020/03/Anna-Actis-Caporale-nel-suo-studio.jpg" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Cosa la lega a queste culture?</em></p>



<p>R: Sono
sempre stata attratta dalla cultura orientale. Mi sono formata in un periodo in
cui il richiamo delle filosofie orientali era molto sentito. Il “viaggio in
India” era un mito per molti miei coetanei. Io <strong>ho preferito interessarmi di filosofie-religioni</strong> quali il
Confucianesimo, il Taoismo e lo Zen giapponese, <strong>perché ho sempre creduto che questo sia il modo migliore per capire un
popolo</strong>. Ma io sono e rimarrò sempre un’occidentale con un background diverso.</p>



<p>Per quanto
riguarda la cultura araba devo dire che <strong>mi
sono avvicinata con il desiderio di conoscere e poi sono stata attratta dalla
gente</strong>. I mercati ed i suk , brulicanti di gente, i suoni, i colori, l’odore
delle spezie… Tutto ciò compare spesso nei miei quadri.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.orizzonteitalia.com/media/partners/CAPORALE_lautunno-colora-le-sponde-del-fiume-60-x-60-2015.jpg" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Opera di Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Ecco, infatti nelle sue opere si ritrovano reminiscenze,
emozioni di luoghi lontani. Qual è la scintilla all’origine dei suoi lavori?</em></p>



<p>R: La voglia
di <strong>approfondire e di trasmettere ciò che
ho vissuto</strong>. Quando dipingo mi calo nella tela, come un attore nella sua
parte, e non è tanto il semplice paesaggio quanto un insieme di percezioni,
emozioni, sentimenti che voglio trasmettere.</p>



<p><em>D: Viaggi e miraggi: ai tempi del Coronavirus l’unica soluzione
possibile è viaggiare con la fantasia?</em></p>



<p>R: Si,
indubbiamente la fantasia ci può aiutare. Possiamo ricorrere alle arti visive,
alla musica…</p>



<p><em>D: L’arte in un suo miraggio: come la dipingerebbe?</em></p>



<p>R: Da bambina sognavo di far volare gli aquiloni, di volare su di una mongolfiera&#8230; sogni mai realizzati. Ora, di tanto in tanto, li trasporto sulla tela ed è quanto di più vicino ad un miraggio io possa intendere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://tse4.mm.bing.net/th?id=OIP.kNVluSZittHxBJ_eeAUymQHaFj&amp;pid=Api" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Opera di Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Come ha conosciuto Spoleto Arte?</em></p>



<p>R: Rispondendo
ad un vostro invito ad una mostra collettiva.</p>



<p><em>D: Nelle sue opere spazio e tempo hanno un peso importante. Proiettandoci
dunque nel futuro, ha in serbo qualche progetto ancora da realizzare?</em></p>



<p>R: Ho ancora
molte “storie” da raccontare… vedremo dove mi porteranno.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 04:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Katiuscia papaleo]]></category>
		<category><![CDATA[maestro d’arte]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=78558</guid>

					<description><![CDATA[<p>È tempo di restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più ci &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/">Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È tempo di
restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più
ci piace, di coltivare le nostre potenzialità. Ma non sempre è così facile. <strong>Katiuscia Papaleo</strong>, artista di <strong>Spoleto Arte</strong> e Maestro d’arte di
Milano, dimostra qui tutta la sua determinazione. Inoltre sarà protagonista di
uno dei prossimi servizi del <strong>Tgcom24</strong>
dove si racconterà. In tempi di isolamento l’arte si schiera in prima linea
contro il male e non ha paura di mostrarsi. L’arte infatti può essere
determinante in queste giornate. Per questo motivo abbiamo voluto farle qualche
domanda.</p>



<p><em>D: A breve uscirà un servizio a lei dedicato sulla piattaforma del
Tgcom24. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?</em></p>



<p>R: È
un’iniziativa molto bella perché in un momento di difficoltà come quello che
stiamo attraversando, dove le giuste restrizioni attuali impediscono ogni
movimento, si ha la possibilità di <strong>comunicare
in qualche modo arte e cultura</strong>, che è sempre <strong>un’ottima medicina</strong> per la mente e per l’anima.</p>



