<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Economia &amp; Finanza Archives - ComunicatoStampa.org</title>
	<atom:link href="https://www.comunicatostampa.org/865category/economia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.comunicatostampa.org/865category/economia/</link>
	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Jun 2026 07:28:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.1.10</generator>

<image>
	<url>https://www.comunicatostampa.org/wp-content/uploads/2014/09/cropped-cs-logo-32x32.png</url>
	<title>Economia &amp; Finanza Archives - ComunicatoStampa.org</title>
	<link>https://www.comunicatostampa.org/865category/economia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Bollette: gli italiani perdono 660 milioni di euro per l’indecisione</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123487/bollette-gli-italiani-perdono-660-milioni-di-euro-per-lindecisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 07:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa & Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[indecisione]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>
		<category><![CDATA[rimandare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123487</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 1° dicembre 2026 basteranno appena 24 ore per cambiare operatore di luce e gas, ma la novità rischia di &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123487/bollette-gli-italiani-perdono-660-milioni-di-euro-per-lindecisione/">Bollette: gli italiani perdono 660 milioni di euro per l’indecisione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° dicembre 2026 basteranno appena 24 ore per cambiare operatore di luce e gas, ma la novità rischia di scontrarsi con la <strong>proverbiale indecisione degli italiani</strong>. I dati della ricerca commissionata da <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> a <em>mUp Research</em> parlano chiaro: dal momento in cui maturiamo l’idea di cambiare fornitore a quello in cui effettivamente firmiamo il nuovo contratto passano, in media, <strong>dai 52 ai 60 giorni</strong> cui vanno aggiunti i tempi tecnici necessari affinché la nuova fornitura sia attiva, che possono arrivare fino ad <strong>altri 60 giorni</strong>.</p>
<p>Un’indecisione che si traduce in <strong>un costo ben preciso</strong>: a furia di rimandare la scelta, nell’ultimo anno gli italiani hanno sprecato più di <strong>660 milioni di euro per le sole bollette luce e gas</strong>, ma se si allarga l’analisi anche ad altre spese domestiche come l’RC auto o moto, negli scorsi 12 mesi la strategia del <em>“poi ci penso” </em>è costata ai consumatori più di <strong>1,3 miliardi di euro.</strong></p>
<p>Tempi così lunghi sorprendono soprattutto alla luce del fatto che, come emerso dall’indagine, le bollette di luce e gas sono percepite come le spese che incidono maggiormente sul budget familiare (rispettivamente dal 62% e 53% dei rispondenti) e, di conseguenza, come le prime voci che i consumatori vorrebbero ridurre.</p>
<p><em>«Spesso sottovalutiamo quanti soldi perdiamo continuando a rimandare scelte di risparmio che possiamo prendere in sicurezza e in poco tempo. Oggi la tecnologia offre l’opportunità di confrontare velocemente le offerte, di ricevere consulenza specializzata qualora necessario e di firmare il contratto col nuovo fornitore in pochi minuti e in completa sicurezza</em>», spiegano gli esperti di Facile.it<em>.</em></p>
<p>Come mai impieghiamo così tanto tempo per attivarci e cambiare fornitore nonostante l’esigenza di risparmiare? Dall’indagine sono emersi dati che fanno riflettere: la ragione più diffusa è la <strong>difficoltà nel trovare il fornitore giusto</strong>, seguita dalla <strong>mancanza di tempo da dedicare alla ricerca</strong>, dalla <strong>paura di fare la scelta sbagliata</strong> e della <strong>poca conoscenza della materia</strong>.</p>
<p><strong>Per quali ragioni cambiamo o <em>non</em> cambiamo fornitore</strong></p>
<p>Nell’ultimo anno un italiano su quattro ha cambiato fornitore di energia elettrica (25%), uno su cinque quello del gas (20%).</p>
<p>Guardando alle motivazioni per cui si <strong>è cambiato venditore</strong> di energia emerge che quella più diffusa, senza sorpresa, è il <strong>prezzo ritenuto troppo elevato</strong>, ma si passa ad un nuovo fornitore anche per altre ragioni, ad esempio, <strong>l’assenza di trasparenza</strong> nelle comunicazioni. C’è anche chi cambia perché finisce <strong>vittima di una truffa</strong> e, spesso a sua insaputa, attiva un nuovo contratto.</p>
<p>Dati interessanti emergono analizzando anche le ragioni per cui, invece, <strong>si rimane fedeli al proprio venditore</strong> di energia: <strong>il prezzo</strong>, in questo caso ritenuto congruo, si conferma la <strong>prima motivazione di soddisfazione</strong> (43% per entrambe le forniture), mentre in tanti sono rimasti dove erano solo perché non hanno trovato offerte più adatte (39% in entrambi i casi); da non sottovalutare il peso di chi resta con il proprio fornitore non perché soddisfatto, ma per <strong>semplice inerzia</strong> (con percentuali prossime al 12%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*</em><em> Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research svolta tra il 28 febbraio ed il 4 marzo 2026 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 25 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123487/bollette-gli-italiani-perdono-660-milioni-di-euro-per-lindecisione/">Bollette: gli italiani perdono 660 milioni di euro per l’indecisione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’indecisione costa agli italiani 1,3 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123452/lindecisione-costa-agli-italiani-13-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:07:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa & Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123452</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia c’è una frase che molti pronunciano spesso: “Poi ci penso”. Applicata all’economia domestica, questa abitudine ha un controvalore &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123452/lindecisione-costa-agli-italiani-13-miliardi-di-euro/">L’indecisione costa agli italiani 1,3 miliardi di euro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia c’è una frase che molti pronunciano spesso: <em>“Poi ci penso”. </em>Applicata all’economia domestica, questa abitudine ha un controvalore economico molto concreto:<strong> 1,3 miliardi di euro</strong>. <strong>Tanto ci è costata l’indecisione</strong>, solo nell’ultimo anno, quando si è trattato di cambiare fornitore; il dato arriva dall’indagine commissionata da <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> all’istituto di ricerca <em>mUp Research</em>* e presentata in occasione dell’evento “<em>Quanto ci costa rimandare. Il danno economico dell’indecisione</em>” organizzato in collaborazione con <strong>Consumerismo No Profit</strong>.</p>
<p><strong>Quanto tempo occorre per cambiare fornitore</strong></p>
<p>Quando si chiede loro quali siano le spese domestiche su cui vogliono risparmiare, i consumatori hanno le idee chiare: <strong>bollette della luce</strong> (64%), <strong>del gas</strong> (54%) ed <strong>RC auto</strong> (53%). Altrettanto chiaro è che il modo più efficace per farlo è <strong>cambiare fornitore</strong> (66%). Eppure, come confermato dall’indagine, <strong>gli italiani tendono a rimandare</strong> la scelta tanto è vero che, da quando si matura l’idea di cambiare fornitore a quando effettivamente si firma il nuovo contratto, in media rimandiamo per un periodo compreso fra i <strong>52 ed i 74 giorni</strong>, ma in alcuni casi il tempo impiegato supera addirittura l’anno.</p>
<p><em>«Spesso sottovalutiamo quanti soldi perdiamo continuando a rimandare scelte di risparmio che possiamo prendere in sicurezza e in poco tempo. Oggi la tecnologia offre ai consumatori l’opportunità di confrontare velocemente le offerte delle principali voci di spesa familiare, di ricevere consulenza specializzata qualora necessario e di firmare il contratto del nuovo fornitore, tutto in pochi minuti e in completa sicurezza</em>», spiega <strong>Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it</strong>.<em> «Farlo significa iniziare a risparmiare da subito ed evitare di sprecare soldi a causa della nostra indecisione».</em></p>
<p>Il <strong>risparmio </strong>potenziale è davvero notevole, basti pensare che, secondo le stime di Facile, nel 2025 solo tramite il portale e solo considerando l’assicurazione auto, <strong>grazie alla comparazione gli italiani hanno </strong>risparmiato ben<strong> 108 milioni di euro</strong><strong>*</strong>.</p>
<p>Ma quali sono le spese di casa nelle quali abbiamo cambiato fornitore e, soprattutto, quanto tempo abbiamo impiegato e quanti soldi abbiamo bruciato a causa della nostra pessima abitudine di procrastinare?</p>
<p><strong>RC auto e moto</strong></p>
<p>La prima voce di spesa finita sotto la lente dell’analisi di Facile.it è l’<strong>RC auto</strong>; nell’ultimo anno, secondo l’indagine, quasi 6,4 milioni di italiani hanno cambiato compagnia assicurativa e, in media, dal momento in cui hanno maturato l’idea di cambiare, alla firma del nuovo contratto <strong>sono passati più di due mesi (66 giorni)</strong>.  Un’indecisione che, sempre secondo l’indagine, agli stessi automobilisti <strong>è costata in media 104 euro</strong>.</p>
<p>Guardando più da vicino i dati, si scopre che, se da un lato c’è chi lo ha fatto in un giorno (15,4%), dall’altro c’è chi, a furia di rimandare, ha impiegato tra <strong>i sei mesi e l’anno, se non addirittura di più (14%).</strong></p>
<p>Guardando all’<strong>RC moto</strong>, invece, il tempo medio di indecisione è stato addirittura di 74 giorni che, in termini economici si quantifica in un danno di <strong>148 euro a centauro</strong>.</p>
<p><em>«Capita che le compagnie assicurative facciano promozioni temporanee per attirare specifici profili o per bilanciare periodi meno attivi. Muoversi per tempo, quindi, aumenta la possibilità di intercettare le promozioni e consente di bloccare il premio fino alla firma. Per questa ragione il consiglio è di attivarsi almeno 30/45 giorni prima della scadenza della polizza, evitando di rimandare all’ultimo secondo»</em>,<em> </em><strong>continua Pescarini.</strong></p>
<p><strong>Bollette luce e gas</strong></p>
<p>Le altre voci di spesa familiare analizzate sono le bollette. Se si guarda alla fornitura di <strong>energia elettrica</strong> emerge che, nell’ultimo anno, un rispondente su quattro (25%) ha detto di aver cambiato fornitore. Tra chi ha fatto il passaggio, il tempo medio trascorso dal momento in cui è maturata l’idea di cambiare fino al momento in cui effettivamente è stato firmato il nuovo contratto è pari a <strong>60 giorni</strong>. <strong>Un’indecisione che, sempre in media, è costata 56 euro ad utenza. </strong></p>
<p>Come visto per le assicurazioni, se da un lato c’è chi ha fatto tutto in un giorno (16%) evitando di sprecare denaro, dall’altro c’è chi, a furia di rimandare ha impiegato <strong>tra i 6 mesi e l’anno</strong>, se non addirittura di più (10%).</p>
<p>Rispetto alla fornitura di gas, invece, la quota di rispondenti che ha cambiato fornitore negli scorsi 12 mesi è pari al 20%. Sarà forse perché le bollette del metano sono spesso più salate rispetto a quelle della luce, fatto sta che in questo caso gli italiani hanno impiegato meno tempo per scegliere un altro fornitore: da quando è stata presa la decisione sino alla firma del nuovo contratto sono passati, in media, <strong>“appena” 52 giorni</strong>. Nonostante tempi più brevi, il danno economico è comunque elevato: <strong>62 euro a consumatore</strong>.</p>
<p>Per ciò che riguarda le bollette del gas, la percentuale dei rispondenti che hanno detto di aver fatto tutto in un giorno solo è pari al 21,5%, mentre chi ha rimandato oltre i sei mesi è pari all’8%.</p>
<p><em>«Per la fornitura luce e gas, le tariffe cambiano con grande frequenza, soprattutto in periodi di grande incertezza come quello attuale. Con lo scoppio della guerra in Iran, ad esempio, in pochi giorni molte società di vendita hanno ritoccato al rialzo le loro tariffe e in tanti hanno eliminato quelle a prezzo bloccato», </em><strong>spiega Pescarini</strong>.<em> «Chi si è mosso tempestivamente ha potuto mettersi al riparo dagli aumenti, per gli altri, invece, l’indecisione potrebbe essere costata molto cara».</em></p>
<p><strong>Perché rimandiamo? </strong></p>
<p>Come mai, nonostante l’esigenza di risparmiare, impieghiamo così tanto tempo per attivarci e cambiare fornitore? Dall’indagine sono emersi dati che fanno riflettere: il 42% ha detto di aver avuto <em>difficoltà nel trovare il fornitore giusto</em>, il 21% a causa di <em>mancanza di tempo da dedicare alla ricerca</em>, il 15% per <em>paura di fare la scelta sbagliata </em>e il 9% per <em>poca conoscenza della materi</em>a.</p>
<p><em>«Procrastinare è segno di una strategia (a volte disfunzionale) per gestire emozioni difficili e bias cognitivi profondamente radicati.» </em><strong>spiega la Dott.ssa Angelica Arbia</strong><em>. «La procrastinazione emotiva avviene quando il compito è percepito come stressante e non urgente ed entra in gioco il bias dello status quo: la tendenza emotiva e irrazionale a mantenere la situazione attuale come punto di riferimento.</em> <em>Il soggetto è guidato dalla paura di sbagliare e, quindi, si trova a non cambiare fornitore non perché “non conviene” ma perché sovrastima i costi immediati, sottostimando i benefici futuri e cercando di evitare decisioni percepite come complesse». </em></p>
<p>Tornando al dettaglio di quanto emerso dall’indagine, nell’ 11% dei casi si è temporeggiato a causa di vincoli contrattuali, mentre fa riflettere che il 6% dei rispondenti abbia tardato ad attivarsi perché <em>temeva che il processo richiedesse tempi lunghi</em>. Non manca chi, molto onestamente, ha detto di aver rimandato per semplice pigrizia e cioè il 5%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*</em><em> Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research svolta tra il 28 febbraio ed il 4 marzo 2026 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 25 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.</em></p>
