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	<title>Spoleto Arte Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<title>Spoleto Arte Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È
una settimana di grandi soddisfazioni per <strong>Benedetta
Trudesti</strong>. La pittrice di <strong>Spoleto
Arte</strong> è stata recentemente protagonista di un servizio del <strong>Tgcom24</strong>. Sul format <em>Arte in quarantena</em>, la pittrice nota per
i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il
pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo
voluto farle qualche domanda.</p>



<p><strong>Cosa ne pensa del format “Arte in
quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli
italiani durante la quarantena?</strong></p>



<p>Certo
che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca.
In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo
spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione
dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.</p>



<p><strong>Secondo lei, cosa dovrebbe fare
l’arte in questo momento?</strong></p>



<p>Dal
mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di
foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione
universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un
vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo
di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio
e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un
coinvolgimento.</p>



<p><strong>E a proposito di coinvolgimento… Nelle
sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi
quale sia il motivo dietro a questa scelta…</strong></p>



<p>Esse
vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un
qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo
di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca
del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso
colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza
nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.</p>



<p><strong>Che cosa cerca nei suoi ritratti?</strong></p>



<p>Questa
è una bella domanda!</p>



<p>Allora,
tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal
conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno
specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire
l’essenza della vita in nuovi volti.</p>



<p><strong>In questi volti ci sono tantissime
espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?</strong></p>



<p>I
volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio
fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di
ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I
soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.</p>



<p><strong>C’è un quadro a cui è
particolarmente legata?</strong></p>



<p>No,
perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza
dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande
disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).</p>



<p><strong>Come ha conosciuto Spoleto Arte?</strong></p>



<p>Spoleto
Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento
così inconsueto.</p>



<p><strong>Qual è il suo prossimo progetto? </strong></p>



<p>Il
mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla
vita stessa.</p>
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		<item>
		<title>Il pittore Marcello Vandelli  con “Segrete premeditazioni”</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579821/il-pittore-marcello-vandelli-con-segrete-premeditazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 12:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte in quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello vandelli]]></category>
		<category><![CDATA[pop arte italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sull’innovativa piattaforma del Tgcom24 siede il carismatico artista Marcello Vandelli di Spoleto Arte. Il format è quello di Arte in &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sull’innovativa piattaforma del <strong>Tgcom24</strong> siede il carismatico artista <strong>Marcello Vandelli</strong> di <strong>Spoleto Arte</strong>. Il format è quello di <em>Arte in quarantena</em>, lanciato dal
direttore Liguori per sopperire all’impossibilità momentanea di visitare mostre
e musei fisicamente. A entrare oggi nelle case degli italiani è la volta
dell’accattivante espressività creativa di questo pittore.</p>



<p>Nato a San Felice sul Panaro (Mo) nel
1958, l’autore si lascia positivamente influenzare dalla <strong>Pop Art italiana</strong>. La sua pittura risulta “modernissima,
estremamente mobile e duttile, poco prevedibile” per il noto critico Vittorio
Sgarbi. Assomiglia “a volte al Licini più angelico o allo Schifano più
liquido”. Lo stile cattura immediatamente il nostro interesse per la forte
scelta cromatica. I colori rivelano infatti il carattere audace del Vandelli,
sempre attento ad assorbire quanto avviene attorno a lui e a connotarlo in
decise tonalità. È proprio questa particolare interiorizzazione delle
esperienze ad affascinare. Il Vandelli è <strong>autobiografico</strong>,
raffigura ciò che vede e lo colpisce. Ma lo riveste di una simbologia onirica
facilmente deducibile, quasi attingesse a una matrice di sogni universale. In
questo modo il suo linguaggio sfiora le vette dell’<strong>informale</strong>, proteggendo l’identità dei suoi soggetti.</p>



<p>Il fatto che i personaggi siano
anonimi, non abbiano un volto, sembrerebbe rifarsi al detto “si dice il
peccato, ma non il peccatore”. In realtà Vandelli ha ben assimilato il concetto
che le azioni e i fatti finiscono per reiterarsi nel tempo. Ne interrompe
tuttavia la ciclicità fermando spesso su <strong>tavole
di grandi dimensioni</strong> un istante decisivo, l’epifania della realtà, l’atto
di “denuncia” nei confronti dell’umanità. Sgarbi spiega il motivo di questa
scelta: tra l’artista e l’opera c’è un vero corpo a corpo, per questo servono
grandi dimensioni. È una lotta per cui il pittore vuole investire l’osservatore
con la propria creatività. Andando oltre l’ideale dunque, perché nei lavori di
Vandelli c’è pittura. E c’è anche un’assenza. </p>



<p>Vittorio Sgarbi la interpreta così: «Io,
che ho per la pittura di ritratto una particolare predilezione perché è lì che
senti, nel volto, l’anima dell’artista, mi chiedo che cosa abbia tenuto
Vandelli così lontano dal volersi specchiare in un volto o specchiare il suo
volto in quello di una persona ritratta.</p>



<p>È un’<strong>umanità senza volto</strong>, è un’umanità dove sono tutti uguali, fatta di
persone distinte, ma che lui riserva solo per la sua dimensione interiore, le
tiene per sé, non le mostra agli altri. </p>



<p>È questa la cosa che mi ha colpito di
più, diciamo l’idea di vedere spazi, di vedere sagome, di vedere forme umane…
C’è un rapporto tra la figura e lo spazio, ma quella figura potrebbe essere
chiunque di noi. L’uomo nella sua identità democratica, cioè quella per cui non
c’è un popolo di gente che non è nessuno e invece alcuni che sono tutto».</p>
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		<item>
		<title>Intervista a Daniela Rebuzzi di Spoleto Arte: l’arte, un viaggio spirituale</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86579393/__trashed-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Rebuzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega Daniela Rebuzzi alle sue opere. Viandante &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86579393/__trashed-26/">Intervista a Daniela Rebuzzi di Spoleto Arte: l’arte, un viaggio spirituale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lugano, 6 maggio. La passione per i viaggi è il filo conduttore che collega <strong>Daniela Rebuzzi</strong> alle sue opere. Viandante tra spiritualità e colore, l’artista della rosa di <strong>Spoleto Arte</strong> crea lavori che accendono nell’osservatore il desiderio di perdersi al loro interno. Perdersi sì, ma per poi ritrovarsi. Daniela mette nelle sue opere tutta la sua esperienza e ricerca per trarne la parte migliore. Come una guida, ci conduce per mano in un sentiero che si apre su risonanze positive. Ecco perché osservando le sue creazioni si prova il segreto piacere di stare in pace con se stessi. Dal 23 aprile è possibile sperimentare la sensazione di essere tutt’uno con questo mondo anche sulla piattaforma <em>Arte in quarantena</em> del <strong>Tgcom24</strong> (<a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/2020/video/arte-in-quarantena-daniela-rebuzzi-valcarlo-drensi-e-ulla-wobst-srv_17561172.shtml">video</a>). E proprio dopo un contributo a lei dedicato, abbiamo voluto farle qualche domanda.</p>



<h5><strong><em>Le piace l’iniziativa del
Tgcom24 di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante
l’isolamento?</em></strong></h5>



<p>Quando me ne
hanno parlato, mi è sembrata un’ottima iniziativa. L’espressione artistica riesce
a raggiungere lo spettatore, anche se non direttamente, avendo la possibilità di
espandersi e dimostrare la propria forza. Sono fermamente convinta che ogni
espressione d’arte è una “medicina invisibile” a portata dell’uomo e che,
specialmente in questo periodo, ne abbiamo urgentemente bisogno.</p>



<h5><strong><em>Secondo lei per fare vera arte
occorre viaggiare oppure l’arte è un viaggio che cominciamo in noi stessi?</em></strong></h5>



<p>Per quanto
mi riguarda, entrambe le cose. Il viaggio della mia vita, specialmente il mio
cammino spirituale, influenza molto la mia pittura. D’altro canto il mio
universo personale viene ampliato grazie alla mia passione per i viaggi che
sono un vero percorso interiore, tracciato spesso in solitaria, al fine di
entrare in comunione con i luoghi e le culture incontrate. Una sorta di studio
che successivamente, dai miei taccuini, si traduce in arte.</p>



<h5><strong><em>Nelle sue opere c’è
effettivamente una forte componente spirituale e cromatica. Come comunicano
queste due realtà nei suoi lavori?</em></strong></h5>



<p>La realtà
spirituale e quella cromatica coesistono nelle mia creatività e si fondono per
esaltare il concetto che desidero esprimere attraverso un’opera d’arte. La
sperimentazione della componente cromatica e l’energia dei colori delineano e
rafforzano i concetti spirituali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.barinewstv.it/wp-content/uploads/2020/04/Daniela-Rebuzzi-900x601-1.jpg" alt="Daniela Rebuzzi"/><figcaption>Daniela Rebuzzi</figcaption></figure>



<h5><strong><em>Che
funzione ha la parola nelle sue creazioni?</em></strong></h5>



<p>Il gesto e
la materia sono uno dei punti chiave da cui si dirama la mia arte dove
confluisce spesso anche la parola, in foggia di scrittura o di poesia, sulla
scia del desiderio di far emergere il concetto delle mie creazioni.</p>