<p><em>D: Anticipando un po’ il contenuto… C’è un momento, all’inizio, in
cui afferma che l’arte è un dono con cui si nasce. È sempre valido il detto
“impara l’arte e mettila da parte&#8221; o ci vuole costanza, soprattutto in
questo campo?</em></p>



<p>R: In questo
campo avere un dono è un conto, ma <strong>non
curarlo sarebbe un “dono sprecato”</strong>. Ci vuole molta costanza e studio, per
fare in modo che questo dono si sviluppi poi in arte.</p>



<p><em>D: Il suo rapporto con il colore è molto particolare e lo si vede
dalle atmosfere atemporali che ricrea nei suoi lavori. Come nasce una sua opera
dal punto di vista cromatico?</em></p>



<p>R: Di solito
parto sempre da una base neutra poi attraverso i contrasti di luci e colori
l’opera prende forma. Possono variare i soggetti, ma non l’atteggiamento
pittorico con cui affronto un lavoro.</p>



<p><em>D: E invece, parlando di soggetti, ce ne sono alcuni a cui è
particolarmente legata?</em></p>



<p>R: In realtà
no, perché <strong>alla forma io antepongo
sempre il colore</strong>. Utilizzando la pittura come forma di comunicazione in
genere il soggetto è legato a ciò che voglio comunicare in quel preciso
istante. </p>



<p><em>D: L’osservazione della realtà è uno degli “esercizi artistici” da
cui non si può prescindere. E questi giorni critici interessano tutti, ciascuno
di noi li analizza, ma non tutti riescono a trarne motivo di ispirazione… È
così anche per lei? Che cosa racconterebbe nelle sue creazioni adesso?</em></p>



<p>R: In questo
periodo particolare l’ispirazione può arrivare da mille spunti anche se <strong>non è facile tenere alta la voglia di
dipingere, perché sopraggiunge lo sconforto</strong>, la paura. </p>



<p>Io ho
dipinto. Sì, ho dipinto alcune cose nel frattempo, raccontando l’arrivo del Coronavirus
da paesi lontani, la ricerca nell’aiuto spirituale, l’arrivo della primavera e
il risveglio della natura incurante di ciò che sta accadendo agli uomini. Di
cose da dire ce ne sarebbero tante, però mi rendo conto che quando la testa è
bombardata di pensieri solo negativi e preoccupazioni per te e per i tuoi cari,
diventa difficile tradurre in pittura. Il tempo che potresti avere a
disposizione per immergerti solo nell’arte non è sempre così artisticamente
fruttifero. </p>



<p><em>D: Lei ha esposto in moltissime mostre di livello nazionale e
internazionale, alcune organizzate da Spoleto Arte. Come ha conosciuto il suo
presidente, Salvo Nugnes?</em></p>



<p>R: Ho
conosciuto il dott. Nugnes semplicemente partecipando ad una delle mostre organizzate
da Spoleto Arte, che ha la capacità di offrire ad un artista quella visibilità
che non sempre da soli si riesce ad avere.</p>



<p><em>D: Su che cosa le piacerebbe lavorare prossimamente?</em></p>



<p>R: Mi
piacerebbe lavorare <strong>sulla ripresa, sulla
solidarietà</strong> che ha dimostrato il nostro Paese e sul saper “fare” e
collaborare in momenti di crisi. È qualcosa su cui spero di poter lavorare
presto.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578059/spoleto-arte-intervista-a-margherita-casadei-la-pittrice-delle-donne-alla-finestra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 12:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cervia]]></category>
		<category><![CDATA[donne alla finestra]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita casadei]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=78059</guid>

					<description><![CDATA[<p>È arrivato il momento per Margherita Casadei, pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare un &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578059/spoleto-arte-intervista-a-margherita-casadei-la-pittrice-delle-donne-alla-finestra/">Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È arrivato
il momento per<strong> Margherita Casadei</strong>,
pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare
un po’ di sé e della sua carriera. A pochi giorni dal servizio sulla sua
produzione artistica per il <strong>Tgcom24</strong>
abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti caratteristici del suo percorso.</p>



