Ripresa economica, la Cina è già pronta a rialzarsi. Gli altri no…

L’emergenza Coronavirus sta mandando in fumo la ripresa economica, che molti paesi avevano faticosamente ricostruito dopo il grave shock del 2008-09. La cosa per certi versi paradossale, è che il mercato cinese – luogo da cui ha avuto origine questa emergenza – ha tenuto estremamente bene. Se guardiamo alle performance dei mercati azionari del Dragone, ci rendiamo conto che sono quelli con le migliori performance a livello globale.

In Cina è già ripresa economica
ripresa economica

Dal punto di vista cronologico, la Cina è avanti di un mesetto abbondante rispetto agli alti. Dopo i drammi di gennaio e febbraio, quando tutto il resto del mondo sottovalutava il problema, l’attività economica in Cina è ripresa e anche qualche bagliore di ripresa economica si intravvede. I dati dell’analisi fondamentale evidenziano che in tutti i settori le prospettive sono in crescita. Sia le imprese che gli individui stanno riprendendo la vita che c’era prima di Covid-19. Sebbene molti esperti ritengono che ci sarà una nuova fiammata di contagi (causata dalla ripresa dei contatti), sono concordi nel ritenere che sarà molto più attenuata grazie a una certa immunità residua.

Il rigido modello cinese

Va detto che in Cina la gestione della situazione è stata molto più diretta, secca e autoritaria rispetto ai paesi dell’Occidente. E’ stato chiuso tutto e subito, con punizioni severissime per chi sgarrava. Lì le decisioni impopolari vengono accettate senza se e senza ma. A tutto questo si aggiunge la forte capacità finanziaria del governo, ed ecco che il Paese ha potuto ritrovare il suo percorso di ripresa economica. La Cina quindi oltre ad essere stato il primo a entrare in questa crisi, è pure quello che prima e meglio ne sta uscendo. Per questo gli analisti dei migliori broker CFD prevedono una ripresa a partire dal terzo trimestre.

La Borsa cinese è d’esempio

Anche sui mercati finanziari si nota l’ottimismo riguardo alla capacità della Cina di superare la crisi. L’indice di Borsa Csi 300, che raggruppa le 300 maggiori azioni quotate sulle borse di Shanghai e Shenzhen, è calato solo del 20% in queste settimane. E’ vero però che lo hanno trascinato Tencent e Alibaba, che rappresentano circa un terzo dell’indice. Si infatti tratta di modelli di business che si adattano ragionevolmente bene a una situazione di isolamento. Tuttavia, pur escludendo queste due società dal conteggio, l’indice comunque rimarrebbe più performante degli omologhi nei mercati sviluppati.

Quello che purtroppo va sottolineato, è che il modello cinese non è esportabile. Per cui hanno ragione gli analisti quando ritengono che per il mondo Occidentale, questa crisi – che non ha origini finanziare ma sanitarie – si avvertirà in modo molto più forte e forse duraturo.