Economia e Covid, la forza della ripresa nel 2021 dipende dal vaccino

Mai come stavolta diremo addio all’anno che passa, senza sentirne minimamente il rimpianto. Anzi, la speranza è che si porti via con sé anche tutti i problemi che ci ha causato dal punto di vista sanitario e ridia un po’ di fiato all’economia.

L’efficacia dei vaccini e l’economia

C’è grande attesa per un ritorno ad una normalità, cosa che potrebbe accadere verso metà del 2021 se la diffusione dei vaccini permetterà di controllare la pandemia. Da questo discenderà anche il resto. I consumi dovrebbero tornare a crescere, anche sostenuto dal risparmio che è stato agevolato dalle politiche economiche espansive.

I dati della macro economia vanno in questa direzione. Dopo un avvio lento, che risentirà della seconda ondata di Covid, gli USA prevedono una accelerazione della crescita con variazioni annue di 4,2% e 3,3% per i prossimi due anni. Anche per la Eurozona si prevede un forte recupero dell’attività economica nel prossimo anno. La crescita è stimata al 4,4% nel 2021 e al 3,5% nel 2022. Il Regno Unito meriterebbe invece un discorso a parte, per via della Brexit.
Farà ancora una corsa a sé la Cina, già in robusta ripresa economica grazie ai servizi e ai consumi privati, che saranno ulteriormente supportati dalle politiche fiscali nel 2021.

Politiche fiscali e monetarie

Ecco, proprio le politiche fiscali e monetarie giocano un ruolo importante. Nella prima parte del 2021, servirà necessariamente sostenere ancora l’economia. Ma il sostegno dovrebbe ridursi di pari passo con la rimessa in moto della crescita, e con l’auspicata efficacia dei vaccini. Questo significa che nella seconda parte dell’anno ci potranno essere importanti rialzi dei rendimenti dei bond governativi.

BTP italiani e Bunde tedeschi

Questo scenario potrebbe essere molto interessante per il Btp italiani. Dopo che lo spread col Bund era salito ai livelli di guardia, realizzando un doppio massimo tecnico, è cominciata una forte discesa. Finché i rendimenti non saliranno, la ricerca di opportunità da parte degli investimenti internazionali, vedrà i nostri bund come molto appetibili.

Certo, sicuramente non raggiungeremo mai uno scenario da zero spread, ma si potrebbe giungere a un differenziale compreso tra 80 e 100. Quando poi si paleserà l’efficacia dei vaccini e cominceranno a salire tassi e rendimenti, allora si ricomincerà a prestare importanza alla sostenibilità dei debiti, soprattutto per i Paesi come l’Italia.