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	<title>pmi Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<description>Il portale dei comunicati stampa</description>
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	<title>pmi Archives - ComunicatoStampa.org</title>
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	<item>
		<title>MCMA Bergamo 2026: il riferimento per la manutenzione industriale e l’innovazione tecnologica Grande crescita e eccezionale partecipazione: numeri in ascesa nel 2026</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865123042/mcma-bergamo-2026-il-riferimento-per-la-manutenzione-industriale-e-linnovazione-tecnologica-grande-crescita-e-eccezionale-partecipazione-numeri-in-ascesa-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BeneEIOM]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 06:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Condition Monitoring]]></category>
		<category><![CDATA[fiera di bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[impianti industriali]]></category>
		<category><![CDATA[industria 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande crescita e eccezionale partecipazione: numeri in ascesa nel 2026 Si è conclusa con una eccezionale partecipazione MCMA Bergamo – &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande crescita e eccezionale partecipazione: numeri in ascesa nel 2026</p>
<p>Si è conclusa con una eccezionale partecipazione <strong>MCMA Bergamo – Mostra Convegno sulla Manutenzione Industriale e Asset Management, Condition Monitoring e Tecnologie 4.0</strong>, appuntamento che si conferma tra i più rilevanti in Italia per gli operatori del settore.</p>
<p>L’evento del 14 aprile, svolto presso la Fiera di Bergamo, ha registrato numeri in crescita, a conferma del forte interesse del mercato: <strong>+25% di espositori rispetto all’edizione precedente</strong>, e <strong>oltre 980 operatori professionali coinvolti</strong>, tra tecnici, responsabili stabilimento, manutentori, manager e decision maker dell’industria.</p>
<p><strong>Alla quarta edizione in Fiera di Bergamo, MCMA</strong> si è confermata punto di riferimento per chi opera nella manutenzione e nell’innovazione industriale, offrendo una giornata ricca di aggiornamento tecnologico, networking e confronto sui temi chiave per la competitività del comparto.</p>
<p><strong>Focus: innovazione, digitalizzazione e IA applicata alla manutenzione</strong></p>
<p><strong>Al centro dell’edizione 2026 i grandi driver della trasformazione industriale</strong>, con particolare attenzione all’integrazione tra manutenzione e IA, all’evoluzione degli strumenti di condition monitoring, sempre più integrati con sistemi digitali, analisi dei dati e piattaforme basate sull&#8217;Intelligenza Artificiale, che permettono di passare da una manutenzione reattiva a modelli predittivi e proattivi.</p>
<p>Grande interesse hanno riscosso i convegni verticali, che hanno affrontato tematiche di forte attualità, come la sessione di apertura dedicata a <strong>“Condition Monitoring e Intelligenza Artificiale: soluzioni ed esperienze per la Manutenzione Industriale”</strong> (che ha registrato il sold out in sala), coordinato da Silvano Asnaghi – Segretario AIPI, e con focus su applicazioni reali, algoritmi predittivi e casi industriali concreti, a conferma del ruolo crescente dell’AI nei processi manutentivi. Nel corso della sessione attraverso casi applicativi, esperienze operative e presentazioni tecnologiche, sono state illustrate soluzioni per migliorare l’affidabilità degli impianti, ridurre i fermi macchina e ottimizzare costi e performance.</p>
<p>All&#8217;interno del convegno una sessione specifica è stata dedicata a <strong>“Il ruolo della progettazione industriale tra 4.0 e IA”</strong>, organizzata in collaborazione con A.I.P.I. – Associazione Italiana Progettazione Industriale, tassello fondamentale e prioritario per una migliore programmazione della manutenzione. Tra i partecipanti al convegno ricordiamo: <em>Franco Santini &#8211; Presidente AIPI, Marco Bonino &#8211; Vicepresidente AIPI, Claudio Rolandi &#8211; Academia, Paolo Castangia &#8211; SPM Instruments, Matteo Baldan &#8211; Outlink Software, Mauro Viganò &#8211; SDT Italia, Samuel Quintero &#8211; DarkWawe Thermo, Silvano Asnaghi &#8211; IRMAP, Davide Barbato &#8211; Verzolla, Pierluigi Bonomi &#8211; UE Systems, Paolo Noschese &#8211; Pan Automation (powered by DigiPlus), Giovanni Laforgia &#8211; SafetyKleen. </em></p>
