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	<title>rincari Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>rincari Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Iran, rincari fino a 540 euro a famiglia su bollette e carburanti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865121992/iran-rincari-fino-a-540-euro-a-famiglia-su-bollette-e-carburanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 10:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[#Iran]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[bollette energia]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a 540 euro in più a famiglia su bollette e carburante; è questo, secondo le stime di Facile.it, l’aggravio &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fino a 540 euro in più a famiglia su bollette e carburante</strong>; è questo, secondo le stime di <strong>Facile.it</strong>, l’aggravio che gli italiani rischiano di dover sostenere nei prossimi 12 mesi per l’aumento del prezzo delle materie prime causato dal conflitto in Iran.</p>
<h5><strong>Bollette luce e gas</strong></h5>
<p>Secondo gli analisti di Facile.it, con il perdurare del conflitto salgono vertiginosamente gli aumenti previsti per i prossimi 12 mesi: <strong>304 euro per la bolletta del gas e 98 euro per quella dell&#8217;energia elettrica.</strong> E diventa sempre più difficile trovare sul mercato offerte a prezzo fisso.</p>
<p>Il calcolo, effettuato considerando le stime di PUN e PSV per i prossimi 12 mesi, porta quindi il conto complessivo a <strong>2.829 euro</strong> nell&#8217;anno, pari al <strong>17% in più</strong> rispetto ai <strong>2.427 euro previsti per il 2026 prima che scoppiasse il conflitto</strong>.</p>
<p>Per le stime gli analisti di Facile.it hanno preso in considerazione i consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia elettrica e 1.400 smc per il gas) e le previsioni sull&#8217;andamento del PUN e del PSV (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da EEX (European Energy Exchange) per i prossimi 12 mesi, mettendo a confronto i valori pre- e post-scoppio del conflitto.</p>
<h5><strong>Benzina e diesel</strong></h5>
<p>Il conflitto ha iniziato ad avere effetti importanti anche sul prezzo del carburante alla pompa; confrontando i valori con quelli pre-conflitto (23 febbraio) si scopre che il prezzo della benzina in modalità self è aumentato dell’1% dopo pochi giorni dall’attacco (2 marzo) per poi salire fino al +4% il 4 marzo e <strong>arrivare, l’8 marzo, al +7%</strong>.</p>
<p>Su base annua, considerando una percorrenza di 10.000 Km, secondo le stime* di Facile.it la differenza sul costo del pieno di un’automobile rispetto al 23 febbraio era di appena 8 euro il 2 marzo, è salita a 41 euro il 4 marzo ed è <strong>arrivata a 79 euro l’8 marzo</strong>.</p>
<p>Anche sul prezzo del diesel l’impatto è stato immediato e addirittura più elevato: il 2 marzo l’aumento del prezzo alla pompa in modalità self è stato dell’1% (rispetto al 23 febbraio), è salito al +6% il 4 marzo ed è <strong>arrivato al +15% l’8 marzo</strong>; considerando una percorrenza di 10.000 Km, rispetto ai valori pre-conflitto (23 febbraio), l’impatto sul costo del rifornimento è passato da +8 euro del 2 marzo a +58 euro del 4 marzo fino ad arrivare a <strong>+140 euro dell’8 marzo</strong>.</p>
<p>L’effetto, in valori assoluti, è più visibile se si guarda al settore degli autotrasporti: secondo le simulazioni di Facile.it, un camion per percorrere una tratta di 3.000 km il 2 marzo spendeva 14 euro di diesel in più rispetto alla settimana precedente, il 4 marzo l’aumento è salito a 79 euro, <strong>l’8 marzo è arrivato a 191 euro.</strong></p>
<p><em>* Consumi carburante medi considerati: auto a benzina 6,6 l/100 Km; auto diesel 5,5l/100 Km, camion 25l/100Km</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rc auto: rincari per oltre 765.000 automobilisti</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865110180/rc-auto-rincari-per-oltre-765-000-automobilisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 17:05:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[aumenti]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Brutte notizie per oltre 765.000 automobilisti italiani; secondo l’osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Brutte notizie per oltre <strong>765.000 automobilisti italiani</strong>; secondo l’osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno <strong>peggiorare </strong>quest’anno la propria <strong>classe di merito</strong>, con relativo <strong>aumento del costo dell’Rc auto</strong>.</p>
<p>Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 800.000 preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2023 – è emerso che la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è in <strong>calo del 7%</strong> rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Le tariffe Rc auto, di contro, continuano a crescere, con effetti negativi anche sugli automobilisti virtuosi. Secondo i dati* dell’<a href="https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html">Osservatorio di Facile.it</a>, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, <strong>618,55 euro</strong>, vale a dire il <strong>35%</strong> in più rispetto<strong> a dodici mesi prima</strong>.</p>
