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	<title>Architettura Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>Architettura Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Innovazione in primo piano: quando architettura e arte incontrano la sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Studio Associato Davide Federici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 11:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un luogo suggestivo, quello di Rio Terà dei Biri, che evoca immediatamente ai veneziani e agli appassionati di fumetti l’universo &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un luogo suggestivo, quello di </span><b>Rio Terà dei Biri</b><span style="font-weight: 400;">, che evoca immediatamente ai veneziani e agli appassionati di fumetti l’universo poetico di </span><b>Hugo Pratt</b><span style="font-weight: 400;">. In una delle sue tavole più celebri, Pratt fa scandire il ritmo delle pagaiate di alcuni indigeni lungo il Rio delle Amazzoni con un ritornello tanto musicale quanto misterioso: </span><b>“Biri, Bari, Bragora; Biri, Bari, Bragora!”</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un linguaggio evocativo, credibile e fantastico, che in realtà nasce da un gioco affettuoso con la toponomastica popolare di Venezia: i </span><b>Biri</b><span style="font-weight: 400;"> (luogo della mostra), i </span><b>Bari</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>Bragora</b><span style="font-weight: 400;"> – quest’ultima anche nota come Campo Bandiera e Moro. Tre luoghi, tre anime della città, unite da un filo invisibile che collega arte, memoria e immaginazione.</span></p>
<p><b>Dopo il grande successo dell’opening del 21 giugno</b><span style="font-weight: 400;">, che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e appassionato, composto prevalentemente da architetti e urbanisti italiani e brasiliani, la mostra internazionale “Side by Side: Innovation in Focus” torna con una nuova veste e un secondo evento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo allestimento – che rinnova completamente le opere in mostra – ha inaugurato giovedì </span><b>3 luglio alle ore 18:30</b><span style="font-weight: 400;"> con un cocktail party presso lo </span><b>spazio espositivo Saphira &amp; Venuta Gallery</b><span style="font-weight: 400;">, in </span><b>Campiello Widmann (Rio Terà dei Biri, 5415 – Venezia)</b><span style="font-weight: 400;">, a pochi passi dal Ponte di Rialto e da Fondamenta Nuove.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I protagonisti? </span><b>Architetti e artisti provenienti dal Brasile</b><span style="font-weight: 400;">, a cui si unisce il veneziano </span><b>Alberto Zampieri</b><span style="font-weight: 400;">, perfettamente integrato con le sue suggestive </span><b>sculture architettoniche</b><span style="font-weight: 400;"> composte da elementi meccanici e forme dinamiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la serata inaugurale, l’</span><b>International Society for Contemporary Art di New York</b><span style="font-weight: 400;"> selezionarà due tra gli architetti o artisti presenti per partecipare a una</span><b> futura mostra collettiva nella Grande Mela</b><span style="font-weight: 400;">, rafforzando il ponte tra creatività, sostenibilità e cooperazione internazionale. A seguire, l’artista e ricercatrice </span><b>Irena Isabela</b><span style="font-weight: 400;"> terrà una conferenza sul tema: </span><b>“Arte e Architettura Intuitiva”</b><span style="font-weight: 400;">, un invito a riflettere sul rapporto tra espressione creativa e percezione dello spazio contemporaneo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mostra </span><span style="font-weight: 400;">“Side by Side: Innovation in Focus”</span><b> è molto più di una mostra</b><span style="font-weight: 400;">: è un luogo d’incontro e scambio tra professionisti e visionari dell’arte e del progetto, uniti dal desiderio di esplorare soluzioni sostenibili attraverso forme e linguaggi innovativi. Curata da Alcinda Saphira, l’esposizione </span><b>resterà aperta fino al 15 luglio</b><span style="font-weight: 400;"> e proseguirà poi il suo percorso internazionale fino alla </span><b>COP30 di Belém do Pará, in Brasile</b><span style="font-weight: 400;"> – la 30ª Conferenza delle Parti dell’ONU sul cambiamento climatico, che si terrà dal 10 al 21 novembre 2025, nel cuore dell’Amazzonia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli architetti della mostra veneziana figurano Benedito Abbud Arquitetura Paisagística, Patrícia O&#8217;Reilly, Seferin Arquitetos da</span> <span style="font-weight: 400;">Saúde ed Ester Carro. Tra gli artisti figurano Bari Bing, Dominika Koczot e Greg Hajdarowicz, Ali Saracoglu, Ipec Saracoglu, Maria T Ason, Musa Saracoglu, Barbara Tyler, Liz Carvalho, Nashmia Chughtai e Diane Bellier.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tecnicaer Engineering: ospedali come ecosistemi integrati</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865118199/tecnicaer-engineering-ospedali-come-ecosistemi-integrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 13:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Inzani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ospedali non sono solo strutture cliniche ma sistemi complessi da gestire, ottimizzare e umanizzare: l’intervista di “Torino Magazine” al &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Gli ospedali non sono solo strutture cliniche ma sistemi complessi da gestire, ottimizzare e umanizzare: l’intervista di “Torino Magazine” al CEO di Tecnicaer Engineering <a title="Fabio Inzani, CEO e fondatore di Tecnicaer Engineering, intervistato da &quot;Torino Magazine&quot;" href="https://www.torinomagazine.it/intervista-fabio-inzani-ceo-tecnicaer-ospedali-futuro-sostenibili/">Fabio Inzani</a>.</strong></em></p>
<h5>Progettare ospedali che migliorano la vita di pazienti e operatori</h5>
<p><a title="Gli ospedali del futuro nella visione di Tecnicaer Engineering: l'intervista al CEO Fabio Inzani" href="https://www.torinomagazine.it/intervista-fabio-inzani-ceo-tecnicaer-ospedali-futuro-sostenibili/"><strong>Fabio Inzani</strong></a> è il CEO di <strong>Tecnicaer Engineering</strong>, società di ingegneria leader nella progettazione ospedaliera che realizza strutture sanitarie con una visione capace di integrare tecnologia, architettura e management. Un approccio orientato al miglioramento della vita all’interno dell’ospedale, sia del personale che dei pazienti.</p>
<p>In un’intervista rilasciata a “Torino Magazine”, l’ingegnere e fondatore di <strong>Tecnicaer Engineering</strong> condivide la filosofia da cui prendono vita i progetti, compreso il Nuovo Parco della Salute di Torino. “<em>Progettare un ospedale al giorno d’oggi non può prescindere, oltre che da una visione tecnica multidisciplinare, soprattutto da una definizione olistica e omogenea, con la medicina considerata nel suo insieme di tecniche e diagnosi. Diventa quindi fondamentale leggere il sistema ospedale come un ecosistema vivo, non più solo un luogo dedicato alla cura</em>”, afferma <strong>Fabio Inzani</strong>. In quest’ottica, il concetto di “ospedale contemporaneo”, si traduce quindi nella costruzione di luoghi in grado di migliorare la qualità di vita delle persone che vivono l’ospedale: gli operatori sanitari, i pazienti e le relative famiglie.</p>
<p>Secondo il CEO, non si tratta semplicemente di soddisfare le esigenze dei quadri clinici dei malati, bensì di “<em>creare luoghi e ambienti tecnologici che mettano ogni protagonista dell’ospedale nella condizione di restituire la miglior performance a favore della guarigione</em>”. Per farlo, è necessario ideare dei luoghi “<em>che riducano l’ansia, favoriscano la relazione, offrano momenti di decompressione emotiva</em>”. Mettendo al centro sia la tecnica che la persona, ogni scelta progettuale “<em>punta a specializzare la struttura sanitaria e, allo stesso tempo, a umanizzarne l’esperienza</em>”.</p>
<h5>Nuovo Parco della Salute di Torino</h5>
<p>Tra gli interventi in cui tale filosofia è particolarmente evidente c’è quello relativo al Nuovo Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino. <strong>Tecnicaer Engineering</strong> sta infatti definendo il Masterplan di sviluppo della ZUT 12.32 del Comune di Torino, in cui si andranno a collocare il Nuovo Polo della Sanità e della Formazione clinica, il Polo della Ricerca, il Polo della Didattica e il Polo della Residenzialità d’ambito.</p>
<p>“<em>Un progetto</em> – rimarca <strong>Fabio Inzani</strong> –<em> che non si limita a creare un ospedale funzionale, ma costruisce un vero e proprio polo urbano della salute, pensato per integrarsi nel tessuto cittadino e per svilupparsi nel tempo con il sistema universitario e viabilistico della città</em>”. Questo, come tutti gli altri progetti realizzati da <strong>Tecnicaer Engineering</strong>, rispecchia un modo di pensare che guarda al futuro. L’ingegnere è convinto che gli ospedali dovranno essere ancora più flessibili, intelligenti e centrati sulle persone con “<em>spazi capaci di adattarsi facilmente all’evoluzione della medicina, grazie a configurazioni modulari e dinamiche</em>”.</p>
<p>Secondo <strong>Fabio Inzani</strong>, in futuro le strutture non si limiteranno ad ospitare la tecnologia, ma dialogheranno attivamente con essa. “<em>Già oggi tecnologie come il BIM rappresentano il cuore della progettazione, permettendo una gestione integrata e sostenibile dell’intero ciclo di vita dell’ospedale</em>”, fa notare il CEO. “<em>Crediamo </em>– conclude – <em>che l’ospedale del futuro sarà più ‘diffuso’: non più un’unica struttura centralizzata, ma una rete di luoghi di cura distribuiti sul territorio, più vicina ai cittadini e alle comunità locali. Tecnicaer si sta preparando oggi a questa visione, investendo in innovazione, formazione e ricerca</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sentient Horizons 2024: torna il ciclo di incontri • The school of design</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111868/sentient-horizons-2024-torna-il-ciclo-di-incontri-the-school-of-design/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Murialdo Press Office]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 03:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prende il via SENTIENT HORIZONS 2024, la nuova edizione del ciclo di incontri organizzato da Istituto Marangoni Milano • The &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Prende il via <strong>SENTIENT HORIZONS 2024</strong>, la nuova edizione del ciclo di incontri organizzato da Istituto Marangoni Milano • The School of Design con il patrocinio di ASI &#8211; Agenzia Spaziale Italiana e dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia.<br />
Punto di riferimento nella formazione dei giovani talenti attraverso l’innovazione e la visione creativa contemporanea, la School of Design torna a interrogarsi sul rapporto tra il design e i nuovi scenari tecnologici, con una serie appuntamenti che esplorano connessioni con la robotica e l&#8217;intelligenza artificiale fino agli universi virtuali, argomenti centrali nel programma didattico di quest’anno, intitolato Human-Machine Adaptation.</p>
<p>Gli eventi, moderati dalle due giornaliste del mondo design Valentina Croci e Laura Traldi, vedranno confrontarsi su questi temi diversi protagonisti di calibro internazionale, che metteranno in dialogo i vari aspetti dell’industria creativa e della cultura del progetto con i nuovi scenari della robotica nella realtà quotidiana, dell’esplorazione spaziale e degli universi virtuali.</p>
<p>Sarà ADI Design Museum, fondato nel 1956 con l&#8217;obiettivo di promuovere il design industriale a livello nazionale e internazionale e di promuovere l&#8217;innovazione in vari campi, dal design del prodotto al design della comunicazione, a fare da cornice ai due incontri SENTIENT HORIZONS 2024 in calendario:</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>● <strong>VISUAL TRANSCENDENCE</strong> (<strong>6 Giugno 2024</strong>, ore 18), in cui la giornalista Laura Traldi modererà il confronto tra Federica Cascia, Head of Brand Strategy Horizon Worlds &amp; Avatars della divisione Reality Labs di Meta, Mauro Martino, scienziato e artista esperto di intelligenza artificiale e di data visualization, Monica Bello, curatrice e responsabile delle arti presso il CERN di Ginevra e Domitilla Dardi, storica e curatrice di design e membro del comitato scientifico di INTERNI Magazine.</p>
<p>L’incontro si propone di riesaminare i significati stessi di concetti fondamentali come immagine, conoscenza e verità, messi oggi in discussione dall’inarrestabile avanzamento tecnologico a cui stiamo assistendo, e di indagare come la diffusione di narrazioni fatte di immagini, video e presentazioni multimediali, che diventano il mezzo attraverso cui si esprimono le nuove e complesse sfumature del nostro mondo in continua evoluzione, rendano sempre più effimero il confine tra tangibile e digitale.</p>
<p>L’indagine che Istituto Marangoni propone e sollecita sul futuro del design e sul ruolo dei designer del futuro ha come obiettivo quello di “riportare il design al suo ruolo originario, che consiste nel dare un senso al cambiamento del proprio tempo, favorendo lo sviluppo di una relazione più “empatica” tra l’uomo e le tecnologie emergenti.” &#8211; come spiega Sergio Nava, Director of Education della School of Design di Istituto Marangoni Milano</p>
<p>Questi temi rientrano in un più ampio programma di ricerca culturale che la Scuola di Design di Istituto Marangoni Milano ha già intrapreso da qualche anno e che prosegue anche nell’anno accademico 2023/24, in particolare con il nuovo Master in Product Design for Human-Robot Interaction.</p>
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		<item>
		<title>Umberto Lebruto interviene al panel sulla crescita organica di Roma</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111409/umberto-lebruto-interviene-al-panel-sulla-crescita-organica-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[pressreleaseul]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 06:24:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Lebruto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evento Roma REgeneration Forum organizzato da FS Sistemi Urbani, società guidata dall’AD Umberto Lebruto capofila del Polo Urbano del Gruppo &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>L’evento Roma REgeneration Forum organizzato da FS Sistemi Urbani, società guidata dall’AD <a title="Umberto Lebruto, Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani" href="https://www.fssistemiurbani.it/content/fsisistemiurbani_nd/it/chi-siamo/management.html">Umberto Lebruto</a> capofila del Polo Urbano del Gruppo FS, ha affrontato temi cruciali per lo sviluppo di Roma, come la progettazione di soluzioni innovative e sostenibili per rendere la città sempre più green e smart.</strong></em></p>