<p>A MCMA Bergamo c’è stato spazio per approfondire anche le tematiche della sicurezza industriale con due sessioni dedicate e molto apprezzate, a spaziare tra <strong>“Oil&amp;Gas, transizione Energetica Sostenibile e Sicurezza negli impianti”</strong> e <strong>“ATEX e Sicurezza per le industrie critiche”, </strong>quest’ultima organizzata in collaborazione con G.I.S.I. (Associazione Imprese Italiane di Strumentazione).</p>
<p>Nelle due sessioni attraverso interventi di esperti, aziende e operatori del settore, sono state analizzate tecnologie e soluzioni innovative che supportano la decarbonizzazione delle attività industriali, l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti e l’integrazione con nuove fonti energetiche, tra cui in particolare l’idrogeno, sempre più centrale nei percorsi di transizione energetica e nello sviluppo di sistemi energetici a basse emissioni.</p>
<p>Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi della sicurezza industriale, della prevenzione dei rischi e della gestione degli impianti in contesti complessi e ad alta criticità, con attenzione alle normative e alle best practice per garantire affidabilità e protezione di persone, asset e ambiente, offrendo un momento di aggiornamento per progettisti, responsabili sicurezza, tecnici e manager, ponendo al centro l’interpretazione e l’applicazione delle direttive ATEX nei processi produttivi più sensibili.</p>
<p>Tra gli interventi citiamo quelli di <em>Antonio Spadaccini &#8211; Pansoinco, Fabrizio Corti &#8211; Softing Industrial Automation, Federico Biolchi &#8211; Tempco, Luigi Calcagno &#8211; Aucotec, Maurizio Toninelli &#8211; Atex Safety Service / GISI, Giuseppe Iandolo &#8211; Emerson, Adina Christescu &#8211; WatchGas, Alberto Sibono &#8211; GFCC, Mauro Stefani – iSafe-Mobile, Nicolas Rondinelli &#8211; Batter Fly.</em></p>
<p>Particolarmente rilevante il livello dei contenuti proposti anche nei workshop tecnici applicativi, a cura diretta delle aziende, che hanno valorizzato casi reali e applicazioni concrete, offrendo strumenti immediatamente trasferibili nei contesti operativi.</p>
<p>La ricca area espositiva della giornata di Bergamo ha visto la presenza di davvero tante aziende tra leader di mercato e realtà di riferimento – tra cui fornitori di tecnologie sinergiche per automazione, sensoristica, sicurezza industriale e software – insieme ad associazioni e player chiave del settore a testimonianza di un ecosistema industriale completo e rappresentativo.</p>
<p><strong>La manifestazione conferma il proprio format vincente</strong>: una mostra-convegno tecnica altamente specializzata, in grado di coniugare esposizione, formazione e networking in un’unica giornata, ottimizzando tempi e investimenti per aziende e visitatori.</p>
<p><em>“Questa edizione ha confermato una crescita significativa sia in termini di partecipazione che di qualità dei contenuti,”</em> ha dichiarato Antonio Rampini – responsabile Manifestazioni EIOM, <em>“l’incremento nella presenza degli espositori e l’ampia partecipazione di visitatori qualificati dimostrano quanto il tema della manutenzione industriale, integrato con le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, sia oggi strategico per tutte le filiere produttive. MCMA si consolida come momento fondamentale di incontro e aggiornamento per il settore.”</em></p>
<p><strong>MCMA Bergamo</strong> ha inoltre beneficiato della sinergia con altri eventi verticali in contemporanea, quali <strong>SAVE</strong> (Automazione, Strumentazione, 4.0 e IA per l’Industria), e <strong>mcT</strong> (Oil&amp;Gas, ATEX, Antincendio, Sicurezza Indsustriale e Cybersecurity) creando un ecosistema integrato capace di generare nuove opportunità di business e approfondimento tecnologico.</p>
<p>La giornata di Bergamo organizzata da EIOM e a partecipazione gratuita, può contare sul supporto e la collaborazione delle più importanti associazioni e istituzioni del settore, tra cui ricordiamo G.I.S.I. (Associazione Imprese Italiane di Strumentazione) PLC Forum (la principale associazione italiana online per la promozione dell’automazione), AIPI (Associazione Italiana Progettazione Industriale), ANIPLA (Associazione Nazionale per l’Automazione), il patrocinio di ADACI (Associazione Italiana Acquisti e Supply Management), SIRI (Associazione Italiana Robotica e Automazione) e Fast (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche.</p>
<p><strong>Prossimi appuntamenti</strong></p>
