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	<title>smartphone Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>smartphone Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>Tariffe telefonia in aumento; ecco come difendersi</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121257/tariffe-telefonia-in-aumento-ecco-come-difendersi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:14:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo anno molti italiani dovranno fare i conti con l’aumento delle tariffe di telefonia mobile, che vedranno rincari fino &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/865121257/tariffe-telefonia-in-aumento-ecco-come-difendersi/">Tariffe telefonia in aumento; ecco come difendersi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo anno molti italiani dovranno fare i conti con <strong>l’aumento delle tariffe di telefonia mobile</strong>, che vedranno <strong>rincari fino a 60 euro l’anno</strong>.</p>
<p><em>«A fronte di un rincaro delle tariffe annunciato dai principali operatori», </em>spiegano gli <strong>esperti di Facile.it</strong>. <em>«i prezzi rivolti ai nuovi clienti sono rimasti stabili. In virtù di ciò, questo può essere il momento giusto per guardarsi intorno e identificare la tariffa più adatta alle proprie esigenze e tutelarsi dai rincari».</em></p>
<p>Ma come fare a scegliere in maniera corretta e non finire dalla padella nella brace?<strong> <a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a> </strong>ha redatto un breve vademecum per aiutare i consumatori. Ecco i punti principali.</p>
<ol>
<li><strong> Promozioni a tempo</strong> <strong>e costi di recesso</strong>. Il mondo delle tariffe telefoniche è soggetto alle iniziative commerciali e di marketing delle compagnie che possono tradursi in <strong>costi iniziali molto bassi</strong> ed allettanti che, però, potrebbero avere durata limitata al tempo della promozione. Attenzione, quindi, a leggere i dettagli dell’offerta che state sottoscrivendo, anche in funzione di eventuali <strong>costi di recesso</strong> che l’operatore potrebbe chiedervi qualora decideste di lasciarlo prima della scadenza dell’offerta.</li>
<li><strong> Operatori virtuali o tradizionali?</strong> Se non si ha l’esigenza di assistenza fisica in negozio, e si abita in aree con una buona copertura, optare per un operatore cosiddetto <strong>“virtuale”</strong> potrebbe far <strong>risparmiare fino al 25% del costo mensile</strong> e godere di una quantità di GB di traffico dati particolarmente elevata. Secondo l’analisi di Facile.it, a fronte di un <strong>canone</strong> medio mensile per un nuovo contratto <strong>di telefonia mobile</strong>* è pari <strong>9,4 euro</strong>, limitando l’analisi alle migliori offerte dedicate a chi opta per un “operatore virtuale” si scende a <strong>8,6 euro</strong>.</li>
<li><strong> Costi di attivazione. </strong>Quando si è alle prese con la scelta di un nuovo operatore telefonico è importante fare attenzione anche agli eventuali costi di attivazione che, quando presenti, possono variare tra i 2 e i 10 euro. Spesa che su contratti di lunga durata ha poco impatto, ma se si cambia compagnia telefonica con frequenza, potrebbe incidere sul risparmio complessivo.</li>
<li><strong> Scegliere un operatore unico per fisso e mobile.</strong> Una strategia per risparmiare potrebbe essere quella di scegliere un operatore unico per la telefonia fissa e mobile. Alcune compagnie hanno offerte con scontistiche importanti dedicate a chi fa questa scelta e <strong>il risparmio può arrivare a fino al 15%.</strong></li>
<li><strong> Prodotti abbinati (smartphone, Pay TV…).</strong> Certe tariffe potrebbero essere vincolate alla sottoscrizione di abbonamenti a Pay Tv o all’acquisto (magari anche con formule simili al leasing) di smartphone. Questa formula potrebbe tradursi in un risparmio, ma dobbiamo fare attenzione al rischio di trovarci con doppi abbonamenti o essere <strong>vincolati</strong> ad un periodo minimo di contratto; di solito 12, 24 o 48 mesi.</li>
