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	<title>pittura contemporanea Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>The Reflecting pool &#124; Impenetrable</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Video Sound Art]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 07:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo capitolo di Video Sound Art Festival Dopo il successo del primo capitolo dedicato a Enrique Ramirez presso la piscina &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3>Secondo capitolo di Video Sound Art Festival</h3>



<p>Dopo il successo del primo capitolo dedicato a Enrique Ramirez presso la piscina Romano, Video Sound Art cambia sede e dal 16 ottobre alla piscina Cozzi presenta la seconda mostra monografica dedicata all’artista GIULIO FRIGO con interventi musicali a cura di Sentieri Selvaggi e contributi video di teorici contemporanei. </p>



<p><strong>VIDEO SOUND
ART, </strong>il festival e centro di
produzione dedicato all’arte contemporanea, a partire dal 16 settembre celebra
i suoi <strong>10 anni di attività</strong> con un
ciclo di mostre monografiche, concerti e screening program nella cornice delle<strong> storiche piscine Guido Romano e Cozzi di
Milano.</strong></p>



<p>Il progetto è stato realizzato con il sostegno
di <strong>Fondazione Cariplo, Regione Lombardia</strong>,
con il contributo di <strong>MiBACT, </strong>con il
patrocinio del <strong>Comune di Milano </strong>e
con la collaborazione di <strong>Milanosport</strong>
e del <strong>Touring Club Italiano</strong>.</p>



<p><strong>SECONDO
CAPITOLO</strong></p>



<p><strong>16 ottobre &#8211; 16 novembre, Piscina Cozzi</strong></p>



<p>A seguito della prima parte del festival,
svoltasi presso la piscina Romano con la mostra personale dell’artista cileno
Enrique Ramirez, finalista al premio Duchamp, preludio all’esposizione al
Centre Pompidou di Parigi, Video Sound Art presenta la seconda mostra
monografica dedicata all’artista italiano <strong>GIULIO FRIGO</strong>.</p>



<p><strong>Giulio Frigo</strong> (1984) è ad oggi uno dei più promettenti e
interessanti giovani artisti nel panorama italiano per la sua capacità di
riflessione estremamente raffinata e sofisticata sulla pittura, la luce, e il
colore. </p>



<p>Il progetto espositivo è risultato <strong>vincitore per la qualità curatoriale</strong>
nell’ambito del bando <strong>Exhibit Program</strong>
&#8211; promosso dalla Direzione Generale di Creatività Contemporanea del MiBACT &#8211;
per la sua <strong>capacità di far convivere
l’espressione artistica con l’attività sportiva della piscina,</strong> che rimarrà
aperta ai nuotatori per tutta la durata della mostra.</p>



<p>Nella grande tribuna che si affaccia
sulla vasca interna, l’artista presenta la nuova<strong> installazione complessa</strong>,
composta da due grandi dipinti e uno corridoio di tubi in pvc attraversabile
dai visitatori. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://videosoundart.com/wp-content/uploads/2020/10/PiscinaCozzi_2-1536x1024.jpg" alt=""/><figcaption>Piscina Cozzi</figcaption></figure>



<p>Il percorso prosegue con altre opere
pittoriche esposte nell’antico bagno mosaicato degli anni ‘30, uno spazio
normalmente inaccessibile al pubblico che sarà riaperto in occasione della
mostra e ospiterà la sonorizzazione composta da <strong>Carlo Boccadoro</strong>,
direttore artistico dell&#8217;ensemble Sentieri Selvaggi</p>



<p><strong>L’interazione
tra arte e musica contemporanea</strong>,
innovativa per la sua modalità inclusiva, è uno degli elementi centrali di
questa edizione, in particolare di questo secondo appuntamento che rientra nel
progetto <em>Kunsthalle for music</em>
vincitore del bando <strong>Cultura di Qualità
della Fondazione Cariplo</strong>.</p>



<p>Il protagonista per la parte musicale è l’ensemble <strong>Sentieri Selvaggi </strong>con il suo direttore Carlo Boccadoro, che ha curato e realizzato la sonorizzazione, frutto di una residenza con l’artista per approfondire la stretta connessione tra immagine e suono.  </p>