<h5><strong><em>C’è
un’opera a cui è affezionata?</em></strong></h5>



<p>L’opera a
cui sono molto affezionata è senza dubbio <em>Grandmother</em>.
Si tratta di un dipinto eseguito con tela dipinta ad olio lavorata a maglia. È
stata un’opera che mi ha portato molto successo e visibilità, apprezzata
inoltre dal critico Vittorio Sgarbi. Un dipinto che ho dedicato a mia nonna, la
quale mi ha tramandato la passione per la manualità e insegnato il sapere dei
lavori artigianali di un tempo. </p>



<h5><strong><em>Come
ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?</em></strong></h5>



<p>Durante le
selezioni della Biennale Milano 2017. In quell’occasione ho conosciuto il suo presidente
Salvo Nugnes, grazie al quale nel corso degli anni ho partecipato a diverse
esposizioni collettive.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: l’artista Valcarlo Drensi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578648/spoleto-arte-lartista-valcarlo-drensi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 07:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[affabulazione]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[Valcarlo drensi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scrutare, domandarsi, riflettere. Valcarlo Drensi chiede all’osservatore partecipazione attiva. Guardare non è sufficiente quando serve darsi delle risposte, sebbene ponderate. &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578648/spoleto-arte-lartista-valcarlo-drensi/">Spoleto Arte: l’artista Valcarlo Drensi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Scrutare, domandarsi, riflettere. <strong>Valcarlo Drensi</strong> chiede all’osservatore
partecipazione attiva. Guardare non è sufficiente quando serve darsi delle
risposte, sebbene ponderate. Solo allora si contemplerà effettivamente la
bellezza dell’insieme. L’artista ne è certo e lo dimostra attraverso le sue
opere, oggetto di uno dei prossimi servizi del <strong>Tgcom24</strong>. Al format “Arte in quarantena” dunque un altro grande
pittore contemporaneo dalle fila di <strong>Spoleto
Arte</strong>. </p>



<h4>Valcarlo Drensi</h4>



<p>Nato a Roma nel ’53, Drensi si forma sotto la
guida del maestro salentino Raffaele Giurgola, da cui
eredita e <strong>rielabora i caratteri
figurativo-impressionisti</strong>. È il ’92, quando espone alla galleria Munch di
Amsterdam e alla Ensen Gallery di Dresda. Torna poi in Italia per il Festival
dei Due Mondi di Spoleto (’94 e ’96) continuando a raccogliere menzioni
speciali e riconoscimenti in casa e all’estero. La svolta tuttavia arriva nel
2006 con il Movimento Artistico e Culturale dell’Affabulazione Italiana. Per
Drensi <strong>l’artista affabulante</strong> è colui
che non riproduce la realtà, ma ne propone una alternativa e verosimile. È chi
“attraverso la memoria elabora il verso con l’immaginazione”. </p>



<h5>Il Movimento Metaformale</h5>



<p>Segue il Movimento Metaformale nel 2009. Il
pittore ne è, ancora una volta, il fondatore. In particolare, parla di
“sintetismo espressivo” per cui è possibile offrire un’interpretazione
ulteriore della realtà rendendola rappresentazione di quella concettualità
“immaginabile, leggibile e sintetica”. Niente fronzoli e orpelli, semmai <strong>un figurativo che renda più fruibile
l’esperienza concettuale informale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://valcarlodrensi.files.wordpress.com/2010/04/danza-gitana.jpg?w=740" alt="Valcarlo Drensi"/><figcaption>Opera di Valcarlo Drensi</figcaption></figure>



<h5>Folla, individuo e simbologia in Valcarlo Drensi</h5>



<p>Interessante poi scoprire come dietro le
creazioni di Valcarlo Drensi si nasconda anche una profonda analisi sociologica.
Si prenda ad esempio la folla, un elemento spesso presente nei suoi lavori. Una
folla dove il singolo individuo genera un movimento conflittuale o meno nei
confronti degli altri e viceversa. Ciascuno dei personaggi è raffigurato in
azione, in un moto di libertà ed espressione. Ciascuno si staglia su uno sfondo
rarefatto che desidera passare inosservato per far emergere massimamente i suoi
abitanti. Proprio a questi ultimi viene data particolare attenzione così come
alla loro integrazione nel gruppo. Ecco allora che il pittore si aiuta, nella
caratterizzazione sintetica dei personaggi, con l’utilizzo di simboli che
connotino il soggetto e allo stesso tempo stimolino l’immaginazione del
fruitore. Una bicicletta diviene metafora della gioia di muoversi e allo stesso
tempo della fatica impiegata nel raggiungere un obiettivo; una barca
simboleggia il viaggio e la speranza, così come una borsa il bagaglio di
esperienze e conoscenze…</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://valcarlodrensi.files.wordpress.com/2010/04/img_9744.jpg" alt="Valcarlo Drensi"/><figcaption>Opera di Valcarlo Drensi</figcaption></figure>



<h5>Il messaggio di Valcarlo Drensi</h5>



<p>L’opera in
questo modo si riveste di un significato palese e, al contempo, segreto. Ne
nasce una suggestione tale da <strong>rielaborare il senso della realtà in un
messaggio tanto concreto quanto comprensibile</strong>. O, come direbbe Vittorio
Sgarbi: «gli uomini vengono esibiti quasi sempre nella loro pluralità, in
disposizione orizzontale o verticale che sia, con la strutturalità decomposta
della pittura a fare da perfetta metafora del loro essere un insieme comunque
inseparabile, anche in una condizione permanente di annebbiamento che non è
solo visuale, ma, probabilmente, anche esistenziale. È questo, forse, il
messaggio più forte dell’arte di Valcarlo Drensi».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578648/spoleto-arte-lartista-valcarlo-drensi/">Spoleto Arte: l’artista Valcarlo Drensi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Spoleto Arte</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578707/maria-petrucci-pittrice-e-scultrice-di-spoleto-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 07:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un fulmine a ciel sereno. È stato così per Maria Petrucci quando l’arte ha fatto irruzione nella sua vita. Di &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578707/maria-petrucci-pittrice-e-scultrice-di-spoleto-arte/">Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Spoleto Arte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un fulmine a
ciel sereno. È stato così per <strong>Maria
Petrucci</strong> quando l’arte ha fatto irruzione nella sua vita. Di lei o, meglio,
delle sue opere parlerà il nuovo appuntamento di &nbsp;<em>Arte in
quarantena</em> del <strong>Tgcom24</strong>. Pittrice
e scultrice di <strong>Spoleto Arte</strong>, Maria
Petrucci è testimone di come l’arte non possa rimanere un talento inespresso.
Di come sia inevitabile essere se stessi per vivere con se stessi.</p>



<h4>Maria Petrucci</h4>



<p>Il suo
percorso artistico comincia a Mantova nel ’72, all’età di 33 anni. All’epoca Maria
Petrucci frequentava i corsi dell’Enal (Ente nazionale assistenza lavoratori) e
nel frattempo scriveva poesie, dipingeva. In questo periodo conosce il
segretario Roberto Tranchina, che la inizia e incoraggia al mondo dell’arte
presentandole un <strong>bando per un concorso
artistico</strong>. Da allora la nostra artista raccoglie un successo dopo l’altro.</p>



<p>Più o meno è
la stessa storia con la scultura: conosce il legno nella falegnameria
dell’allora marito. Ne rimane affascinata, prova inquietudine. Comincia così a
scolpire sulle ginocchia ed espone sei mesi dopo la sua prima scultura in una
mostra di pittura. Ma quella rassegna viene vista dal critico mantovano Renzo
Margonari che non si lascia sfuggire il nuovo talento. Con stupore la nostra
artista ne legge il biglietto a lei indirizzato. Margonari le consigliava
caldamente di <strong>smettere di dipingere per
dedicarsi esclusivamente alla scultura</strong>. Si ricolgeva proprio a lei che
aveva creato solamente un’unica opera scultorea, quella esposta… Si trattava nientemeno
che di esordire come scultrice mentre, come, pittrice, era già affermata.
Eppure segue il consiglio.</p>



<p>Quasi
vent’anni dopo fonda il Museo Maria Petrucci nel suo paese natale, Toffia. Qui
si dedica ai ragazzi e alla gente del suo paese. Tuttavia, come le piace
ricordare, “<strong>la vita dà e toglie</strong>”:
nel 2000 viene investita da un’automobile. L’incidente compromette per sempre
l’uso del braccio destro. Dopo vari tentativi e atroci dolori, l’artista
purtroppo è costretta a desistere dalla sua attività artistica.</p>



<p>Una speranza
si riaccende nel 2008, quando Editoriale Giorgio Mondadori la contatta per il
Catalogo degli Scultori Italiani. Da allora accende l’interesse delle più
grandi associazioni artistico-culturali. Scrive nel suo sito: «Ogni
lavoro nasce dalle mie emozioni, da una forte spinta interiore, dall’anima. Ho
sempre desiderato essere in qualche modo a servizio degli altri e questo museo
mi ha permesso di riuscirci».</p>



<p>Una storia
travagliata e uno stile altamente suggestivo, quello di Maria Petrucci.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: intervista alla pittrice Rosanna Cecchet</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578600/spoleto-arte-intervista-alla-pittrice-rosanna-cecchet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 09:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Rosanna Cecchet]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi va fuori di questi tempi? Con tutte queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta e &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi va fuori di questi tempi? Con tutte
queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta
e resiste, continua imperterrito a raffigurare questa realtà sfaccettata. Un po’
come fa <strong>Rosanna Cecchet</strong>, rinomata
artista bellunese. Da poco protagonista di un servizio del <strong>Tgcom24</strong>, la pittrice di <strong>Spoleto
Arte</strong> non perde tempo. Anzi, lo sfrutta per raccontare il presente.</p>



