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	<title>tasso fisso Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>tasso fisso Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Mutui e BCE: rate in aumento a maggio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123040/mutui-e-bce-rate-in-aumento-a-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella riunione di oggi la BCE non è intervenuta sui tassi, eppure le rate dei mutui variabili hanno già iniziato &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865123040/mutui-e-bce-rate-in-aumento-a-maggio/">Mutui e BCE: rate in aumento a maggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella riunione di oggi <strong>la BCE non è intervenuta sui tassi</strong>, eppure le rate dei mutui variabili hanno già iniziato a salire a causa delle tensioni internazionali. Secondo le <strong>stime di </strong><a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a>, ad <strong>aprile</strong> la rata di un mutuo variabile standard (126.000 euro in 25 anni)* è <strong>cresciuta di circa 5 euro</strong> e anche a <strong>maggio</strong> potrebbe salire in misura più o meno simile.</p>
<p>Le <strong>rate aumentano a causa dell’Euribor</strong>, indice a cui sono normalmente agganciati i mutui variabili italiani, che a seguito dello scoppio del conflitto è tornato a crescere dopo mesi di stabilità; a febbraio l’indice viaggiava in prossimità del 2%, oggi è arrivato a livelli prossimi al <strong>2,15%</strong>, in aumento di circa 15 punti base, ma durante le ultime settimane ha sfiorato picchi di +25 punti base.</p>
<p><em>«L’incremento dell’Euribor, come detto, si è trasmesso su alcuni mutui già nelle rate di aprile e potrebbe avere effetti anche su quelle di maggio»</em> spiegano gli esperti di Facile.it.<em> «La sua crescita è importante soprattutto perché, come noto, l’indice tende ad anticipare le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale. Il rialzo potrebbe quindi essere il segnale che nei prossimi mesi la BCE interverrà sugli indici.».</em></p>
<p>Guardando al futuro, gli esperti si attendono con più probabilità un intervento della Banca Centrale a giugno, quando l’Eurotower potrebbe ritoccare gli indici; i Futures sugli Euribor, che rappresentano le aspettative di mercato, prevedono un paio di interventi della BCE nel 2026, con inevitabili effetti sulle rate dei mutui variabili. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento standard*, entro l’inizio del secondo semestre la rata del mutuo passerebbe dagli attuali 621 euro ai 642 euro per arrivare a sfiorare i 670 euro prima di fine anno. Se queste previsioni si avverassero, quindi, entro dicembre 2026 la rata mensile <strong>salirebbe, rispetto ad oggi, di circa 47 euro</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda i tassi fissi, anche grazie alla politica delle banche, che stanno applicando <strong>spread </strong>estremamente contenuti e, in alcuni casi, vicini se non al di sotto dello zero, l’offerta resta favorevole.</p>
<p>«<em>Ci aspettiamo che per il 2026 la competizione delle banche si concentrerà sul tasso fisso e questo ci fa pensare che le condizioni offerte alla clientela resteranno stabili», </em>spiegano gli esperti di Facile.it.<em> «Ad ogni modo, sarà determinante l’andamento dell’inflazione; se dovesse continuare a salire, l’impatto potrebbe riflettersi sul mercato obbligazionario e, a cascata, sull’ IRS e quindi anche sui tassi fissi.».</em></p>
<p><strong>Cresce l’importo medio e la quota di chi sceglie il variabile</strong></p>
<p>Nonostante il clima di incertezza, la richiesta di mutui resta positiva e, secondo l’Osservatorio** Facile.it – Mutui.it, nei primi tre mesi dell’anno, l’importo medio richiesto è <strong>aumentato del</strong> <strong>2,5%</strong> rispetto a dodici mesi fa, arrivando a <strong>139.564 euro</strong>. In calo <strong>l’età media dei richiedenti</strong>, che passa dai 41 anni del primo trimestre del 2025 ai 40 anni del 2026; se si limita il campione alle sole richieste di mutuo prima casa, l’età media è scesa da 38 a 37 anni. Diminuisce significativamente il peso delle <strong>surroghe</strong>, passate in un solo anno <strong>dal 31% al 20%.</strong></p>
<p>Analizzando la tipologia di tasso richiesto emerge che il <strong>fisso resta quello preferito dagli italiani,</strong> ma sale la quota di chi ha puntato ad un tasso variabile o misto, che oggi rappresenta l’<strong>8% delle richieste.</strong></p>
<p><strong>Tasso fisso o variabile?</strong></p>
<p>Guardando alle migliori offerte sul mercato, secondo le simulazioni* di Facile.it realizzate prendendo a campione un finanziamento da 126.000 euro con piano di ammortamento in 25 anni e copertura del 70% del valore dell’immobile, il miglior <strong>tasso variabile</strong> (TAN) disponibile online è pari a <strong>2,35%</strong> con una rata iniziale di<strong> 556 euro</strong>. I migliori tassi <strong>fissi</strong>, invece, partono da un tasso (TAN) del <strong>2,99%</strong> ed una <strong>rata di 597 euro</strong>, vale a dire circa 40 euro più alta rispetto a quella variabile.</p>
<p>«<em>Non esiste in assoluto una scelta migliore tra tasso fisso e variabile ed attualmente entrambe le offerte sono competitive; sono numerose le variabili che entrano in gioco nella decisione ed è importante scegliere con attenzione sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il consiglio è quello di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta»</em>, concludono da Facile.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. ** L’Osservatorio Facile.it è stato realizzato su un campione di oltre 390.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it tra gennaio e marzo 2025 e 2026. Le simulazioni sui tassi sono state effettuate su Facile.it in data 28/04/2026.</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mutui e BCE: possibili aumenti già nelle rate di aprile</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865122166/mutui-e-bce-possibili-aumenti-gia-nelle-rate-di-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Euribor]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La BCE nella riunione di oggi non è intervenuta sui tassi, nonostante questo, però, le rate dei mutui variabili potrebbero &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865122166/mutui-e-bce-possibili-aumenti-gia-nelle-rate-di-aprile/">Mutui e BCE: possibili aumenti già nelle rate di aprile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La BCE nella riunione di oggi non è intervenuta sui tassi, nonostante questo, però, le rate dei mutui variabili <strong>potrebbero comunque aumentare già da aprile</strong>. Analizzando l’andamento dell’Euribor, valore di riferimento per i mutui variabili, <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha rilevato che, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran, <strong>gli indici sono saliti</strong>; dal 27 febbraio al 16 marzo, l’Euribor a 3 mesi è cresciuto di circa 15 punti base, un rincaro che potrebbe tradursi, <strong>già dalla rata di aprile</strong>, in un <strong>aumento di quasi 10 euro</strong> per un mutuo variabile standard*.</p>
