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		<title>Heply: il codice della felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[BluWom]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2019 05:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa & Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Habitus]]></category>
		<category><![CDATA[happy company]]></category>
		<category><![CDATA[Heply]]></category>
		<category><![CDATA[heply hour]]></category>
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		<category><![CDATA[ufficio stampa Udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Heply è la “happy company” che ridisegna l’approccio al mondo del lavoro in modo rivoluzionario, facendo leva sulla cultura della &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Heply è la “happy company” che
ridisegna l’approccio al mondo del lavoro in modo rivoluzionario, facendo leva
sulla cultura della positività </strong><strong></strong></p>



<p>La
felicità sul lavoro esiste. E’ ormai provata la <strong>correlazione tra il
benessere del lavoratore e il suo livello di rendimento</strong>: i dipendenti
felici sono più motivati, produttivi e creativi, più collaborativi con i
colleghi e inclini al lavoro di squadra, favorendo così una migliore
performance dell’intera struttura. Le energie positive fanno la differenza sul
mercato ed è per questo che <strong>la felicità è considerata una delle chiavi del
successo di molte organizzazioni</strong> <strong>moderne</strong>. </p>



<p>Lo
sanno bene aziende come <strong>Lego, Ikea e Google</strong>, e lo sa bene anche <strong>Heply</strong>,
giovane <strong>software agency pioniera del “business felice</strong>” votata a
ridisegnare l’approccio al mondo del lavoro in modo innovativo ed evoluto
rispetto a quello tradizionale, facendo leva sulla <strong>cultura della positività</strong>.
</p>



<p>Con
<strong>sede a Udine</strong>, una quindicina di collaboratori “Happy Coders”, <strong>31 anni
di età media</strong> e <strong>il più giovane Chief Happiness Officer (Manager della
Felicità) del Friuli Venezia Giulia</strong>, HEPLY si pone come una realtà unica a
livello regionale. Qui i professionisti del mondo del coding possono trovare un
<strong>ambiente di respiro internazionale</strong>, all’interno del quale sviluppare le proprie
competenze e apportare il proprio contributo senza necessariamente puntare
all’estero o ai grandi big del settore, dove un programmatore non è niente più
che un numero.</p>



<p>Heply
realizza <strong>software per i propri clienti</strong>, ma sviluppa e rivende anche <strong>progetti
software di proprietà</strong> tra i quali, ad esempio, <strong>Hello James </strong>e <strong>Habitus</strong>.
Hello James è una soluzione per il monitoraggio e la misurazione della customer
satisfaction, mentre Habitus è un servizio integrato con il quale le aziende
aiutano i loro collaboratori ad assumere abitudini che migliorino la qualità della
vita, con effetti positivi anche sul
posto di lavoro.</p>



<p><em>“Avere
collaboratori felici significa avere un team motivato e fortemente coinvolto nella missione aziendale </em>&#8211; spiega <strong>Andrea Virgilio, AD e CHO (Manager della
Felicità) di Heply </strong>-.<em> E un lavoratore è felice quando si sente appagato
professionalmente e quando lavora su qualcosa che gli piace, all’interno di un
ambiente positivo, sereno e stimolante”.</em></p>



<p>31
anni appena, ma con una carriera imprenditoriale iniziata quando era solo
diciannovenne, <strong>Virgilio ha fondato Heply a gennaio del 2019 con il supporto
e la fiducia di Timenet </strong>(rappresentata nel board da Franco Iorio e Paolo
Visintin), storica azienda di telecomunicazioni attiva su tutto il territorio
nazionale specializzata nella fornitura di servizi di telefonia e connettività
internet, e punta entro la fine dell’anno ad incrementare ulteriormente il
proprio organico.</p>