<p><a title="Umberto Lebruto al vertice di FS Sistemi Urbani" href="https://www.fssistemiurbani.it/content/fsisistemiurbani_nd/it/chi-siamo/management.html"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.fssistemiurbani.it/content/dam/fsisistemiurbani_nd/immagini-vecchio-sito/fs-sistemi-urbani/Lebruto%20new_V1_a.png" alt="Umberto Lebruto" width="150" height="150" /></a></p>
<h5>Roma REgeneration Forum: l’evento organizzato dalla società guidata da Umberto Lebruto</h5>
<p>Lo scorso 20 febbraio si è tenuto a Roma il Roma REgeneration Forum presso l&#8217;Auditorium della Tecnica di Confindustria. L&#8217;evento, organizzato da FS Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano del Gruppo FS, ha rappresentato un&#8217;importante occasione per discutere delle prospettive di sviluppo della città e di come renderla un polo attrattivo a livello internazionale.</p>
<p>Tra i principali temi affrontati quello della rigenerazione urbana e della progettazione di soluzioni innovative e sostenibili per le aree urbane, una delle priorità strategiche della società guidata da <strong><a title="FS Sistemi Urbani guidata dall'AD Umberto Lebruto" href="https://www.fssistemiurbani.it/content/fsisistemiurbani_nd/it/chi-siamo/management.html">Umberto Lebruto</a></strong>, al fine di realizzare città sempre più green, smart e a misura d&#8217;uomo.</p>
<p>L’obiettivo dell’incontro è stato quello di mostrare le potenzialità di utilizzo della città così da inserirla all&#8217;interno del più ampio processo di riqualificazione dei prossimi anni.</p>
<h5>L’intervento di Umberto Lebruto al panel “Strategie per un modello organico di crescita”</h5>
<p>Nel corso dell’evento ha avuto luogo il panel “Strategie per un modello organico di crescita”, al quale hanno preso parte importanti figure istituzionali e professionali.</p>
<p>Tra queste l’Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani <strong>Umberto Lebruto</strong>, che ha rimarcato il lavoro svolto finora dalla società: “<em>La rigenerazione dell&#8217;area di Tiburtina è un tassello già iniziato anni fa. Stiamo lavorando anche su Trastevere, abbiamo lanciato un masterplan con cui la zona di Marconi si ricucirà con quella Gianicolense aprendo la porta sud della stazione</em>”. Inclusi nella lista dei partecipanti all’iniziativa anche il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri.</p>
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		<item>
		<title>Treviso, Alessandro Benetton: terminati i lavori di restauro di Palazzo Ancilotto</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865111033/treviso-alessandro-benetton-terminati-i-lavori-di-restauro-di-palazzo-ancilotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelo mieli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 19:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Benetton]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Treviso ha ritrovato uno dei suoi storici punti di interesse, Palazzo Ancilotto, grazie all&#8217;impegno e alla passione di Alessandro Benetton, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865111033/treviso-alessandro-benetton-terminati-i-lavori-di-restauro-di-palazzo-ancilotto/">Treviso, Alessandro Benetton: terminati i lavori di restauro di Palazzo Ancilotto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Treviso ha ritrovato uno dei suoi storici punti di interesse, Palazzo Ancilotto, grazie all&#8217;impegno e alla passione di <a title="Alessandro Benetton restaura Palazzo Ancilotto a Treviso: il progetto con l'architetto David Chipperfield" href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/treviso/cultura-e-tempo-libero/24_febbraio_23/palazzo-ancilotto-alessandro-benetton-fa-riviere-l-edificio-terminato-il-restauro-dell-archistar-chipperfield-4611c1f8-e3c8-4c16-80ea-1393dfc4fxlk.shtml">Alessandro Benetton</a>, che ha acquistato e restaurato il palazzo con l&#8217;architetto David Chipperfield. Un gesto di amore per la città e per la bellezza, che racconta una storia di arte e imprenditoria.</strong></em></p>
<p><a title="Alessandro Benetton e il restauro di Palazzo Ancilotto a Treviso" href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/treviso/cultura-e-tempo-libero/24_febbraio_23/palazzo-ancilotto-alessandro-benetton-fa-riviere-l-edificio-terminato-il-restauro-dell-archistar-chipperfield-4611c1f8-e3c8-4c16-80ea-1393dfc4fxlk.shtml"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.executivemanager.it/images/comprofiler/449_59bb7e946a462.jpg" alt="Alessandro Benetton" width="261" height="300" /></a></p>
<h5>Palazzo Ancilotto nuova sede di 21 Invest, tra passato e futuro</h5>
<p>Poco meno di tre anni e un architetto di fama mondiale alla guida dei lavori riportano Palazzo Ancilotto ai suoi antichi fasti. Un progetto di riqualificazione architettonica fortemente voluto e portato avanti da <a title="Palazzo Ancilotto: il progetto di Alessandro Benetton e David Chipperfield" href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/treviso/cultura-e-tempo-libero/24_febbraio_23/palazzo-ancilotto-alessandro-benetton-fa-riviere-l-edificio-terminato-il-restauro-dell-archistar-chipperfield-4611c1f8-e3c8-4c16-80ea-1393dfc4fxlk.shtml"><strong>Alessandro Benetton</strong></a>, che con la città di Treviso ha un legame particolare e che di quel palazzo ha deciso di farne la sede di 21 Invest.</p>
<p>Per rispettare il più possibile la storia dell’edificio, costruito nel Cinquecento nel Borgo Cavour e fino al 2016 sede del convitto del Collegio Pio X da lui stesso frequentato, l’imprenditore ha scelto di affidarsi a David Chipperfield, architetto inglese conosciuto proprio per la sua capacità di mettere in comunicazione passato e futuro, nonché vincitore nel 2023 del premio Pritzker Architecture. Chipperfield ha condotto i lavori riportando alla luce le preziose testimonianze artistiche del palazzo: travi dipinte, affreschi, stemmi nobiliari.</p>
<p>Tele veneziane di Palma il Giovane, un Canaletto che rappresenta la Scala dei Giganti nel cortile di palazzo Ducale, e ancora un affresco di Jacopo Guarana con protagonista Diana cacciatrice, solo per citare i pezzi più pregiati presenti nelle sale della nuova sede di 21 Invest. Minime le modifiche apportate, come ad esempio l’adeguamento delle finestre del terzo piano ai canoni estetici dell&#8217;epoca.</p>
<h5>“<em>Bellezza va preservata per le generazioni future</em>”</h5>
<p>Il progetto di riqualificazione promosso da <strong>Alessandro Benetton</strong> non si limita tuttavia al solo Palazzo Ancilotto. Ora che i lavori di restauro sono terminati, infatti, Chipperfield lavorerà anche alla realizzazione di un nuovo edificio che sorgerà all’interno del giardino adiacente, nonché di un piccolo parco.</p>
<p>Durante l’evento di presentazione, l’archistar inglese ha ricordato la volontà di proteggere la storia dell’edificio ma anche una sua reinterpretazione in chiave futuristica. E si è detto entusiasta del “<em>senso di responsabilità sociale</em>” mostrato dal Presidente di 21 Invest, uno dei pochi privati, ha sottolineato, a impegnarsi oggi nella valorizzazione del patrimonio culturale.</p>
<p>Merito degli insegnamenti ricevuti in famiglia, ha ribadito <strong>Alessandro Benetton</strong>, dove ha imparato che la bellezza non va “<em>posseduta</em>” ma “<em>custodita</em>” per lasciarla alle generazioni che verranno.</p>
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		<title>I bonus per la sostituzione degli infissi nel 2024</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110778/i-bonus-per-la-sostituzione-degli-infissi-nel-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ictadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 04:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bonus serramenti]]></category>
		<category><![CDATA[installazione infissi]]></category>
		<category><![CDATA[porte e finestre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali bonus saranno a disposizione delle famiglie italiane per l&#8217;installazione e la sostituzione degli infissi nel 2024? Anche nel nuovo &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali <strong>bonus</strong> saranno a disposizione delle famiglie italiane per l&#8217;installazione e la sostituzione degli infissi <strong>nel 2024</strong>? Anche nel nuovo anno ci saranno dei bonus per la ristrutturazione e l&#8217;installazione e la sostituzione dei serramenti di casa e del condominio, vediamo insieme quali.<span id="more-110778"></span></p>
<p><strong>Il mercato dei serramenti in Italia</strong></p>
<p>Il mercato di infissi e serramenti, nel nostro Paese, produce introiti annuali per <strong>oltre 7 miliardi di euro</strong>. Un enorme flusso di denaro che, non solo supporta migliaia di aziende nel settore, ma anche una galassia di attività che si occupano di rivendita di prodotti collegati e della posa di pavimenti, serramenti e infissi.</p>
<p>In quest&#8217;ottica, i diversi bonus per favorire l&#8217;<strong>installazione e la sostituzione degli infissi</strong>, hanno rappresentato sia uno strumento utile per il sostegno alle imprese e a chi si è rivolto loro. Parliamo di proprietari di casa, di impresa o amministratori di condominio che, in questi anni, hanno effettuato lavori di ristrutturazione per un immobile. La sostituzione degli infissi rappresenta uno dei <strong>lavori più gravosi</strong> da sostenere in fase di ristrutturazione; tuttavia è anche la chiave per ottenere un efficientamento energetico in grado di incidere sul costo finale della bolletta.</p>
<p>I nuovi infissi e serramenti sono progettati, infatti, con un&#8217;attenzione tutta particolare, non solo per la <strong>sostenibilità</strong> ma anche per il <strong>risparmio energetico</strong>: grazie a una minore dispersione di calore è possibile abbattere i consumi e le emissioni inquinanti. Il lavoro di un <a href="https://www.consonnifranco.com/" target="_blank" rel="noopener">serramentista esperto</a>, poi, garantirà la massima resa dell&#8217;investimento.</p>
<p><strong>Bonus per infissi e serramenti nel 2024</strong></p>
<p>Dopo le prime esperienze con il <strong>Superbonus al 110%</strong>, il governo è alle prese con dei tagli sulle spese: la <strong>nuova legge di bilancio</strong> è più restrittiva sui vari incentivi ancora in essere e ha eliminato la sostituzione degli infissi da alcuni incentivi. Questi tagli dovrebbero essere propedeutici al varo di una nuova forma di Superbonus in prossimo futuro.</p>
<p>Come prima cosa, la <strong>manovra di Bilancio 2024</strong> ha escluso la sostituzione di infissi e serramenti dal <strong>Bonus barriere architettoniche</strong>. Non sarà quindi più possibile inserire la detrazione Irpef al 75% per il rifacimento di porte o finestre, all&#8217;interno dei lavori di rinnovamento dell&#8217;edificio per migliorare l&#8217;accessibilità e che ora riguardano esclusivamente <strong>scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici</strong>.</p>
<p>Rimarranno comunque a disposizione delle agevolazioni, ma viene ridotta <strong>dal 75% al 50% </strong>per l’aliquota delle detrazioni fiscali disponibili per la sostituzione degli infissi di casa con nuovi prodotti più performanti in termini di isolamento termico. Nel 2024, le famiglie che vorranno puntare su nuove finestre e risparmio energetico potranno avvalersi dell&#8217;Ecobonus e del Bonus Casa (o bonus Ristrutturazioni), in vigore fino al termine di Dicembre di quest&#8217;anno.</p>
<p><strong>Come funziona l&#8217;Ecobonus 2024?</strong></p>
<p>L&#8217;Ecobonus è una agevolazione che viene rilasciata per gli interventi di miglioramento dell&#8217;<strong>efficienza energetica</strong> degli edifici e consiste in una <strong>detrazione Irpef o Ires</strong> (per le aziende). La detrazione fiscale è del 50%, spalmabile in 10 anni, fino a un massimo di 120mila euro per unità immobiliare (il limite è di 60mila euro).</p>
<p>L&#8217;aliquota dell&#8217;Ecobonus è variabile a seconda della tipologia del lavori: parte dal 50% ma se la sostituzione rientra in un intervento di riqualificazione di tutto l’edificio (comprese le parti comuni e tutti gli appartamenti) l’aliquota arriva al 65% e il tetto di spesa è di 100mila euro (da ripartire tra gli aventi diritto).</p>
<p>Ricordiamo che i <strong>requisiti per l&#8217;Ecobonus</strong> prevedono che i lavori siano esclusivamente per la <a href="https://www.consonnifranco.com/incentivi-fiscali-sostituzione-serramenti.html" target="_blank" rel="noopener">sostituzione degli infissi</a> (e non per l&#8217;installazione di nuove porte o finestre), i nuovi serramenti devono migliorare l&#8217;<strong>isolamento termico</strong> degli ambienti riscaldati e devono rispettare specifici valori di <strong>trasmittanza termica</strong>.</p>
<p><strong>Sostituzione degli infissi con il Bonus Casa</strong></p>
<p>Il Bonus Casa è un&#8217;altra agevolazione che sarà possibile richiedere nel 2024. Riguarda esclusivamente <strong>le persone fisiche</strong> (quindi solo detrazioni Irpef) e arriva a coprire fino al 50% delle spese. I lavori devono avere un tetto di spesa di 96mila euro per unità immobiliare e la detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali.</p>
<p>Tra le opere che possono essere detratte con questo tipo di bonus abbiamo: la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. I beneficiari del bonus ristrutturazioni dovranno inviare all’Enea i dati relativi agli interventi per consentire il monitoraggio del risparmio energetico conseguito.</p>
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		<title>Corrado Monaca: il Liberty risorsa ambientale inespressa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110101/corrado-monaca-il-liberty-risorsa-ambientale-inespressa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[inpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria e Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Monaca]]></category>
		<category><![CDATA[Liberty]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ragusa &#8211; &#8220;Implementare la rete Unesco del Liberty di Ernesto Basile e del Sud-Est della Sicilia&#8221;. È il titolo del &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865110101/corrado-monaca-il-liberty-risorsa-ambientale-inespressa/">Corrado Monaca: il Liberty risorsa ambientale inespressa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhKnyb-hHTQ-tUTGmfDEuFVQqik_aaSZZjiHD33P7C6gUtYZVcSYfeX-Ubtc4m6f90p60Ihn7PAa8a03Ggz4jAJk6TmCHejxKj6ijU_kjrNWyJcVjq_YXdn9booKaiwhqhYHjpue8hqsqOEQyQHU4MUFBwpJ81QYwZDP8aCSFre762LFWQjqDS80NcxIKOP" alt="" width="361" height="453" />Ragusa &#8211; &#8220;Implementare la rete Unesco del Liberty di Ernesto Basile e del Sud-Est della Sicilia&#8221;. È il titolo del nuovo libro di Corrado Monaca, appena pubblicato da <a href="https://www.nemapress.com/p/corrado-monaca-implementare-la-rete-unesco-del-liberty-di-ernesto-basile-e-del-sud-est-della-sicilia/">Nemapress Edizioni</a>, con la prefazione dell&#8217;architetto e urbanista romano Walter Macchi e il patrocinio del Libero Consorzio comunale di Ragusa e dei dodici comuni iblei.</p>
<div dir="ltr">
