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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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		<title>Roberto Sergio tra i manager di riferimento nel settore Media e Telco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rsweboffice]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 08:24:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Sergio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AD della Rai Roberto Sergio continua a guadagnare posizioni nella classifica dei “Top Manager” pubblicata da Reputation Manager.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>In un’epoca in cui la reputazione online è sempre più collegata a quella reale, la posizione di spicco nella classifica di Reputation Manager raggiunta da <a title="Su Prima Comunicazione le dichiarazioni di Roberto Sergio sulla classifica" href="https://www.primaonline.it/2024/03/06/402302/roberto-sergio-rai-scala-la-classifica-top-manager-reputation/">Roberto Sergio</a> riflette la traiettoria ascendente di un manager che sta trasformando la Rai, portandola a nuovi livelli di prestigio e innovazione.</strong></em></p>
<p><a title="Reputazione online, focus su l'AD della Rai Roberto Sergio" href="https://www.primaonline.it/2024/03/06/402302/roberto-sergio-rai-scala-la-classifica-top-manager-reputation/"><img decoding="async" src="https://www.h2biz.net/images/Plats/20240301094108.jpg" alt="Roberto Sergio, AD Rai" width="200" height="200" /></a></p>
<h5>Quinto posto nella classifica Media di Reputation Manager</h5>
<p>Protagonista di una lunga carriera nella Rai culminata con la nomina ad Amministratore Delegato nel maggio 2023, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Commendatore dell’Ordine Ecumenico Ospedaliero Cavalieri di Malta, <a title="su PrimaOnline: Roberto Sergio (Rai) scala la classifica Top Manager Reputation" href="https://www.primaonline.it/2024/03/06/402302/roberto-sergio-rai-scala-la-classifica-top-manager-reputation/"><strong>Roberto Sergio</strong></a> è oggi uno dei manager di riferimento nel panorama italiano dei media e delle telecomunicazioni.</p>
<p>Settore che nell’ultimo biennio ha assistito a un notevole incremento della reputazione online dei suoi dirigenti, fenomeno in cui spicca proprio la figura di Roberto Sergio, il cui percorso ascendente è stato marcato da un’accelerazione recente.</p>
<p>Alla guida della concessionaria del servizio pubblico radiofonico e televisivo, il manager ha infatti collezionato una serie di successi, culminando con l’acclamato Festival di Sanremo, che hanno avuto un impatto positivo sulla sua reputazione digitale. Ad evidenziarlo la piattaforma Reputation Manager nella prestigiosa classifica Top Manager Reputation, dove il CEO ha recentemente raggiunto il 5° posto.</p>
<h4>Strategia, risultati ed equilibrio: il nuovo corso</h4>
<p>Con iniziative che vanno dalla modernizzazione del servizio radiofonico pubblico alla transizione verso una digital media company, <strong>Roberto Sergio</strong> ha impresso dinamismo in un’entità tradizionalmente statica e politicizzata.</p>
<p>Ha inoltre navigato abilmente attraverso le acque della comunicazione, mantenendo una posizione neutrale in varie circostanze complesse, dalla delicata questione della solidarietà verso Israele dopo Sanremo, fino all’approvazione di una serie di piani strategici per Rai in una sola sessione del Consiglio di Amministrazione.</p>
<p>L’ampia visibilità mediatica alla quale è stato sottoposto come leader della Rai è stata gestita con maestria, hanno spiegato gli analisti di Reputation Manager. Il risultato: una crescita esponenziale che in percentuale supera figure come Marina Berlusconi e Urbano Cairo. In una recente intervista rilasciata a “Primaonline.it”,</p>
<p>Roberto Sergio ha descritto il suo avanzamento nella classifica di web reputation come un traguardo non solo personale ma indicativo del rinnovato prestigio della Rai, percepita nuovamente come la principale istituzione culturale italiana.</p>
<p>E soprattutto capace di innovarsi e sanarsi, onorando il suo ruolo di servizio pubblico e assicurando pluralismo, affidabilità e qualità. L’AD ha poi aggiunto che servirà un ulteriore cambio di passo per adattarsi a un ambiente in costante mutamento e per rettificare le distorsioni accumulate nel tempo. “<em>Questo piano è il lasciapassare per il futuro</em> – ha dichiarato – <em>Un futuro che costruiremo tutti insieme, donne e uomini della Rai</em>”.</p>
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		<title>Biglietti da visita: l’importanza di chiamarsi Steve Jobs</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86510064/biglietti-da-visita-limportanza-di-chiamarsi-steve-jobs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[valentinab]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2015 06:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[asta di beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti da visita; business card; Steve Jobs; lavoro; curricula; stampa; stampa digitale; carta;]]></category>
		<category><![CDATA[datacore]]></category>
		<category><![CDATA[manager produttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che i biglietti da visita siano diventati uno status symbol lo dimostra il fatto che tre delle business card di &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che i biglietti da visita siano diventati uno status symbol lo dimostra il fatto che tre delle business card di Steve Jobs, il magnate della Apple scomparso di recente, siano state vendute qualche giorno fà durante un’ asta di beneficenza, alla modica cifra di 10.050 dollari. Un valore complessivo di gran lunga superiore a quello del prodotto, che per quanto potesse rappresentare la versione “extra lusso” del biglietto da visita, resta pur sempre un comune supporto stampabile. Finora custoditi gelosamente da una famiglia della California, i tanto ambiti biglietti troveranno adesso posto nella sede australiana di Stucks, una startup affermatasi nel settore digital, pioniera della condivisione social del biglietto da visita. </p>
<p>Come appaiono esteticamente questi biglietti da visita? Cosa avevano di tanto speciale oltre al fatto di essere appartenuti ad uno dei più grandi imprenditori di questi tempi? Scopriamolo insieme.</p>
<p>Per comprendere a pieno le potenzialità di un biglietto da visita, bisogna partire dalla qualità della carta utilizzata. Sebbene aspetto e layout ricoprano un ruolo di fondamentale importanza, il materiale impiegato deve avere  sempre la priorità su tutto. I biglietti da visita di Steve Jobs, bianchi e privi di qualsiasi ornamento, lo dimostrano. <strong>Carta ad alta opacità, luminescente, di pura cellulosa vergine, liscia, satinata, a buccia d’arancia, patinata lucida/opaca, naturale,</strong> sono solo alcune delle tipologie di superficie presenti sul mercato, ognuna con le sue peculiarità più o meno adatte all’attività da promuovere ed il target a cui rivolgersi. La scelta dovrebbe avvenire infatti, in base a queste due variabili tra loro interconnesse.  </p>
<p><strong>Il target</strong></p>
<p>Effettuare un’analisi approfondita del target, ossia la fascia di utenti, a cui rivolgersi, è tra i precetti dell’imprenditoria e del marketing. In particolare, per la creazione <a href="https://www.stampepress.net/"> di biglietti da visita efficaci </a> sarà essenziale distinguere tra target giovane ed adulto. Avere a che fare con giovani interlocutori, potrebbe infatti significare dover ricorrere ad originalità ed appariscenza per catturare la loro attenzione, mentre le persone di una certa età generalmente preferiscono la sobrietà.</p>
<p>Non sappiamo se Steve Jobs ne fosse al corrente ed abbia voluto applicare tali regole alle proprie business card, tuttavia lo stile minimal di queste ultime e lo scarso assortimento di colori (accentrati per lo più nel logo aziendale), evidenziano senza dubbio un’ approvazione in tal senso da parte del fondatore della Apple.</p>
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