<ul><li><strong><em>Cosa ne
pensa dell’iniziativa di </em></strong><strong>Arte in
Quarantena<em>?</em></strong></li></ul>



<p>Quella istituita dal direttore Paolo Liguori per Tgcom24 è una bella
opportunità tanto per gli spettatori che per gli artisti contemporanei, dal
momento che non possiamo uscire di casa a causa dell’epidemia. </p>



<ul><li><strong><em>Oltre a
opere che riguardano il suo vissuto o la natura, ce ne sono diverse che
raffigurano episodi di cronaca che hanno fatto il giro del mondo e sono entrati
a far parte della Storia. Anche questo periodo diventerà il soggetto di uno dei
suoi futuri quadri?</em></strong></li></ul>



<p>Sì, tant’è vero che ne ho già iniziato uno. Il
tempo in questo momento non mi manca&#8230; Ma per il momento è troppo presto per
dare maggiori dettagli. </p>



<ul><li><strong><em>Speriamo di
vederlo presto allora, anche perché la sua arte affascina per la minuzia con
cui rende i particolari e per la dimensione dello spazio. Aperto e chiuso che
significato assumono all’interno delle sue composizioni?</em></strong></li></ul>



<p>La minuzia è una delle mie caratteristiche
distintive e una tela deve quasi sempre essere grande perché io possa
esprimermi al meglio. Tutti noi viviamo “dentro e fuori”: mi piace pensare che
chiunque osservi le mie opere possa interpretarle a modo proprio, ciascuno in
base alla sua vita vissuta.</p>



<ul><li><strong><em>Spesso si ha
l’idea di osservare una visione, un sogno ricco di simboli che diventa dipinto:
il surrealismo quanto può nascondere o enfatizzare la realtà?</em></strong></li></ul>



<p>Nei miei dipinti non nascondo niente, dipingo
quella che è una mia pura realtà. Ma, come dicevo poco fa, lascio il pensiero a
chi li osserva.</p>



<ul><li><strong><em>Il colore è
un altro grande protagonista dei suoi lavori. Che cosa vuole trasmettere con
quest’ultimo?</em></strong></li></ul>



<p>La psicologia ha numerosi trattati sul significato
del colore e del suo uso per trasmettere emozioni; io non sono esente dal
coinvolgimento che questo effetto fisico genera. Principalmente trasmetto la
gioia e il dolore che si associano a determinate scene.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.gobelluno.it/wp-content/uploads/2020/04/Rosanna-Cecchet-Silvana-Giacobini-Salvo-Nugnes-326x245.jpg" alt="Rosanna Cecchet"/><figcaption>Rosanna Cecchet, Silvana Giacobini e Salvo Nugnes</figcaption></figure></div>



<ul><li><strong><em>Il critico
d’arte Vittorio Sgarbi e il noto sociologo Francesco Alberoni hanno scritto commenti
molto positivi sulle sue opere. Come li ha conosciuti?</em></strong></li></ul>



<p>Sono lusingata dai loro apprezzamenti. Ho
avuto l’opportunità di incontrarli partecipando alle mostre collettive
organizzate da Spoleto Arte di Salvo Nugnes, quali la Pro Biennale di Venezia,
la Biennale Milano, l’esposizione Spoleto Arte e le numerose manifestazioni cui
ho partecipato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista all’artista Anna Actis Caporale di Spoleto Arte</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578495/intervista-allartista-anna-actis-caporale-di-spoleto-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 07:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Anna actis caporale]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte in quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi e miraggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più che di un diario di viaggio, si tratta di un diario dei ricordi. Anna Actis Caporale è un’artista che &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578495/intervista-allartista-anna-actis-caporale-di-spoleto-arte/">Intervista all’artista Anna Actis Caporale di Spoleto Arte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Più che di
un diario di viaggio, si tratta di un diario dei ricordi. <strong>Anna Actis Caporale</strong> è un’artista che racconta il mondo vedendolo
con gli occhi di chi ne conosce l’incanto. Tra i suoi dipinti spiccano i gialli
e gli azzurri del paesaggio orientale e, con il recente servizio di <strong>Tgcom24</strong>, inserito sulla piattaforma
Mediaset Play sabato scorso, possiamo finalmente ricominciare a viaggiare anche
noi. E chi meglio di Anna Actis Caporale, artista di <strong>Spoleto Arte</strong>, può farci da guida?</p>



<p><em>D: Sabato 28 marzo al Tgcom24 il servizio sul suo percorso
artistico: cosa pensa di quest’iniziativa che porta l’arte nelle case degli
italiani durante la quarantena?</em></p>



<p>R: È un’ottima
iniziativa. <strong>C’è bisogno di arte, di
bellezza e di luce</strong> in questo periodo cupo che ci vede confinati nelle
nostre abitazioni. Spero che in questo modo si possa portare un momento di
serenità nelle nostre vite.</p>



<p><em>D: Oltre a essere pittrice, è anche fotografa. I suoi scatti
raccolgono quanto ha esperito nei suoi viaggi. Cosa l’ha spinta nelle regioni
della Cina e del Marocco?</em></p>



<p>R: La <strong>curiosità</strong> innanzitutto. La voglia di
conoscere culture diverse. </p>



<p>Ho visitato
molti paesi e, per quanto riguarda la <strong>Cina</strong>,
fin da piccola ero affascinata da questa cultura millenaria e misteriosa, per
noi. Ascoltavo rapita i racconti di un prozio, vissuto in Cina e a Taiwan per
quasi cinquant’anni e, appena ho potuto, ci sono andata. Era una Cina che <strong>si apriva solo allora al turismo e per
questo era ancora più interessante</strong>. </p>



<p>Il <strong>Marocco</strong> mi affascina per la <strong>diversità del paesaggio</strong>. Dalle città
imperiali brulicanti di vita, in cui la cultura araba si mischia alla berbera,
ai monti dell’Atlante dove i berberi si erano rifugiati per sfuggire agli
invasori arabi, dove le stratificazioni delle rocce, messe a nudo, parlano
delle ere geologiche che si sono susseguite fin da quando il luogo era un
fondale marino… e infine il deserto, il regno dei nomadi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.bonculture.it/wp-content/uploads/2020/03/Anna-Actis-Caporale-nel-suo-studio.jpg" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Cosa la lega a queste culture?</em></p>



<p>R: Sono
sempre stata attratta dalla cultura orientale. Mi sono formata in un periodo in
cui il richiamo delle filosofie orientali era molto sentito. Il “viaggio in
India” era un mito per molti miei coetanei. Io <strong>ho preferito interessarmi di filosofie-religioni</strong> quali il
Confucianesimo, il Taoismo e lo Zen giapponese, <strong>perché ho sempre creduto che questo sia il modo migliore per capire un
popolo</strong>. Ma io sono e rimarrò sempre un’occidentale con un background diverso.</p>



<p>Per quanto
riguarda la cultura araba devo dire che <strong>mi
sono avvicinata con il desiderio di conoscere e poi sono stata attratta dalla
gente</strong>. I mercati ed i suk , brulicanti di gente, i suoni, i colori, l’odore
delle spezie… Tutto ciò compare spesso nei miei quadri.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.orizzonteitalia.com/media/partners/CAPORALE_lautunno-colora-le-sponde-del-fiume-60-x-60-2015.jpg" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Opera di Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Ecco, infatti nelle sue opere si ritrovano reminiscenze,
emozioni di luoghi lontani. Qual è la scintilla all’origine dei suoi lavori?</em></p>



<p>R: La voglia
di <strong>approfondire e di trasmettere ciò che
ho vissuto</strong>. Quando dipingo mi calo nella tela, come un attore nella sua
parte, e non è tanto il semplice paesaggio quanto un insieme di percezioni,
emozioni, sentimenti che voglio trasmettere.</p>



<p><em>D: Viaggi e miraggi: ai tempi del Coronavirus l’unica soluzione
possibile è viaggiare con la fantasia?</em></p>



<p>R: Si,
indubbiamente la fantasia ci può aiutare. Possiamo ricorrere alle arti visive,
alla musica…</p>



<p><em>D: L’arte in un suo miraggio: come la dipingerebbe?</em></p>



<p>R: Da bambina sognavo di far volare gli aquiloni, di volare su di una mongolfiera&#8230; sogni mai realizzati. Ora, di tanto in tanto, li trasporto sulla tela ed è quanto di più vicino ad un miraggio io possa intendere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://tse4.mm.bing.net/th?id=OIP.kNVluSZittHxBJ_eeAUymQHaFj&amp;pid=Api" alt="Anna Actis Caporale"/><figcaption>Opera di Anna Actis Caporale</figcaption></figure></div>



<p><em>D: Come ha conosciuto Spoleto Arte?</em></p>



<p>R: Rispondendo
ad un vostro invito ad una mostra collettiva.</p>



<p><em>D: Nelle sue opere spazio e tempo hanno un peso importante. Proiettandoci
dunque nel futuro, ha in serbo qualche progetto ancora da realizzare?</em></p>