<p><strong><em>D: Sabato è
uscito il servizio su TGcom24 in merito al suo percorso artistico. Come si
sente?</em></strong></p>



<p>R: Sono felicissima,
trepidante. In un momento così difficile per l’Italia e per il mondo, impegnati
a contrastare il Coronavirus, mi auguro che <strong>parlare di arte possa infondere in chi ascolta un po’ di serenità e
possa offrire un attimo di fuga</strong> dalle preoccupazioni. Credo che possa
portare una ventata di colore in questo periodo oscuro e duro per tutti noi,
che ha spento l’entusiasmo e l’attività di molte persone.</p>



<p><strong><em>D: Un’evasione
nell’intimità. Le sue opere traducono la bellezza dell’universo femminile,
quello più poetico, sognante, privato… Com’è nata l’idea di mostrare le sue
protagoniste di spalle, in città romantiche immerse nella notte o nella luce
del tramonto?</em></strong></p>



<p>R: Nella <strong>cura dell’interiorità</strong> e della vita,
l’arte è uno strumento fondamentale, è un potente veicolo di messaggi privati
che possono diventare messaggi per tutti e unirci fortemente, dando luogo a una
comunicazione e a una “comunità artistica”.</p>



<p>L’idea di
mostrare le mie figure di spalle nasce quasi per magia da una linea tracciata
sulla tela… Quel giorno intuisco un nuovo approccio all’insieme del quadro:
traccio mano a mano una donna alla finestra. L’affacciarvisi ribadisce il punto
di vista sul mondo. Mi rendo conto immediatamente che la donna, essendo voltata
di spalle, <strong>facilita il fruitore nell’immedesimazione</strong>.
<strong>Invita a guardare verso un oltre, verso
un mondo migliore</strong>. Di sicuro in lei c’è un’esortazione a guardare di più il
cielo e a immergersi nell’infinito che ci circonda oltre alla solita
materialità. <strong>Filtra la musica del mondo,
della vita e la trasmette</strong>. Il segno pittorico diventa così il mezzo per
risalire alle radici della comunicazione, per dire con i colori quello che le
parole non risolvono.</p>



<p><strong><em>D: Perché alcune
delle sue donne hanno un incarnato tendente all’azzurro?</em></strong></p>



<p>R: Inconsciamente
voglio invitare ad alzare di più lo sguardo verso il cielo e verso l’infinito.</p>



<p><strong><em>D: Lei vive
e lavora vicino a Cervia. C’è un po’ di questa città nei suoi dipinti?</em></strong></p>



<p>R: Di sicuro
ci sono dei luoghi vissuti e altri sognati: sia cittadini che di paese, con
particolare attenzione anche agli alberi. Con i loro rami richiamano una
tensione verso l’alto, quasi una muta preghiera. Mi rendo conto che <strong>l’arte è un meraviglioso processo in grado
di raccogliere pezzi di mondo e di vita unendoli in un insieme armonico</strong> e
ricco di significato.</p>



<p><strong><em>D: Animali e
gioielli: sulle sue tele li troviamo molto spesso, come mai? C’è una relazione
tra loro e la figura femminile?</em></strong></p>



<p>R: Parto dai
gioielli: diverse donne alla finestra indossano gioielli ricavati da un’abile
selezione di materiali. Talvolta li creo io stessa e attorno si costruisce pian
piano un mondo sognante fatto di colori che a tratti sono sfumati. Il gioiello
applicato diventa così un’opportunità per costruirci attorno delle impressioni.
Si dice appunto cheun gioiello è
per un’occasione… In questo caso <strong>ribadisce
la “preziosa” occasione di incontrare se stessi e comunicare agli altri tramite
l’arte</strong>. Dunque non è un simbolo di ricchezza materiale, ma suggerisce una
raffinatezza interiore.</p>