<p><em>* Risparmio calcolato su da Facile.it come differenza fra il premio medio di mercato ed il premio medio pagato su www.facile.it nel periodo compreso fra l’1/1/2025 e il 31/12/2025 e relativo ad un campione di oltre 2.000.000 di polizze Rc auto.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123452/lindecisione-costa-agli-italiani-13-miliardi-di-euro/">L’indecisione costa agli italiani 1,3 miliardi di euro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Enel accelera, Flavio Cattaneo: investimenti record per guidare la nuova domanda energetica</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123514/enel-accelera-flavio-cattaneo-investimenti-record-per-guidare-la-nuova-domanda-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[officefconline]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Cattaneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123514</guid>

					<description><![CDATA[<p>Flavio Cattaneo accelera la trasformazione di Enel con un Piano Industriale da 53 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123514/enel-accelera-flavio-cattaneo-investimenti-record-per-guidare-la-nuova-domanda-energetica/">Enel accelera, Flavio Cattaneo: investimenti record per guidare la nuova domanda energetica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="Enel, Flavio Cattaneo: &quot;53 miliardi di investimenti&quot;" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/enel_53_miliardi_di_investimenti_cattaneo_un_cambio_di_passo-9377694.html">Flavio Cattaneo</a> accelera la trasformazione di Enel con un Piano Industriale da 53 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, segnando quello che l’Amministratore Delegato definisce “un cambio di passo” per il Gruppo.</strong></em></p>
<p><a title="Enel, 53 miliardi di investimenti. Flavio Cattaneo: «Un cambio di passo»" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/enel_53_miliardi_di_investimenti_cattaneo_un_cambio_di_passo-9377694.html"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/23/9377694_image.jpg" alt="Flavio Cattaneo" width="274" height="150" /></a></p>
<h5>Enel, il Piano da 53 miliardi di euro</h5>
<p>Presentato a Milano, il nuovo Piano rafforza il profilo di Enel come grande player internazionale dell’energia, puntando su reti, rinnovabili e mercati ad alta crescita, in un contesto segnato dall’espansione della domanda elettrica globale trainata da data center e Intelligenza Artificiale.</p>
<p>Dopo aver centrato gli obiettivi del precedente Piano Strategico, il Gruppo guidato da <strong>Flavio Cattaneo</strong> rilancia con una manovra di investimenti superiore a 53 miliardi, concentrata in modo quasi paritario tra business integrato e reti di distribuzione.</p>
<p>Oltre 26 miliardi saranno destinati al business integrato, con circa 20 miliardi focalizzati sulle energie rinnovabili, segnando per queste ultime un aumento di 8 miliardi rispetto al Piano precedente. Più del 75% della nuova capacità sarà sviluppata attraverso eolico, tecnologie programmabili e sistemi di accumulo, privilegiando progetti a basso rischio e asset brownfield, soprattutto negli Stati Uniti.</p>
<p>Parallelamente, altri 26 miliardi saranno destinati alle reti di distribuzione, settore considerato centrale per sostenere l’aumento della domanda energetica e garantire stabilità infrastrutturale. Circa il 55% di queste risorse sarà investito in Italia, mentre il resto sarà distribuito tra Iberia e America Latina.</p>
<h2>Enel cresce all’estero, vola in Borsa e rafforza il piano globale</h2>
<p>“<em>Siamo pronti a investire nelle geografie giuste e nel momento giusto</em>”, ha commentato <a title="Flavio Cattaneo: &quot;Cambio di passo per Enel, 53 miliardi di investimenti&quot;" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/enel_53_miliardi_di_investimenti_cattaneo_un_cambio_di_passo-9377694.html"><strong>Flavio Cattaneo</strong></a>. Oltre ai mercati consolidati di Italia, Spagna e Stati Uniti, Enel guarda con interesse anche a nuove opportunità in Australia, Germania, Canada, Sudafrica e Cile.</p>
<p>La Borsa ha premiato immediatamente il Piano: il titolo Enel ha chiuso la giornata con un balzo del 6,8%, segnale della fiducia degli investitori in una strategia considerata prudente ma orientata alla crescita.</p>
<p>Secondo l’AD, il mercato apprezza soprattutto il basso profilo di rischio e la capacità del Gruppo di compensare eventuali pressioni sui margini italiani con performance più forti all’estero. Il Piano Industriale mantiene inoltre alta l’attenzione sugli azionisti. L’utile netto ordinario per azione è previsto in aumento da circa 0,69 euro nel 2025 fino a 0,80-0,82 euro nel 2028, con una crescita media annua intorno al 6%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123514/enel-accelera-flavio-cattaneo-investimenti-record-per-guidare-la-nuova-domanda-energetica/">Enel accelera, Flavio Cattaneo: investimenti record per guidare la nuova domanda energetica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Speculazione finanziaria, i grandi fondi investono miliardi nel settore minerario</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123473/speculazione-finanziaria-i-grandi-fondi-investono-miliardi-nel-settore-minerario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Helly]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[hedge fund più grandi]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori di volume]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123473</guid>

					<description><![CDATA[<p>La materia prima al centro delle discussioni in questo momento è il petrolio, a causa della guerra nel Golfo. In &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123473/speculazione-finanziaria-i-grandi-fondi-investono-miliardi-nel-settore-minerario/">Speculazione finanziaria, i grandi fondi investono miliardi nel settore minerario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La materia prima al centro delle discussioni in questo momento è il petrolio, a causa della guerra nel Golfo. In precedenza era stato l&#8217;oro la commodity più negoziata sui mercati. Ma adesso <strong>la speculazione finanziaria</strong> sembra puntare le proprie fiches <strong>su un altro asset, ossia i metalli industriali</strong>.</p>
<h4>Il nuovo fulcro della speculazione finanziaria</h4>
<p><img decoding="async" style="float: right; height: 162px; margin: 11px; width: 309px;" src="https://notizie-economia.it/wp-content/uploads/2026/03/metalli-commodity-energetiche-1-630x330-1.jpg" alt="metalli minerali" />Secondo una recente <strong>analisi elaborata da Reuters</strong>, il patrimonio gestito dagli ETF, ossia gli <em>Exchange Traded Fund</em>, ha registrato un <strong>vero e proprio boom di afflussi verso il settore minerario</strong>. Un fiume di denaro che la speculazione finanziaria ha indirizzato verso i metalli industriali e che può essere quantificato in <strong>quasi 90 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>La portata di questo movimento speculativo può essere colta pensando che il 31 marzo del 2025 il patrimonio gestito nel settore minerario era appena di 37 miliardi. Poco più di un terzo rispetto ad ora.</p>
<h4>Fiducia nel ciclo di crescita</h4>
<p>Secondo i grandi gestori degli <a href="https://economia-impresa.info/hedge-funds-ecco-i-piu-grandi-al-mondo-e-quanti-soldi-gestiscono/" target="_blank" rel="noopener">Hedge Fund più grandi al mondo</a> dunque <strong>ci aspetta un ciclo di crescita sostenuta del settore minerario metallurgico</strong>. La spinta arriva dalla forte crescita degli investimenti sotto il traino dell&#8217;intelligenza artificiale, dell&#8217;aumento della spesa per esigenze difensive e dall&#8217;allontanamento titoli tecnologici, ormai troppo costosi.</p>
<h5>I titoli minerari corrono</h5>
<p>Un altro dato è abbastanza eclatante. Mentre l&#8217;indice tecnologico statunitense è calato del 9% nel primo trimestre del 2026, <strong>le azioni dei colossi minerari come BHP e RioTinto hanno raggiunto dei massimi storici.</strong></p>
<p>La speculazione finanziaria conta sul fatto che gli investimenti di capitale delle infrastrutture della rete elettrica, nei Data Center, e anche nei veicoli elettrici, nelle stazioni di ricarica continueranno a crescere nei prossimi anni. Peraltro in relazione agli <a href="https://www.universoforex.it/news/1939/indicatori_di_volume_nel_trading_forex_cosa_sono_e_quali_sono_quelli_piu_affidabili.html" target="_blank" rel="noopener">indicatori di volume di trading</a>, <strong>si aspettano una domanda abbastanza resiliente e stabile</strong>, cosa che rende questo superciclo un terreno fertilissimo per la speculazione finanziaria.</p>
<h5>Il rischio di alta volatilità</h5>
<p>C&#8217;è un aspetto che però va sottolineato e che si può riassumere con la frase <strong>&#8220;<em>mercati piccoli, grandi oscillazioni</em>&#8220;</strong>. Infatti le dimensioni ridotte dei mercati dei futures sui metalli fanno sì che quando si verificano fortissimi afflussi di capitali, <strong>la volatilità dei prezzi può aumentare esponenzialmente</strong>.</p>
<p>Anche se il trend rialzista è solido, la volatilità nel breve periodo può diventare molto elevata. Ciò può cambiare rapidamente il sentiment del mercato e rendere il settore vulnerabile a forti inversioni di tendenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123473/speculazione-finanziaria-i-grandi-fondi-investono-miliardi-nel-settore-minerario/">Speculazione finanziaria, i grandi fondi investono miliardi nel settore minerario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Snam, stoccaggio gas al 90%. Agostino Scornajenchi: abbiamo cominciato per tempo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123348/snam-stoccaggio-gas-al-90-agostino-scornajenchi-abbiamo-cominciato-per-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[agscwebpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 14:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino Scornajenchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123348</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sotto la guida di Agostino Scornajenchi, Snam ha anticipato le operazioni di stoccaggio raggiungendo livelli superiori alla media europea. Una &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123348/snam-stoccaggio-gas-al-90-agostino-scornajenchi-abbiamo-cominciato-per-tempo/">Snam, stoccaggio gas al 90%. Agostino Scornajenchi: abbiamo cominciato per tempo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Sotto la guida di <a title="Il CEO di Snam Agostino Scornajenchi: acceleriamo sullo stoccaggio" href="https://www.pressonlinews.com/2026/04/28/agostino-scornajenchi-snam-accelera-sullo-stoccaggio-i-dati-aggiornati/">Agostino Scornajenchi</a>, Snam ha anticipato le operazioni di stoccaggio raggiungendo livelli superiori alla media europea. Una gestione efficiente che garantisce stabilità e continuità nella fornitura di gas.</strong></em></p>
<h4>Raggiunto il target del 90% di riempimento</h4>
<p>Con le ultime aste relative all’assegnazione di capacità di stoccaggio, Snam ha raggiunto l’obiettivo del 90% di riempimento degli stoccaggi di gas in Italia per la stagione invernale 2026-2027. Lo ha annunciato il CEO <a title="Snam, Agostino Scornajenchi: raggiunto il target di riempimento degli stoccaggi italiani pari ad almeno il 90%" href="https://www.pressonlinews.com/2026/04/28/agostino-scornajenchi-snam-accelera-sullo-stoccaggio-i-dati-aggiornati/"><strong>Agostino Scornajenchi</strong></a> lo scorso 23 aprile.</p>
<p>I depositi italiani erano già a oltre il 46,5% della capacità disponibile, un valore alto considerata la stagione e comunque al di sopra della media europea, che si attesta al 30,6% (Italia inclusa). In precedenza, <strong>Scornajenchi</strong> aveva ribadito l’importanza di pianificare e gestire le attività con lungimiranza per poter affrontare in maniera efficace uno scenario energetico complesso e in continua evoluzione.</p>
<p>“<em>Abbiamo cominciato per tempo a iniettare gas negli stoccaggi</em>”, aveva spiegato il manager. Maggiore operatore di stoccaggio in Italia e tra i principali in Europa, Snam detiene un sesto dell’intera storage capacity dell’Unione.</p>
<p>La società, nata nel 1941 come Società Nazionale Metanodotti, gestisce 12 siti di stoccaggio, insieme ad altre infrastrutture di trasporto e rigassificazione, e garantisce l’esercizio ottimale degli impianti attraverso il riempimento tempestivo e campagne di erogazione e iniezione particolarmente flessibili.</p>
<h5>Agostino Scornajenchi: lo stoccaggio è fondamentale per gestire i sistemi energetici</h5>
<p>Lo stoccaggio è “<em>un elemento di fondamentale importanza nella gestione dei sistemi energetici del Paese</em>”. Il CEO di Snam <strong>Agostino Scornajenchi</strong> lo ha ricordato in diverse occasioni. Oltre a permettere di compensare le varie esigenze tra fornitura e consumo del gas assicurando continuità di servizio, si rivela cruciale nella gestione delle fluttuazioni del fabbisogno connesse alle dinamiche stagionali e rappresenta, inoltre, una soluzione strategica nel caso di imprevisti o improvvisi aumenti della domanda.</p>
<p>La sua rilevanza è legata infine alla capacità di garantire la disponibilità di una determinata quantità di gas utile a sopperire possibili interruzioni o riduzioni degli approvvigionamenti extra-europei, o a superare temporanee crisi nel sistema.</p>
<p>L’impegno di Snam nel riempimento degli stoccaggi non è che la dimostrazione di quanto siano centrali tali infrastrutture. Nel Piano Strategico 2026-2030 del Gruppo guidato da <strong>Agostino Scornajenchi</strong> si prevedono infatti ulteriori investimenti per il rafforzamento dei progetti relativi alle attività di trasporto e al potenziamento dei siti di stoccaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123348/snam-stoccaggio-gas-al-90-agostino-scornajenchi-abbiamo-cominciato-per-tempo/">Snam, stoccaggio gas al 90%. Agostino Scornajenchi: abbiamo cominciato per tempo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto: età media sale a 12 anni e mezzo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123254/auto-eta-media-sale-a-12-anni-e-mezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[anzianità auto]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[età auto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123254</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continua a crescere l’età media delle auto in circolazione in Italia, ormai arrivata a 12 anni e mezzo; il dato &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123254/auto-eta-media-sale-a-12-anni-e-mezzo/">Auto: età media sale a 12 anni e mezzo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a crescere <strong>l’età media delle auto</strong> in circolazione in Italia, ormai arrivata a <strong>12 anni e mezzo</strong>; il dato emerge dallo studio realizzato da <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a> su un campione di oltre 12 milioni di preventivi RC auto raccolti nell’ultimo anno*.</p>