<p>Nel percorso espositivo saranno presenti anche<strong> contributi video di teorici contemporanei </strong>connessi alle tematiche del festival. A differenza dei classici talk, sono previsti dei televisori, disseminati nel percorso, su cui il visitatore può vedere i brevi video preregistrati. Questa scelta curatoriale nasce da uno dei grandi quadri esposti, raffigurante quattro presentatori della Rai, a testimonianza del legame che l’artista ha con il mondo della televisione. </p>



<p>INFORMAZIONI</p>



<p><strong>16 ottobre &#8211; 16 novembre</strong><br> Piscina Cozzi<br> Viale Tunisia, 35, Milano<br> <strong>Opening: venerdì 16 ottobre</strong><br> <br> <strong>Orari: </strong><br> giovedì e venerdì, dalle 18 alle 23<br> sabato e domenica, dalle 15 alle 19<br> lunedì 16 novembre, dalle 18 alle 21</p>



<p><strong>Biglietto d’ingresso</strong><br>5 euro </p>
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		<item>
		<title>Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579896/benedetta-trudesti-artista-di-spoleto-arte-si-racconta-in-unintervista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte in quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetta trudesti]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È
una settimana di grandi soddisfazioni per <strong>Benedetta
Trudesti</strong>. La pittrice di <strong>Spoleto
Arte</strong> è stata recentemente protagonista di un servizio del <strong>Tgcom24</strong>. Sul format <em>Arte in quarantena</em>, la pittrice nota per
i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il
pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo
voluto farle qualche domanda.</p>



<p><strong>Cosa ne pensa del format “Arte in
quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli
italiani durante la quarantena?</strong></p>



<p>Certo
che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca.
In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo
spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione
dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.</p>



<p><strong>Secondo lei, cosa dovrebbe fare
l’arte in questo momento?</strong></p>



<p>Dal
mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di
foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione
universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un
vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo
di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio
e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un
coinvolgimento.</p>



<p><strong>E a proposito di coinvolgimento… Nelle
sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi
quale sia il motivo dietro a questa scelta…</strong></p>



<p>Esse
vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un
qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo
di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca
del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso
colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza
nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.</p>



<p><strong>Che cosa cerca nei suoi ritratti?</strong></p>



<p>Questa
è una bella domanda!</p>



<p>Allora,
tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal
conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno
specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire
l’essenza della vita in nuovi volti.</p>



<p><strong>In questi volti ci sono tantissime
espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?</strong></p>



<p>I
volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio
fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di
ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I
soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.</p>



<p><strong>C’è un quadro a cui è
particolarmente legata?</strong></p>



<p>No,
perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza
dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande
disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).</p>



<p><strong>Come ha conosciuto Spoleto Arte?</strong></p>



<p>Spoleto
Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento
così inconsueto.</p>



<p><strong>Qual è il suo prossimo progetto? </strong></p>



<p>Il
mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla
vita stessa.</p>
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		<item>
		<title>Intervista a Daniela Rebuzzi di Spoleto Arte: l’arte, un viaggio spirituale</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579393/__trashed-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Rebuzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega Daniela Rebuzzi alle sue opere. Viandante &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega <strong>Daniela Rebuzzi</strong> alle sue opere. Viandante tra spiritualità e colore, l’artista della rosa di <strong>Spoleto Arte</strong> crea lavori che accendono nell’osservatore il desiderio di perdersi al loro interno. Perdersi sì, ma per poi ritrovarsi. Daniela mette nelle sue opere tutta la sua esperienza e ricerca per trarne la parte migliore. Come una guida, ci conduce per mano in un sentiero che si apre su risonanze positive. Ecco perché osservando le sue creazioni si prova il segreto piacere di stare in pace con se stessi. Dal 23 aprile è possibile sperimentare la sensazione di essere tutt’uno con questo mondo anche sulla piattaforma <em>Arte in quarantena</em> del <strong>Tgcom24</strong> (<a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/2020/video/arte-in-quarantena-daniela-rebuzzi-valcarlo-drensi-e-ulla-wobst-srv_17561172.shtml">video</a>). E proprio dopo un contributo a lei dedicato, abbiamo voluto farle qualche domanda.</p>