<p>Gli <strong>animali</strong> nei miei quadri rappresentano
un <strong>affetto quotidiano</strong>, come i gatti
ad esempio. Fin da bambina mi hanno sempre fatto molta tenerezza, ne ho avuti
tantissimi e con ognuno un rapporto speciale. Come nel silenzio del buio
notturno ci sono le luci della luna, delle stelle e dei lampioni a farci
compagnia e a guidarci, così <strong>il gatto
rappresenta un legame con l’uomo e una peculiare attitudine, poiché è un
animale che sa vedere bene anche al buio</strong> oltre a essere fin dall’antichità
portatore di positività e di una sensibilità particolari.</p>



<p>In alcuni
miei dipinti accanto alla figura femminile compare un uccellino: come ci
ricordano le poesie di Giovanni Pascoli, gli <strong>uccelli sono i messaggeri di un mistero</strong> poiché, potendo volare,
fungono da <strong>ponte tra il cielo e la terra</strong>.</p>



<p><strong><em>D: La
delicatezza del segno accarezza le forme degli oggetti e dei profili. Quanto
questa scelta contribuisce nella creazione dell’atmosfera così caratteristica
dei suoi lavori?</em></strong></p>



<p>R: La delicatezza
del segno passa attraverso molti anni di pittura e di contatto con i colori, attraverso
sacrifici, sbagli, diverse ricerche e sperimentazioni per arrivare ad
accorgermi, a sentire che il tratto pittorico proviene direttamente dall’anima.
</p>



<p><strong><em>D: Cosa
cerca di trasmettere nella sua più recente produzione? </em></strong></p>



<p>R: Di
quest’ultima fanno parte alcune donne alla finestra che acquistano lentamente
la posizione del viso di tre quarti. Sono donne che raccontano fragilità ed
emozioni anche solo con lo sguardo oppure con la loro postura, in ascolto di
una musica universale da saper cogliere e trasmettere. Invitano ognuno ad
aprire la “propria finestra” sul mondo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://i1.wp.com/www.galleryart-ilcollezionista.it/wp-content/uploads/2019/05/Colbacco-bianco-2018-acrilico-e-applicazioni-su-tela-50x40.jpeg?fit=961%2C1207&amp;ssl=1" alt="Margherita Casadei"/><figcaption>Dipinto di Margherita Casadei</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>D: Qual è
stato il percorso di crescita interiore e artistica da quando ha preso in mano
per la prima volta pennello e tavolozza?</em></strong></p>



<p>R: In più di
vent’anni di pittura ho lavorato molto su me stessa. Vi ho unito lo studio
della filosofia, la musica, il canto e la danza. Spesso ai quadri ho abbinato
poesie.</p>



<p>Tutto
è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo concepito come essere
problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Parto
raffigurando i <strong>musicanti di strada</strong>,
le <strong>ballerine</strong>. La ballerina nella
chiave di violino è un simbolo di musica universale, riassume il concetto di
danza e di armonia. Dipingo anche <strong>donne
con un gatto accanto</strong> e dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a
dipingere le <strong>maternità</strong>, uno
spunto fortissimo anche per riflettere sulla <strong>donna creatrice,</strong> soggetto in cui la maternità è pure artistica. Poi
è la volta della<strong> donna alla finestra</strong>
che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa
per cercare in tutti i modi di comunicarla agli altri. </p>



<p>A
distanza di anni riesco a notare comunque che il filo conduttore del mio far
arte è la <strong>musica</strong> e la cura dell’<strong>interiorità</strong>, chissà andando avanti…</p>



<p><strong><em>D: Tra i
suoi estimatori c’è anche Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte a cura di
Vittorio Sgarbi. Come vi siete conosciuti?</em></strong></p>