<p><em>«L’incremento, seppur modesto, segna un cambio di rotta improvviso perché l’Euribor era fondamentalmente stabile da circa 9 mesi</em><em>»,</em> spiegano gli esperti di Facile.it. «<em>Questa variazione, che potrebbe trasmettersi su alcuni mutui variabili già nelle rate di aprile a seconda delle modalità di aggiornamento dei tassi di ciascun istituto di credito, è però importante soprattutto perché, come noto, l’Euribor tende ad anticipare le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale. Il rialzo potrebbe quindi essere il segnale che nei prossimi mesi la BCE interverrà sugli indici.</em><em>».</em></p>
<p>Analizzando l’andamento dei Futures sugli Euribor (aggiornati al 16 marzo), si scopre che il mercato prevede per il 2026 tassi in aumento con, potenzialmente, due interventi da parte della BCE, uno prima dell’estate, l’altro entro fine anno. Guardando le previsioni sull’Euribor a 3 mesi, a giugno 2026 questo è quotato vicino al 2,3%, mentre entro fine anno dovrebbe arrivare a sfiorare il 2,5%. <strong>Secondo Facile.it, gli aumenti porterebbero la rata del mutuo variabile standard a crescere complessivamente di circa 30 euro entro fine anno. </strong></p>
<p>Sul fronte dei <strong>tassi fissi</strong>, invece, gli indici sono stati toccati in misura minore dal conflitto; da inizio anno i l’IRS a 25 anni si sta muovendo tra il 3 e il 3,2% sulla scia dei rendimenti dei titoli di stato europei e non si sono registrate grosse variazioni a seguito dell’attacco all’Iran; oggi il tasso è pari a 3,1%.</p>
<p><strong>Cresce l’importo medio e la richiesta di tassi variabili </strong></p>
<p>Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui; secondo l’Osservatorio** Facile.it – Mutui.it, nei primi due mesi dell’anno l’importo medio richiesto è <strong>aumentato del</strong> <strong>4%</strong> rispetto a dodici mesi fa, arrivando a <strong>141.772 euro</strong>. In calo <strong>l’età media dei richiedenti</strong>, che passa dai 41 anni dei primi due mesi del 2025 ai 39 anni del 2026; se si limita il campione alle sole richieste di mutuo prima casa, l’età media è scesa da 38 a 37 anni. In calo anche il peso delle <strong>surroghe</strong>, passate in un solo anno <strong>dal 31% al 21%.</strong></p>
<p>Guardando alla tipologia di tasso richiesto, il <strong>fisso resta quello preferito dagli italiani</strong> ma sale significativamente la quota di chi ha puntato ad un tasso variabile o misto, arrivando in dodici mesi a rappresentare il <strong>9% del totale.</strong></p>
<p>L’aumento della richiesta dei mutui variabili è legato <strong>all’andamento dei tassi</strong>; secondo le simulazioni** di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior <strong>tasso variabile</strong> (TAN) disponibile online è <strong>2,34%</strong> con una rata iniziale pari <strong>a 555 euro</strong>. I migliori tassi <strong>fissi</strong>, invece, partono da un tasso (TAN) del <strong>3,15%</strong> ed una <strong>rata di 607 euro</strong>, vale a dire circa 50 euro più alta rispetto a quella variabile.</p>
<p>«<em>Non esiste una scelta migliore in assoluto tra tasso fisso e variabile ed entrambe le offerte sono competitive, ma è importante scegliere con attenzione e sulla base delle caratteristiche di ciascun mutuatario. Il tasso variabile offre un’opportunità di risparmio iniziale, ma in contesti di grande incertezza come quello attuale caratterizzati da un’aspettativa di aumenti, è bene sapere che il beneficio potrebbe assottigliarsi se non sparire del tutto. Il consiglio è di farsi aiutare da un consulente esperto per scegliere la soluzione più adatta</em><em>»</em>, spiegano da Facile.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>** L’Osservatorio Facile.it è stato realizzato su un campione di oltre 240.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it tra gennaio e febbraio 2025 e 2026. Le simulazioni sui tassi sono state effettuate su Facile.it in data 18/03/2026.</em></p>
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		<item>
		<title>Mutui: ultima chiamata per il tasso fisso?</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121614/mutui-ultima-chiamata-per-il-tasso-fisso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=121614</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nessun taglio dei tassi da parte della BCE a febbraio; i mutui variabili restano stabili, ma lo stesso non si &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865121614/mutui-ultima-chiamata-per-il-tasso-fisso/">Mutui: ultima chiamata per il tasso fisso?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun taglio dei tassi da parte della BCE a febbraio; i mutui variabili restano stabili, ma lo stesso non si può direi per i tassi fissi che, come emerso dall’analisi di <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a>, nell’ultimo anno sono aumentati notevolmente e <strong>potrebbero continuare a crescere nei prossimi mesi. </strong></p>
<p>L’<strong>IRS</strong>, indice di riferimento per i mutui fissi, trainato dall’andamento dei titoli di stato europei è aumentato; l’indice a 25 anni, ad esempio, è <strong>cresciuto di 80 punti base</strong>, passando dal 2,4% di gennaio 2025 al <strong>3,2% di gennaio 2026.</strong> Considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, questa differenza si traduce in un aumento medio della rata di circa 50 euro al mese; in pratica chi ottiene oggi questo finanziamento pagherà circa <strong>15.000 euro in più di interessi</strong> rispetto a chi lo ha ricevuto dodici mesi fa.</p>
<p>Sul fronte dei <strong>variabili</strong>, invece, i tassi nell&#8217;ultimo anno sono calati, tornando ad essere l’opzione più conveniente sul mercato, e secondo le aspettative degli analisti, rappresentate dai Futures sugli Euribor, <strong>dovrebbero rimanere sugli attuali livelli per tutto il 2026</strong>.</p>
<p>Nonostante i variabili siano più convenienti, dai dati* dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it emerge che gli italiani continuano a preferire la <strong>certezza della rata</strong>; a gennaio 2026 il <strong>91% delle richieste di mutuo era indirizzata verso il tasso fisso</strong>. In aumento la quota di chi opta per il <strong>variabile</strong> che, pur restando minoritaria, è passata in un anno dall’1% al 9%.</p>
