I draghi sono animali mitologici che suscitano passioni e godono di grande fama, in quanto compaiono in una moltitudine di opere fantastiche, sia letterarie che cinematografiche e televisive, rappresentati come creature enormi e feroci, dotate di enorme forza e potere.
Il nome drago deriva dal greco antico “drakon” che significa “serpente” o “vipera” ed è stato rappresentato nel corso della storia umana nella maggior parte delle mitologie, sia orientali che occidentali. Il mito ha probabilmente origine dalla comparsa di fossili di dinosauri, alcuni di grandi dimensioni, che nell’immaginario delle persone di tutto il mondo sono diventati draghi, talvolta raffigurati in modo molto simile ai rettili preistorici. Nella mitologia, i draghi giapponesi sono i più popolari dopo quelli cinesi.
I draghi esistono?
Se torniamo alla spiegazione dei dinosauri, è chiaro che dovremmo dire che, se sono esistiti, appartenevano a qualche genere o specie di sauri preistorici, che avrebbero vissuto insieme agli altri. Ma non abbiamo prove che questi esseri meravigliosi siano mai esistiti, quindi concentriamoci sui giorni nostri e riproponiamo la stessa domanda:
I draghi esistono oggi?
E ora rispondiamo con un sonoro sì. Ma non aspettatevi in questa rubrica una sorta di trattato criptozoologico sulla ricerca di draghi nel lago di Loch Ness o in qualche profonda e fitta giungla, bensì incontreremo draghi reali, draghi che abitano il nostro pianeta oggi, draghi di ogni tipo, terrestri, acquatici, volanti… e persino draghi vegetali.
1. Drago di Komodo

Il Varanus komodoensis o drago di Komodo è il più fedele rappresentante dei draghi mitologici, in quanto è la lucertola più grande del mondo, che misura fino a tre metri di lunghezza.
Questo enorme sauro, endemico di alcune isole indonesiane, ha anche un morso potente e velenoso grazie alla sua saliva piena di batteri patogeni virulenti, che lo rende un temibile predatore, motivo per cui è temuto, rispettato e venerato dalle popolazioni locali. Purtroppo le loro dimensioni e la loro fama li hanno resi molto popolari, incrementando il turismo, il bracconaggio e la distruzione del loro habitat, tutti fattori che, insieme all’attività vulcanica e agli incendi, li hanno portati a una situazione di rischio, essendo attualmente classificati come specie vulnerabile nella Lista Rossa delle Specie Minacciate della IUCN.
2. Drago marino

Il Phycodurus eques o drago marino frondoso e il Phylopteryx taeniolatus o drago marino comune sono bellissimi pesci marini, parenti stretti dei famosi cavallucci marini, il cui aspetto non ha nulla da invidiare a quello dei draghi marini delle antiche leggende dei marinai.
Entrambi abitano le coste meridionali dell’Australia, di solito in acque poco profonde e temperate. Le loro numerose estensioni e appendici, oltre a farli assomigliare ai mitologici draghi marini, li aiutano a mimetizzarsi e a passare inosservati nei fondali marini ricchi di piante e alghe, poiché le loro dimensioni sono piuttosto ridotte, circa 45 centimetri in entrambe le specie. Nonostante le differenze anatomiche tra i due draghi, alcuni biologi sostengono che potrebbero essere della stessa specie.
3. Drago volante
Il Draco volans o drago volante è un altro piccolo rettile con l’aspetto, il nome e le capacità di volo dei draghi mitologici. Grazie alle pieghe di pelle sui fianchi tra le zampe posteriori e anteriori, il patagio, che sono anche attaccate alle sue costole mobili, il drago volante può distenderle e usarle come ali, planando da un ramo all’altro degli alberi delle foreste pluviali asiatiche in cui vive.
Ma anche se volano come tanti fantastici draghi, sono piccoli rettili, grandi circa 20 centimetri, che vivono tranquillamente sugli alberi, nutrendosi di insetti e utilizzando la mimetizzazione come principale metodo di difesa.
4. Drago della Patagonia