<p>MCMA Bergamo tornerà nel 2027 sempre ad aprile alla Fiera di Bergamo<strong> ma vi aspetta il 7 e 8 ottobre 2026</strong> <strong>alla Fiera di Verona</strong> con la due giorni autunnale di <strong>MCMA</strong>, unica e sola manifestazione sulla manutenzione industriale in Italia, continuando a supportare la crescita del settore attraverso contenuti qualificati, innovazione e connessioni tra i principali player dell’industria.</p>
<p><em>Per info: </em><a href="http://www.mcmonline.it"><em>www.mcmonline.it</em></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polizza contro i rischi catastrofali: in un anno 3 MLD di danni alle micro e piccole imprese</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/865113841/polizza-contro-i-rischi-catastrofali-in-un-anno-3-mld-di-danni-alle-micro-e-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Polo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 17:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[calamità naturali]]></category>
		<category><![CDATA[obbligo assicurativo]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>3 miliardi di euro, secondo l’indagine* condotta da EMG Different per Facile.it a tanto ammontano i danni da calamità naturali &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>3 miliardi di euro</strong>, secondo l’indagine* condotta da <em>EMG Different</em> per <strong><a href="https://www.facile.it/">Facile.it</a></strong> a tanto ammontano i danni da calamità naturali subiti da micro e piccole imprese negli scorsi 12 mesi.</p>
<p>In questi giorni il Governo sta lavorando al decreto attuativo relativo all’obbligo di assicurazione proprio contro questi eventi, ma sempre secondo la stessa indagine sono pochissime le aziende a conoscenza della norma; <strong>appena 2 su 10</strong>.</p>
<p>Scorrendo i risultati del lavoro condotto a settembre 2024 su un campione rappresentativo delle micro e piccole imprese italiane si scopre anche che la maggioranza di loro (<strong>60%</strong>) è però <strong>d’accordo con l’introduzione dell’obbligo assicurativo</strong>, dato che sale fino al 71% se si isola il solo campione delle piccole imprese. A livello territoriale, invece, l’approvazione supera il 70% tra le imprese del Nord Est e del Sud Italia.</p>
<p><strong>Il sentiment </strong></p>
<p>Mentre il Governo è impegnato a lavorare al decreto attuativo, come detto, sono ancora tante le aziende che <strong>non conoscono la norma</strong>; l’indagine ha evidenziato come la situazione sia più critica tra le <strong>microimprese</strong>, dove ben l’<strong>80%</strong> dei rispondenti ha dichiarato di non sapere nulla del nuovo obbligo, mentre tra le piccole imprese la situazione migliora leggermente e la percentuale di chi non è informato scende al <strong>58%</strong>. A livello territoriale, invece, sono le aziende del Centro Italia delle Isole le meno informate, con percentuali superiori al 90%.</p>
<p><strong>Le intenzioni </strong></p>
<p>Come hanno intenzione di comportarsi le micro e le piccole imprese italiane una volta che il Decreto ministeriale sarà operativo? <strong>Un intervistato su 2</strong> ha dichiarato di <strong>volersi adeguare</strong> alla norma sottoscrivendo una polizza contro le calamità naturali, ma andando a indagare nel dettaglio le ragioni di questa intenzione si scopre che il <strong>13%</strong> lo farà <strong>perché obbligato dalla legge</strong>, il <strong>9% se non costerà troppo</strong> e il 5,7% per timore di <strong>sanzioni</strong> in caso di inadempienza. Preoccupa vedere che il <strong>18% dei rispondenti</strong>, pari a circa 750.000 aziende, dichiari di <strong>non avere intenzione di sottoscrivere</strong> questo tipo di copertura assicurativa.</p>
<p>Dati che fanno riflettere, soprattutto se si considera che l’Italia è uno dei paesi europei più esposti al rischio idrogeologico e che, come detto, secondo quanto emerso dall’indagine, nell’ultimo anno più di <strong>278.000 </strong>tra micro e piccole imprese hanno <strong>subito danni da calamità naturali</strong>, in particolare da alluvioni, per un valore economico stimato in oltre <strong>3 miliardi di euro</strong>.</p>
<p><strong>Poche le aziende già assicurate</strong></p>
<p>L’indagine ha messo in luce come fino ad oggi ci sia stata una <strong>bassa propensione</strong> da parte di micro e piccole imprese italiane a sottoscrivere prodotti assicurativi per tutelarsi dalle calamità naturali; appena il <strong>6,2%</strong> del campione intervistato ha dichiarato di avere già una polizza contro terremoti, inondazioni, alluvioni, esondazioni e franamenti.</p>