<p><em>«Oggi le condizioni rivolte alla clientela restano comunque favorevoli anche sui fissi, con tassi (TAN) che, per le migliori offerte, restano ampiamente sotto la soglia del 4%», </em>spiegano gli <strong>esperti di Facile.it</strong>. <em>«Questo è dovuto, in particolare, alle politiche delle banche, che proprio per contenere il più possibile i tassi fissi stanno applicando spread – vale a dire il margine di guadagno – bassissimi e in alcuni casi vicini, se non addirittura inferiori, allo zero. L’obiettivo degli istituti di credito è mantenere quanto più a lungo possibile il cliente che ha sottoscritto un finanziamento ed evitare che possa surrogare verso offerte migliori.».</em></p>
<p><strong>Fino a quando i tassi fissi resteranno in area 3%</strong>? Complesso fare previsioni, ma se l’IRS continuerà a crescere come accaduto nell’ultimo anno, è difficile pensare che le banche potranno <strong>mantenere gli indici sugli attuali livelli</strong> e sotto la soglia del 4%.</p>
<p><strong>A gennaio cresce l’importo medio richiesto</strong></p>
<p>Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui; secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, l’importo medio richiesto è <strong>aumentato del</strong> <strong>4%</strong> su base annua, arrivando a 141.772 euro. In calo, invece, l’età media dei richiedenti, scesa a 39 anni (erano 41 dodici mesi fa), in parte trainata dalla diminuzione delle surroghe, in parte a conferma della crescente voglia da parte dei più giovani di comprare casa.</p>
<p>Sul fronte dei tassi, secondo le simulazioni** di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior tasso fisso (TAN) disponibile online è pari al <strong>3,25%,</strong> con una rata di 614 euro. Appena dodici mesi fa, per lo stesso mutuo, la rata era 563 euro.</p>
<p>Se si guarda alle offerte a tasso variabile, invece, il miglior tasso (TAN) parte dal <strong>2,34%</strong> e la rata da 555 euro, con un <strong>risparmio iniziale di quasi 60 euro</strong>.</p>
<p>Quale scegliere?</p>
<p>«<em>Non esiste una scelta migliore dell’altra, la decisione va presa in base alle caratteristiche di ciascun mutuatario: la propensione al rischio, la posizione reddituale e lavorativa, l’immobile oggetto di mutuo e così via</em>», spiegano gli esperti di Facile.it. <em>«Il variabile garantisce un risparmio iniziale, che però potrebbe svanire nel corso del tempo; il fisso, di contro, a fronte di una rata più elevata, offre la certezza che questa non cambi. Il consiglio è farsi assistere da un consulente esperto che possa aiutare a valutare tutte le variabili</em><em>».</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>*L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 110.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it a gennaio 2025 e 2026.</em></p>
<p><em>** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 04/02/2026.</em></p>
<p><em> </em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mutui e BCE: stop ai tagli</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865118661/mutui-e-bce-stop-ai-tagli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 07:41:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[surroga]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante le incertezze che caratterizzano il momento, a partire dalla minaccia dei dazi al 30% sull’Europa, nella riunione del 24 &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865118661/mutui-e-bce-stop-ai-tagli/">Mutui e BCE: stop ai tagli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante le incertezze che caratterizzano il momento, a partire dalla minaccia dei dazi al 30% sull’Europa, nella riunione del 24 luglio la <strong>BCE dovrebbe prendersi una pausa dai tagli al costo del denaro</strong>. Questo significa che, secondo le simulazioni di <strong>Facile.it </strong>e<strong> <a href="https://www.mutui.it/">Mutui.it</a></strong>, <strong>la rata</strong> di un finanziamento variabile standard* si arresterà sui valori attuali, intorno ai <strong>616 euro. </strong></p>
<p>Appuntamento rimandato a dopo l’estate, dicono gli esperti, ovvero a quando la Banca Centrale Europea tornerà a valutare i dati economici, ma al netto di improvvisi cambi di rotta, <strong>la fine degli interventi da parte dell’Eurotower </strong>è ormai prossima<strong>. </strong>Lo confermano anche i Futures sugli Euribor (aggiornati al 16/07/2025) che da qui a fine anno prevedono <strong>un ultimo taglio da 25 punti base</strong>, che porterebbe <strong>la rata del finanziamento standard a 599 euro.</strong></p>
<p>Dopo questo calo, gli indici dovrebbero fermarsi e, sempre al netto di improvvisi cambi di rotta, rimanere sostanzialmente <strong>stabili almeno fino alla prima metà del 2026</strong>.</p>
<p><strong>Meglio il fisso o il variabile?</strong></p>
<p>Nell’ultimo anno l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, è sceso significativamente grazie ai numerosi interventi della BCE, passando dal 3,7% di luglio 2024 al 2% di oggi, con <strong>un beneficio sulla rata mensile del mutuo standard di quasi 120 euro.</strong></p>
<p>Il calo dei tassi si è trasmesso anche sui nuovi mutui, tanto è vero che oggi, secondo le simulazioni** di Facile.it, i <strong>prodotti a tasso variabile</strong> risultano <strong>più convenienti</strong> rispetto a quelli fissi. Dati alla mano, per il mutuo preso in esame, le migliori offerte online a tasso variabile partono da un <strong>Tan del 2,29%</strong> corrispondente ad una rata di <strong>552 euro</strong>, mentre quelle a tasso fisso partono da un tasso del <strong>2,92%</strong> pari ad una rata di <strong>592 euro</strong>.</p>
<p><em>«Visto che l’offerta variabile è tornata ad essere competitiva, oggi più che mai la scelta sulla tipologia di tasso è nelle mani dei consumatori. Non esiste una soluzione giusta o sbagliata, la decisione va presa da ciascuno sulla base di una serie di caratteristiche soggettive &#8211; ad esempio la propensione al rischio &#8211; e oggettive, come la posizione reddituale, la tipologia di acquisto e così via»,</em> spiegano gli esperti di <strong>Facile.it</strong> <em>«Farsi aiutare da un consulente esperto può rivelarsi fondamentale per identificare il prodotto più adatto alle proprie esigenze»</em>.</p>