<p>R: Ho ancora
molte “storie” da raccontare… vedremo dove mi porteranno.</p>
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		<item>
		<title>Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 04:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Katiuscia papaleo]]></category>
		<category><![CDATA[maestro d’arte]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tempo di restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più ci &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578558/spoleto-arte-la-pittrice-katiuscia-papaleo-e-larte-in-quarantena/">Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È tempo di
restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più
ci piace, di coltivare le nostre potenzialità. Ma non sempre è così facile. <strong>Katiuscia Papaleo</strong>, artista di <strong>Spoleto Arte</strong> e Maestro d’arte di
Milano, dimostra qui tutta la sua determinazione. Inoltre sarà protagonista di
uno dei prossimi servizi del <strong>Tgcom24</strong>
dove si racconterà. In tempi di isolamento l’arte si schiera in prima linea
contro il male e non ha paura di mostrarsi. L’arte infatti può essere
determinante in queste giornate. Per questo motivo abbiamo voluto farle qualche
domanda.</p>



<p><em>D: A breve uscirà un servizio a lei dedicato sulla piattaforma del
Tgcom24. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?</em></p>



<p>R: È
un’iniziativa molto bella perché in un momento di difficoltà come quello che
stiamo attraversando, dove le giuste restrizioni attuali impediscono ogni
movimento, si ha la possibilità di <strong>comunicare
in qualche modo arte e cultura</strong>, che è sempre <strong>un’ottima medicina</strong> per la mente e per l’anima.</p>



<p><em>D: Anticipando un po’ il contenuto… C’è un momento, all’inizio, in
cui afferma che l’arte è un dono con cui si nasce. È sempre valido il detto
“impara l’arte e mettila da parte&#8221; o ci vuole costanza, soprattutto in
questo campo?</em></p>



<p>R: In questo
campo avere un dono è un conto, ma <strong>non
curarlo sarebbe un “dono sprecato”</strong>. Ci vuole molta costanza e studio, per
fare in modo che questo dono si sviluppi poi in arte.</p>



<p><em>D: Il suo rapporto con il colore è molto particolare e lo si vede
dalle atmosfere atemporali che ricrea nei suoi lavori. Come nasce una sua opera
dal punto di vista cromatico?</em></p>



<p>R: Di solito
parto sempre da una base neutra poi attraverso i contrasti di luci e colori
l’opera prende forma. Possono variare i soggetti, ma non l’atteggiamento
pittorico con cui affronto un lavoro.</p>



<p><em>D: E invece, parlando di soggetti, ce ne sono alcuni a cui è
particolarmente legata?</em></p>



<p>R: In realtà
no, perché <strong>alla forma io antepongo
sempre il colore</strong>. Utilizzando la pittura come forma di comunicazione in
genere il soggetto è legato a ciò che voglio comunicare in quel preciso
istante. </p>



<p><em>D: L’osservazione della realtà è uno degli “esercizi artistici” da
cui non si può prescindere. E questi giorni critici interessano tutti, ciascuno
di noi li analizza, ma non tutti riescono a trarne motivo di ispirazione… È
così anche per lei? Che cosa racconterebbe nelle sue creazioni adesso?</em></p>



<p>R: In questo
periodo particolare l’ispirazione può arrivare da mille spunti anche se <strong>non è facile tenere alta la voglia di
dipingere, perché sopraggiunge lo sconforto</strong>, la paura. </p>



<p>Io ho
dipinto. Sì, ho dipinto alcune cose nel frattempo, raccontando l’arrivo del Coronavirus
da paesi lontani, la ricerca nell’aiuto spirituale, l’arrivo della primavera e
il risveglio della natura incurante di ciò che sta accadendo agli uomini. Di
cose da dire ce ne sarebbero tante, però mi rendo conto che quando la testa è
bombardata di pensieri solo negativi e preoccupazioni per te e per i tuoi cari,
diventa difficile tradurre in pittura. Il tempo che potresti avere a
disposizione per immergerti solo nell’arte non è sempre così artisticamente
fruttifero. </p>



<p><em>D: Lei ha esposto in moltissime mostre di livello nazionale e
internazionale, alcune organizzate da Spoleto Arte. Come ha conosciuto il suo
presidente, Salvo Nugnes?</em></p>



<p>R: Ho
conosciuto il dott. Nugnes semplicemente partecipando ad una delle mostre organizzate
da Spoleto Arte, che ha la capacità di offrire ad un artista quella visibilità
che non sempre da soli si riesce ad avere.</p>



<p><em>D: Su che cosa le piacerebbe lavorare prossimamente?</em></p>



<p>R: Mi
piacerebbe lavorare <strong>sulla ripresa, sulla
solidarietà</strong> che ha dimostrato il nostro Paese e sul saper “fare” e
collaborare in momenti di crisi. È qualcosa su cui spero di poter lavorare
presto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86578059/spoleto-arte-intervista-a-margherita-casadei-la-pittrice-delle-donne-alla-finestra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 12:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cervia]]></category>
		<category><![CDATA[donne alla finestra]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita casadei]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=78059</guid>

					<description><![CDATA[<p>È arrivato il momento per Margherita Casadei, pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare un &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86578059/spoleto-arte-intervista-a-margherita-casadei-la-pittrice-delle-donne-alla-finestra/">Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È arrivato
il momento per<strong> Margherita Casadei</strong>,
pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare
un po’ di sé e della sua carriera. A pochi giorni dal servizio sulla sua
produzione artistica per il <strong>Tgcom24</strong>
abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti caratteristici del suo percorso.</p>



<p><strong><em>D: Sabato è
uscito il servizio su TGcom24 in merito al suo percorso artistico. Come si
sente?</em></strong></p>



<p>R: Sono felicissima,
trepidante. In un momento così difficile per l’Italia e per il mondo, impegnati
a contrastare il Coronavirus, mi auguro che <strong>parlare di arte possa infondere in chi ascolta un po’ di serenità e
possa offrire un attimo di fuga</strong> dalle preoccupazioni. Credo che possa
portare una ventata di colore in questo periodo oscuro e duro per tutti noi,
che ha spento l’entusiasmo e l’attività di molte persone.</p>



<p><strong><em>D: Un’evasione
nell’intimità. Le sue opere traducono la bellezza dell’universo femminile,
quello più poetico, sognante, privato… Com’è nata l’idea di mostrare le sue
protagoniste di spalle, in città romantiche immerse nella notte o nella luce
del tramonto?</em></strong></p>



<p>R: Nella <strong>cura dell’interiorità</strong> e della vita,
l’arte è uno strumento fondamentale, è un potente veicolo di messaggi privati
che possono diventare messaggi per tutti e unirci fortemente, dando luogo a una
comunicazione e a una “comunità artistica”.</p>



<p>L’idea di
mostrare le mie figure di spalle nasce quasi per magia da una linea tracciata
sulla tela… Quel giorno intuisco un nuovo approccio all’insieme del quadro:
traccio mano a mano una donna alla finestra. L’affacciarvisi ribadisce il punto
di vista sul mondo. Mi rendo conto immediatamente che la donna, essendo voltata
di spalle, <strong>facilita il fruitore nell’immedesimazione</strong>.
<strong>Invita a guardare verso un oltre, verso
un mondo migliore</strong>. Di sicuro in lei c’è un’esortazione a guardare di più il
cielo e a immergersi nell’infinito che ci circonda oltre alla solita
materialità. <strong>Filtra la musica del mondo,
della vita e la trasmette</strong>. Il segno pittorico diventa così il mezzo per
risalire alle radici della comunicazione, per dire con i colori quello che le
parole non risolvono.</p>



<p><strong><em>D: Perché alcune
delle sue donne hanno un incarnato tendente all’azzurro?</em></strong></p>



<p>R: Inconsciamente
voglio invitare ad alzare di più lo sguardo verso il cielo e verso l’infinito.</p>



<p><strong><em>D: Lei vive
e lavora vicino a Cervia. C’è un po’ di questa città nei suoi dipinti?</em></strong></p>



<p>R: Di sicuro
ci sono dei luoghi vissuti e altri sognati: sia cittadini che di paese, con
particolare attenzione anche agli alberi. Con i loro rami richiamano una
tensione verso l’alto, quasi una muta preghiera. Mi rendo conto che <strong>l’arte è un meraviglioso processo in grado
di raccogliere pezzi di mondo e di vita unendoli in un insieme armonico</strong> e
ricco di significato.</p>



<p><strong><em>D: Animali e
gioielli: sulle sue tele li troviamo molto spesso, come mai? C’è una relazione
tra loro e la figura femminile?</em></strong></p>



<p>R: Parto dai
gioielli: diverse donne alla finestra indossano gioielli ricavati da un’abile
selezione di materiali. Talvolta li creo io stessa e attorno si costruisce pian
piano un mondo sognante fatto di colori che a tratti sono sfumati. Il gioiello
applicato diventa così un’opportunità per costruirci attorno delle impressioni.
Si dice appunto cheun gioiello è
per un’occasione… In questo caso <strong>ribadisce
la “preziosa” occasione di incontrare se stessi e comunicare agli altri tramite
l’arte</strong>. Dunque non è un simbolo di ricchezza materiale, ma suggerisce una
raffinatezza interiore.</p>