<h5><strong><em>Le piace l’iniziativa del
Tgcom24 di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante
l’isolamento?</em></strong></h5>



<p>Quando me ne
hanno parlato, mi è sembrata un’ottima iniziativa. L’espressione artistica riesce
a raggiungere lo spettatore, anche se non direttamente, avendo la possibilità di
espandersi e dimostrare la propria forza. Sono fermamente convinta che ogni
espressione d’arte è una “medicina invisibile” a portata dell’uomo e che,
specialmente in questo periodo, ne abbiamo urgentemente bisogno.</p>



<h5><strong><em>Secondo lei per fare vera arte
occorre viaggiare oppure l’arte è un viaggio che cominciamo in noi stessi?</em></strong></h5>



<p>Per quanto
mi riguarda, entrambe le cose. Il viaggio della mia vita, specialmente il mio
cammino spirituale, influenza molto la mia pittura. D’altro canto il mio
universo personale viene ampliato grazie alla mia passione per i viaggi che
sono un vero percorso interiore, tracciato spesso in solitaria, al fine di
entrare in comunione con i luoghi e le culture incontrate. Una sorta di studio
che successivamente, dai miei taccuini, si traduce in arte.</p>



<h5><strong><em>Nelle sue opere c’è
effettivamente una forte componente spirituale e cromatica. Come comunicano
queste due realtà nei suoi lavori?</em></strong></h5>



<p>La realtà
spirituale e quella cromatica coesistono nelle mia creatività e si fondono per
esaltare il concetto che desidero esprimere attraverso un’opera d’arte. La
sperimentazione della componente cromatica e l’energia dei colori delineano e
rafforzano i concetti spirituali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.barinewstv.it/wp-content/uploads/2020/04/Daniela-Rebuzzi-900x601-1.jpg" alt="Daniela Rebuzzi"/><figcaption>Daniela Rebuzzi</figcaption></figure>



<h5><strong><em>Che
funzione ha la parola nelle sue creazioni?</em></strong></h5>



<p>Il gesto e
la materia sono uno dei punti chiave da cui si dirama la mia arte dove
confluisce spesso anche la parola, in foggia di scrittura o di poesia, sulla
scia del desiderio di far emergere il concetto delle mie creazioni.</p>



<h5><strong><em>C’è
un’opera a cui è affezionata?</em></strong></h5>



<p>L’opera a
cui sono molto affezionata è senza dubbio <em>Grandmother</em>.
Si tratta di un dipinto eseguito con tela dipinta ad olio lavorata a maglia. È
stata un’opera che mi ha portato molto successo e visibilità, apprezzata
inoltre dal critico Vittorio Sgarbi. Un dipinto che ho dedicato a mia nonna, la
quale mi ha tramandato la passione per la manualità e insegnato il sapere dei
lavori artigianali di un tempo. </p>



<h5><strong><em>Come
ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?</em></strong></h5>



<p>Durante le
selezioni della Biennale Milano 2017. In quell’occasione ho conosciuto il suo presidente
Salvo Nugnes, grazie al quale nel corso degli anni ho partecipato a diverse
esposizioni collettive.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: l’artista Valcarlo Drensi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578648/spoleto-arte-lartista-valcarlo-drensi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 07:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[affabulazione]]></category>
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		<category><![CDATA[artista]]></category>
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		<category><![CDATA[Valcarlo drensi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scrutare, domandarsi, riflettere. Valcarlo Drensi chiede all’osservatore partecipazione attiva. Guardare non è sufficiente quando serve darsi delle risposte, sebbene ponderate. &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578648/spoleto-arte-lartista-valcarlo-drensi/">Spoleto Arte: l’artista Valcarlo Drensi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Scrutare, domandarsi, riflettere. <strong>Valcarlo Drensi</strong> chiede all’osservatore
partecipazione attiva. Guardare non è sufficiente quando serve darsi delle
risposte, sebbene ponderate. Solo allora si contemplerà effettivamente la
bellezza dell’insieme. L’artista ne è certo e lo dimostra attraverso le sue
opere, oggetto di uno dei prossimi servizi del <strong>Tgcom24</strong>. Al format “Arte in quarantena” dunque un altro grande
pittore contemporaneo dalle fila di <strong>Spoleto
Arte</strong>. </p>