<p>Le <strong>conseguenze negative connesse all’invecchiamento</strong> delle auto in circolazione sono <strong>molteplici</strong>; alcune note, altre meno. Se è evidente che all’aumentare dell’età<strong> i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria</strong> e i <strong>consumi di carburante crescono</strong>, pochi sanno che <strong>anche il prezzo dell’assicurazione</strong> auto può essere influenzato dall’anzianità del veicolo.</p>
<p>Ad esempio, se il premio RC auto medio** per <strong>un’automobile di 10 anni</strong> è pari a 461 euro, il valore sale a 559 euro se il veicolo ha <strong>12 anni</strong> e arriva addirittura a 575 euro se ne ha <strong>14</strong>; in<strong> soli 4 anni il premio sale del 25%</strong>.</p>
<p><em>«Dal punto di vista assicurativo, bisogna inoltre mettere in conto che l’offerta di garanzie accessorie per le autovetture più vecchie è limitata</em><em>»</em> spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di<strong> Facile.it</strong>. «<em>A</em><em>lcune coperture, ad esempio quella che tutela da furto e incendio, tendono ad essere meno efficaci all’avanzare dell’età del veicolo, mentre altre, come quelle contro gli eventi naturali o gli atti vandalici, difficilmente vengono offerte dalle compagnie assicurative se la vettura ha troppi anni sulle spalle</em><em>».</em></p>
<p>Altro dato che racconta quanto stia invecchiando il parco auto italiano è <strong>l’aumento della richiesta della garanzia “assistenza stradale”</strong>; secondo i dati di Facile.it, ad aprile 2026 tra chi ha scelto una garanzia accessoria in fase di sottoscrizione della polizza RC, ben il <strong>56% ha optato per l’assistenza stradale</strong>; <strong>nel 2024 </strong>l’incidenza di questa copertura facoltativa era pari al <strong>39%</strong>.</p>
<p><strong>Le differenze regionali</strong></p>
<p>Sebbene il problema dell’anzianità dei veicoli riguardi tutto il Paese, non mancano notevoli differenze territoriali. Leggendo i dati dell’analisi si scopre che <strong>le auto più vecchie d’Italia si trovano in Calabria e Sicilia</strong>, regioni dove ad aprile 2026 l’età media delle auto ha raggiunto i <strong>14 anni e 4 mesi</strong>, vale a dire quasi due anni in più rispetto alla media nazionale. Seguono nella graduatoria la <strong>Basilicata</strong> (14 anni e due mesi) e, a pari merito, <strong>Puglia</strong> e <strong>Sardegna</strong> con un’anzianità pari a 14 anni.</p>
<p><strong>La regione dove invece circolano le auto più “giovani” è la Toscana</strong>, area in cui, sempre ad aprile 2026 l’età media era pari ad “appena” <strong>11 anni e 5 mesi</strong>. Continuando a scorrere la graduatoria si trovano, a pari merito, il <strong>Lazio</strong> e la <strong>Lombardia</strong>, aree dove l’età media delle auto è di poco inferiore ai 12 anni (11 anni e 11 mesi per la precisione). Tra le regioni con i veicoli più giovani c’è anche <strong>l’Emilia-Romagna</strong> (12 anni e 4 mesi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Analisi realizzata da Facile.it su un campione di 12.961.665 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno effettuati in Italia. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: </em><a href="https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate"><em>https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></a></p>
<p><em>** Simulazione Rc auto realizzata su un campione di oltre 16.000 preventivi calcolati nell’ultimo anno da automobilisti in prima classe di merito, età compresa over 40, </em><em>alla guida di una Panda 3a serie.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123254/auto-eta-media-sale-a-12-anni-e-mezzo/">Auto: età media sale a 12 anni e mezzo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Joerg Eberhart: 3,2 miliardi di euro di ricavi per ITA Airways nel 2025</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123328/joerg-eberhart-32-miliardi-di-euro-di-ricavi-per-ita-airways-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[iawebpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Joerg Eberhart]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prosegue il percorso di ITA Airways verso una profittabilità positiva. La compagnia guidata da Joerg Eberhart ha chiuso, per la &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123328/joerg-eberhart-32-miliardi-di-euro-di-ricavi-per-ita-airways-nel-2025/">Joerg Eberhart: 3,2 miliardi di euro di ricavi per ITA Airways nel 2025</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Prosegue il percorso di ITA Airways verso una profittabilità positiva. La compagnia guidata da <a title="Joerg Eberhart: ITA Airways chiude il 2025 in utile per la prima volta" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_bilancio_positivo_utile_ricavi-9437602.html">Joerg Eberhart</a> ha chiuso, per la prima volta nella sua storia, l’esercizio di bilancio del 2025 in positivo, riportando ricavi pari a 3,2 miliardi di euro e un utile netto a +436 milioni di euro rispetto al 2024.</strong></em></p>
<p><strong> <a title="Joerg Eberhart: ITA Airways chiude con 3,2 miliardi di euro di ricavi nel 2025" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_bilancio_positivo_utile_ricavi-9437602.html"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.executivemanager.it/images/comprofiler/0_699d78ba0b705.jpg" alt="L'Amministratore Delegato e Direttore Generale di ITA Airways Joerg Eberhart" width="225" height="150" /></a></strong></p>
<h5>La prima crescita positiva di ITA Airways</h5>
<p><em>“Il 2025 ha segnato un punto di svolta per <strong>ITA Airways</strong></em> — ha dichiarato <a title="Joerg Eberhart: ITA Airways chiude il 2025 con il primo utile" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_bilancio_positivo_utile_ricavi-9437602.html"><strong>Joerg Eberhart</strong></a> — <em>Chiudiamo per la prima volta in utile, a conferma che abbiamo intrapreso la rotta giusta. È il risultato dell’impegno di tutta la compagnia e dei primi tangibili effetti della collaborazione industriale con il Gruppo Lufthansa”.</em></p>
<p>L’esercizio di bilancio dell’anno 2025, approvato lo scorso 24 marzo dal CdA, ha infatti restituito ricavi complessivi pari a 3,2 miliardi di euro, nello specifico 2,8 miliardi relativi al traffico passeggeri, e un utile netto a 209 milioni di euro (+436 milioni rispetto al 2024).</p>
<p>Sotto la guida di <strong>Joerg Eberhart</strong>, <strong>ITA Airways</strong> ha raggiunto per la prima volta un risultato positivo, nonostante le difficoltà dell’attuale contesto geopolitico internazionale, grazie al consolidamento del lavoro di squadra e delle sinergie avviate con il Gruppo Lufthansa.</p>
<h5>Profittabilità sostenibile e ammodernamento della flotta</h5>
<p>Sull’onda dei risultati positivi raggiunti, continua l’impegno di <strong>Joerg Eberhart</strong> per rendere i ritorni di <strong>ITA Airways</strong> maggiormente sostenibili. La crescita degli indicatori economico-finanziari dello scorso anno è stata influenzata anche dagli effetti positivi dell’adeguamento contabile e dei crediti denominati in valuta estera ai tassi di cambio di fine anno.</p>
<p>Nel 2025 il parco aerei ha subito un’espansione, con dieci nuovi aeromobili che si aggiungono a quelli presenti, per un totale di 106 velivoli entro fine anno, di cui 24 wide body e 82 narrow body. L’obiettivo è ottenere il 70% degli aerei di nuova generazione, con un’età media totale di 6,5 anni. La compagnia aerea guidata da <strong>Joerg Eberhart</strong> porta avanti un modello finalizzato al raggiungimento di una profittabilità pienamente sostenibile, consolidando le sinergie con il Gruppo Lufthansa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123328/joerg-eberhart-32-miliardi-di-euro-di-ricavi-per-ita-airways-nel-2025/">Joerg Eberhart: 3,2 miliardi di euro di ricavi per ITA Airways nel 2025</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prestiti per matrimoni: erogati oltre 400 milioni di euro nell’ultimo anno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123184/prestiti-per-matrimoni-erogati-oltre-400-milioni-di-euro-nellultimo-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 15:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cerimonia]]></category>
		<category><![CDATA[costi matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[prestito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123184</guid>

					<description><![CDATA[<p>Maggio è il mese dei matrimoni e tra gli sposi italiani c’è chi, pur di non rinunciare alle proprie nozze &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123184/prestiti-per-matrimoni-erogati-oltre-400-milioni-di-euro-nellultimo-anno/">Prestiti per matrimoni: erogati oltre 400 milioni di euro nell’ultimo anno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maggio è il mese dei <strong>matrimoni</strong> e tra gli sposi italiani c’è chi, pur di non rinunciare alle proprie <strong>nozze</strong> da sogno, decide di richiedere un <strong>prestito</strong>. Un dato, questo, che si comprende meglio se si considera che, secondo una recente indagine commissionata da <a href="https://www.facile.it/prestiti.html"><strong>Facile.it</strong></a> a <em>mUp Research</em>*, <strong>per finanziare la cerimonia</strong> le coppie italiane devono far fronte a una spesa media di <strong>13.721 euro</strong>, ma che in alcuni casi e in base a specifiche richieste <strong>può salire notevolmente</strong>. E viste queste cifre, non è un caso che <strong>il 21%</strong> di chi decide di non sposarsi <strong>rinunci</strong> per ragioni di natura economica.</p>
<p>Tornando a chi fa domanda di <strong>finanziamento per pagare le spese delle nozze</strong>, le stime di Facile.it e Prestiti.it rivelano che, considerando la sola richiesta di prestiti personali finalizzati a matrimoni e cerimonie, nell’ultimo anno sono stati erogati <strong>oltre 400 milioni di euro</strong>.</p>
<p><em>«Il rapporto degli italiani con il credito al consumo si dimostra sempre più maturo</em><em>»,</em> spiegano gli esperti di <strong>Facile.it</strong>. <em>«Consapevoli delle opportunità offerte da questo tipo di prestito personale, gli sposi italiani possono concedersi il matrimonio che hanno sempre sognato senza che la spesa diventi insostenibile</em><em>».</em></p>
<p><strong>Identikit del richiedente</strong></p>
<p>Dall’analisi – realizzata su un campione di oltre 500mila richieste di finanziamento raccolte nell’ultimo anno da Facile.it e Prestiti.it** – emerge che chi ha presentato la domanda ha cercato di ottenere, in media, poco più di <strong>8.800 euro</strong> da restituire in 5 anni con <strong>60 rate da 175 euro</strong>. Per quanto riguarda, invece, l’età media dei richiedenti, è curioso notare come questa sia passata in poco tempo da 39 a <strong>43 anni</strong>, incremento giustificato forse anche dalla tendenza a sposarsi sempre più tardi, sia per ragioni economiche che per scelte di vita.</p>
<p><strong>Differenze territoriali e costi</strong></p>
<p>Guardando all’<strong>andamento</strong> <strong>territoriale</strong> delle domande di finanziamento per matrimoni e cerimonie, emergono importanti differenze, con il Sud Italia che primeggia. In particolare, le regioni dove il peso percentuale di questo tipo di prestito sul totale delle richieste è maggiore sono <strong>Campania</strong>, <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Sicilia</strong> e <strong>Puglia</strong>.</p>
<p>Come detto, il costo di una cerimonia nuziale può pesare molto sulle tasche degli sposi. Ma in quale misura incidono sul budget le varie spese? Tra i prodotti che richiedono le cifre maggiori troviamo gli <strong>abiti</strong> (dai 500 agli 8.000 euro per la sposa e dai 700 fino ai 3.000 euro per lo sposo), ovviamente corredati di <strong>scarpe</strong> (dai 100 ai 300 euro per lui e fino ai 3.000 euro per lei). Per il <strong>trucco</strong>, invece, la spesa può variare dai 175 ai 600 euro e per l’<strong>auto nuziale</strong> fra i 300 ed i 600 euro. Ad immortalare tutto ci sarà il <strong>fotografo</strong>, il cui servizio richiede agli sposi fra i 1.500 e i 2.500 euro.</p>
<p><strong>I fiori</strong> per decorare la location della cerimonia e del ricevimento possono costare dai 1.500 fino ai 9.000 euro, mentre il <strong>catering</strong>, altra voce molto pesante nel costo complessivo di un matrimonio ed estremamente variabile in base non solo al cibo scelto, ma anche al tipo di servizio e al numero degli invitati, ha un prezzo che oscilla tra i 150 e i 250 euro a persona. Ovviamente <strong>torta</strong> a parte che, da sola, può costare dai 200 fino ai 1.500 euro (ancora una volta in base a tipologia e dimensioni).</p>
<p>Dopo la cerimonia e il ricevimento si deve pensare anche alla festa e allora, che sia quella di un DJ o che sia suonata da una band live, <strong>la musica</strong> ha un costo che può andare dagli 800 fino ai 3.000 euro. Le <strong>bomboniere</strong>, infine, richiedono un esborso compreso fra i 5 e i 20 euro a persona.</p>
<p><em>«Sposarsi oggi ha dei costi oggettivamente importanti e in virtù di questo è comprensibile che molte coppie preferiscano dilazionare il pagamento evitando così di fare troppe rinunce»</em>, afferma <strong>Andrea Bettinzoli</strong>, <strong>wedding planner della Chapeau Consulting</strong>. <em>«Risparmiare, però, è possibile, soprattutto razionalizzando alcuni costi che possono essere &#8220;condivisi&#8221; con altre coppie che si sposano nello stesso giorno e nello stesso luogo (ad esempio i fiori per l&#8217;allestimento della chiesa) e scegliendo con un professionista del settore i fornitori che garantiscono il miglior rapporto qualità/prezzo»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research &#8211; svolta tra il 13 e il 15 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.000 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.</em></p>