<p>Gli <strong>animali</strong> nei miei quadri rappresentano
un <strong>affetto quotidiano</strong>, come i gatti
ad esempio. Fin da bambina mi hanno sempre fatto molta tenerezza, ne ho avuti
tantissimi e con ognuno un rapporto speciale. Come nel silenzio del buio
notturno ci sono le luci della luna, delle stelle e dei lampioni a farci
compagnia e a guidarci, così <strong>il gatto
rappresenta un legame con l’uomo e una peculiare attitudine, poiché è un
animale che sa vedere bene anche al buio</strong> oltre a essere fin dall’antichità
portatore di positività e di una sensibilità particolari.</p>



<p>In alcuni
miei dipinti accanto alla figura femminile compare un uccellino: come ci
ricordano le poesie di Giovanni Pascoli, gli <strong>uccelli sono i messaggeri di un mistero</strong> poiché, potendo volare,
fungono da <strong>ponte tra il cielo e la terra</strong>.</p>



<p><strong><em>D: La
delicatezza del segno accarezza le forme degli oggetti e dei profili. Quanto
questa scelta contribuisce nella creazione dell’atmosfera così caratteristica
dei suoi lavori?</em></strong></p>



<p>R: La delicatezza
del segno passa attraverso molti anni di pittura e di contatto con i colori, attraverso
sacrifici, sbagli, diverse ricerche e sperimentazioni per arrivare ad
accorgermi, a sentire che il tratto pittorico proviene direttamente dall’anima.
</p>



<p><strong><em>D: Cosa
cerca di trasmettere nella sua più recente produzione? </em></strong></p>



<p>R: Di
quest’ultima fanno parte alcune donne alla finestra che acquistano lentamente
la posizione del viso di tre quarti. Sono donne che raccontano fragilità ed
emozioni anche solo con lo sguardo oppure con la loro postura, in ascolto di
una musica universale da saper cogliere e trasmettere. Invitano ognuno ad
aprire la “propria finestra” sul mondo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://i1.wp.com/www.galleryart-ilcollezionista.it/wp-content/uploads/2019/05/Colbacco-bianco-2018-acrilico-e-applicazioni-su-tela-50x40.jpeg?fit=961%2C1207&amp;ssl=1" alt="Margherita Casadei"/><figcaption>Dipinto di Margherita Casadei</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>D: Qual è
stato il percorso di crescita interiore e artistica da quando ha preso in mano
per la prima volta pennello e tavolozza?</em></strong></p>



<p>R: In più di
vent’anni di pittura ho lavorato molto su me stessa. Vi ho unito lo studio
della filosofia, la musica, il canto e la danza. Spesso ai quadri ho abbinato
poesie.</p>



<p>Tutto
è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo concepito come essere
problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Parto
raffigurando i <strong>musicanti di strada</strong>,
le <strong>ballerine</strong>. La ballerina nella
chiave di violino è un simbolo di musica universale, riassume il concetto di
danza e di armonia. Dipingo anche <strong>donne
con un gatto accanto</strong> e dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a
dipingere le <strong>maternità</strong>, uno
spunto fortissimo anche per riflettere sulla <strong>donna creatrice,</strong> soggetto in cui la maternità è pure artistica. Poi
è la volta della<strong> donna alla finestra</strong>
che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa
per cercare in tutti i modi di comunicarla agli altri. </p>



<p>A
distanza di anni riesco a notare comunque che il filo conduttore del mio far
arte è la <strong>musica</strong> e la cura dell’<strong>interiorità</strong>, chissà andando avanti…</p>



<p><strong><em>D: Tra i
suoi estimatori c’è anche Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte a cura di
Vittorio Sgarbi. Come vi siete conosciuti?</em></strong></p>



<p>R: Ho conosciuto
il presidente Nugnes a Biennale Milano dove erano state esposte alcune mie opere
selezionate dal comitato di Spoleto Arte. Ringrazio lui e tutto il suo staff
per l’impegno e la professionalità che dimostrano ogni volta nell’organizzare e
seguire vari eventi artistici, in cui traspare una forte passione per la cura e
la salvaguardia dell’arte. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte: al Tgcom24 i ritratti dolomitici del fotografo Sambucco</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577946/spoleto-arte-al-tgcom24-i-ritratti-dolomitici-del-fotografo-sambucco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 08:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[bioforneria]]></category>
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		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gino Maria Sambucco, biofornaio per professione, fotografo per passione, sarà protagonista del prossimo appuntamento firmato Tgcom24 e dedicato all’arte ai &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86577946/spoleto-arte-al-tgcom24-i-ritratti-dolomitici-del-fotografo-sambucco/">Spoleto Arte: al Tgcom24 i ritratti dolomitici del fotografo Sambucco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Gino Maria Sambucco</strong>, biofornaio per professione, fotografo per passione, sarà protagonista del prossimo appuntamento firmato <strong>Tgcom24</strong> e dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. A unire pane e foto l’unicità della cornice in cui vive e lavora: la montagna. Una montagna che ha lasciato il segno alle mostre organizzate da <strong>Spoleto Arte</strong>.Gino Maria Sambucco</p>



<p>Ed è proprio
la natura che costituisce l’elemento imprescindibile per la produzione
dolciaria e di panetteria di ordine biologico. Un campo, quello della
panificazione, tramandato da generazioni in famiglia e che ha deciso di
abbracciare con lo stesso cuore genuino con cui si rivolge alle vette. La
scintilla per queste ultime scatta ai tempi del liceo e da allora l’artista si
dedica con fervore a immortalare la storia e il paesaggio della sua terra. </p>



<p>Codroipo,
Udine e Belluno guadagnano il podio per numero di scatti, tuttavia Sambucco ha
già pensato di estendere la sua ricerca al Friuli e al Trentino, avanzando
nella conquista tutta personale delle Dolomiti. Ma, forse, così personale poi non
è. Le sue fotografie infatti non hanno come unico scopo quello
documentaristico, puramente descrittivo. Non vogliono essere solamente “rimirate”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.ilpais.it/wp-content/uploads/2019/05/Sambucco-a-dx-e-Nugnes-a-sx-a-Milano-Art-Gallery-960x640.jpg" alt="Gino Maria Sambucco"/><figcaption>Salvo Nugnes e Gino Maria Sambucco</figcaption></figure>



<h2>Le montagne di Sambucco</h2>



<p>A dominare
il gesto con cui decide di fotografare le montagne è il rischio che scompaiano,
che la magia di quell’istante vada perduta per sempre. Ma, più ancora del
timore, è l’amore sconfinato per le alture che gli fa notare il lato positivo,
giocoso con cui ci si può avvicinare tanto alla fotografia quanto alla natura. Nei
tratti scoscesi, nei profili che si stagliano tra le luci e le ombre, tra le
nuvole e la neve, vivono personaggi divini, contemporanei, fiabeschi. Le
Dolomiti svelano storie preziose tutte da interpretare. Ed è la gioia di queste
epifanie che ha portato Sambucco alla condivisione di questi attimi di pura meraviglia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.nellanotizia.net/public/fileuploati/19-07-11833-5.jpg" alt="Gino Maria Sambucco"/><figcaption>Una Pittografia di Gino Maria Sambucco</figcaption></figure>



<h2>Il digitale</h2>



<p>Con l’utilizzo
delle fotocamere digitali, l’aspetto più giocoso si fa sentire maggiormente
perché “si possono ottenere effetti simpatici e pieni di colore che attirano l’attenzione”.
Ecco allora che la sua ricerca fotografica si divide in realistica e in
pittografia, con la quale scopre altri soggetti oltre alle montagne. D’altro
canto la sua lungimiranza valica senza timori il regno della realtà, per
lasciarsi trasportare dall’immaginazione… Sambucco spera infatti che “la nostra
fantasia possa interagire con la tecnologia per darci immagini ben definite,
anche in 3D, e ologrammi per raccogliere quanto la stupefacente natura ci offre
in modo da fonderlo con l’inventiva”. Se il tutto avviene tramite fotocamera, tanto
meglio.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 02:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Fo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86577025/lintervista-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo/">L&#8217;intervista: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il vernissage della <strong>mostra Dario Fo e l’arte contemporanea</strong>,
tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a <strong>Roma</strong>
ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco,
Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la
mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi
per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il
ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama
internazionale <strong>Roberto Villa</strong>,
semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.</p>



<p>Dopo una tournée iniziata al Comune di
Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro
Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di
Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso
l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale
Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!</p>



<p><strong><em>Finalmente a Roma con la mostra
dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una
serie di mostre sul Giullare Nobel?</em></strong></p>



<p>1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.</p>



<p>Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo
sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse
forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso
nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.</p>



<p>Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti”
grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia
preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.</p>



<p>Il punto forte comune era operare per i <em>minus sapiens</em>, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere
fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la
fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare
poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche
fotografia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/proxy/0hCNUBG9bTet5tQKRhcos35yBCKJArm5XUE_w8zJLPCIWHOqG0qLL_87hoAy4ZlGhUjF0ikRBDsltfb9yfSbBrwMeGQHBimxSDq0sTD9mu0RI5ME6JV2ETM9lK0ddbcvoNKi25HgKKgf1-_vw5E" alt="Roberto Villa"/><figcaption>L&#8217;intervento di Roberto Villa al vernissage</figcaption></figure></div>



<p>Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un
muro e basta, ma sono una <em>overture</em> che
mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni
anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario
linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo
in tutte le arti.</p>



<p><strong><em>Come si è comportato il pubblico di
questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di
appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?</em></strong></p>