<p>L&#8217;autore, ispicese, professionista e imprenditore con una lunga esperienza alle spalle nel campo della pianificazione strategica e territoriale (è il &#8220;papà&#8221; delle Bandiere blu nelle località balneari della provincia ragusana), affida al suo libro la proposta di un ambizioso quanto importante progetto:<a name="more"></a> inserire gli edifici, le ville, i palazzi e le architetture in stile Liberty della Sicilia sud orientale nella lista del Patrimonio mondiale UNESCO al fine di promuoverne la valorizzazione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future. Un progetto, il suo, che le istituzioni del territorio, i Sindaci dei dodici Comuni iblei e l&#8217;Amministrazione provinciale, hanno condiviso con entusiasmo e intendono portare avanti.</p>
<p>L&#8217;autore parte dal presupposto che nel nostro territorio esistono giacimenti di risorse ambientali, artistiche e storico-culturali inespresse. Risorse, cioè, che non riescono a sprigionare il loro potenziale economico perché non adeguatamente valorizzate. Una di queste è la rete diffusa del Liberty che abbraccia numerosi edifici, diversi per tipologia e funzione, collocati sia all&#8217;interno del tessuto urbano, sia &#8220;nascosti&#8221; nella vasta campagna iblea. La documentata presenza nell&#8217;area iblea dell&#8217;architetto Ernesto Basile (1857-1932), padre del Liberty, con la progettazione e la realizzazione di Palazzo Bruno di Belmonte a Ispica e di alcuni villini e residenze estive nel Modicano, lascia un&#8217;impronta indelebile nella Sicilia Sud orientale, contribuendo alla creazione di numerosi edifici dove è evidente l&#8217;influenza del suo linguaggio architettonico. Nel trattato &#8220;Architettura, dei suoi principi e del suo rinnovamento&#8221; (1881), Basile rivoluziona il concetto di progettazione degli edifici abitativi, includendo non solo gli spazi interni ed esterni, ma anche le luci, gli arredi e la decorazione delle pareti, insieme all&#8217;integrazione del paesaggio circostante con l&#8217;ambiente umano. Da qui l&#8217;unicità e la peculiarità delle opere realizzate, che dialogano con la natura e la cultura del territorio.</p>
<div class="google-auto-placed ap_container">
<div id="aswift_3_host" title="Advertisement" aria-label="Advertisement"><span style="background-color: white; font-size: 1rem;">Il progetto di Monaca potrebbe avviare una nuova fase di sviluppo culturale e di crescita economica dell&#8217;area iblea. Esso, infatti, parte da una fase istruttoria e di studio interdisciplinare, consistente nella elaborazione di una mappa dettagliata, un catalogo storico-architettonico degli edifici Liberty, con il coinvolgimento di diverse professionalità (architetti, storici dell&#8217;arte, archivisti, studiosi, informatici, fotografi, documentaristi, ecc.). Su questa base di conoscenza poggia la successiva proposta di candidatura all&#8217;Unesco per l&#8217;inserimento del Liberty di Basile e del Sud Est della Sicilia orientale nella World Heritage List. Ciò comporterebbe l&#8217;apertura e la fruizione pubblica di edifici e luoghi di grande fascino e di richiamo artistico, culturale e paesaggistico, nonché la loro trasformazione in attrattori turistici e moltiplicatori delle attività economiche, con l&#8217;incremento di guide turistiche, servizi, logistica e trasporti, ricettività, ristorazione, restauratori, imprese edili specializzate nel restauro conservativo, ecc.</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Non solo. In tal modo, si otterrebbe anche la tutela, il restauro e la salvaguardia dì palazzi, ville e villini del primo Novecento, che purtroppo in questi anni sono scomparsi silenziosamente dalle periferie delle nostre città per lasciare il posto ad anonimi e grigi palazzoni.</span></p>
</div>
<p>Una proposta, quella avanzata da Monaca, certamente ambiziosa ma assolutamente alla portata del territorio ibleo, che non necessita di risorse economiche aggiuntive e possiede già tutti i requisiti per essere attuata. «Auspichiamo – dichiara Monaca – che gli enti locali e gli attori coinvolti operino all&#8217;unisono, come è avvenuto finora, per formulare la proposta di candidatura, e che gli scettici e i dubbiosi comprendano l&#8217;importanza e il valore di una battaglia condotta &#8220;per&#8221; il territorio, mettano da parte critiche sterili, strumentali e non costruttive e cooperino invece alla creazione di nuove opportunità per la nostra Provincia».</p>
<div></div>
</div>
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		<title>La chiesa della Madonna di Piedigrotta Napoli</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865107845/www-guideturistichenapoli-it-visite-guidate-napoli-la-chiesa-della-madonna-di-piedigrotta-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 06:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di piedigrotta napoli]]></category>
		<category><![CDATA[chiese di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Guide turistiche napoli]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Visite guidate Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli e le sue tantissime chiese, oltre ad affascinare per la loro bellezza architettonica, incuriosiscono per le leggende popolari di &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli e le sue tantissime chiese, oltre ad affascinare per la loro bellezza architettonica, incuriosiscono per le leggende popolari di cui sono avvolte.</p>
<p>Proprio alla <a href="https://www.guideturistichenapoli.it/visite-guidate-napoli/"><strong>Chiesa della Madonna di Piedigrotta</strong></a>, che sorge vicino al lungomare di Napoli, è legata una leggenda.</p>
<p>Un giorno nel bel mezzo di una tempesta, Frate Bernardino ritornò precipitosamente nella chiesa a controllare se tutto stesse al suo posto. Ma il frate non ebbe nemmeno il tempo di riprendersi dalla pioggia che rimase scioccato, vedendo che la statua della Madonna, situata sull’altare maggiore, non era più al suo posto.</p>
<p>Trafelato, chiamò subito l’Abate poiché si pensò ad un furto.<br />
Ma dopo che il frate decise di dare una ricontrollata, vide la Madonna ritornare al suo posto col mantello bagnato spiegando di essere apparsa in soccorso ad alcuni marinai che l’avevano invocata impauriti dall’eccezionale tempesta, che esternamente imperversava.</p>
<p>Alla Vergine mancava una scarpetta: l’aveva tolta perché piena di sabbia e non aveva fatto in tempo a rimetterla. L’Abate in persona constatò che il mantello della Madonna era bagnato e che mancava proprio una scarpetta. Così prese a cercare la scarpetta mancante. Fu proprio lì, dove trovarono la scarpetta e la statua lignea dedicata alla Madonna, che ebbe inizio il culto.</p>
<p>Da questa leggenda deriva la tradizione di regalare alle spose una scarpetta con il simbolo del sole come buon auspicio e protezione. Sembra che a questa leggenda si faccia risalire anche la favola della “Gatta Cenerentola” di Giambattista Basile, dalla quale prese spunto la fiaba di Cenerentola di Charles Perrault, divenuta un classico della Disney.</p>
<p><strong><a href="https://www.guideturistichenapoli.it/visite-guidate-napoli/">Vuoi una visita guidata alla chiesa della Madonna di Piedigrotta, contatta Naples and Italy</a> e visita il loro sito, con i suoi Luxury Tour a Napoli e non solo, avrai le migliori guide turistiche e non solo www.guideturistichenapoli.it</strong></p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.guideturistichenapoli.it/">Naples and Italy visite guidate ed eventi</a></strong></p>
<p><strong>via Pessina 90 &#8211; 80135 Napoli</strong></p>
<p><strong>cell. 3404230980 </strong></p>
<p><strong>whatsapp 3357851710 </strong></p>
<p><strong><a href="mailto:visitenapoli@gmail.com">visitenapoli@gmail.com</a> &#8211; <a href="http://www.manievulcani.com/">www.</a><a href="http://naplesanditaly.com/">naplesanditaly.com</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<item>
		<title>Concorso fotografico “#scattalabici22”: vince Alex Premoli</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106309/concorso-fotografico-scattalabici22-vince-alex-premoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alex_premoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 15:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[concorso fotografico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco i vincitori del concorso fotografico “#scattalabici22”, dal titolo “Chiedimi se pedalo felice”. Gli scatti premiati e una selezione delle &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865106309/concorso-fotografico-scattalabici22-vince-alex-premoli/">Concorso fotografico “#scattalabici22”: vince Alex Premoli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Ecco i vincitori del concorso fotografico “#scattalabici22”, dal titolo “Chiedimi se pedalo felice”. Gli scatti premiati e una selezione delle migliori fotografie scelte dalla giuria saranno esposte, nell’ambito del Circuito OFF del <a href="https://www.festivaldellafotografiaetica.it/"><span class="s1">Festival della Fotografia Etica</span></a>, presso il Panificio Lodigiano di Via Nino dall’Oro 12 – Lodi</p>
<p class="p2"><span class="s2"><a href="https://www.festivaldellafotografiaetica.it/mostre-off-2022/">https://www.festivaldellafotografiaetica.it/mostre-off-2022/</a></span></p>
<p class="p1">1 classificato Cesare Barilla – vince : due ingressi al Festival della Fotografia Etica offerti da Gruppo Fotografico Progetto Immagine</p>
<p class="p1">2 classificato Laura Bertolotti vince :  kit “bicisicura” offerto da FIAB LODI CICLODI</p>
<p class="p1">3 classificato Giovanna D’Urbano, vince : kit “ciclista illuminato” offerto da FIAB LODI CICLODI</p>
<p class="p1">Bianco/Nero Alex Premoli, vince : abbonamento alla rivista “BC” offerto da FIAB LODI CICLODI</p>
<p class="p1">Colori Massimo Nardi, vince : abbonamento alla rivista “BC” offerto da FIAB LODI CICLODI</p>
<p class="p1">Città di Lodi Paolo Sarina, vince :  abbonamento temporaneo al quotidiano il Cittadino</p>
<p><b>Alex Premoli vince il Concorso fotografico categoria Bianco e Nero “#scattalabici22” dal titolo “Chiedimi se pedalo felice”</b></p>
<p class="p1"><b>Instagram: https://www.instagram.com/alex_premoli</b></p>
<p class="p1"><b>Twitter: https://twitter.com/alex_premoli</b></p>
<p class="p1">https://www.ilcittadino.it/stories/green/scatta-la-bici-quando-lobiettivo-e-le-due-ruote-si-incontrano_80780_96/</p>
<p class="p1">https://fiablodi.it/concorso-fotografico-scattalabici22-finalmente-gli-scatti-in-mostra/</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865106309/concorso-fotografico-scattalabici22-vince-alex-premoli/">Concorso fotografico “#scattalabici22”: vince Alex Premoli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Yves Diana &#8211; E N T R E  N O I R   E T   B L A N C</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865106058/yves-diana-e-n-t-r-e-n-o-i-r-e-t-b-l-a-n-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Flora Bigai Arte Contemporanea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 05:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apre sabato 22 aprile presso la galleria Flora Bigai Arte Contemporanea l’esposizione dello scultore svizzero Yves Dana; 16 opere concepite &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865106058/yves-diana-e-n-t-r-e-n-o-i-r-e-t-b-l-a-n-c/">Yves Diana &#8211; E N T R E  N O I R   E T   B L A N C</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Apre sabato 22 aprile presso la galleria Flora Bigai Arte Contemporanea l’esposizione dello scultore svizzero Yves Dana; 16 opere concepite appositamente per gli spazi della galleria, realizzate in bronzo e in pietra come la lava di Santorini, il calcare bianco del Sinai e il basalto di Svezia.</p>
<p>Le forme di Yves Dana aspirano ad innalzarsi, sono totem, stele, puntano all’eternità ma poi il movimento impresso le fa ricadere su loro stesse, con forme che tendono a chiudersi.</p>
<p>Un’imponente stele di oltre cinque metri, un impressivo bronzo di cm 250 corredano gli spazi della galleria, oltre a lavori di dimensioni più contenute. In queste opere Dana esalta il particolare minimo come se a ogni superficie corrispondesse un foglio, la pagina di un libro. Si intitola <em>Entre Noir et Blanc</em>, ma si potrebbe dire tra pieno e vuoto, dritto e rovescio, fronte e retro o qualsiasi altra teoria degli opposti che regge il poetico mondo di Dana e della sua scultura  come autobiografia.</p>
<p>L’artista stesso ci guida alla comprensione:  “ Così, includo forme di erosione, crepe, piccole fessure.. La materia non è eterna, è anche soggetta a questo grande ciclo del tempo, come un sasso che porta segni, tracce e, nonostante la perfezione di essere stato girato e rigirato dall&#8217;acqua per milioni di anni, ci racconta il suo passato “.</p>
<p>Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1959, Yves Dana si traferisce con la famiglia in Svizzera e, dopo la laurea in Sociologia, si diploma presso la Scuola di Belle Arti di Ginevra. Nel 1996, in seguito ad un viaggio in Egitto, affascinato dalla sacralità e dalla purezza delle forme artistiche del paese, inizia ad utilizzare materiali minerali imprimendo particolari segni e iscrizioni sulle sue creazioni. Dal 2001, lavorando sia su scala monumentale che su dimensioni più ridotte, si dedica quasi esclusivamente alla scultura in pietra basaltica, diabasica, calcarea o serpentina. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni internazionali.</p>
<p>Il catalogo della mostra contiene un saggio di Luca Beatrice.          <em> </em><strong>                       </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><u>Vernissage: ore 18  Flora Bigai Arte Contemporanea. </u></strong></p>
<p><strong>E N T R E  N O I R  E T  B L A N C </strong></p>
<p><strong>22 aprile  &#8211; 15 giugno 2023</strong></p>
<p><strong>Flora Bigai Arte Contemporanea Via Garibaldi, 37</strong></p>
<p><strong>55045 Pietrasanta LU</strong></p>
<p><strong>Tel. +39 0584 792635</strong></p>
<p><strong>Mar-Sab 10-13 e 16-20</strong></p>
<p><strong>Dom 16-20 Lun chiuso     </strong><a href="http://www.florabigai.it"><strong>www.florabigai.it</strong></a><strong> – </strong><a href="mailto:info@florabigai.it"><strong>info@florabigai.it</strong></a></p>
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		<title>Perchè si forma muffa sui nuovi infissi in PVC?</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865105070/perche-si-forma-muffa-sui-nuovi-infissi-in-pvc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ictadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 07:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[installazione serramenti]]></category>
		<category><![CDATA[muffa]]></category>
		<category><![CDATA[serramenti in pvc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete cambiato da poco i serramenti di casa con nuovi modelli in PVC e avete notato la formazione di muffa &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete cambiato da poco i serramenti di casa con <strong>nuovi modelli in PVC</strong> e avete notato la formazione di <strong>muffa e condensa</strong>? Si tratta di una spiacevole sorpresa ma non è un fenomeno così raro; scopriamo il perchè.<span id="more-105070"></span></p>
<p><strong>Muffa in casa: una spiacevole sorpresa</strong></p>