<p><em>** Analisi realizzata su un campione di oltre 500mila richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it e Prestiti.it da maggio 2025 ad aprile 2026.</em></p>
<p><em>I costi del matrimonio, minimo e massimo, sono forniti da Chapeau Consulting.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123184/prestiti-per-matrimoni-erogati-oltre-400-milioni-di-euro-nellultimo-anno/">Prestiti per matrimoni: erogati oltre 400 milioni di euro nell’ultimo anno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto: gli italiani spendono fino a 4.486 euro l’anno per mantenerla</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123140/auto-gli-italiani-spendono-fino-a-4-486-euro-lanno-per-mantenerla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollo]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123140</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tenendo conto delle sole voci di spesa principali che gravano sul veicolo, dal bollo all’assicurazione, dal carburante fino a manutenzione &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123140/auto-gli-italiani-spendono-fino-a-4-486-euro-lanno-per-mantenerla/">Auto: gli italiani spendono fino a 4.486 euro l’anno per mantenerla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tenendo conto delle sole voci di spesa principali che gravano sul veicolo, dal bollo all’assicurazione, dal carburante fino a manutenzione e usura, <strong>per mantenere la propria automobile </strong>le famiglie italiane spendono fino a<strong> 4.486 euro</strong>; il dato arriva dall’analisi realizzata da <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, in collaborazione con <strong>Pratiche Auto Online,</strong> che ha preso in considerazione tre profili differenti di automobilisti e tre città campione (Milano, Roma, Napoli).</p>
<p>La spesa varia notevolmente a seconda della città analizzata. <strong>Napoli</strong> è risultata essere quella dove mantenere l’auto costa di più; nel capoluogo campano si spendono mediamente tra i 3.098 euro e i 4.486 euro, a seconda del profilo di automobilista. A <strong>Roma</strong>, a parità di condizioni, la spesa varia tra i 2.532 euro e i 3.694 euro, mentre <strong>Milano</strong> è risultata essere la città più economica con un valore annuo compreso tra i 2.329 euro e i 3.404 euro.</p>
<p>Lo studio è stato realizzato su 3 profili caratterizzati da classi di merito, età, chilometri percorsi e modelli d’auto diversi. Le voci di costo analizzate sono RC auto, bollo, carburante, costi di usura e manutenzione secondo tabelle ACI e il prezzo della revisione obbligatoria del mezzo*.</p>
<p><strong>Famiglia con figli (profilo 1)</strong></p>
<p>Per il primo profilo è stata presa in considerazione un’<strong>auto familiare </strong>alimentata a diesel e utilizzata sia dai genitori sia da figli con età inferiore a 25 anni. Per mantenere l’auto, in media, la famiglia spenderà <strong>3.556 euro l’anno</strong>.</p>
<p>Le voci più importanti sono risultate essere il diesel, circa 1.262 euro per 15.000 km annui, e i costi di manutenzione ordinaria/straordinaria che, insieme all’usura degli pneumatici, incidono per 1.347 euro l’anno.</p>
<p>Sebbene l’auto sia intestata ad uno dei due genitori (classe di merito 1), la presenza di guidatori con età inferiore ai 25 anni non permette di usufruire della formula “guida esperta”, che normalmente consente di abbattere il <strong>prezzo della copertura RC</strong> in modo significativo; ragione per cui il premio medio è pari a 546 euro. Questa è la voce che più varia a livello territoriale; a parità di profilo, ad esempio, la famiglia residente a <strong>Milano</strong> spende in RC auto 432 euro; a <strong>Roma</strong> l’importo sale a 693 euro mentre a <strong>Napoli</strong> arriva a 1.408 euro, più del doppio rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Il <strong>bollo</strong> pesa, in media, 277 euro, ma anche in questo caso non mancano le differenze territoriali; si va dai 240 euro di Milano ai 345 euro di Napoli.</p>
<p>A completare la spesa c’è il costo di revisione, circa 88 euro ogni due anni e il cambio stagionale degli pneumatici, per una spesa prossima agli 80 euro l’anno.</p>
<p>Considerando le differenze territoriali, la <strong>spesa totale varia dai 3.404 euro della famiglia milanese</strong>, ai <strong>3.694</strong> euro di quella <strong>romana</strong> e arriva a <strong>4.486 euro</strong> per quella residente a <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Coppia senza figli (profilo 2)</strong></p>
<p>Questo profilo è composto da una <strong>coppia over 40 senza figli</strong>, alla guida di un’<strong>auto di medie dimensioni </strong>alimentata a benzina. Per mantenere l’auto, in media, la <strong>coppia spende </strong><strong>2.441 euro l’anno</strong>.</p>
<p>La voce più pesante è rappresentata dalla<strong> benzina</strong>, che considerando 10.000 km di percorrenza, arriva a 1.005 euro. Per i costi di <strong>manutenzion</strong>e ordinaria e straordinaria e l’usura delle gomme, invece, la spesa annua è pari a 662 euro.</p>
<p>Decisamente più leggero, rispetto agli altri profili, il peso della <strong>RC auto</strong>: l’assenza di figli patentati nel nucleo familiare permette alla coppia (proprietario in classe di merito 1) di poter optare per la formula “guida esperta” che fa scendere il <strong>premio medio a </strong><strong>373 euro</strong>, vale a dire il 32% in meno rispetto alla famiglia con figli. Ancora una volta sono notevoli le differenze territoriali: a Milano il premio medio è pari a 298 euro, a Roma sale a 472 euro, mentre a Napoli arriva addirittura a 962 euro.</p>
<p>Il <strong>bollo</strong>, il costo della <strong>revisione</strong> e del cambio stagionale degli pneumatici non variano rispetto alla famiglia con figli; queste voci, in media, pesano insieme poco più di 400 euro l’anno.</p>
<p>Considerando le differenze territoriali, una coppia per mantenere l’auto spende in media <strong>2.329 euro a Milano</strong>, <strong>2.532 euro a Roma</strong> e <strong>3.098 euro a Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Neopatentato (profilo 3)</strong></p>
<p>Per questo profilo è stato considerato un giovane under 21 neopatentato (classe di merito 14) alla guida di un’utilitaria alimentata a benzina (mild hybrid)<strong>; il costo complessivo annuale per mantenere l’auto è pari a 3.226 euro.</strong></p>
<p>In questo caso la voce che più incide è quella dell’<strong>RC Auto</strong>; secondo l’analisi di Facile.it, considerando la classe di merito 14 e la giovane età dell’automobilista, il premio medio è pari a <strong>2.060 euro</strong>. Importanti le differenze territoriali: a Milano il valore medio scende a 1.545 euro, a Roma è pari a 2.155 euro mentre a Napoli arriva addirittura a 2.959 euro. Per risparmiare sul premio RC auto, se presenti le condizioni, il giovane assicurato potrebbe usufruire dell’<strong>RC familiare ereditando la migliore classe di merito all’interno del nucleo; ipotizzando una prima classe di merito,</strong> il premio medio passerebbe da 2.060 a 1.348 euro, ed anche nelle città campione il valore scenderebbe, a seconda dell’area, fino al 34%.</p>
<p>Più leggero il peso del <strong>carburante</strong>; considerando 7.000 km percorsi in un anno, la spesa per la benzina è pari a 483 euro. Per i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’usura delle gomme, invece, bisogna mettere a budget 413 euro l’anno.</p>
<p>Il <strong>bollo</strong> incide, in media, per 146 euro, con lievi differenze territoriali: si va dai 136 euro di Milano ai 160 euro di Napoli. A Roma costa, in media, 145 euro. Completano il quadro i costi per la revisione e il cambio stagionale degli pneumatici (in totale 124 euro l’anno).</p>
<p>Considerando le differenze territoriali, un neopatentato (classe di merito 14) per mantenere l’auto spende in media <strong>2.700 euro a Milano, </strong><strong>3.319 euro a Roma e </strong><strong>4.139 euro a Napoli</strong>.</p>
<p><em>«L’assicurazione è una delle spese che incide maggiormente sul mantenimento dell’auto e, in alcuni casi, può arrivare a rappresentare il 70% del costo totale. Fortunatamente, però, è una delle voci su cui è più semplice risparmiare», </em>spiegano gli esperti di Facile.it<em>. «Il consiglio, quando si è alle prese con la sottoscrizione dell’RC auto, è di confrontare l’offerta di più compagnie per identificare la copertura assicurativa più adatta alle proprie esigenze.».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Nota metodologica</p>
<p><em>I premi RC auto sono stati calcolati su un campione di oltre 18.000 preventivi realizzati da Facile.it nelle tre città campione (Milano, Roma, Napoli) nell’ultimo anno per i seguenti profili: Profilo 1): Golf 7ª serie, età proprietario 48-62 anni, classe di merito 1, età conducente più giovane del nucleo familiare &gt; 25 anni. Profilo 2) Golf 7ª serie, età patentato più giovane in famiglia 26 anni. Profilo 3) Panda 3°serie, età proprietario 18-21 anni, neopatentato, CU 14. Il valore del bollo è stato calcolato su un campione di oltre 1.000 pratiche di bollo gestite da Pratiche Auto online per i modelli d’auto Golf 7ª serie e Panda 3 ª serie nelle tre città analizzate. Per il carburante sono stati considerati questi valori medi in modalità self aggiornati ad aprile 2026: Benzina: 1,76 euro/litro, Diesel: 2,10 euro litro.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123140/auto-gli-italiani-spendono-fino-a-4-486-euro-lanno-per-mantenerla/">Auto: gli italiani spendono fino a 4.486 euro l’anno per mantenerla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mutui e BCE: rate in aumento a maggio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123040/mutui-e-bce-rate-in-aumento-a-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123040</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella riunione di oggi la BCE non è intervenuta sui tassi, eppure le rate dei mutui variabili hanno già iniziato &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123040/mutui-e-bce-rate-in-aumento-a-maggio/">Mutui e BCE: rate in aumento a maggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella riunione di oggi <strong>la BCE non è intervenuta sui tassi</strong>, eppure le rate dei mutui variabili hanno già iniziato a salire a causa delle tensioni internazionali. Secondo le <strong>stime di </strong><a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a>, ad <strong>aprile</strong> la rata di un mutuo variabile standard (126.000 euro in 25 anni)* è <strong>cresciuta di circa 5 euro</strong> e anche a <strong>maggio</strong> potrebbe salire in misura più o meno simile.</p>
<p>Le <strong>rate aumentano a causa dell’Euribor</strong>, indice a cui sono normalmente agganciati i mutui variabili italiani, che a seguito dello scoppio del conflitto è tornato a crescere dopo mesi di stabilità; a febbraio l’indice viaggiava in prossimità del 2%, oggi è arrivato a livelli prossimi al <strong>2,15%</strong>, in aumento di circa 15 punti base, ma durante le ultime settimane ha sfiorato picchi di +25 punti base.</p>
<p><em>«L’incremento dell’Euribor, come detto, si è trasmesso su alcuni mutui già nelle rate di aprile e potrebbe avere effetti anche su quelle di maggio»</em> spiegano gli esperti di Facile.it.<em> «La sua crescita è importante soprattutto perché, come noto, l’indice tende ad anticipare le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale. Il rialzo potrebbe quindi essere il segnale che nei prossimi mesi la BCE interverrà sugli indici.».</em></p>
<p>Guardando al futuro, gli esperti si attendono con più probabilità un intervento della Banca Centrale a giugno, quando l’Eurotower potrebbe ritoccare gli indici; i Futures sugli Euribor, che rappresentano le aspettative di mercato, prevedono un paio di interventi della BCE nel 2026, con inevitabili effetti sulle rate dei mutui variabili. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento standard*, entro l’inizio del secondo semestre la rata del mutuo passerebbe dagli attuali 621 euro ai 642 euro per arrivare a sfiorare i 670 euro prima di fine anno. Se queste previsioni si avverassero, quindi, entro dicembre 2026 la rata mensile <strong>salirebbe, rispetto ad oggi, di circa 47 euro</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda i tassi fissi, anche grazie alla politica delle banche, che stanno applicando <strong>spread </strong>estremamente contenuti e, in alcuni casi, vicini se non al di sotto dello zero, l’offerta resta favorevole.</p>
<p>«<em>Ci aspettiamo che per il 2026 la competizione delle banche si concentrerà sul tasso fisso e questo ci fa pensare che le condizioni offerte alla clientela resteranno stabili», </em>spiegano gli esperti di Facile.it.<em> «Ad ogni modo, sarà determinante l’andamento dell’inflazione; se dovesse continuare a salire, l’impatto potrebbe riflettersi sul mercato obbligazionario e, a cascata, sull’ IRS e quindi anche sui tassi fissi.».</em></p>
<p><strong>Cresce l’importo medio e la quota di chi sceglie il variabile</strong></p>
<p>Nonostante il clima di incertezza, la richiesta di mutui resta positiva e, secondo l’Osservatorio** Facile.it – Mutui.it, nei primi tre mesi dell’anno, l’importo medio richiesto è <strong>aumentato del</strong> <strong>2,5%</strong> rispetto a dodici mesi fa, arrivando a <strong>139.564 euro</strong>. In calo <strong>l’età media dei richiedenti</strong>, che passa dai 41 anni del primo trimestre del 2025 ai 40 anni del 2026; se si limita il campione alle sole richieste di mutuo prima casa, l’età media è scesa da 38 a 37 anni. Diminuisce significativamente il peso delle <strong>surroghe</strong>, passate in un solo anno <strong>dal 31% al 20%.</strong></p>
<p>Analizzando la tipologia di tasso richiesto emerge che il <strong>fisso resta quello preferito dagli italiani,</strong> ma sale la quota di chi ha puntato ad un tasso variabile o misto, che oggi rappresenta l’<strong>8% delle richieste.</strong></p>
<p><strong>Tasso fisso o variabile?</strong></p>
<p>Guardando alle migliori offerte sul mercato, secondo le simulazioni* di Facile.it realizzate prendendo a campione un finanziamento da 126.000 euro con piano di ammortamento in 25 anni e copertura del 70% del valore dell’immobile, il miglior <strong>tasso variabile</strong> (TAN) disponibile online è pari a <strong>2,35%</strong> con una rata iniziale di<strong> 556 euro</strong>. I migliori tassi <strong>fissi</strong>, invece, partono da un tasso (TAN) del <strong>2,99%</strong> ed una <strong>rata di 597 euro</strong>, vale a dire circa 40 euro più alta rispetto a quella variabile.</p>