<p><em>“Trovare
risorse valide è difficile, e dare loro una ragione per restare lo è ancora di
più, soprattutto se mancano spirito aziendale e senso di appartenenza</em> – continua Virgilio -. <em>Per questo motivo in Heply
crediamo in qualcosa che va oltre lo stipendio, i programmi di welfare e i
benefit aziendali. Offriamo ai nostri collaboratori un plus che non è
monetizzabile: <strong>un ambiente di lavoro felice, dove potersi sentire sempre a
proprio agio, apprezzati e motivati</strong>, <strong>un luogo in cui ogni mattina si è
contenti di andare</strong>. Sono convinto che il successo di un’azienda passi
attraverso la felicità, la soddisfazione e il coinvolgimento dei membri del
team”</em>.</p>



<p>Ma
quali sono i segreti della felicità di Heply?</p>



<p>Il
<strong>rispetto di ogni persona</strong>, <strong>contratti di lavoro adeguati</strong>, la <strong>possibilità
di esprimere idee e critiche costruttive</strong> con la garanzia di essere sempre
ascoltati, <strong>valori aziendali veri, condivisi e apprezzati</strong>, la <strong>libertà
di gestire la propria quotidianità lavorativa </strong>e la possibilità di avere il
giusto <strong>tempo da dedicare a famiglia e vita personale</strong>, <strong>opportunità di
crescita</strong> sempre nuove, un <strong>lavoro di squadra efficace</strong> ed un <strong>luogo
di lavoro confortevole e informale</strong>. </p>



<p>Fantasia?
Non in Heply. <strong>Per ogni nuovo arrivato c’è il “kit di benvenuto” </strong>brandizzato,
con materiale di cancelleria, borraccia, tazza, maglietta e felpa
Heply&nbsp;per sentirsi fin da subito parte del team. <strong>Acqua e caffè sono </strong>a
disposizione di tutti; <strong>gli spazi sono organizzati per garantire le migliori
condizioni lavorative possibili</strong>, anche grazie alle scrivanie regolabili di
ultima generazione che permettono di lavorare da seduti o in piedi per una
corretta postura. </p>



<p>Ma
in Heply si può scegliere dove si preferisce stare, grazie all’utilizzo diffuso
dei computer portatili: un’area appartata se si ha bisogno di silenzio e
concentrazione, una zona condivisa per avere momenti di confronto e contatto
con gli altri. </p>



<p>E, ancora, un <strong>coach motivatore </strong>con
il quale potersi confrontare liberamente, che opera per il team building,
supporta la crescita del gruppo e con costanza testa i livelli di felicità
aziendale tramite indagini di gradimento anonime.</p>



<p>Senza
dimenticare la <strong>formazione</strong>, sia attraverso la partecipazione a corsi di
specializzazione lungo tutto il corso dell’anno, sia a livello interno: ogni due settimane
appuntamento imperdibile è l’<strong>“Heply Hour”,</strong> un’ora in cui ogni collaboratore,
a turno, spiega agli altri un argomento
utile per la crescita professionale di tutti, dinamica fondamentale per creare
consapevolezza sul lavoro altrui all’interno del team.</p>



<p>In Heply il tempo di lavoro si spezza in
modo attivo, con una partita a calcetto, playstation o freccette. E infine, per scaricarsi della giornata lavorativa,
perché non approfittare di una bella partita con i colleghi a “nerf”, le
pistole con proiettili gommosi che sono già un must negli USA?</p>



<p>In
fondo, la Silicon Valley non è poi così lontana.</p>



<p>************************************************************************</p>



<p><strong>Che
cosa vuol dire essere un HAPPY CODER nelle parole dei diretti interessati.</strong></p>



<p><strong>Afro</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Crescere assieme e convogliare energie
valorizzando i talenti. Sviluppare progetti in armonia con persone stimolanti
che ti fanno sentire che ne vale davvero la pena.</em></p>



<p><strong>Alessandro</strong>&nbsp;&#8211; <em>Essere un Happy Coder è svegliarsi sempre
con il piede giusto, è l&#8217;inconfondibile profumo di una pizza in compagnia, è
una lunghissima risata in pausa caffè, è portare a termine un lavoro senza
accorgersi di essere effettivamente al lavoro.</em></p>