<p>La muffa è un problema fastidioso, non solo è antiestetica ma si tratta di un<strong> elemento pericoloso</strong> che può provocare problemi alla salute, in particolare<strong> problemi respiratori</strong>.</p>
<p>Vedere all&#8217;improvviso condensa e muffa formarsi sulle pareti di casa dopo aver investito per nuovi serramenti in PVC più performanti è certamente avvilente, ma, come accennato, non è un fenomeno ne isolato, ne inspiegabile. Anzi, sappiate che <strong>le due cose sono strettamente collegate</strong> ed è bene attivarsi prima che la questione si aggravi ulteriormente.</p>
<p>Si tratta certamente di un apparente controsenso: l&#8217;installazione di nuovi serramenti avviene apposta per migliorare il comfort di casa e le prestazioni in termini di risparmio energetico e isolamento termico; quindi cosa causa questa situazione?</p>
<p><strong>Relazione tra muffa e infissi in PVC</strong></p>
<p>I serramenti in PVC di nuova generazione sono certamente molto <strong>più performanti</strong> di quelli dei nostri nonni, presenti nelle vecchie case. Le vecchie finestre producono spifferi in continuazione, per questo motivo si procede con la sostituzione degli infissi. I serramenti moderni sono talmente performanti che non lasciano passare più nemmeno uno spiffero d&#8217;aria, garantendo un perfetto isolamento, quasi come se fossimo in un&#8217;astronave o in un frigorifero.</p>
<p>Può sembrare un ottimo risultato, ma occorre effettuare una <strong>valutazione importante</strong>: questo tipo di isolamento non permette più all&#8217;umidità di sfogarsi verso l&#8217;esterno. Questa rimane intrappolata nella nostra abitazione e, a contatto con le superfici fredde, <strong>forma condensa e muffa</strong>.</p>
<p>Le porte e finestre dei nostri nonni, con tutti i loro spifferi, svolgevano una rudimentale funzione di deumidificatore, permettendo un isolamento, si <strong>scarso ma uniforme</strong>. In pratica, i vecchi infissi, anche se contribuivano ad alzare la vostra bolletta, evitavano la formazione di muffa e condensa.</p>
<p><strong>Le cause dell&#8217;umidità in casa</strong></p>
<p>Quindi è colpa dei serramenti in PVC? Ed esistono soluzioni in grado di rimediare a questa situazione?</p>
<p>La prima risposta è certamente no. Anche se i serramenti di nuova generazione rendono la nostra abitazione meno traspirante, le origini dell&#8217;umidità possono essere molteplici. E, a seconda del caso, esistono differenti soluzioni per smaltire questa umidità e godere sia del comfort di una casa ben isolata, che della salubrità di una priva di muffa.</p>
<p>Se nell&#8217;abitazione è presente un seminterrato, possiamo essere di fronte ad <strong>umidità di risalita</strong>. I cosiddetti <strong>ponti termici</strong> sono un altro punto debole: se è presente un davanzale passante realizzato in pietra o marmo, il freddo esterno può penetrare all&#8217;interno. Anche la normale vita di tutti i giorni, come l&#8217;utilizzo del bagno o della cucina o lo stendere i panni umidi all&#8217;interno, può farla aumentare.</p>
<p>In definitiva, però, una delle cause più comuni quando si verificano casi di umidità a seguito della sostituzione dei serramenti di casa e all&#8217;installazione di nuovi serramenti in PVC, questa è causata da una <strong>errata installazione</strong>.</p>
<p>La posa dei serramenti, quando non è effettuata a regola d&#8217;arte, soprattutto se va a sostituire altri infissi o è attuata in edifici particolarmente vecchi, può creare notevoli problemi e portare alla formazione di condensa e muffa. Anche se scegliete e acquistate il top di gamma degli infissi, prodotti di qualità e certificati, <strong>il vostro investimento potrà essere compromesso</strong> da una messa in opera frettolosa.</p>
<p><strong>La posa a regola d&#8217;arte del serramento</strong></p>
<p>Installatori meno avveduti possono ad esempio andare a ricoprire i vecchi telai in legno con lamiere in metallo, annullando l&#8217;effetto isolante dell&#8217;infisso.</p>
<p>Una installazione carente dal punto di vista della qualità crea dei punti della casa in cui la distribuzione di calore<strong> non è più uniforme</strong>. L&#8217;umidità tenderà a formare condensa nei punti più freddi della casa e questa condensa <strong>genererà la dannosa muffa</strong>. Questa apparirà sotto la finestra o lungo gli infissi, si spanderà non vista dietro ai mobili o nei vani dei termosifoni.</p>
<p>Raccomandiamo sempre, quando procedete all&#8217;<a href="https://www.consonnifranco.com/prodotti/serramenti/pvc.html" target="_blank" rel="noopener">installazione di serramenti in PVC</a> di scegliere prodotti di qualità e professionisti esperti che procedereanno a tutti gli studi del caso e protranno provvedere alla posa certificata. Posatori in possesso del patentino ufficiale ottenuto dopo aver conseguito corsi riconosciuti a livello Europeo.</p>
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		<title>Come far diventare gli infissi un elemento di arredo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865103860/come-far-diventare-gli-infissi-un-elemento-di-arredo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ictadmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 15:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[installazione finestre]]></category>
		<category><![CDATA[installazione serramenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=103860</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli infissi possono diventare elementi di arredo? Le porte e le finestre sono tra gli elementi più importanti della nostra &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865103860/come-far-diventare-gli-infissi-un-elemento-di-arredo/">Come far diventare gli infissi un elemento di arredo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli infissi possono diventare<strong> elementi di arredo</strong>? Le <strong>porte e le finestre</strong> sono tra gli elementi più importanti della nostra abitazione, sono anche i primi visibili dall&#8217;esterno, i più evidenti&#8230; Vediamo allora come sceglierli per migliorare lo stile di casa.<span id="more-103860"></span></p>
<p><strong>Per l&#8217;arredo i dettagli sono importanti</strong></p>
<p>Gli infissi di casa hanno il compito di offrire protezione termica agli ambienti interni. Ma con il tempo, questi elementi, hanno iniziato a rivestire una funzione sempre maggiore importante tra gli <strong>elementi d&#8217;arredo </strong>e gli interior design hanno sempre iniziato di più a lavorarci come fosse un vero e proprio <strong>elemento decorativo</strong>.</p>
<p>Per ottenere al meglio questi risultati è opportuno fare <strong>attenzione ai dettagli</strong>: scegliendo il prodotto giusto, sia come struttura che per materiale, è possibile aumentare il fascino del nostro arredamento.</p>
<p>Ad esempio, la scelta di <strong>porte a scomparsa</strong> può rivelarsi sia una scelta pratica che estetica, creando continuità con le pareti dei nostri ambienti. Scegliere il <strong>giusto serramento</strong> significa trovare quello che si sposa nel <strong>modo migliore</strong> con la facciata, le pareti, i pavimenti e il resto dell&#8217;arredamento.</p>
<p><strong>Quale materiale scegliere</strong></p>
<p>Il primo punto da tenere in considerazione è <strong>il materiale</strong> in cui sono realizzate porte e finestre. Si tratta anche del primo punto di equilibrio tra <strong>qualità ed estetica</strong>: il materiale non solo determina le caratteristiche tecniche del serramento, ma anche le sensazioni che ci fornisce in relazione agli ambienti in cui è installato.</p>
<p>L&#8217;elenco dei materiali con cui può essere realizzato un infisso è cresciuto con l&#8217;affermarsi di nuove tecnologie e metodi produttivi, oggi si può scegliere tra:</p>
<ul>
<li><strong>il PVC</strong>, un materiale plastico che coniuga la <strong>duttilità</strong> dei materiali sintetici di nuova generazione alla <strong>durevolezza e al risparmio</strong>;</li>
<li><strong>il legno</strong>, che offre il <strong>calore</strong> e quel senso di <strong>classicità</strong> che sono tipici di questo materiale;</li>
<li>l&#8217;<strong>alluminio</strong> che permette di creare infissi di <strong>grandi dimensioni</strong> che offrono l&#8217;<strong>eleganza del metallo</strong>;</li>
<li>l&#8217;utilizzo di <strong>materiali misti</strong> come <strong>legno/alluminio</strong> o <strong>alluminio/PVC</strong> permette di ottenere una soluzione doppia per coniugare al meglio design e resistenza del metallo nel profilo dei serramenti.</li>
</ul>
<p><strong>Il colore dei nostri infissi</strong></p>
<p>Il materiale determina, molto spesso, anche <strong>il colore dei nostri infissi</strong> e questo incide notevolmente sulle sensazioni che riceviamo e su come possono arredare la nostra casa. A seconda del materiale e del modello prescelti possiamo avere a disposizione una grande varietà di colorazioni.</p>
<p>Ad esempio, se andiamo ad <a href="https://www.consonnifranco.com/installazione-serramenti-in-pvc" target="_blank" rel="noopener">installare serramenti in PVC</a> avremo a disposizione un materiale che si presta ad essere altamente personalizzato. Anche con gli infissi in alluminio possiamo ottenere una grande varietà di tonalità, mentre il legno ci permette di spaziare tra tutte le calde tonalità di questo materiale o si presta ad essere dipinto.</p>
<p>Il bianco dona eleganza e uno stile moderno ai nostri ambienti, le tonalità del legno offrono calore e uno stile classico, i colori intensi hanno carattere e interrompono la continuità cromatica delle pareti e dell&#8217;arredo; i toni scuri, per finire, creano contrasto con tonalità più morbide.</p>
<p><strong>La tipologia di apertura</strong></p>
<p>Come abbiamo anticipato prima, anche<strong> la tipologia di apertura</strong> scelta per i nostri infissi, incide sul risultato del nostro arredo. Anche qui la tecnologia gioca un grosso ruolo perchè ci permette di scegliere tra differenti soluzioni.</p>
<p>L&#8217;installazione di una porta scorrevole può fornire un senso di continuità tra gli ambienti e offrire luminosità alla nostra abitazione; ancora di più se scegliamo una porta scorrevole <strong>con profili a scomparsa</strong>: la luce che otterremo sarà ancora maggiore.</p>
<p>Con una <strong>finestra fissa</strong> possiamo ottenere pareti in vetro di grandi dimensioni ideali per dare all&#8217;ambiente un&#8217;aria illuminata, elegante e spaziosa. Porte e finestre ad <strong>anta e a anta ribalta</strong> sono la soluzione classica, ma anche questa può servire a dare un tono al nostro stile d&#8217;arredo.</p>
<p><strong>Il design dei nostri infissi d&#8217;arredo</strong></p>
<p>Il gusto estetico è una questione molto personale, comunque, dobbiamo ricordare che una volta scelti i nostri infissi, la tipologia e il materiale, le finiture sono <strong>una questione di gusto</strong>.</p>
<p>Per questo motivo non esiste una unica soluzione univoca per determinare lo stile migliore per le nostre porte e finestre, ma è possibile trovare differenti soluzioni con l&#8217;aiuto di un <strong>serramentista professionista</strong>. Esistono comunque<strong> tendenze d&#8217;arredo</strong> che ci possono ispirare nella scelta dei nostri infissi.</p>
<p>Lo <strong>stile industriale</strong>, ad esempio, dinamico, smart e dall&#8217;aria vintage. Uno stile &#8220;vissuto&#8221; composto da elementi in metallo nero, apparentemente “consumato”, ceramica e legno massello grezzo. Le finestre saranno grandi e di forma quadrata, ideali per lasciare passare una gran quantità di luce, con infissi in metallo o PVC. Oppure lo <strong>stile scandinavo</strong>: composto da forme essenziali e materiali naturali, presta attenzione alla funzionalità della mobilia; è dominato da tonalità chiare, come il bianco o il panna e gli infissi di porte e finestre sono in legno o PVC, in linea con l&#8217;ambiente e eco-sostenibili, garantendo l&#8217;isolamento termico.</p>
<p><strong>Sicurezza e tecnologia dei nostri infissi d&#8217;arredo</strong></p>
<p>L&#8217;importanza dei nostri serramenti viene, prima di tutto, dalla sicurezza che offrono alla nostra casa. Soprattutto negli ultimi tempi l&#8217;esigenza di serramenti sicuri è diventata un punto fondamentale. Non parliamo soltanto della <strong>inviolabilità della nostra abitazione</strong> ma anche di <strong>isolamento termico e acustico</strong>, caratteristiche essenziali per migliorare il comfort, la salubrità e il risparmio.</p>
<p>Vi è una fortissima richiesta di infissi di questo tipo e la tecnologia ci viene in soccorso con un&#8217;ampia gamma di prodotti per tutte le esigenze, ma, come abbiamo detto, a queste caratteristiche occorre unire il design, l&#8217;aspetto che rende l&#8217;infisso un elemento d&#8217;arredo in linea con il nostro gusto estetico.</p>
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		<item>
		<title>Riqualificazione e restauro del Palazzo di Giustizia di Milano: il progetto di Fabio Inzani</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865103843/riqualificazione-e-restauro-del-palazzo-di-giustizia-di-milano-il-progetto-di-fabio-inzani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 07:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Inzani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Inzani, alla guida della società di Ingegneria Integrata Tecnicaer Engineering (consorziata Mythos), ha coordinato il progetto di fattibilità tecnica &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865103843/riqualificazione-e-restauro-del-palazzo-di-giustizia-di-milano-il-progetto-di-fabio-inzani/">Riqualificazione e restauro del Palazzo di Giustizia di Milano: il progetto di Fabio Inzani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a title="Fabio Inzani, riqualificazione Palazzo Giustizia di Milano" href="https://www.pressonlinews.com/2022/10/28/fabio-inzani-tecnicaer-engineering-il-progetto-per-il-palazzo-di-giustizia-di-milano/">Fabio Inzani</a>, alla guida della società di Ingegneria Integrata Tecnicaer Engineering (consorziata Mythos), ha coordinato il progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo ai lavori di riqualificazione del Palazzo di Giustizia di Milano.</em></strong></p>
<p><a title="Fabio Inzani, focus pressonlinews intervento palazzo giustizia milano" href="https://www.pressonlinews.com/2022/10/28/fabio-inzani-tecnicaer-engineering-il-progetto-per-il-palazzo-di-giustizia-di-milano/"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.pressonlinews.com/wp-content/uploads/2022/10/fabio-inzani-23.jpg" alt="Fabio Inzani" width="200" height="125" /></a></p>
<h5>Fabio Inzani: l’attuale stato dei luoghi interessati dal progetto</h5>
<p>Sebbene le aree che saranno soggette a riqualificazione non versano attualmente in uno stato di conservazione particolarmente critico, i lavori di rifunzionalizzazione e ristrutturazione effettuati negli anni sono risultati poco accorti dal momento in cui hanno portato ad uno snaturamento degli spazi, che si allontanano dal progetto originario elaborato dall’architetto Marcello Piacentini.</p>
