Il mondo del digitale nell’ottica dell’impresa è sempre stato visto come una prerogativa delle grandi aziende, con un settore dedicato, con i loro mega uffici fatti di gente in giacca e cravatta e di ragazzi freschi di università, con gli occhiali rotti tenuti su da un pezzo di scotch, che scrivono freneticamente codici incomprensibili a noi poveri umani su un computer Dell.
La verità è che oggi la situazione è cambiata, il ruolo del digital ha acquistato un’importanza sempre maggiore e dalla condizione di “me lo fa mio cugino”, si è passati ad affidarsi a specialisti, che si tratti di agenzie o di freelancer. E tutte le aziende si stanno pian piano attrezzando, sia che si tratti di aziende B2B (business to business) o che si tratti di B2C (business to consumer), nessuno escluso.
E in questo discorso bisogna prendere in considerazione oltre alle aziende che mirano a un profitto, ovvero la maggior parte, anche quelle in cui scopo e non lucrativo, come le onlus ad esempio, in questo caso si tratta di social media marketing per il terzo settore
No Profit e Digital: un amore che può ( e deve) nascere
Anche le Onlus in questo periodo di costante crescita nell’adozione del digital devono attrezzarsi, ma perché?
In realtà è molto semplice, l’obiettivo delle onlus è quello di avere più sostenitori possibile che possano aiutar loro a intraprendere vari progetti con varie finalità, e quale mezzo migliore del web? In particolare attraverso i social media è possibile per le onlus ottenere maggiore visibilità e quindi maggiori donazioni, inoltre possono tenere informati i loro sostenitori sull’andamento dei vari progetti, includendoli, facendoli sentire parte di qualcosa di più grande. Chi dona sente di aver fatto la cosa giusta, sente di aver partecipato al cambiamento, tocca con mano i risultati ed è spinto a fare ancora di più.
Ma andiamo più a fondo, capiamo più nello specifico come le onlus possono applicare questa strategia digitale.
Strategia digitale nelle onlus
I canali social principali che le onlus possono utilizzare sono due: Facebook e Instagram. Ogni social media ha il suo target e il suo modo di comunicare, per cui ogni campagna di social media marketing che andiamo ad attuare dev’essere preparata avendo ben chiaro in mente le strumento che utilizziamo e il pubblico a cui ci rivolgiamo, se sei a Roma fai come fanno i romani no?
Per spiegare come gestire al meglio la comunicazione digitale di una onlus partiamo dal social del signor Zuckerberg, Facebook.
Facebook si presta bene per comunicare direttamente con i propri sostenitori, creando delle vere e proprie community, aumentando le interazioni tra la onlus e i sostenitori e tra i sostenitori stessi, una piccola (grande) famiglia. Tutto questo porta quindi a generare like, commenti, condivisioni, tutte cose che portano maggiore visibilità alla pagina della onlus, in un circolo virtuoso di crescita.
Risulta ovviamente molto importante avere un profilo oltre che coerente con la propria mission (il motivo di esistere della onlus) anche gradevole alla vista, curando la foto profilo, la copertina ed in generale la veste grafica.
Per quanto riguarda Instagram, rimane valido il discorso della veste grafica e della coerenza, mentre cambia come si imposta la gestione perché oltre che essere attivi tramite post bisogna implementare l’utilizzo delle storie, contenuti immediati che restano attivi 24h di carattere spontaneo e d’impatto, facendo leva su una valenza più emotiva del contenuto.
Bisogna tenere sempre a mente che nella gestione dei social media la cosa più importante è raccontare una storia e documentare i risultati della onlus.
Per concludere teniamo sempre a mente che siamo persone che parlano ad altre persone, che le vogliono coinvolgere emotivamente, che le vogliono prendere per mano e farle sentire speciale, per perseguire insieme lo stesso risultato.
D’altronde “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” no?
