Sempre più popolare negli ultimi anni, la dieta cheto è un regime alimentare che si caratterizza per il basso contenuto di carboidrati e un elevato contenuto di grassi rispetto ad altre diete. Con un consumo moderato di proteine e la riduzione dell’assunzione di carboidrati, si attiva un particolare stato metabolico in cui è il grasso, attinto sia dalla dieta sia dagli accumuli in eccesso, ad essere bruciato per produrre energia.
Vediamo di seguito le caratteristiche della dieta chetogenica dal sito https://dietachetogenicaitalia.it e come funziona nel dettaglio.
Come produrre i chetoni, la base della dieta chetogenetica
La dieta chetogenica deriva il proprio nome dal meccanismo che induce nel corpo, ovvero la produzione di minuscole molecole, i chetoni. Si tratta di una fonte di energia alternativa per il corpo, utilizzabile quando lo zucchero nel sangue scarseggia.
Nel momento in cui si ingeriscono pochi carboidrati, il fegato produce chetoni anche dal grasso, fondamentali per il cervello, un organo che consuma tanta energia e può farlo solo grazie a glucosio o, in alternativa, ai chetoni. Seguendo una dieta chetogenica, il corpo modifica il proprio metodo di assimilare l’energia, arrivando a trarla principalmente bruciando grassi. Quando i livelli di insulina scendono, la combustione dei grassi aumenta e per l’organismo diventa più semplice accedere alle riserve di grasso in eccesso. Si tratta di un notevole vantaggio per chi sta cercando di perdere peso: sottoponendosi a questo regime, si avverte un minore senso di fame, nonché un apporto costante di energia. Il valore aggiunto della dieta cheto, infatti, è quello di non avere i picchi e i cali di zucchero, frequenti quando si assume un alto contenuto di carboidrati. Tradizionalmente, il metodo più veloce per arrivare alla chetosi è attraverso il digiuno, ma nessuno può digiunare a lungo.
Al contrario, una dieta chetogenica, può essere seguita anche a lungo, apportando tutti i vantaggi del digiuno, come la perdita di peso, senza gli effetti collaterali. L’aspetto più importante per promuovere la chetosi è eliminare i carboidrati, la cui assunzione non dovrebbe superare i cinquanta grammi netti al giorno, ma a livello ideale sarebbe preferibile sotto i venti grammi.
Cosa fare e cosa evitare per seguire una dieta cheto al meglio
Per riuscire a gestire i carboidrati, si possono consultare tabelle apposite oppure le ricette dedicate. In linea generale, quanti sono interessati a seguire la dieta chetogenetica, dovrebbero ovviamente evitare cibi contenenti molti carboidrati, sia di tipo zuccherino sia a base amidacea. La lista include dunque cibi ricchi di amido quali pane, pasta, riso e patate, tutti molto ricchi di carboidrati. Al contrario di quanto accade in molti altri regimi alimentari dietetici, la dieta cheto sconsiglia di assumere i cosiddetti prodotti dietetici a basso contenuto di grassi. Una dieta cheto dovrebbe essere moderatamente ricca di proteine e, con buone probabilità più ricca di grassi rispetto alle altre, al fine di sopperire l’energia che non viene assimilata dai carboidrati. Al contrario, gli alimenti e i prodotti alimentari a ridotto contenuto di grassi di solito forniscono troppi carboidrati e un quantitativo non sufficiente di proteine e grassi. Inoltre, vanno evitati o limitati il più possibile anche alimenti molto processati: meglio puntare invece su cibi che contengono pochi ingredienti e preparati con metodi di cottura veloci e rispettosi.
Infine, un aspetto da tenere in considerazione riguarda la tipologia di bevande consentite in una dieta chetogenica. Ovviamente, l’acqua è la bevanda ideale, ma vanno bene anche caffè o tè. Anche se idealmente sarebbe meglio non usare dolcificanti, è concessa una goccia di latte o di panna, ma senza esagerare, poiché i carboidrati potrebbero sommarsi. La dieta chetogenetica non dovrebbe essere vista come un regime eccessivamente restrittivo: ecco perché se si ha l’occasione di gustare un bicchiere di vino ogni tanto, non ci si dovrà mortificare, quanto piuttosto tenere a mente l’obiettivo generale.