<p>Seppur mantenendosi entro i canoni del minimo intervento, il progetto studiato dal team guidato da <a title="Fabio Inzani, tecnicaer engineering, intervento palazzo giustizia milano" href="https://www.pressonlinews.com/2022/10/28/fabio-inzani-tecnicaer-engineering-il-progetto-per-il-palazzo-di-giustizia-di-milano/"><strong>Fabio Inzani</strong></a> si propone di ricostituire una visione d’insieme dell’opera, con l’intento di restituire al Palazzo il giusto decoro e la sua dignità.</p>
<h4><strong>Fabio Inzani</strong><strong>: gli interventi previsti</strong></h4>
<p>Tra i principali obiettivi dell’intervento vi è la riqualificazione energetica e impiantistica dell’edificio, a cui poi si aggiungono anche il risanamento delle facciate interne e il restauro degli elementi di pregio. Mediante l’utilizzo di tecnologie avanzate si otterrà quindi la massimizzazione delle caratteristiche essenziali in quanto a efficienza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili, sicurezza, affidabilità funzionale, manutenibilità, semplicità ed elasticità funzionale, durabilità ed economicità di esercizio, sempre nel pieno rispetto dei vincoli ambientali esistenti.</p>
<p>La soluzione progettuale messa a punto dal gruppo di lavoro a cui fa capo <strong>Fabio Inzani</strong> mira pertanto a realizzare un organismo impiantistico omogeneo.</p>
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		<item>
		<title>Orografie: open call per workshop_06-09 ottobre 2022</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865102173/orografie-edit-napoli-open-call-per-workshop_06-09-ottobre-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Murialdo Press Office]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 06:03:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[edit napoli]]></category>
		<category><![CDATA[orografie]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiuderanno il 14 settembre le domande di partecipazione all&#8217;open call lanciata da Orografie &#8211; brand siciliano design-oriented, con radici e showroom a Catania, fondato &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiuderanno il 14 settembre le domande di partecipazione all&#8217;open call lanciata da <strong>Orografie</strong> &#8211; brand siciliano design-oriented, con radici e showroom a Catania, fondato da Giorgia Bartolini con l&#8217;art direction di Vincenzo Castellana.</p>
<p>L&#8217;open call è dedicata ai creativi <strong>under 30</strong> per partecipare a 4 giorni di workshop di design del prodotto (06-09 ottobre 2022) a <a href="https://editnapoli.com/">EDIT Napoli</a>, la prima fiera dedicata al design editoriale o d&#8217;autore.</p>
<p>La terza edizione del workshop <strong>Emersivi</strong>, dopo lo scorso anno dedicato allo storytelling, ritorna ad indagare il mondo del design di prodotto. I giovani under 30, neo laureati o studenti nella loro fase finale di studi, si misureranno con il pensiero di <strong>Orografie</strong> declinando, in forma di  progetto, il nuovo brief che orchestrerà la <strong>prossima collezione </strong>il cui lancio è previsto nel corso della <strong>Milano Design Week del 2024</strong>.</p>
<p>Il workshop si terrà dal 6 al 9 ottobre 2022 all’interno del Complesso di San Domenico Maggiore a Napoli.</p>
<p>Al termine dei quattro giorni di workshop, i progetti verranno valutati da una <strong>giuria</strong> di 6 professionisti: Giulio IACCHETTI (Designer), Francesca LANZAVECCHIA (Designer), Giorgia BARTOLINI (Founder OROGRAFIE), Vincenzo CASTELLANA (Art director OROGRAFIE), Domitilla DARDI (Curatrice EDIT Napoli) ed Emilia PETRUCCELLI (direttore EDIT Napoli).</p>
<p>I tre progetti selezionati entreranno a pieno titolo nella nuova collezione che OROGRAFIE presenterà ufficialmente alla Milano Design Week 2024.</p>
<p>EDIT NAPOLI / EMERSIVI / workshop under trenta / terza edizione</p>
<p>dal 06 al 09 ottobre 2022<br />
<strong>EDIT Napoli</strong> | complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, Napoli</p>
<p>Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono presenti nel bando allegato e sul sito <a href="https://orografie.com/"><strong>orografie.com</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Villa Capra Bassani a Sarcedo che ritorna all’antico splendore</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86599328/villa-capra-bassani-a-sarcedo-che-ritorna-allantico-splendore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Atomica Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 06:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=99328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Terminati i lavori di restauro delle facciate, delle statue e del timpano di Villa Capra Bassani a Sarcedo, in provincia &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Terminati i lavori di restauro delle facciate, delle statue e del timpano di Villa Capra Bassani a Sarcedo, in provincia di Vicenza. Torna al suo antico splendore la dimora storica del 1700, esempio di architettura neoclassica e del rinascimento palladiano. I lavori sono iniziati la scorsa estate a cura della vicentina Arcart srl, specializzata nel restauro monumentale e architettonico e sono terminati a metà marzo con lo smontaggio dell’ultimo ponteggio.</p>
<p>Da studi effettuati è emerso che l’impianto della villa di Sarcedo è del Cinquecento mentre risale al 1700 l&#8217;impostazione del disegno e l&#8217;impianto attuale. “L’intervento della villa, dato è un lavoro minuzioso, complesso e anche piuttosto lungo – sottolinea <strong>Xavier Angelo Robusti</strong>, titolare di Arcart. &#8211; Non sempre quello che si vede a terra in fase di progettazione corrisponde alla realtà. Ad esempio, da una prima analisi l’interno del timpano di Villa Capra Bassani sembrava in pietra e poi si è rivelato in stucco, quindi realizzato con un materiale più delicato e deteriorabile. Per effettuare un ottimo lavoro nei tempi stabiliti, serve capacità di analisi e allo stesso tempo trovare soluzioni efficaci. L’importante è l’attenzione al minimo dettaglio che prevede un estremo rispetto dell’immobile e un approccio conservativo”.</p>
<p>Il complesso architettonico di Villa Capra Bassani si estende su una superficie di 1700 mq comprende la villa e altri immobili, ed è immerso in una tenuta di 16 ettari in parte a prato e in parte a vigneto. L’impianto, secondo studi eseguiti attraverso la lettura di antichi documenti, risale al Cinquecento, l’impostazione del disegno di giardino è di Francesco Muttoni e l’impianto attuale è di Ottavio Bertotti Scamozzi, che deve aver coordinato anche la nitida decorazione interna, di raffinato gusto. Mentre le statue antiche sopra la porta del salone possono essere del periodo muttoniano.</p>
<p>“Questo è solo l’inizio di una serie di interventi che porterà la villa a essere maggiormente utilizzata e vissuta. – precisa <strong>Michela Fortunato</strong>, proprietaria di Villa Capra Bassani &#8211;  Contiamo di iniziare prossimamente una serie di lavori dopo il restauro delle facciate, per sviluppare un progetto per la costruzione di appartamenti di lusso nella barchessa con annesso rustico. In questo modo, Villa Capra Bassani potrà essere visitata e abitata, oltre che inserita nei percorsi delle ville venete o enogastronomici, favorendo la presenza di turisti e un beneficio a tutto il territorio”.</p>
<p>Sottolinea <strong>Giovanni Gazzea</strong>, Amministratore Delegato di Gazzea Consulting srl, società di consulenza aziendale e Advisor della proprietà: “L&#8217;intervento è frutto di un importante lavoro sinergico tra professionisti legali, fiscali, finanziari, tecnici, immobiliari da noi coordinati che ha contribuito a restituire alla comunità un patrimonio storico e artistico unico al mondo, rendendo il giusto onore alla magnificenza di Villa Capra Bassani e al territorio in cui è inserita”.</p>
<p style="text-align: center;">** ** **</p>
<p>Arcart dal 2009 opera nel settore del restauro monumentale e architettonico. Ha sede ad Altavilla Vicentina. Nel tempo, l’azienda si è affermata grazie a importanti progetti e collaborazioni con partner tra i quali Ministero degli Interni, Fondazione delle Mantellate di Firenze, Università degli Studi di Padova, Archivio di Stato di Milano, Casinò di Venezia, Comune di Bologna, Villa Capra Bassani, Scuola Normale Superiore di Pisa e altre realtà sia pubbliche che private. Arcart ha maturato, inoltre, significative collaborazioni con istituzioni ecclesiastiche lavorando con oltre cinquanta parrocchie su territorio nazionale, portando a termine prestigiosi interventi monumentali e artistici su beni ecclesiastici. L’azienda si caratterizza per la preparazione interdisciplinare del suo staff, altamente qualificato e in formazione continua, che copre l’ampio spettro semantico della conservazione dei Beni Culturali.</p>
<p><a href="https://www.arcart.it/">www.arcart.it</a></p>
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		<title>Lions Club Lecce Santa Croce del 29.03.2022</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86598275/lions-club-lecce-santa-croce-del-29-03-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Celes]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 10:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue il progetto “Monuments for all” di valorizzazione di beni artistici ed architettonici della città di Lecce con la seconda &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il progetto “Monuments for all” di valorizzazione di beni artistici ed architettonici della città di Lecce con la seconda porta realizzata in scala con l’ausilio di nuove tecnologie (stampa 3D, QR Code che rimanda a voce narrante, font innovativo Easy Reading, ecc….).</p>
<p>Questa volta è la volta di Porta San Biagio, collocata a sud delle mura antiche della città di Lecce,  inaugurata il 12.04.2022 alle ore 17.00 alla presenza del Sindaco di Lecce, dott. Carlo Maria Salvemini, del Presidente del Lions Club Lecce Santa Croce Avv. Ernesto Aprile e del presidente dell’Istituto Anna Antonacci, avv. Alessandro Nocco.</p>
<p>Il Club di Service, attivo a Lecce fin dal 1982, in collaborazione con Insynchlab Società Cooperativa, Istituto per Ciechi “Anna Antonacci” grazie a delle raccolte fondi ed all’apporto degli sponsor Pimar S.r.l, IQS Srl, Echolight Spa, Amolab Srl, Kiro-Shipe Center Srl, Calcagnile Academy inaugurerà il giorno 12.04.2022 presso la stessa Porta San Biagio a Lecce l’installazione tattile della riproduzione del monumento, che contornava le mura cinquecentesche della città.</p>
<p>Il resto del progetto a firma degli ingegneri Salvatore Calcagnile ed Andrea Di Tondo, ha avuto parere positivo dalla Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e del Paesaggio e la successiva Autorizzazione da parte del Comune di Lecce, prevederà la realizzazione di un percorso visivo-tattile finalizzato alla fruizione accessibile di alcuni dei più importanti beni storici e monumentali della Città di Lecce. Il progetto è particolarmente rivolto all&#8217;inclusione degli ipovedenti e dei non vedenti nella fruizione dei beni culturali, mediante l&#8217;installazione di alcuni elementi di arredo urbano che ospiteranno delle riproduzioni tattili, in pietra leccese, dei prospetti degli edifici e dei loro principali elementi architettonici. A tal proposito si realizzeranno delle “lavagne tattili” ad elevato contrasto cromatico e tattile in cui le riproduzioni in pietra saranno accompagnate da brevi descrizioni sia in Braille, sia testuali ad elevata visibilità in lingua italiana.</p>
<p>Il dispositivo visivo-tattile costituisce uno splendido arredo urbano utile per l’acquisizione di informazioni storiche e architettoniche del bene che riproducono. L’esperienza tattile è affidata alle superfici inclinate degli altorilievi in pietra leccese che riproducono le forme essenziali e utili alla descrizione.</p>
<p>Il progetto ha dei connotati innovativi poiché impiega il font “Easy Reading” ed è realizzato con un approccio alla metodologia progettuale del “Design for All” per la quale la diversità è concepita non come un problema ma come un “valore” agevolante. Il font si adatta perfettamente ad un pubblico dislessico ed agevola la lettura a tutti.</p>
<p>I materiali impiegati e le tecnologie ad elevato contrasto cromatico e tattile in cui le riproduzioni in pietra saranno accompagnate da brevi descrizioni sia in Braille, sia testuali ad elevata visibilità in lingua italiana ed inglese.</p>
<p>Continua così il percorso progettuale del Lions Club Lecce Santa Croce, che ha già realizzato in favore della Comunità della città di Lecce i progetti “Glasses for all” per la fornitura di occhiali ai meno abbienti ed il progetto del Giardino Sensoriale “Helen Keller”,  e che si pone come interlocutore principale dell’Amministrazione comunale di Lecce al fine di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini con gravi disagi.</p>
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		<title>Nuova tecnica per l&#8217;ingegneria civile</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86595244/nuova-tecnica-per-lingegneria-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[inpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Immobili]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneria civile]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio infrastrtture]]></category>
		<category><![CDATA[rischio sismico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto, avviato nell&#8217;ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 dalla siciliana Betontest srl in collaborazione con &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86595244/nuova-tecnica-per-lingegneria-civile/">Nuova tecnica per l&#8217;ingegneria civile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div dir="ltr"><i>Il progetto, avviato nell&#8217;ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 dalla siciliana Betontest srl in collaborazione con l&#8217;Università del Salento di Lecce e la Xrd-Tools srl di Pisa, ha sviluppato un insieme di tecnologie in grado di fornire anticipazioni e previsioni circa le criticità presenti e future di un edificio o manufatto. </i></div>
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<div dir="ltr">
<p>Il progetto ISMERS &#8211; Idoneità statica manufatti edili nei centri storici ad alto rischio sismico, con il suo innovativo portato (prove diffrattometriche in loco, calibro-correlatore per le misure ai raggi x, rete neurale per dati in Megapascal), esce dalla fase sperimentale per entra in quella della piena operatività e applicabilità nel campo dell&#8217;edilizia, con particolare riferimento alla manutenzione e al rilevamento di criticità ai fini del rischio sismico per viadotti stradali e autostradali, edifici storici di pregio e strutture in cemento armato.</p>