<p>Tassi a questi livelli rappresentano un’opportunità anche per chi ha già un finanziamento in corso e vuole surrogarlo o sostituirlo per ottenere condizioni migliori. I <strong>migliori tassi fissi surroga</strong> partono da <strong>un Tan del 3,05%</strong> ed <strong>una rata di 600 euro </strong>e continuano a rappresentare <strong>un’ottima soluzione</strong> per chi ha un <strong>mutuo a tasso variabile sottoscritto negli scorsi anni </strong>e vuole proteggersi da possibili future variazioni. I migliori tassi surroga variabili, invece, partono da un Tan <strong>del 2,29% e una rata di 552 euro; </strong>possono quindi rappresentare un’opportunità interessante per chi vuole ridurre la rata e non ha paura di possibili oscillazioni future.</p>
<p><em>* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.</em></p>
<p><em>** Simulazioni Facile.it in data 17/07/2025 su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865118661/mutui-e-bce-stop-ai-tagli/">Mutui e BCE: stop ai tagli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tassi e mutui: il variabile supera il fisso</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865117579/tassi-e-mutui-il-variabile-supera-il-fisso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 17:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sorpasso era nell’aria, ora è ufficialmente arrivato; come emerge dall’analisi di Facile.it, sono disponibili sul mercato le prime offerte &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sorpasso era nell’aria, ora è ufficialmente arrivato<strong>; </strong>come emerge dall’analisi di <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong>, sono disponibili sul mercato le prime offerte di <strong>mutuo a tasso variabile</strong> con indici inferiori rispetto a quelli fissi; per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni i tassi variabili partono da un TAEG pari a <strong>2,75%</strong>, mentre quelli <strong>fissi</strong> da <strong>2,93%</strong>. In termini di rata, considerando un mutuo da 126.000 euro di durata pari a 25 anni e a copertura del 70% del valore dell’immobile, questo si traduce in 567 euro per il variabile e in 575 euro per il fisso.</p>
<p>Insomma, l’anomalia registrata negli ultimi anni, per cui i fissi erano più economici dei variabili, sta rientrando. In questo momento, il vantaggio dei variabili è limitato e lo si vede solo su alcuni importi e durate, ma è solo questione di tempo prima che la curva dei tassi torni alla normalità e che sul mercato si vedano regolarmente offerte a tasso variabile meno costose di quelle fisse.</p>
<p><strong>Cosa scegliere quindi tra fisso e variabile? </strong></p>
<p>Come sempre, <strong>non esiste in assoluto una risposta giusta o sbagliata</strong> e, oggi più che mai, la scelta torna in mano agli aspiranti mutuatari; se fino a qualche mese fa il tasso fisso era generalmente la soluzione migliore, poiché univa alla garanzia della stabilità del tasso anche un costo più basso rispetto al variabile, oggi quest’ultimo inizia a tornare in partita.</p>
<p>Come spiegano gli esperti di Facile.it <em>«se è pur vero che il margine di vantaggio a favore del variabile è ancora minimo, è necessario tornare a guardare a questo prodotto con grande attenzione perché, se da un lato espone il mutuatario a possibili variazioni future della rata, dall’altro la storia insegna che i mutui indicizzati con riferimento all’Euribor si sono alla lunga spesso dimostrati più vantaggiosi rispetto a quelli legati all’Eurirs. L&#8217;intervento di un consulente esperto, in una fase di mercato come quella attuale, può essere più utile che mai per indentificare il prodotto più adatto alle proprie esigenze.</em><em>».</em></p>
<p><strong>Le previsioni per il futuro</strong></p>
<p>Questo primo sorpasso è solo l’inizio di un trend che a breve, se non ci saranno scossoni internazionali, potrebbe estendersi ai mutui offerti da molte banche.</p>
<p>Come emerge dall’analisi dei Futures sugli Euribor, ci si attende che la <strong>BCE intervenga ulteriormente sugli indici </strong>e il <strong>tasso variabile possa scendere ancora.</strong> Seppur probabilmente vicini alla fine dei tagli, secondo le aspettative di mercato <strong>l’Euribor a 3 mesi</strong>, sceso a maggio sotto il 2,2%, dovrebbe arrivare a circa <strong>1,70% entro fine anno e poi stabilizzarsi</strong>.</p>
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		<title>Mutui: richieste +14% nel 2024</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865114798/mutui-richieste-14-nel-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui a tasso variabile]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio mutui]]></category>
		<category><![CDATA[surroghe]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano nuovamente segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi dieci mesi dell’anno le &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arrivano nuovamente <strong>s</strong></em><strong>egnali positivi</strong> dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto <strong>Facile.it – <a href="https://www.mutui.it/">Mutui.it</a></strong>, nei primi dieci mesi dell’anno le richieste di finanziamento raccolte online sono <strong>aumentate del 14%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2023. <strong>Notizie positive </strong>provengono anche dal<strong> mercato immobiliare</strong>: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nel secondo trimestre 2024 le <strong>compravendite di abitazioni</strong> hanno registrato un <strong>incremento dell’1,2%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2023.</p>
<p><strong>Identikit </strong></p>
<p>Guardando all’<strong>identikit</strong> di chi ha presentato domanda di mutuo emerge che <strong>l’importo medio</strong> richiesto nei primi dieci mesi del 2024 è stato pari a <strong>133.923 euro</strong>, in aumento del <strong>5% </strong>rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il <strong>valore medio dell’immobile</strong> oggetto di mutuo, salito nel 2024 a <strong>208.495 euro (+4%)</strong>. In lievissimo incremento anche <strong>l’età </strong>degli aspiranti mutuatari, dato che va letto anche alla luce <strong>dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga</strong>, passate dal 21% del 2023 al <strong>29% del 2024</strong>, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.</p>
<p><strong>Prima casa</strong></p>
<p>Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per <strong>l’acquisto della prima</strong> <strong>casa,</strong> emerge che l’importo medio richiesto nei primi 10 mesi del 2024 è stato pari a <strong>138.745 euro</strong>, <strong>in aumento del 5%</strong> rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il <strong>valore medio dell’immobile</strong>, che ha raggiunto i <strong>190.861 euro</strong> (+2,4%). Rimangono sostanzialmente <strong>stabili</strong>, infine, <strong>l’età media</strong> del richiedente (37 anni e mezzo) e la <strong>durata</strong> del piano di ammortamento (26 anni).</p>
