In questa prima parte del 2023 si sta verificando un fenomeno molto particolare, che interessa riguardo le materie prime industriali. I prezzi fisici stanno infatti vivendo una fase calante, innescata principalmente dalla riduzione del costo del gas naturale. Tuttavia sui mercati finanziari delle commodities, quegli stessi prezzi sembrano invece avviati su un chiaro sentiero di crescita.
La divergenza dei prezzi delle materie prime industriali
Come detto, il principale motivo per cui nel mercato fisico le materie prime si stanno deprezzando è il calo del gas naturale. Tra dicembre e gennaio il prezzo è sceso da 117 Euro/MWh a 65 Euro/MWh, con una riduzione prossima al 50%. Questa riduzione si è trasferita sugli altri prezzi fisici industriali, anche se in misura lieve.
E allora perché sui mercati finanziari le commodities industriali sono scambiati a prezzi più elevati?
Un mix di tre fattori
Il primo motivo di questo segnale contrastante va ricercato nel tasso di cambio del dollaro. Il biglietto verde americano è la valuta con la quale si concretizzano gli scambi materie prime industriali sui mercati finanziari.
Dopo aver raggiunto un massimo pluridecennale nel mese di ottobre, il dollaro USD ha imboccato la via della lieve discesa rispetto a molte altre valute mondiali. Principalmente rispetto all’Euro. Il cambio EUR-USD è salito da 0,98 a 1,08. Parliamo di un deprezzamento del dollaro quasi del 10%. Ciò significa che, a parità delle altre condizioni, i prezzi finanziari delle materie prime industriali sono cresciuti.
I prezzi fisici in Europa, che sono invece quotati in euro, sono scesi.
La ripresa economica
Un altro fattore che sta incidendo sulla divergenza dei prezzi delle materie prime industriali, tra mondo fisico e mondo finanziario, sono le attese di ripresa economica per quest’anno.
Gli scenari recessivi, che venivano prospettati fino a poco tempo fa, hanno lasciato spazio ad un maggiore ottimismo. La temuta frenata della crescita economica dovrebbe essere ancora breve, e ci si attendono segnali di inversione e di crescita già entro la fine di quest’anno.
Tutto questo si traduce in un rialzo dei prezzi futures sul mercato Quotex e di quelli spot dei metalli industriali.
Il paniere di commodity
L’ultimo fattore che spiega la divergenza dei prezzi delle materie prime industriali riguarda la diversa composizione del paniere di beni.
Sui mercati finanziari vengono sostanzialmente quotati soltanto i metalli. Alcune materie prime industriali, come quelle relative al comparto chimico, alla filiera del legno e della carta, così come quello dei tessuti, non sono quotate. In questi settori c’è una domanda che si è indebolita e quindi i volumi trading sono diminuiti notevolmente, spingendo così al ribasso i prezzi, mentre la dinamica opposta riguarda i metalli.