Tra gli invertebrati ci sono anche i draghi, come questo piccolo plecottero chiamato Andiperla willinki o drago della Patagonia. Questo curioso insetto vive sul ghiacciaio Perito Moreno, nella Patagonia argentina, dove trascorre tutta la sua vita sul ghiaccio, per cui potremmo paragonarlo ai mitici draghi di ghiaccio o di montagna che compaiono nella mitologia di molti popoli europei, tranne che per la grande distanza nelle dimensioni, dato che l’Andiperla willinki è lunga solo circa 15 mm.
La capacità di resistere alle basse temperature pur vivendo sul ghiaccio è dovuta alla presenza di glicerolo nell’emolinfa, che agisce come antigelo.
5. Drago blu
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La straordinaria lumaca di mare Glaucus atlanticus o drago blu è un abitante di molti dei nostri mari e oceani e, nonostante i suoi 8 centimetri scarsi di lunghezza, potremmo paragonarla a un pericoloso e bellissimo drago marino velenoso, poiché ha l’incredibile capacità di predare altri organismi di dimensioni maggiori o pericolosi come la Caravella portoghese, Physalia physalis e altre meduse.
Il drago blu può uccidere e mangiare questi organismi, e anche altri della stessa specie, perché è immunizzato contro il veleno ed è in grado di incorporarlo nel suo corpo, cosicché alla fine il suo stesso veleno diventa molto più potente grazie a tutto il veleno che accumula nelle sacche all’estremità dei cerata, che sono le estensioni a forma di dito dei suoi arti.
Per quanto riguarda i draghi vegetali di cui parlavo all’inizio, dovrei piuttosto dire che la maggior parte di essi sono parti di drago, come vedremo ora negli esempi di piante che prendono il nome da questi rettili mitologici.
6. Dragontea

La pianta del drago, Arum dracunculus (o Dracunculus vulgaris), è una bella pianta velenosa con strani fiori viola, che fiorisce in primavera nelle zone a clima mediterraneo ed è stata usata come pianta medicinale fin dall’antichità, sebbene sia tossica se consumata. Anche altri nomi comuni di questa pianta sono legati a draghi o rettili, come: dracontio, libellula, dragonera, dragonette, dragontea mayor, fiore di lucertola, coda di lucertola, serpentaria, erba serpente…
7. Dente di drago

ll Taraxacum officinale è meglio conosciuto con il nome di dente di leone, anche se tra i molti nomi comuni attribuitigli, è il dente di drago a farlo comparire in questo elenco.
È una pianta considerata, per la sua abbondanza, un’erbaccia che si trova facilmente su sentieri, giardini, prati… ed è caratterizzata dai suoi fiori gialli e dal suo tipico frutto volante, un frutto di tipo achenio con pappo, peli piumosi che permettono la dispersione di questo tipo di frutto da parte del vento.
8. La bocca di Snapdragon

E continuiamo con le parti del nostro animale mitologico, conoscendo ora la pianta chiamata Aretusa bulbosa o bocca di drago. La bocca di drago è un tipo di orchidea che prende il nome volgare dai draghi mitologici e il nome scientifico da un altro essere mitologico, la ninfa acquatica Aretusa. Questa pianta è molto rara e si trova in alcuni stagni e zone paludose degli Stati Uniti. Il suo fiore è di colore rosa e la sua forma dà il nome alla pianta del dragoncello.
9. Dragonbane

L’Antirrhinum barrelieri, o albero del drago, è una pianta mediterranea che cresce fino a circa un metro di altezza nelle zone rocciose e presenta piccoli fiori violacei dalla forma curiosa, che le ha fatto guadagnare strani nomi volgari come albero del drago, coniglietti, vitello dalla bocca stretta, gattini, scarpette della vergine…
10. Drago millenario

E concludo questa compilazione di esseri drago con il mitico albero dell’isola di Tenerife conosciuto come Drago milenario, un esemplare di Dracaena draco o albero drago delle Isole Canarie. Questa e tutte le rappresentanti del genere Dracaena sono chiamate dracene, anche se ne esiste una rappresentazione arbustiva chiamata dracena arbustiva.
Per le popolazioni antiche, questi alberi avevano proprietà magiche ed erano considerati alberi sacri, sia nell’antica Roma che altrove durante il Medioevo. Anche perché la loro linfa diventa rossa a contatto con l’aria, era chiamata “sangue di drago” e veniva scambiata per uso medicinale o come colorante.
Questo meraviglioso esemplare arboreo conclude la nostra rassegna di questi curiosi esseri draconici che abitano il nostro pianeta. E se qualche lettore è rimasto deluso perché si aspettava di trovare qui dei draghi fantastici, basta fare un esercizio di immaginazione e considerare la forza e le dimensioni del Komodo, la capacità di volo del Draco volans, la resistenza al freddo del piccolo drago della Patagonia, i colori viola dell’Arum e degli altri fiori di drago, le appendici follicolari del drago marino, il sangue magico del Drago millenario e il potente veleno del drago blu; Mettendo insieme tutte le parti abbiamo il nostro potente drago dei miti e delle leggende.

