Servono grandi investimenti per la transizione energetica, ma serve anche reperire le materie prime necessarie per sostenere questo sforzo. Per questo motivo in Italia è ripartita la corsa alle miniere.
La caccia alle materie prime
Nell’ultimo periodo c’è stato un forte incremento della richiesta di concessione per riattivare delle miniere che erano rimaste inutilizzate. Si cercano metalli come rame, cobalto, piombo, zinco, litio e non solo. Tutte materie prime necessarie per arrivare alla transizione energetica, ma anche per avere delle filiere certificate e sostenibili.
I progetti
Sono diverse le Regioni italiane interessate dai nuovi progetti. Ad esempio in Emilia Romagna l’impresa australiana Altamind ha ottenuto il permesso di effettuare un programma esplorativo presso Corchia, dove vuole cercare il rame.
Questo permesso gli concederebbe di valutare i dati storici, la mappatura geologica, il campionamento e la geofisica del territorio di ricerca. Oltre al rame (che costa 3,8438 dollari secondo i dati XTB), Altamind ritiene che possano esserci anche cobalto ed altri metalli associati.
Il litio nel Lazio
Altre due Regioni Italia dove sono in corso progetti analoghi sono il Lazio e il Piemonte. Nella regione della Capitale si punta a individuare ed estrarre il litio attraverso i pozzi geotermici scavati negli anni Settanta e negli anni Novanta da Eni ed Enel.
Questi pozzi servivano a cercare acqua ad alta pressione per produrre elettricità, ma l’analisi di quella stessa acqua ha fatto emergere una concentrazione di litio che potrebbe tornare molto utile.
Per capire quanto possa essere importante, ricordiamo che il Litio è un metallo fondamentale per la costruzione di batterie per i veicoli elettrici, e che il suo prezzo è sceso per la prima volta dopo anni, durante i quali ha raggiunto un record assoluto (novembre 2022). Tuttavia molti indicatori che anticipano il trend fanno immaginare una ripresa della quotazione.
Il cobalto nel Piemonte
In Piemonte invece si cercherà soprattutto il cobalto nella zona di Usseglio. Si tratta di un sito che ha funzionato fino al 1750 per estrarre questo metallo, che poi veniva esportato in Germania dove era stato utilizzato come pigmento.
Altri progetti minerali che riguardano piombo e zinco sono portati avanti nella provincia di Bergamo ed in Sardegna, dove tra le altre cose si potrebbe estrarre anche terre rare.

