Oscar 2019: vincitori e polemiche

È passato più di un mese dalla 91esima edizione degli Oscar Academy Awards, tenutasi, come ogni anno, al Dolby Theatre di Hollywood.

È stata senz’altro una delle edizioni più discusse e controverse degli ultimi 30 anni (tant’è che ancora oggi se ne parla), a partire dalla conduzione. O per meglio dire, dalla mancata conduzione. L’ultima volta che gli Academy Award sono stati host-free era il 1989. Ma come si è arrivati a questa decisione? 

Un tweet di troppo

A dicembre era stato annunciato che la conduzione di quest’edizione degli Oscar sarebbe stata affidata a Kevin Hart.

Quello che Mr. Hart non ha tenuto in considerazione è che il web non dimentica e quello che viene pubblicato torna indietro come un boomerang quando uno meno se lo aspetta. Infatti, pochi giorni dopo, sono riapparsi alcuni suoi vecchi tweet contenenti battute omofobe, e nel giro di poche ore è stato travolto dalle polemiche.

“Non voglio essere una distrazione nella notte in cui si dovrebbero celebrare così tanti meravigliosi artisti di talento”.

È stata questa la motivazione data da Kevin Hart quando ha deciso di rinunciare alla conduzione della serata.

Da allora è partito il toto-conduttore. Chi scommetteva su Serena Williams e chi su Dwayne “The Rock” Johnson. Si è addirittura sperato nell’apparizione last minute di Whoopi Goldberg, ma sembra che nessuno abbia voluto prendersi carico di questo fardello.

And the winner is…

Anche senza conduttore, la serata è proceduta senza intoppi. Per la prima volta dopo anni i vincitori di alcune categorie non erano del tutto scontati, e ciò ha lasciato il pubblico con il fiato sospeso per tutta la serata.

A partire dal miglior film, categoria per cui erano in lizza film come “Bohemian Rhapsody”, “La Favorita” e “The Green Book”, che hanno avuto riscontro positivo sia al box office che da parte della critica.

Ed è stato proprio quest’ultimo ad aggiudicarsi la vittoria, non solo nella categoria citata ma il co-protagonista, e già vincitore del premio Oscar nel 2017, Mahershala Ali ha vinto la categoria come miglior attore non protagonista. Per quanto riguarda il miglior attore protagonista il premio è stato assegnato a Rami Malek per la sua interpretazione di Freddy Mercury nel film biografico sui Queen.

Tutti gli occhi però erano puntati sulla rivelazione dell’anno: stiamo parlando di Lady Gaga che ha stupito tutti con la sua interpretazione di Ally in “A star is born” accanto a Bradley Cooper. Plurinominata e pluripremiata per la canzone simbolo della pellicola, “Shallow”, era stata nominata – non senza critiche – anche come miglior attrice protagonista, categoria vinta poi da Olivia Colman per il suo ruolo ne “La Favorita”.

Ma tranquilli, Mama Monster non è tornata a casa a mani vuote. Dopo aver vinto ai Golden Globes e ai Grammy Award, ha portato a casa anche la statuina d’oro come miglior canzone originale.

Le vere vincitrici di quest’anno sono state le donne. Ben 15 donne hanno vinto l’Oscar durante questa edizione contro le 9 dell’anno scorso. Effetto “me too”?

Sarà per la prossima volta

Andrebbe istituito un premio per il maggior numero di candidature senza vittoria. L’uomo simbolo della categoria è stato per anni Leonardo Di Caprio, nominato per ben 6 volte, è riuscito a rompere il taboo solo nel 2016.

Chi è dunque il nuovo Di Caprio? A quanto pare Bradley Cooper non solo è il nuovo Leo, ma l’ha addirittura superato, arrivando a collezionare 7 candidature agli Academy. Ma non preoccuparti Brad, non l’ha notato nessuno. Questo perché erano tutti occupati a creare voci su presunti flirt su di lui e la sua co-star, Lady Gaga, per la felicità di Irina Shaik, sua compagna e madre di sua figlia. Durante qui giorni il web era spaccato su chi sosteneva Lady Gaga e chi solidarizzava con la povera Irina!

Senz’altro quest’anno è andato meglio per Spike Lee che ha finalmente vinto l’ambita statuina dopo 30 anni, per la miglior sceneggiatura non originale per “BlacKkKlansman”.

Oltre il red carpet

Ciò che resta dopo la serata, anche a distanza di mesi, è il ricordo degli attori sul red carpet, i discorsi commossi sul palco dei vincitori, le polemiche, lo spacco hot di Kendall Jenner, l’invito alla cerimonia dei Ferragnez. Quel che è certo è che nessuno si è soffermato a pensare a chi ha passato mesi e mesi di lavoro dietro le quinte, lontano dalle luci della ribalta. Penso agli organizzatori, agli scenografi, ai tecnici di luce e suono, agli addetti dell’ufficio stampa ecc.

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