<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rating Archives - ComunicatoStampa.org</title>
	<atom:link href="https://www.comunicatostampa.org/865tag/rating/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.comunicatostampa.org/865tag/rating/</link>
	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Dec 2021 08:30:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.1.10</generator>

<image>
	<url>https://www.comunicatostampa.org/wp-content/uploads/2014/09/cropped-cs-logo-32x32.png</url>
	<title>rating Archives - ComunicatoStampa.org</title>
	<link>https://www.comunicatostampa.org/865tag/rating/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Analisi rating pmi &#8211; Studio su 69mila imprese: il 36% è a rischio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86595390/analisi-rating-pmi-studio-su-69mila-imprese-il-36-e-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 08:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[CRO]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[rating]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=95390</guid>

					<description><![CDATA[<p>A metà novembre è entrato in vigore l’istituto della “Composizione negoziata della crisi”, uno strumento importante per aiutare le imprese &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86595390/analisi-rating-pmi-studio-su-69mila-imprese-il-36-e-a-rischio/">Analisi rating pmi &#8211; Studio su 69mila imprese: il 36% è a rischio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A metà novembre è entrato in vigore l’istituto della “Composizione negoziata della crisi”, uno strumento importante per aiutare le imprese in difficoltà. Qual è la fotografia del tessuto imprenditoriale italiano? Nonostante il Covid sembri non aver avuto un impatto diretto sulle aziende <strong>con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro</strong>, anche grazie alle varie misure di sostegno adottate, il <strong>rating a rischio resta comunque elevato</strong>.</p>
<p>Dall’<strong>Osservatorio</strong> di <strong><a href="https://www.temporarymanager.info/">Studio Temporary Manager S.p.A.</a></strong>, società specializzata nei servizi di temporary management, che ha elaborato i bilanci del 2020 depositati presso la Camera di Commercio di <strong>circa 69</strong> <strong>mila imprese italiane<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro</strong>, ben <strong>il 36%</strong> presenta <strong>un rating a rischio</strong>.</p>
<p>Un dato comunque in linea con l’anno precedente, ma la fotografia reale delle imprese post pandemia si vedrà solo alla fine del definitivo sblocco dei licenziamenti e quando termineranno le moratorie garantite dallo Stato (31 dicembre 2021).</p>
<p>Se ci si sposta poi a livello regionale, tutti i territori continuano a mostrare segnali di sofferenza ma con valori variabili. In sei regioni le imprese con un rating a rischio superano il 40% e tutte il 30%: tra queste si evidenziano la <strong>Sardegna</strong> (42%), il <strong>Lazio</strong> (42%), il <strong>Molise</strong> (40%), l’<strong>Abruzzo</strong> (40%), la <strong>Sicilia</strong> (40%) e la <strong>Toscana</strong> (40%). Seguono la <strong>Calabria</strong> (39%), la <strong>Basilicata</strong> (39%), l’<strong>Emilia Romagna</strong> (38%), la <strong>Liguria</strong> (38%), la <strong>Puglia</strong> (37%), l’<strong>Umbria </strong>(37%), la <strong>Lombardia</strong> (36%), il <strong>Piemonte</strong> (35%), il <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> (34%), la <strong>Valle d’Aosta</strong> (34%), la <strong>Campania</strong> (33%), le <strong>Marche</strong> (33%), il <strong>Veneto </strong>(32%) e il <strong>Trentino-Alto Adige </strong>(30%).</p>
<p><em>“I dati della Banca d’Italia indicano che dal 2019 sono saliti del 40% i finanziamenti bancari alle imprese con un significativo aumento del rischio di credito </em>– ha dichiarato <strong>Alberto Cerini,</strong> <strong>Responsabile “Corporate Turnaround &amp; Restructuring” di Studio Temporary Manager </strong>– <em>La nostra analisi conferma che nei bilanci ad oggi depositati relativi all’esercizio 2020 sono presenti evidenti segnali di criticità; la fine del divieto dei licenziamenti e l’imminente conclusione delle moratorie rivelerà il vero stato di salute delle imprese italiane, che ad oggi però è stato mantenuto sostanzialmente invariato rispetto ad un anno fa circa grazie proprio alle predette misure di sostegno, che si sono quindi dimostrate efficaci.” </em></p>
<p>Le imprese potranno ora affrontare le sfide future del 2022 ed uscire da eventuali situazioni di crisi, sia beneficiando della ritrovata ripresa economica italiana e internazionale, ma anche utilizzando il nuovo strumento della “<strong>composizione negoziata della crisi</strong>” introdotto dal Decreto Legge 118/2021 e del Decreto Dirigenziale del Ministero della Giustizia del 24/9/2021.</p>
<p><strong>In cosa consiste lo strumento della composizione negoziata della crisi?</strong> Le aziende potranno accedere, su base volontaria, a un percorso di negoziazione che potrà sfociare anche in soluzioni puramente stragiudiziali e dove tutte le parti, debitore e creditori quindi, hanno il dovere di collaborare lealmente e in modo sollecito.</p>