<p><strong>L’offerta ed i tassi</strong></p>
<p>Dal punto di vista dell’offerta, i primi dieci mesi dell’anno sono stati caratterizzati da <strong>buone condizioni sul fronte dei tassi fissi</strong>. Secondo le simulazioni** di Facile.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del <strong>2,71%,</strong> con rata di <strong>579 euro</strong>. Tariffe ancora più convenienti per gli <strong>immobili di classe A o B</strong>, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a <strong>2,40%</strong> e una rata di <strong>559 euro. </strong>Per la <strong>surroga</strong>, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al <strong>2,49%</strong> (rata di 565 euro).</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>tassi variabili</strong>, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i <strong>valori restano elevati anche se stanno lentamente scendendo</strong>; per un mutuo medio variabile da 126.000 in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata era pari a 456 euro, a novembre 2024 è arrivata a ben 693 euro. Oggi le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del <strong>3,81%,</strong> con una rata di <strong>645 euro</strong>. Per gli <strong>immobili di classe A o B </strong>i valori partono da<strong> 3,61% </strong>con una rata di<strong> 631 euro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 600.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it da gennaio e ottobre 2023 e da gennaio e ottobre 2024</em></p>
<p><em>** Simulazioni fatte in data 21 novembre 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<item>
		<title>Mutui oltre il 2%. Ecco cosa cambia</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86599483/mutui-oltre-il-2-ecco-cosa-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 07:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui prima casa]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da qualche giorno i tassi applicati ai mutui hanno ripreso a salire in maniera importante superando, nel caso di quelli &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno i <strong>tassi applicati ai mutui hanno ripreso a salire</strong> in maniera importante superando, nel caso di quelli indicizzati a tasso fisso, la <strong>soglia del 2%.</strong> Cosa vuol dire, in pratica, questo cambiamento? <strong>Quanto incide o inciderà sulle tasche degli italiani</strong>? Quali sono le <strong>prospettive future</strong> e come possono tutelarsi i consumatori? Ecco <strong>l&#8217;analisi di <a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a>.</strong></p>
<p>Partendo dai numeri <strong>dell&#8217;Osservatorio Facile.it &#8211; Mutui.it</strong> relativi al confronto tra aprile 2022 e aprile 2021 è emerso come, tra le principali evidenze, vi siano un <strong>cambio dell&#8217;identikit del richiedente medio</strong> &#8211; fenomeno dovuto sostanzialmente <strong>all&#8217;aumento della quota di Under 36</strong> che ha avviato le pratiche per ottenere un mutuo &#8211;  e l&#8217;aumento del peso percentuale delle richieste di finanziamento <strong>per l&#8217;acquisto della prima casa </strong>sul totale delle domande presentate; ancora una volta, il fattore determinante per questo è l&#8217;incremento del numero di giovani richiedenti.</p>
<p><strong>Tasso fisso </strong></p>
<p>Ecco come <strong>sono cambiati</strong>, da gennaio ad oggi, i <strong>valori dell&#8217; indice EURIRS e dei migliori Taeg offerti </strong>al cliente*:</p>
<p><strong>L’EURIRS (20 anni)</strong> è passato da 0,60 (4 gennaio 2022) a <strong>1,97</strong> (9 maggio 2022), mentre il <strong>tasso fisso al cliente (miglior Teag) </strong>è salito da 1,21% (gennaio 22) a <strong>2,12%</strong> (maggio 22).</p>
<p>Per chi ha già sottoscritto il mutuo a tasso fisso non cambia nulla, per chi invece deve sottoscriverlo oggi, le differenze sono importanti.</p>
<p>Prendendo in considerazione un <strong>mutuo fisso di 126.000 euro da restituire in 25 anni</strong> (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata mensile disponibile col miglior Taeg a tasso fisso era di 483 euro, mentre a <strong>maggio 2022 è</strong> arrivata a<strong> 528 euro; 45 euro in più al mese</strong>, vale a dire <strong>13.500 euro in più di interessi</strong> per tutta la durata del finanziamento.</p>
<p><strong>Tasso variabile</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il tasso variabile, invece, <strong>l’EURIBOR a 3 mesi</strong> è passato da -0,57 (4 gennaio 2022) a &#8211;<strong>0,40</strong> (9 maggio 22) e i tassi proposti all’aspirante mutuatario (miglior Taeg) sono variati da 0,72% (gennaio 22) a <strong>0,75%</strong> (maggio 22).</p>
<p>Considerando anche in questo caso un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni (LTV 70%), lo scorso gennaio la <strong>rata mensile disponibile col miglior Taeg era di 456 euro</strong>, valore rimasto invariato anche a maggio.</p>
<p><strong>Il tasso variabile</strong>, quindi, torna ad essere <strong>un’alternativa interessante </strong>rispetto a quello fisso, dal momento la rata di partenza è inferiore di 72 euro.</p>
<p>La grande competizione fra gli istituti di credito sta, in questo momento, mantenendo praticamente invariati i costi della migliore offerta disponibile per il cliente che deve sottoscrivere il finanziamento.</p>
<p><strong>Prospettive future</strong></p>
<p>Per i tassi fissi, guidati dall’IRS, bisogna guardare <strong>all’andamento del Bund tedesco</strong>, mentre per quelli variabili, guidati dall’Euribor, sarà determinante la <strong>politica monetaria della BCE </strong>e l’eventuale decisione di aumentare il costo del denaro.</p>
<p>«In generale», dicono gli <strong>esperti di Facile.it e Mutui.it</strong>, «ci aspettiamo un incremento degli indici, ma la portata di questo sarà legata ad una serie di variabili di grande incertezza quali, ad esempio, il conflitto in Ucraina, il costo delle materie prime, il peso dell’inflazione, l’andamento dell’economia e, come detto, le decisioni della Banca Centrale Europea».</p>
<p><strong>Difficile fare previsioni sul fronte del mercato immobiliare</strong>, il primo ad essere impattato dai movimenti degli indici legati ai muti. Se da un lato l’aumento dei tassi potrebbe incidere negativamente sulla richiesta di case  &#8211; cosa che, alla lunga, potrebbe tradursi in un calo dei prezzi &#8211;  dall’altro lato va evidenziato che in momenti di instabilità come quello attuale il <strong>mattone diventa per tanti un bene rifugio</strong>, e questo potrebbe avere un effetto opposto sui prezzi. Sarà fondamentale, inoltre, guardare a come cambieranno le prospettive di crescita economica del Paese per i prossimi mesi.</p>
