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	<title>tassi di interesse Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>tassi di interesse Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Mutui: 134.000 euro la richiesta media (+5%)</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865116084/mutui-134-000-euro-la-richiesta-media-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 07:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ultimi anni sono stati delicati per il mercato dei mutui, ma a partire dalla seconda metà del 2024, grazie &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi anni sono stati delicati per il mercato dei mutui, ma a partire dalla seconda metà del 2024, grazie alla politica monetaria della BCE, i <strong>finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione sono tornati a crescere</strong> tanto che – secondo l’osservatorio* congiunto <strong>Facile.it </strong>e <strong><a href="https://www.mutui.it/">Mutui.it</a></strong> – rispetto ai dodici mesi precedenti sono aumentati sia l’importo richiesto, arrivato a <strong>134.358 euro</strong> (+5%), sia il numero delle domande di finanziamento (+<strong>13%</strong>).</p>
<p>Cresce anche il <strong>valore medio dell’immobile</strong> oggetto di mutuo, salito nel 2024 a<strong> 209.160 (+5%)</strong>. In lievissimo incremento anche <strong>l’età </strong>degli aspiranti mutuatari (quasi 40 anni e mezzo), dato che va letto anche alla luce <strong>dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga</strong>, passate dal 21% del 2023 al <strong>29% del 2024</strong>, valore spinto in alto dal calo dei tassi applicati ai mutui.</p>
<p><strong>Prima casa</strong></p>
<p>Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per <strong>l’acquisto della prima</strong> <strong>casa,</strong> emerge che anche in questo caso aumentano sia l’importo medio richiesto, pari a <strong>139.236 euro (+5%)</strong> sia il <strong>valore medio dell’immobile</strong>, che ha raggiunto i<strong> 191.677 euro</strong> (+3%). Rimangono sostanzialmente <strong>stabili</strong>, invece, <strong>l’età media</strong> del richiedente (37 anni e mezzo) e la <strong>durata</strong> del piano di ammortamento (26 anni).</p>
<p><em><strong>L’offerta ed i tassi</strong></em></p>
<p>Sebbene i fissi siano ancora più convenienti, il divario con i variabili si è ridotto; secondo le <strong>simulazioni</strong><strong>**</strong><strong> di Facile.it e Mutui.it</strong> oggi per un mutuo medio da 126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del <strong>2,45%,</strong> con rata di <strong>562 euro</strong>. Tariffe leggermente migliori per gli <strong>immobili di classe A o B</strong>, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a <strong>2,40%</strong> e una rata di <strong>559 euro. </strong>Per la <strong>surroga</strong>, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al <strong>2,57%</strong> (rata di 570 euro).</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>tassi variabili</strong>, grazie ai tagli della Banca Centrale Europea, oggi questi risultano più convenienti rispetto anche solo a sei mesi fa; le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del <strong>3,50%,</strong> con una rata di <strong>631 euro</strong>. Per gli <strong>immobili di classe A o B </strong>i valori partono da<strong> 3,33% </strong>con una rata di<strong> 612 euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 700.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it nel 2023 e nel 2024</em></p>
<p><em>** Simulazioni fatte in data 11 febbraio 2025 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>BCE: rate mutui in calo di 66 euro nel 2024</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865115217/bce-rate-mutui-in-calo-di-66-euro-nel-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[riunione BCE]]></category>
		<category><![CDATA[taglio tassi]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occhi puntati sull’incontro di giovedì durante il quale la BCE dovrebbe tagliare, per l’ultima volta quest’anno, i tassi di interesse. &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Occhi puntati sull’incontro di <strong>giovedì</strong> durante il quale la <strong>BCE dovrebbe tagliare</strong>, per l’ultima volta quest’anno, i tassi di interesse. <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> ha stimato che, se l’Eurotower dovesse sforbiciare gli indici di <strong>25 punti base</strong>, la rata di un mutuo variabile standard* <strong>potrebbe scendere di circa 18 euro nei prossimi mesi</strong>, passando dagli attuali <strong>682 euro</strong> a <strong>664 euro</strong>.</p>
