Se lo scenario globale dell’economia è contrassegnato da un clima negativo, a causa delle questioni geopolitiche innescate dalla guerra in Ucraina, ci sono alcuni settori economici che continuano a crescere. E’ il caso del biologico, che continua ad avanzare da anni.
Quello che preoccupa però sono i consumi, che proprio a causa della guerra stanno retrocedendo.
Il BIO tira ma arretrano i consumi
In base ai dati forniti da Sinab, la spesa alimentare di prodotti biologici, per la prima volta ha segnato nel 2021 una riduzione degli acquisti.
Dopo la corsa che c’era stata nel 2020, con un aumento del 9,5% di cibi ed alimenti bio, lo scorso anno il valore della spesa si è infatti contratto del 4,6%, portandosi a 3,38 miliardi di euro. Inoltre le più recenti rilevazioni evidenziano che nei primi 5 mesi del 2022, limitate ai soli acquisti presso la Gdo, c’è stato un’ulteriore riduzione dell’1,9% su base annua.
L’inflazione colpisce le famiglie
Va però precisato che l’incidenza del consumo bio sul totale degli acquisti agroalimentari è rimasta invariata al 3,9%. Quest’ultimo dato evidenzia che la caduta dei consumi non è figlia di un minore appeal del biologico. Tutt’altro, quello continua ad aumentare di fascino.
Semmai è un riflesso della perdita di potere d’acquisto delle famiglie, aggravata dalla forte spinta inflazionistica degli ultimi mesi. E questo aumenta la volatilità dell’andamento dei consumi bio.
Le coltivazioni aumentano ancora
Eppure, nonostante il calo dei consumi, la superficie biologica italiana è aumentata del 4,4% arrivando a sfiorare i 2,2 milioni di ettari a fine 2021. Questo supertrend in proiezione porterebbe a raggiungere la quota di 3 mln al 2030, un valore prossimo al target Farm to Fork del 25% di superficie bio il cui obiettivo sarebbe da raggiungere entro la fine del decennio.
Crescono le colture permanenti (+3,5%), anche se con andamenti diversificati. Crollano gli agrumeti (arance -17,2%), mentre balzano vigneti (+9,2%) e noccioleti (+12,5%). Crescono anche le superfici investite a cereali (+2,8%), diventate più importanti vista la crisi del grano che ha fatto seguito allo scoppio della guerra in Ucraina.
Dal punto di vista politico, il settore bio è diventato più attenzionato. Lo dimostra lo stanziamento di fondi per la programmazione 2023-2027 della Nuova Pac, per oltre 2 miliardi di euro.