<li><strong> Tipo di SIM.</strong> Tradizionale o virtuale? Da qualche anno sono disponibili sul mercato anche <strong>schede SIM</strong> <strong>virtuali</strong> e alcuni operatori legano ad esse tariffe particolarmente allettanti. Attenzione, però, che potrebbero non essere la soluzione giusta per tutti. Non funzionano, ad esempio, su tutti i telefoni e richiedono anzi <strong>device specifici.</strong> Se non disponiamo di questo tipo di dispositivi, o vogliamo la comodità di avere uno strumento fisico che ci consente di funzionare su qualunque smartphone, meglio optare per la scheda tradizionale, anche se dovremmo recarci in negozio per prenderla o attendere che ci arrivi per posta se sottoscriviamo la tariffa via web o call center.</li>
<li><strong> Ricaricabile o abbonamento?</strong> Un’altra scelta da valutare attentamente è quella fra <strong>SIM ricaricabile o abbonamento.</strong>La ricaricabile offre massima flessibilità e controllo dei costi (paghi solo ciò che usi, ma paghi in anticipo e vai a consumo rischiando di trovarti senza credito o di dimenticare di ricaricare), mentre l&#8217;abbonamento garantisce servizi inclusi (minuti/Giga/SMS illimitati) e comodità (pagamento automatico), ma con costi fissi; la prima è più adatta ad un uso sporadico o poco intenso, la seconda per uno frequente e continuativo.</li>
<li><strong> Presenza di servizi a pagamento</strong> (es. segreteria telefonica). Quando sottoscriviamo un contratto ci verranno chieste molte firme, ma facciamo attenzione a quello che stiamo accettando. Non solo in termini di privacy (alcuni consensi sono obbligatori per gestire il contratto, ma altri – ad esempio quelli di marketing – non lo sono), bensì anche in termini di <strong>servizi</strong> che, in alcuni casi, <strong>potrebbero essere a pagamento e non inclusi nella tariffa</strong>. Uno per tutti: la segreteria telefonica.</li>
<li><strong> Giga, minuti, sms in Italia e all’estero. </strong>Le tariffe telefoniche si compongono solitamente di alcuni elementi quali i minuti di conversazione compresi nel pacchetto, gli SMS, il traffico dati disponibile (espresso in Giga) e la tecnologia di connessione (normalmente 4G o 5G). Prima di scegliere è importante capire quali siano le nostre necessità così da valutare correttamente l’offerta che ci viene proposta. Se usiamo il telefono anche all’estero (o verso numeri esteri), facciamo attenzione a che la nostra tariffa ci consenta di farlo senza costi astronomici. Fuori dai confini nazionali la nostra offerta potrebbe essere limitata, con minuti di chiamate e traffico dati inferiori rispetto a quello previsti l’Italia.</li>
<li><strong> Copertura della compagnia telefonica.</strong> Immaginate di essere a casa vostra e non poter usare il cellulare perché… non prende. Se in città e nelle aree metropolitane la copertura telefonica dei diversi operatori è quasi ovunque perfetta, in alcune zone meno centrali non è così. Prima di sottoscrivere il contratto e cambiare fornitore, quindi, verificate attenzione se la ricezione nella zona di vostro maggiore uso (casa e ufficio solitamente) è buona o no.</li>
</ol>
<p><em>* Offerta con chiamate illimitate e, in media, 150 di GB dati inclusi </em></p>
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		<title>Telefonia: 61% italiani ha ancora il fisso</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86598644/telefonia-61-italiani-ha-ancora-il-fisso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 17:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[telefono fisso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti lo considerano un oggetto di altri tempi eppure, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, sono più di 26,5 milioni &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti lo considerano un oggetto di altri tempi eppure, secondo <strong style="font-style: inherit;">l’indagine* commissionata da <a href="https://www.facile.it/adsl-internet-casa.html">Facile.it</a> </strong>agli istituti di ricerca <em style="font-weight: inherit;">mUp Research </em>e <em style="font-weight: inherit;">Norstat</em>, sono <strong style="font-style: inherit;">più di 26,5 milioni gli italiani </strong>(60,8%) che hanno ancora il <strong style="font-style: inherit;">telefono fisso in casa.</strong></p>