<p>R: Ho conosciuto
il presidente Nugnes a Biennale Milano dove erano state esposte alcune mie opere
selezionate dal comitato di Spoleto Arte. Ringrazio lui e tutto il suo staff
per l’impegno e la professionalità che dimostrano ogni volta nell’organizzare e
seguire vari eventi artistici, in cui traspare una forte passione per la cura e
la salvaguardia dell’arte. </p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: al Tgcom24 i ritratti dolomitici del fotografo Sambucco</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577946/spoleto-arte-al-tgcom24-i-ritratti-dolomitici-del-fotografo-sambucco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 08:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[bioforneria]]></category>
		<category><![CDATA[codroipo]]></category>
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		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gino Maria Sambucco, biofornaio per professione, fotografo per passione, sarà protagonista del prossimo appuntamento firmato Tgcom24 e dedicato all’arte ai &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86577946/spoleto-arte-al-tgcom24-i-ritratti-dolomitici-del-fotografo-sambucco/">Spoleto Arte: al Tgcom24 i ritratti dolomitici del fotografo Sambucco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Gino Maria Sambucco</strong>, biofornaio per professione, fotografo per passione, sarà protagonista del prossimo appuntamento firmato <strong>Tgcom24</strong> e dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. A unire pane e foto l’unicità della cornice in cui vive e lavora: la montagna. Una montagna che ha lasciato il segno alle mostre organizzate da <strong>Spoleto Arte</strong>.Gino Maria Sambucco</p>



<p>Ed è proprio
la natura che costituisce l’elemento imprescindibile per la produzione
dolciaria e di panetteria di ordine biologico. Un campo, quello della
panificazione, tramandato da generazioni in famiglia e che ha deciso di
abbracciare con lo stesso cuore genuino con cui si rivolge alle vette. La
scintilla per queste ultime scatta ai tempi del liceo e da allora l’artista si
dedica con fervore a immortalare la storia e il paesaggio della sua terra. </p>



<p>Codroipo,
Udine e Belluno guadagnano il podio per numero di scatti, tuttavia Sambucco ha
già pensato di estendere la sua ricerca al Friuli e al Trentino, avanzando
nella conquista tutta personale delle Dolomiti. Ma, forse, così personale poi non
è. Le sue fotografie infatti non hanno come unico scopo quello
documentaristico, puramente descrittivo. Non vogliono essere solamente “rimirate”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.ilpais.it/wp-content/uploads/2019/05/Sambucco-a-dx-e-Nugnes-a-sx-a-Milano-Art-Gallery-960x640.jpg" alt="Gino Maria Sambucco"/><figcaption>Salvo Nugnes e Gino Maria Sambucco</figcaption></figure>



<h2>Le montagne di Sambucco</h2>



<p>A dominare
il gesto con cui decide di fotografare le montagne è il rischio che scompaiano,
che la magia di quell’istante vada perduta per sempre. Ma, più ancora del
timore, è l’amore sconfinato per le alture che gli fa notare il lato positivo,
giocoso con cui ci si può avvicinare tanto alla fotografia quanto alla natura. Nei
tratti scoscesi, nei profili che si stagliano tra le luci e le ombre, tra le
nuvole e la neve, vivono personaggi divini, contemporanei, fiabeschi. Le
Dolomiti svelano storie preziose tutte da interpretare. Ed è la gioia di queste
epifanie che ha portato Sambucco alla condivisione di questi attimi di pura meraviglia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.nellanotizia.net/public/fileuploati/19-07-11833-5.jpg" alt="Gino Maria Sambucco"/><figcaption>Una Pittografia di Gino Maria Sambucco</figcaption></figure>



