Londra sfrutta le sue riserve di gas, ma rischia il blackout

Lo scorso giugno il governo di Londra ha dato il suo okay alla multinazionale britannica Shell per le estrazioni dal giacimento di Jackdaw, situtato 155 miglia ad est di Aberdeen, al largo della costa orientale scozzese. Il via libera al progetto però non è arrivato subito: un anno fa la Offshore Petroleum Regulator for Environment and Decommissioning (OPRED) lo aveva inizialmente bocciato pe le ricadute ambientali. Ma la crisi energetica derivante dal conflitto in Ucraina ha imposto che venissero riconsiderati i parametri. Inoltre la Shell si impegna a iniettare nel tessuto economico britannico un investimento da 500 milioni di sterline per far funzionare il progetto. In questo modo darà impulso all’indotto locale.

Greenpeace porta Londra in tribunale

Greenpeace ritiene che il governo abbia approvato il piano della Shell senza una rigorosa valutazione dell’impatto delle estrazioni di gas sul clima. Dal giacimento di Jackdaw arriverà tanta CO2 quanta ne genera un Paese grande come il Ghana. Inoltre i costi energetici che i cittadini pagano oggi non saranno resi più leggeri dal contributo della Shell.

La stessa Shell però ha dichiarato che Jackdaw potrebbe dare addirittura il 6% del gas totale del Regno Unito, anche se i primi risultati si avranno solo a metà del 2025. Il governo di Sua Maestà si era di recente impegnato a ridurre a zero le emissioni carboniche entro il 2050. Ora vedremo come farà.

Londra poteva restare al buio

La crisi energetica si fa sentire, ma forse il blackout che la capitale ha rischiato il 20 luglio non è dipeso dalla mancanza di combustibile. Le ragioni sono tecniche. Nella griglia nazionale si è venuto a creare un “collo di bottiglia” che ha impedito l’afflusso di elettricità da altre parti del Paese.

Diversi quartieri di Londra sarebbero rimasti al buio, se non fosse stato per l’elettricità che è giunta da Zeebrugge, in Belgio. Il Regno Unito l’ha acquistata a un prezzo salatissimo: ben 5mila volte pi\ caro del costo normale! Ma è stato l’unico modo. Ora bisogna intervenire in maniera strutturale sulle infrastrutture, per ripararle e rinnovarle, visto che la maggior parte ha già quasi quarant’anni di servizio.

Fonte: https://strumentipolitici.it/londra-ha-rischiato3-il-blackout-salvata-dallelettricita-del-continente/