Valute di riserva, adesso l’euro insidia il primato del dollaro USA

Quando si parla di valute di riserva, si fa riferimento essenzialmente al dollaro e all’euro. Sono infatti le uniche due che rispondono ai requisiti di stabilità politica ed economica, che sono le caratteristiche che ogni valuta di riserva dovrebbe avere.

La sfida Euro-dollaro come valuta di riserva

valute di riservaIl ruolo di valuta di riserva non è soltanto qualcosa che dà prestigio, ma ha pure degli effetti immediati e futuri molto importanti. Per rimanere a questioni molto attuali, basta pensare all’utilizzo che la Banca centrale della Turchia ha fatto del dollaro – detenuto come riserva – per mantenere artificiosamente stabile il suo tasso di cambio. E come quest’ultimo sia crollato dopo che la CBRT ha cominciato a non poter più intaccare le proprie quote di dollari di riserva.

Per questo motivo è essenziale comprendere gli scenari futuri per dollaro ed euro, che sono estremamente importanti. Infatti per via della loro importanza, e per via delle correlazioni tra valute, finiscono per incidere anche sul percorso di altre monete nazionali (oltre che sui prezzi delle commodities come oro e petrolio).

Il dollaro dalle stelle alla crisi

L’indice del biglietto verde (DXY o Dolla Index) ha toccato un massimo di 103,96 all’inizio del periodo di risk-off alla fine di marzo 2020. Era quello il periodo più acuto della crisi sanitaria legata alla pandemia. L’index giunse al livello più alto in diciotto anni, dal 2002. Nello stesso periodo, il cambio tra le due maggiori valuta di riserva è sceso a un minimo di $ 1,067.

A partire da marzo lo scenario però è cambiato. Il dollaro ha cominciato a perdere drasticamente quota, mentre l’euro è tornato in modo significativo avanti. Il dollar index, che traccia la performance del dollaro con le altre valute più importanti, è caduto del 10% dal punto di massima a marzo. La tendenza negli ultimi cinque mesi ha spinto gli indicatori di forza relativa in territorio di ipercomprato, ma questo non vuol dire che siamo alla fine della rotta rialzista dell’euro contro il dollaro.

Anzi, a volerla dire tutta ci sono tre ragioni per aspettarsi che l’euro continui a salire rispetto al dollaro nei prossimi mesi. O almeno ne sono convinti i gestori degli Hedge Fund più grandi al mondo.

I tre motivi che sorreggono la corsa dell’euro

Anzitutto le elezioni statunitensi del 3 novembre, che determineranno il futuro percorso della politica interna ed estera. La rielezione di Trump o la vittoria di Joe Biden aprirebbero a scenari totalmente diversi. Tuttavia quello che ci interessa in questo momento è che ai mercati valutari non piace l’incertezza. Pertanto, è probabile che il dollaro USA continui a diminuire fino alle elezioni.
Il secondo motivo che spinge il dollaro sono i differenziali di tasso di interesse. Era ampio nel 2018, mentre adesso è quasi nullo. Ciò ha reso l’euro più attraente del dollaro. Infine, c’è un altro motivo che spinge l’euro. Si può riassumere con la massima “trend is your friend“. In pratica i mercati amano andare in scia alla tendenza, non contro.