<h2>Il digitale</h2>



<p>Con l’utilizzo
delle fotocamere digitali, l’aspetto più giocoso si fa sentire maggiormente
perché “si possono ottenere effetti simpatici e pieni di colore che attirano l’attenzione”.
Ecco allora che la sua ricerca fotografica si divide in realistica e in
pittografia, con la quale scopre altri soggetti oltre alle montagne. D’altro
canto la sua lungimiranza valica senza timori il regno della realtà, per
lasciarsi trasportare dall’immaginazione… Sambucco spera infatti che “la nostra
fantasia possa interagire con la tecnologia per darci immagini ben definite,
anche in 3D, e ologrammi per raccogliere quanto la stupefacente natura ci offre
in modo da fonderlo con l’inventiva”. Se il tutto avviene tramite fotocamera, tanto
meglio.</p>
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		<item>
		<title>Milano Art Gallery: la donna nell’arte, la donna e l’arte con Parsi, Nugnes e Villa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86576986/milano-art-gallery-la-donna-nellarte-la-donna-e-larte-con-parsi-nugnes-e-villa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2020 08:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento immancabile quello dell’8 marzo per la Milano Art Gallery che, come consuetudine, inaugurerà la mostra L’Arte delle donne. In &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86576986/milano-art-gallery-la-donna-nellarte-la-donna-e-larte-con-parsi-nugnes-e-villa/">Milano Art Gallery: la donna nell’arte, la donna e l’arte con Parsi, Nugnes e Villa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Appuntamento immancabile quello dell’<strong>8 marzo</strong> per la <strong>Milano Art Gallery</strong> che, come consuetudine, inaugurerà la mostra <strong><em>L’Arte delle donne</em></strong>. In via Alessi 11, nella storica sede di <strong>Milano</strong>, la rassegna verrà aperta alle 18 con la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta <strong>Maria Rita Parsi</strong>, con il <a href="https://www.comunicatostampa.org/86576555/milano-art-gallery-emoziona-la-mostra-evento-in-memoria-di-alda-merini/">curatore di mostre ed eventi <strong>Salvo Nugnes</strong></a> e con il fotografo <strong>Roberto Villa</strong>, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.</p>



<h2>L&#8217;Arte delle Donne</h2>



<p>L’evento, pensato per ospitare opere la
cui tematica sia afferente all’universo femminile, non preclude a nessun
artista la selezione. Questo perché più punti di vista diversi su questa
tematica aiutano ad avere una visione ampia, permettono un confronto più ricco
e stimolante. Dall’idealizzazione della figura femminile al suo sfregio, fino
alla reinvenzione: ci si può ritrovare oppure no, l’importante sarà uscire
dalla visita con un’esperienza in più da ricordare e raccontare. Con una
speranza nel cuore. Salvo Nugnes, l’organizzatore della kermesse, ha infatti dichiarato
di aver pensato <em>L’arte delle donne</em>
come un incontro per e con le donne.</p>



<h3>Maria Rita Parsi</h3>



<p>A sostegno di questa iniziativa si è schierata Maria Rita Parsi, che ha commentato: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p> «È infatti per le donne e con le donne che il mondo può veramente cambiare aspetto. Il mondo parte come origine dal grembo della madre e gli uomini devono capire con amore, rispetto e ammirazione che quel punto di partenza va rispettato, ammirato, sostenuto, perché le cose possono effettivamente cambiare, perché si parte solo e sempre dalla madre».  </p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.gazzettadimilano.it/wp-content/uploads/2020/02/locandina-ARTE-DELLE-DONNE.jpg" alt="arte delle donne"/></figure>



<p>Essendo le donne la radice prima dell’esperienza di ciascun essere umano, occorre rivalutare in maniera adeguata il loro “peso”. Davanti a una violenza sulle donne sempre più dilagante, forse è proprio a partire dall’arte, da come viene vista e interpretata la donna, come si sente e si comporta lei stessa, che si deve prendere in mano la situazione. </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p> «Buon 8 marzo – conclude la Parsi – perché le donne e gli uomini capiscano che l’alleanza vera tra maschile e femminile, con il rispetto profondo dell’origine, della matrice, del femminile può cambiare le sorti del pianeta». </p></blockquote>



<h2>Info e contatti</h2>



<p>La mostra rimarrà aperta fino al 27 marzo 2020, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il <a href="https://wa.me/393887338297">388 7338297</a> oppure scrivere a artfactory.eventi@gmail.com.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86576986/milano-art-gallery-la-donna-nellarte-la-donna-e-larte-con-parsi-nugnes-e-villa/">Milano Art Gallery: la donna nell’arte, la donna e l’arte con Parsi, Nugnes e Villa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 02:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Fo]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/">L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il vernissage della <strong>mostra Dario Fo e l’arte contemporanea</strong>,
tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a <strong>Roma</strong>
ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco,
Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la
mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi
per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il
ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama
internazionale <strong>Roberto Villa</strong>,
semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.</p>



<p>Dopo una tournée iniziata al Comune di
Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro
Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di
Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso
l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale
Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!</p>



