Dipendenza da Smartphone: a rischio l’82% dei giovani italiani

Il rapporto Eures rivela che la noia (nel 46,9% dei casi) e il bisogno di appartenenza (22,5%) sono le principali cause di rischio dipendenza dall’utilizzo del cellulare. 

Il progetto “Smartphone addiction: vissuto dei giovani e strumenti di contrasto”, realizzato dall’Eures in collaborazione con la Regione Lazio e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha evidenziato che l’82% dei giovani italiani corre il rischio di dipendenza da smartphone.

Tra gli oltre 1.800 studenti intervistati, il 22% si trova nella fascia critica di “alert addiction” mentre il 60% è nella fascia media del “rischio di dipendenza”.

“Per i giovani e nn solo, oramai lo smartphone rappresenta non più uno strumento ma un gadget da portare sempre addosso, addirittura quando si va in bagno, con frequenti incidenti come la caduta del telefono nel water, che richiedere costose riparazioni del cellulare, se non la sostituzione” ha affermato la dottoressa Corselli.

La dipendenza da smartphone è considerata una “problema generazionale” dall’85% dei giovani, per il 43,9% è una “reale emergenza tra le nuove generazioni” mentre per il 39,8% è comunque un problema. Solo il 16,3% minimizza o nega il fenomeno, giudicandolo meno diffuso rispetto a quanto veicolato dai media (12,2%) o addirittura inesistente (4,1%). Tali dati indicano la necessità di affrontare la dipendenza da smartphone attraverso efficaci strumenti di contrasto.

La noia la principale causa

I giovani indicano la noia come principale motivazione per l’uso eccessivo dello smartphone (46,9%), seguita dalla voglia di sentirsi parte di un gruppo e di essere accettati dagli altri (22,5%).

Il 18,2% del campione ammette di essere incapace di separarsi dal proprio dispositivo, rivelando una dipendenza preoccupante. I dati rivelano che tra le attività preferite dai giovani ci sono le stories sui social network e le comunicazioni con gli amici, che assorbono rispettivamente 133 e 130 minuti al giorno, mentre il tempo trascorso a chattare con il/la partner è di circa 71 minuti.

Ascoltare la musica rappresenta un’altra attività importante, che occupa quasi due ore al giorno (113 minuti), mentre solo un’ora e mezza è dedicata allo studio. Gli uomini trascorrono in media 96 minuti al giorno a giocare online, tre volte di più delle donne (31 minuti).

La funzione “originaria” del telefono, ovvero chiamare, si piazza soltanto in ottava posizione con 62,9 minuti al giorno, mentre i giovani trascorrono più tempo sui siti di e-commerce (34 minuti) o quelli di incontri (12,5 minuti).

Il ruolo dei genitori

La maggioranza dei giovani (85%) ritiene che lo smartphone sia uno spazio privato e inviolabile, escludendo il controllo dei genitori su di esso. La maggior parte dei giovani si oppone al tracciamento degli spostamenti, all’uso dei controlli parentali e alla conoscenza delle password dei propri figli.

Tuttavia, i genitori possono esercitare un certo controllo sui comportamenti sociali e limitare l’uso dello smartphone solo in situazioni di particolare gravità. L’uso dello smartphone può portare a litigi, specialmente se si verificano comportamenti patologici o a elevato rischio di dipendenza.