<p>Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo
che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano
le immagini.</p>



<p>Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi
nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la
differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura
orientale per cui, con ogni risposta,&nbsp; faccio
un mini corso di semantica dell’immagine.</p>



<p>In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il
nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.</p>



<p><strong><em>C’è uno scatto a cui è legato o un
ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?</em></strong></p>



<p>Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del
palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”:
quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico
ma dinamico.</p>



<p>Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico,
Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un
certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre
sperimentazioni con un “<em>Sembrate due
pirla!”</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.mitomorrow.it/wp-content/uploads/2019/04/dario-fo.jpg" alt="Roberto Villa"/><figcaption>foto di Roberto Villa</figcaption></figure>



<p><strong><em>Lavorando a stretto contatto con
grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene
influenzati dal loro carisma? In che modo?</em></strong></p>



<p>È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma
destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto
complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.</p>



<p>In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e
non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.</p>



<p><strong><em>Nelle sue rassegne c’è una forte
interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla
scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe
stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va
affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?</em></strong></p>



<p>È presente, a nostra difesa, la
percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho
scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione
agli <em>Stati Generali della Fotografia</em>
voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra
la cultura con la fotografia?”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.ezrome.it/images/eventi-roma/Nugnes-Franco-Di_Pietro_-_Di_Vizia_-_Dal%C3%AC_-_Villa_-_Grifoni_-_Sagnelli.jpg" alt="Roberto Villa"/><figcaption>inaugurazione con Salvo Nugnes, Pippo Franco, Carmen Di Pietro, Antonietta Di Vizia, José Dalì, Roberto Villa, Caterina Grifoni e Flavia Sagnelli</figcaption></figure>



<p>Viceversa, chi fa pittura o scultura è
convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti,
proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono
sempre la <em>loro</em> cultura che,
raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta
digitale (non elettronica, ma da <em>digitus</em>),
del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del
pubblico ludibrio.</p>



<p>Dario Fo è stato uno studioso, uno
storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte
categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla
pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo
studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la
libertà altrui.</p>
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		<item>
		<title>Impegno sociale e difesa delle donne: Flavia Sagnelli insignita del Premio Matera</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86574874/impegno-sociale-e-difesa-delle-donne-flavia-sagnelli-insignita-del-premio-matera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 05:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intraprendente, giovane, lungimirante. Flavia Sagnelli è un avvocato e prima ancora una donna. Presidente di WE (Women Empowerment), a Flavia &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86574874/impegno-sociale-e-difesa-delle-donne-flavia-sagnelli-insignita-del-premio-matera/">Impegno sociale e difesa delle donne: Flavia Sagnelli insignita del Premio Matera</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Intraprendente,
giovane, lungimirante. <strong>Flavia Sagnelli</strong>
è un avvocato e prima ancora una donna. Presidente di WE (Women Empowerment), a
Flavia è stato dedicato il <strong>Premio Matera</strong>
per “l’impegno sociale e la difesa delle donne”. Il suo progetto infatti,
concretizzatosi in un’associazione di donne per le donne, ha suscitato
l’interesse del comitato di giuria, composto dal prof. <strong>Vittorio Sgarbi</strong>, dal curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo Nugnes</strong>, dalla curatrice d’arte di
Montecarlo <strong>Maria Lorena Franchi</strong>, dal
noto fotografo <strong>Roberto Villa</strong>, amico
di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore della Triennale di
Fotografia <strong>Luigi Gattinara</strong>. Il
Premio Matera le è stato conferito dall’associazione <strong>Spoleto Arte </strong>e il fatto che si iscriva nell’anno in cui la città,
Matera, è stata nominata capitale della cultura, aggiunge un valore tutto
simbolico al riconoscimento. </p>



<p>Il legame
con Spoleto Arte nasce durante la mostra Biennale Milano, una rassegna in cui
ha partecipato una delle artiste dell’entourage di WE. E si sa, in questi casi
“galeotto fu il quadro” e curiosa l’occasione. La missione che Flavia Sagnelli
si propone con Women Empowerment, in breve, è quella di sostenere, inserire e
reinserire le donne nel mondo del lavoro attraverso dei progetti
imprenditoriali mirati.</p>



<p>Come direbbe
la celebre psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, conosciuta sempre nel
contesto di Biennale Milano: «Le donne
devono prima di tutto imparare ad essere amiche. L’alleanza tra di loro è
fondamentale per cambiare il mondo». Questo concetto è profondamente
radicato nel modus operandi di WE che, basandosi sulla solidarietà femminile,
vuole creare una rete di professionisti capace di riconoscere la donna per il
suo ruolo indispensabile all’interno della società e in questo modo, renderla
partecipe di un cambiamento rivoluzionario, più umano ed equilibrato. Con il
Premio Matera a Flavia Sagnelli viene riconosciuta la sua professionalità nel
saper indicare una strada da seguire, quella dell’informazione. Fare breccia
nell’isolamento e in quei luoghi comuni che costringono le donne a negarsi a
contesti a cui potrebbero appartenere è il primo passo per cambiare la nostra società.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nove talentuosi artisti in esposizione alla Milano Art Gallery con La mostra dei vincitori</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86574052/nove-talentuosi-artisti-in-esposizione-alla-milano-art-gallery-con-la-mostra-dei-vincitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 17:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[“Pro Biennale”]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse una volta si sarebbe detto: “nove talentuosi artisti sono qui a contendersi il podio”. Ma l’intera Milano Art Gallery, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86574052/nove-talentuosi-artisti-in-esposizione-alla-milano-art-gallery-con-la-mostra-dei-vincitori/">Nove talentuosi artisti in esposizione alla Milano Art Gallery con La mostra dei vincitori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Forse una volta
si sarebbe detto: “<strong>nove talentuosi
artisti</strong> sono qui a contendersi il podio”. Ma l’intera <strong>Milano Art Gallery</strong>, con una storia di incontri culturali che dura
da oltre cinquant’anni, sarà tutta un podio <strong>dal 25 ottobre all’8 novembre</strong>. E chi vi sale gode di un’ottima
visibilità. A selezioni fatte durante due eventi di grande livello, è giunto il
momento per i premiati alle mostre Pro Biennale e Spoleto Arte, tenutesi
rispettivamente quest’anno a Venezia e a Spoleto, di celebrare questa scalata
di successi con una mostra nel cuore di Milano. Nella prestigiosa sede in via
Alessi 11 il prossimo <strong>venerdì 25 ottobre</strong>
verrà così inaugurata alle 18 <strong><em>La mostra dei vincitori</em></strong>.</p>



<p>Presentata dal
curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo
Nugnes</strong>, la rassegna darà spazio fino a venerdì 8 novembre all’indiscussa
creatività e maestria di questi notevoli artisti. Tre fotografi, <em>Andreas McMuller, Alessandro Negrini</em> e <em>Antonio Zuccon</em>, esporranno assieme a sei
tra pittori e ceramisti, <em>Patrizia Almonti</em>,
<em>Daniele Digiuni, Luigi Lucernini, Fabiana
Macaluso, Mantegazza da Magenta</em> e <em>Cesare
Triaca</em>.</p>



<p>Alla Milano Art
Gallery dunque troveranno spazio una cinquantina di opere contemporanee, capaci
di portare il visitatore a incontrare realtà molteplici, che sondano tanto la
realtà quanto l’immaginazione. Di squisita originalità e fattura, questi lavori
scuotono l’animo e risollevano alcune delle tematiche più ricercate nel mondo
dell’arte. Dalla ricerca dei materiali al processo di realizzazione, dai colori
alla forma, da uno sguardo rivolto al sociale a quello più intimistico, da un
approccio più tradizionale a uno più sperimentale… la storica galleria
diventerà per due settimane una splendida vetrina per garantire a queste
eccellenze un’ottima pubblicità, un nuovo trampolino di lancio per i loro
futuri progetti. </p>



<p>Aperta tutti i
giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19, la mostra è ad
accesso libero.</p>



<p>Per
informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a <a href="mailto:info@milanoartgallery.it">info@milanoartgallery.it</a> oppure
visitare il sito www.milanoartgallery.it.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassano del Grappa: le fotografie di Elisa Fossati in mostra alla Milano Art Gallery</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86571888/bassano-del-grappa-le-fotografie-di-elisa-fossati-in-mostra-alla-milano-art-gallery/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2019 04:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bassano Del Grappa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha inaugurato sabato 7 settembre la mostra personale della già nota fotografa Elisa Fossati dal titolo We are the world &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ha inaugurato sabato <strong>7 settembre</strong> la mostra personale della già nota fotografa <strong>Elisa Fossati</strong> dal titolo <strong><em>We
are the world </em></strong>presso la sede di <strong>Bassano
del Grappa</strong> della <strong>Milano Art Gallery</strong> in via Portici
Lunghi 37, nel cuore del centro storico cittadino. Le sue opere sono già state
esposte, in marzo, alla Milano Art Gallery a Milano (via Ampère 102) alla
presenza del sociologo <strong>Francesco
Alberoni</strong>, del fotografo internazionale <strong>Roberto
Villa</strong>, del direttore della Triennale di fotografia <strong>Luigi Gattinara</strong>, del curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo Nugnes</strong>, di <strong>Vincenzo di Vincenzo</strong> direttore ANSA. In maggio invece Elisa ha
esposto alla Pro Biennale, presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi, alla Scuola
Grande di San Teodoro e successivamente, in giugno, all’interno della grande
mostra Spoleto Arte presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto, nel contesto del
Festival dei Due Mondi. </p>