<p>Analizzando i dati, però, si scopre che oggi <strong style="font-style: inherit;">la sua funzione </strong>è, almeno parzialmente, <strong style="font-style: inherit;">cambiata o addirittura invertita</strong> rispetto a quella del cellulare. <em style="font-weight: inherit;">«Chi continua a tenere in casa il fisso lo fa principalmente per </em><strong style="font-style: inherit;"><em>ragioni di sicurezza in caso di emergenza</em></strong><em> (41%), o come </em><strong style="font-style: inherit;"><em>mezzo di comunicazione riservato a pochi </em></strong><em>intimi (28%)»</em>, spiega <strong style="font-style: inherit;">Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it.</strong> <em style="font-weight: inherit;">«Insomma, un tempo i contatti stretti erano gli unici cui davamo il numero di cellulare, oggi sono i soli che possono raggiungerci anche quando il nostro smartphone è spento»</em>.</p>
<p>Guardando più da vicino i risultati dell’indagine emerge che il telefono fisso è presente <strong style="font-style: inherit;">in misura maggiore nelle case degli over 65</strong> (78%) mentre, a livello territoriale, i più affezionati sono risultati essere i<strong style="font-style: inherit;"> residenti al Sud e nelle Isole </strong>(64%).</p>
<p>Cosa invece ha determinato la scelta di quei <strong style="font-style: inherit;">17 milioni che hanno rinunciato a filo e cornetta</strong>? Nel <strong style="font-style: inherit;">59%</strong> dei casi hanno scelto di eliminare il fisso per <strong style="font-style: inherit;">ragioni economiche</strong>, nel <strong style="font-style: inherit;">45%</strong> per <strong style="font-style: inherit;">sostituirlo col cellulare</strong> e nel <strong style="font-style: inherit;">19%</strong>&#8230;.per <strong style="font-style: inherit;">non </strong>essere<strong style="font-style: inherit;"> disturbati</strong> a casa dai<strong style="font-style: inherit;"> call center!</strong></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">*Nota metodologica: Indagine mUp Research &#8211; Norstat svolta tra il 21 ed il 23 gennaio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
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		<title>Rc Auto: 1 italiano su 3 la compra direttamente dallo smartphone</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86599408/rc-auto-1-italiano-su-3-la-compra-direttamente-dallo-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 07:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La polizza Rc Auto è una spesa che tutti gli automobilisti devono mettere a budget almeno una volta all’anno, ma &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>polizza Rc Auto</strong> è una spesa che tutti gli automobilisti devono mettere a budget almeno una volta all’anno, ma <strong>come viene acquistata</strong>? Secondo l’analisi di <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a>,<strong> fra chi la acquista online più di 1 italiano su 3</strong> (34,2%) lo fa direttamente dal <strong>proprio smartphone.</strong></p>
<p>Dallo studio, realizzato su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online*, emerge come la percentuale sia <strong>aumentata rispetto al periodo pre-pandemia</strong>, quando era pari a “solo” il 24,8% (Q1 2019).</p>
<p><em>«La pandemia e le restrizioni imposte hanno spinto gli italiani a digitalizzare molti processi»</em>, spiega <strong>Andrea Ghizzoni</strong>, Managing Director Insurance di Facile.it. <em>«Inevitabilmente anche il mondo delle assicurazioni è stato influenzato da queste dinamiche e l’acquisto da smartphone, device che può essere utilizzato in ogni momento e luogo, è ormai una realtà anche per il settore assicurativo».</em></p>
<p>Analizzando i dati dal punto di vista anagrafico, non stupisce notare come siano soprattutto gli individui con un’età compresa <strong>tra i 25 e i 44 anni </strong>ad utilizzare maggiormente il cellulare per rinnovare o sottoscrivere la copertura per la propria vettura (<strong>38,8%</strong>). Nonostante i <strong>65-74enni</strong> siano i meno propensi, è interessante notare come <strong>quasi 3 italiani su 10 </strong>(28,5%) appartenenti a questa fascia anagrafica si <strong>affidino comunque al mobile per l’acquisto.</strong></p>