<p>Nei giorni scorsi, con l’accertamento finale di spesa da parte dei funzionari incaricati del MISE Davide Fanti ed Erika De Santis, si è concluso il progetto ISMERS avviato da Betontest srl di Ispica (RG) nel giugno 2018 nell&#8217;ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 del Ministero per lo Sviluppo economico, in collaborazione con l&#8217;Università del Salento e la Xrd-Tools srl. L’eccellenza del progetto è stata sottolineata anche dal Mediocredito Centrale S.p.A. &#8211; l&#8217;istituto bancario di Invitalia – che lo scorso aprile sul proprio sito web, nella sezione “<a href="https://www.mcc.it/primopiano/storie-di-successo/betontest-nuove-metodologie-di-indagine-per-la-sicurezza-delle-opere-edili/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.mcc.it/primopiano/storie-di-successo/betontest-nuove-metodologie-di-indagine-per-la-sicurezza-delle-opere-edili/&amp;source=gmail&amp;ust=1637999382333000&amp;usg=AOvVaw2pYc5aiv_zWY60i539qldm">Storie di successo</a>”, ha dedicato un lungo articolo alla Betontest e alle nuove metodologie di indagine per la sicurezza delle opere edili.</p>
<p>Il progetto, nella prima fase, è consistito in un monitoraggio dello stato di salute di scuole, uffici, immobili storici e di pregio, in otto comuni delle province di Ragusa e Siracusa. Gli edifici da monitorare sono stati individuati di concerto con le amministrazioni locali. Obiettivo: rilevare eventuali criticità e individuare gli interventi di messa in sicurezza, tenuto conto del progressivo invecchiamento delle strutture e dell&#8217;elevato rischio sismico della zona. I tecnici si sono avvalsi sia di metodologie tradizionali sia di strumenti innovativi (tecnologia a raggi x, analisi reticolari), che hanno consentito di analizzare lo stato di salute di opere in calcestruzzo e in acciaio direttamente in loco, dunque tenendo conto anche delle tensioni di esercizio e di una serie di parametri che un campione analizzato in laboratorio, non può più restituire. Questi rilevamenti sono stati effettuati con tecniche non distruttive e non invasive: gli uffici e le attività collocate all&#8217;interno degli immobili interessati dalle indagini hanno continuato a funzionare regolarmente. Nel corso e ai fini di queste attività, per i tecnici è sorta l&#8217;esigenza di interpretare e rendere confrontabile la mole di dati a livello macro, micro e nanoscopico sui materiali da costruzione acquisiti mediante le diverse metodologie d&#8217;indagine. Così sono stati sviluppati, da un lato, un calibro-correlatore ISMERS per calibrare le misurazioni a raggi X; dall&#8217;altro, una Rete Neurale, cioè un sistema di correlazione, basato su principi di intelligenza artificiale che “traduce” i dati della scala nanometrica in Megapascal, l’unità di misura utilizzata dagli ingegneri per misurare la resistenza dei materiali. L’implementazione di una rete neurale, capace di auto istruirsi attraverso i dati ottenuti dal rilevamento sul posto costituisce un ulteriore passo in avanti nel processo di industrializzazione e digitalizzazione in campo edilizio. Correlando osservazioni ottenute alla scala micro-nanometrica con quelle compiute su una scala più grande, si ottiene un quadro completo e &#8220;predittivo&#8221;, in grado di fornire anticipazioni e previsioni circa le criticità presenti e future di un edificio o manufatto. Ciò significa poter intervenire tempestivamente con un&#8217;adeguata manutenzione e soprattutto con soluzioni e interventi mirati al cuore del problema.</p>
<p>«Il sistema sviluppato da Betontest con i partner del progetto ISMERS è pronto ad operare – spiega Corrado Monaca, capo progetto &#8211; L&#8217;impiego della diffrattometria per la conoscenza dei materiali, del loro stato di salute e della loro condizione meccanica di servizio rappresenta un&#8217;innovazione nel campo della conoscenza e del monitoraggio delle strutture con tecniche non distruttive. Il campo di applicazione è molto vasto. Se si tiene conto del fatto che l&#8217;età media delle infrastrutture (ponti, viadotti, dighe) è piuttosto alta, che molte aree del nostro Paese ricadono in zone a forte sismicità e che alcune aree sono interessate da gravi fenomeni di dissesto idrogeologico, si comprende l&#8217;importanza del monitoraggio dello stato di salute delle opere edili e infrastrutturali per intervenire tempestivamente e in maniera adeguata. Le nuove tecnologie diagnostiche non invasive, per esempio, potrebbero essere applicate per controllare lo stato di salute di viadotti stradali e autostradali». «Dato l&#8217;interesse suscitato dal progetto tra gli attori istituzionali e le categorie professionali interessate – conclude Monaca – nelle prossime settimane organizzeremo un convegno per presentare nel dettaglio le innovazioni introdotte dal progetto ISMERS nel campo dell&#8217;ingegneria civile”.</p>
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<div><b>Info e contatti</b></div>
<div><a href="https://betontest.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://betontest.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1637999382333000&amp;usg=AOvVaw0zBMfKmEQ-WopjxA639Ic8">https://betontest.it/ </a></div>
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		<title>Antonio Franchi: come definire il concetto di architettura sostenibile</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86593805/antonio-franchi-come-definire-il-concetto-di-architettura-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[articolinews]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 07:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Franchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Franchi ha da tempo abbracciato, con la società da lui guidata, un approccio in direzione della costruzione sostenibile degli &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="Antonio Franchi - Economia Oggi" href="https://www.economiaoggi.it/tag/antonio-franchi/">Antonio Franchi</a> ha da tempo abbracciato, con la società da lui guidata, un approccio in direzione della costruzione sostenibile degli edifici.</strong></em></p>
<p><a title="Antonio Franchi: Economia Oggi" href="https://www.economiaoggi.it/tag/antonio-franchi/"><img decoding="async" src="https://www.economiaoggi.it/wp-content/uploads/2021/07/antonio-franchi-577x550.jpg.webp" alt="Antonio Franchi" width="120" /></a></p>
<h2>Antonio Franchi: cosa vuol dire architettura sostenibile?</h2>
<p>La pressante necessità dettata dalla crisi climatica di trasformare il mondo dell&#8217;edilizia in una realtà green, e quindi sostenibile, ha portato spesso ad abusare del termine &#8220;sostenibilità&#8221;, soprattutto nell&#8217;ambito del progetto. Il lavoro svolto da professionisti del settore come il team di The Residenze, società specializzata nel settore immobiliare residenziale di alta gamma e guidata da <strong>Antonio Franchi</strong>, potrebbe aiutare a fare luce sul concetto di architettura sostenibile.</p>
<p>Dal momento in cui l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente non può essere realmente quantificata e definita, ciò che si può fare è prendere in considerazione una serie di fattori che, nel loro insieme, contribuiscono enormemente a ridurre l&#8217;impatto ambientale di un edificio e renderlo quindi più sostenibile.</p>
<p>Come si evince dall&#8217;attività svolta da The Residenze, tali fattori riguardano ad esempio l&#8217;utilizzo di materiali non nocivi, l&#8217;impiego minimo di risorse non rinnovabili e lo sfruttamento di energie alternative come quella solare.</p>
<h5>Antonio Franchi: il progetto di Palazzo Ravasio</h5>
<p>Un esempio di approccio di tutela e di cultura volto alla costruzione o rivalorizzazione di un edificio a basso impatto ambientale lo si ritrova nel progetto a cui sta lavorando la società guidata da <a title="Antonio Franchi, Economia Oggi" href="https://www.economiaoggi.it/tag/antonio-franchi/">Antonio Franchi</a>, e che ha come oggetto l&#8217;antico edificio veronese di Palazzo Ravasio. Lo storico palazzo, il cui fabbricato risale al 1924, è attualmente soggetto a un processo di rivalorizzazione che intende unire lo stile e l&#8217;eleganza alla sostenibilità e l&#8217;innovazione, dando vita a un edificio che rispecchia la cultura e l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente.</p>
<p>Per raggiungere l&#8217;ambizioso obiettivo di un edificio a &#8220;triplo zero&#8221;, vale a dire a zero emissioni, zero consumo di energia e zero residui, il team di The Residenze effettua una serie di scelte riguardanti ad esempio la selezione di materiali rinnovabili e rigenerabili e l&#8217;installazione di impianti moderni ed in linea con le richieste della transizione energetica.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;impiego di nuove risorse come lo smart facility management permette ulteriormente di ottimizzare la gestione degli edifici, riducendo gli sprechi, migliorando il comfort degli occupanti e portando al minimo l&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86593805/antonio-franchi-come-definire-il-concetto-di-architettura-sostenibile/">Antonio Franchi: come definire il concetto di architettura sostenibile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>La Bellezza dell’artigianato coreano in mostra alla Design Week</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86593067/la-bellezza-dellartigianato-coreano-in-mostra-alla-design-week/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Encanto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 07:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[capitalocene]]></category>
		<category><![CDATA[korea kraft]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Palazzo Litta la Korea Craft Design Foundation presenta All about Attidude, mostra che valorizza la relazione tra esiste tra &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86593067/la-bellezza-dellartigianato-coreano-in-mostra-alla-design-week/">La Bellezza dell’artigianato coreano in mostra alla Design Week</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Palazzo Litta la Korea Craft Design Foundation presenta All about Attidude, mostra che valorizza la relazione tra esiste tra artigiani, strumenti, natura e luogo di lavoro, osservati come un ecosistema unico</em></p>
<p><strong> </strong><strong>Artigiano Coreano 2021_ All about Attitude</strong></p>
<p>Palazzo Litta in Corso Magenta 24 Milano</p>
<p>Sett. 4-10 2021</p>
<p>10:00-20:00</p>
<p>Il tema della mostra &lt;All about Attitude&gt; si allontana dalle opere e dai manufatti “degli esseri umani, fatti dagli esseri umani e destinati gli esseri umani” e cerca relazioni orizzontali e paritarie tra i numerosi soggetti coinvolti nel processi di creazione (materiali, oggetti/ macchinari, lavoratori, ambiente, ecc.).</p>
<p>Questa mostra vuole essere un’opportunità per riflettere insieme sia sul ruolo dei manufatti che sulle pratiche sociali, attraverso un’introspezione fondamentale sugli esseri umani che può essere condivisa da tutte le persone che stanno vivendo e soffrendo in questo periodo di crisi dovuto alla pandemia. L’artigianato è l’insieme di una vasta gamma di prodotti in cui uomo, oggetti e natura vengono intermediati e combinati.</p>
<p>L’atteggiamento che rispetterà e coinvolgerà tutti gli esseri viventi oltre all’essere umano, consiste nella nuova etica e pratica sociale dei manufatti di questa era. Allo stesso tempo, questo potrà essere il modo per ripristinare l’esistenza e il valore di manufatti e/o artisti che sono stati emarginati e isolati dall’antropocene e dal .</p>
<p>Stiamo vivendo oggi un momento di estrema crisi nella storia del pianeta. Il cambiamento climatico e la pandemia che ne è scaturita, sono diventati il momento più critico di questa era. La pandemia è il primo caso in cui tutta l’umanità, indipendentemente dal Paese, dalla razza, dalla condizione economica, ha dovuto affrontare un nemico comune. Nell’era dell&#8217;”antropocene” e del “capitalocene”, dove sia la terra che il mare sono inquinati dai rifiuti di plastica e i virus si diffondono nell’aria che respiriamo, il mondo è stato riempito dei nostri desideri, dei nostri prodotti e della nostra immondizia. L’unione tra il capitalismo e la civiltà dei combustibili fossili, che perseguono solo efficienza e profitto, rappresenta l’innesco di una bomba ad orologeria che spazzerà via ogni specie vivente dalla terra.</p>
<p>Questa crisi richiede un processo di riflessione fondamentale sull’essere umano. Insieme alla consapevolezza che gli esseri umani sono solo uno dei tanti soggetti di una complessa rete in cui tutti gli esseri e le cose sono strettamente connessi, ovunque vi sono tentativi per ridefinire il rapporto che gli esseri umani hanno con gli oggetti e la natura, in una relazione orizzonatale e paritaria. Lo stesso fenomeno si verifica anche nel mondo dell’artigianato. Avvertiamo un bisogno autentico di recupero del rispetto degli oggetti e della vita, che abbiamo trattato come materia inanimata. Nutriamo la consapevolezza che le crisi ambientali sono causate dalla caccia eccessiva, dal depredamento delle risorse naturali e dall’abuso di materiali artificiali (ad esempio la plastica). Promuoviamo le pratiche etiche e sociali nell’artigianato per contrastare la “globalizzazione unilaterale” e il “capitalocene” incentrati sull’individuo, e sosteniamo gli artisti le cui opere coesistono con gli “organismi meccanici” (Intelligenza Artificiale o l’Internet delle Cose).</p>
<p>Il tema della mostra &lt;All about Attitude&gt; si allontana dalle opere e dai manufatti “degli esseri umani, fatti dagli esseri umani e destinati gli esseri umani” e cerca relazioni orizzontali e paritarie tra i numerosi soggetti coinvolti nel processi di creazione (materiali, oggetti/ macchinari, lavoratori, ambiente, ecc.). I manufatti realizzati per gli esseri umani sono ovviamente necessari, ma questo non è sufficiente. L’atteggiamento che rispetterà e coinvolgerà tutti gli esseri viventi oltre all’essere umano, consiste nella nuova etica e pratica sociale dei manufatti di questa era. Allo stesso tempo, questo potrà essere il modo per ripristinare l’esistenza e il valore di manufatti e/o artisti che sono stati emarginati e isolati dall’antropocene e dal capitalocene. Questa mostra vuole essere un’opportunità per riflettere insieme sia sul ruolo dei manufatti che sulle pratiche sociali, attraverso un’introspezione fondamentale sugli esseri umani che può essere condivisa da tutte le persone che stanno vivendo e soffrendo in questo periodo di crisi dovuto alla pandemia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tema 1</strong></p>
<h2>Oggetti legati alla Terra</h2>
<p>L’artigianato è l’insieme di una vasta gamma di prodotti in cui uomo, oggetti e natura vengono intermediati e combinati. Le varie interrelazioni tra di essi cambiano costantemente di significato e vengono continuamente create ex- novo nel processo di combinazione. L’artigianato non si compone</p>
<p>solamente di oggetti fissi, ma è un organismo che produce costantemente simboli attraverso incontri e combinazioni di vari soggetti come esseri umani</p>
<p>/ cose / materiali / macchinari..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tema 2</strong></p>
<h2>Oggetti da compagnia</h2>
<p>Gli oggetti-compagni rimangono per tutta la vita con gli esseri umani. Contengono numerosi ricordi, segreti e narrazioni che trascendono il tempo e lo spazio. Non sono prodotti usa e getta, da usare una volta sola, ma manufatti belli e preziosi che possono durare cento o mille anni. Sono ancora oggetti che hanno esistenza e valore, e trascendono gli stessi limiti biologici dell’essere umano. Non solo connettono gli individui con gli individui, ma anche le generazioni con civiltà diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tema 3</strong></p>