<p><strong>Cosa è successo nel 2024</strong></p>
<p>Il 2024, in particolare il secondo semestre, è stato un periodo <strong>caratterizzato dal calo degli indici</strong>; a partire da giugno la BCE ha iniziato a ridurre i tassi e questo ha portato una boccata d’ossigeno alle famiglie che hanno in corso un finanziamento a tasso variabile, ma il <strong>calo è ancora marginale</strong> se si considerano gli aumenti degli ultimi anni.</p>
<p>Da inizio 2024 ad oggi la<strong> rata di un mutuo standard è scesa di 66 euro</strong>, passando da 748 euro a 682 euro, ancora molto lontana dai valori di inizio 2022, quando era pari ad appena <strong>456 euro</strong>.</p>
<p><em>«Viste le condizioni favorevoli di mercato in tanti hanno approfittato delle offerte delle banche per <strong>surrogare</strong> il mutuo, passando dal variabile al fisso e abbattendo così la rata</em><em>», </em>spiegano gli esperti di Facile.it. <em>«Ma grazie ai tagli della BCE anche chi ha mantenuto il variabile ha potuto risparmiare, seppur in modo meno marcato</em><em>».</em></p>
<p><strong>Le previsioni per il 2025</strong></p>
<p>Quali sono le <strong>previsioni sull’andamento dei tassi variabili</strong> per il <strong>2025</strong>? Analizzando i Futures sugli Euribor (aggiornati al 6 dicembre 2024) emerge che nel prossimo anno gli indici dovrebbero continuare a scendere, in particolare nel primo semestre, per poi stabilizzarsi.</p>
<p>Secondo le aspettative di mercato, a giugno l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scendere sotto il 2%; se queste previsioni si avverassero, la rata del mutuo standard preso in esame scenderebbe quindi a <strong>612 euro</strong> entro il <strong>primo semestre 2025</strong>, arrivando a sfiorare i <strong>600 euro</strong> a dicembre 2025, con un calo complessivo vicino agli <strong>80 euro rispetto alla rata di oggi.</strong></p>
<p><strong>Mutuo variabile: aspettare il calo o provare a surrogare?</strong></p>
<p>Secondo l’analisi di Facile.it, guardando alle migliori offerte* di <strong>tassi surroga fissi</strong> disponibili online, gli indici TAN per un mutuo standard partono da <strong>2,50%,</strong> con una rata di <strong>565 euro</strong> (valori che scendono addirittura a 2,23%, rata 548 euro, in caso di “mutuo green”).</p>
<p>Dati alla mano, quindi, surrogando oggi il mutuo variabile standard si passerebbe da una rata variabile di 683 euro ad una rata fissa di 565 euro, con un <strong>beneficio economico di quasi 120 euro.</strong> Insomma, <strong>un risparmio più elevato rispetto alla prospettiva dei tagli e, soprattutto, più rapido</strong>.</p>
<p><strong>Per chi compra casa è meglio il fisso o il variabile?</strong></p>
<p>I tassi variabili, seppur in discesa, rimangono per il momento <strong>meno competitivi rispetto ai fissi</strong>.</p>
<p>Secondo le simulazioni di Facile.it**, guardando alle migliori offerte a tasso fisso disponibili online per un mutuo standard, i TAN partono da <strong>2,49%</strong>, con una rata di 564 euro.</p>
<p>Per i variabili, invece, le migliori offerte partono da un TAN pari al <strong>3,68%</strong>, con una rata iniziale di <strong>635 euro</strong>. Numeri alla mano, la scelta al momento appare ovvia.</p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>** simulazioni Facile.it in data 09/12/2024 su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.</em></p>
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		<title>Prestiti personali: tassi in calo del 3% nei primi 9 mesi dell’anno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113992/prestiti-personali-tassi-in-calo-del-3-nei-primi-9-mesi-dellanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 09:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti personali]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il taglio del costo del denaro da parte della BCE sta avendo effetti positivi anche nell’ambito dei prestiti personali. Secondo &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il taglio del costo del denaro da parte della BCE sta avendo effetti positivi anche nell’ambito dei <strong>prestiti personali</strong>. Secondo l’analisi di <strong>Facile.it</strong> e <strong>Prestiti.it</strong>, dopo due anni di aumenti i tassi disponibili online sono tornati a scendere con un calo che, nei primi 9 mesi del 2024, è stato di circa il <strong>3%</strong>.</p>