<p><em>*Simulazioni realizzate tenendo in considerazione i migliori Taeg fissi e variabili disponibili su Facile.it in data 10 maggio 2022.</em></p>
<p><em> L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 56.000 richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it ad aprile 2021 e 2022.</em></p>
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		<item>
		<title>Mutui: ad agosto, in Italia, tassi tra i più bassi al mondo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86593443/mutui-ad-agosto-in-italia-tassi-tra-i-piu-bassi-al-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 05:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=93443</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il settore immobiliare è stato uno dei più colpiti dalla pandemia, ma con il ritorno graduale alla normalità il mercato &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>settore immobiliare</strong> è stato uno dei più colpiti dalla pandemia, ma con il ritorno graduale alla normalità il mercato è stato travolto da una <strong>ventata di ottimismo</strong> grazie al calo consistente dei <strong>tassi applicati ai mutui</strong> che hanno raggiunto i <strong>minimi storici</strong>. Ma come sono <strong>i tassi in Italia rispetto agli atri Stati europei</strong> e ad alcuni dei principali Paesi al mondo? Per rispondere alla domanda <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> e Mutui.it hanno analizzato gli indici registrati in 14 Stati scoprendo come, fra questi, <strong>l’Italia sia la nazione dove chiedere un mutuo costa meno</strong>.</p>
<p><strong>Il confronto europeo</strong></p>
<p>L’analisi, effettuata sui valori registrati ad agosto, ha considerato un immobile dal valore di 180.000 euro, una richiesta di finanziamento di 120.000 euro ed un piano di restituzione pari a 20 anni.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, nel periodo di riferimento, questo tipo di finanziamento era indicizzato con TAEG tra <strong>0,88%</strong> e <strong>0,98%</strong> <strong>se fisso</strong> e fra <strong>0,67%</strong> e <strong>0,77%</strong> <strong>se variabile.</strong> Senza dubbio il migliore fra le 14 nazioni dell’indagine.</p>
<p>Guardando unicamente al tasso fisso e al TAEG, in Europa si avvicina ai valori italiani solo la <strong>Germania</strong>, dove il mutuo viene indicizzato a partire dall’<strong>1,18%. </strong>Fanno peggio, invece, alcuni Stati europei che, tradizionalmente, avevano tassi di interesse più simili a quelli del nostro Paese: è il caso della <strong>Spagna</strong>, dove il finanziamento è indicizzato dall’<strong>1,64%, </strong>e del <strong>Portogallo </strong>(a partire dall’1,91%).</p>
<p>Sempre restando entro i confini del Vecchio Continente, dall’analisi è emerso come le indicizzazioni del tasso fisso, considerando ancora una volta il TAEG, partano dal 2,30% in <strong>Norvegia</strong> e dal 2,40% nel <strong>Regno Unito</strong>.</p>
<p>Sebbene per queste due nazioni sia stato possibile rilevare solo il TAN e non il TAEG, è evidente come anche in <strong>Albania</strong> e in <strong>Grecia </strong>i mutuatari si trovino a pagare tassi notevolmente maggiori e pari, rispettivamente, al <strong>3,00% </strong>e al<strong> 3,20%</strong>.</p>
<p>Anche rispetto al tasso variabile (considerando il TAEG), in Europa, tra i Paesi analizzati, nessuno fa meglio dell’Italia e le offerte rilevate partono dall’<strong>1,53% della </strong><strong>Spagna</strong> fino all’1,95% del <strong>Portogallo</strong>.</p>
<p><strong>Oltre i confini europei</strong></p>
<p>L’analisi di Mutui.it e Facile.it non si è fermata, però, solo all’Europa e ha indagato quali siano le condizioni applicate ai finanziamenti anche in altre parti del mondo, considerando come indice di riferimento di ciascuna nazione, il TAN, e non il TAEG.</p>
<p>Guardando ai tassi fissi, gli indici partono dall’1,44% in <strong>Canada, </strong>dall’1,89% in <strong>Australia</strong>, dal 2,13% in <strong>Giappone</strong> e dal 2,25% negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>Guardando ai tassi variabili, invece, il <strong>Canada</strong> è l’unico Stato che, con un TAN dello 0,98%, si avvicina a quello del nostro Paese; continuando l’analisi extra-europea i valori rilevati partono dall’1,41% in <strong>Giappone</strong>, dall’1,83% negli <strong>Stati Uniti</strong>, fino all’1,85% dell’<strong>Australia</strong>.</p>
<p>Discorso a parte meritano nazioni come la <strong>Russia</strong> o il <strong>Brasile</strong>; nonostante il calo registrato nel corso dell’ultimo anno, i tassi fissi rilevati, se paragonati a quelli italiani, risultano davvero proibitivi; si parte rispettivamente dal <strong>4,95%</strong> e dal <strong>6,70%.</strong></p>
<p><em>«Nonostante alcune differenze significative, come nel caso dell’Albania o della Grecia, i tassi nell’area Euro restano abbastanza allineati tra di loro dal momento che tutti gli Stati utilizzano gli stessi indici di riferimento (Irs e Euribor).</em> <em>Le variazioni del costo del denaro sui mutui, quindi, sono riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione.</em><em>» </em>commenta <strong>Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it</strong>. <em>«Se, invece, si guarda al di fuori dell&#8217;UE, dove l&#8217;inflazione è già ripartita, ad esempio negli Stati Uniti, i tassi sono più alti; se questa dovesse aumentare anche in Europa, allora possiamo aspettarci un rincaro degli indici in tutto il Continente, Italia inclusa.»</em><em>.</em></p>
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		<item>
		<title>Mutui: aumenta l’importo medio richiesto nel primo trimestre (+2,5%)</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86587906/mutui-aumenta-limporto-medio-richiesto-nel-primo-trimestre-25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 15:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[tasso mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=87906</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86587906/mutui-aumenta-limporto-medio-richiesto-nel-primo-trimestre-25/">Mutui: aumenta l’importo medio richiesto nel primo trimestre (+2,5%)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da <a href="https://www.facile.it"><strong>Facile.it</strong></a> e <strong>Mutui.it</strong> che, analizzando un campione* di circa 90.000 domande di mutuo, ha evidenziato come, tra gennaio e marzo 2021, <strong>l’importo medio </strong><strong>richiesto</strong> agli istituti di credito sia cresciuto del <strong>2,5%</strong> rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a <strong>137.479</strong> euro.</p>



