La CVI, ovvero l’insufficienza venosa cronica, è un problema che non scompare con il tempo, per cui quanto più precocemente viene diagnosticata e trattata, tanto maggiori sono le possibilità di prevenire le complicazioni associate e la progressione della malattia. È quindi importante consultare un farmacista o un medico se si nota uno di questi primi sintomi:
- Dolore, formicolio, pesantezza e stanchezza regolare alle gambe. Questi disturbi si distinguono dagli altri perché diventano più gravi quando si riposa e con il caldo, mentre diminuiscono quando le gambe sono sollevate e con il freddo.
- Gonfiore della parte inferiore delle gambe e delle caviglie. Soprattutto dopo periodi prolungati in piedi.
- Crampi notturni. Conosciuta anche come “sindrome delle gambe senza riposo”. Può rendere difficile addormentarsi e riposare.
- Sensazione di calore, arrossamento, secchezza e prurito costante della pelle. Questo perché l’eccesso di sangue trattenuto provoca un aumento della temperatura, disidratando la pelle e causando questi effetti.
- Vene a ragno o teleangectasie. Si tratta di dilatazioni dei capillari, a livello superficiale, che si traducono in piccole linee rossastre o violacee che assomigliano a una ragnatela. Sono antiestetiche, ma indolori e innocue.
- Vene varicose reticolari. Si tratta di piccole dilatazioni delle vene che compaiono in un’area della pelle più profonda delle teleangectasie, nel derma reticolare.
- Vene varicose. Questi sono i segni clinici più diffusi e conosciuti della CVI. Sono dilatazioni e ingrossamenti delle vene superficiali, che si verificano quando l’insufficienza venosa si prolunga nel tempo. Per combatterle è possibile utilizzare creme specifiche come quelle presenti su com: la migliore è senza dubbio Varicolift, ma la dottoressa Maria Bravo recensisce anche altre creme per vene varicose altrettanto efficaci, come Varikosette e Varydex.
- Segni cutanei. Alterazioni cutanee causate da cattiva circolazione: dermatiti, eczemi, iperpigmentazione, ecc.
La comparsa di ulcere venose rappresenta lo stadio più avanzato della malattia. Sono definite come perdite localizzate o irregolari di epidermide e derma. Hanno forma rotonda o ovale e sono superficiali con bordi poco definiti. Di solito diventano croniche o ricorrenti. Tendono a superinfettarsi e possono essere invalidanti, incidendo notevolmente sulla qualità di vita dei pazienti. Spesso lasciano sequele sulla pelle.
Infine, con il progredire della malattia, possono verificarsi gonfiori alle caviglie e alle gambe (edema), coaguli nelle vene varicose (varicoflebite) o emorragie da rottura delle vene varicose (varicorragia).
Quali sono le possibili complicazioni?
Il monitoraggio dei segni e del decorso della CVI è importante per evitare che il paziente sviluppi complicazioni come la tromboflebite o trombosi venosa profonda, che colpisce il sistema venoso profondo e comporta la presenza di un trombo (coagulo) all’interno di una vena. La localizzazione più frequente di questa patologia è negli arti inferiori. Può portare a complicazioni importanti, come l’embolia polmonare, con conseguenze molto gravi. Per questo motivo, un approccio globale alla malattia è importante per ridurre la progressione della CVI e minimizzare l’insorgenza di complicanze potenzialmente letali.
Come viene diagnosticata la CVI?
Il primo passo per diagnosticare l’insufficienza venosa cronica è l’esame fisico di entrambe le gambe mediante osservazione da parte di uno specialista. Il medico curante effettuerà anche la cosiddetta anamnesi, che consiste nel raccogliere informazioni dal paziente su aspetti che possono influenzare la patologia, come l’età, la storia personale e familiare, i segni e i sintomi avvertiti, ecc.
Da questi dati si stabilisce la gravità della patologia (secondo la classificazione clinica nota come CEAP), che sarà fondamentale per confermare la prognosi e il trattamento più appropriati.
La diagnosi viene completata con un esame chiamato eco-Doppler, che è una varietà di ecografia ed è l’esame di riferimento per la diagnosi. Grazie agli ultrasuoni, questa tecnica consente di visualizzare il flusso, la direzione e la velocità del sangue nei vasi sanguigni.