<p><strong><em>Finalmente a Roma con la mostra
dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una
serie di mostre sul Giullare Nobel?</em></strong></p>



<p>1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.</p>



<p>Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo
sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse
forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso
nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.</p>



<p>Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti”
grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia
preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.</p>



<p>Il punto forte comune era operare per i <em>minus sapiens</em>, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere
fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la
fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare
poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche
fotografia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/proxy/0hCNUBG9bTet5tQKRhcos35yBCKJArm5XUE_w8zJLPCIWHOqG0qLL_87hoAy4ZlGhUjF0ikRBDsltfb9yfSbBrwMeGQHBimxSDq0sTD9mu0RI5ME6JV2ETM9lK0ddbcvoNKi25HgKKgf1-_vw5E" alt="Roberto Villa"/><figcaption>L&#8217;intervento di Roberto Villa al vernissage</figcaption></figure></div>



<p>Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un
muro e basta, ma sono una <em>overture</em> che
mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni
anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario
linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo
in tutte le arti.</p>



<p><strong><em>Come si è comportato il pubblico di
questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di
appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?</em></strong></p>



<p>Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo
che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano
le immagini.</p>



<p>Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi
nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la
differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura
orientale per cui, con ogni risposta,&nbsp; faccio
un mini corso di semantica dell’immagine.</p>



<p>In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il
nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.</p>



<p><strong><em>C’è uno scatto a cui è legato o un
ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?</em></strong></p>



<p>Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del
palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”:
quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico
ma dinamico.</p>



<p>Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico,
Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un
certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre
sperimentazioni con un “<em>Sembrate due
pirla!”</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.mitomorrow.it/wp-content/uploads/2019/04/dario-fo.jpg" alt="Roberto Villa"/><figcaption>foto di Roberto Villa</figcaption></figure>



<p><strong><em>Lavorando a stretto contatto con
grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene
influenzati dal loro carisma? In che modo?</em></strong></p>



<p>È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma
destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto
complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.</p>



<p>In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e
non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.</p>



<p><strong><em>Nelle sue rassegne c’è una forte
interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla
scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe
stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va
affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?</em></strong></p>



<p>È presente, a nostra difesa, la
percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho
scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione
agli <em>Stati Generali della Fotografia</em>
voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra
la cultura con la fotografia?”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.ezrome.it/images/eventi-roma/Nugnes-Franco-Di_Pietro_-_Di_Vizia_-_Dal%C3%AC_-_Villa_-_Grifoni_-_Sagnelli.jpg" alt="Roberto Villa"/><figcaption>inaugurazione con Salvo Nugnes, Pippo Franco, Carmen Di Pietro, Antonietta Di Vizia, José Dalì, Roberto Villa, Caterina Grifoni e Flavia Sagnelli</figcaption></figure>



<p>Viceversa, chi fa pittura o scultura è
convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti,
proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono
sempre la <em>loro</em> cultura che,
raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta
digitale (non elettronica, ma da <em>digitus</em>),
del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del
pubblico ludibrio.</p>



<p>Dario Fo è stato uno studioso, uno
storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte
categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla
pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo
studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la
libertà altrui.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/">L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gastone Bai a Roma</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86576779/gastone-bai-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 07:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nome, una garanzia. Gastone Bai, pittore e scultore di Sarteano (SI), è stato selezionato per prendere parte alla mostra &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un
nome, una garanzia. <strong>Gastone Bai</strong>,
pittore e scultore di Sarteano (SI), è stato selezionato per prendere parte
alla mostra <strong><em>Dario Fo e l’arte contemporanea</em></strong>. A cura di <strong>Vittorio Sgarbi</strong> e <strong>Salvo
Nugnes</strong>, la mostra antologica si terrà nello spazio espositivo <strong>Micro</strong> di <strong>Roma</strong> a partire dal <strong>6
febbraio</strong>.</p>



