Obbligazioni green, la UE si prepara al lancio. Obiettivo 250 miliardi entro il 2026

I green bond sono in rampa di lancio. A ottobre Bruxelles diventerà l’emittente di obbligazioni green più grande al mondo. Con un obiettivo ambizioso, ossia collocare sul mercato 250 milardi entro i prossimi 5 anni.

La UE e le obbligazioni green

obbligazioni greenQuesta categoria di titoli nasce anzitutto con lo scopo di trovare una fonte di finanziamento per il piano Next Generation EU, quello per sostenere le economie della comunità che sono state duramente colpite dal Covid. Andranno a costituire il 30% delle emissioni complessive di Next Generation Eu.

Ma grazie alle Obbligazioni green, la UE vuole centrare un altro scopo. Intende manifestare il proprio impegno per la sostenibilità. Le risorse così raccolte saranno infatti utilizzate per finanziare i progetti per la transizione energetica dei singoli Paesi.

L’impegno verde

Va peraltro precisato che, a differenza di molte obbligazioni sostenbiili, che in realtà verdi non sono, quelle “griffate” UE avranno la certezza che i fondi mobilitati saranno destinati a progetti verdi. Inoltre la Commissione UE riferirà in merito al loro impatto ambientale.
Se tutto andrà come previsto, Bruxelles potrà cominciare il collocamento già il mese prossimo con la prima tranche, per un totale di circa 80 miliardi di euro.

Un settore che tira

Nel frattempo, l’intero settore delle obbligazioni green continua a correre. Secondo l’ultimo report di Boomberg, il primo semestre del 2021 si è chiuso con una raccolta che ha sfiorato i 300 miliardi di dollari. Sono stati sufficienti sei mesi per avvicinarsi al record storico di un intero anno, registrato nel 2020 con 309 miliardi.
Le emissioni sono avvenute in 49 Paesi, in 29 valute differenti. Si tratta del doppio rispetto a 5 anni fa (erano 24 le nazioni, e 16 le valute). La valuta base dei collocamenti è stata l’euro, seguita dal dollaro Usa e dalla Corea del Sud.

A trainare la crescita dei collocamenti di obbligazioni green sono state le grandi istituzioni finanziarie. Grazie a loro sono stati emessi quasi 97 miliardi di dollari di ‘debito verde’. La più attiva in questo senso è stata la francese Groupe BPCE, ma si sono distinte anche la norvegese DNB Bank e un colosso del Dax Deutsche Bank. In Italia la banca più coinvolta è stata Intesa San Paolo, con 1,49 miliardi.