<h4>Oggetti della postura</h4>
<p>È un tentativo di tramandare e modernizzare la cultura dello “stare seduti” tipica della Corea. La cultura del sedersi sul pavimento o ondol sono uno stile di vita davvero unico e ingegnoso ed esistono solo in Corea. Presentando manufatti che combinano elementi tipici coreani con diversi stili di vita, gli oggetti legati alla moda di sedersi sul pavimento ed alla meditazione, possono servire da antidoto per il corpo e la mente, alle persone dell’era moderna abituate al modo di sedersi proprio delle culture occidentali..</p>
<p><strong>La mostra dell’artigianato coreano a Milano 2021 </strong>si svolge sia online tramite la piattaforma Fuorisalone a tema &lt;All About Attitude&gt;, sia offline in presenza presso Palazzo Rita durante il periodo della Milano Design City (4-10 Settembre 2021).</p>
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<p>Questa nona rassegna è promossa e supervisionata dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo e dalla Fondazione coreana per l’artigianato e il design della Corea. L’allestimento della mostra di quest’anno è stata eseguita dal regista Kang Jae- Yeong che ha diretto molti progetti e mostre di scambio intergenere che attraversano le arti, i manufatti e il design.</p>
<p><strong>Il Direttore Artistico                          </strong>Jaeyoung Kang</p>
<p>Jaeyoung Kang ha conseguito la laurea e il master in studi artistici presso la Hongik University. Ha iniziato la sua carriera come curatrice al Whanki Museum e in seguito ha assunto il ruolo di capo curatore presso la Korea Ceramic Foundation. Ha diretto la Commemorazione del 25° Anniversario</p>
<p>&lt;Odd to White Porcelain&gt; (1999) al Whanki Museum, la 3° Mostra Mondiale della Biennale della Ceramica &lt;Trans-Ceramic-Art&gt; e la 4° Mostra Mondiale della Biennale della Ceramica &lt;Ceramic, The Skin of Asia&gt; (2007 ). Nel 2008 è stata nominata co-curatrice della Nanjing Triennale a Nanjing (Cina).</p>
<p>In anni più recenti, dal 2017 al 2018 è stata direttrice artistica di F1963 Cultural Renovation of Abandoned Industrial Properties a Busan (Corea) e successivamente, nel 2018, direttore artistico di &lt;Salt: the Soul of color, Flavor and Style&gt; presso KCDF (Corea); nel 2019 ha poi diretto Craft Week Exhibition &lt;Beautiful or Useful&gt; alla Culture Station Seoul 283.</p>
<p>Jaeyoung è attualmente CEO di Mangrove Artworks, è coinvolta in vari progetti e mostre che percorrono una vasta gamma di generi.</p>
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<p><strong>Curator                     </strong>Yeonwoo Kim, Hyerim Hwang</p>
<p><strong>Project Consultant                          </strong>Monica Moonjung Go</p>
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<p><strong>Artist                 </strong>Mina Kang, Heeseung Koh, Seulgi Kwon, Seayoung Kim, Joonyong Kim, Wookjae Maeng, Jonggun Park, JongSun Bahk, Yesun Shin, Hyejung Sin, Serin Oh, Kajin Lee, Sanghyeob Lee, Keumhee Lim, Jaenyoung Jang, Hoyeon Chung, Sungho Cho, Hyunyoung Cho, Sowon Joo, Yohan Ji, Rimm Chae</p>
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<p><strong>Hosted by               </strong>Ministry of Culture, Sports and Tourism, Republic of Korea</p>
<p><strong>Organized by                     </strong>Korea Craft and Design Foundation</p>
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<p><strong>INFO                 </strong>email  :      <a href="mailto:kcdf.pressmilano@gmail.com">kcdf.pressmilano@gmail.com</a></p>
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<p><strong>Artwork Images                 </strong><a href="http://www.dropbox.com/sh/tbxi3z10xavk40w/AACrS0ID">http://www.dropbox.com/sh/tbxi3z10xavk40w/AACrS0ID</a> <u>gxW2xFrgPNbKK-Z0a?dl=0</u></p>
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<h1>Yohan Ji</h1>
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<h3>Un video che mette in luce l’inclinazione verso l’essere umano, le cose, la natura e lo spazio, nonché i diversi tipi di relazioni tra essi.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>L’acqua, il fuoco, la terra, l’aria, il vento e il suono della natura sono i materiali elementari per tutti gli esseri e le cose. Questo video considera il manufatto artigiano non come un prodotto finito, ma si concentra sul processo di creazione attraverso le relazioni dei diversi materiali e di artisti esperti, restituendo valore a fattori che sono stati nel tempo trascurati o sacrificati. Proprio come ogni essere ed ogni cosa sono avvolti da elementi invisibili e intangibili come l’aria e il suono, questo video mostra un generoso sforzo di riformare l’intero rapporto tra oggetti, esseri viventi e materiali attraverso l’affinità e l’accoglienza..</p>
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<tbody>
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</tbody>
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<h1>Joonyong Kim</h1>
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<h3>Cambi di colore magici, deformità sobrie, paesaggi naturali ed il tempo, catturati dalla trasparenza del vetro.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Un paesaggio all’alba avvolto nella nebbia umida e nella penombra. il sole al tramonto, lo scenario della natura alterato dalla luce e dal tempo sono i contenuti di questo lavoro. L’artista crea magici cambiamenti di colore e sobrie deformazioni con il suo metodo di lavoro unico, che combina il vetro colorato con tecniche abrasive e di soffiatura. La luce e la scena di un paesaggio sono rappresentate dalla trasparenza e tramatura che solo il vetro può esprimere, con le gradazioni di colore ed i suoi cambiamenti dovuti alla luce. Il suo lavoro si completa attraverso un arduo processo che colorerà un nuovo spazio nel momento in cui la luce lo attraversa.</p>
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<h1>Wookjae Maeng</h1>
<p><strong>Artigiano Coreano 2021 _ All about Attitude</strong></p>
<p><strong>Artist 3 of 21</strong></p>
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<h3>Un’installazione in ceramica con creature mutanti che mettono in evidenza i problemi e le crisi ecologiche e ambientali in una foresta bianca.</h3>
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<p>Quest’opera sembra una foresta abitata da bellissimi fiori e piante, oltre che da alberi e uccelli. La terra raffigurata verosimilmente in bianco, suscita una sensazione di terrore e smarrimento a mano a mano che ci si avvicina. Questa paura è ulteriormente rafforzata dalla delicatezza degli oggetti in porcellana bianca realizzati con la tecnica dello slipcasting (colata ad impasto umido o microfusione), proponendo allo spettatore una “foresta bianca” con forme di vita mutanti che danno risalto a una crisi ecologica e ambientale. Il candore della bellezza pura è sostituito dall’impotenza degli esseri viventi e la sua fragilità resa allo spettatore da ibridi, deformità mutanti ed eccessi. Attraverso questo paradosso e il rovesciamento di significato, l’artista rivela una riflessione sul rischio e la crisi provocati da prospettive e idee umano-centriche, cercando una vita in accordo con la natura, ovvero la convivenza tra umani e non-umani.</p>
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<h1>Jongsun Bahk</h1>
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<h3>Mobili che filtrano nelle persone e nello spazio con la bellezza estetica di una struttura minimale.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Jongsun Bahk intende realizzare mobili che reagiscono in modo flessibile ai cambiamenti delle stagioni e del tempo e si adattano naturalmente sia alle persone che allo spazio, basandosi sulla sua conoscenza del tradizionale mobilio in legno di Joseon. Trovate in un tempio in rovina situato vicino al suo laboratorio, lapidi e rovine di basamenti ornamentali intrisi del tempo irradiano una presenza pacifica, in armonia con le creste montuose e il paesaggio circostante. Il sito del tempio non è un luogo solitario di rovine, ma uno spazio riempito di vuoto di profonda illuminazione. Ispirato da questo sito, Bahk ha scelto di concentrarsi sulle strutture minimali, prendendo unicamente in considerazione la loro composizione corale. Il suo lavoro, che considera il rapporto dell’utente con la struttura minimale e racconta un modo per porsi in armonia con la natura.</p>
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<h1>Yesun Shin</h1>
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<h3>Un’installazione in tessuto che innesca una comunicazione tra umano e non- umano.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>La maglia non ha un unico centro o punti fissi, ma una serie di punti interconnessi che nascono da un filo singolo che diventa tessuto. La struttura rettangolare di quest’opera non è un muro solido, ma piuttosto la rete di Indra, simbolica dell’interconnessione di persone, oggetti e spazio. Questa correlazione è un tema che attraversa i diversi pezzi dell’artista. Con la forma umana che si intreccia con la forma animale, questo lavoro innesca la connessione e la comunicazione tra una serie di interpreti come le persone, le cose e la natura, andando oltre le loro dimensioni e i loro confini..</p>
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<h1>Kajin Lee</h1>
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<h3>Un’installazione in ceramica a forma di goccia che enfatizza l’interpretazione contemporanea del colore céladon (acquamarina).</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Questo lavoro è un’reinterpretazione del colore céladon (acquamarina) in chiave contemporanea ed attraverso ceramiche a forma di di gocce d’acqua con la massima tensione superficiale. Rompendo con il metodo preesistente che enfatizzava la forma o la tecnica, l’artista reinterpreta lo sviluppo del colore céladon con l’esplorazione dello smalto usato qui come materia, non solo come materiale di finitura. La</p>
<p>forma di una goccia d’acqua, scelta per enfatizzare il cambiamento di effetto cromatico dello smalto lungo la superficie che scorre dall’alto verso il basso, contribuisce a infrangere ogni dicotomia tra forma e materia. Questo sforzo è un tentativo di decostruire i confini tra tradizione e modernità, forma e materia, natura e non-natura.</p>
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<h1>Sanghyeob Lee</h1>
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<h3>Un oggetto d’argento che tratta la connessione ed il flusso tra punti e linee, verticali ed orizzontali.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Affincheè un foglio d’argento bidimensionale diventi un vaso d’argento di 1 mm di spessore sono necessarie decine di migliaia di martellate e bruciature a fuoco. La bellezza dell’oggetto così prodotto è proporzionale alla fatica impiegata per la sua esecuzione. Innumerevoli segni incisi sulla superficie sembrano essere una metafora degli innumerevoli incontri tra esseri umani ed oggetti, o di infinite connessioni. In queste tracce fatte di punti e linee, verticali e orizzontali e a volte ondulate, possiamo sentire il suono del martello ripetuto all’infinito. Un suono simile allo strumento a percussione di un monaco che offre le preghiere del mattino.</p>
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<h1>Jaenyoung Jang</h1>
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<h3>Porcellana bianca che svela toni colorati attraverso le proprietà della terra, considerando la temporalità propria della materia.</h3>
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<p>Il suolo, che ricopre la superficie terrestre, è una miscela di materia inorganica di origine rocciosa e di materia organica di animali e piante che si può dire donino agli oggetti la propria tonalità. Pertanto, la terra sarà composta da ingredienti diversi a seconda del tempo, dell’ambiente e della cultura. Anche nell’argilla bianca classificata come “porcellana bianca”, il colore ha sfumature diverse a causa di componenti sottilmente diversi del terreno argilloso. Jang cerca di trasmettere le sfumature tenui che il terreno conserva. Egli, dopo aver forgiato una forma completamente simmetrica mediante il tornio da vasaio, elimina la parte superiore creando una linea organica, non perfetta, dove la leggera imperfezione esprime il cambiamento.</p>
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<h1>Rimm Chae</h1>
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<h3>Pittura scultorea o pittura di gemme che cattura i colori della natura e lo scorrere del tempo.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Rimm Chae sperimenta le proprie possibilità artistiche, utilizzando l’Ottchil (lacca naturale), le cui sfumature di colore sono diverse a seconda della temperatura, dell’umidità e dello scorrere del tempo, e la madreperla, che si forma lentamente, con pazienza e perseveranza. Il suo metodo di lavoro sperimentale è saldamente basato sul suo rispetto della natura e del tempo. Le sue opere, che abbandonano il metodo scultoreo esistente di ottimizzazione dello spazio, abbracciano generi diversi e si compongono tramite l’impiego di ornamenti, della pittura e talvolta del disegno spaziale. Esse rappresentano il passare del tempo come il processo di</p>
<p>crescita di un albero o di fiori che sbocciano. L’artista sviluppa le sue opere in tre dimensioni, attraverso diversi processi di saldatura in cui i fili di ottone diventano fiori o ramoscelli.</p>
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<h1>Mina Kang</h1>
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<h3>Gioielli in ramiè che riscoprono gli aspetti introspettivi e meditativi del ricamo con un’estetica moderna.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Mina Kang ha sperimentato la struttura tridimensionale del tessuto con il jogakbo (patchwork tradizionale coreano). Attraverso il suo ricamo estemporaneo ed intuitivo, i pezzi colorati di tessuto in ramiè sono collegati organicamente e hanno uno sviluppo tridimensionale, grazie alla rigidità ed elasticità della struttura di base in metallo. Proprio come sua madre che cuciva il jogakbo pregando per la buona sorte, l’artista nel suo lavoro esprime un desiderio di stabilità e di conforto nel nostro tempo.</p>
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<h1>Heeseung Koh</h1>
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<h3>Un gioiello che esplora la qualità estetica di un paesaggio urbano.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Heeseung Koh ha costantemente raccolto, modificato e assemblato strutture di cantiere, segni di ruote di automobili ed oggetti vari corrosi dallo scorrere del tempo. Crepe, macchie e grani sono spesso considerati oggetti di rimozione. Eppure, l’artista vede tali cicatrici e resti come prova dell’esistenza e del tempo. Koh era solita indovinare l’accumulo del tempo o dell’esistenza di qualcuno dalla superficie di un oggetto corroso e di una pozzanghera in un vicolo. Cerca di ricreare tali tracce del passato in un gioiello attraverso l’osservazione e la sperimentazione.</p>
