Titoli tech, la pacchia finisce col vaccino anti-Covid. Ma non è un’altra dot.com

La scoperta di un vaccino erfficace al 90% contro il Covid, ha dato una speranza al mondo intero, ma anche rasserenato i mercati globali. Chi invece non ha digerito la notizia sono i titoli tech, che hanno subito un contraccolpo. Proprio quei titoli che durante la crisi pandemica hanno continuato a marciare forte. Non solo i big tech americani (come Apple, Amazon, Microsoft) ma in generale tutti quegli asset legati alla componente growth.

Una nuova dot.com per i titoli tech?

titoli techLa recente ondata di vendite sul settore della tecnologia globale, ha fatto scattare l’allerta tra molti analisti e investitori retail. Siamo all’inizio di una inversione di tendenza che potrà configurarsi come simile allo scoppio della bolla dot-com? In realtà, questo scenario per i titoli tech non sembra così vicino.

Ricordiamo brevemente che la bolla delle Dot-com si sviluppò tra il 1997 e il 2000. Oggi come allora, i titoli growth superarono i value con un divario enorme, mai visto prima. E questo non vale solo per il NASDQAQ, ma anche per il DAX tedesco, per il FTSE italiano e la borsa di Londra. Tuttavia, non reggono altre analogie.

Valure e parametri di prospettiva

Se è vero che all’epoca ci fu un rapido incremento dei prezzi dei titoli tech, è attrettanto vero che i tradizionali parametri di valutazione (come il rapporto prezzo-utili) vennero completamente ignorati. Proprio questo favorì il collasso della bolla. Nell’attuale periodo invece non è ancora così. E’ vero che queste società sono sopravvalutate, ma non significa che non abbiano un valore a lungo termine per gli investitori.
Semmai ci si può chiedere se il prezzo dei titoli abbia superato il premio di valore. Ma questo lo potrà dire solo il tempo.

Rovesciare il discorso

Non sembra quindi risuonare ancora l’eco dei primi anni Novanta.
Possiamo invece rovesciare il discorso. Non chiederci cioè se i titoli growth siano estremamente sopravvalutati, ma chiederci se i titoli value siano troppo penalizzati. E questo forse è più coerente con lo stato attuale dei fatti. Mentre i primi volano da tempo oltre le loro medie mobili, i secondi stanno al di sotto.
Indubbiamente, al di fuori dei titoli tech la pandemia ha distrorto alcune valutazioni. Vale ad esempio per il settore finanziario. I titoli delle grandi banche sono in ritardo rispetto a tutti gli altri settori, ma esaminando i fondamentali tutta questa differenza non c’è. O almeno non è tale da giustificare questo livello di sottoperformance. La cosa migliore quindi non è chiedersi se i titoli tech collasseranno, ma piuttosto se cominceranno a restituire terreno ai value title.