<p>«<em>Non esiste in assoluto una scelta migliore tra tasso fisso e variabile ed attualmente entrambe le offerte sono competitive; sono numerose le variabili che entrano in gioco nella decisione ed è importante scegliere con attenzione sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il consiglio è quello di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta»</em>, concludono da Facile.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. ** L’Osservatorio Facile.it è stato realizzato su un campione di oltre 390.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it tra gennaio e marzo 2025 e 2026. Le simulazioni sui tassi sono state effettuate su Facile.it in data 28/04/2026.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123040/mutui-e-bce-rate-in-aumento-a-maggio/">Mutui e BCE: rate in aumento a maggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paolo Gallo: i risultati 2025 di Italgas, +33,1% di utile netto e +45,7% di ricavi totali</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123166/paolo-gallo-i-risultati-2025-di-italgas-331-di-utile-netto-e-457-di-ricavi-totali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mediapgpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gallo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=123166</guid>

					<description><![CDATA[<p>Paolo Gallo: il 2025 ha rappresentato un anno di trasformazione per Italgas, come dimostrato dal bilancio annuale. Crescita a doppia &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123166/paolo-gallo-i-risultati-2025-di-italgas-331-di-utile-netto-e-457-di-ricavi-totali/">Paolo Gallo: i risultati 2025 di Italgas, +33,1% di utile netto e +45,7% di ricavi totali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a title="La carriera dell'AD Paolo Gallo" href="https://wikiceo.it/Paolo_Gallo">Paolo Gallo</a>: il 2025 ha rappresentato un anno di trasformazione per Italgas, come dimostrato dal bilancio annuale. Crescita a doppia cifra (2,5 miliardi di euro di ricavi totali), dividendo e investimenti in aumento e primo operatore in Europa in seguito all’acquisizione di 2i Rete Gas. Il Gruppo continua la strategia di digitalizzazione ed espansione.</strong></em></p>
<p><strong> </strong><a title="Paolo Gallo: formazione, incarichi professionali e riconoscimenti" href="https://wikiceo.it/Paolo_Gallo"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e1/Paolo_Gallo.jpg/330px-Paolo_Gallo.jpg" alt="Paolo Gallo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Italgas" width="150" height="221" /></a></p>
<h5>2025 un anno da record per Italgas, i risultati del bilancio</h5>
<p>Italgas ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2025, che ha visto la crescita di tutti gli indicatori economico-finanziari. Si tratta di un anno storico per il Gruppo, che ha consolidato la propria leadership europea nella distribuzione di gas con l’acquisizione di 2i Rete Gas, posizionandosi come primo operatore in Europa.</p>
<p>I ricavi totali sono infatti pari a 2,535 miliardi di euro (+45,7%), mentre i ricavi adjusted ammontano a 2,484 miliardi di euro (+39,7%). Tra le altre voci del bilancio, l’utile netto è pari a 674,5 milioni di euro, in aumento del 33,1%, mentre l’EBITDA adjusted sale a 1,883 miliardi di euro.</p>
<p>La visione manageriale dell’AD e DG <a title="Il percorso professionale di Paolo Gallo" href="https://wikiceo.it/Paolo_Gallo"><strong>Paolo Gallo</strong></a> ha consentito di far crescere il flusso di cassa operativo a 1,625 miliardi di euro, con cui Italgas è in grado di finanziare gli investimenti netti e soddisfare la richiesta dei dividendi.</p>
<h4>Crescita degli investimenti e miglioramento degli aspetti ESG</h4>
<p>Anche gli investimenti tecnici di Italgas hanno segnato un nuovo record di crescita nello scorso anno, raggiungendo 1,204 miliardi di euro (+35,7%). Sono stati utilizzati per la digitalizzazione delle reti e l’ammodernamento delle infrastrutture appartenenti a 2i Rete Gas.</p>
<p>In seguito all’acquisizione perfezionata nell’aprile 2025, la rete del Gruppo si estende ora per più di 156.000 chilometri e i ricavi derivati dalla distribuzione sono saliti a 2,33 miliardi di euro (+47,2%). Il Gruppo guidato da <strong>Paolo Gallo</strong> continua con la propria politica ESG, che ha portato alla riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 del 3,8%, a parità di perimetro. Il Gas Leakage Rate è invece sceso allo 0,051%. In ambito social, aumentano le donne in ruoli di responsabilità e il gender pay gap scende al 5,7%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123166/paolo-gallo-i-risultati-2025-di-italgas-331-di-utile-netto-e-457-di-ricavi-totali/">Paolo Gallo: i risultati 2025 di Italgas, +33,1% di utile netto e +45,7% di ricavi totali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conflitto: in due mesi bruciati oltre 1,7 miliardi di euro dagli italiani</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122967/conflitto-in-due-mesi-bruciati-oltre-17-miliardi-di-euro-dagli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 10:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Diesel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122967</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122967/conflitto-in-due-mesi-bruciati-oltre-17-miliardi-di-euro-dagli-italiani/">Conflitto: in due mesi bruciati oltre 1,7 miliardi di euro dagli italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due mesi fa scoppiava il conflitto in Iran e in questi sessanta giorni gli italiani hanno speso, considerando solo bollette, carburante e mutui, oltre <strong>1,7 miliardi di euro in più</strong>. Il dato arriva dall’analisi di <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, che ha calcolato quanto sia effettivamente pesata sulle tasche dei consumatori la guerra ad oggi.</p>
<p><strong>Bollette luce e gas</strong></p>
<p>Ormai tutti sappiamo che le <strong>bollette luce e gas</strong> sono salite a causa del conflitto in Iran, ma di quanto? Secondo le stime di Facile.it, per gli italiani con un contratto di fornitura a prezzo indicizzato nel mercato libero l’aumento si tradurrà in un <strong>aggravio di oltre 40 euro tra marzo e aprile</strong>.</p>
<p>Più nello specifico, a salire maggiormente saranno le bollette del gas; guardando ai consumi di una famiglia tipo (consumo pari a 1.100 smc), per le utenze di marzo e aprile la spesa media sarà di circa <strong>263 euro</strong>, vale a dire <strong>più o meno 36 euro in più (+16%) rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero aumentate.</strong></p>
<p>Minore l’impatto sulle bollette della luce; per una famiglia tipo (consumo pari a 2.000 kWh), le bollette di marzo e aprile arriveranno a <strong>110 euro, in aumento del 5%</strong> rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe fossero rimaste stabili.</p>
<p>È possibile stimare che gli aumenti di luce e gas di questi soli due mesi peseranno sulle tasche degli italiani con un contratto variabile, complessivamente, fino a <strong>500 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell&#8217;energia, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno <strong>2.165 euro</strong> tra luce e gas, vale a dire <strong>l’11% in più (217 euro) rispetto ai 1.948</strong> <strong>euro</strong> previsti prima che scoppiasse il conflitto.</p>
<p><strong>Mutui variabili</strong></p>
<p>Nonostante la <strong>BCE</strong> non sia ancora intervenuta sui tassi &#8211; gli esperti si aspettano il primo aumento a giugno &#8211; le rate dei mutui variabili hanno ripreso a crescere. La ragione è l’<strong>Euribor</strong>, indice di riferimento per questo tipo di finanziamenti, che da prima dello scoppio del conflitto ad oggi è salito di circa <strong>15 punti base, con picchi di +25 punti base</strong> (Euribor a 3 mesi). Questi movimenti si traducono <strong>in un aumento di circa 5 euro nella rata di aprile e di ulteriori 5 euro in quella di maggio</strong>, calcolato su un finanziamento variabile standard sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile).</p>
<p>E rischia di non essere l’ultimo aumento; guardando ai Futures aggiornati al 23 aprile 2026 si scopre che l’indice potrebbe salire ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dagli attuali 620 euro ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre per chiudere a circa 660 euro entro fine anno. Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata mensile del mutuo variabile standard <strong>salirebbe quindi di quasi 40 euro</strong>.</p>
<p>Soffermandoci su tassi offerti ai nuovi mutuatari, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni al 70%, oggi i migliori Tan disponibili partono dal <strong>2,99% per il fisso</strong> e dal <strong>2,35% per il variabile</strong>. Possibile immaginare che se la situazione di crisi continuerà, i valori cambieranno nei prossimi mesi.</p>
<p><strong>Benzina e diesel</strong></p>
<p>La spesa che è cresciuta maggiormente, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, è quella per il <strong>carburante</strong>; secondo le stime elaborate a due mesi dallo scoppio del conflitto, per fare rifornimento di benzina e diesel nei mesi di marzo e aprile gli italiani hanno speso <strong>1,2 miliardi di euro in più rispetto</strong> a quanto avrebbero fatto se le tariffe fossero rimaste uguali a quelle pre-conflitto.</p>
<p>L’analisi è stata realizzata prendendo in considerazione i consumi di carburante rilevati sulla rete a marzo 2026 (pari a 744.000 tonnellate di benzina e 1,25 milioni di tonnellate di gasolio) e le variazioni settimanali del prezzo di diesel e benzina. A marzo 2026 per rifornirsi alla pompa gli italiani hanno pagato, in media, 4,7 miliardi di euro, vale a dire il 13% in più rispetto a quanto avrebbero speso se le tariffe non fossero cresciute a causa del conflitto. Ad aprile invece, a parità di consumi, il totale dovrebbe arrivare a sfiorare, se non addirittura superare, i 4,9 miliardi, circa il 17% in più rispetto a febbraio.</p>
<p>Nello specifico, il prezzo medio mensile della <strong>benzina </strong>alla pompa è passato da 1,65 euro/litro di febbraio intorno a 1,77 euro/litro di marzo e dovrebbe chiudere aprile a circa 1,76 euro/litro, rincaro che, nei due mesi, si tradurrebbe in un aggravio di circa 215 milioni di euro. Per il diesel, invece, il prezzo medio è salito da 1,70 euro/litro di febbraio a 1,99 di marzo e potrebbe chiudere aprile a circa 2,1 euro/litro, valori che peserebbero sulle tasche degli italiani per oltre 1 miliardo di euro in costi extra.</p>
<p>Per un pieno di <strong>benzina</strong> (50 litri), la spesa media è passata da 83 euro di febbraio a <strong>88 euro di marzo e aprile</strong>; per un pieno di diesel, invece, il costo è passato da 85 euro di febbraio a <strong>99 euro</strong> di marzo raggiungendo, ad aprile, i 105 euro.</p>
<p>Secondo le stime di Facile.it, considerando il prezzo del carburante aggiornato al 26/4/2026 e una percorrenza di 10.000 km, un automobilista spende in <strong>benzina</strong>, in un anno, circa <strong>1.147 euro</strong>, vale a dire il 5% in più (+50 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026). Se si considera il prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa annua è di <strong>1.132 euro</strong>, in aumento del <strong>20%</strong> (+192 euro).</p>
<p>L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli <strong>autotrasporti</strong>: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende <strong>262 euro in più, vale a dire 1.544 euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Nota metodologica:</em></p>
<p><em>&#8211; Carburante: Per i consumi sono stati utilizzati i valori comunicati dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica &#8211; DGFTA DIV II relativi a marzo con riferimento alla sola rete. Per il prezzo del carburante è stato utilizzato: per febbraio e marzo 2026 il valore medio rilevato da Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica &#8211; Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi; per aprile 2026 è stata calcolata una media ponderata delle rilevazioni settimanali effettuate nel periodo 1-19 aprile 2026 dal Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica e, per il periodo 20-26 aprile, le rilevazioni di Staffetta Quotidiana. Per le stime di spesa futura, il prezzo della benzina è 1,7380 €/l, per il diesel 2,059 €/litro. Consumi: auto a benzina 6,6 l/100 km; auto diesel 5,5l/100 km, camion 25l/100 km</em></p>
<p><em>&#8211; Bollette: per le bollette luce e gas sono stati considerati consumi annui pari a 2.000 kWh e 1.100 smc riparametrati sulla base dei consumi percentuali di marzo e aprile come rilevati dall’Autorità. Per le tariffe, sono stati utilizzati i valori di PUN e PSV maggiorati da uno spread medio e tutte le altre voci che gravano in bolletta. L’impatto totale è stato stimato applicando l’aumento medio al numero di clienti che, secondo gli ultimi dati ufficiali, hanno un’offerta nel mercato libero a prezzo variabile. Le stime future sono state elaborate utilizzando le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi e rilevate il 24 aprile, oneri e imposte attualmente in vigore.</em></p>
<p>&#8211; Mutui:<em> simulazioni Facile.it fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Simulazioni sui tassi realizzati da Facile.it il 27 aprile 2026.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122967/conflitto-in-due-mesi-bruciati-oltre-17-miliardi-di-euro-dagli-italiani/">Conflitto: in due mesi bruciati oltre 1,7 miliardi di euro dagli italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SMS: li usano ancora 23 milioni di italiani</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122898/sms-li-usano-ancora-23-milioni-di-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[app di messaggistica]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi]]></category>
		<category><![CDATA[messaggistica]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122898</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le app di messaggistica istantanea sono ormai parte della nostra quotidianità, ma come le usiamo? Per quali scopi e, anche, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122898/sms-li-usano-ancora-23-milioni-di-italiani/">SMS: li usano ancora 23 milioni di italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>app di messaggistica istantanea</strong> sono ormai parte della nostra quotidianità, ma come le usiamo? Per quali scopi e, anche, rispettiamo una sorta di “galateo” del messaggino? A chiederselo è stato <a href="https://www.facile.it/telefonia-mobile.html"><strong>Facile.it</strong></a> che ha incaricato l’istituto di ricerca <em>mUp Research</em> di svolgere un’indagine ad hoc. Ecco cosa è emerso.</p>
