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	<title>scienza Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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		<title>SDA Bocconi: per l&#8217;osteoporosi, REMS batte DEXA</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865100477/sda-bocconi-per-losteoporosi-rems-batte-dexa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Celes]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 05:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[osteoporosi]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno studio indipendente di CERGAS SDA Bocconi emerge che la tradizionale densitometria ossea (MOC &#8211; DEXA) ha costi maggiori &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div><i>In uno studio indipendente di CERGAS SDA Bocconi emerge che la tradizionale densitometria ossea (MOC &#8211; DEXA) ha costi maggiori per il Sistema Sanitario Nazionale rispetto alla nuova tecnologia REMS, brevettata dell’azienda pugliese Echolight.</i></div>
<div></div>
<div>Lo studio, presentato nei giorni scorsi, è stato condotto dal Prof. Patrizio Armeni e dalla Dr.ssa Ludovica Borsoi. Attraverso una valutazione economica denominata “analisi di minimizzazione dei costi”, è stato stimato l’impatto economico del nuovo ecografo con tecnologia REMS rispetto alla tradizionale densitometria ossea MOC – DXA. Le analisi di valutazione economica sono uno dei pilastri fondamentali dell’Health Technology Assessment (HTA), un approccio multidisciplinare alla valutazione delle tecnologie sanitarie per un’allocazione efficiente delle risorse.</div>
<div></div>
</div>
<div dir="ltr">
<p><i> “L’analisi dei costi ha riguardato sia i costi correnti per ciascuna prestazione diagnostica, sia quelli una tantum legati all&#8217;acquisto del device e alla formazione del personale sanitario” – ha chiarito <b>Ludovica Borsoi</b>. “La MOC/DXA presenta diversi fattori che ne ostacolano l&#8217;adeguatezza per lo screening e la diagnosi di massa dell’Osteoporosi: il costo della tecnologia, l&#8217;uso di radiazioni e quindi una limitata accessibilità. Al contrario REMS, utilizza un approccio non-ionizzante e ha una precisione e un&#8217;accuratezza diagnostica paragonabile a DXA”, ha concluso l’accademica.</i></p>
<p><i>Nel presentare lo studio indipendente, il prof. <b>Patrizio Armeni </b>ha affermato che: “i risultati dell’analisi di minimizzazione dei costi condotta dal punto di vista del SSN italiano, indicano che l&#8217;approccio REMS è associato a costi sanitari diretti inferiori rispetto a DXA”.</i></p>
<p><i>REMS supera i limiti del DXA per tre motivi: ha un costo d’acquisto inferiore, ha minori costi correnti medi e inferiori spese per training e formazione del personale.</i></p>
<p><i>I ricercatori hanno suggerito che, ampliando in ricerche future la prospettiva di analisi e guardando ai riflessi sull’intera società italiana, i risparmi connessi all’utilizzo di REMS potrebbero essere ancora maggiori se si considerano i costi di trasporto per il paziente e per i suoi familiari, l&#8217;assistenza informale e le perdite di produttività.</i></p>
<p><i> </i></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Studi sulle persone che hanno subito un lutto</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86560464/studi-sulle-persone-subito-un-lutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PsicologaCuneo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2018 06:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La psicologa Novara, dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli studi scientifici effettuati su persone che hanno subito un lutto. Molte &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86560464/studi-sulle-persone-subito-un-lutto/">Studi sulle persone che hanno subito un lutto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong><u><a href="http://www.psicologa-novara.com/">psicologa Novara</a></u></strong>, dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli studi scientifici effettuati su persone che hanno subito un lutto.</p>
<p>Molte persone che vivono un lutto familiare richiedono un numero maggiore di visite mediche, ospedalizzazioni e farmaci. Aumentata suscettibilità alle malattie, più evidente negli anziani, nei maschi e in quanti non hanno un valido supporto sociale, può essere spiegata dalla riduzione delle difese immunitarie, la tendenza all&#8217;abuso di sostanze (in particolare alcool e nicotina) e dall&#8217;automedicazione con benzodiazepine.</p>
<p>I dati presenti in letteratura indicano che la perdita di una persona cara e seguita da un innalzamento del tasso di mortalità, fenomeno che risulta correlato con il sesso e con il tempo trascorso dall&#8217;evento. Nei maschi la mortalità è più elevata nel primo anno ed è causata da gesti autolesivi, patologie cardiovascolari e infezioni; nelle donne si evidenzia, invece, dal secondo anno ed è in relazione ad una minore attenzione per la propria salute e all&#8217;assunzione non controllata di farmaci. L&#8217;ampia area di sovrapposizione tra lutto e depressione motiva la ricerca di comuni correlati biologici, in particolare a livello del sistema immunitario ed endocrino delle caratteristiche elettroencefalografiche persone.</p>
<p>Il lutto, parimenti ad eventi stressanti fisici e psico-sociali, o causare una riduzione dell&#8217;immunocompetenza, che si estrinseca o la mancata diminuzione dei linfociti T e B, soprattutto nelle prime settimane successive all&#8217;evento.</p>
<p>Gli studi endocrinologici suggeriscono che il lutto e, più in generale, lo stress la separazione provocano l&#8217;attivazione adrenocorticale. I disturbi del sonno rappresenta uno dei sintomi più comuni e persistenti durante il lutto.</p>
<p>Le registrazioni elettroencefalografiche notturne, nei vedovi recenti, evidenziano alterazioni analoghe a quelle riscontrate nei pazienti depressi, con riduzione della latenza REM e del sonno profondo e aumento globale delle fasi REM.</p>
<p>Diversi fattori condizionano questa situazione:</p>
<ul>
<li>età</li>
<li>sesso</li>
<li>classe sociale</li>
<li>reddito</li>
<li>razza</li>
<li>educazione</li>
<li>possibilità di sostentamento futuro</li>
<li>inizia la sintomi di stress</li>
<li>morte improvvisa o prevista</li>
<li>natura della malattia</li>
<li>percezioni supporto sociale</li>
<li>qualità della relazione affettiva</li>
<li>molteplici eventi vitali</li>
</ul>
<p>Un problema particolare costituito dal lutto di bambini. Si è a lungo pensato che la morte di un genitore potesse causare comportamenti asociali nell&#8217;infanzia e nell&#8217;adolescenza e disturbi psichici nella vita adulta. In particolare, la perdita della madre prima di 11 anni è stata associata ad un maggior rischio di depressione e di attacchi di panico. Nei lavori più recenti, tuttavia, non è riscontrato un significativo aumento di patologie psichiatriche negli adulti che hanno subito un lutto da bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo scritto da: <strong><u><a href="http://www.psicologa-novara.com/sessuologa-novara.html">Dott.ssa Silvia Parisi, psicologa Novara</a></u></strong></p>
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