<p><em>«A differenza di quello dei mutui, il settore del credito al consumo tende a muoversi in modo meno marcato e con tempistiche dilatate rispetto alle decisioni della BCE; nonostante questo, però, il calo generale del costo del denaro sta avendo i primi effetti positivi anche sul fronte dei prestiti personali</em><em>», </em>spiega <strong>Aligi Scotti</strong>, <strong>BU Director prestiti di Facile.it. </strong></p>
<p><strong>Osservatorio prestiti personali</strong></p>
<p>Secondo l’analisi* di Facile.it e Prestiti.it realizzata su un campione di oltre 500.000 richieste di prestiti personali, nei primi 9 mesi del 2024 chi ha presentato domanda ad una società di credito ha puntato ad ottenere, in media, poco più di <strong>10.300 euro</strong> da restituire in 5 anni.</p>
<p>Analizzando le ragioni per cui gli italiani chiedono un prestito personale emerge che, al primo posto, c’è <strong>l’esigenza di liquidità</strong>, indicata da quasi 1 richiedente su 3 (32%); seguono le domande per <strong>l’acquisto di auto usate</strong> (18%) e per il <strong><a href="https://www.facile.it/prestiti-consolidamento-debiti.html">consolidamento debiti</a></strong> (15%).</p>
<p>Rispetto allo scorso anno, è aumentato il peso percentuale delle richieste di prestiti personali per la <strong>ristrutturazione della casa</strong> (+7%), per pagare le <strong>spese mediche</strong> (+9%) e per il <strong>consolidamento debiti</strong> (+4%).</p>
<p>In media, chi ha chiesto un prestito personale fra gennaio e settembre 2024 aveva, all’atto della firma, 43 anni e mezzo, ma le motivazioni per cui ci si rivolge ad una società di credito cambiano notevolmente al variare dell’età: gli under 30, ad esempio, sono la categoria che chiede, in percentuale, più prestiti per <strong>l&#8217;acquisto di auto usate</strong>, la <strong>formazione</strong> e per <strong>viaggiare</strong>.</p>
<p>I richiedenti con età compresa tra i 30 e i 39 anni sono la fascia che chiede più prestiti per l’acquisto di <strong>arredamento</strong> e per <strong>sposarsi</strong>, i 40-49enni, invece, sfruttano maggiormente il <strong>consolidamento debiti. </strong>Gli <strong>over 60</strong>, infine, sono quelli che chiedono, sempre in percentuale, più prestiti per le <strong>spese mediche</strong> e per <strong>ristrutturare casa</strong>.</p>
<p>Sono ancora importanti le differenze tra uomini e donne; a presentare domanda di finanziamento è nella maggior parte dei casi un <strong>uomo</strong> (70%). Solo in alcune tipologie di prestito personale (ad esempio quello per la scuola e la formazione) il campione femminile sale arrivando al 45% del totale. La differenza di genere emerge anche guardando <strong>agli importi richiesti</strong>: gli uomini puntano, in media, ad ottenere prestiti personali di importo pari a <strong>10.660 euro</strong>, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto chiesto dalle donne.</p>
<p>Tra le ragioni che incidono su questa diversità vi è anche una componente di <strong>natura reddituale</strong>, come confermato dai dati dell’analisi: lo stipendio medio mensile dichiarato dagli uomini che hanno presentato domanda di finanziamento è pari a 2.438 euro, vale a dire il <strong>16% più alto rispetto</strong> a quello del campione femminile.</p>
<p><em>* </em><em>Osservatorio realizzato su un campione di oltre 500.000 richieste di prestito personale raccolte online da Facile.it e Prestiti.it tra gennaio-settembre 2023 e gennaio-settembre 2024.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Tassi di interesse, lo scatto della Fed mette a rischio i Paesi emergenti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865102566/tassi-di-interesse-lo-scatto-della-fed-mette-a-rischio-i-paesi-emergenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 08:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[etf paesi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[strategia breve termine]]></category>