<p><em>«Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», </em>spiega <strong>Ivano Cresto</strong>, Responsabile mutui di Facile.it</p>



<p>Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, <strong>41 anni</strong>, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del <strong>piano di ammortamento</strong> medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a <strong>23 anni</strong>.</p>



<p><strong>Aumenta il tasso fisso: ritorna in auge il variabile?</strong></p>



<p>Sebbene le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un <strong>lieve aumento dei tassi fissi</strong>.</p>



<p>Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente <strong>rincaro dei tassi offerti alla clientela</strong>. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’<strong>1,37%</strong>, vale a dire il <strong>10,5%</strong> in più rispetto a febbraio 2021.</p>



<p>Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad <strong>allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabil</strong>i; secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, ad oggi non si è registrata un’inversione di tendenza e più di<strong> 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso</strong>.</p>



<p><strong>Ultime occasioni per la surroga?</strong></p>



<p>L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il <strong>calo delle richieste di surroga</strong>. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al <strong>22%</strong>.</p>



<p>Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.</p>



<p><strong>Addio alla surroga dunque</strong>? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero <strong>risparmiare oltre 4.000 euro</strong> di interessi calcolati sull&#8217;intera durata del mutuo.</p>



<p><em>«Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», </em>conclude Cresto.</p>



<p><em>* L’analisi è stata realizzata su un campione di circa 90.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.</em></p>



<p><em>Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.</em></p>
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		<title>Mutui: dopo il lockdown cresce del 9% l’importo medio erogato</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86580839/mutui-dopo-il-lockdown-cresce-del-9-limporto-medio-erogato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 06:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>
		<category><![CDATA[surroghe]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i mesi di lockdown, da maggio la richiesta dei mutui è ripartita a grandissima velocità e oggi il settore &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo i mesi di lockdown, da maggio la <strong>richiesta dei mutui</strong> è ripartita a grandissima velocità e oggi il settore viaggia addirittura più spedito di quanto non fosse nei mesi precedenti al Covid. Secondo l’analisi realizzata da <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> e <strong>Mutui.it</strong>, a fronte dell’aumento della domanda, le <strong>banche</strong> sembrano aver adottato una politica di <strong>grande apertura</strong> nella concessione del credito alle famiglie; l’<strong>importo medio erogato</strong> dagli istituti di credito tra l’1 maggio e il 15 giugno 2020 è <strong>cresciuto del 9%</strong> rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo i <strong>134.315 euro</strong>.</p>



<p>In questo
modo, si legge nello studio realizzato dai due comparatori su un campione di oltre
77.000 domande di finanziamento*, l’erogato medio è tornato ai livelli registrati ad inizio
anno, nonostante oggi la situazione economica generale sia oggettivamente peggiore
rispetto ad allora.</p>



<p><em>«V</em><em>uoi per un effetto rimbalzo dopo lo
stop forzato imposto dalla quarantena, o perché proprio durante questa la casa
ha assunto un ruolo ancor più importante nella vita di tutti noi, tanti italiani
sono tornati a presentare domanda di mutuo e le banche stanno rispondendo con
grande apertura alla richiesta</em><em>»</em><em>, </em>spiega <strong>Ivano
Cresto</strong>, responsabile mutui di Facile.it<em>. </em><em>«Sebbene
bisognerà aspettare fine anno per tracciare un bilancio complessivo, v</em><em>a di certo
evidenziato che un ruolo importante lo sta giocando il canale online con il
quale, a causa del periodo in cui si era costretti in casa, moltissimi
consumatori hanno preso confidenza.</em><em>»</em><em>.</em></p>



<p>Le richieste
raccolte nel canale online sono caratterizzate da un <strong>incremento </strong>del peso
percentuale delle <strong>surroghe</strong> che oggi, secondo l’analisi di Facile.it,
rappresentano più di 1 terzo del totale domande di finanziamento (34%); erano
poco più del 17% lo scorso anno.</p>



<p><strong>Nuovi prodotti
e criteri di selezione da parte delle banche</strong></p>



<p>Le banche, anche grazie alla grande liquidità messa a disposizione dalla <strong>BCE</strong>, si stanno dimostrando dunque molto aperte nel concedere i mutui alle famiglie, non solo percorrendo le vie già presenti prima dell’emergenza, ma anche attraverso <strong>l’adeguamento dell’offerta alla situazione attuale</strong>. </p>