<p><strong>Il fenomeno a livello regionale</strong></p>
<p>Se, come detto, a livello nazionale coloro che usano il cellulare per comprare l’Rc Auto rappresentano il 34,2% del campione, la percentuale sale fino al <strong>37,1% in Friuli-Venezia Giulia</strong>, che si posiziona così in cima alla classifica delle regioni più propense alla sottoscrizione di una assicurazione attraverso lo smartphone. Seguono sul podio la <strong>Sardegna</strong> (36,5%) e <strong>l’Emilia-Romagna</strong> (36,2%).</p>
<p><strong>Osservatorio Rc Auto</strong></p>
<p>Ma <strong>quanto costa assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia</strong>? Secondo i dati <strong>dell’Osservatorio Rc Auto di Facile.it</strong>*, ad aprile 2022 occorrevano, in media, <strong>443,07 euro</strong>, valore in linea con quanto speso a marzo, ma ancora <strong>inferiore rispetto a 12 mesi fa</strong> (-2,07%).</p>
<p>Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di <strong>garanzie accessorie</strong> emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’<strong>assistenza stradale (40%). </strong></p>
<p>Il dato può essere letto anche in virtù di un <strong>parco auto che continua ad invecchiare</strong>; lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di <strong>11 anni e mezzo</strong>, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).</p>
<p>Seguono tra le garanzie accessorie più richieste, sia pure a grande distanza, la copertura <strong>infortuni conducente </strong>(19%), la <strong>tutela legale</strong> (18,4%) e la garanzia <strong>furto e incendio</strong> (11%)</p>
<p><strong>Non solo Rc Auto</strong></p>
<p>L’analisi di Facile.it non ha preso in considerazione solo la Responsabilità Civile per l’auto ma anche quella per la moto*; anche in questo caso, dallo studio realizzato su oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online, emerge che nel primo trimestre del 2022 ben 1 italiano su 3 (33,9%) ha acquistato la polizza per le due ruote direttamente dal proprio cellulare; valore in aumento di 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*Analisi realizzata su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto e oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online su Facile.it nel corso del primo trimestre 2019 e primo trimestre 2022.</em></p>
<p><em>L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.192.315 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile  2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: <a href="https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate">https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Smartphone e giovani: ecco come lo usano</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86593233/smartphone-e-giovani-ecco-come-lo-usano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 06:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=93233</guid>

					<description><![CDATA[<p>La fine delle vacanze e il rientro a scuola potrebbero essere per molti bambini e ragazzi il momento per avere &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fine delle vacanze e il rientro a scuola potrebbero essere per molti bambini e ragazzi il momento per avere il primo cellulare, ma quanto e come usano lo smartphone i giovanissimi? E, anche, a che età, lo si riceve?</p>
<p>Come evidenziato dall’indagine realizzata per <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> da <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em>, il <em><strong>37%</strong></em> degli italiani oggi adulti ha avuto il cellulare in età scolare e, tra questi, <strong>563.000 lo hanno avuto addirittura prima dei 10 anni</strong>.  Facile pensare come, oggi, l’età media del primo telefono sia molto ridotta.</p>
<p><strong>Dove lo usano</strong></p>