<p>A questo insieme, si aggiunge un <strong>4% </strong>che, invece, ha detto di essere <strong>coperto solo parzialmente</strong>. Ancora una volta, sono le microimprese ad essere meno sensibili al tema e, tra loro, il 92% ha ammesso di non avere alcun tipo di copertura contro le calamità naturali, mentre tra le piccole imprese la percentuale di chi è completamente scoperto scende al <strong>45%</strong>. A livello territoriale, invece, sono le aziende nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole ad avere meno copertura.</p>
<p>Indagando le ragioni dietro alla bassa diffusione di prodotti assicurativi catastrofali tra le micro e le piccole imprese italiane sono emerse tre motivazioni principali: il <strong>57%</strong> del campione intervistato ha ammesso, molto semplicemente, di “non averci mai pensato prima<em>”, </em>mentre il <strong>34% dei rispondenti</strong>, pari a circa <strong>1,4 milioni di imprese</strong>, ha dichiarato di non avere questo tipo di copertura a causa del <strong>prezzo troppo elevato </strong>(soprattutto al Sud Italia, dove la percentuale arriva addirittura al 58%).</p>
<p>Il 32% del campione intervistato, infine, ha detto di non essere assicurato contro le calamità poiché ritiene che la <strong>sua attività imprenditoriale non sia a rischio</strong>, percentuale che arriva al 40% tra le imprese del Centro Italia.</p>
<p><em>«Con l’introduzione dell’obbligo assicurativo le compagnie hanno iniziato a mettere a punto prodotti specifici per le micro e piccole imprese che riescono a coniugare una copertura completa con un prezzo accessibile anche per le realtà più piccole che possono tutelarsi contro le principali calamità naturali con prodotti il cui prezzo base parte da poche centinaia di euro. Numeri alla mano, la spesa rispetto ai benefici è davvero minima</em><em>»</em>, spiegano gli esperti di Facile.it.</p>
<p><em>* Nota metodologica : indagine reallizzata per Facile.it da </em><em>EMG Different attraverso 400 interviste totali (200 a microimprese e 200 a piccole imprese) su un campione rappresentativo delle microimprese (imprese con &lt;10 addetti ed un fatturato &lt;2 mio) e delle piccole imprese (imprese con &lt;50 addetti ed un fatturato &lt;10 mio) stratificato per area geografica e tipologia di azienda; intervallo fiduciario delle stime: ±4,9%; contatti 2.871 (tasso di risposta 14%). Le interviste sono state svolte tra il 30 agosto e l&#8217;8 settembre 2024 attraverso un pre-reperimento telefonico di coloro che all’interno dell’azienda hanno un ruolo decisionale nella scelta e sottoscrizione delle polizze assicurative e un successivo invio mail del questionario per la compilazione del questionario online.</em></p>
<p><em> </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Analisi rating pmi &#8211; Studio su 69mila imprese: il 36% è a rischio</title>
		<link>https://www.comunicatostampa.org/86595390/analisi-rating-pmi-studio-su-69mila-imprese-il-36-e-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 08:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[CRO]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[rating]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.comunicatostampa.org/?p=95390</guid>

					<description><![CDATA[<p>A metà novembre è entrato in vigore l’istituto della “Composizione negoziata della crisi”, uno strumento importante per aiutare le imprese &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A metà novembre è entrato in vigore l’istituto della “Composizione negoziata della crisi”, uno strumento importante per aiutare le imprese in difficoltà. Qual è la fotografia del tessuto imprenditoriale italiano? Nonostante il Covid sembri non aver avuto un impatto diretto sulle aziende <strong>con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro</strong>, anche grazie alle varie misure di sostegno adottate, il <strong>rating a rischio resta comunque elevato</strong>.</p>
<p>Dall’<strong>Osservatorio</strong> di <strong><a href="https://www.temporarymanager.info/">Studio Temporary Manager S.p.A.</a></strong>, società specializzata nei servizi di temporary management, che ha elaborato i bilanci del 2020 depositati presso la Camera di Commercio di <strong>circa 69</strong> <strong>mila imprese italiane<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro</strong>, ben <strong>il 36%</strong> presenta <strong>un rating a rischio</strong>.</p>
<p>Un dato comunque in linea con l’anno precedente, ma la fotografia reale delle imprese post pandemia si vedrà solo alla fine del definitivo sblocco dei licenziamenti e quando termineranno le moratorie garantite dallo Stato (31 dicembre 2021).</p>