<p>Ci sono istituti di credito, ad esempio, che consentono di
iniziare a pagare la prima rata del finanziamento <strong>dopo 12 mesi dalla stipula</strong>,
concedendo così al cliente molto tempo per normalizzare la propria situazione
lavorativa; altri invece, hanno lanciato <strong>finanziamenti green</strong> con tassi
agevolati per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica.</p>



<p>Oltre all’adeguamento
della propria offerta, molte banche hanno deciso di non <strong>irrigidire i criteri
di valutazione dei richiedenti mutuo</strong> e, anzi, hanno adattato le proprie
politiche a quelle condizioni diventate critiche proprio a causa dell’emergenza
Covid, in primis in riferimento alla <strong>cassa integrazione</strong>, solitamente ritenuta
un elemento ostativo alla concessione del finanziamento, ma oggi guardata con
minore rigidità se connessa alla pandemia e alla situazione economica venutasi
a creare a seguito di essa. </p>



<p><strong>Tassi ancora ai minimi</strong></p>



<p>Ad agevolare la situazione vi sono anche i <strong>tassi di
interesse</strong>; a giugno i valori rilevati rimangono <strong>estremamente bassi</strong>, in
linea con quelli eccezionali che si registrarono a marzo scorso e, se si guarda
al fisso, più convenienti rispetto a quelli di inizio anno. </p>



<p>Secondo le simulazioni di Facile.it, a giugno per un finanziamento
da <strong>124.000 euro</strong> da restituire in <strong>25 anni</strong>, con un rapporto mutuo/valore
dell’immobile pari al 70%, i migliori tassi fissi (Taeg) disponibili online
variano tra lo <strong>0,95% ed il 1,15%, </strong>con una rata compresa tra 463 euro e
477 euro; a inizio anno (gennaio), per questo stesso finanziamento i tassi
variavano tra l’1,23% e 1,34%, vale a dire circa 300 euro in più all’anno di
interessi; 7.500 euro se si considera l’intera durata del mutuo. </p>



<p>E anche sul fronte dei tassi variabili l’offerta
rimane estremamente bassa, con Taeg che variano, per i parametri sopra indicati,
tra <strong>0,81%</strong> e <strong>0,98%</strong> (rata tra 452 euro e 463 euro).</p>



<p>La distanza tra tassi fissi e variabili
rimane quindi su livelli minimi e, in alcuni casi, ci si può imbattere in
offerte fisse addirittura più convenienti di quelle variabili; non sorprende quindi
vedere come oggi, secondo quanto emerso dall’analisi di Facile.it e Mutui.it, la
scelta degli italiani sia quasi unanime; il 97% di chi ha presentato domanda
nelle ultime settimane ha chiesto un fisso (erano l’86% 12 mesi fa).</p>



<p>I tassi di interesse estremamente bassi,
uniti alla maggior apertura al credito da parte delle banche e alla nuova
offerta di prodotti ad hoc, hanno contribuito a far abbassare<strong> l’età media degli
aspiranti mutuatari che è oggi pari a 40 anni</strong>,due anni in meno
rispetto a inizio 2020,segno che anche gli under 40 sono tornati a
chiedere finanziamenti per l’acquisto della casa e questo incide sulla media.<strong><br>
</strong></p>



<p><em>* Campione analizzato: oltre </em><em>77.000
domande di finanziamento raccolte da Facile.it e Mutui.it dall’1 maggio al 15 giugno
2019 e dall’1 maggio al 15 giugno 2020.</em></p>
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		<title>Tassi fissi a 0,77%, ecco come il Coronavirus sta incidendo sui tassi dei mutui</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577706/tassi-fissi-a-077-ecco-come-il-coronavirus-sta-incidendo-sui-tassi-dei-mutui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 10:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo]]></category>
		<category><![CDATA[Taeg]]></category>
		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facile.it ha realizzato un approfondimento sugli effetti che il Coronavirus sta avendo sui tassi dei mutui. L’incertezza dei mercati sta &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> ha realizzato un approfondimento sugli effetti che il Coronavirus sta
avendo sui tassi dei mutui. L’incertezza dei mercati sta generando una maggiore
richiesta di beni rifugio, incluso il Bund tedesco che, di conseguenza, offre
oggi rendimenti inferiori. Come spesso avviene, anche l’indice EURIRS si adegua
acuendo la flessione che già stava registrando e portando in basso i TAEG applicati
ai mutui a tasso fisso, oggi scivolati fino allo 0,77%.</p>



<p>Per tradurre questi numeri
in concretezza, abbiamo fatto delle simulazioni. Ipotizzando un mutuo a tasso
fisso da 126 mila euro, per coprire il 70% del valore dell&#8217;immobile e da
restituire </p>



<p>in 25 anni, spuntare un Taeg
dello 0,77% significa risparmiare rispetto a inizio anno, quando a gennaio il Taeg
era 1,24%. La rata mensile sarebbe ora di 455 euro, rispetto ai 485 di gennaio,
con un risparmio mensile di 30 euro e per un totale di interessi risparmiati pari
9.000 euro.</p>



<p>Il calo è ancor più
significativo se si confrontano i tassi di marzo 2020 con quelli dello scorso
anno (gennaio 2019). Questo significa che anche chi ha surrogato lo scorso anno
potrebbe trovare grande convenienza nel surrogare il mutuo. A gennaio 2019 il
Taeg era 1,95%, rispetto allo 0,77% attuale; questo comporterebbe una rata
mensile di 455 euro, a fronte dei 529 euro di gennaio 2019, per un risparmio
mensile di 74 euro e un totale interessi risparmiati pari a 22.200 euro.</p>



<p>Attenzione, però, che visto
che dalla domanda alla stipula passa del tempo, potrebbe variare anche il
valore Eurirs. Se possibile, è bene chiedere alla banca che “congeli” il
livello di Eurirs al giorno di presentazione della domanda e non consideri,
come spesso accade, quello attivo il giorno in cui viene approvata la
situazione reddituale del richiedente o, anche, quello attivo il giorno
dell’effettiva stipula.</p>
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