<h2>La mostra</h2>



<p>Con l’inaugurazione alle <strong>18</strong>, vicino alla sede della radiotelevisione italiana, in viale Giuseppe Mazzini 1, la kermesse vanta i contributi della giornalista RAI <strong>Antonietta Di Vizia</strong> e dell’artista <strong><a href="https://www.comunicatostampa.org/86574286/a-sorpresa-larte-di-salvador-dali-alla-milano-art-gallery-raccontata-da-opere-e-foto-inedite/">José Dalì</a></strong>, figlio di Salvador Dalì.</p>



<p>Presenti
anche gli scatti del noto fotografo <strong>Roberto
Villa</strong>, amico del Nobel per la Letteratura e di Pier Paolo Pasolini, che
ripercorrono alcuni dei momenti salienti della sua carriera artistica. A
supporto, una sezione interamente dedicata all’arte contemporanea, tra cui
figurano le creazioni di Gastone Bai. Cinque le opere selezionate della sua più
recente produzione. </p>



<h4>Gastone Bai</h4>



<p>Nato nel ’42 a Sarteano, in provincia di Siena, dagli anni Ottanta <a href="http://gastonebai.com/biografia.biografia.htm">Bai</a> è pienamente attivo in campo artistico collezionando riconoscimenti di pubblico e critica e cimentandosi nella realizzazione di sculture, ceramiche e gres, e in quella di dipinti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://lh6.googleusercontent.com/proxy/z3Yc41qpcka7gz0AznNrrZ8iJTJDRnrOOkQz6AHqjZXSms2FQe2q3KgSNruWzbJdri34swZpauAMnwSeVjBZvAMI4oT3F9TJmr8Ev6y_pniZGwxUA9yjpikMb3TvXw" alt="Gastone Bai"/><figcaption>Gastone Bai</figcaption></figure></div>



<h4>Arte e bellezza</h4>



<p>Segno e sperimentazione sono i tratti distinguibili dei suoi lavori, le parole chiave iscritte nel suo DNA, nel suo modo di essere artista e di fare arte. Bai passa con disinvoltura dalla figurazione a un astratto dolce, non provocatorio. Alla continua ricerca della bellezza, che a sua volta è in evoluzione, le nuove strade da lui tracciate per giungere a tale ideale implicano un cambiamento pregno di vitalità. L’artista, nello spiegare la metamorfosi del concetto di bellezza, parte da lontano: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>  «Si pensi a quali cambiamenti ha fatto l’arte dalla Grecia Antica alla contemporaneità… Ora l’arte contemporanea è compresa da pochi, gli ignoranti sono destinati all’infelicità perché non hanno gli strumenti per capirla». </p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://arteventi.files.wordpress.com/2014/01/gastone-bai-1.jpg?w=274&amp;h=184" alt="Gastone Bai"/><figcaption>Opera di Gastone Bai</figcaption></figure></div>



<h4>Gastone Bai e l&#8217;arte in evoluzione</h4>



<p> E, alla domanda se sarà la stessa tra cinquant’anni, risponde con uno schietto no: l’arte, la bellezza, vanno oltre le persone… pur essendone parte costituente, perché “la bellezza – asserisce – porta alla nostra evoluzione”. Spiega infatti: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p> «Fino al Novecento esisteva una bellezza classica, sostituita successivamente da quella contemporanea. Ai più ignoranti e poveri una volta era sufficiente andare in chiesa, ascoltare la musica… tutti avevano quotidianamente accesso alla bellezza. Cosa succede oggi che in chiesa, ad esempio, ci si va poco? Che l’accesso alla bellezza è per pochi privilegiati e che essa ha quindi cambiato linguaggio».  </p></blockquote>



<h4>L&#8217;appuntamento a Roma</h4>



<p>Per
non rimanere “indietro” rispetto ai tempi, Gastone Bai è consapevole della necessità
di evolvere, di comunicare una bellezza per cui spesso, ai più umili, mancano
le parole per esprimerla. L’importante è veicolarla, e Gastone Bai ci riesce
splendidamente. Il suo studio è interamente improntato su questo fronte. E,
anche chi non teme di rimanere senza parole, potrà constatarlo nei suoi dipinti
dai tratti oscuri e incredibilmente vividi che resteranno al Micro di Roma fino
al 23 febbraio 2020.</p>
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