<p><strong>Andrea
F.</strong>&nbsp;&#8211; <em>Un Happy Coder per me è
un programmatore che lavora in maniera più tranquilla e quindi più attenta, con
metodologie e tecnologie nuove che magari ha imparato tramite momenti di
apprendimento personali o fatti assieme ai colleghi in ufficio.</em></p>



<p><strong>Andrea
V.&nbsp;</strong>&#8211; <em>Per me essere un Happy
Coder è il realizzarsi di un sogno, avere la possibilità di costruire un modo
di fare azienda diverso con al mio fianco delle persone che rispetto, stimo e
con le quali mi diverto come quando ero bambino.</em></p>



<p><strong>Emanuele</strong> &#8211;&nbsp;<em>Lo sviluppo di soluzioni software è un
lavoro difficile. Farlo bene richiede molta attenzione e cura al dettaglio.
Rimanere al passo con la tecnologia e i competitor richiede costante
aggiornamento. E gli incidenti accadono. Spesso. Ma affrontare tutto questo in
un ambiente che cerca di metterti a tuo agio e insieme a colleghi che rispetti
e che sai che sono pronti a correre in tuo soccorso, beh, rende tutto questo
decisamente più umano!</em></p>



<p><strong>Fabrizio</strong>&nbsp;&#8211; <em>Come il noto viandante del dipinto di
Friedrich davanti al mare di nebbia, osservo con amore l&#8217;affascinante e vasto
mondo della tecnologia con la voglia e la passione di imparare quanto più
possibile, per poter crescere come sviluppatore e contribuire a portare un
valore aggiunto nell&#8217;azienda in cui lavoro. Essere un Happy Coder è riuscire a
fare questo, con la massima tenacia e perché no&#8230; con un sorriso sul volto.</em></p>



<p><strong>Federica&nbsp;</strong>&#8211; <em>Essere un Happy Coder per me significa fare il
lavoro che ti piace, che ti stimola e ti fa crescere. Vuol dire collaborare in
maniera serena e propositiva con i colleghi.</em></p>



<p><em>Significa
far parte di un gruppo di cui essere orgogliosi, e dove le proprie idee vengono
rispettate. È anche sinonimo di impegno, e qualche volta richiede uno sforzo in
più, perchè bisogna avere il coraggio e la voglia di mettersi in gioco. Ma se
sei un Happy Coder lo sai che alla fine ne varrà la pena. Alla fine essere un
Happy Coder significa svegliarsi la mattina e pensare che non è poi cosi tanto
male andare a lavoro!</em></p>



<p><strong>Francesco</strong>&nbsp;&#8211; <em>Essere un Happy Coder per me vuol dire
svegliarsi la mattina e non lamentarsi perché anche quel giorno si deve andare
al lavoro. Vuol dire non guardare l’ora ogni minuto sperando che il tempo passi
più velocemente. Essere un Happy Coder é lavorare seriamente in un ambiente
formativo, ma allo stesso tempo accogliente e divertente, che cerca di tirare
fuori il meglio di me.</em></p>



<p><strong>Franco</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Essere un happy coder vuol dire saper
far diventare i sogni degli altri una felice esperienza tecnologica, vuol dire
applicare il proprio ingegno per codificare un percorso che genera qualcosa di
gratificante. Un happy coder è curioso, non ha paura di evolvere, sa ascoltare
e fare domande.</em></p>



<p><strong>Martina</strong> &#8211;&nbsp;<em>Essere un Happy Coder significa avere
l’opportunità di crescere come professionista del digital design svolgendo un
lavoro che mi piace, traendo soddisfazione dalle sfide di ogni giorno e
sentendomi parte di un gruppo di persone che condividono la stessa passione e
la stessa voglia di arricchire e perfezionare il team.</em></p>



<p><strong>Simone</strong>&nbsp;&#8211; <em>Che cosa vuol dire per me essere un Happy
Coder? Essere una persona felice di lavorare in un ambiente molto amichevole,
stimolante e con grandi opportunità di crescita.</em></p>



<p><strong>Paolo</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Poter dare forma alle idee con il
proprio tocco, seguendo la passione creativa per riuscire a costruire qualcosa
di veramente utile.</em></p>
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