<p>Se si guarda al luogo dove chi ha ricevuto il cellulare in età scolare lo usa con più frequenza emerge che, al primo posto, c’è il letto; <strong>vanno a dormire con il cellulare più di 6 rispondenti su 10</strong>. Un dato che racconta non solo di una cattiva abitudine, che incide sulla qualità del sonno, ma anche del pericolo di isolamento dalla famiglia e dalla realtà circostante.</p>
<p>Al secondo posto si trova la sala, mentre al terzo c’è il <strong>bagno</strong>, area della casa dove più di un rispondente su 3 dichiara di usare regolarmente il cellulare.</p>
<p><strong>Come lo usano</strong></p>
<p>Cosa fanno più frequentemente i giovani con lo smartphone? Telefonare, ma soprattutto videochiamare e mandare messaggi, rimangono ancora le funzionalità più sfruttate (74,5%), mentre ha ormai quasi pari importanza l’uso dei <strong>social network</strong>; il 62% dei rispondenti ha dichiarato di usare per svago e in modo ricorrente app come Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok ecc.</p>
<p>Naturalmente imprescindibili per i social sono le <strong>foto</strong> e i <strong>video</strong>, tanto che il 47% dei rispondenti ha dichiarato che la fotocamera è una delle funzioni più usate dello smartphone. Poco meno, il 43%, ha invece detto di usare frequentemente il cellullare per <strong>ascoltare musica</strong>.</p>
<p>Curioso notare che alla domanda “qual è la tua paura più grande legata allo smartphone, le preoccupazioni più grandi sono quella di <strong>perderlo</strong> (47%), di romperlo (42%) o di perdere i dati (35%); ma a spaventare i giovani, più che il danno materiale, sembra essere l’idea di rimanere senza il dispositivo, “sconnessi” dal mondo.</p>
<hr />
<p><em>Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86593233/smartphone-e-giovani-ecco-come-lo-usano/">Smartphone e giovani: ecco come lo usano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Telefonia mobile: in media gli italiani spendono 126 euro l’anno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86590751/telefonia-mobile-in-media-gli-italiani-spendono-126-euro-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 09:35:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe telefonia mobile]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=90751</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto spendiamo oggi per le tariffe di telefonia mobile? Per rispondere alla domanda Facile.it ha commissionato un’indagine agli istituti di &#8230; </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org/86590751/telefonia-mobile-in-media-gli-italiani-spendono-126-euro-lanno/">Telefonia mobile: in media gli italiani spendono 126 euro l’anno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.comunicatostampa.org">ComunicatoStampa.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto spendiamo oggi per le tariffe di telefonia mobile? Per rispondere alla domanda <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a> </strong>ha commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, da cui è emerso che, in media, gli italiani pagano <strong>126 euro l’anno</strong>.</p>
<p>Guardando più da vicino il campione intervistato emerge però che il <strong>17% </strong>dei rispondenti, pari a circa 5,1 milioni di individui, spende decisamente meno, vale a dire <strong>72 euro l’anno; </strong>solo per il 5% dei clienti il costo supera i 240 euro annui.</p>
<p>Curioso notare come il prezzo medio vari a seconda della fascia anagrafica; la <strong>bolletta più pesante</strong> è quella dei <strong>65-69enni</strong> (<strong>156 euro l’anno</strong>) e quella dei <strong>70-74enni</strong> (138 euro l’anno), probabilmente perché meno abituati a destreggiarsi tra le offerte dei diversi operatori. A riprova di questo, coloro che <strong>spendono meno</strong> sono i <strong>25-34enni</strong> e i <strong>35-44enni</strong>; in media, rispettivamente, <strong>119 euro</strong> e <strong>115 euro l’anno.</strong></p>
<p>Se si guarda al <strong>traffico dati</strong> disponibile emerge che gli italiani possono contare in media su <strong>41,7 GB al mese. </strong>E se, da un lato, l’11% del campione dispone di solo 5 o meno GB al mese, dall’altro ci sono 3,4 milioni di italiani che hanno offerte con traffico dati superiore ai 70 GB mensili.</p>