<p>Se ci si sposta poi a livello regionale, tutti i territori continuano a mostrare segnali di sofferenza ma con valori variabili. In sei regioni le imprese con un rating a rischio superano il 40% e tutte il 30%: tra queste si evidenziano la <strong>Sardegna</strong> (42%), il <strong>Lazio</strong> (42%), il <strong>Molise</strong> (40%), l’<strong>Abruzzo</strong> (40%), la <strong>Sicilia</strong> (40%) e la <strong>Toscana</strong> (40%). Seguono la <strong>Calabria</strong> (39%), la <strong>Basilicata</strong> (39%), l’<strong>Emilia Romagna</strong> (38%), la <strong>Liguria</strong> (38%), la <strong>Puglia</strong> (37%), l’<strong>Umbria </strong>(37%), la <strong>Lombardia</strong> (36%), il <strong>Piemonte</strong> (35%), il <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> (34%), la <strong>Valle d’Aosta</strong> (34%), la <strong>Campania</strong> (33%), le <strong>Marche</strong> (33%), il <strong>Veneto </strong>(32%) e il <strong>Trentino-Alto Adige </strong>(30%).</p>
<p><em>“I dati della Banca d’Italia indicano che dal 2019 sono saliti del 40% i finanziamenti bancari alle imprese con un significativo aumento del rischio di credito </em>– ha dichiarato <strong>Alberto Cerini,</strong> <strong>Responsabile “Corporate Turnaround &amp; Restructuring” di Studio Temporary Manager </strong>– <em>La nostra analisi conferma che nei bilanci ad oggi depositati relativi all’esercizio 2020 sono presenti evidenti segnali di criticità; la fine del divieto dei licenziamenti e l’imminente conclusione delle moratorie rivelerà il vero stato di salute delle imprese italiane, che ad oggi però è stato mantenuto sostanzialmente invariato rispetto ad un anno fa circa grazie proprio alle predette misure di sostegno, che si sono quindi dimostrate efficaci.” </em></p>
<p>Le imprese potranno ora affrontare le sfide future del 2022 ed uscire da eventuali situazioni di crisi, sia beneficiando della ritrovata ripresa economica italiana e internazionale, ma anche utilizzando il nuovo strumento della “<strong>composizione negoziata della crisi</strong>” introdotto dal Decreto Legge 118/2021 e del Decreto Dirigenziale del Ministero della Giustizia del 24/9/2021.</p>
<p><strong>In cosa consiste lo strumento della composizione negoziata della crisi?</strong> Le aziende potranno accedere, su base volontaria, a un percorso di negoziazione che potrà sfociare anche in soluzioni puramente stragiudiziali e dove tutte le parti, debitore e creditori quindi, hanno il dovere di collaborare lealmente e in modo sollecito.</p>
<p>Un passaggio molto importante della nuova composizione negoziata è poi, oltre alla figura di un esperto indipendente con compiti di mediatore tra creditori e debitore, la possibilità di prevedere la figura di un <strong>CRO, Chief Restructuring Officer, ovvero un temporary manager esperto di crisi d’impresa.</strong></p>
<p>Il CRO è responsabile del processo di risanamento in fase di esecuzione con il ruolo di monitorare l’attuazione del piano di risanamento ed il rispetto degli accordi raggiunti. Il temporary manager incaricato avrà dunque un ruolo estremamente delicato di discontinuità rispetto al passato e di garanzia dell’implementazione del risanamento, a vantaggio dell’impresa e dei suoi creditori. Il CRO dovrà avere competenze manageriali e di settore, ma anche di restructuring finanziario e legali per essere un efficace e credibile interlocutore di tutte le controparti della negoziazione. Non da ultimo, il CRO dovrà essere indipendente da tutte le parti coinvolte.</p>
<p><strong>Per aiutare gli imprenditori Studio Temporary Manager</strong> ha realizzato un vademecum di <strong>10 regole</strong> utili nei momenti di crisi aziendale:</p>
<ul>
<li>Discontinuità con il passato con temporary manager esperti di situazioni di crisi (CRO)</li>
<li>Fermare l’emorragia: <em>stop loss</em></li>
<li>Essere reattivi: 1 mese vale 1 anno</li>
<li>Ristrutturare l’indebitamento finanziario</li>
<li>Risolvere i problemi industriali</li>
<li>Comunicare in modo efficace il progetto di risanamento ai terzi</li>
<li>Gestire l’azienda per cassa</li>
<li>Focalizzarsi su ciò di cui si ha esperienza (<em>core business</em>)</li>
<li>Porre le basi per il futuro, anche con operazioni di M&amp;A</li>
<li>Avere umiltà ma anche coraggio e forza di innovare</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<table style="height: 1489px;" width="662">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="125"><strong>REGIONE</strong></td>