<p><em>«La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», </em>spiega <strong>Andrea Ghizzoni</strong>, Managing Director Insurance di Facile.it.<em> «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.</em><em>».</em></p>
<p>Se a <strong>livello nazionale</strong> la percentuale di automobilisti che nel 2023 hanno <strong>dichiarato un sinistro con colpa</strong> è pari al <strong>2,33%</strong>, guardando al campione su base regionale emergono <strong>differenze significative.</strong></p>
<p>Scorrendo la graduatoria delle aree in cui si è registrato percentualmente il maggior numero di denunce di incidenti con colpa, al primo posto si posiziona la <strong>Toscana</strong>, dove il 3,02% degli automobilisti vedrà quest’anno aumentare il premio dell’Rc auto. Seguono i guidatori di <strong>Liguria</strong> (2,89%) e <strong>Sardegna</strong> (2,76%). Le percentuali più basse, invece, sono state rilevate in <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (1,57%), <strong>Basilicata</strong> (1,78%) e Friuli-Venezia Giulia (1,82%).</p>
<p>Se limitiamo l’analisi alle province italiane, Biella (4,28%) è quella con la maggiore percentuale di sinistri con colpa denunciati, davanti a Massa-Carrara (4,27%) e Cagliari (3,58%); Belluno e Vibo Valentia quelle con meno ricorsi alle assicurazioni (entrambe 1,15%), seguite da Pordenone (1,36%).</p>
<p><strong>Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito</strong></p>
<p>Fra gli <strong>uomini</strong> la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al <strong>2,16%</strong>, valore più basso rispetto a quello rilevato tra le <strong>donne</strong> (<strong>2,62%</strong>).</p>
<p>Guardando ai <strong>dati anagrafici</strong>, invece, emerge che gli automobilisti appartenenti alla <strong>fascia 35-44 anni</strong> e <strong>19-21 anni</strong> sono quelli che hanno denunciato il <strong>minor numero di incidenti con colpa</strong>; tra di loro la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari, rispettivamente, solo all’<strong>1,98 </strong>e all’<strong>1,99%</strong>; seguono i <strong>25-34enni </strong>(2,15%). Di contro sono gli <strong>over 65</strong> ad aver registrato la <strong>percentuale più alta</strong> (2,80%).</p>
<p>Analizzando, infine, la professione dell’assicurato emerge come gli <strong>agenti di commercio</strong> siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,55%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i <strong>pensionati</strong> (2,83%) e i <strong>liberi professionisti</strong> (2,66%).</p>
<p><em>*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 13.390.525 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: <a href="https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate">https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate</a></em></p>
<p><em>Immagine © Paolese</em></p>
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		<title>Vacanze: quasi 9 milioni di italiani non partiranno perché non possono permetterselo</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865107504/vacanze-quasi-9-milioni-di-italiani-non-partiranno-perche-non-possono-permetterselo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 06:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà economiche]]></category>
		<category><![CDATA[Facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sommando chi ancora è indeciso e chi già è sicuro di non fare le valigie, sono quasi 9 milioni gli &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sommando chi ancora è indeciso e chi già è sicuro di non fare le valigie, sono quasi <strong>9 milioni</strong> gli italiani che indicano come motivo delle mancate ferie il fatto che, semplicemente, <strong>non se lo possono permettere economicamente</strong>. Queste alcune delle principali evidenze emerse dall’indagine che <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> ha commissionato all’istituto di ricerca EMG Different.</p>
<p><strong>Le ragioni per cui si resterà a casa</strong></p>
<p>Guardando alle motivazioni per cui non ci si concederà un viaggio – come detto – quasi <strong>9</strong> <strong>milioni di italiani</strong> hanno ammesso di <strong>non poterselo permettere economicamente</strong>. Ad averlo dichiarato sono soprattutto gli intervistati appartenenti alla fascia anagrafica <strong>35-44 anni</strong>; tra di loro ben il <strong>64,3%</strong>, ovvero <strong>1,6 milioni</strong>, ha dichiarato che resterà a casa per motivi economici. A livello territoriale, invece, sono gli <strong>abitanti del Sud Italia</strong> (59,1%) e <strong>delle Isole</strong> (60%) coloro che – in percentuale – rinunceranno in misura maggiore alla partenza a causa di difficoltà economiche.</p>
<p>Il 59,5% di chi non partirà per ragioni economiche, ovvero oltre <strong>5 milioni di italiani</strong>, ha dichiarato che ad incidere sulla situazione è stato <strong>l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni</strong> vissuto durante l’ultimo anno; il dato sale al <strong>66,7%</strong> tra i residenti del <strong>Centro Italia</strong> e raggiunge addirittura il <strong>69,4% tra i 45-54enni</strong>; questo vuol dire che quasi 7 italiani su 10 con un’età compresa tra i 45 e i 54 anni rinunceranno alle vacanze perché gli incrementi eccessivi dei prezzi hanno causato una condizione di difficoltà.</p>