<p>La giovane fotografa milanese, laureata in
Arte, Patrimoni e Mercati allo IULM, è riuscita ad immortalare nei suoi scatti
due grandi passioni, quella per il viaggio e quella per l’arte, portandole al
compimento con la realizzazione delle mostre. Uomo e spazio in contatto in
tempo reale: è ciò che riesce a trasmettere la Fossati, frammenti di memoria
che vengono convogliati in cornici paesaggistiche, in skyline, in architetture
signorili che lasciano negli occhi dei visitatori la possibilità di immaginare
per un istante a provare la meraviglia di chi vede tutto per la prima volta. </p>



<p>Elisa Fossati in ogni fotografia aggiunge e
scrive una breve frase, un aforisma, che dà “la chiave di lettura” dell’opera.
A tal proposito il fotografo Roberto Villa descrive in questo modo la sua
produzione artistica: “C’è, trasparente, un grande romanticismo sia nelle foto
sia nelle poesie che, nel collage cercano, e trovano, un differente mezzo di
comunicazione che travalichi gli schemi e che consenta una possibilità
espressiva allargata, aperta alle emozioni che diventano immagini d’Arte. Una
Poesia Visiva non critico politica, come quella antica del secolo passato, ma
Poetica e Ri-Generativa per il tempo presente, per il futuro. La Poetica
immaginifica di Elisa Fossati”. </p>



<p>L’esposizione alla Milano Art Gallery a
Bassano del Grappa sarà aperta fino al 10 ottobre 2019. Per info: 0424 525190,
mail <a href="mailto:info@milanoartgallery.it">info@milanoartgallery.it</a>; <a href="http://www.milanoartgallery.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.milanoartgallery.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Premio Canaletto: commozione tra gli artisti allo Spoleto Pavilion</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86568709/premio-canaletto-commozione-tra-gli-artisti-allo-spoleto-pavilion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 05:16:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è inaugurata giovedì 30 maggio, presso lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270 (VE), la mostra dedicata al &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è inaugurata <strong>giovedì 30 maggio</strong>, presso lo <strong>Spoleto Pavilion</strong>, in Calle dei Cerchieri 1270 (VE), la mostra dedicata al <strong>Premio Canaletto</strong>, apertasi con una cerimonia di premiazione commovente ed emozionante. </p>



<p>Testimoni della consegna delle prestigiose targhe sono stati il direttore della Triennale di Fotografia <strong>Luigi Gattinara</strong>, il fotografo di fama internazionale <strong>Roberto Villa</strong>, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la direttrice <strong>Silvia Casarin Rizzolo</strong> che collabora con il Teatro La Fenice, la nota curatrice della galleria di Monte Carlo <strong>Maria Lorena Franchi</strong> e il delegato del sindaco, il <strong>consigliere Giancarlo Giacomin</strong>. Presentatore, ideatore e organizzatore dell’esposizione il curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo Nugnes</strong>, presidente di Spoleto Arte.</p>



<p>Ciascuno degli artisti presenti è stato premiato “per l’impegno profuso nel panorama artistico contemporaneo e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”. </p>



<p>Al momento della consegna del riconoscimento ognuno ha potuto esprimersi liberamente sulla propria personale visione artistica, sulle proprie ragioni stilistiche, regalando al pubblico un momento ricco d’emozioni intense. </p>



<p>Tra i membri della giuria, oltre ai già citati Gattinara, Villa, Nugnes e Rizzolo, figura anche il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Giuseppe La Bruna.</p>



<p>Gli artisti
a cui è stato consegnato il Premio Canaletto e che rimarranno esposti allo
Spoleto Pavilion fino a sabato 22 giugno sono: <em>Patrizia Almonti, Daniele Beretta, Renata Bertolini, Ronnie Brogi, Dario
Calì, Luca Cameli, Paola de Gregorio, Raffaella Di Benedetto, Davide Favaro, Giusy
Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Luigi Gattinara,
Diana Giudici, Gabriella Legno, Luigi Lucernini, Angiolina Marchese, Massimo Mariano,
Milo, Salvatore Natale, Pietro Olivieri, Giuseppe Pasqualetto, Oliviero Passera,
Amelia Perrone, Silvia Polizzi, Giulia Quaranta Provenzano, Rolando Rovati, Fedor
Kuz’mic Suskov, Maria Velardi</em> e <em>Italia
Vogna</em>.</p>



<p>La galleria
è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è
possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a <a href="mailto:org@spoletoarte.it">org@spoletoarte.it</a> oppure visitare il sito
www.spoletoarte.it.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Silvana Giacobini inaugura la nuova sede di Spoleto Arte a Bassano del Grappa</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86568464/silvana-giacobini-inaugura-la-nuova-sede-di-spoleto-arte-a-bassano-del-grappa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 11:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 25 maggio Spoleto Arte ha inaugurato la nuova sede degli uffici a Bassano del Grappa. In via Andriolo la &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Sabato 25 maggio Spoleto Arte</strong> ha inaugurato la nuova sede degli uffici a <strong>Bassano del Grappa</strong>. In via Andriolo la <strong>Spoleto Art Factory</strong> ha ospitato per l’occasione la nota scrittrice e giornalista <strong>Silvana Giacobini</strong>, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» per la presentazione del suo ultimo libro intitolato <em>Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana</em>. </p>



<p>L’evento, ideato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo Nugnes</strong>, presidente di Spoleto Arte, ha visto la partecipazione di <strong>Renato Manera</strong>, ex vicepresidente della Fondazione Canova di Possagno e del pittore <strong>Toni Zarpellon</strong>, l’artista che ha fatto delle Cave di Rubbio una galleria d’arte a cielo aperto.</p>



<p>Passando da un’interessante analisi di
un Alberto Sordi nei panni di un ruolo drammatico come quello avuto nel film <em>I vitelloni</em> alla rivelazione di alcune
chicche sul suo conto, Silvana Giacobini ha poi spaziato dalle avventurose
interviste a Hillary Clinton al recente flop televisivo di Adriano Celentano
fino all’avvenuta reunion di Al Bano e Romina.</p>



<p>L’apertura della Spoleto Art Factory ha visto l’onore di avere Silvana Giacobini come prima ospite vip in un evento “apripista”. In programma infatti ci sono numerosi incontri a tema artistico-culturale e la presentazione di un libro su un’icona del cinema italiano è stata un ottimo pretesto per fare il punto sulla situazione dello spettacolo italiano, sul fatto che vi sia stata un’evoluzione che ha portato alla creazione di numerosi personaggi e di un esiguo numero di divi. </p>



<p>La giornalista ha così commentato la situazione: «Ormai i divi sono tutti soggetti che, mediante i selfie, Instagram e i vari social sono protagonisti. Quindi si diventa divi con l’immagine di se stessi. </p>



<p>Un tempo il carisma del divismo nasceva anche dalla segretezza, dalla riservatezza, dalla poca conoscenza. All’inizio della storia del cinema, quando non c’era ancora la comunicazione come mano a mano nel tempo si è instaurata, i divi erano proprio dei dell’olimpo. </p>



<p>Ricordiamo Valentino, Hollywood, poi la televisione che ha avuto una comunicazione ancora maggiore, tutte le reti televisive, l’enorme offerta televisiva e poi ancora il web.</p>



<p>Il web è ormai il re, il “Signore degli Anelli”». Rimanendo su questa scia di celebrità, il prossimo appuntamento alla Spoleto Art Factory è previsto per domenica 2 giugno con il grande sociologo Francesco Alberoni. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a <a href="mailto:org@spoletoarte.it">org@spoletoarte.it</a> oppure visitare il sito www.spoletoarte.it. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli incontri con Maria Rita Parsi e Silvana Giacobini alla Scuola Grande di San Teodoro</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86567913/gli-incontri-con-maria-rita-parsi-e-silvana-giacobini-alla-scuola-grande-di-san-teodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 06:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi nel contesto della mostra Pro Biennale, allestita&#160; fino al &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86567913/gli-incontri-con-maria-rita-parsi-e-silvana-giacobini-alla-scuola-grande-di-san-teodoro/">Gli incontri con Maria Rita Parsi e Silvana Giacobini alla Scuola Grande di San Teodoro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Continuano
gli <strong>appuntamenti di Spoleto Arte a cura
di Vittorio Sgarbi</strong> nel contesto della mostra <strong>Pro Biennale</strong>, allestita&nbsp; fino
al 27 maggio 2019 allo Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri 1270, Venezia) e
alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810, Venezia). In
particolare, sono da segnare in agenda l’incontro con la nota scrittrice e
psicoterapeuta <strong>Maria Rita Parsi</strong> e
con la celebre giornalista <strong>Silvana
Giacobini</strong>, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna». Entrambi gli
eventi, organizzati dal presidente di Spoleto Arte <strong>Salvo Nugnes</strong> e da lui presentati, si terranno nella prestigiosa
sede della <strong>Scuola Grande di San Teodoro</strong>,
situata a pochi passi dal Ponte di Rialto.</p>