		<category><![CDATA[tassi di interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un contesto economico così complicato, con i prezzi dell&#8217;energia alle stelle e l&#8217;inflazione che galoppa, era inevitabile che le &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865102566/tassi-di-interesse-lo-scatto-della-fed-mette-a-rischio-i-paesi-emergenti/">Tassi di interesse, lo scatto della Fed mette a rischio i Paesi emergenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un <strong>contesto economico così complicato</strong>, con i prezzi dell&#8217;energia alle stelle e l&#8217;inflazione che galoppa, era inevitabile che <strong>le banche centrali avrebbero cominciato ad alzare i tassi di interesse</strong>, dopo i lunghi anni di denaro a buon prezzo. Ma ogni nuovo scenario comporta delle conseguenze.</p>
<h2>Le conseguenze degli alti tassi di interesse</h2>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 168px; margin: 11px; width: 321px;" src="https://economia-impresa.info/wp-content/uploads/2020/07/mercati-emergenti-630x330.jpg" alt="tassi di interesse paesi emergenti" />Questa svolta sui tassi avrà <strong>effetti pesanti sulla crescita economica</strong>, che già di suo è abbastanza fiacca. <strong>Potrebbero innescarsi scenari recessivi</strong>.<br />
Un maggiore livello dei tassi di interesse infatti <strong>indebolisce l&#8217;economia e rallenta la domanda e di consumi</strong>. Ma penalizza anche alcuni settori degli investimenti, come ad esempio il mercato azionario. La crescita dei tassi di interesse infatti <strong>incrementa il costo dei finanziamenti e colpisce i profitti delle società</strong>.</p>
<h2>La situazione più grave</h2>
<p>Tra tutti i vari ambiti finanziari, <strong>quello che viene maggiormente colpito</strong> è senza dubbio <strong>l&#8217;area dei mercati emergenti,</strong> ossia quei paesi che non sono ancora pienamente sviluppati sotto il profilo economico e finanziario.<br />
L&#8217;aumento del costo del denaro <strong>provoca infatti delle ripercussioni</strong> non solo sui loro mercati azionari locali, ma anche sull&#8217;andamento dello obbligazionario, ossia il debito pubblico.</p>
<h3>Tassi e banche centrali</h3>
<p>Quando una banca come <strong>la Federal Reserve alza il tasso</strong> di interesse, inevitabilmente le <strong>obbligazioni americane diventano più allettanti</strong>. Questo spinge gli investitori lontano da quei Bond che hanno un profilo di rischio maggiore, come appunto quelli dei mercati emergenti. Deflussi dall&#8217;obbligazionario, dagli <a href="https://www.universoforex.it/news/1751/etf_mercati_emergenti_quali_sono_e_in_che_modo_investire_anche_con_cfd.html" target="_blank" rel="noopener">etf paesi emergenti</a> e dal mercato azionario.</p>
<p><strong>Lo spostamento verso i Treasuries</strong> a stelle e strisce <strong>innesca la fuga di capitali dal mercato locale</strong>. Soprattutto per quei paesi che non hanno un sistema finanziario abbastanza solido. <strong>La più immediata conseguenza</strong> e la  <a href="https://www.universoforex.it/news/1276/strategie_di_trading_forex_a_breve_termine_15_minuti_30_minuti.html" target="_blank" rel="noopener">strategia a breve termine</a> più facile per le banche centrali di questi Paesi, è quella di <strong>provocare un aumento precipitoso dei tassi di interessi </strong>così da tornare ad essere competitivi rispetto a quelli dell&#8217;area dollaro.</p>
<h2>La dimostrazione eclatante</h2>
<p>Quello che andiamo dicendo trova un <strong>evidente dimostrazione in ciò che è caduto da gennaio di quest&#8217;anno</strong>. Da quando cioè la Federal Reserve ha cominciato ad alzare i tassi di interesse, <strong>l&#8217;indice MSCI Emerging Market ha perso circa il 19%</strong>.<br />
Dal momento che la Federal Reserve ha già preannunciato che continuerà il suo percorso molto aggressivo, <strong>è inevitabile che la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente</strong> con effetti assai pesanti sui paesi più indebitati.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865102566/tassi-di-interesse-lo-scatto-della-fed-mette-a-rischio-i-paesi-emergenti/">Tassi di interesse, lo scatto della Fed mette a rischio i Paesi emergenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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