<p>Il <strong>35,8% </strong>di chi resterà a casa per ragioni economiche, invece, ha detto che rinuncerà a causa degli <strong>incrementi dei costi legati al viaggio</strong>; ad averlo ammesso sono soprattutto i giovani tanto che <strong>più di 1 rispondente su 2 (53,8%)</strong> appartenente alla <strong>fascia 18-24 anni</strong> ha dato questa motivazione. Il<strong> 26,4% </strong>si trova in una situazione di difficoltà economica a causa di un imprevisto (33,3% tra i 25-34enni e gli abitanti del Nord Est e delle Isole), mentre il <strong>22,3%</strong> a seguito della <strong>perdita del lavoro</strong> proprio o di un membro della famiglia; la percentuale è più alta e pari al <strong>35,3% nel Nord Ovest</strong> del Paese e al <strong>36,8%</strong> per gli intervistati con un’età compresa tra i <strong>55 e i 64 anni.</strong></p>
<p>Oltre alle motivazioni di tipo economico, però, ci sono <strong>altre ragioni</strong> per cui tanti italiani non si concederanno una vacanza o ancora non ne sono sicuri; il <strong>17,2%</strong>, ovvero <strong>2,9 milioni</strong>, ha dichiarato che andrà in vacanza <strong>durante un altro periodo dell’anno </strong>(probabilmente per evitare i costi dell’alta stagione), percentuale che sale al 19,4% tra i 25-34enni e al 23,3% tra i residenti nel Nord Est, arrivando addirittura al 32,7% per i rispondenti appartenenti alla fascia anagrafica 65-74 anni.</p>
<p>Il 12%, invece, ha detto di <strong>non avere ferie</strong>, dato vero soprattutto tra i più giovani (18,2% dei 18-24enni e 27,8% dei 25-34enni), mentre l’11% non potrà partire perché deve <strong>accudire persone anziane</strong>; in questo caso ovviamente la tendenza si inverte per questioni anagrafiche: sono principalmente i rispondenti con un’età compresa tra i <strong>55 e i 64 anni (19,7%)</strong> coloro che – sempre percentualmente – rinunceranno ad una vacanza per accudire persone anziane. Il <strong>9,5%</strong>, infine, non partirà per <strong>curare il proprio animale</strong> (13,3% tra i 45-54 anni e 14,3% nelle Isole). Anche se si cerca di classificare la Pandemia come un brutto ricordo del passato, questa sembra ancora influenzare sensibilmente la quotidianità di alcuni rispondenti, tanto è vero che sono più di 400mila coloro che dichiarano che staranno a casa per<strong> paura di contrarre il Covid</strong> mentre si è via.</p>
<p><strong>L’identikit di chi non parte</strong></p>
<p>Se a livello nazionale la percentuale di chi ha dichiarato che quest’anno <strong>sicuramente non partirà</strong> per le vacanze estive è pari al <strong>16,9%</strong>, il dato arriva al <strong>19,1%</strong> tra i rispondenti con un’età compresa tra i <strong>45 e i 54 anni</strong>, mentre a livello territoriale sono gli abitanti del <strong>Centro Italia </strong>coloro che, sempre percentualmente, rinunceranno in misura maggiore alle ferie; in questa zona del Bel Paese il 21% ha detto che resterà a casa.</p>
<p>Tra coloro che, invece, non sanno ancora se partiranno o meno, vale a dire oltre <strong>9,3 milioni di connazionali</strong> (22%), i <strong>più indecisi</strong> sono risultati essere i <strong>65-74enni (27,2%)</strong> e i residenti nelle <strong>Isole</strong>, dove la percentuale ha raggiunto il 26%.</p>
<p><em>* Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.085 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 7/13 giugno 2023.</em></p>
<p><em>Immagine © StockPhotoPro</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Bollette: il 2022 si chiude con aumenti del 76%</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865104550/bollette-il-2022-si-chiude-con-aumenti-del-76/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 08:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[luce e gas]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 3.100 euro, vale a dire circa 1.340 euro in più rispetto al 2021 (+76%); è questa la spesa complessiva &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <strong>3.100 euro</strong>, vale a dire circa <strong>1.340 euro in più rispetto al 2021</strong> <strong>(+76%)</strong>; è questa la spesa complessiva che, secondo l’analisi di Facile.it, una famiglia tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha dovuto sostenere lo scorso anno per pagare le <strong>bollette di luce e gas.</strong></p>
<p>Nello specifico, per <strong>l’energia elettrica</strong> nel 2022 gli italiani hanno messo a budget circa <strong>1.320 euro, il 109%</strong> in più rispetto al 2021, mentre per il <strong>gas</strong>  – considerando anche la tariffa di dicembre 2022 – l’aumento è stato di circa il 60%, con una bolletta che ha raggiunto i 1.790 euro.</p>
<p><em>«Nel 2022 le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con tariffe mai così care»</em> spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it «<em>e anche per il 2023</em> &#8211; <em>nonostante alcuni segnali positivi come ad esempio il calo del prezzo dell’elettricità nel mercato tutelato per il primo trimestre dell’anno &#8211; i fattori di incertezza rimangono numerosi e le bollette elevate, pertanto  il consiglio è di non abbassare la guardia, continuare ad essere virtuosi in ambito domestico e monitorare le offerte del mercato libero così da cogliere eventuali opportunità di risparmio».</em></p>
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