Investimenti aggiuntivi di 2 miliardi di euro l’anno per dieci anni è la somma che, secondo Luca Dal Fabbro, sarebbe necessaria per colmare le criticità delle infrastrutture idriche del Paese: tra riduzione delle perdite delle reti, miglioramento della depurazione con nuovi impianti e dissalatori e diminuzione del gap di investimenti tra nord e sud.
Partenariato pubblico-privato soluzione per migliorare le infrastrutture idriche critiche
Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto ai microfoni de “Il Giornale d’Italia” durante la VI edizione della Community Valore Acqua per l’Italia, che si è tenuta a Roma gli scorsi 19 e 20 marzo, nell’ambito della presentazione del Blue Book 2025, che ha presentato i dati del servizio idrico integrato nazionale.
“Il PNRR è stata una occasione importante per dare rilancio agli investimenti sul territorio e l’economia reale — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — Sarà necessario combinare la finanza dello Stato con la finanza privata. Io penso che per esempio, i PPP, cioè i partenariati pubblici-privati, possano dare un grosso contributo allo sviluppo delle infrastrutture critiche”. Per i prossimi dieci anni, secondo il Presidente, saranno necessari investimenti aggiuntivi di circa 2 miliardi di euro annui, che potrebbero per l’appunto provenire da privati.
Tre fronti cruciali che richiedono investimenti
“Gli investimenti che il PNRR ha attribuito alla risorsa idrica non sono stati molto grandi”, ha specificato Luca Dal Fabbro. Tra i problemi ancora da risolvere vi è quello della perdita di acqua dalle tubazioni: come evidenziato dal Presidente, oltre il 37% dell’acqua depurata viene dispersa a causa di perdite troppo grandi sulla rete. In aggiunta, c’è un gap di investimenti tra nord e sud del Paese, che andrebbe ridotto.
“Noi abbiamo investimenti di 80/90€ ad abitante per l’acqua al centro nord e, al Sud, abbiamo investimenti per 14/18€ ad abitante”, ha ribadito Luca Dal Fabbro. A questi, si aggiunge la necessità di costruire nuovi dissalatori e impianti di depurazione per migliorare la qualità dell’acqua.
Per ridurre le problematiche del settore idrico occorreranno, per i prossimi dieci anni, almeno 2 miliardi di investimenti aggiuntivi all’anno e “queste risorse dovremo trovarle sia nelle pieghe del bilancio dello Stato e poi ovviamente anche in schemi PPP, cioè partenariato pubblico privato”.