<p><strong>Per cosa le usiamo e perché le preferiamo ad una telefonata</strong></p>
<p>Se, prevedibilmente, la motivazione principale è quella di <strong>comunicare con gli amici o i conoscenti</strong> e poi, a seguire, coi <strong>familiari</strong>, dall’indagine emerge chiaramente come la messaggistica istantanea sia ormai a tutti gli effetti uno <strong>strumento di lavoro</strong>. Lo utilizzano per questa finalità il 44% dei rispondenti (equivalenti a 17,3 milioni di persone) con picchi ancora maggiori nelle fasce anagrafiche fra i 35 ed i 44 anni (53%) e tra 25 e 34 anni (54%).</p>
<p>Andando ad analizzare le ragioni per cui si preferisce mandare un messaggio istantaneo, si comincia a delineare il quadro di quello che potrebbe essere a buon diritto definito come un “galateo”; scegliamo di scrivere piuttosto che telefonare soprattutto perché riteniamo questo comportamento <strong>meno impegnativo</strong> rispetto ad una chiamata (55,5% in media, addirittura 72,7% fra chi ha meno di 24 anni), ma anche per dare <strong>modo al destinatario di rispondere coi propri tempi </strong>(45%) e, ancora, perché come dicevano gli antichi <em>verba volant, scripta manent</em> (22,3%). Non trascurabili nemmeno il <strong>fattore economico</strong> (costano meno degli SMS – 17,1%) e quello emotivo. Dichiarano esplicitamente di “odiare il parlare al telefono” il 17% degli intervistati, percentuale che arriva al 28% nella fascia 25 – 34 anni.</p>
<p><strong>I comportamenti che non tolleriamo</strong></p>
<p>Ogni medaglia ha il suo rovescio e se fino a qui abbiamo elencato le ragioni per cui amiamo la messaggistica istantanea, è corretto analizzare anche le <strong>cattive abitudini</strong>. Al primo posto fra i comportamenti che proprio non sopportiamo, il fatto che il destinatario <strong>visualizzi il messaggio, ma non risponda</strong> (47,6% in media, ma addirittura 53,5% se si isola il solo campione femminile e 63,6% se limitiamo l’analisi a chi ha meno di 24 anni). Medaglia d’argento per la ricezione di messaggi legati a <strong>schemi piramidali</strong> o catene (44,6%) e bronzo per i <strong>messaggi politici o commerciali non richiesti</strong> (32,2%).</p>
<p>Rientrano in classifica anche la scelta del destinatario di <strong>disattivare la spunta blu</strong> di ricezione e l’essere <strong>aggiunti a gruppi</strong> senza che ci sia stato chiesto (entrambi con percentuali prossime al 29%), la <strong>ripetizione</strong> del medesimo messaggio da parte di tutti i partecipanti al gruppo o il fatto che si <strong>spezzetti la frase</strong> in troppi micro-messaggi (rispettivamente 26,8% e 26,2%) e, non ultimi, gli <strong>audio troppo lunghi</strong>; riceverli fa saltare i nervi al 20,5% degli intervistati.</p>
<p>Altre cose che poco sopportiamo sono, ad esempio, i <strong>messaggini scritti tutti in maiuscolo</strong> (23,5%), il “pollice in alto” come risposta ad un messaggio (18,6%), l’uso di sigle o abbreviazioni incomprensibili (15,3%) e l’abuso di “emoji”, immagini o sticker (10%).</p>
<p><strong>Gli SMS non tramontano</strong></p>
<p>Se pensate che i vecchi <strong>SMS</strong> abbiano fatto il loro tempo e siano ormai solo un ricordo del passato, beh, vi sbagliate. E non poco. In base all’indagine dichiarano di servirsene ancora il 59,9% degli intervistati, pari a 23 milioni di italiani. E se il 49,3% degli intervistati ammette di farne un uso sporadico, ci sono <strong>3,6 milioni di individui che lo fanno abitualmente</strong>.</p>
<p>Continuando a scorrere i dati, si scopre che la motivazione principale è quella di essere, in qualche modo “costretti” dal fatto che il destinatario <strong>non abbia un altro modo</strong> di essere raggiunto con messaggio testuale (47,2% dei rispondenti), ma al secondo posto si trova la comodità di rispondere tramite un testo preimpostato (ad esempio “<strong>ti richiamo</strong>”, 31,2%) e al terzo il fatto che venga scelto per comunicare con <strong>persone più anziane</strong> (21,8%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*</em><em> Indagine demoscopica condotta da mUp Research su un campione di n.1001 individui, rappresentativo della popolazione italiana adulta, in età compresa fra 18 e 74 anni. Le interviste sono state condotte dal 16 al 19 marzo 2026.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122898/sms-li-usano-ancora-23-milioni-di-italiani/">SMS: li usano ancora 23 milioni di italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alessandro Benetton sale al vertice di Mundys nel ruolo di Presidente</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122963/alessandro-benetton-sale-al-vertice-di-mundys-nel-ruolo-di-presidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelo mieli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 05:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Benetton]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122963</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cambia la governance di Mundys: Alessandro Benetton al vertice come Presidente e Giampiero Massolo passa al ruolo di Vicepresidente. Confermato, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122963/alessandro-benetton-sale-al-vertice-di-mundys-nel-ruolo-di-presidente/">Alessandro Benetton sale al vertice di Mundys nel ruolo di Presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Cambia la governance di Mundys: <a title="Mundys: Alessandro Benetton diventa Presidente" href="https://www.ilsole24ore.com/art/mundys-alessandro-benetton-sara-nuovo-presidente-AIgD7ZBC">Alessandro Benetton</a> al vertice come Presidente e Giampiero Massolo passa al ruolo di Vicepresidente. Confermato, invece, il CEO Andrea Mangoni.</strong></em></p>
<h4>Alessandro Benetton alla guida di Mundys</h4>
<p>Nel prossimo triennio <strong><a title="Mundys: Alessandro Benetton nominato Presidente" href="https://www.ilsole24ore.com/art/mundys-alessandro-benetton-sara-nuovo-presidente-AIgD7ZBC">Alessandro Benetton</a></strong> sarà il Presidente di Mundys, la holding leader nella gestione di infrastrutture autostradali, aeroportuali e servizi di mobilità tecnologica. La nomina arriva a seguito di una riorganizzazione complessiva del Gruppo il cui scopo è “<em>accelerarne la realizzazione dei piani di crescita e sviluppo</em>”.</p>
<p>Già Presidente di Edizione, Benetton subentrerà al Presidente uscente Giampiero Massolo, che resterà nel team della holding passando però all’incarico di Vicepresidente. Al fianco dell’imprenditore, ci sarà Andrea Mangoni, riconfermato nel ruolo di CEO.</p>
<p>Gli altri membri del board che guiderà Mundys nei prossimi tre anni, designati da Edizione, sono: Enrico Laghi (CEO di Edizione), Ermanno Boffa (Board member di Edizione), Christian Coco (Chief investment officer di Edizione), Stefania Dotto (Investment Director di Edizione). Tra i nomi indicati dal socio Blackstone ci sono, invece, Peter Joseph Guarraia (Senior Managing Director), Adam Neil Kuhnley (Senior Managing Director e Co-Head of European Investments in Infrastructure Group) e Scott Schultz (Managing Director).</p>
<p>Fondazione Crt ha indicato, inoltre, l’economista Carlo Cottarelli. Invariato il collegio sindacale, attualmente composto da Riccardo Michelutti (Presidente), Benedetta Navarra, Graziano Visentin.</p>
<h5>Alessandro Benetton: la sua presidenza rafforzerà la strategia di crescita</h5>
<p>La nomina di <strong>Alessandro Benetton</strong> a Presidente sarebbe legata alla centralità della controllata Mundys nel valore di Edizione e alla volontà dell’imprenditore, figura di riferimento della famiglia di Ponzano Veneto, di supportare attivamente il management del Gruppo in una fase di crescita internazionale che prevede anche operazioni di M&amp;A. Mundys, in passato Atlantia S.p.A., è una holding italiana attiva nell’ambito delle infrastrutture autostradali e aeroportuali, nonché dei servizi alla mobilità.</p>
<p>Con oltre 8.300 km e 44 concessioni per lo sviluppo, la manutenzione e la gestione di infrastrutture autostradali, è presente in quattro continenti (Europa, America Latina, India e Stati Uniti) con società operative nel settore autostradale e aeroportuale, e un leader tecnologico nei servizi di mobilità e nel campo degli Intelligent Transport Systems.</p>
<p>È partecipata al 57% da Edizione, al 37,8% dal fondo Blackstone e al 5,2% dalla Fondazione Cr Torino. Attivo nelle concessioni autostradali principalmente attraverso la controllata Abertis, gestisce cinque aeroporti, tra cui Fiumicino, Ciampino e lo scalo di Nizza Costa Azzurra in Francia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122963/alessandro-benetton-sale-al-vertice-di-mundys-nel-ruolo-di-presidente/">Alessandro Benetton sale al vertice di Mundys nel ruolo di Presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ITA-Lufthansa, strategia in due fasi, Joerg Eberhart: stabilità e crescita</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122913/ita-lufthansa-strategia-in-due-fasi-joerg-eberhart-stabilita-e-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[iawebpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 05:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ITA Airways]]></category>
		<category><![CDATA[Joerg Eberhart]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122913</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una fase di stabilizzazione nel breve periodo, seguita da crescita e nuove opportunità a partire dal 2026. È questa la &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122913/ita-lufthansa-strategia-in-due-fasi-joerg-eberhart-stabilita-e-crescita/">ITA-Lufthansa, strategia in due fasi, Joerg Eberhart: stabilità e crescita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Una fase di stabilizzazione nel breve periodo, seguita da crescita e nuove opportunità a partire dal 2026. È questa la rotta tracciata da <a title="Su Rai News focus su Joerg Eberhart e il 2025 di ITA Airways" href="https://www.rainews.it/articoli/2025/02/ita-lufthansa-eberhart-prevediamo-una-crescita-nel-2026-27-speriamo-nel-pareggio-questanno-e5879c5b-fca7-486c-a56e-959f4230aea1.html">Joerg Eberhart</a>, Amministratore Delegato di ITA Airways, in occasione della conferenza stampa di Fiumicino del febbraio 2025 che ha segnato un passaggio chiave nell’alleanza con Lufthansa.</strong></em></p>
<h5>“2025 anno di transizione, crescita e assunzioni dal 2026”</h5>
<p>Come sottolineato da <strong>Joerg Eberhart</strong>, il 2025 è stato un “<em>anno di consolidamento</em>”, con una flotta intorno ai 100 aeromobili e senza un’espansione significativa del personale. Le nuove assunzioni sono invece previste dal 2026, quando la compagnia inizierà a crescere soprattutto sul lungo raggio.</p>
<p>“<em>Con l’aumento della flotta nei prossimi anni, ci sarà spazio per nuovi ingressi</em>”, aveva spiegato il manager tedesco, sottolineando come nel breve termine si sarebbe operato esclusivamente con sostituzioni legate ai pensionamenti. Tra le priorità c’era infatti il raggiungimento del break-even.</p>
<p>“<em>Il pareggio tra ricavi e costi è un obiettivo realistico già per quest’anno</em>”, aveva dichiarato l’AD. Sul fronte prezzi, nessuna rivoluzione prevista: “<em>Le tariffe seguiranno l’andamento del mercato. L’ingresso di Lufthansa non comporterà cambiamenti diretti sui prezzi dei biglietti</em>”, aveva evidenziato. Joerg Eberhart aveva poi aperto alla possibilità di rilanciare lo storico brand Alitalia, oggi nelle mani di <strong>ITA Airways</strong>.</p>
<h5>ITA cresce e guarda al futuro, Joerg Eberhart: lavoro, conti in aumento e sfida Lufthansa</h5>
<p>Per quanto riguarda l’occupazione, l’attenzione era rivolta anche agli ex dipendenti Alitalia in cassa integrazione. “<em>È un bacino di grande professionalità e sarà preso in considerazione per le future assunzioni</em>”, aveva assicurato <a title="Joerg Eberhart: &quot;Prevediamo una crescita nel 2026-27&quot;" href="https://www.rainews.it/articoli/2025/02/ita-lufthansa-eberhart-prevediamo-una-crescita-nel-2026-27-speriamo-nel-pareggio-questanno-e5879c5b-fca7-486c-a56e-959f4230aea1.html">Joerg Eberhart</a>.</p>
<p>A confermare quel buon momento della compagnia era stato il Presidente Sandro Pappalardo, che aveva illustrato i risultati preliminari del 2024: ricavi passeggeri pari a 2,7 miliardi di euro (+26%), 18 milioni di passeggeri trasportati (+20%) e un load factor medio dell’81%. “<em>La compagnia è in ottima salute e pronta a cogliere le opportunità dell’ingresso nel Gruppo Lufthansa</em>”, aveva dichiarato, ribadendo come ITA avrebbe continuato a rappresentare l’identità italiana nel mondo.</p>
<p>Dal canto suo, il CEO di Lufthansa Carsten Spohr aveva espresso fiducia nel progetto: “<em>ITA avrà un impatto positivo sul Gruppo già da quest’anno. Siamo pronti a scrivere un nuovo capitolo di successo nell’aviazione europea</em>”. Con l’ingresso nel gruppo tedesco, Roma è diventato poi il sesto hub di Lufthansa, rafforzando il ruolo dell’Italia nella rete del colosso tedesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122913/ita-lufthansa-strategia-in-due-fasi-joerg-eberhart-stabilita-e-crescita/">ITA-Lufthansa, strategia in due fasi, Joerg Eberhart: stabilità e crescita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppina Di Foggia: il costo delle rinnovabili inferiore all’elettricità nel 2025</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122709/giuseppina-di-foggia-il-costo-delle-rinnovabili-inferiore-allelettricita-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[pressreleaself]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 08:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppina Di Foggia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122709</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione dell’evento celebrativo per i 70 anni di CESI, l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia è intervenuta &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122709/giuseppina-di-foggia-il-costo-delle-rinnovabili-inferiore-allelettricita-nel-2025/">Giuseppina Di Foggia: il costo delle rinnovabili inferiore all’elettricità nel 2025</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>In occasione dell’evento celebrativo per i 70 anni di CESI, l’AD e DG di Terna <a title="L'AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia: per contenere costo serve mix rinnovabili-reti" href="https://www.agenzianova.com/a/69bd5189cfa888.72152273/7173100/2026-03-20/speciale-energia-di-foggia-terna-per-contenere-costo-serve-mix-rinnovabili-reti">Giuseppina Di Foggia</a> è intervenuta sul ruolo delle rinnovabili, in particolare eolico e solare, in una strategia di breve e medio periodo: saranno fondamentali per l’indipendenza energetica del Paese.</strong></em></p>
