Banche, la sfida del futuro è intercettare la Next Gen

Il settore del private banking in Italia sta attraversando una fase di trasformazione e maturazione. Gli istituti stanno accrescendo la massa di patrimoni gestiti, eppure le nostre banche potrebbero fare molto di più, soprattutto se riuscissero a intercettare un pubblico più giovane.

I giovani ancora sottovalutati dalle banche

bancheSe consideriamo i dati contenuti nell’ultimo rapporto annuale dell’Osservatorio Private Banking, si evince che la clientela della next generation, quelle successive cioè ai baby boomer, rappresenta soltanto il 21% del totale. Sebbene si tratti di una quota in progressiva espansione, è obiettivamente una percentuale ancora troppo bassa.

Se pensassimo che i giovani non hanno ancora maturato grande interesse verso i servizi di Private Banking commetteremo un grosso errore. Il report evidenzia infatti che c’è un interesse medio alto del pubblico giovane verso i servizi di consulenza evoluta. Tuttavia soltanto in pochi casi questo interesse si trasforma in un rapporto concreto con le banche. Moltissimi giovani, piuttosto che affidare le proprie risorse agli istituti, preferiscono impieghi fai da te e investimenti on-line. La cosa grave è che spesso lo fanno non utilizzando piattaforme autorizzate Consob, correndo quindi grossi rischi.

Un punto di vista differente

Bisogna considerare che finora il private banking in italiano è stato un vestito cucito addosso alle esigenze di individui di una certa età, un certo reddito e determinati bisogni da soddisfare. Se si vuole allargare la platea del pubblico più giovane, bisogna evidentemente intercettare i loro bisogni che sono diversi. Senza dimenticare la loro attenzione crescente verso il tema dell’economia sostenibile e della transizione energetica.

Se le banche riusciranno a intercettare questa domanda latente, fornendo soluzioni soddisfacenti, allora potremmo assistere a una crescita significativa della clientela nei prossimi anni.

Barriere all’ingresso troppo alte

Se per le banche i giovani rappresentano una grossa opportunità da cogliere, al tempo stesso bisogna fare i conti con delle barriere all’ingresso che rimangono elevate.
Tra i principali ostacoli che la next generation incontra c’è soprattutto la ridotta disponibilità di un patrimonio iniziale e la percezione dei costi di ingresso come elevati. Inoltre troppo spesso le banche e i giovani non parlano la stessa lingua, perché adottano scelte comunicative poco compatibili. I giovani chiedono un servizio personalizzato e adattabile allo stile di vita e agli obiettivi individuali, nonché strumenti sempre più digitali ma semplici e intuitivi.