Biglietti da visita: l’importanza di chiamarsi Steve Jobs

Che i biglietti da visita siano diventati uno status symbol lo dimostra il fatto che tre delle business card di Steve Jobs, il magnate della Apple scomparso di recente, siano state vendute qualche giorno fà durante un’ asta di beneficenza, alla modica cifra di 10.050 dollari. Un valore complessivo di gran lunga superiore a quello del prodotto, che per quanto potesse rappresentare la versione “extra lusso” del biglietto da visita, resta pur sempre un comune supporto stampabile. Finora custoditi gelosamente da una famiglia della California, i tanto ambiti biglietti troveranno adesso posto nella sede australiana di Stucks, una startup affermatasi nel settore digital, pioniera della condivisione social del biglietto da visita.

Come appaiono esteticamente questi biglietti da visita? Cosa avevano di tanto speciale oltre al fatto di essere appartenuti ad uno dei più grandi imprenditori di questi tempi? Scopriamolo insieme.

Per comprendere a pieno le potenzialità di un biglietto da visita, bisogna partire dalla qualità della carta utilizzata. Sebbene aspetto e layout ricoprano un ruolo di fondamentale importanza, il materiale impiegato deve avere sempre la priorità su tutto. I biglietti da visita di Steve Jobs, bianchi e privi di qualsiasi ornamento, lo dimostrano. Carta ad alta opacità, luminescente, di pura cellulosa vergine, liscia, satinata, a buccia d’arancia, patinata lucida/opaca, naturale, sono solo alcune delle tipologie di superficie presenti sul mercato, ognuna con le sue peculiarità più o meno adatte all’attività da promuovere ed il target a cui rivolgersi. La scelta dovrebbe avvenire infatti, in base a queste due variabili tra loro interconnesse.

Il target

Effettuare un’analisi approfondita del target, ossia la fascia di utenti, a cui rivolgersi, è tra i precetti dell’imprenditoria e del marketing. In particolare, per la creazione di biglietti da visita efficaci sarà essenziale distinguere tra target giovane ed adulto. Avere a che fare con giovani interlocutori, potrebbe infatti significare dover ricorrere ad originalità ed appariscenza per catturare la loro attenzione, mentre le persone di una certa età generalmente preferiscono la sobrietà.

Non sappiamo se Steve Jobs ne fosse al corrente ed abbia voluto applicare tali regole alle proprie business card, tuttavia lo stile minimal di queste ultime e lo scarso assortimento di colori (accentrati per lo più nel logo aziendale), evidenziano senza dubbio un’ approvazione in tal senso da parte del fondatore della Apple.