<p><strong> <a title="Speciale energia: Giuseppina Di Foggia (Terna), per contenere costo serve mix rinnovabili-reti" href="https://www.agenzianova.com/a/69bd5189cfa888.72152273/7173100/2026-03-20/speciale-energia-di-foggia-terna-per-contenere-costo-serve-mix-rinnovabili-reti"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.topmanagers.it/SharingFolder/TopManager/it/ManagerProfilePhoto/Photo/Giuseppina-di-Foggia-topmanager.jpg" alt="Giuseppina Di Foggia" width="190" height="150" /></a></strong></p>
<h5>Giuseppina Di Foggia: il ruolo delle rinnovabili nel breve e medio periodo</h5>
<p><em>&#8220;Nel breve e medio termine le fonti rinnovabili rappresentano la leva più efficace non solo per la sostenibilità ambientale</em> — ha dichiarato <a title="Energia, l'AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia: necessario mix rinnovabili-reti" href="https://www.agenzianova.com/a/69bd5189cfa888.72152273/7173100/2026-03-20/speciale-energia-di-foggia-terna-per-contenere-costo-serve-mix-rinnovabili-reti"><strong>Giuseppina Di Foggia</strong></a> — <em>ma soprattutto per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese e contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese&#8221;. </em></p>
<p>L’AD e DG è intervenuta in occasione di “Powering What’s Next”, l’evento organizzato a Milano lo scorso 20 marzo per festeggiare i 70 anni del CESI, società partecipata da <strong>Terna</strong> e attiva nel testing e nella consulenza sulle tecnologie elettriche e nella progettazione di soluzioni all’avanguardia per applicazioni spaziali.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi il costo medio di produzione di fotovoltaico ed eolico, anche considerando gli oneri di rete e di accumulo necessari per la loro integrazione nel sistema </em>— ha aggiunto <strong>Giuseppina Di Foggia</strong> — <em>è strutturalmente inferiore di almeno il 20% rispetto al prezzo medio dell’elettricità, che nel 2025 si è attestato a circa 115 euro/MWh”.</em></p>
<h5>Investimenti in infrastrutture per favorire l’integrazione delle rinnovabili</h5>
<p>Le infrastrutture di rete assumono un ruolo cruciale all’interno dell’ecosistema, poiché “<em>abilitano l’integrazione delle rinnovabili, consentendo di trasportare l’energia dalle aree di produzione ai centri di consumo in modo efficiente&#8221;, </em>ha sottolineato <strong>Giuseppina Di Foggia</strong>. Per questo motivo, una strategia di investimenti diventa essenziale nel modello adottato da <strong>Terna</strong>, che per ogni euro impiegato in infrastrutture di trasmissione genera 1,30 euro di PIL.</p>
<p>Per la sostenibilità di un sistema elettrico, adottando una visione di medio-lungo periodo, la soluzione migliore secondo <strong>Giuseppina Di Foggia</strong> consiste nell’utilizzare un mix energetico che unisca eolico e solare, <em>“u</em><em>na penetrazione delle rinnovabili intorno all’80%, oltre la quale i costi di integrazione diventano superiori a quelli di soluzioni programmabili a basse emissioni”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122709/giuseppina-di-foggia-il-costo-delle-rinnovabili-inferiore-allelettricita-nel-2025/">Giuseppina Di Foggia: il costo delle rinnovabili inferiore all’elettricità nel 2025</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il 2025 di Comtel: l’ingresso in Borsa, le acquisizioni e gli effetti sul bilancio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122764/il-2025-di-comtel-lingresso-in-borsa-le-acquisizioni-e-gli-effetti-sul-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[pressnewsfl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Comtel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122764</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ingresso in Borsa e le acquisizioni di Novanext, NEC Italia, NEC Nederland e della quota nel Gruppo SAE rendono il &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122764/il-2025-di-comtel-lingresso-in-borsa-le-acquisizioni-e-gli-effetti-sul-bilancio/">Il 2025 di Comtel: l’ingresso in Borsa, le acquisizioni e gli effetti sul bilancio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>L’ingresso in Borsa e le acquisizioni di Novanext, NEC Italia, NEC Nederland e della quota nel Gruppo SAE rendono il 2025 un anno di svolta per <a title="Comtel approva il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025" href="https://www.comtelitalia.it/wp-content/uploads/2026/04/CS-progetto-di-bilancio-desercizio-e-consolidato-2025.pdf">Comtel</a>, che chiude con un utile netto di 3,9 milioni e un backlog pari a 50,2 milioni.</strong></em></p>
<p><a title="Il 2025 di Comtel: maggiori dettagli" href="https://www.comtelitalia.it/wp-content/uploads/2026/04/CS-progetto-di-bilancio-desercizio-e-consolidato-2025.pdf"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.economiafinanza.eu/wp-content/uploads/2025/10/comtel.jpg" alt="Comtel" width="225" height="150" /></a></p>
<h5>Il CdA approva il bilancio consolidato di Comtel relativo al 2025</h5>
<p><strong><a title="Comtel: il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025" href="https://www.comtelitalia.it/wp-content/uploads/2026/04/CS-progetto-di-bilancio-desercizio-e-consolidato-2025.pdf">Comtel</a></strong>, Gruppo attivo da 30 anni nell’integrazione dei sistemi ICT in Italia, ha annunciato l’approvazione del progetto di esercizio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 da parte del Consiglio di Amministrazione, che si è riunito lo scorso 31 marzo. Il 2025 ha rappresentato un anno particolarmente significativo per la realtà guidata da <strong>Fabio Lazzerini</strong>, segnato dall’ingresso in Borsa e da acquisizioni strategiche che l’hanno portata a terminare l’anno come un’entità completamente diversa.</p>
<p>La prima operazione, avvenuta poco dopo l’ammissione sul mercato Euronext Growth Milan, ha riguardato l’acquisizione della quota di maggioranza di Novanext S.r.l.; la seconda, risalente a luglio, ha visto Comtel perfezionare l’acquisto da NEC Europe LTD dell’intero capitale sociale di NEC Italia S.p.A. e di NEC Nederland BV, che hanno poi assunto rispettivamente le denominazioni di Comtel Innovation S.p.A. e Comtel International BV.</p>
<p>L’ultima, datata 25 settembre 2025, è culminata con l’acquisto della partecipazione di minoranza al 10,7% detenuta da Nextaly S.r.l. nel capitale sociale di Gruppo SAE S.p.A. Per effetto di tali acquisizioni, i risultati esposti nel bilancio raccontano quindi di un Gruppo con un perimetro significativamente ampliato rispetto all’esercizio precedente.</p>
<p>Il valore della produzione si attesta a 83,8 milioni di euro, con un EBITDA di 4,1 milioni, mentre l’utile netto raggiunge i 3,9 milioni. Positivo anche il portafoglio ordini, pari a 50,2 milioni, con una previsione di conversione in ricavi per circa il 68% nel 2026 e il 32% negli esercizi successivi.</p>
<h5>Soddisfazione del Presidente di Comtel Davide Cilli e del CEO Fabio Lazzerini</h5>
<p>“<em>Siamo molto soddisfatti del percorso intrapreso da <strong>Comtel </strong>e dei traguardi raggiunti nel 2025</em> – ha commentato il Presidente Davide Cilli – <em>In pochi mesi siamo approdati in Borsa, abbiamo perfezionato l’acquisizione di Novanext e dei rami italiani, olandesi ed emiratini della multinazionale NEC. Queste operazioni, unitamente alla crescita organica di Comtel, ci hanno consentito di compiere un salto dimensionale importante che sono certo la squadra saprà gestire nel migliore dei modi</em>”.</p>
<p>Cilli ha poi ribadito che la strategia di sviluppo del Gruppo è orientata al consolidamento e alla redditività, con l’innovazione tecnologica e l’Intelligenza Artificiale quali leve centrali dell’offerta. “<em>È la forza e la competenza della nostra squadra a fare la differenza</em> – ha aggiunto – <em>siamo e resteremo vicini ai nostri clienti, accompagnandoli nelle sfide della trasformazione digitale</em>”.</p>
<p>Il Presidente ha infine espresso soddisfazione per la risposta del mercato anche nei confronti del titolo di Comtel. Sulle aspettative relative al 2026 si è invece espresso il CEO Fabio Lazzerini.</p>
<p>“<em>Il 2026 non è un punto di partenza, ma la fase di piena execution –</em> ha precisato –<em> Le sinergie vengono trasformate in risultati. Le leve sono definite e già in azione (semplificazione della struttura manageriale, eliminazione delle sovrapposizioni organizzative e razionalizzazione dei servizi condivisi) con un impatto diretto su leva operativa e marginalità. La crescita è sostenuta da una pipeline solida e dall’aumento dei ricavi ricorrenti, mentre l’ulteriore espansione internazionale, rafforzata dagli accordi con Forerunner per Asia Pacific e India, amplia in modo significativo il nostro mercato indirizzabile</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122764/il-2025-di-comtel-lingresso-in-borsa-le-acquisizioni-e-gli-effetti-sul-bilancio/">Il 2025 di Comtel: l’ingresso in Borsa, le acquisizioni e gli effetti sul bilancio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spese irrinunciabili: la guerra in Iran potrebbe costare fino a 950 euro a famiglia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122746/spese-irrinunciabili-la-guerra-in-iran-potrebbe-costare-fino-a-950-euro-a-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto Iran]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122746</guid>

					<description><![CDATA[<p>La tregua tra Iran e USA vacilla e in attesa di vedere quali saranno gli sviluppi, continua l’altalena dei prezzi &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122746/spese-irrinunciabili-la-guerra-in-iran-potrebbe-costare-fino-a-950-euro-a-famiglia/">Spese irrinunciabili: la guerra in Iran potrebbe costare fino a 950 euro a famiglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">La tregua tra Iran e USA vacilla e in attesa di vedere quali saranno gli sviluppi, continua l’altalena dei prezzi delle materie prime. <a class="_12g1fnq9 _1qrxr0ds8 _1qrxr0dr _1qrxr0da _1k41be02 _19e1ott4" href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha fatto il punto sugli aumenti già avvenuti e previsti di bollette luce e gas, assicurazioni, mutui e carburante. Ecco cosa è emerso.</p>
<p id="bollette-luce-e-gas" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>Bollette luce e gas</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Secondo gli analisti di Facile.it, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell&#8217;energia*, nei prossimi 12 mesi gli italiani con contratto di fornitura indicizzato spenderanno <strong>2.711</strong> euro tra luce e gas, vale a dire il <strong>12% in più</strong> (284 euro) rispetto ai <strong>2.427 euro previsti prima che scoppiasse il conflitto</strong>.</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Nello specifico, a crescere maggiormente sarà la bolletta del gas, che potrebbe arrivare a 1.834 euro (rispetto ai 1.617 euro pre-conflitto), mentre quella della luce salirebbe a 877 € (erano 810 nelle previsioni antecedenti allo scoppio della guerra).</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Il caldo anomalo della scorsa settimana ha acceso un riflettore su quella che potrebbe essere la prossima “emergenza”; il <strong>condizionatore</strong>. Stando alle previsioni sull’andamento del prezzo dell’energia, per raffrescare casa questa estate gli italiani potrebbero spendere il 19% in più rispetto all’estate 2025*, vale a dire 144 euro invece dei 121 spesi lo scorso anno.</p>
<p id="benzina-e-diesel" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>Benzina e diesel</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Nonostante il temporaneo taglio delle accise introdotto dal Governo, il prezzo del carburante alla pompa rimane elevato. Considerando una percorrenza di 10.000 km e i prezzi medi in modalità self aggiornati al 12 aprile 2026, secondo le stime* di Facile.it un automobilista spende in <strong>benzina</strong>, in un anno, circa <strong>1.177 euro</strong>, vale a dire il 7% in più (+81 euro) rispetto alle previsioni pre-conflitto (23 febbraio 2026).  Se si considera il prezzo del <strong>diesel</strong>, invece, la spesa annua è di <strong>1.190 euro</strong>, in aumento del <strong>26%</strong> (+249 euro).</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">L’effetto, in valori assoluti, è ancora più visibile se si guarda al settore degli <strong>autotrasporti</strong>: per percorrere una tratta di 3.000 km prima del conflitto un camion spendeva 1.283 euro di diesel, oggi, invece, ne spende <strong>339 in più, vale a dire 1.622 euro.</strong></p>
<p id="mutui" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>Mutui</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Nonostante nella riunione di marzo la <strong>BCE</strong> abbia deciso di non intervenire sui tassi, le rate dei mutui variabili hanno ripreso ad aumentare. La ragione è l’<strong>Euribor</strong>, indice di riferimento per questo tipo di finanziamenti, che a marzo è salito di circa <strong>10 punti base</strong> (Euribor a 3 mesi) comportando un rincaro prossimo ai 6 euro già nella rata di aprile per un finanziamento variabile standard* sottoscritto negli ultimi anni (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile).</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">E rischia di non essere l’ultimo aumento; guardando ai Futures aggiornati al 10 aprile 2026 si scopre che l’indice potrebbe salire ulteriormente, facendo passare la rata del mutuo standard dai 620 euro di aprile ai 642 euro entro l’inizio del secondo semestre per chiudere a circa 662 euro entro fine anno. Se queste previsioni si avverassero, nel 2026 la rata del mutuo variabile standard <strong>salirebbe quindi di quasi 50 euro</strong>.</p>