<td colspan="2" width="211"><strong> BILANCI 2020</strong></td>
<td width="12"><strong> </strong></td>
<td colspan="2" width="211"><strong> BILANCI 2019</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="105"><strong>RATING POSITIVO (SANE / ADEGUATE)</strong></td>
<td width="105"><strong> RATING CRITICO (VULNERABILI / RISCHIOSE)</strong></td>
<td width="12"><strong> </strong></td>
<td width="105"><strong>RATING POSITIVO (SANE / ADEGUATE)</strong></td>
<td width="105"><strong> RATING CRITICO (VULNERABILI / RISCHIOSE)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="125">TRENTINO-ALTO ADIGE</td>
<td width="105">70%</td>
<td width="105">30%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">69%</td>
<td width="105">31%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">VENETO</td>
<td width="105">68%</td>
<td width="105">32%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">69%</td>
<td width="105">31%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">MARCHE</td>
<td width="105">67%</td>
<td width="105">33%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">67%</td>
<td width="105">33%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">CAMPANIA</td>
<td width="105">67%</td>
<td width="105">33%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">VALLE D&#8217;AOSTA</td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">FRIULI-VENEZIA GIULIA</td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">66%</td>
<td width="105">34%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">PIEMONTE</td>
<td width="105">65%</td>
<td width="105">35%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">65%</td>
<td width="105">35%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">LOMBARDIA</td>
<td width="105">64%</td>
<td width="105">36%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">65%</td>
<td width="105">35%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">UMBRIA</td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">61%</td>
<td width="105">39%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">PUGLIA</td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">LIGURIA</td>
<td width="105">62%</td>
<td width="105">38%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">EMILIA ROMAGNA</td>
<td width="105">62%</td>
<td width="105">38%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">63%</td>
<td width="105">37%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">BASILICATA</td>
<td width="105">61%</td>
<td width="105">39%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">59%</td>
<td width="105">41%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">CALABRIA</td>
<td width="105">61%</td>
<td width="105">39%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">59%</td>
<td width="105">41%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">TOSCANA</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">64%</td>
<td width="105">36%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">SICILIA</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">57%</td>
<td width="105">43%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">ABRUZZO</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">MOLISE</td>
<td width="105">60%</td>
<td width="105">40%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">LAZIO</td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125">SARDEGNA</td>
<td width="105">58%</td>
<td width="105">42%</td>
<td width="12"></td>
<td width="105">59%</td>
<td width="105">41%</td>
</tr>
<tr>
<td width="125"><strong>TOTALE ITALIA</strong></td>
<td width="105"><strong>64%</strong></td>
<td width="105"><strong>36%</strong></td>
<td width="12"><strong> </strong></td>
<td width="105"><strong>64%</strong></td>
<td width="105"><strong>36%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Fonte e campione: Osservatorio <strong>Studio Temporary Manager</strong> <strong>S.p.A.</strong> (<a href="http://www.temporarymanager.info">www.temporarymanager.info</a>) su base dati <strong>AIDA.</strong> L’analisi è stata condotta sui bilanci 2020 depositati presso la Camera di Commercio da un campione di <strong>circa 69</strong> <strong>mila imprese italiane</strong>, con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro, fotografando lo stato di crisi delle aziende e dividendole in categorie con rating positivo e critico.</p>
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			</item>
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