Renato Mazzoncini (A2A): “Serve piano regolatore su terreni idonei per solare ed eolico”

Aumentare la produzione di energie rinnovabili in Italia è un traguardo possibile, ma bisogna agevolarlo. Lo sostiene Renato Mazzoncini, AD di A2A, evidenziando come ostacoli di natura normativa, burocratica o autorizzativa stiano rallentando le procedure e facendo crescere i costi dei progetti.

 Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A

“Il PNIEC? Per rispettarlo, bisogna affrontare il problema dei permessi”

Renato Mazzoncini, AD di A2A, ha commentato gli obiettivi e le tempistiche del Piano Nazionale Integrato per Energia e Clima. Il traguardo è di arrivare agli 80 gigawatt di rinnovabili entro la fine del 2030. Il PNIEC rappresenta un passo importante per la decarbonizzazione del Paese e per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico.

Secondo Renato Mazzoncini, nonostante ci siano già stati segnali di un’accelerazione nella produzione di energia green, è necessario procedere con maggior velocità. Due aspetti cruciali sono le “aree idonee” e la gestione delle richieste di connessione alla rete. La semplificazione nel permitting è stata un passo avanti, ma serve un piano regolatore per individuare i terreni adatti alla realizzazione di impianti solari ed eolici. Inoltre, è fondamentale evitare di congestionare la rete e velocizzare i permessi. Per evitare un ‘mercato delle autorizzazioni’, una soluzione potrebbe essere la selezione qualitativa dei progetti presentati, per fare in modo che possano avanzare proposte solo soggetti credibili.

Strategie innovative per un futuro sostenibile

La stabilizzazione della rete richiede, secondo Renato Mazzoncini, anche lo sviluppo di sistemi di stoccaggio energetico. I costi delle batterie sono infatti in calo; inoltre vengono sempre più considerati anche l’uso di batterie a flusso, che possono durare fino a 25-30 anni senza degradarsi e sistemi di accumulo energetico gravitazionale, capaci di gestire grandi quantità di energia.

Al riguardo Renato Mazzoncini spiega che A2A ha investito in startup innovative, come Energy Dome, che sta lavorando su nuove tecnologie basate sull’impiego di anidride carbonica per ottimizzare lo stoccaggio e l’uso delle energie rinnovabili.