<p>Un passaggio molto importante della nuova composizione negoziata è poi, oltre alla figura di un esperto indipendente con compiti di mediatore tra creditori e debitore, la possibilità di prevedere la figura di un <strong>CRO, Chief Restructuring Officer, ovvero un temporary manager esperto di crisi d’impresa.</strong></p>
<p>Il CRO è responsabile del processo di risanamento in fase di esecuzione con il ruolo di monitorare l’attuazione del piano di risanamento ed il rispetto degli accordi raggiunti. Il temporary manager incaricato avrà dunque un ruolo estremamente delicato di discontinuità rispetto al passato e di garanzia dell’implementazione del risanamento, a vantaggio dell’impresa e dei suoi creditori. Il CRO dovrà avere competenze manageriali e di settore, ma anche di restructuring finanziario e legali per essere un efficace e credibile interlocutore di tutte le controparti della negoziazione. Non da ultimo, il CRO dovrà essere indipendente da tutte le parti coinvolte.</p>
<p><strong>Per aiutare gli imprenditori Studio Temporary Manager</strong> ha realizzato un vademecum di <strong>10 regole</strong> utili nei momenti di crisi aziendale:</p>
<ul>
<li>Discontinuità con il passato con temporary manager esperti di situazioni di crisi (CRO)</li>
<li>Fermare l’emorragia: <em>stop loss</em></li>
<li>Essere reattivi: 1 mese vale 1 anno</li>
<li>Ristrutturare l’indebitamento finanziario</li>
<li>Risolvere i problemi industriali</li>
<li>Comunicare in modo efficace il progetto di risanamento ai terzi</li>
<li>Gestire l’azienda per cassa</li>
<li>Focalizzarsi su ciò di cui si ha esperienza (<em>core business</em>)</li>
<li>Porre le basi per il futuro, anche con operazioni di M&amp;A</li>
<li>Avere umiltà ma anche coraggio e forza di innovare</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<table style="height: 1489px;" width="662">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="125"><strong>REGIONE</strong></td>
<td colspan="2" width="211"><strong> BILANCI 2020</strong></td>
<td width="12"><strong> </strong></td>
<td colspan="2" width="211"><strong> BILANCI 2019</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="105"><strong>RATING POSITIVO (SANE / ADEGUATE)</strong></td>
<td width="105"><strong> RATING CRITICO (VULNERABILI / RISCHIOSE)</strong></td>
<td width="12"><strong> </strong></td>
<td width="105"><strong>RATING POSITIVO (SANE / ADEGUATE)</strong></td>
<td width="105"><strong> RATING CRITICO (VULNERABILI / RISCHIOSE)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="125">TRENTINO-ALTO ADIGE</td>
<td width="105">70%</td>
<td width="105">30%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">69%</td>
<td width="105">31%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">VENETO</td>
<td width="105">68%</td>
<td width="105">32%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">69%</td>
<td width="105">31%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">MARCHE</td>
<td width="105">67%</td>
<td width="105">33%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">67%</td>
<td width="105">33%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">CAMPANIA</td>
<td width="105">67%</td>
<td width="105">33%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">VALLE D&#8217;AOSTA</td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">FRIULI-VENEZIA GIULIA</td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">PIEMONTE</td>
<td width="105">65%</td>
<td width="105">35%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">65%</td>
<td width="105">35%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">LOMBARDIA</td>
<td width="105">64%</td>
<td width="105">36%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">65%</td>
<td width="105">35%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">UMBRIA</td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">61%</td>
<td width="105">39%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">PUGLIA</td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">LIGURIA</td>
<td width="105">62%</td>
<td width="105">38%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">EMILIA ROMAGNA</td>
<td width="105">62%</td>
<td width="105">38%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">BASILICATA</td>
<td width="105">61%</td>
<td width="105">39%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">59%</td>
<td width="105">41%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">CALABRIA</td>
<td width="105">61%</td>
<td width="105">39%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">59%</td>
<td width="105">41%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">TOSCANA</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">64%</td>
<td width="105">36%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">SICILIA</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">57%</td>
<td width="105">43%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">ABRUZZO</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">MOLISE</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">LAZIO</td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">SARDEGNA</td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">59%</td>