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<h1>Seulgi Kwon</h1>
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<h3>Un gioiello organico che combina la struttura della ‘cellula’ e materiali artificiali.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>La cellula è l’unità biologica di base di tutti gli organismi nei cicli di creazione, crescita ed estinzione. Le cellule hanno strutture complesse e generano energia nelle proprie centrali elettriche, scambiano sostanze con l’esterno, si connettono e comunicano con altre cellule, formano gradi tessuti e preservano la vita. L’artista attinge al mistero di questo ciclo organico, al dinamismo ed alla vitalità insiti in esso. Il silicone, che ha proprietà elastiche simili alla pelle, è impiegato come materiale per definire forme e trame di un processo vitale in continua evoluzione.</p>
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<h1>Hyejung Sin</h1>
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<h3>La natura raffigurata in gioielli che combinano tecniche di goffratura dell’argento con oggetti trovati per caso.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Hyejung Sin sente calore per gli oggetti posti silenziosamente nei suoi dintorni. Presta attenzione a cose insignificanti spesso trascurate nella propria vita quotidiana come ramoscelli, foglie e pietre. Queste sono cose che le parlano senza alcun gesto o linguaggio pomposo e sono tuttavia esseri presenti nei cicli di crescita ed estinzione. L’artista ridona un nuova vita agli oggetti naturali, combinati in strutture e forme delicate realizzate in argento. Una foglia d’argento sbalzata delicatamente appesa ad un ramo secco rappresenta il dialogo con la natura, la guarigione che cura il senso di smarrimento e l’infusione di vita nella quotidianità.</p>
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<h1>Serin Oh</h1>
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<h3>Un’opera che rinasce come oggetto dal significato estetico, artistico, attraverso una commistione con oggetti banali.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Serin Oh raccoglie le cose più banali come prodotti di basso valore, accessori di moda facilmente acquistabili per strada e mandarini deperiti e li combina con altri oggetti rielaborandoli in opere d’arte tramite fusione. A causa della sua forma intricata, lo stampo di assemblaggio viene inevitabilmente distrutto estraendolo dalla colata. Ora il suo significato si è capovolto da una raccolta di cose banali a un’opera d’arte originale. In questo modo, l’artista solleva interrogativi sull’originalità di un’opera d’arte ed insinua un’arguta presa in giro dei valori del capitalismo.</p>
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<h1>Sowon Joo</h1>
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<h3>Raffinati gioielli cresciuti come da semi che condividono la memoria della meraviglia della vita.</h3>
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<p>La forma audace cattura immediatamente l’attenzione dello spettatore. Gli anelli e le collane, audaci ma delicati e realizzati con squisita lavorazione a maglia da 0,24 a 0,3 mm in argento, si ispirano alla vita splendida ma fragile della natura. Opere al confine tra alta gioielleria e gioielleria artistica. Fiori e boccioli lavorati a maglia in sottile filo d’argento suggeriscono la delicatezza della vita appena nata così</p>
<p>come l’ordine e l’equilibrio della natura. Come i ricordi di anelli e braccialetti fatti con i quadrifogli trovati nel cortile, Sowon Joo cerca di condividere e collegare le proprie esperienze ed i propri ricordi con chi indossa il frutto del suo lavoro.</p>
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<h1>Hoyeon Chung</h1>
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<h3>Gioielli che rappresentano il tempo (memoria) e immagini attraverso la stratificazione di tessuti traslucidi.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Hoyeon Chung ritrae i vari strati di “memoria e immagine” attraverso la sovrapposizione di strati di poliestere traslucido, come se il tempo si fosse accumulato strato dopo strato. Poiché il processo di stratificazione dei ricordi è simile al processo di creazione della natura, il suo lavoro utilizza forme geometriche e organiche. I tocchi di pennello sono resi sul tessuto come elementi visivi per sottolineare il tempo in un’immagine condensata. La sfumatura e la velocità delle sue pennellate documentano lo stato d’animo e le emozioni della giornata. Parti di tessuto di diverse forme e dimensioni, sono state combinate come fasci di ricordi con inizio e fine sconosciuti per formare un bellissimo oggetto.</p>
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<h1>Seayoung Kim</h1>
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<h3>Porcellana nera che esplora la “tissotropia”, un processo in cui la materia si trasforma attraverso il punto metamorfico del fuoco</h3>
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<p>Per Seayoung Kim, il fuoco è un processo che infonde vita all’argilla. Un fuoco di oltre 1.350℃ che nel forno risveglia i colori dei minerali nascosti nel materiale e fa danzare</p>
<p>le forme. L’artista cattura il momento in cui una forma viene distorta dal fuoco, spingendosi in uno spazio sconosciuto come chiave del proprio lavoro. In questa sfida, l’artista cattura l’ultima variabile che l’uomo non riesce a controllare completamente ed abbraccia i cambiamenti naturali di forma e colore procurati dal fuoco. È anche il punto in cui possiamo intravedere il suo essere persistente che cerca l’armonia con la natura (il fuoco).</p>
<p>L’artista ha recentemente dato prova della sua arte lungo una vasta gamma di generi, da ciotole da tè e vasi a forma di luna, fino a dipinti e sculture.</p>
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<h1>Jonggun Park</h1>
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<h3>Jangdo, un piccolo coltello carico di spirito ed eleganza coreana che rappresenta valori elevati come la lealtà, la pietà filiale e la rettitudine.</h3>
<p>Lo Jangdo (粧刀) è un piccolo coltello con un fodero lungo circa una spanna. Sebbene noto come proprietà esclusiva della donna e simbolo di castità e fedeltà, questo</p>
<p>coltello era essenziale e veniva portato da ciascuno sin dalla dinastia Goryeo, indipendentemente dal sesso o dallo status. L’iscrizione su questo Gwangyang Jangdo</p>
<p>(光陽粧刀), “unicità di cuore” (一片心) rappresenta anche valori elevati come la lealtà, la</p>
<p>pietà filiale e la rettitudine. Questo coltello per l’autodifesa è anche usato come come oggetto ornamentale è si può dire sia l’essenza del mestiere artigiano, quale simbolo di pace personale e di delicata bellezza. Lo Jangdo sontuosamente impreziosito come regalo con lacche in oro, argento, avorio o madreperla è il manufatto artigianale tradizionale rappresentativo della Corea.</p>
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<h1>Keumhee Lim</h1>
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<h3>Dahoe e Mangsu presentano splendidi motivi colorati con l’anima in un unico filo di seta.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Il maestro artigiano Keumhee Lim è stato in grado di ripristinare parte della tecnica tradizionale per dahoe e mangsu, conducendo ricerche storiche nel corso degli</p>
<p>ultimi 30 anni. Dahoe (多繪) si riferisce collettivamente a corde realizzate</p>
<p>attorcigliando fili di ramiè, cotone o seta da utilizzare nell’abbigliamento. Mangsu (罔繡) è riferito a una corda larga ed è stato adottata per vari usi come abbellimento</p>
<p>per costumi, come cordoncino per ciondoli decorativi e come cordoncino per un piccolo coltello. Il processo di tessitura del filo è considerato un’arte di resistenza chiamata l’arte della perseveranza, che cattura un’estetica coreana sontuosa e dignitosa. Dahoe compare ancora negli accessori contemporanei che utilizzano una varietà di materiali come pietre preziose e oro, mostrando nuove possibilità di impiego.</p>
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<h1>Sungho Cho</h1>
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<h3>Un’opera in metallo che racchiude i ricordi del tempo in una finissima colata.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Partendo dalla domanda “È possibile realizzare una fusione sottile e leggera?”, Sungho Cho supera i limiti del procedimento di fusione sviluppando una propria tecnica. Ha creato oggetti di 0,8 mm di spessore catturando le trame superficiali di simboli storici come il muro di Berlino e oggetti naturali con una varietà di tecniche di texturizzazione, come lo stampaggio e il disegno. Non solo la sua esperienza sensoriale, ma anche la sua memoria del tempo filtra in fusioni così sottili, possibili grazie alle proprietà di duttilità e deformità della cera lavorata tramite sfregamento.</p>
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<h1>Hyunyoung Cho</h1>
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<h3>Mobili in legno tradizionale coreano che utilizzano le venature del legno e ne sottolineano la pura bellezza.</h3>
<p><em> </em></p>
<p>Poiché ci sono chiari anelli annuali contenuti nel fusto del legno coreano per merito di quattro stagioni distinte, possiamo apprezzare la bellezza degli anelli nei tronchi degli alberi così come la natura li ha formati. Tra questi, l&#8217;”albero del drago” (zelkova) è ovviamente il migliore. Il seoan (tavolo di scrittura tradizionale) di Hyunyoung Cho, un tavolino basso utilizzato per scrivere o leggere, è realizzato con legno stagionato di zelkova di almeno 400 anni. La forma semplice ed elegante ha il senso estetico dei tradizionali mobili in legno Joseon. Il suo tavolo è finemente rifinito con lacca naturale senza nascondere le venature. Inoltre, non c’è distinzione tra la parte anteriore e quella posteriore. Il fondo della sponda che tocca il pavimento è traforato a forma di fiore, e racchiude le caratteristiche semplici ed eleganti della Cisgiordania. Cho ha perseguito la bellezza elegante, concentrandosi principalmente sulla bellezza delle venature del legno naturale e respingendo qualsiasi decorazione artificiale.</p>
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		<title>Chiesa di Santa Maria del Parto Napoli</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86590276/chiesa-di-santa-maria-del-parto-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 08:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro antico Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Guide turistiche napoli]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiesa di Santa Maria del Parto, è una delle chiese monumentali della città di Napoli, sita più precisamente nel &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa di Santa Maria del Parto, è una delle chiese monumentali della<a href="https://www.guideturistichenapoli.it/visite-guidate-napoli/"><strong> città di Napoli</strong></a>, sita più precisamente nel quartiere di Chiaia, nella zona di Mergellina.</p>
<p>All’interno della chiesa ancora oggi si può ammirare la tomba del poeta Jacopo Sannazaro e il presepe di Giovanni da Nola.</p>
<p>Federico I di Napoli, salito al trono del Regno nel 1497, concesse al Sannazaro una pensione di seicento ducati, oltre ad un terreno nella zona di Mergellina. Il terreno precedentemente era appartenuto ai monaci benedettini del convento dei Santi Severino e Sossio.</p>
<p>Molto probabilmente nel podere già esisteva una villa, e lo stesso Sannazaro fece aggiungere una torre. Il Sannazaro inoltre, fece progettare anche due chiese sovrapposte. I lavori per la realizzazione delle chiese iniziarono nel 1504, quando il poeta si trasferì a Mergellina. La chiesa sottostante venne terminata nel 1525, interamente scavata nel tufo, simile alla vicina tomba del poeta Virgilio, con un ingresso autonomo e dedicata a Santa Maria del Parto, nome che deriva da una delle opere del Sannazaro <em>De Partu Virginis</em>.</p>
<p>La chiesa divenne luogo di preghiera per tutte le donne incinte o per quelle che desideravano avere un figlio. Infatti c’era l’usanza di riunirsi ogni 25 di ogni mese per recitare preghiere in favore di queste donne. Con la morte di Sannazaro, la chiesa cadde in abbandono, venendo utilizzata come luogo di sepoltura per gli appartenenti alla confraternita del Santissimo Rosario. Sebbene gli affreschi siano scomparsi definitivamente dalla chiesa sotterranea, lo splendore del luogo ha superato il passare del tempo. La chiesa sarà narrata dai viaggiatori e dagli amanti dell’arte. Il destino della chiesa superiore invece, fu più controverso. Concepita come una cappella privata dedicata a San Nazario, la chiesa rimase parzialmente incompiuta a causa dell’epidemia di peste del seicento, e anche a causa dell’instabilità politica che attanagliarono Napoli durante questo periodo storico. Nel 1529, infatti, il Sannazaro donò la chiesa ai Servi di Maria, che si assicurarono di portare i lavori a conclusione, regalando magnificenza al santuario.</p>
<p>Il poeta espresse ai padri servi di Maria, la volontà che i suoi resti riposassero nella chiesa. Il monumento funebre che accoglie le spoglie del poeta, fu disegnato secondo teorie accreditate, dallo stesso Sannazaro. Il monumento funebre è di chiara ispirazione rinascimentale. Con fortissimi riferimenti allo stile di Michelangelo Buonarroti. Sulla parte superiore si trova un bassorilievo di Marsia e Nettuno, mentre ai lati si trovano le statue di apollo e Minerva. L’opera è completata dal busto del poeta, ritratto dalla sua maschera funeraria e che alla base presenta il nome di <em>Actius Sincerus</em>; pseudonimo assunto dall’umanista dopo aver aderito all’Accademia Pontaniana. Nella chiesa inoltre è conservato uno splendido presepe ligneo opera di Giovanni da Nola che il Sannazaro aveva commissionato nel 1520, con le statue di Maria, Giuseppe e tre pastori, mentre nell’abside sono posizionate le statue di San Nazario e San Jacopo, eseguite da Bartolomeo Ammannati.</p>
<p>Ma la chiesa conserva una tela misteriosa … il dipinto di Leonardo da Pistoia, chiamato il Diavolo di Mergellina o il San Michele che calpesta il demonio. La particolarità dell’opera sta nel fatto che il demonio è raffigurato con il volto bellissimo di una donna identificata come Vittoria Colonna d’Avalos, che tentò di sedurre il giovane cardinale Diomede Carafa.</p>
<p><a href="https://www.guideturistichenapoli.it/visite-guidate-napoli/"><strong>Vuoi visitare Napoli, contatta Naples and Italy, visita il loro sito avrai le migliori guide turistiche per visitare Napoli e non solo www.guideturistichenapoli.it</strong></a></p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p><strong>Naples and Italy visite guidate ed eventi</strong></p>
<p><strong>via Port’Alba 30 – 80134 Napoli (centro Antico)</strong></p>
<p><strong>telefono +39 081 549 9953 – 3404230980</strong></p>
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