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	<title>psicoterapeuta novara Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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		<title>Studi sulle persone che hanno subito un lutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PsicologaCuneo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 14:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa novara]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta novara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La psicologa di Novara, dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli studi scientifici effettuati su persone che hanno subito un lutto. Molte &#8230; </p>
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<p>La <strong>psicologa di Novara</strong>, dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli studi scientifici effettuati su persone che hanno subito un lutto.</p>



<p>Molte persone che vivono un lutto familiare richiedono un numero maggiore di visite mediche, ospedalizzazioni e farmaci. Aumentata suscettibilità alle malattie, più evidente negli anziani, nei maschi e in quanti non hanno un valido supporto sociale, può essere spiegata dalla riduzione delle difese immunitarie, la tendenza all’abuso di sostanze (in particolare alcool e nicotina) e dall’automedicazione con benzodiazepine.</p>



<p>I dati presenti in letteratura indicano che la perdita di una persona cara e seguita da un innalzamento del tasso di mortalità, fenomeno che risulta correlato con il sesso e con il tempo trascorso dall’evento. Nei maschi la mortalità è più elevata nel primo anno ed è causata da gesti autolesivi, patologie cardiovascolari e infezioni; nelle donne si evidenzia, invece, dal secondo anno ed è in relazione ad una minore attenzione per la propria salute e all’assunzione non controllata di farmaci. L’ampia area di sovrapposizione tra lutto e depressione motiva la ricerca di comuni correlati biologici, in particolare a livello del sistema immunitario ed endocrino delle caratteristiche elettroencefalografiche persone.</p>



<p>Il lutto, parimenti ad eventi stressanti fisici e psico-sociali, o causare una riduzione dell’immunocompetenza, che si estrinseca o la mancata diminuzione dei linfociti T e B, soprattutto nelle prime settimane successive all’evento.</p>



<p>Gli studi endocrinologici suggeriscono che il lutto e, più in generale, lo stress la separazione provocano l’attivazione adrenocorticale. I disturbi del sonno rappresenta uno dei sintomi più comuni e persistenti durante il lutto.</p>



<p>Le registrazioni elettroencefalografiche notturne, nei vedovi recenti, evidenziano alterazioni analoghe a quelle riscontrate nei pazienti depressi, con riduzione della latenza REM e del sonno profondo e aumento globale delle fasi REM.</p>



<p>Diversi fattori condizionano questa situazione:</p>



<ul><li>età</li><li>sesso</li><li>classe sociale</li><li>reddito</li><li>razza</li><li>educazione</li><li>possibilità di sostentamento futuro</li><li>inizia la sintomi di stress</li><li>morte improvvisa o prevista</li><li>natura della malattia</li><li>percezioni supporto sociale</li><li>qualità della relazione affettiva</li><li>molteplici eventi vitali</li></ul>



<p>Un problema particolare costituito dal lutto di bambini. Si è a lungo pensato che la morte di un genitore potesse causare comportamenti asociali nell’infanzia e nell’adolescenza e disturbi psichici nella vita adulta. In particolare, la perdita della madre prima di 11 anni è stata associata ad un maggior rischio di depressione e di attacchi di panico. Nei lavori più recenti, tuttavia, non è riscontrato un significativo aumento di patologie psichiatriche negli adulti che hanno subito un lutto da bambini.<ins></ins></p>



<p>Articolo scritto da:&nbsp;<strong><a href="http://www.psicologa-novara.com/sessuologa-novara.html">Do</a><a href="http://www.psicologanovara.com/sessuologa-novara.html">tt.ssa Silvia Parisi, psicoterapeuta Novara</a></strong></p>
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