<p>Nonostante un volume di dati mediamente importante, non sempre i GB a disposizione sono sufficienti; il 20% dei rispondenti, pari a circa poco meno di <strong>6 milioni di individui</strong>, ha detto di fare fatica ad arrivare a fine mese con la propria offerta e per questo deve centellinare l’uso dei dati altrimenti rischia di finirli.</p>
<p><strong>A che età arriva il primo telefonino</strong></p>
<p>L’amore degli italiani per gli smartphone è cosa nota e l’indagine realizzata per <strong>Facile.it</strong> dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat lo conferma: in media ogni italiano ha <strong>1,3 telefoni cellulari a testa</strong>. Questo non solo significa che la quasi totalità della popolazione è dotata di un dispositivo mobile, ma anche che ci sono addirittura 7,3 milioni di italiani che ne hanno 2 e ben <strong>1,7 milioni che ne possiedono 3 o più.</strong></p>
<p>Ma a che <strong>età</strong> si riceve il primo <strong>cellulare</strong>? L’indagine ha messo in luce come negli ultimi 20 anni, cioè da quando i telefonini sono diventati prodotti di massa, l’età in cui se ne entra in possesso per la prima volta <strong>sia costantemente calata</strong>.</p>
<p>Se, quindi, i quarantacinquenni di oggi &#8211; per forza di cose – hanno ricevuto il primo cellulare, in media, intorno ai 23-24 anni, i venticinquenni lo hanno avuto a 14 anni e <strong>i diciottenni addirittura a 12 anni. </strong></p>
<p>Facile immaginare come l’età media continui ad abbassarsi anche in futuro.</p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em>Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
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		<title>Smartphone: 19,5 milioni lo usano a letto, 11 milioni se lo portano in bagno</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86589997/smartphone-195-milioni-lo-usano-a-letto-11-milioni-se-lo-portano-in-bagno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 06:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tasca, nella borsa o nello zaino, lo smartphone è un oggetto che ormai ci accompagna durante tutta la giornata &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In tasca, nella borsa o nello zaino, lo <strong>smartphone</strong> è un oggetto che ormai ci accompagna durante tutta la giornata e a cui, la maggior parte di noi, non può più rinunciare tanto che, quasi <strong>1 italiano adulto su 2</strong>, ovvero circa <strong>19,5 milioni di persone</strong>, ha dichiarato di <strong>utilizzare il cellulare anche a letto</strong>. Pochi meno, <strong>quasi 11 milioni</strong> (25,2%), coloro che addirittura hanno ammesso di <strong>portarselo sempre dietro anche quando sono in bagno</strong>. A certificare questi dati è l’indagine commissionata da <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale</em><em>*</em><em>.</em></p>
<p><em><strong>Dove viene utilizzato</strong></em></p>
<p><em>Se non suscita particolare clamore il fatto che il luogo in cui usiamo maggiormente il cellulare sia il salotto, fa riflettere che siano <strong>più di 19 milioni gli italiani che utilizzano il cellulare mentre sono a letto</strong>; accendere il cellulare, insomma, è la prima cosa che molti fanno quando aprono gli occhi e spegnerlo l’ultima prima di dormire. Anche nel luogo che teoricamente dovrebbe essere quello della privacy più assoluta, <strong>il bagno</strong>, il telefono non ci abbandona: <strong>sono ben 11 milioni</strong> gli italiani che non si staccano dallo smartphone nemmeno in questo caso. Forse non si dovrebbe, ma sono tanti anche coloro che hanno ammesso di <strong>usare il dispositivo mentre sono al lavoro</strong>: a dichiararlo il 20% del campione, percentuale corrispondente <strong>a 8,7 milioni di individui.</strong></em></p>
<p><em>È</em><em> un atteggiamento poco educato, ma sono molti, <strong>quasi 2 milioni</strong> (4,6%), coloro che hanno ammesso di <strong>usare lo smartphone a tavola</strong>, percentuale che quasi raddoppia nella fascia di età 35-44 anni (8,5%). </em></p>
