Il rischio per il Canada di proteste “all’olandese”

Gli agricoltori canadesi stanno esprimendo la loro totale disapprovazione per il piano “ambientalista” del governo federale. Le intenzioni di Ottawa sono certamente lodevoli: si tratta della riduzione dell’inquinamento globale.

Ma i modi e i tempi proposti sono ritenuti dai coltivatori del Canada come inopportuni e altamente controproducenti. Molte delle critiche riguardano anche la persona stessa del primo ministro Justin Trudeau, premier dal 2015 e figlio di Pierre Trudeau, che fu premier due volte nel secolo scorso e governò il Canada complessivamente per quindici anni.

Negli ultimi tempi le proteste contro il suo governo sono aumentate a seguito tra l’altro della questione vaccinale, e oggi al mondo agricolo e anche da quello politico delle Province canadesi Trudeau viene percepito come ormai lontano dagli effettivi bisogni della popolazione.

Il governo contro i fertilizzanti

I fertilizzanti, in particolare quelli azotati, sono responsabili per le emissioni di gas serra. Lo scopo dichiarato da Ottawa è di ridurre del 30% il loro uso entro la fine del decennio. Dopo la “carbon tax”, si tratta di un altro passo avanti nell’attuazione del programma verso l’ambizioso obiettivo delle “zero emissioni”.

Ma dal punto di vista del rispetto dell’ambiente, il Canada è già un Paese “virtuoso” che non ha bisogno di brusche spinte in questa direzione, ma solo di essere avere il sostegno del governo, invece che ostacoli al suo lavoro: è quanto afferma Cherilyn Jolly-Nagel, leader dell’associazione dei coltivatori di grano di Mossbank, che sottolinea come il Paese è già a livello mondiale fra quelli che usano tecniche agricole a basso impatto e avverte che le limitazioni che vuole imporre il governo porteranno ad avere prodotti alimentari più cari e scaffali più vuoti.

La reazione di associazioni e comunità

Paul McLauchlin, presidente dei comuni rurali della Provincia dell’Alberta, mette in guardia contro il pericolo della riduzione della produzione alimentare. Secondo lui, il 30% di fertilizzanti in meno va a significare il 30% di produzione alimentare in meno, se non si accompagna all’introduzione di nuove tecnologie agricole. E ci sarà anche la conseguente chiusura di molte attività economiche, con tutta la ricaduta sociale della disoccupazione.

Karen Proud, direttrice di Fertilizer Canada, l’associazione di categoria dei produttori di fertilizzanti, spiega i pesanti inconvenienti del piano governativo come la perdita di milioni di metri cubi di canola, mais e frumento primaverile. Se si insiste nella riduzione all’uso dei fertilizzanti senza dare modo di implementare tecniche alternative, si andrà presto a intaccare il volume dei raccolti e a rompre è la catena dell’approvvigionamento alimentare.

Fonte: https://strumentipolitici.it/gli-agricoltori-canadesi-contro-trudeau-col-suo-piano-si-rischia-una-crisi-alimentare/