Banche Centrali, il loro ruolo è cruciale ovunque ma le risposte sono diverse

Il mondo sta faticosamente venendo fuori dalla crisi pandemica. Ma la ripresa non solo non è omogenea, sta anche procedendo con velocità differenti. Per questo motivo le risposte delle diverse banche centrali mondiali sono a loro volta diverse.
Quello che è certo però, è che il loro ruolo continuerà ad essere curciale nei prossimi mesi.

Le sfide per le banche centrali

banche centraliVa evidenziato che i problemi di fondo sono gli stessi per tutti quanti. Le banche centrali si trovano ad affrontare da una parte l’inflazione alta e per giunta in molti casi ancora in aumento. Dall’altra la ripresa economica comincia a balbettare, a causa dei rallentamenti sull’offerta e di nuovi rischi che sono emersi.

Si pensi in proposito alla crisi energetica in Europa e in Cina, nonché alla crescente incertezza geopolitica. Sono fattori improvvisi che non incidono sulla strategia intraday, ma su quella di medio e lungo periodo sì.
Se queste sfide sono analoghe per tutte le banche centrali, ci sono compromessi specifici diversi. Conseguentemente, lo sono anche le risposte che la politica monetaria fornisce.

Situazioni differenti tra mercati sviluppati ed emergenti

La differenza più marcata è quella tra le Banche centrali delle economie avanzate e quelle dei mercati emergenti. Le prime sono caute rispetto alla prospettiva di alzare il costo del denaro, mentre le seconde in molti casi già sono in marcia su questo sentiero. Vale in special modo per diversi istituti centrali dell’America Latina, dove le politiche più stringenti sono una risposta all’inflazione elevata e molto volatile (come evidenzia il suo indicatore Atr).
L’esempio eclatante è il Brasile, che a ottobre ha alzato il tasso di interesse per la sesta volta consecutiva. E non di poco: ben 150 punti base. Questo perché l’inflazione brasiliana corre ora in territorio a due cifre.

Gli istituti del G10

Ma anche nell’ambito delle Banche centrali delle economie sviluppate, ci sono divergenze.
Se la Banca del Canada ha adottato un tono hawkish, la BCE e quella giapponese (Bank of Japan) hanno mantenuto le proprie posizioni accomodanti e prudenti. Vale specialmente per l’istituto nipponico, visto che il Giappone sta affrontando una ripresa ritardata e una deflazione ostinata.
Chi comincia a muoversi verso una posizione più hawkish sono la FED e la Banca d’Inghilterra. La banca americana ha preannunciato il tapering, mentre quella britannica già vive dei colloqui relativi al possibile aumento dei tassi l’anno prossimo.