<p><em>Non stupisce, infine, come molti utilizzino il cellulare anche in macchina, sostituendo così il classico <strong>navigatore; </strong>ad usarlo per questo scopo da sono più di <strong>8,3 milioni di persone. </strong></em></p>
<p><em><strong>Le paure e i comportamenti più diffusi</strong></em></p>
<p><em>Sebbene la paura più diffusa legata al cellulare sia quella di perderlo e con esso i contenuti privati al suo interno, indicata da più di <strong>19,7 milioni di rispondenti</strong> (45,2%), un dato interessante è che 2,7 milioni di italiani (6,2%) sono preoccupati che <strong>il partner o i genitori possano accedere di nascosto</strong> ai contenuti presenti sul dispositivo. <strong>I più timorosi</strong> nel lasciare che il proprio compagno/compagna guardi di nascosto il cellulare sono coloro che hanno un’età compresa <strong>tra i 45 e i 54 anni</strong>, dove la percentuale quasi raddoppia rispetto alla media nazionale (8,5% vs 4,8% Italia). I giovani appartenenti alla fascia anagrafica <strong>18-24 anni</strong>, invece, si sono rivelati i più preoccupati nel far curiosare i genitori: rispetto ad un valore italiano del 2,3%, qui la percentuale raggiunge addirittura <strong>l’8,2%.</strong></em></p>
<p><em>Guardando poi <strong>ai comportamenti errati</strong> adottati da coloro che possiedono uno smartphone, più <strong>di 1 intervistato su 5 (9,6 milioni)</strong> ha ammesso di <strong>non effettuare mai il backup dei dati</strong>, mentre 8,5 milioni hanno dichiarato di aver impostato <strong>un PIN molto comune o di non averlo affatto. </strong></em></p>
<p><em>Addirittura <strong>più di 3 milioni di persone</strong> (7,2%) hanno <strong>memorizzato il PIN della carta di credito </strong>o della SIM direttamente<strong> nella rubrica</strong> del cellulare, comportamento che può essere molto pericoloso nel caso in cui il dispositivo venga perso o rubato. La percentuale arriva addirittura <strong>fino all’11,2%</strong> tra coloro che hanno un’età compresa fra 18 e 24 anni.</em></p>
<p><em><strong>Per cosa viene utilizzato lo smartphone?</strong></em></p>
<p><em>Ma, nel concreto, <strong>per cosa viene utilizzato </strong>con più frequenza<strong> lo smartphone</strong>? Al netto del telefonare e del mandare messaggi, che si posizionano in cima alla lista, più di <strong>21,8 milioni di individui </strong>(50% del campione intervistato), ammettono di usarlo <strong>per i social network</strong>, mentre più di <strong>20,7 milioni</strong> (47,6%) lo utilizzano per <strong>fare fotografie.</strong> </em></p>
<p><em>Non sorprende scoprire, inoltre, come al giorno d’oggi lo smartphone venga frequentemente usato anche come <strong>fonte di informazione</strong>; che sia attraverso i social network o siti specializzati, 33,9 milioni di persone (77,9%) hanno dichiarato di <strong>informarsi proprio tramite il cellulare</strong>. Questo particolare utilizzo è aumentato moltissimo durante l’anno di pandemia, tanto è vero che più di <strong>6 rispondenti su 10</strong> (64,5%), pari a più di <strong>28 milioni di persone</strong>, hanno ammesso di aver <strong>incrementato l’uso del device proprio per informarsi</strong>. </em></p>
<p><em><strong>Quasi 14 milioni</strong></em><em> (31,9%), infine, gli italiani che hanno indicato <strong>la gestione delle finanze personali</strong> come uno dei motivi per cui viene maggiormente utilizzato il cellulare, a dimostrazione di come molte delle attività che prima venivano fatte in presenza oggi possono essere effettuate anche a distanza grazie ad un dispositivo tecnologico come lo smartphone.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.</em></p>