<p>A partire <strong>dalle 16 di venerdì 24 maggio</strong> <strong>Maria Rita Parsi</strong> tratterà il <strong>tema dell’arte terapia</strong>, approfondendone i benefici e analizzando i motivi che inducono nella società a un approccio più consapevole a questa disciplina. <strong>Silvana Giacobini</strong> invece giungerà nella storica location <strong>domenica 26 maggio</strong> e, a partire dalle <strong>16</strong>, presenterà qui il suo ultimo libro dedicato a uno dei mostri sacri del cinema e della televisione italiana. Con <strong><em>Albertone. </em></strong></p>



<p><strong><em>Alberto Sordi, una leggenda italiana</em></strong>, si concluderà la rassegna di arte contemporanea realizzata in concomitanza della Biennale d’Arte e definita dal prof. Vittorio Sgarbi come “l’unica Biennale vera, che è la Biennale della libertà e della creatività della proposta”. </p>



<p>Questo perché: «la possibilità di esprimersi attraverso l’arte oggi è un lusso per pochi che non si basa su nessuna regola, men che meno sulla meritocrazia. La Biennale è la rappresentazione di come si tutelino pochi eletti a discapito della numerosissima produzione italiana contemporanea. Per compensare questo dislivello ho ritenuto opportuno dare spazio a tutti gli artisti pensando a un dizionario a loro dedicato. </p>



<p>Anche l’idea di Pro Biennale guarda in questa direzione: dare maggiore spazio possibile all’espressione di se stessi». Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a <a href="mailto:org@spoletoarte.it">org@spoletoarte.it</a> oppure visitare il sito <a href="http://www.spoletoarte.it">www.spoletoarte.it</a>. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pro Biennale: alla scultrice romana Paola de Gregorio il Premio Biennale Sgarbi 2019</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86567911/pro-biennale-alla-scultrice-romana-paola-de-gregorio-il-premio-biennale-sgarbi-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[“Pro Biennale”]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta Di Vizia]]></category>
		<category><![CDATA[daniela testori]]></category>
		<category><![CDATA[José Dalí]]></category>
		<category><![CDATA[mons. Mapelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 5 maggio si è rivelata una giornata doppiamente significativa per la scultrice Paola de Gregorio, originaria di Roma. L’artista, &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86567911/pro-biennale-alla-scultrice-romana-paola-de-gregorio-il-premio-biennale-sgarbi-2019/">Pro Biennale: alla scultrice romana Paola de Gregorio il Premio Biennale Sgarbi 2019</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Domenica <strong>5 maggio</strong> si è rivelata una giornata
doppiamente significativa per la scultrice <strong>Paola
de Gregorio</strong>, originaria di Roma. L’artista, che espone a <strong>Venezia</strong>, allo <strong>Spoleto Pavilion</strong> in calle dei Cerchieri 1270, ha partecipato
all’inaugurazione di <strong>Pro Biennale</strong>,
mostra presentata dal prof. <strong>Vittorio
Sgarbi</strong> e organizzata dal presidente di <strong>Spoleto
Arte Salvo Nugnes</strong>. </p>



<p>In questa
sede, situata vicino al Museo Leonardo da Vinci, Paola de Gregorio è stata
insignita del <strong>Premio Biennale Sgarbi
2019</strong> al cospetto di un pubblico interessato e d’eccezione. Presenti infatti
alla cerimonia l’artista <strong>José Dalí</strong>,
figlio di Salvador Dalí, la giornalista <strong>Antonietta
Di Vizia</strong> della RAI, il direttore d’orchestra <strong>Silvia Casarin Rizzolo</strong> che collabora con il Teatro La Fenice, il
fotografo <strong>Roberto Villa</strong>, amico di
Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la communication manager <strong>Daniela Testori</strong>, <strong>mons. Mapelli</strong>, arcivescovo della Chiesa Ortodossa e <strong>Patrick</strong> di <em>Striscia La Notizia</em>.</p>



<p>Riconosciuta
“per il talento e la sensibilità che emergono dalla sua produzione artistica”,
la scultrice può così arricchire il già curato curriculum di un’ulteriore
prestigiosa esperienza. Dopo aver frequentato lo studio di Pericle Fazzini e
l’Accademia di Belle Arti di Roma, Paola de Gregorio ha pensato di completare
lo studio dell’anatomia con una laurea in Scienze biologiche presso
l’Università La Sapienza di Roma. Ha esposto quindi in Italia, con il
patrocinio di Comune, Provincia, Regione o Beni Culturali, e all’estero
(Lisbona, Vienna, Zagabria, Belgrado, Atee, Salonicco e Zurigo sono alcune
delle città da lei toccate) con il contributo del Ministero degli Esteri.</p>



<p>Suoi sono
inoltre diversi lavori d’arte sacra tesi al rinnovamento dell’iconografia
religiosa, come quelli presenti nella chiesa della S. Famiglia di Roma o
nell’antica cattedrale di Fermo. È consulente artistico di gruppi di lavoro per
la ristrutturazione di chiese italiane e, nel corso della sua attività, ha
ricevuto numerosi attestati di stima da critici come Apuleo, Strinati, da
maestri come Giacomo Manzù e Pericle Fazzini. Dal 5 maggio va quindi ad
aggiungersi a questo autorevole elenco di meriti il Premio Biennale Sgarbi
2019.</p>



<p>Le
sue sculture <em>iosonoiodevo</em> e <em>Mater fancella</em> presenti in Pro Biennale rimarranno
esposte allo Spoleto Pavilion fino a lunedì 27 maggio, visitabile tutti i
giorni dalle 10 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424
525190, scrivere a <a href="mailto:org@spoletoarte.it">org@spoletoarte.it</a> oppure consultare il sito <a href="http://www.spoletoarte.it">www.spoletoarte.it</a>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spoleto Arte di Sgarbi inaugura la Bienal de Canarias a Las Palmas.</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86567335/spoleto-arte-di-sgarbi-inaugura-la-bienal-de-canarias-a-las-palmas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ufficio_stampa_mi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 23:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto D’Atanasio]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta Di Vizia]]></category>
		<category><![CDATA[Bienal de canarias]]></category>
		<category><![CDATA[canarie]]></category>
		<category><![CDATA[hotel reina isabel]]></category>
		<category><![CDATA[José Dalí]]></category>
		<category><![CDATA[las palmas]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Nugnes]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una meraviglia di location per un evento sorprendente: lo scorso sabato 13 aprile Spoleto Arte ha inaugurato il Premio Bienal &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86567335/spoleto-arte-di-sgarbi-inaugura-la-bienal-de-canarias-a-las-palmas/">Spoleto Arte di Sgarbi inaugura la Bienal de Canarias a Las Palmas.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una meraviglia di location per un evento sorprendente: lo <strong>scorso sabato 13 aprile Spoleto Arte</strong> ha inaugurato il <strong><em>Premio Bienal de Canarias</em></strong> all’<strong>Hotel Reina Isabel </strong>a <strong>Las Palmas</strong>, nelle <strong>Canarie</strong>. </p>



<p>Nella città in cui ha soggiornato Colombo, il presidente di Spoleto Arte <strong>Salvo Nugnes</strong> ha presentato a un pubblico internazionale e attento le opere degli artisti a cui è stato conferito l’autorevole riconoscimento. </p>



<p>La qualità tecnica dei loro lavori e la loro capacità di far sì che le emozioni scaturiscano dalla loro creatività e arrivino dirette all’osservatore non sono passate infatti inosservate. Entrambe queste caratteristiche, comuni ai differenti artisti, sono state messe in risalto durante l’apertura della videoesposizione.</p>



<p>L’appuntamento
di Spoleto Arte a cura di Sgarbi ha voluto portare all’estero alcune delle
eccellenze italiane in ambito artistico, dando il via a un incontro a cadenza
biennale. Questo prestigioso rendez-vous, il cui simbolico posizionamento sulla
carta geografica ha un valore tanto storico quanto futuristico, combina il
ruolo che l’arte ha oggi a una direzione precisa: quella dell’apertura verso “nuovi
mondi”. Spoleto Arte auspica così che l’arte si trovi come base di lancio per
una comunicazione a 360°, che coinvolga esperti, appassionati e turisti, che
costituisca tanto un porto sicuro quanto la partenza per una rotta da
definirsi. </p>



<p>Il premio,
firmato dall’artista <strong>José Dalì</strong>,
figlio del grande Salvador Dalì, dalla giornalista della RAI <strong>Antonietta Di Vizia</strong>, dal prof. <strong>Alberto D’Atanasio</strong>, direttore del
Premio Modigliani, e da <strong>Salvo Nugnes</strong>,
è stato conferito a: <em>Manuela Andreoli,
Raoul Bendinelli </em>(in arte<em> Raoul Blu</em>)<em>, Giuseppe Bossa, Alessandra Candriella,
Rosanna Cecchet, Francesca D’Alessio, Lina De Demo, Daniele Digiuni, Giusy
Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Gabriella Galli, Margaretha Gubernale, Pinella
Imbesi, Mariarita Ioannacci, Giovanni Mangia, Angiolina Marchese, Mauro Martin,
Silvana Mascioli, Patrizia Matera, Graziella Modanese, Pietro Olivieri, Silvano
Ottaviani, Luciana Palmerini, Antea Pirondini, Giulia Quaranta Provenzano, Anna
Sticco </em>e<em> Federico Tamburri</em>.</p>
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