<p id="rc-auto" class="_12g1fnq3 _1qrxr0dp8 _1qrxr0dpj _1qrxr0d3w _1qrxr0d1a _1qrxr0dz _1qrxr0d90 qouwqt2"><strong>RC Auto</strong></p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Sebbene sia ancora presto per fare previsioni o vedere possibili effetti del conflitto iraniano sul prezzo dell’RC auto, in contesti come quello attuale il rischio è che l&#8217;aumento del costo delle materie prime e dell’energia generi inflazione che, se protratta, inciderà anche sulle tariffe assicurative. È quanto accaduto, ad esempio, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina; quando nei 12 mesi successivi all’inizio del conflitto, come rilevato dall’osservatorio RC auto di Facile.it, i prezzi medi dei premi pagati dagli assicurati <strong>crebbero del 18%</strong>.</p>
<p class="_1qrxr0dng _1qrxr0d44 _1qrxr0d1a _1qrxr0df0 _1qrxr0df6">Se all’epoca le tariffe di partenza erano basse e godevano ancora degli sconti legati alla pandemia, quindi il margine di aumento era più ampio, e prima di vedere un impatto sui premi RC auto passarono diversi mesi con inflazione e costi energetici alle stelle, per ciò che concerne l’attuale conflitto le ricadute sul prezzo delle materie prime saranno determinanti nell’eventuale aumento dei prezzi delle assicurazioni auto. A marzo 2026, secondo l’Osservatorio Facile.it, il premio medio RC auto era pari a <strong>643,97 euro</strong>; stimando un aumento del 15% si arriverebbe ad un rincaro medio di <strong>96 euro</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Note metodologiche:</em></p>
<p><em>&#8211; Carburante: consumi medi considerati: auto a benzina 6,6 l/100 km; auto diesel 5,5l/100 km, camion 25l/100 km</em></p>
<p><em>&#8211; Bollette luce e gas: le stime sono state elaborate dagli analisti di Facile.it prendendo in considerazione un contratto di fornitura indicizzato nel mercato libero, i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia elettrica e 1.400 smc per il gas), le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi e rilevate l’11 aprile, oneri e imposte attualmente in vigore.</em></p>
<p><em>&#8211; Condizionatore: simulazione Facile.it per 500 ore di utilizzo di condizionatore monosplit Classe A, famiglia tipo consumi 2.700 kWh</em></p>
<p>&#8211; Mutui:<em> simulazioni Facile.it fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>&#8211; Rc auto: l’Osservatorio Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 13.123.254 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell&#8217;Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122746/spese-irrinunciabili-la-guerra-in-iran-potrebbe-costare-fino-a-950-euro-a-famiglia/">Spese irrinunciabili: la guerra in Iran potrebbe costare fino a 950 euro a famiglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Multe stradali: in 3 anni incassi su del 23%</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122641/multe-stradali-in-3-anni-incassi-su-del-23/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[multe stradali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122641</guid>

					<description><![CDATA[<p>1,77 miliardi di euro, vale a dire dodici milioni in più rispetto al 2024 (+1%), ma ben il 23% in &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122641/multe-stradali-in-3-anni-incassi-su-del-23/">Multe stradali: in 3 anni incassi su del 23%</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1,77 miliardi di euro</strong>, vale a dire dodici milioni in più rispetto al 2024 (+1%), ma ben il <strong>23% in più</strong> se confrontati con quelli del 2022, quando il valore era pari a 1,4 miliardi di euro. Questa, secondo le elaborazioni di <a href="https://www.facile.it/assicurazioni/parola-all-esperto/analisi-multe-stradali-2022-2025.html"><strong>Facile.it</strong></a> su dati <em>Siope</em>* la cifra incassata nel 2025 dai comuni italiani a seguito di multe e sanzioni per violazione <strong>delle norme del Codice della Strada</strong> elevate agli automobilisti che viaggiavano sulle strade italiane; <strong>Milano</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Torino</strong> sono i comuni hanno registrato i maggiori proventi maggiori.</p>
<p><strong>I comuni che hanno incassato di più</strong></p>
<p><strong>Milano</strong> si conferma anche per il 2025 il comune italiano che ha <strong>registrato i maggiori proventi da multe e sanzioni stradali</strong> che, lo scorso anno, sono arrivati a <strong>178,6 milioni di euro</strong>, valore comunque in calo del 13% rispetto al 2024. Al secondo posto si posiziona il comune di <strong>Roma</strong>, con <strong>132,8 milioni di euro</strong> (-9% su base annua), mentre sul gradino più basso del podio c’è <strong>Firenze</strong> con <strong>73,3 milioni di euro</strong>, ma in questo caso l’importo è in netto aumento (+19%) rispetto all’anno precedente.</p>
<p>Quarto posto per il comune di <strong>Torino</strong> (56 milioni di euro, -8%), seguito da <strong>Napoli</strong> (47 milioni di euro, +10%).</p>
<p>Continuando a scorrere la graduatoria dei primi 10 comuni capoluogo di provincia si trovano <strong>Genova</strong> (36,2 milioni di euro), <strong>Palermo</strong> (28,6 milioni) <strong>Bologna</strong> (27,2 milioni), <strong>Padova</strong> (25,9 milioni) e <strong>Verona</strong> (24,3 milioni).</p>
<p>Complessivamente, <strong>questi 10 comuni hanno incassato</strong> proventi da <strong>multe </strong>e sanzioni per violazioni del codice della strada pari a <strong>quasi 630 milioni di euro</strong>, vale a dire <strong>più di un terzo del totale</strong>.</p>
<p><strong>Il rapporto pro capite nelle grandi città</strong></p>
<p>Pur considerando che le violazioni non vengono contestate ai soli residenti, ma a chiunque viaggi sulle strade del comune e che in alcune aree del nostro Paese turisti e pendolari contribuiscono notevolmente al bilancio complessivo, se si guarda alla “<strong>multa pro capite</strong>”, calcolata da Facile.it come rapporto tra proventi registrati nel <em>Siope</em> e numero di abitanti residenti, <strong>la classifica cambia radicalmente</strong>.</p>
<p>Limitando l’analisi ai soli comuni capoluogo di provincia, al primo posto si posiziona il comune di <strong>Firenze</strong>, che con i suoi 73,3 milioni di euro incassati e 363mila abitanti registra un valore pro capite pari a <strong>202 euro</strong> (era 170 euro nel 2024). Scende al secondo posto il comune di <strong>Siena</strong>, dove nel 2025 la “multa pro capite” è stata pari a <strong>180 euro</strong>, mentre in terza posizione si conferma il comune di <strong>Milano</strong> con <strong>130 euro</strong>.</p>
<p>Ai piedi del podio si trova il comune di <strong>Padova</strong>, con quasi 26 milioni di euro di incassi dichiarati nel 2025 e un valore pro capite pari a <strong>125 euro</strong>; quinto posto per il comune di <strong>Rieti</strong> dove il rapporto tra multe e abitanti ha sfiorato i <strong>124 euro</strong>.</p>
<p><strong>Gli incassi dei piccoli comuni</strong></p>
<p>Come è andata nelle piccole città italiane nel 2025? Limitando l’analisi ai comuni con meno di 1.000 residenti, in vetta alla classifica si conferma il comune di <strong>Carrodano</strong>, 465 abitanti in provincia di La Spezia, che lo scorso anno ha registrato incassi da multe stradali per quasi <strong>770mila euro</strong>. Al secondo posto si posiziona il comune di <strong>Pettoranello del Molise</strong>, 446 abitanti in provincia di Isernia, dove i proventi hanno superato i <strong>641mila euro</strong>. Sul gradino più basso del podio si trova il comune di <strong>Colle Santa Lucia</strong> in provincia di Belluno, con 346 abitanti e poco meno di <strong>628mila euro</strong> di proventi da multe stradali.</p>
<p>Chiudono la top 5 i comuni di <strong>Rionero Sannitico</strong> in provincia di Isernia, con più di <strong>560mila euro</strong>, e di <strong>Poggio San Lorenzo</strong>, provincia di Rieti, con oltre <strong>413mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Le assicurazioni auto</strong></p>
<p>Parziali buone notizie arrivano dal fronte delle <strong>assicurazioni auto</strong>; secondo l’osservatorio** RC auto di Facile.it i premi medi hanno smesso di crescere tanto è vero che, a marzo 2026 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, <strong>643,97 euro</strong>, valore in linea rispetto a marzo 2025.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 26 marzo 2026 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi agli anni 2022-2024-2025 e ai soli comuni italiani; ai fini dell’analisi non sono stati considerati enti quali unione di comuni, province, città metropolitane, comunità montane. Il valore pro-capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di residenti presente nel Siope.</em></p>
<p><em>** L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 13.123.254 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell&#8217;Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate </em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122641/multe-stradali-in-3-anni-incassi-su-del-23/">Multe stradali: in 3 anni incassi su del 23%</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ITA Airways: il 2025 conferma la solidità della strategia commerciale</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122776/ita-airways-il-2025-conferma-la-solidita-della-strategia-commerciale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[iawebpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ITA Airways]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=122776</guid>

					<description><![CDATA[<p>Performance in crescita nel 2025 per ITA Airways: 16,2 milioni di passeggeri, load factor all’83,4% e ricavi passeggeri pari a &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122776/ita-airways-il-2025-conferma-la-solidita-della-strategia-commerciale/">ITA Airways: il 2025 conferma la solidità della strategia commerciale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Performance in crescita nel 2025 per <a title="Le performance di ITA Airways nel 2025" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_fatturato_aumento_2025_aerei_piu_pieni_traina_lungo_raggio-9400577.html">ITA Airways</a>: 16,2 milioni di passeggeri, load factor all’83,4% e ricavi passeggeri pari a 2,8 miliardi di euro. Il lungo raggio traina la crescita, mentre prosegue l’integrazione strategica con Lufthansa.</strong></em></p>
<p><a title="ITA Airways ha registrato risultati positivi nel 2025" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_fatturato_aumento_2025_aerei_piu_pieni_traina_lungo_raggio-9400577.html"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://media.licdn.com/dms/image/v2/C4E0BAQFk0e_KLieqcg/company-logo_200_200/company-logo_200_200/0/1656456166569/ita_airways_logo?e=2147483647&amp;v=beta&amp;t=Ec9VyhpVuMncPRO1hwH7CXI_X-Mwbymp1NuoBTMhALU" alt="La compagnia di bandiera italiana ITA Airways" width="150" height="150" /></a></p>
<h5>ITA Airways: performance positiva nel 2025 con load factor in aumento</h5>
<p>Nel 2025 la compagnia di bandiera italiana ha registrato un significativo aumento del fatturato e un tasso di riempimento degli aerei in crescita. I passeggeri trasportati sono stati circa 16,2 milioni, con un evidente miglioramento della qualità della domanda. Il load factor si è attestato all’83,4%, in aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente.</p>
<p>In confronto al 2024, i ricavi passeggeri sono aumentati del 2,7%, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro. Questo a fronte di un’offerta di capacità pressoché invariata. A conferma dell’efficacia delle strategie di ottimizzazione commerciale, il rask è salito del 2,8%.</p>
<p>In una nota, <a title="ITA Airways: nel 2025 ricavi passeggeri a 2,8 miliardi " href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_fatturato_aumento_2025_aerei_piu_pieni_traina_lungo_raggio-9400577.html"><strong>ITA Airways</strong></a> definisce i risultati “<em>complessivamente positivi, nonostante un contesto operativo particolarmente sfidante, caratterizzato da instabilità geopolitica, indisponibilità di flotta e crescente pressione competitiva</em>”. Il principale motore della crescita è stato il segmento a lungo raggio: i ricavi dell’intercontinentale sono aumentati del 9,1%, con un incremento dell’offerta del 6,1% e un load factor dell’85,2%.</p>
<p>Migliorata la redditività anche nel settore domestico, con un rask in crescita del 17,5%. Seppur risentendo delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il settore medio raggio ha comunque mantenuto un trend in salita, con un load factor in stabile crescita. “<em>Particolarmente positiva la performance della classe business,</em> <em>che ha evidenziato un miglioramento su tutti i settori in termini di load factor, tariffa media e rask, con risultati di rilievo soprattutto sul lungo raggio, dove il coefficiente di riempimento ha raggiunto l&#8217;85,9%</em>”.</p>
<h5>Joerg Eberhart, AD e DG di ITA Airways: “<em>Dimostrate nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale</em>”</h5>
<p>Come ha evidenziato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale <strong>Joerg Eberhart</strong>, “<em><strong>ITA Airways</strong> ha dimostrato nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale</em>” in quello che è “<em>un contesto operativo estremamente sfidante</em>”. “<em>La crescita dei ricavi, il miglioramento della qualità della domanda e la forte performance del lungo raggio</em> – ha sottolineato il manager – <em>confermano la validità delle nostre scelte strategiche, nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Medio Oriente, le limitazioni di flotta e una pressione competitiva crescente. In questo quadro, i risultati di <strong>ITA Airways</strong> si inseriscono nel percorso di integrazione nel Gruppo Lufthansa, contribuendo positivamente al rafforzamento delle performance complessive del Gruppo</em>”.</p>
<p><strong>ITA Airways</strong> è controllata al 41% da Lufthansa, la quale ha annunciato un probabile aumento della quota nel vettore italiano. Nel corso dell’anno, sono stati fatti interventi su processi commerciali, strumenti di vendita e modelli distributivi che hanno segnato importanti passi avanti nel piano di integrazione nel Gruppo tedesco e posto le basi per lo sviluppo atteso nel 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122776/ita-airways-il-2025-conferma-la-solidita-della-strategia-commerciale/">ITA Airways: il 2025 conferma la solidità della strategia commerciale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