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		<title>Con le linee telefoniche in down aumenta fino al 29% il numero di clienti che cambiano operatore</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86585996/con-le-linee-telefoniche-in-down-aumenta-fino-al-29-il-numero-di-clienti-che-cambiano-operatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 07:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[down telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[operatori telefonici]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Impossibilità totale di chiamare o ricevere telefonate, mandare messaggi o navigare in internet, per ore; in termine tecnico un down &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Impossibilità totale di chiamare o ricevere telefonate, mandare messaggi o navigare in internet, per ore; in termine tecnico un <strong>down delle linee telefoniche</strong>. Ultimamente le cronache hanno registrato diversi episodi di questo tipo che, secondo un’indagine di <a href="https://www.facile.it/telefonia-mobile.html"><strong>Facile.it</strong></a> hanno un effetto collaterale importante: mediamente, nei 7 giorni successivi al manifestarsi del blocco delle linee, il numero di utenti che cambiano operatore di telefonia mobile aumenta fino al<strong> 29%</strong>.</p>



<p><strong>I dati arrivano dall’analisi fatta da Facile.it </strong>su un campione di oltre 35mila richieste di nuove SIM completate sul proprio sito durante i periodi successivi ai black out degli operatori.</p>



<p><em>«Oggi, soprattutto dopo il primo lockdown, il numero di italiani che lavorano o studiano da casa tramite collegamento </em><em>ADSL e servendosi del telefono cellulare è altissimo» </em>spiega <strong>Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it</strong>. <em>«Non potersi collegare ad internet o chiamare vuol dire per molti non poter lavorare o partecipare alle lezioni scolastiche; ecco perché la tolleranza dei clienti verso disservizi prolungati sulla linea telefonica è estremamente bassa e anche un solo inciampo spinge a cercare soluzioni alternative, quantomeno per la telefonia mobile».</em></p>



<p>L’indagine di Facile.it porta sotto i riflettori anche un’altra questione: qual è il <strong>costo delle ore di lavoro</strong> <strong>perse </strong>in caso di down delle linee telefoniche? Sebbene sia difficile fare calcoli precisi, anche solo prendendo in considerazione il salario orario medio netto di un dipendente italiano (circa 12 euro) e moltiplicandolo per i milioni di persone che, a causa del disservizio prolungato, non possono lavorare, è evidente come ogni ora di down possa trasformarsi in un potenziale danno economico pari a <strong>decine di milioni di euro.</strong></p>



<p>Se la fetta di clienti che cambiano entro sette giorni dal down cresce del 29%, è ancora maggiore l’aumento di chi raccoglie informazioni per trovare un nuovo operatore; secondo l’analisi di Facile.it si arriva a picchi del <strong>35%</strong>.</p>



<p>I disservizi sono una delle motivazioni principali di attrito tra operatori e clienti tanto che già nel 2020, in base ad un’indagine condotta da <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em> per conto di Facile.it*, erano oltre 80.000 gli italiani che indicavano esplicitamente i disservizi come discriminante nella decisione di cambiare operatore.</p>



<p><strong>Possibili indennizzi fino a 6 euro al giorno</strong></p>



<p>Quali sono i diritti dei consumatori in caso di malfunzionamento del servizio? L’allegato A alla delibera Agcom n. 347/18/CONS prevede un <strong>indennizzo di 6 euro</strong> al giorno in caso di completa interruzione del servizio per motivi tecnici imputabili all’operatore; se invece si è di fronte ad una irregolarità o discontinuità nell’erogazione del servizio che non comporta la completa interruzione, il rimborso spettante è pari a euro <strong>3 per ogni giorno di malfunzionamento</strong>.</p>



<p>Per chiedere l’indennizzo il cliente deve presentare reclamo alla compagnia telefonica tramite i canali ufficiali dell’azienda indicati nella <strong>carta dei servizi</strong>; in caso di rigetto del reclamo o di mancata risposta, il consumatore può utilizzare gli strumenti messi a disposizione da Agcom per far valere i propri diritti.</p>



<p><em>*Indagine condotta con metodologia CAWI a gennaio 2020 su un campione di n.1.068 rispondenti rappresentativo della popolazione nazionale adulta (18-74 anni)</em></p>
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