<h4>Valcarlo Drensi</h4>



<p>Nato a Roma nel ’53, Drensi si forma sotto la
guida del maestro salentino Raffaele Giurgola, da cui
eredita e <strong>rielabora i caratteri
figurativo-impressionisti</strong>. È il ’92, quando espone alla galleria Munch di
Amsterdam e alla Ensen Gallery di Dresda. Torna poi in Italia per il Festival
dei Due Mondi di Spoleto (’94 e ’96) continuando a raccogliere menzioni
speciali e riconoscimenti in casa e all’estero. La svolta tuttavia arriva nel
2006 con il Movimento Artistico e Culturale dell’Affabulazione Italiana. Per
Drensi <strong>l’artista affabulante</strong> è colui
che non riproduce la realtà, ma ne propone una alternativa e verosimile. È chi
“attraverso la memoria elabora il verso con l’immaginazione”. </p>



<h5>Il Movimento Metaformale</h5>



<p>Segue il Movimento Metaformale nel 2009. Il
pittore ne è, ancora una volta, il fondatore. In particolare, parla di
“sintetismo espressivo” per cui è possibile offrire un’interpretazione
ulteriore della realtà rendendola rappresentazione di quella concettualità
“immaginabile, leggibile e sintetica”. Niente fronzoli e orpelli, semmai <strong>un figurativo che renda più fruibile
l’esperienza concettuale informale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://valcarlodrensi.files.wordpress.com/2010/04/danza-gitana.jpg?w=740" alt="Valcarlo Drensi"/><figcaption>Opera di Valcarlo Drensi</figcaption></figure>



<h5>Folla, individuo e simbologia in Valcarlo Drensi</h5>



<p>Interessante poi scoprire come dietro le
creazioni di Valcarlo Drensi si nasconda anche una profonda analisi sociologica.
Si prenda ad esempio la folla, un elemento spesso presente nei suoi lavori. Una
folla dove il singolo individuo genera un movimento conflittuale o meno nei
confronti degli altri e viceversa. Ciascuno dei personaggi è raffigurato in
azione, in un moto di libertà ed espressione. Ciascuno si staglia su uno sfondo
rarefatto che desidera passare inosservato per far emergere massimamente i suoi
abitanti. Proprio a questi ultimi viene data particolare attenzione così come
alla loro integrazione nel gruppo. Ecco allora che il pittore si aiuta, nella
caratterizzazione sintetica dei personaggi, con l’utilizzo di simboli che
connotino il soggetto e allo stesso tempo stimolino l’immaginazione del
fruitore. Una bicicletta diviene metafora della gioia di muoversi e allo stesso
tempo della fatica impiegata nel raggiungere un obiettivo; una barca
simboleggia il viaggio e la speranza, così come una borsa il bagaglio di
esperienze e conoscenze…</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://valcarlodrensi.files.wordpress.com/2010/04/img_9744.jpg" alt="Valcarlo Drensi"/><figcaption>Opera di Valcarlo Drensi</figcaption></figure>



<h5>Il messaggio di Valcarlo Drensi</h5>



<p>L’opera in
questo modo si riveste di un significato palese e, al contempo, segreto. Ne
nasce una suggestione tale da <strong>rielaborare il senso della realtà in un
messaggio tanto concreto quanto comprensibile</strong>. O, come direbbe Vittorio
Sgarbi: «gli uomini vengono esibiti quasi sempre nella loro pluralità, in
disposizione orizzontale o verticale che sia, con la strutturalità decomposta
della pittura a fare da perfetta metafora del loro essere un insieme comunque
inseparabile, anche in una condizione permanente di annebbiamento che non è
solo visuale, ma, probabilmente, anche esistenziale. È questo, forse, il
messaggio più forte dell’arte di Valcarlo Drensi».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578648/spoleto-arte-lartista-valcarlo-drensi/">Spoleto Arte: l’artista Valcarlo Drensi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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