<td width="105">41%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125"><strong>TOTALE ITALIA</strong></td>
<td width="105"><strong>64%</strong></td>
<td width="105"><strong>36%</strong></td>
<td width="12"><strong> </strong></td>
<td width="105"><strong>64%</strong></td>
<td width="105"><strong>36%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Fonte e campione: Osservatorio <strong>Studio Temporary Manager</strong> <strong>S.p.A.</strong> (<a href="http://www.temporarymanager.info">www.temporarymanager.info</a>) su base dati <strong>AIDA.</strong> L’analisi è stata condotta sui bilanci 2020 depositati presso la Camera di Commercio da un campione di <strong>circa 69</strong> <strong>mila imprese italiane</strong>, con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro, fotografando lo stato di crisi delle aziende e dividendole in categorie con rating positivo e critico.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86595390/analisi-rating-pmi-studio-su-69mila-imprese-il-36-e-a-rischio/">Analisi rating pmi &#8211; Studio su 69mila imprese: il 36% è a rischio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rating, è record di downgrade. Fitch ha colpito già 33 volte in 6 mesi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86581221/rating-e-record-di-downgrade-fitch-ha-colpito-gia-33-volte-in-6-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 06:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[etf mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[fitch]]></category>
		<category><![CDATA[rating]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=81221</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra le varie conseguenze che l&#8217;impatto della pandemia da Covid ha avuto sull&#8217;economia globale, c&#8217;è l&#8217;ondata di downgrade dei debiti &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86581221/rating-e-record-di-downgrade-fitch-ha-colpito-gia-33-volte-in-6-mesi/">Rating, è record di downgrade. Fitch ha colpito già 33 volte in 6 mesi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le varie conseguenze che l&#8217;<strong>impatto della pandemia da Covid</strong> ha avuto sull&#8217;economia globale, c&#8217;è l&#8217;ondata di <strong>downgrade dei debiti sovrani</strong>. L&#8217;agenzia di <strong>rating Fitch</strong> ha infatti dovuto mettere mano per ben <strong>33 volte ai suoi giudizi</strong>, in tutti i casi per operare un declassamento.</p>
<h4>Numero record su outlook e rating</h4>
<p>Questo numero di interventi rappresenta un <strong>record</strong>. Mai prima di ora si era vista una cosa simile, <strong>neppure in un anno intero</strong>. Qui siamo appena ad un semestre, e già sono così tante. Il conto peraltro è <strong>destinato ad essere ulteriormente aggiornato</strong>, visto che ci sono<strong> una quarantina di Paesi</strong> che hanno conservato il loro rating, ma <strong>hanno subito un peggioramento del proprio outlook</strong> su una prospettiva &#8220;negativa&#8221;. In sostanza, l&#8217;<strong>anticamera del declassamento</strong>. Anche questo è un record, perché non c&#8217;era mai stata prima di ora una situazione in cui 40 nazioni erano tutte unite da una prospettiva negativa nello stesso tempo.</p>
<h5>La crisi del debito sovrano</h5>
<p>Il nocciolo del problema è che <strong>molti governi hanno aumentato le spese per sostenere le loro economie</strong>, gravemente colpite dalla pandemia di coronavirus. Questo implica un forte deterioramento dei loro bilanci pubblici. La prima <strong>spia luminosa quando Fitch fissa un rating</strong>. Se anche l&#8217;<a href="https://economia-impresa.info/economia-americana-pil-e-disoccupazione-confermano-la-crisi-da-covid/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">economia americana patisce la crisi da Covid</a>, figurarsi le altre. Questo deterioramento potrebbe assumere la forma di <strong>maggiori deficit o minori avanzi nei bilanci pubblici o di un aumento del debito</strong>. Secondo il <strong>Fondo monetario internazionale</strong>, il debito pubblico globale potrebbe raggiungere un massimo storico di oltre il 100% del prodotto interno lordo del mondo.</p>
<h4>Prospettive differenti</h4>
<p>E&#8217; chiaro che all&#8217;interno del <strong>gruppo di Paesi che hanno subito un downgrade del rating</strong>, ce ne sono alcuni con prospettive meno gravi e <strong>altri invece che destano preoccupazione</strong>. Gli <a href="https://www.universoforex.it/news/1751/etf_mercati_emergenti_quali_sono_e_in_che_modo_investire_anche_con_cfd.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Etf sui paesi emergenti</a> ad esempio <strong>incorporano questa eventalità in misura elevata</strong>. Basti pensare ad Argentina, Ecuador e Libano.<br />
La preoccupazione generale comunque è quello che succederà dopo che si arriverà alla fine del tunnel, perché al di là del downgrade del rating, sono le prospettive economiche future a preoccupare. Non solo Fitch.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86581221/rating-e-record-di-downgrade-fitch-ha-colpito-gia-33-volte-in-6-mesi/">Rating, è record di downgrade. Fitch ha colpito già 33 volte in 6 mesi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
